Le Langhe, un itinerario di pochi giorni perfetto per l’autunno

È arrivato l’autunno, e quindi la voglia di allontanarsi dalle mete marittime e spostarsi verso colline e montagne, magari alla ricerca di qualche bel colore rosso di foliage autunnale. Le Langhe sono la meta più adatta per un piacevole itinerario autunnale, perfetto per godersi delle belle passeggiate tra i caratteristici paesaggi stagionali, mangiando ottimo cibo e rigorosamente bevendo buon vino. Insomma una vacanza in cui trattarsi bene! 

Questo itinerario è pensato per un weekend lungo di 4 giorni, ma si può senza dubbio diluire in 6 o 7 giorni, aggiungendo qualche passeggiata in più nei vigneti o dedicando una giornata a un lungo pranzo in agriturismo accompagnato da visita alla cantina di vini!


Come muoversi

L’itinerario attraverso le Langhe richiama a gran voce l’utilizzo della macchina. I piccoli paesini abbarbicati sulla cima delle colline delle Langhe sono collegati da strade strette e tortuose che vedono il passaggio di ben pochi autobus locali. Quindi, in questo caso, dobbiamo lasciar perdere i nostri amati mezzi pubblici: la macchina è l’unico mezzo che dà la libertà di pianificare al meglio l’itinerario. Permette di arricchirlo con numerose brevi tappe durante il percorso, e anche con qualche sosta inaspettata per godere al meglio dello spettacolare panorama. Una parte di me sta già pensando a come organizzare una vacanza di trekking nelle Langhe fatta di lunghe passeggiate nei vigneti e di qualche breve spostamento in autobus, ma di certo l’autunno mal si presta a questo tipo di vacanza…ne riparleremo in primavera!

Must do

  • Passeggiata lungo uno dei sette sentieri attorno La Morra.
  • Degustazione di un “vino da passeggiodavanti a castello Falletti di Barolo, godendo del bellissimo panorama.
  • Scoprire le differenze tra un Barolo e un Dolcetto chiacchierando con un produttore di vini nella sua cantina.

Langhe del Barolo

La Morra, Barolo, Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba: il nostro itinerario comincia da qui, dalla zona della produzione del vino Barolo. Senza dubbio un inizio con il botto visto che, a mio parere, questi sono tra i luoghi più belli di tutte di Langhe. Ma è giusto immergersi a fondo fin da subito nella cultura del vino per godersi al meglio questa vacanza.

E quindi cominciamo da La Morra. La strada verso questo paese è già di per sé una bellissima scoperta: i vigneti vi colpiranno con la loro bellezza e vorrete fermarvi in mezzo al strada per fare decine e decine di foto al panorama. Il paese di La Morra è molto piccolo (come tutti i paesi delle Langhe d’altronde) ma spicca per la terrazza panoramica nella piazza, che si affaccia sul paese di Barolo e sulle Langhe. L’attività principale da fare a La Morra è intraprendere una lunga passeggiata nei vigneti. Qui trovate i percorsi dei 7 sentieri segnati che partono da La Morra (potete ritirare una piccola mappa cartacea presso l’ufficio del turismo). Noi vi consigliamo i sentieri 6 e 7. È molto probabile che le scarpe vi si sporcheranno di fango e che suderete lungo la salita per tornare sulla cima della collina, ma ne varrà davvero la pena.

Lungo il percorso troverete anche la Cappella del Barolo: nata come luogo di ritrovo per i contadini è diventato un vero e proprio successo di marketing che richiama migliaia di turisti per scattare anche solo una foto con lo sfondo colorato della cappella. Insomma, un piccolo edificio interessante e di certo inaspettato, ma che a mio parere non giustifica le code di persone che aspettano di farsi una foto! 

A pochi chilometri da La Morra, si trova Barolo: un piccolo e pittoresco paese che di certo non ha bisogno di presentazioni! Il nostro consiglio è di vagabondare per le vie di Barolo, magari con un bicchiere di vino “da passeggio” in mano disponibile in molti bar e botteghe del centro. Le stradine di Barolo sbucano davanti a Castello Falletti nella piazza principale da cui si può godere un’altra bellissima vista sulle Langhe. Negli anni settanta il castello è diventato una proprietà comunale e ospita l’Enoteca Regionale del Barolo e WiMu il museo del vino (qui informazioni e prezzi sull’entrata). Per quanto il nome sembri promettente, non siamo rimasti particolarmente colpiti dal contenuto di questo museo che abbiamo trovato alquanto confusionario: molte luci e installazioni intriganti, ma ben poco contenuto.

Al contrario, se siete interessati a scoprirne di più sul mondo del vino consigliamo il museo ospitato all’interno di castello Grinzane Cavour (entrata 7euro). Non un museo incentrato solamente su Grinzane Cavour e la storia di Cavour, ma più in generale sulla cultura delle Langhe. E quindi parliamo di vino, tartufi, e nocciole. Sempre nelle Langhe del Barolo si trova il castello di Serralunga d’Alba (entrata 6euro). In questo caso la visita dura un po’ meno di un’ora e viene accompagnata da una guida che racconta la storia del piccolo castello.

Nel mese di ottobre si svolge Narrar di castelli e vini, un evento ospitato in diversi castelli delle Langhe e del Roero in cui attori in abiti d’epoca presentano la storia delle ville o castelli che li ospitano. Noi siamo stati molto fortunati a visitare il castello di Serralunga proprio in concomitanza con questo evento e di avere avuto il piacere di ascoltare una novella del Boccaccio raccontata con questo sfondo perfetto e accompagnata da un bicchiere di buon vino (e come ti sbagli). Devo ammettere che se la visita si fosse limitata solo al giro del castello, come di solito è, forse l’avrei trovata un po’ riduttiva. D’altro canto la vista dall’alto del castello sulle colline delle Langhe è davvero da togliere il fiato! 

Langhe del Barbaresco

Spostandosi nelle Langhe del Barbaresco devo ammettere che il paesaggio non cambia più di tanto, soprattutto ad un occhio inesperto di uva e vini come il mio!

Qui la visita che più ci ha colpiti è stata attraverso il paese di Neive. L’ufficio del turismo organizza giri guidati della durata di un’ora (costo 5euro) che raccontano piacevoli storie e aneddoti impossibili da scoprire altrimenti! La visita si conclude con la salita sulla torre dell’orologio (aperta al pubblico solamente da Maggio 2020) da cui si può ammirare una vista pazzesca sulle colline delle Langhe.

Sempre l’ufficio del turismo di Neive si è mostrato molto disponibile a contattare cantine che fossero aperte per un giro turistico con degustazione. Purtroppo, essendo l’autunno alta stagione per le Langhe e per di più periodo di vendemmia e quindi di tanto lavoro per i produttori di vino, ben poche cantine erano disponibili per un tour con così poco preavviso. In alternativa, siamo quindi passati presso la Bottega dei 4 Vini, dove con 10 euro abbiamo potuto degustare ben 6 vini diversi e chiacchierare con i due produttori che erano lì presenti. Assolutamente consigliato! 

Per completare questa gita nelle langhe del Barbaresco, possiamo suggerire un salto a Barbaresco un paesino se possibile ancora più piccolo di quelli incontrati finora, dove spicca un’alta torre. Vi consigliamo la visita di questa torre (entrata 5euro) solo nel caso in cui non foste già saliti sulla torre dell’orologio a Neive, altrimenti devo ammettere che l’esperienza non regala nulla di nuovo. Come per le langhe del Barolo, anche qui nelle langhe del Barbaresco si possono trovare un paio di locations particolarmente instagrammabili che sono sicura avrete visto ripetutamente in tutte le foto di chi è stato nelle Langhe prima di voi!

A pochi chilometri da Neive si trova la Cappella del Moscato, molto simile alla Cappella del Barolo (anche perché l’artista è lo stesso che ha decorato gli interni della cappella a La Morra) ma sui toni del beige. Dalla Cappella del Moscato troverete indicazioni per raggiungere la vigna dei pastelli (letteralmente a un centinaio di metri di distanza, e se aveste difficoltà a trovarla, semplicemente seguite la processione di persone che armate di macchine fotografiche e treppiedi si dirigono verso la cima della collina). La particolarità di questa vigna è che alcuni dei pali di legno sono stati colorati così da ricordare dei mega pastelli colorati.

Dato che stiamo parlando di luoghi instagrammabili nelle Langhe, non possiamo non citare le big benches o panchine giganti sparse in diversi posti panoramici. Qui troverete oltre ad una mappa, anche qualche informazione in più su questo progetto di marketing per promuovere il turismo nelle langhe che si sta spargendo a macchia d’olio in tanti altri posti in Piemonte e Lombardia. 

Dogliani e Alte Langhe

Per completare questo itinerario nelle Langhe, si può dedicare una giornata a Dogliani e le alte Langhe. Qui il paesaggio cambia. Le alte Langhe appunto denominano quei posti nella regione delle Langhe che sono “più in alto”, quindi non più colline, anche se non parliamo ancora di montagne. Non più vigneti, quanto più boschi e nocciole.

Devo ammettere che dopo essersi persi nei bellissimi vigneti delle basse Langhe, le alte Langhe mi hanno un po’ delusa. Complice anche il fatto che il tempo fosse molto nuvoloso e che tutti i negozi fossero chiusi in quanto era domenica. Vero è che sono posti decisamente meno affollati e gettonati rispetto a La Morra o Barolo e forse proprio per questo motivo rappresentano un ottimo compromesso per trovare un alloggio piacevole, comodo per raggiungere tutte le tappe di questo itinerario, e magari un po’ meno costoso rispetto ai prezzi offerti in piene basse Langhe. Noi abbiamo alloggiato vicino a Dogliani, esattamente a località Spinardi (Farigliano), in un bellissimo agriturismo a gestione familiare con tanto di vista sui vigneti e produzione locale di vino. Non potevamo chiedere di meglio! 

Il giro nelle alte Langhe può cominciare a Dogliani che forse si può definire uno spartiacque tra le basse e alte Langhe. A sua volta Dogliani è divisa in una zona alta, costituito da un borghetto antico con viuzze pedonali che sboccano su un terrazza panoramica (con annessa panchina gigante) che si affaccia sulla città bassa e sulla sua inconfondibile chiesa dei santi Quirico e Paolo, che è enorme! Soprattutto per un paese delle Langhe. Ha una bellissima cupola, così grande da sembrare quasi San Pietro tra le Langhe. Dopo la visita alla chiesa, potete dare un’occhiata anche al museo di Luigi Einaudi (entrata gratuita) ospitato dentro al palazzo del municipio. 

Lasciamo Dogliani per visitare due paesini delle alte Langhe: Murazzano, che bisogna ammettere non ha molto da offrire ai turisti a parte la famosa Toma di Murazzano appunto, e Bossolasco anche noto come “paese delle rose” dato che tutte le case che si affacciano sulla via pedonale principale sono abbellite da rose che crescono ai bordi della strada. La strada pedonale termina nella piazza del paese dove è stata costruita un’imponente statua a forma di angelo, l’angelo delle Langhe appunto, dedicato al coraggio e al gesto di amore della popolazione di Bossolasco che nascose e salvò un gruppo di ebrei in fuga durante il periodo fascista. 

Cibo (la nostra tappa preferita)

Diciamolo, il giro nelle Langhe, soprattutto se fatto in autunno, richiama lunghi pranzi succulenti accompagnati da buon vino. E quindi cosa si può gustare di buono in questa zona?

Come antipasti non può mancare una battuta di Fassona magari condita con del tartufo, oppure per gli amanti dei sapori forti, un gustoso intingolo di bagna cauda (a base di acciughe e aglio) servito con verdure di stagione. Per i primi piatti ci si può veramente sbizzarrire: partiamo dai tradizionali plin di carne, oppure offerti in versione vegetariana riempiti di fonduta di formaggi o zucca; poi passiamo a una vasta scelta di tajarin, pasta fresca servita con ragù o ancora meglio con sugo di funghi. I secondi sono principalmente di carne e magari anche cotti nel vino come il brasato al Barolo.

Per concludere ovviamente non possono mancare le nocciole altra specialità locale, e quindi è d’obbligo assaggiare un bunet, che poi è una versione migliorata del budino ma guai a chiamarlo così di fronte a un Piemontese! Eviterò di parlare di vini perché sono una vera ignorante in materia, anche se questa vacanza nelle Langhe mi ha permesso di scoprire qualcosa di più. Per esempio ho scoperto che sono una persona da Dolcetto, o Dogliani, cioè un vino più semplice da consumare duranti i pasti, mentre trovo il Barolo decisamente troppo allappante e la Barbera troppo acido.

Magari questo itinerario nelle Langhe sarà proprio l’occasione giusta per capire quale vino fa più per voi!


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