Route 66, capitolo 2 – da Oklahoma City al New Mexico


Una volta lasciata Oklahoma City, procediamo col nostro viaggio verso il far west lungo la Route 66. Il paesaggio intorno a noi inizia ad essere quello delle storie dei nativi americani: immense praterie piene di cavalli e mucche si estendono in ogni direzione. Sembra veramente di essere in un film! La mia speranza continua è quella di incontrare qualche mandria di bisonti lungo la strada, ma ne incontriamo solo un paio tenuti in cattività in un recinto.

Dopo aver svalicato il confine con il Texas la nostra prima tappa lungo la strada è la Conoco Tower Station di Shamrock. Si tratta di un’antica stazione di servizio con annessa caffetteria e gift shop, in cui una vecchietta texana ci ha accolti con un caloroso “Welcome to Texas”. Di primo impatto gli stereotipi sui texani ci sembrano tutti veri.

Questo viene ulteriormente confermato la sera, durante la cena al The Big Texan steak ranch di Amarillo, una steakhouse con camerieri vestiti con cappello e stivali texani, una statua di una mucca gigante sul fronte, infinite bandiere texane, accanto ad un motel a tema far west (in cui abbiamo dormito). Cosa volere di più? Mangiare in una steakhouse texana è parte integrante dell’esperienza in Texas, e devo dire che ci ha divertito moltissimo, soprattutto perché questo ristorante permette anche di partecipare ad una sfida in cui bisogna mangiate 72 once (circa 2kg) di carne in un’ora per aggiudicarsi il pasto gratuito. E tutto questo al suono di ‘yee-haw!‘ urlati dal pubblico!

Oltre alla steakhouse, Amarillo non ha troppo da offrire. Si tratta infatti di una città solcata da autostrade e con un’altissima concentrazione di fast-food e catene di negozi (ovviamente raggiungibili solo in auto). Unica attrattiva è il Cadillac Ranch, un’istallazione artistica composta da 10 auto rottamate di marca Cadillac, conficcate nel terreno, che possono essere decorate con delle bombolette spray colorate. Molto interessante pensare che è una scultura monumentale che si evolve nel tempo e cambia continuamente!

Una volta ripartiti da Amarillo, la strada continua verso ovest e non mancano le tappe prima della grande città successiva. La prima è il Midpoint Campground, il punto che segna la metà della Route 66: la metà dei chilometri lungo la strada madre sono stati percorsi, ne mancano solo altrettanti per raggiungere la west cost!
Il secondo punto in cui fermarsi è Tucumcari, una cittadina che sembra ferma nel tempo, con i suoi motel anni cinquanta lungo la strada tra cui il Blue Swallow Motel, storico e con un’insegna molto figa. Ormai siamo in pieno New Mexico, e la tappa a Santa Rosa ce lo conferma, infatti è proprio qui che ci siamo fermati per un pranzo a base di tacos. Mi raccomando, mangiate i tacos il martedì, perché è tacotuesday! (E ci sono sempre degli sconti)

Ci avviciniamo ad Albuquerque e il paesaggio cambia, inizia a diventare più desertico: le praterie finiscono ed inizia la terra rossastra.
Albuquerque è una città con una old town in totale stile messicano, davvero molto carina e piacevolissima da girare. In questa città è ambientata la serie Breaking Bad, quindi ci siamo diretti nella periferia della città a visitare il famoso fast food in cui sono state girate tantissime scene, Los Pollos Hermanos: una tappa imperdibile! Una volta lasciata Albuquerque, la nostra ultima tappa del New Mexico è Gallup. Si tratta di una cittadina molto colorata e piena di murales, attraversata da una delle poche ferrovie degli USA, ora percorsa quasi unicamente da lunghissimi treni mercantili.

Il New Mexico si conclude, e con lui questo capitolo del viaggio. Siamo pronti ad aprirne uno nuovo più naturalistico e turistico, che ci porta all’esplorazione della magnitudine delle bellezze naturali statunitensi del nord dell’Arizona!


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