Fuerteventura: itinerario da 4 giorni nelle Canarie

Avete voglia di un paesaggio marziano sferzato da vento costante, di spiagge di sabbia bianche che si alternano a spiagge di sabbia nerissima (o addirittura a spiagge di sassolini a forma di popcorn), di vulcani spenti da scalare, di archi in roccia levigati dal vento, e di onde oceaniche da surfare? Bhè, direi che le Canarie sono il posto che fa per voi! In questo articolo parliamo di Fuerteventura, un’isola percorribile nel suo lato più lungo in un’ora e mezza di macchina, che vi permette di trovare concentrati in pochi chilometri, tutti i paesaggi che abbiamo menzionato.
Preparatevi a dei panorami incredibili che vi illuderanno di essere veramente lontani dall’Europa, pur rimanendo in un arcipelago spagnolo che si trova a soli 120km dalla costa atlantica del Marocco. Con il suo clima costantemente mite, Fuerteventura è perfetta per tutti i periodi dell’anno, sia per settimane di giri on the road in van, sia per qualche giorno di esplorazione, sia per una vacanza totalmente di mare.
In questo articolo troverete tutto quello che siamo riusciti ad inserire nel nostro itinerario di 4 giorni in giro per l’isola e, soprattutto, troverete i dettagli di come raggiungere anche le località più remote!


Come muoversi

Raggiungere le Canarie dall’Italia è semplicissimo perché i voli diretti per l’aeroporto di Fuerteventura sono venduti da quasi tutte le compagnie low-cost e raggiungono la destinazione in circa 4 ore di viaggio. Per quanto riguarda l’esplorazione dell’isola, sicuramente noleggiare la macchina è la scelta più comoda!

Fuerteventura è un’isola abbastanza piccola, e si percorre in macchina da nord a sud in un’ora e mezza, quindi è molto facile alloggiare in un punto qualsiasi dell’isola e gironzolare liberamente durante la giornata perché gli spostamenti non sono mai troppo lunghi (noi per comodità abbiamo dormito a Puerto del Rosario). Un’altra validissima opzione è quella di affittare un van o un camper per spostarsi per Fuerteventura e dormire davanti a spiagge mozzafiato!

Il noleggio del mezzo di trasporto può essere effettuato tranquillamente in aeroporto, utilizzate un sito come questo per confrontare i prezzi e poi scegliete la compagnia che preferite (noi abbiamo optato per la Hertz) e concludete sul sito della compagnia stessa la prenotazione, per evitare di perdere soldi in inutili commissioni. Molte delle strade che portano alle spiagge più selvagge e remote dell’isola sono sterrate, quindi fate attenzione sia all’auto che noleggiate che all’assicurazione che scegliete nel momento del noleggio per evitare spiacevoli sorprese e sovrapprezzi al momento della restituzione dell’auto.

L’isola è percorsa anche da una rete di autobus che collegano le cittadine principali, potete trovare più dettagli ed informazioni su questo link.

Corralejo, El Cotillo, Calderón Hondo

Partiamo dalla zona nord dell’isola, in cui paesaggi marziani composti da vulcani spenti e brulle montagne rossicce si alternano ad una striscia di deserto di sabbia bianca che si getta a capofitto nell’oceano azzurro. Una combo di colori clamorosa!

Il primo punto da visitare in questa zona è sicuramente il Parco Naturale delle Dune di Corralejo, una distesa di dune di sabbia sahariana situata a nord-est. Una volta che vi trovate nella strada che attraversa il parco, lasciate la macchina in uno dei vari parcheggi che si trovano lungo la via e passeggiate tra le dune e tra la sabbia che si estende per vari chilometri. Continuando a percorrere la strada all’interno del parco in direzione nord, vi troverete a Playa Corralejo, una spiaggia bianca lunghissima sferzata dal vento oceanico e popolata da numerosissimi wind e kite surfer.

Nella punta nord dell’isola a Majanicho c’è una delle spiaggette più famose di Fuerteventura: la popcorn beach. Si tratta di una parte di costa (raggiungibile percorrendo per 4km la sterrata che da Majanicho va verso est) che ha la particolarità di essere composta da piccolissimi sassolini che sembrano davvero dei popcorn! Purtroppo negli ultimi anni i turisti ne hanno portati via tantissimi, quindi ora la spiaggia è a rischio estinzione: mi raccomando, non portate via nulla, lasciate tutto lì per preservare questa fetta di costa così particolare.

El Cotillo è il paesino più grande in questa parte dell’isola, perfetto per cenare perché pieno di ristoranti di cucina spagnola e ovviamente di pesce. Poco distante da El Cotillo abbiamo sia il faro di Toston, veramente suggestivo perché è proprio il classico faro bianco e rosso, e si trova in un punto in cui due correnti marine si scontrano creando onde altissime. La spiaggia che ci ha colpito di più in questa zona è playa Escalera, una scogliera a picco su una spiaggetta raggiungibile con una scala, che si trova a 4.5km di sterrata da El Cotillo (mi raccomando raggiungetela passando per El Cotillo e non fate come noi che abbiamo affrontato per errore i 9km di sterrata che la separano dall’asfalto venendo da sud: è proprio così che abbiamo bucato una ruota!)

Nell’entroterra troviamo Calderón Hondo, il vulcano percorso da sentieri di varie lunghezze, di cui uno che permette di passeggiare proprio sul bordo della caldera. Il punto di partenza per le camminate è a Lajares, precisamente qui. Il percorso che porta sulla cima del vulcano è facile e percorribile da tutti, ed una volta raggiunta la caldera vi ritroverete circondati da un paesaggio pazzesco e dagli scoiattoli che popolano il vulcano! (Scoiattoli su un vulcano? Sì, è veramente così!)
Una volta tornati al punto di partenza, rifocillatevi nel carinissimo baretto FuerteVida.

Ajuy, Arco de las Peñitas, Pozo Negro

Spostiamoci ora nella fascia centrale dell’isola, in cui i protagonisti indiscussi sono le montagne, la roccia liscia e levigata dal vento e la sabbia nera caratteristica delle spiagge vulcaniche.

Il nostro primo consiglio è di passare per Pozo Negro, un minuscolo paesino di pescatori sulla costa est, che si affaccia su una baia di sabbia nera e mare blu, perfetto per godersi un po’ di relax in una location che non ha nulla di turistico. Più ad ovest troviamo Betancuria, l’antica capitale di Fuerteventura; la visita è giustificata, non tanto dalla minuscola cittadina di casette bianche tra palme e cactus in sé, ma dalla strada che la collega alla civiltà: si tratta di tornanti di montagna con dei belvedere davvero suggestivi.

Assolutamente imperdibile è Ajuy, un paesino di pescatori e surfisti con una spiaggia dalla sabbia nerissima circondata da scogliere. Dalla rampa situata sul lato destro della spiaggia, parte una passeggiata che porta sopra alla scogliera fino alle grotte di Ajuy, nella zona in cui era situato un antico attracco per le navi.

Una deviazione da fare sulla strada per Ajuy è quella che vi porterà all’Arco de las Peñitas. Per raggiungere la famosa conformazione rocciosa c’è da fare una camminata tra le rocce, quindi armatevi di scarpe comode e parcheggiate qui. Il sentiero non è ben tracciato, ma l’obiettivo è quello di raggiungere quello che può sembrare all’apparenza un cumulo di sassi e che invece nasconde la zona dell’arco. Su questo link potete trovare più indicazioni sulla strada da seguire, e nella parte finale della salita mantenete la destra e “scalate” la parte accanto alla parete rocciosa. Noi ovviamente abbiamo sbagliato strada, ma comunque abbiamo portato a casa la missione! L’arco in roccia è fighissimo, uno spot davvero immancabile durante il vostro viaggio.

Il punto panoramico più suggestivo di questa zona è il Mirador Sicasumbre: la vista è magnifica ma preparatevi a delle raffiche di vento senza precedenti!

Sotavento e Cofete

La zona sud di Fuerteventura è quella con più resort e villaggi turistici, ed ha delle lunghissime spiagge dall’acqua cristallina che si susseguono da Costa Calma alla Penisola di Jandìa. Sull’altra costa invece abbiamo la zona più selvaggia ed incontaminata dell’isola (nonché la più complicata da raggiungere): il Parco Naturale di Jandìa

Il primo luogo imperdibile è la Playa de Sotavento, una spiaggia bianca che con l’alta marea si riempie di acqua di mare ma lascia delle strisce di sabbia asciutta che creano delle passerelle in mezzo alla laguna d’acqua salata. Un paesaggio davvero particolare! Il nostro consiglio è di andarci quando è sottovento, così da potersela godere con il clima migliore. Potete controllare qui, qui e qui gli orari della marea in modo tale da essere a Sotavento nel momento di alta!

La playa di Cofete è una delle più famose di Fuerteventura, è selvaggia ed è contornata da una schiera di montagne. Raggiungerla non è semplicissimo, infatti da Morro Jable bisogna percorrere 18km di una strada sterrata che attraversa un paesaggio brullo abitato da caprette. Dopo 10km si arriva ad un punto di belvedere, il Miraduro di Cofete, e la strada fino a lì è abbastanza battuta e larga; gli 8 km che collegano il miraduro alla spiaggia sono un po’ più difficili perché la strada è più stretta, ma viene percorsa piano-piano da ogni tipo di automobile. Noi purtroppo abbiamo scelto il giorno sbagliato per andare a Cofete: una fitta coltre di nubi era incastrata proprio sulle montagne che si affacciano sulla spiaggia, quindi ci siamo fermati al belvedere e non siamo scesi fin giù perché il meteo da quel lato dell’isola era davvero terribile!

Per arrivare fino alla playa di Cofete esiste anche il bus 111 che ci impiega 45-50 minuti e che parte dalla stazione de Guaguas di Morro Jable. La tratta Morro Jable-Cofete, Cofete-Morro Jable viene percorsa due volte al giorno in entrambe le direzioni, ha solo 20 posti e costa 8,70euro da pagare in contanti all’autista. Non si tratta di un vero e proprio bus, ma di un pulmino 4X4 che sfreccia senza problemi sulla sterrata, un’ottima alternativa se non avete voglia di guidare su questa strada!


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2 commenti su “Fuerteventura: itinerario da 4 giorni nelle Canarie”

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