10 consigli per affrontare un viaggio con dei mini-umani


No, non giù per il camino, eh?! Prenotate il primo viaggio, se non l’avete già fatto. Rispolverate la lista dei desideri e correte su skyscanner o google flights: forse il biglietto giusto è lí che attende di essere acquistato! E se non avete la minima idea di dove andare con dei bambini piccoli, sfogliando il nostro blog troverete un po’ di mete baby e toddler friendly per trarre ispirazione.

Certo, è una spesa in più, ma conosciamo bene la maledizione della febbre del weekend! Solo che le assicurazioni annullamento non sempre sono convenienti.
Fate un calcolo del costo, ricordando che le tasse aeroportuali non vengono mai rimborsate e che spesso esiste una franchigia non restituibile. Inoltre leggete bene le clausole, perché le assicurazioni non rimborsano quasi mai le “condizioni pregresse”, come banalmente potrebbe essere considerata una ricaduta di otite, fino a due anni prima! Quindi confrontate con minuzia il preventivo con quanto perdereste, e ricordate che può valere la pena di investire di una tariffa con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’arrivo.

Come mi vesto? Ma a cipolla, naturalmente! Mai come quando hai uno o più mini umani vale questo accorgimento, per cui fate i bagagli di conseguenza!

Portate sempre uno zaino degli imprevisti con un cambio completo anche quando sono grandicelli. Utilissima una wetbag con cerniere impermeabile ed ermetica, perfetta sia per cambi puliti che sporchi.
La maggior parte delle compagnie aeree permette di portare uno o due oggetti per ogni bambino fino ad una certa età (che varia a seconda dell’aeroporto, quindi controllate sempre il sito in anticipo), di solito a scelta fra passeggino, lettino da campeggio e seggiolino auto. Inoltre per i bambini è possibile imbarcare acqua ed altri liquidi oltre il limite dei 100 ml per confezione anche negli aeroporti sprovvisti dei nuovi scanner.

A noi piace preparare il terreno pre-viaggio prendendo in biblioteca o in libreria albi illustrati ambientati nei luoghi che visiteremo. Spesso i bambini adorano riconoscere i posti che hanno visto disegnati sui propri libri! Ma potete anche guardare film, documentari, foto o sfogliare la guida insieme.
Se siete più ispirati potreste creare dei diari di viaggio personalizzati, con souvenir da collezionare, attrazioni da scovare e uno spazio per disegni e/o pensieri da scrivere. Se vi piace l’idea ma non avete voglia di realizzarla da soli, ne esistono tantissimi acquistabili online! Qui qualche esempio per Londra, Vienna e Parigi.

Stilare un itinerario di massima vi aiuterà a spiegare ai bambini il piano della giornata. Potrebbero  infatti essere disorientati dal cambiamento di routine e iperstimolati dalle novità, soprattutto se sono in età prescolare! Sapere cosa state per fare li aiuterà a sentirsi più in controllo della situazione, e voi a gestire meno meltdown.

Lasciatevi la libertà mentale di essere flessibili sui programmi: non riuscirete a vedere tutto quello che vi eravate prefissati forse, ma va bene così. Noi di solito facciamo un programma che è la metà di quello che avremmo fatto quando non avevamo il nanetto al seguito. A quel punto segniamo una cosa da fare assolutamente per ogni giorno di viaggio; il resto del piano giornaliero verrà, forse, o forse no. Può essere furbo lasciare una giornata di bonus per recuperare in caso di imprevisti. Inoltre, spesso l’appartamento può essere preferibile all’hotel. Più economico se si viaggia in tanti, permette di preparare un pasto jolly per quei bambini che hanno difficoltà ad abituarsi a sapori non familiari e di solito ha un po’ più di spazio per giocare nei momenti morti.

Da quando avete figli li notate ovunque: sono i playground! Croce e delizia di molte famiglie, vi concedono una pausa in cui sedervi e lasciare i piccoli umani liberi di esplorare in sicurezza. Scoprirete che in molti aeroporti ci sono aree gioco dedicate a loro: informatevi sul sito prima di partire per sapere dove si trovano.
Se è il loro primo volo, potete richiedere vie email o preparare a casa un certificato di “battesimo di volo”: l’equipaggio di solito è ben felice di festeggiare i piccoli viaggiatori e lo firmerà con entusiasmo.

Stickers, colori a cera, tablet con cartoni già scaricati possono essere un salvavita durante le attese, per cui anche se a casa litigate l’accesso agli schermi, ricordate la parola d’ordine in viaggio: sopravvivenza. Per i più grandi ci sono giochi di carte tascabili (ad esempio Dobble o quelli della Djeco). Altre grandi attrattive sono Bioparchi, acquari, Musei dei bambini, parchi divertimento, piscine con scivoli: spezzare il giro con queste pause divertenti aiuta a mantenere alto l’entusiasmo per il viaggio. Per i più grandi infine in molti musei organizzano cacce al tesoro e visite guidate dedicate, ma prenotate in anticipo perché vanno a ruba. 

Prima dei figli inorridivate all’idea di entrare in un ristorate italiano all’estero? Odiavate gli zoo, guardavate storto chi piazzava i bambini davanti al tablet al ristorante, chi portava i bambini “grandi” col passeggino? Concordo con voi, su tutto. Eppure, in viaggio è un po’ diverso.
In viaggio vale mettere un bambino di 6 anni sul passeggino, se questo vi permette di visitare il Louvre in santa pace. Vale mangiare pasta al pomodoro o Mc Donald’s, se altrimenti sono giorni di digiuno con associate crisi da ipoglicemia in stile incredibile Hulk. Vale il gelato per pranzo se non c’è altro nei paraggi, vale la cioccolata per merenda anche ogni giorno, vale scaricare un cartone animato o un’app per avere 20 minuti di pace.

Insomma, in viaggio vale tutto!

Per quanto possiate aver fatto un viaggio su misura loro, previsto momenti dedicati a loro ogni giorno, rispettato i loro ritmi, ascoltato i loro bisogni e pianificato in maniera impeccabile tenendo conto di tutte queste variabili…bhè, ci saranno sempre cose che avreste davvero voluto vedere, o esperienze imperdibili che sarete costretti a saltare perché è capitata la giornata no.
Potreste arrivare a guardarvi esausti davanti all’ennesimo rifiuto di uscire, con le lacrime di frustrazione agli occhi, chiedendovi se ne sia valsa la pena spendere tutti quei soldi, usare tutte quelle ferie, per poi non riuscire nemmeno a… (completare a piacimento).

Intanto sappiate che la delusione è un sentimento normale, non siete soli e non siete dei genitori snaturati solo perché state meditando di lasciare i pargoli in hotel davanti a un video di otto ore di Cocomelon, con una busta di patatine formato gigante e le borracce antigoccia.Poi però fate un bel respiro e andate avanti: è rimasto un punto aperto sulla bucket list, ma un giorno tornerete e il cerchio si chiuderà. 
Capita anche questo e va messo in conto.

Probabilmente conoscerete anche voi una famiglia così: quella con quattro figli, di cui un neonato e una coppia di gemelli di 3 anni, che è andata a fare un on the road in Guatemala portando con sé solo il bagaglio gratuito con un pezzo di sapone di Marsiglia e il filo per stendere. Hanno scalato montagne con il neonato nel marsupio, mangiato alligatore arrostito sul falò con grande soddisfazione dei bambini, sorseggiato mate mentre i figli imparavano la lingua di una tribù amazzonica con il solo potere dell’amicizia. Quella famiglia che sostiene il grande mantra: “tutto si può fare, basta adattarsi“.
Mentre voi solo per andare a trovare i nonni vi portate un trolley e uno zaino stracolmi e che manco bastano, vostro figlio vomita tre volte solo nel tragitto in autostrada di venti minuti e se per caso ritarda di mezzora la messa a letto diventa peggio di un gremlin nutrito dopo la mezzanotte.

Qui la trappola mentale è in agguato. “Abbiamo sbagliato noi”. “Forse avremmo dovuto abituarli”. “Siamo noi che ci facciamo troppi problemi”.

Ora, posto che riflettere su se stessi è sempre sano e qualcosa di migliorabile sicuramente si può trovare, c’è però la fortissima possibilità che semplicemente la vostra famiglia sia diversa. Che i vostri figli siano diversi. Che voi come genitori abbiate delle priorità diverse. E va bene cosí. Va bene anche senza portare neonati e infanti in Guatemala. Forse non andrete in Islanda nemmeno quest’anno, e forse i parchi americani dovranno aspettare ancora un po’, come anche Vietnam, Cambogia, Namibia, Perù. Però ricordate che prima o poi i figli cresceranno e andrà meglio.  Voi non vi scoraggiate. Anzi, nei limiti delle vostre esigenze familiari…

Già, continuate a viaggiare. 

Non importa se sia la sagra della castagna dietro casa o la settimana in family hotel in Trentino, l’importante è proporre e godersi quello che il posto offrirà da scoprire. Testate i limiti, tenendo a mente che possono modificare di mese in mese.
Scoprite le preferenze dei bambini e vostre, le strategie vincenti. E se proprio non trovate la quadra, se ne avete la possibilità, lasciate i bambini ai nonni e per quella volta… partite da soli! Ma se questa non è un’opzione, ricordate che non dovete precludervi nulla a priori, ma solo rimandare. Piano piano, allargherete il tiro e vedrete che quando sarà il momento giusto i vostri piccoli globetrotter vi sapranno stupire.

Fino ad allora, buon viaggio anche cosí.


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