Route 66, capitolo 3 – dal New Mexico all’itinerario in Arizona


La prima parte dell’Arizona che viene percorsa dal nostro itinerario è quella orientale. Infatti dopo aver lasciato Gallup, abbiamo attraversato il confine del New Mexico per trovarci nella riserva Navajo. La prima tappa in questa zona, è il Pietrified Forest National Park, proprio sulla Route 66 (su questo sito trovate i prezzi d’ingresso per macchina). Si tratta di un parco la cui particolarità sono i fossili di tronchi d’albero dell’epoca trirassica che si sono pietrificati. Il paesaggio è davvero suggestivo, e il sole tira fuori una quantità di colori inimmaginabili dalle rocce e dai vari sedimenti. Veramente molto figo!

A questo punto è stata necessaria una deviazione verso nord, in direzione Monument Valley. La scelta del dove dormire prima di raggiungere la Monument Valley è stata abbastanza casuale ma ci ha regalato un tramonto molto bello. Ci troviamo a Chinle, una cittadina sperduta in mezzo al nulla con qualche gas station, gommista (che ci ha salvati da uno pneumatico che perdeva pressione) e fast food. Qui abbiamo visitato il canyon di Chelly, un luogo che non è segnato tra i più famosi della zona, è vero, ma è stato comunque emozionante perché lo abbiamo vissuto in totale solitudine, senza nessuno oltre noi a godersi lo spettacolo. A Chinle abbiamo dormito in un lodge molto bello in mezzo alla natura, peccato che il meteo era terribile e non abbiamo visto nemmeno una stella.

L’itinerario continua fino al nord dell’Arizona, al confine con l’Utah: siamo nei pressi della Monument Valley. Terra rossa, massicci monumentali in mezzo al deserto più assoluto, il far west è finalmente arrivato, ed ha superato di gran lunga le nostre aspettative! Inutile dire che per noi questo paesaggio è stato incredibile. La vastità dell’orizzonte e la maestosità della natura sono palpabili, e sembra di avere la super vista e vedere più lontano che mai! Ovviamente sentire la musica di Ennio Morricone è d’obbligo tra questi paesaggi.

Il nostro consiglio è di raggiungere l’ingresso della Monument Valley venendo da nord, perché lì c’è il celebre Forrest Gump point, con una panorama mozzafiato, ed anche solo percorrere la strada in macchina è stupendo. Entrare nella zona della Monument Valley ha un prezzo controllabile su questo sito, e si può sempre arrivare in un punto visitatori da cui si gode il panorama sui tre massicci principali. Se a vostra macchina lo permette, ovvero se è abbastanza alta ed attrezzata, potete lanciarvi in un percorso di 17 miglia di strada sterrata attraversa la terra rossa all’ombra delle formazioni rocciose. Questa impresa non è tutelata da nessuna assistenza in caso di foratura o problemi alla macchina, quindi avventuratevi solo se la vostra vettura è adeguatamente equipaggiata! La nostra non era abbastanza alta per, quindi non abbiamo potuto farlo.

Con gli occhi ancora pieni della bellezza della Monument Valley, continuiamo il nostro giro dell’Arizona e ci spostiamo a Page. Si tratta di una cittadina situata accanto al lago Powell, estremamente turistica. Infatti a pochissimi chilometri da Page abbiamo l’Horseshoe Bend, il punto in cui il fiume Colorado fa un giro a forma di ferro di cavallo all’interno del canyon. Il momento migliore per visitarlo è la mattina, quanto il canyon è illuminato, oppure al tramonto per godersi la golden hour. Su questo sito trovate i prezzi per il parcheggio, da cui parte una piccola camminata che raggiunge il punto panoramico.

Oltre all’Horseshoe Bend, Page è famosa per trovarsi accanto all’Antelope Canyon. Si tratta dello sfondo più celebre di tutti i desktop: un canyon rossiccio levigato dall’acqua e attraversato da fasci di luce. Gli accessi all’Antelope Canyon sono 3: Upper, Lower ed X, e vanno prenotati con largo anticipo perché sono accessibili solo attraverso visite guidate. Online ci sono infiniti tour che variano da 200$ ai 50$ a seconda della canyon, della compagnia e dell’orario selezionati (le ore centrali più luminose sono le più richieste). Il canyon più scenografico ed agibile è l’Upper, che è anche il più costoso e difficile da prenotare. Al secondo posto c’è il Lower, meno costoso, meno difficile da prenotare. Al terzo posto l’X, il più economico, prenotabile solo attraverso la compagnia locale Taadidiin Tours, quello che abbiamo scelto noi.

Le nostre aspettative non erano altissime, proprio perché sapevamo di non andare a visitare il top di gamma. E invece siamo rimasti davvero stupiti dal nostro tour di con poche persone accompagnate da una guida Navajo in questo canyon scenografico e dai colori incredibili! Purtroppo in caso di forti temporali (non rari d’estate in questa zona desertica), potrebbero cancellare la vostra visita perché il canyon si allaga e diventa inagibile!

Per visitare il Grand Canyon non abbiamo soggiornato a Page (che comunque è una scelta molto sensata), ma ci siamo diretti a Flagstaff, per riavvicinarci alla strada principale del nostro viaggio, la Route 66. Fino a questo momento non avevamo notato che la riserva Navajo è su un altopiano che arriva fino ai 2000m di altitudine. La realizzazione di questo fatto avviene proprio a Flagstaff, dove le temperature sono improvvisamente bassissime. Ci troviamo infatti in una nota località sciistica per i californiani! Si tratta di una cittadina davvero carina, hipsterella e con un centro pedonale.

Visitare il Grand Canyon è un termine molto vago, perché la zona in questione è veramente vasta. Il Grand Canyon è infatti questa profondissima ed immensa gola attraversata fiume Colorado, intorno alla quale le formazioni rocciose hanno assunto una forma davvero spettacolare! Il Grand Canyon National Park ha due accessi principali, ed il prezzo per macchina si trova su questo sito. In particolare, abbiamo l’entrata sud e quella nord. Noi siamo passati dal gate sud, ovvero quello che conduce al South Rim del Grand Canyon, la zona più famosa, accessibile, con lunghe camminate panoramica da poter percorrere. L’accesso nord conduce al North Rim, ed è il più selvaggio e con le camminate più impegnative.

Lo spettacolo è davvero pazzesco, e vi consigliamo di rimanere fino all’ora del tramonto per vedere tutti i giochi di luce che cambiano durante la giornata. Mentre guidate fate attenzione agli animali: nel bosco che circonda il Grand Canyon ci sono dei cervi giganteschi!

Arrivando al Grand Canyon da ovest, esistono dei tour organizzati da Las Vegas sia in pullman che in elicottero.

La deviazione naturalistica termina con il Grand Canyon, è ora di rimettersi sulla Route 66 per dirigersi verso il capitolo finale del viaggio.
L’ultima tappa in Arizona è Oatman, un minuscolo paesino tra montagne desertiche e i cactus, ex città mineraria durante la corsa all’oro. Attualmente è una specie di cittadina fantasma ferma nel tempo, con un’architettura stile far west (l’assalto alla diligenza non è mai stato così reale), popolata da ciuchini selvatici che razzolano nella zona. Merita sicuramente una piccola visita, ma vi consigliamo di raggiungerla da ovest e non da est, perché la strada da est è un percorso di montagna tutto curve sul dirupo, decisamente più faticoso della superstrada che la raggiunge da ovest.

E con Oatman abbiamo concluso il nostro itinerario in Arizona. Per saperne di più sul nostro viaggio lungo la Route 66, andate su questa pagina!


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