Route 66, capitolo 1 – da Chicago a Oklahoma City


Il nostro viaggio inizia a Chicago, la prima tappa per chiunque voglia percorrere la Route 66! Abbiamo esplorato questa città per un paio di giorni, giusto il tempo di recuperare il fuso orario e fare qualche giro. Chicago ci è piaciuta molto, ha uno stile parecchio europeo, con mezzi pubblici, zone pedonali piene di baretti e grandi parchi, che hanno reso molto soft il nostro ingresso negli States.

I luoghi imperdibili della città sono sicuramente la zona centrale del the Loop e del Millenium park, con la sua scultura a forma di fagiolo gigante riflettente (the Cloud Gate). All’interno del Millenium Park c’è un auditorium all’aperto, il Jay Protzker Pavilion, che in estate organizza vari concerti serali, quindi controllate il programma perché potrebbe regalarvi una piacevole serata. Inoltra ad inizio agosto Chicago ospita il Lollapalooza, un festival molto interessante per gli amanti della musica. La zona nord più a nord del pontile Navy Pier è quella universitaria, con delle belle spiagge sul lago Michigan, da cui si gode una super vista sullo skyline della città.

Ovviamente non potete non provare la mitica Chicago’s Pizza, una specie di pizza/torta rustica molto alta e ripiena di pomodoro, mozzarella, salame, funghi, varie ed eventuali. Devo dire buona, ma anche parecchio pesante…dopo tutto siamo negli Stati Uniti! Una catena di ristoranti molto celebre per la pizza di Chicago è Giordano’s, mentre un’altra opzione è Pequod’s Pizza.

Dopo l’esplorazione di Chicago si comincia l’on-the-road, la strada ci chiama! La Route 66 si srotola davanti a noi a suon di playlist e podcast, ed iniziano le prime tappe lungo il percorso. L’Illinois è ricoperto di campi di granturco che si estendo a perdita d’occhio in una pianura che a noi sembra sterminata. I primi 470km scorrono tranquilli, con un paio di pause interessanti.
La prima pausa l’abbiamo fatta guardando il Gemini Giant, una statua gigante a forma di astronauta che indica la presenza di un diner a tema esplorazione spaziale, un luogo carino se non fosse che era definitivamente chiuso. La seconda pausa l’abbiamo fatta a Pontiac, una cittadina dal sapore antico, costellata da murales, locali e cimeli che sembrano fermi nel tempo.

La tappa raggiunta alla fine della prima giornata di viaggio è stata St Louis, città che ha sancito il nostro ingresso nel Missouri. Su St Louis non abbiamo troppo da dire, di sera ci è sembrata abbastanza malfamata e decadente, mentre di mattina ci è piaciuta di più. Il segno distintivo di questa città è un enorme arco di metallo a forma di catenaria, che indica la porta verso l’Ovest, e che sorge in un parco accanto al Mississippi. Prima di ripartire da St Louis per la nostra giornata di esplorazione, siamo andati nella famosissima catena di supermercati Walmart, per fare una spesa di cose a caso che ci avrebbero accompagnato durante il viaggio.

Cosa ci ha regalato il Missouri? Un’infinità di chiese collocate in mezzo al nulla, e sicuramente degli scorci fermi nel tempo. Il primo è stato il Fanning 66 Outpost, un’antica locanda con una gigantesca sedia rosa al suo esterno, che vuole avere lo stesso spirito del Gemini Giant. Il secondo che consigliamo assolutamente è vicino Lebanon, dove si trova il Munger Moss Motel, un luogo immobile negli anni ’50, con un’insegna incredibile.

Infine siamo arrivati a Springfield, una delle numerose Springfield americane (non è un caso se la città dei Simpson ha questo nome). La città in sé è priva di qualsiasi attrattiva, ma è proprio questo il bello: non c’è davvero nulla! Però abbiamo cenato in un diner della catena Steak ‘n Shake davvero carinissimo, e abbiamo dormito nel motel in cui sembra che abbia soggiornato Elvis una cinquantina di anni fa.

Ripartiti da Springfield, abbiamo ripreso il nostro itinerario verso il west. La prima tappa è stata Red Oak una finta ghost town antica, un luogo che ci ha lasciati abbastanza perplessi. La seconda tappa è stato il Tri-State Marker, il punto in cui il confine gli stati del Missouri, Kansas e Oklahoma si congiunge in un solo punto (cosa che accade poche volte negli Stati Uniti). Da quel punto il poi la Route 66 percorre il Kansas per una manciata di chilometri, in cui troviamo Cars on the Route, un’antica stazione di servizio.
La tappa successiva è stata Tulsa, una città celebre per l’art deco, in cui abbiamo fatto un giro perlustrativo tra le strade deserte, e preso un caffè a Shuffle un locale di giochi da tavola davvero figo. Prima di arrivare a Oklahoma City, la destinazione finale della giornata, ci siamo fermati da Pops 66, una stazione di servizio con un negozio di bibite assurde ai gusti più disparati, in cui ci siamo impegnati a comporre una box da 6 bottigliette con le etichette e i sapori più strani che abbiamo trovato.

Finalmente al tramonto siamo arrivati ad Oklahoma City, una città che ha subito conquistato il nostro cuore europeo perché ha un intero quartiere con vicoli pedonali, Bricktown. Questa zona piena di edifici in mattoncini, canaletti, ristoranti e birrerie ci ha regalato una serata all’insegna delle passeggiate, fatto assolutamente non scontato negli States! Per il resto la città mantiene un alto profilo statunitense, con un palazzetto dell’NBA in pieno centro e una classicissima downtown.

Il secondo articolo sulla Route 66 giunge al termine! Continuate a seguire la serie che trovate su questa pagina per sapere quali sono state le tappe successive!


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