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15 Febbraio 2024TipsSe avete uno o più figli piccoli è probabile che negli ultimi anni vi siate chiesti se sia possibile organizzare un viaggio con tutta la famiglia. Con qualche accorgimento la risposta e sì! Come? Ecco 10 consigli per partire all’avventura tutti insieme. #1 BUTTATEVI CHE È MORBIDO No, non giù per il camino, eh?! Prenotate il primo viaggio, se non l’avete già fatto. Rispolverate la lista dei desideri e correte su skyscanner o google flights: forse il biglietto giusto è lí che attende di essere acquistato! E se non avete la minima idea di dove andare con dei bambini piccoli, sfogliando il nostro blog troverete un po’ di mete baby e toddler friendly per trarre ispirazione. #2 L’ASSICURAZIONE PER ANNULLAMENTO Certo, è una spesa in più, ma conosciamo bene la maledizione della febbre del weekend! Solo che le assicurazioni annullamento non sempre sono convenienti.Fate un calcolo del costo, ricordando che le tasse aeroportuali non vengono mai rimborsate e che spesso esiste una franchigia non restituibile. Inoltre leggete bene le clausole, perché le assicurazioni non rimborsano quasi mai le “condizioni pregresse”, come banalmente potrebbe essere considerata una ricaduta di otite, fino a due anni prima! Quindi confrontate con minuzia il preventivo con quanto perdereste, e ricordate che può valere la pena di investire di una tariffa con cancellazione gratuita fino a 24 ore prima dell’arrivo. #3 BAGAGLI INTELLIGENTI Come mi vesto? Ma a cipolla, naturalmente! Mai come quando hai uno o più mini umani vale questo accorgimento, per cui fate i bagagli di conseguenza! Portate sempre uno zaino degli imprevisti con un cambio completo anche quando sono grandicelli. Utilissima una wetbag con cerniere impermeabile ed ermetica, perfetta sia per cambi puliti che sporchi.La maggior parte delle compagnie aeree permette di portare uno o due oggetti per ogni bambino fino ad una certa età (che varia a seconda dell’aeroporto, quindi controllate sempre il sito in anticipo), di solito a scelta fra passeggino, lettino da campeggio e seggiolino auto. Inoltre per i bambini è possibile imbarcare acqua ed altri liquidi oltre il limite dei 100 ml per confezione anche negli aeroporti sprovvisti dei nuovi scanner. #4 PREPARARE IL TERRENO A noi piace preparare il terreno pre-viaggio prendendo in biblioteca o in libreria albi illustrati ambientati nei luoghi che visiteremo. Spesso i bambini adorano riconoscere i posti che hanno visto disegnati sui propri libri! Ma potete anche guardare film, documentari, foto o sfogliare la guida insieme.Se siete più ispirati potreste creare dei diari di viaggio personalizzati, con souvenir da collezionare, attrazioni da scovare e uno spazio per disegni e/o pensieri da scrivere. Se vi piace l’idea ma non avete voglia di realizzarla da soli, ne esistono tantissimi acquistabili online! Qui qualche esempio per Londra, Vienna e Parigi. #5 PIANIFICA, MA NON TROPPO Stilare un itinerario di massima vi aiuterà a spiegare ai bambini il piano della giornata. Potrebbero  infatti essere disorientati dal cambiamento di routine e iperstimolati dalle novità, soprattutto se sono in età prescolare! Sapere cosa state per fare li aiuterà a sentirsi più in controllo della situazione, e voi a gestire meno meltdown. Lasciatevi la libertà mentale di essere flessibili sui programmi: non riuscirete a vedere tutto quello che vi eravate prefissati forse, ma va bene così. Noi di solito facciamo un programma che è la metà di quello che avremmo fatto quando non avevamo il nanetto al seguito. A quel punto segniamo una cosa da fare assolutamente per ogni giorno di viaggio; il resto del piano giornaliero verrà, forse, o forse no. Può essere furbo lasciare una giornata di bonus per recuperare in caso di imprevisti. Inoltre, spesso l’appartamento può essere preferibile all’hotel. Più economico se si viaggia in tanti, permette di preparare un pasto jolly per quei bambini che hanno difficoltà ad abituarsi a sapori non familiari e di solito ha un po’ più di spazio per giocare nei momenti morti. #6 PREVEDI ATTIVITÀ DEDICATE A LORO Da quando avete figli li notate ovunque: sono i playground! Croce e delizia di molte famiglie, vi concedono una pausa in cui sedervi e lasciare i piccoli umani liberi di esplorare in sicurezza. Scoprirete che in molti aeroporti ci sono aree gioco dedicate a loro: informatevi sul sito prima di partire per sapere dove si trovano.Se è il loro primo volo, potete richiedere vie email o preparare a casa un certificato di “battesimo di volo”: l’equipaggio di solito è ben felice di festeggiare i piccoli viaggiatori e lo firmerà con entusiasmo. Stickers, colori a cera, tablet con cartoni già scaricati possono essere un salvavita durante le attese, per cui anche se a casa litigate l’accesso agli schermi, ricordate la parola d’ordine in viaggio: sopravvivenza. Per i più grandi ci sono giochi di carte tascabili (ad esempio Dobble o quelli della Djeco). Altre grandi attrattive sono Bioparchi, acquari, Musei dei bambini, parchi divertimento, piscine con scivoli: spezzare il giro con queste pause divertenti aiuta a mantenere alto l’entusiasmo per il viaggio. Per i più grandi infine in molti musei organizzano cacce al tesoro e visite guidate dedicate, ma prenotate in anticipo perché vanno a ruba.  #7 IN VIAGGIO VALE Prima dei figli inorridivate all’idea di entrare in un ristorate italiano all’estero? Odiavate gli zoo, guardavate storto chi piazzava i bambini davanti al tablet al ristorante, chi portava i bambini “grandi” col passeggino? Concordo con voi, su tutto. Eppure, in viaggio è un po’ diverso.In viaggio vale mettere un bambino di 6 anni sul passeggino, se questo vi permette di visitare il Louvre in santa pace. Vale mangiare pasta al pomodoro o Mc Donald’s, se altrimenti sono giorni di digiuno con associate crisi da ipoglicemia in stile incredibile Hulk. Vale il gelato per pranzo se non c’è altro nei paraggi, vale la cioccolata per merenda anche ogni giorno, vale scaricare un cartone animato o un’app per avere 20 minuti di pace. Insomma, in viaggio vale tutto! #8 FARE PACE CON LE DELUSIONI Per quanto possiate aver fatto un viaggio su misura loro, previsto momenti dedicati a loro ogni giorno, rispettato i loro ritmi, ascoltato i loro bisogni e pianificato in maniera impeccabile tenendo conto di tutte queste variabili…bhè, ci saranno sempre cose che avreste davvero voluto vedere, o esperienze imperdibili che sarete costretti a saltare perché è capitata la giornata no.Potreste arrivare a guardarvi esausti davanti all’ennesimo rifiuto di uscire, con le lacrime di frustrazione agli occhi, chiedendovi se ne sia valsa la pena spendere tutti quei soldi, usare tutte quelle ferie, per poi non riuscire nemmeno a… (completare a piacimento). Intanto sappiate che la delusione è un sentimento normale, non siete soli e non siete dei genitori snaturati solo perché state meditando di lasciare i pargoli in hotel davanti a un video di otto ore di Cocomelon, con una busta di patatine formato gigante e le borracce antigoccia.Poi però fate un bel respiro e andate avanti: è rimasto un punto aperto sulla bucket list, ma un giorno tornerete e il cerchio si chiuderà. Capita anche questo e va messo in conto. #9 NON FATE PARAGONI Probabilmente conoscerete anche voi una famiglia così: quella con quattro figli, di cui un neonato e una coppia di gemelli di 3 anni, che è andata a fare un on the road in Guatemala portando con sé solo il bagaglio gratuito con un pezzo di sapone di Marsiglia e il filo per stendere. Hanno scalato montagne con il neonato nel marsupio, mangiato alligatore arrostito sul falò con grande soddisfazione dei bambini, sorseggiato mate mentre i figli imparavano la lingua di una tribù amazzonica con il solo potere dell’amicizia. Quella famiglia che sostiene il grande mantra: “tutto si può fare, basta adattarsi“.Mentre voi solo per andare a trovare i nonni vi portate un trolley e uno zaino stracolmi e che manco bastano, vostro figlio vomita tre volte solo nel tragitto in autostrada di venti minuti e se per caso ritarda di mezzora la messa a letto diventa peggio di un gremlin nutrito dopo la mezzanotte. Qui la trappola mentale è in agguato. “Abbiamo sbagliato noi”. “Forse avremmo dovuto abituarli”. “Siamo noi che ci facciamo troppi problemi”. Ora, posto che riflettere su se stessi è sempre sano e qualcosa di migliorabile sicuramente si può trovare, c’è però la fortissima possibilità che semplicemente la vostra famiglia sia diversa. Che i vostri figli siano diversi. Che voi come genitori abbiate delle priorità diverse. E va bene cosí. Va bene anche senza portare neonati e infanti in Guatemala. Forse non andrete in Islanda nemmeno quest’anno, e forse i parchi americani dovranno aspettare ancora un po’, come anche Vietnam, Cambogia, Namibia, Perù. Però ricordate che prima o poi i figli cresceranno e andrà meglio.  Voi non vi scoraggiate. Anzi, nei limiti delle vostre esigenze familiari… #10 CONTINUATE A VIAGGIARE Già, continuate a viaggiare.  Non importa se sia la sagra della castagna dietro casa o la settimana in family hotel in Trentino, l’importante è proporre e godersi quello che il posto offrirà da scoprire. Testate i limiti, tenendo a mente che possono modificare di mese in mese.Scoprite le preferenze dei bambini e vostre, le strategie vincenti. E se proprio non trovate la quadra, se ne avete la possibilità, lasciate i bambini ai nonni e per quella volta… partite da soli! Ma se questa non è un’opzione, ricordate che non dovete precludervi nulla a priori, ma solo rimandare. Piano piano, allargherete il tiro e vedrete che quando sarà il momento giusto i vostri piccoli globetrotter vi sapranno stupire. Fino ad allora, buon viaggio anche cosí. [...] Read more...
21 Giugno 2023PortogalloQuest’anno il mese di aprile lo abbiamo trascorso lavorando da remoto in Portogallo: dopo un po’ di Porto (qui il nostro articolo su questa città) e un po’ di Lisbona abbiamo sfruttato dei giorni di ferie per visitare tutta la zona sud del paese, l’Algarve. In questo articolo troverete un breve itinerario in Algarve, che vi guiderà attraverso le più belle spiagge del Portogallo, definite secondo alcune classifiche persino tra le più belle d’Europa. Si tratta di un viaggio che si può fare dai 7 ai 15 giorni, dipende ovviamente dal periodo dell’anno in cui vi muovete e da quanti giorni volete dedicare totalmente al relax in spiaggia! Noi lo abbiamo intrapreso noleggiando una macchina, ma nell’articolo diamo anche modi e tempistiche per effettuarlo con i nostri amati mezzi pubblici.Pronti a seguirci tra adorabili paesini, favolose spiagge e scogliere di pietra giallastra a picco sull’oceano dall’acqua freddissima? Come Muoversi La zona dell’Algarve può essere raggiunta direttamente atterrando all’aeroporto di Faro. In alternativa, se volete visitare l’Algarve come parte di un viaggio più lungo che comincia a Porto o Lisbona, vi consigliamo di arrivare ad Albufeira in treno da Lisbona con 21€ e iniziare da lì il vostro itinerario sulla costa. Visitare l’Algarve in macchina è sicuramente più semplice e permette di raggiungere tutti gli angoli più remoti senza difficoltà. Ma non escludiamo la possibilità di girare con i mezzi pubblici, soprattutto se non avete tempistiche tirate non vi spaventa l’idea di camminare un pochino, perché tutte le spiagge più belle elencate in questo articolo sono raggiungibili in autobus. Noi abbiamo optato per la macchina che abbiamo preso ad Albufeira e, nonostante la maggior parte degli autonoleggi in Europa chiedano l’uso della carta di credito, siamo riusciti a trovare un posto che accettasse anche la carta di debito (Budget Avis). Albufeira Vicoli di Albufeira Baia di Albufeira Cittadine e paesini in Algarve Iniziamo il nostro itinerario dai paesini dell’Algarve e partiamo da Faro, la città più grande della zona, e anche l’unica dotata di un aeroporto, quindi il perfetto punto di inizio o fine del vostro itinerario. Ha un centro storico carino, un porticciolo turistico ed è circondata da una zona lagunosa, il Parco Naturale del Rio Formosa, che può essere visitato con diversi giri in barca abbastanza economici che vi accompagnano attraverso la riserva naturale e vi lasciano sulle lunghe spiagge sabbiose che la circondano.  Spostandosi verso ovest, Albufeira è una meta molto turistica, amata soprattutto dagli inglesi. La ritengo comunque una cittadina molto carina e perfetta per passare qualche giorno di relax al mare. Ha un piccolo centro storico con via acciottolate e casette bianche a cui si contrappone il centro più moderno e turistico per la maggior parte composto da locali messicani, grill bar e ristoranti indiani (davvero ottimi). Il paese è arroccato sulla scogliera che si affaccia a picco su una lunga spiaggia di sabbia fine. Attorno ad Albufeira ci sono una serie di spiagge, tra cui ci hanno segnalato Praia da Falesia che può anche essere raggiunta in autobus (circa 50 minuti di viaggio composti da mezz’ora di autobus 6 e da 20 minuti a piedi).  Se la vostra idea è quella di soggiornare in un unico posto durante il vostro itinerario in Algarve, scegliete sicuramente Lagos come base per i vostri spostamenti. Non solo Lagos è una cittadina con molti locali, negozi e un adorabile centro pedonale, ma è anche vicina alle più belle spiagge dell’Algarve: Praia do Camilo, Ponta da Piedade, Praia dos Tres Irmaos, e poco più distante Praia da Marinha e la grotta di Benagil. Inoltre, dal porticciolo turistico di Lagos partono numerosi giri in barca e kayak che vi permettono di esplorare le spiagge e grotte più nascoste e remote. Infine, continuando a viaggiare verso l’estremo ovest della costa portoghese, si arriva a Sagres, poco di più che un gruppo di case, letteralmente alla fine dell’Europa, diventata meta turistica per gli amanti del surf. Si respira un’aria decisamente rilassata che fa quasi venire voglia di fare yoga o meditazione al tramonto. Le spiagge sono del tutto diverse da quelle intorno a Lagos e Albufeira: sono lunghe spiagge sabbiose circondate da scogliere di roccia rossa e sono sempre, ripeto sempre, colpite dal vento. La nostra attività preferita a Sagres era fare un aperitivo improvvisato in spiaggia con birra e patatine comprate al Minipreço e guardare i surfisti prendere le onde. A Sagres consigliamo di mangiare degli ottimi piatti di pesce al ristorante A Sagres e di comprare dei souvenir in ceramica in un enorme negozio di artigianato locale poco fuori il centro abitato, Artesanato A Mó. Miraduro della Praia dos Tres Irmaos Andando verso la spiaggia da Marinha Direttamente sulla Praia dos Tres Irmaos Le spiagge dell’Algarve Le cittadine dell’Algarve sono carine, ma di sicuro non sono il vero motivo per cui vi siete spinti fino alla costa sud del Portogallo, infatti l’Algarve è noto per la sua costa, che include alcune tra le più belle spiagge d’Europa! In questo itinerario abbiamo elencato le più famose e importanti, anche se tutta la zona è costellata da spiagge, baie e calette e si potrebbe passare un intero mese ad esplorarle tutte. Le spiagge che abbiamo selezionato sono state divise in 4 gruppi, e l’ideale secondo noi è quello di dedicare almeno una giornata a gruppo, combinando diverse attività: passeggiate, escursioni in barca o kayak, o semplicemente stendersi in spiaggia ed aspettare che la bassa o l’alta marea cambi del tutto il paesaggio. Percurso dos Sete Vales Suspensos, Praia da Marinha e la grotta di Benagil Per alcuni Praia da Marinha è la spiaggia più bella di tutto l’Algarve con i suoi faraglioni, insenature, archi e grotte. Si può raggiungere in circa 40 minuti di macchina da Lagos, oppure con i mezzi pubblici intraprendendo un viaggio di poco più di un’ora e mezza che passa per Portimao e Lagoa. Da questa spiaggia inizia il Percurso dos Sete Vales Suspensos, un cammino abbastanza impegnativo (6km solo andata) che percorre tutta la costa. Si tratta di un trekking è molto bello ma anche parecchio stancante, però intraprendere anche solo una breve porzione di questo tragitto è estremamente appagante. Il sentiero passa anche da Praia do Benagil e dalla corrispettiva grotta. Vi renderete subito conto che la famosa grotta di Benagil non è un gran che se vista dall’alto, infatti il nostro consiglio è quello di raggiungere la spiaggia e prendere un kayak (15€ per un’ora e mezza) per arrivare nella grotta via mare. Una volta nella grotta di Benagil, che è letteralmente poche pagaiate di distanza dalla spiaggia, scendete dal kayak e esploratela a piedi. Le escursioni in barca non permettono di fermarsi e scendere nella grotta, quindi avere questa libertà è un grosso punto a favore del kayak anche se ovviamente il giro in barca è meno stancante. Vi consigliamo di continuare l’escursione in kayak e spingervi ben oltre la grotta di Benagil fino alla spiaggia da Marinha per poterla vedere da un altro punto di vista. Praia dos Tres Irmaos  Questa spiaggia è stata piena di sorprese! Ammetto che siamo arrivati a Praia dos Tres Irmaos con aspettative molto basse, immaginando che saremmo stati solo pochi minuti e siamo poi finiti per passarci tutta la giornata. Ad uno primo sguardo, sembra una normalissima lunga spiaggia di sabbia ma il segreto è spingersi nella parte più a sinistra e scoprire che è costellata da una serie di calette che si alternano a scogliere bellissime. Unico consiglio, valido per la maggior parte delle spiagge in Algarve: controllate gli orari delle maree, e visitate la spiaggia in un momento di bassa marea.  Arrivati alla caletta di Praia da Prainha, prendete le scale, salite sulle scogliere e dirigetevi lungo il sentiero che percorre la costa. Si tratta di percorso che non è ben segnalato e non è visibile su Google Maps ma solo su Maps.me, e sembra attraversare proprietà private, ma in realtà passa attorno a una struttura turistica senza mai attraversarla. È un continuo alternarsi di discese e salite molto ripide e porta fino a Praia de Rocha all’altezza della città di Portimao. Senza dubbio è stata la camminata più bella fatta in Algarve che ci ha permesso di raggiungere delle spiaggette stupende e deserte, solo per noi. Dopo qualche ora di cammino siamo tornati indietro a Praia dos Tres Irmaos e ci siamo gustati un ottimo pranzo da Sol & Sombra.  Questa spiaggia è a circa 40 minuti di macchina da Lagos o poco più di un’ora in autobus, infatti si può raggiungere Portimao e con i mezzi pubblici, e da qui si prende un autobus verso Praia da Rocha o quella dos Tres Irmaos. Belvedere Praia do Camilo Praia do Camilo Vista su Praia do Amado Praia do Camilo e Ponta da Piedade Praia do Camilo è la spiaggia più iconica dell’Algarve che avrete sicuramente già visto fotografata in ogni dove. In effetti è molto bella, c’è poco da dire, e inoltre è anche estremamente comoda da raggiungere essendo a meno di 10 minuti in macchina da Lagos (o poco più di 20 minuti con l’autobus). Il nostro consiglio è di arrivare a Praia do Camilo con la bassa marea, per avere il modo di esplorarla, e poi continuare a passeggiare lunga la costa sulla comoda passerella in legno che collega le spiagge più famose partendo poco prima da Praia de Dona Ana e proseguendo fino a Ponta da Piedade. La camminata è estremamente piacevole e costellata da molti view-points. Una volta arrivati a Ponta da Piedade scendete le scalette che trovate poco dopo il faro, per raggiungere una piccola baia da cui partono dei tour in barca che permettono esplorare tutte le grotte più belle (25€ per 40 minuti di giro). Sebbene questo servizio sia leggermente più costoso di altre escursioni che partono dal porticciolo di Lagos (costo medio intorno ai 20-23€), abbiamo apprezzato sia la comodità di questa gita partendo direttamente da Ponta da Piedade, sia le dimensioni ridotte della barca da 4-5 persone, che permettono di infilarsi anche nelle grotte più piccole. Salite in barca intorno al momento di alta marea (poco prima o poco dopo del picco massimo) così che il livello dell’acqua sia perfetto per entrare nelle varie grotte. Praia do Amado, Praia da Bordeira e Praia do Beliche Se vi siete spinti fino alla punta estrema dell’Algarve e siete arrivati fino a Sagres, vale la pena esplorare un paio di spiagge sulla costa occidentale del Portogallo. Tra queste, ci sono piaciute particolarmente Praia da Bordeira e Praia do Amado, entrambe connesse da un sentiero che percorre tutta la costa. Se pianificate di muovervi con i mezzi pubblici, raggiungere queste spiagge potrebbe essere un viaggio un po’ lungo (circa un’ora e mezza, includendo due autobus e una camminata di 20min). In alternativa, molto più comoda e vicina a Sagres è la spiaggia di Praia do Beliche, a soli 15 minuti di viaggio con l’autobus. Forse perché siamo arrivati al tramonto, forse perché in acqua c’erano decine di surfisti che si divertivano a prendere le onde, ma questa spiaggia è stata la nostra preferita nella zona di Sagres. E ora che le spiagge migliori sono state appuntate…non resta che partire alla volta del Portogallo! Praia do Camilo Pastel de Nata alla Praia do Amado Arco di roccia della spiaggia dos Tres Irmaos Belvedere su Praia dos Tres Irmaos Praia dos Tres Irmaos Praia da Marinha [...] Read more...
30 Marzo 2023GreciaSantorini, Ios, Naxos, e Koufonisia: 4 isole dell’arcipelago greco delle Cicladi attraversate in 12 giorni di viaggio unicamente utilizzando i mezzi pubblici. In questo articolo troverete un itinerario che vuole essere la nostra personale rivisitazione della classica vacanza nelle isole Greche, una sorta di Island-Hopper fatto zaino in spalla e affidandosi soltanto ai bus locali e ai traghetti. È ovviamente un vacanza all’insegna del R-E-L-A-X, quindi armatevi di un buon libro, un cappello panama in testa, e un piccolo ombrellone se non volete sciogliervi sotto il sole del primo pomeriggio e seguiteci in Grecia!Per leggere i nostri articoli sulla Grecia, seguite questa pagina! Come Muoversi Raggiungere l’arcipelago delle Cicladi è molto semplice perché sia Santorini che Naxos sono munite di un aeroporto che è servito da voli low cost. Inoltre tutte le isole sono collegate tra di loro da una buona rete di traghetti che addirittura portano fino ad Atene! Noi abbiamo volato su Santorini all’andata, mentre per il ritorno abbiamo raggiunto e visitato Atene, per poi ripartire dal suo aeroporto.Per spostarsi all’interno delle isole, ci siamo affidati alle compagnie di autobus locali (questi sono i link degli orari dei bus di Santorini, Ios e Naxos), mentre per trovare il miglior collegamento via traghetto tra le varie isole, abbiamo consultato siti come FerryHopper e FerryScanner. Santorini Santorini Golden hour alle cupole blu Santorini Un po’ ce lo aspettavamo che Santorini non rappresentasse esattamente il nostro ideale di vacanza, ma la combinazione di curiosità e soprattutto volo diretto e non troppo costoso hanno fatto sì che cominciassimo il nostro itinerario greco con tre notti a Santorini.  Abbiamo alloggiato a Fira (numero (1) sulla mappa), la città più grande dell’isola, ed anche l’unica dotata di una vera e propria stazione di autobus che collegano Fira alle principali destinazioni dell’isola (ovvero il porto, l’aeroporto, Oia (2), la Red Beach (3)). Gli alloggi non sono a buon mercato e non sono neanche così belli considerando quanto costano. Se volete risparmiare qualcosina ma essere comunque comodi per raggiungere la stazione degli autobus a piedi, vi consigliamo di soggiornare a Firostefani, che dista circa 15 minuti a piedi dal centro di Fira. Questa distanza può essere percorsa lungo la bellissima e neanche-troppo-affollata passeggiata vista mare.  Se c’è una cosa che abbiamo imparato da questi pochi giorni a Santorini è che quest’isola non è famosa per il mare e le spiagge, che sono poche e neanche così speciali, quanto più per i tramonti sul mare…e quindi ora parliamo di spot perfetti per i tramonti! Fira e Firostefani sono ottimi luoghi da tramonto, soprattutto la seconda in quanto meno affollata. Ma il più celebre tramonto di Santorini, quello che si vede stampato su ogni cartolina, si ammira da Oia, la cittadina all’estremità nord di Santorini. Su Google Maps trovate proprio il punto panoramico da cui vedere le famose “Blue dome” (ovvero le cupole blu) di Santorini. Il nostro consiglio è di arrivare lì ben prima del tramonto, portarsi patatine e birrette per un aperitivo take away e vedere il sole che va giù, cercando di ignorare per quanto possibile la parata di persone in coda per fare una foto.  Per raggiungere a Oia abbiamo deciso di percorrere la strada più difficile e abbiamo intrapreso la camminata di 10km che parte da Fira. È lunga, assolata, polverosa, e con non pochi tratti in salita, ma darà tutto un altro sapore al tramonto che vi sarete guadagnati dopo la faticata! Per tornare indietro potete prendere l’autobus, ricordandovi di andare alla fermata con almeno 15min di anticipo per essere sicuri di riuscire a salire, perché che la sera può essere molto gettonato. Come abbiamo già accennato a Santorini mancano le spiagge, soprattutto nella zona della caldera (ovvero il bacino vulcanico) in cui si affacciano Fira e Oia. La costa più esterna invece offre un paio di spiagge, tra cui la più famosa è sicuramente la Red Beach, che è connessa a Fira con un autobus e 10 minuti a piedi. La spiaggia è effettivamente rossa e dà l’idea di essere su terreno marziano, ed infatti è un po’ inospitale a causa di sassi di diverse misure che rendono l’entrata in acqua tutt’altro che piacevole. Fun fact: in mare si trovano molti sassolini bianchi di pietra pomice che galleggiano! Uno spettacolo abbastanza inusuale! Dove mangiare a Santorini Per una cena con vista caldera a Fira, vi consigliamo Naoussa, una ristorante che offre un tradizionale menù greco, davanti a un panorama mozzafiato!Se invece preferite un’opzione più economica, prendete un gyros d’asporto e godetevelo su una delle tante panchine lungo la passeggiata di Fira. Ci sono numerosi posti che offrono un ottimo gyros (sempre con alternativa vegetariana di falafel o halloumi, un formaggio cipriota che è buonissimo grigliato). A Fira abbiamo provato Lucky’s Souvlakis, mentre a Oia abbiamo preso un gyros di halloumi da Niko’s Place. Per il pranzo il nostro consiglio è quello di trovare un panificio dove comprare un comodo pranzo d’asporto che possiate portarvi dietro in spiaggia. A Fira vi consigliamo Bakery Svoronos che rimane aperta 24h su 24 ed ha una vastissima scelta di brioches per la colazione, baklava e altri dolcini sfiziosissimi e ricolmi di miele e diverse torte salate tipiche della tradizione Greca come la tyropita o la spanakopita, super buone! Mylopotas, Ios Tramonto a Ios Landscape ad Ios Ios Ios è l’isola dei giovani che vogliono fare festa. Così viene descritta in qualsiasi guida turistica e così si capisce vedendo l’alta concentrazione di club e discoteche in un posto così piccolo. Detto questo, se non siete persone che hanno voglia di andare a ballare la sera non temete, è un’isola godibilissima! Dovete solo fare attenzione gli orari di bar e ristoranti, sfasati di un paio d’ore rispetto agli orari a cui siamo abituati noi diversamente-giovani, ed essere sicuri che il vostro albergo non si trovi vicino a un night club. Per il resto, Ios ci è piaciuta. Forse non sarà l’isola più bella delle Cicladi, ma secondo noi ha un’atmosfera molto più rilassata di Santorini, e decisamente più autentica. Il nostro albergo si trovava poco fuori dalla Chora (4) (il centro storico) e questo ci ha permesso di muoverci comodamente a piedi: circa 10 minuti per raggiungere il centro del paese, circa 15 minuti per arrivare a Mylopotas, la spiaggia più famosa di Ios. L’isola è dotata comunque di un servizio di autobus pubblici che collegano la Chora al porto e alle varie spiagge: Mylopotas (5) (1.60 euro a tratta), Agia Theodoti (6) e Psathi (7) (2.50 euro a tratta), Manganari (8) (3.70 euro a tratta) – c’è solo una corsa al giorno per raggiungere e tornare indietro dalla spiaggia. Informatevi presso la struttura dove alloggiate come “prenotare” un posto sull’autobus. Alyko, Naxos Chora di Naxos Porta di Apollo, Naxos Naxos Naxos è stata una piacevole scoperta! Temevamo fosse troppo grande (è comunque circa due volte l’isola d’Elba quindi grande ma non grandissima) risultando quasi una metropoli comparata con le altre isole di questo itinerario. Invece siamo stati positivamente colpiti dalla Chora (9), la città vecchia con i suoi vicoletti bianchi, dalle vie più antiche del Kastro, l’intero quartiere dentro le mura dell’antico castello costruito nel XIII secolo, e dalle bellissime spiagge. Le spiagge che si possono raggiungere in autobus si trovano lungo la costa occidentale, a sud della Chora. Vi consigliamo di recarvi presso il centro informazioni della stazione degli autobus di Chora per prendere insieme ai biglietti dell’autobus (che non possono essere acquistati a bordo), e una comodissima mappa con le tratte degli autobus con evidenziate le migliori spiagge nelle vicinanze. Noi abbiamo scelto di raggiungere la spiaggia di Mikri Vigla (10) e la spiaggia di Alyko (11), quest’ultima abbastanza lontana dalla città principale ma veramente bellissima con le sue quattro piccole calette. La sera godetevi il tramonto dal porto di Chora, davvero suggestivo con l’iconica cornice della porta di Apollo. Dove mangiare a Naxos Per un ristorante di cucina tradizionale greca vi consigliamo To Elleniko, che ci ha subito rapiti con il suo dehors che si estende in una piccola piazzetta con al centro un ulivo. È stata forse una delle cene migliori di tutta la vacanza! Per un’ampia scelta du gyros e souvlaki, siamo andati da Souvlaki of Makis. La qualità è molto alta, i prezzi per le wrap di pita sono sempre molto bassi e soprattutto offrono nel loro menù un ottimo Gyros con halloumi che ha avuto l’approvazione anche dai non-vegetariani! Koufunisia Porto di Koufunisia Koufunisia Koufonisia L’ultima tappa del nostro itinerario delle isole Cicladi è stata Koufonisia (12), un’isoletta di soli 25km² a est di Naxos. In 25km² sono racchiusi tutti gli ingredienti principali per la perfetta vacanza su un’isola greca: spiagge meravigliose, acqua cristallina, ristoranti deliziosi, gatti (e ovviamente turisti) in ogni dove. È vero, 25km² posso sembrare pochi, e lo sono, quindi se siete persone che hanno bisogno di provare sempre posti e locali diversi vi consigliamo di starci non più di 3-4 notti.  L’unica attività possibile, e di per sé l’unico motivo per cui ci si spinge fino alla semi-sconosciuta Koufonisia, è passare le giornate al mare. Le spiagge e calette sono concentrate lungo la costa sud est dell’isola. Partendo dalla punta più a est si trova Pori, definita secondo il parere di molti la più bella spiaggia dell’isola anche se l’abbiamo trovata decisamente troppo affollata. Subito dopo la spiaggia lunga e sabbiosa di Pori, abbiamo un susseguirsi di bellissime calette, non tutte facilmente raggiungibili. La più famosa è Piscina, letteralmente una piscina naturale scavata nella roccia. Continuando a camminare lungo la costa incontrerete altre 3 spiagge di sabbia fine: Italida, Fanos e Finikas. Davvero stupende! Se dovessi sceglierne una, consiglierei quella di Fanos, e in particolare la piccola caletta di sabbia in fondo alla spiaggia. Al secondo posto consiglio la vicina Finikas con annesso ristorante sulla spiaggia, una combo pazzesca!Continuando a camminare verso il paese, incontrerete la spiaggia di Ammos che vince sicuramente per la comodità, infatti corrisponde proprio con il porto ma il suo mare non ha nulla da invidiare alle altre spiagge dell’isola! Muoversi su Koufonisia è molto semplice. Tutte le spiagge sono raggiungibili a piedi dal paese, e la spiaggia più lontana (Pori) è a soli 4km. Se 4km fatti sotto il sole a picco vi sembrano troppi, potrete sempre optare per il taxi che in 8 minuti e 12 euro vi porta dal paese alla spiaggia di Pori oppure in 5 minuti e 7 euro si ferma alla spiaggia di Fanos (il taxi è uno solo in tutta l’isola, quindi gestisce a sua discrezione le tariffe). Altra opzione è quella del taxi boat che circa ogni ora parte dal porto e si ferma nelle spiagge di Finikas, Fanos e Pori e ritorno (il prezzo per tutto il giorno è di 7 euro). Come ultima alternativa menzioniamo anche l’autobus che arriva fino a Finikas: su molti siti avevamo letto che non esisteva più e quindi non ce ne siamo interessati ma l’abbiamo visto passare l’ultimo giorno che abbiamo trascorso sull’isola.  Dove mangiare a Koufunisia Consigliatissimo è il ristorante Finikas che affaccia sulla medesima spiaggia: voto 10! Vista mare, prezzi più che nella media (antipasto e primo a circa 15 euro a persona), porzioni abbondanti, e piatti squisiti!! Non perdetevi le melanzane Iman e i fagioli Gigantes – i migliori mai mangiati in vita nostra! Molto buono, ma un po’ più costoso è Aneplora, un ristorante di pesce poco fuori il paese. Con questo articolo speriamo di avervi invogliati ad organizzare un tour delle isole greche un po’ diverso dal solito! Alyko, Naxos Red beach, Santorini Chora di Naxos Santorini, tramonto da Firostefani Fichi greci Pranzo al ristorante di Finikas Caldera di Santorini [...] Read more...
20 Marzo 2023PortogalloVoli a poco per Porto e voglia di passarci un weekend lungo? Comprateli immediatamente ed immergetevi con noi nell’atmosfera portoghese con la nostra miniguida scritta in collaborazione con un’amica che ha vissuto a Porto un buon numero di mesi.Preparatevi a visitare una città dalla doppia anima! Da un lato c’è infatti quella frenetica del centro, l’anima turistica, composta da palazzi e chiese ricoperti da azulejos affrescate, da Ribeira – il dinamico lungo fiume, dai tramonti sul ponte Luis I, dal saliscendi dei vicoletti che portano dalla stazione di Bolhão fino al lungo Douro, dai baretti che vendono pasteis de nata, dalle cantine del porto. Dall’altro lato abbiamo l’anima lenta, quella che caratterizza la vita delle città che sono connesse all’oceano, composta da lunghe passeggiate che attraversano paesini di pescatori, da lunghe spiagge di sabbia bianca, da baie in cui si surfa in tutti i momenti dell’anno, da ristorantini che arrostiscono pesce fresco, dal faro sull’oceano. In questo articolo troverete un’infarinatura generica sul Porto, qualche consiglio su dove mangiare, e soprattutto le migliori passeggiate verso l’oceano! Come raggiungere Porto e come muoversi in città Raggiungere Porto è molto semplice perché diverse compagnie low cost la collegano facilmente all’Italia e al resto di Europa. L’aeroporto di Porto è molto vicino al centro città, ed è raggiungibile in metro (linea E) in circa 40 minuti e con 2,15 euro. Per muoversi dentro Porto il mezzo più comodo è sicuramente la metro. È molto frequente e attiva dalle 6 di mattina all’1 di notte, e copre una porzione abbondante della città. Per ogni altro luogo ci sono gli autobus, con orari apparentemente precisi in teoria, non esageratamente in realtà. Tutti i mezzi pubblici urbani si pagano con la carta Andante, che si compra e ricarica alle macchinette situate in tutte le stazioni della metro. Il suo costo è di 60 cent che viene aggiunto al prezzo del primo biglietto acquistato. Se la vostra carta è scarica e volete prendere un bus al volo, potete fare il biglietto a bordo, ma il prezzo è maggiore (2,50 euro anziché 1,70 euro). L’area urbana di Porto è divisa in zone per quanto riguarda i mezzi pubblici, e tutto il centro è coperto dalla zona 2, mentre l’aeroporto è in zona 4. La carta Andante permette di accumulare più biglietti al suo interno, ma solo di una stessa zona. Quindi, se nella carta sono già presenti biglietti di una certa zona si possono aggiungere infiniti biglietti di quella stessa zona, ma solo un biglietto di una zona diversa, e la macchinetta della convalida scala l’ultimo biglietto aggiunto. Un po’ macchinoso come funzionamento! Perciò, come utilizziamo questa carta in maniera sensata? Il consiglio è quello di accumulare solo biglietti della zona 2, che sono quelli che si usano per girare il centro, e all’occorrenza comprare il singolo biglietto per una zona più esterna. Per uscire da Porto e andare in località limitrofe si prende il treno con la carta Siga, che si compra durante l’acquisto del primo biglietto e poi si ricarica selezionando la destinazione. Vie di Ribeira addobbate per São João Capela dal Almas Ribeira Il centro città di Porto Il centro città è la prima zona da visitare durante la vostra permanenza a Porto. Scegliete le fermate della metro di Trinidade o Bolhão come punto di partenza, e da lì proseguite a piedi nel saliscendi di stradine che conducono al fiume Douro. Uno dei punti di forza di Porto sono gli edifici rivestiti da azulejos, le mattonelle in ceramica lucida che caratterizzano il Portogallo da nord a sud, ma che sono super particolari a Porto in quanto compongono dei veri e propri affreschi e non solo dei pattern geometrici. I punti in cui potete osservare i migliori affreschi di azulejos sono: le tre chiese Igreja do Carmo, Capela das Almas, Igreja de Santo Ildefonso, gli interni della stazione di São Bento, il chiostro del Sé – cioè la Cattedrale della città (prezzo d’ingresso 3 euro). Passeggiate nelle viuzze intorno alla stazione di Bolhão tra negozietti e botteghe alimentari affrescate e nei vicoletti attorno al Sé e, se la giornata è limpida e il meteo vi è favorevole, salite su Torre dos Clérigos per godervi una vista magnifica sulla città. Percorrete Rua das Flores per arrivare fino a Ribeira, il lungofiume, che è la zona più caratteristica di Porto! Da Ribeira parte il ponte Luis I che collega Porto alla sponda opposta (ovvero il comune di Gaia) dove si trovano tutte le cantine del porto. Il ponte è molto suggestivo e può essere percorso sia in alto che in basso: passeggiate sulla parte alta durante il tramonto per proseguire con un aperitivo baciato dalla golden hour nel Jardim do Morro. Un altro luogo consigliato un po’ fuori il centro è il parco di Serralves, che oltre al giardino bellissimo ospita un museo di arte contemporanea e una villa art Déco. Consigliato anche il parco della città (Parque da Cidade do Porto), grandissimo e molto rigoglioso, luogo perfetto per un pomeriggio di relax. Partendo da Ribeira, dopo aver sorpassato l’Igreja de São Francisco e il vicinissimo Palacio da Bolsa, è molto bello camminare sul lungo Douro in direzione dell’oceano, un must di Porto! Facciate di azulejos viste dalla cattedrale Pasteis de nata da Manteigaria Facciate di azulejos Dove e cosa mangiare Passiamo ora al capitolo cibo: il primo irrinunciabile in tutto il Portogallo sono i Pasteis de Nata, i mitici dolcetti composti da pasta sfoglia e crema originari di Lisbona ma diffusissimi ovunque. A Porto non potete non provare quelli di Manteigaria e della Fábrica da Nata, per una colazione o una merenda favolosa. Per un pranzo al volo a base di street food, formaggi e salumi locali, vi consigliamo di andare al mercato di Bolhão.Oltre al pesce arrostito e al baccalà cotto in ogni modo, che vi consigliamo di mangiare a Matosinhos sull’oceano, il piatto tipico di Porto è la francesinha, due fette di pane in cassetta con dentro prosciutto, salsiccia, una bistecca, salame, formaggio e ricoperto da una salsa al pomodoro e da un uovo. Potevamo non provare questo baluardo di leggerezza? Una francesinha buona si mangia a la Capa Negra II.Per una cena nelle viette del centro non lontane da Ribeira, consigliamo Restaurante do Terreirinho, mentre immancabile è una visita ad una delle cantine del porto che si trovano sulla sponda di Gaia. Noi abbiamo fatto una degustazione alle Caves Cálem, che producono un porto meno commerciale del Sandeman, ma comunque facile da acquistare a Porto. Per visitare le vere cantine del porto bisogna andare in gita nella valle del Douro, infatti il porto tradizionalmente viene fatto nei vigneti in collina e portato in città nei barili sulle barchette lungo il fiume. Negozietti belli Porto ha un fortissimo animo artistico, infatti è ricca di botteghe e negozietti che vendono prodotti tutt’altro che commerciali: l’illustrazione di qualche disegnatore locale è sempre assicurata! Dalle borse in sughero alle rondinelle in ceramica, dalle azulejos usate in ogni dove alle sardine in stoffa, Porto ha tantissimo da offrire anche sul fronte dell’artigianato locale.Nei vicoli del centro visitate Padaria Aguasfurtadas per oggettistica particolare in ceramica e per delle stampe di Porto, e Toranja – Flores per delle cartoline illustrate con il profilo della città. Non perdetevi la libreria Lello se siete degli amanti di Harry Potter! Questa infatti ha ispirato la Rowling per la descrizione del Ghirigoro di Diagon Alley.Inoltre se amate le azulejos, dedicate un paio di ore al corso di decorazione di azulejos che tengono le proprietarie di Gazete Azulejos, un luogo decisamente adorabile in cui potrete creare le vostre mattonelle personalizzate, utilizzando le tecniche tradizionali portoghesi. Spiaggia di Espinho Farolim de Felgueiras Capela do Senhor da Pedra Oceano Passiamo ora all’altra anima di Porto, quella legata all’oceano. Gli itinerari che conducono al mare partendo dal centro città sono due, e costeggiano le due sponde del fiume Douro, quella a nord partendo da Ribeira e quella a sud partendo da Gaia. Entrambe i percorsi sono abbastanza lunghi, quindi il programma perfetto della giornata potrebbe essere quello di partire la mattina, pranzare al mare con del pesce e poi godersi la spiaggia al tramonto. Partendo da Ribeira si raggiunge il faro che segna l’arrivo sull’oceano (Farolim de Felgueiras). La passeggiata è molto piacevole, soprattutto da poco oltre il Ponte da Arrabida in poi, da dove diventa interamente pedonale e dove si comincia a vedere il secondo volto della città, più autentico: quello lento, rilassato, sull’acqua, con i banchetti improvvisati che vendono frutta in estate, la gente ai caffè all’aperto e i pescatori che la mattina ritirano le reti lungo il fiume. Oltre il faro, la camminata continua su un ampio marciapiede che costeggia l’oceano fino a Matosinhos, antico comune indipendente di pescatori che oggi è parte di Porto. Qui, a detta dei portoghesi, si mangia il miglior pesce della città: che siano calamari, polpo, branzino o baccalà, dovete assolutamente pranzare in uno dei ristorantini che griglia pesce lungo la strada. Quello che vi segnaliamo noi, sotto consiglio dei locals, è Meia-Nau Matosinhos.A Matosinhos si trova la più grande spiaggia cittadina, un’ampia baia in cui si surfa! È costellata dalle casette delle scuole di surf, che tengono tutto l’anno lezioni sia in inglese che in portoghese.Una volta raggiunta la spiaggia, si trovano sia il Forte de São o Castelo do Queijo (un castelletto dritto sul mare), che il molo con il porto, un edificio contemporaneo molto bello e particolare. Ricordatevi che Matosinhos è raggiunta anche dalla metro, quindi rientrare in centro città è molto semplice! Per esplorare le spiagge a sud partendo dalla sponda del Douro su cui sorge Gaia, si può scegliere tra due opzioni: partire a piedi oppure raggiungere una località di mare direttamente con il treno regionale da Porto. Il punto giusto da cui partire è Afurada (che si raggiunge facilmente in bus sia da Gaia che da Porto), un villaggio di pescatori sul Douro dall’animo autentico, i cui abitanti ancora lavano le lenzuola nelle vasche del comune e le stendono al sole sui fili comuni della città. Da qui parte una lunga pista ciclabile e pedonale che raggiunge l’oceano, passando prima per una zona più urbana e piena di baretti, fino ad arrivare alla spiaggia larga, dunosa e tranquilla.Sicuramente non dovete perdervi la Capela do Senhor da Pedra, una cappella su uno scoglio sul mare (che si raggiunge dalla fermata del treno Francelos), e la spiaggia di Espinho, larghissima, mai affollata, dalla sabbia bianca e l’acqua azzurra.Queste località sono a diversi chilometri l’una dall’altra, quindi bisogna ben pianificare o aver voglia di camminare diversi chilometri sulle passerelle che costeggiano il mare. Con questo articolo scritto col cuore, speriamo di avervi messo voglia di viaggiare il prima possibile verso Porto! Chiostro del Sé Igreja do Carmo Interno della stazione di São Bento Ponte Luis I e fiume Douro Surfisti a Matosinhos Casette a Ribeira Vista dalla Torre dos Clérigos Facciate di azulejos [...] Read more...
16 Febbraio 2023FranciaNell’estate 2022 abbiamo attraversato tutta la Francia partendo da Milano fino a raggiungere la Normandia e la Bretagna, per percorrerle in lungo e in largo con un viaggio di circa 10 giorni. In questo articolo troverete il nostro itinerario in Bretagna, durato circa 4-5 giorni, che ci ha permesso di attraversare questa macro-regione in senso antiorario, partendo proprio dalla Normandia. Vi guideremo alla scoperta di cittadine incantevoli, di sentieri che costeggiano scogliere nascoste e la celebre costa di granito rosa, di paesaggi bretoni che vi faranno immediatamente pensare ad Asterix ed Obelix, fino ad arrivare a Nantes. Siate pronti ad immergervi con noi in una regione caratterizzata dai balli popolari, dalla musica celtica ma soprattutto da crostacei, cozze ed ostriche!Se volete leggere anche la prima parte del nostro viaggio, seguite questo link per saperne di più sulla Normandia! Come muoversi in Bretagna, informazioni generiche sull’itinerario Nell’articolo che racconta la prima metà di questo viaggio, ovvero l’itinerario in Normandia, abbiamo spiegato come il modo più agevole per visitare questa zona di Francia sia la macchina. Nel nostro caso siam partiti in macchina direttamente da Milano percorrendo la Normandia e la Bretagna, per poi tornare in Italia facendo tappa a Lione, ma sicuramente questa non è l’unica opzione. Infatti è molto sensato prendere un volo per Parigi (qualsiasi aeroporto va bene, ma spesso Beauvais ha voli molto economici) o per Nantes, e da lì affittare una macchina che vi permetterà di delineare al meglio il vostro itinerario. Che sia la sola Bretagna con un tour ad anello che parte e torna a Nantes, oppure che sia l’intera costa nord della Francia aggiungendo alla Bretagna anche la Normandia, ogni giro è fattibile! Infatti le distanze non sono eccessive, quindi c’è veramente la libertà di organizzare la qualunque scegliendo in base ai propri gusti e ai giorni che si hanno a disposizione. Qui di seguito troverete il nostro itinerario in Bretagna, che la percorre da est ad ovest in circa 4-5 giorni. Noi l’abbiamo visitata subito dopo la Normandia, con un viaggio totale di dieci giorni, che secondo noi sono sufficienti per visitare tutti i luoghi menzionati in questo articolo e nel nostro articolo sulla Normandia! Saint Malo Pointe du Grouin Dinan Saint Malo, Dinan e il belvedere di Pointe du Grouin La prima tappa del nostro giro della Bretagna è proprio nella zona che confina con la Normandia, a soli 50 km da Mont-Saint-Michel. Si tratta della famosissima Saint Malo (numero (1) nella mappa), la città fortificata che si trova in un’isoletta collegata alla costa, e che è celebre per essere stata base dei corsari e punto importante per i commerci medievali. Come tutti i luoghi costieri, anche Saint-Malo è un punto ideale in cui osservare il fenomeno della marea. I bastioni che girano attorno l’intera cittadina sono percorribili a piedi e permettono di avere una visuale sia sul centro medievale che sulla spiaggia e sul mare circostante. Nei momenti di bassa marea numerosissimi sentieri affiorano tra le rocce e permettono di raggiungere quelle che, durante l’alta marea, sono delle isolette rocciose poco distanti dai bastioni: lo spettacolo è davvero interessante! Il centro di Saint-Malo è molto turistico e pieno di negozietti, ma comunque è un luogo davvero piacevole da girare. Non perdetevi assolutamente la costa che collega Saint-Malo a Pointe du Grouin (3), perché è un veramente bella, soprattutto con il bel tempo. Si tratta infatti di una fetta di litorale costellato da spiagge bellissime e da chioschi di pescatori perfetti per un pranzo a base di moules frites (cioè cozze e patatine fritte, una combo super locale) oppure qualche piatto a base di crostacei, che sono veramente molto diffusi da queste parti. Fermatevi senza alcun dubbio a Pointe du Grouine e seguite a piedi il percorso che conduce fino alla punta del promontorio: vi troverete in un luogo magico! Scogliera, mare azzurro, vista su un’isoletta rocciosa, l’Île des Landes, e sul suo faro solitario, veramente qualcosa di incredibile! Poco più nell’entroterra è imperdibile una visita a Dinan (2), che vi consiglio come cittadina in cui pernottare quando visitate questa parte di Bretagna. Si tratta di un borgo veramente caratteristico e pittoresco, composto da casette adorabili che vi faranno sentire immediatamente catapultati all’interno di una fiaba. Perdetevi tra i vicoletti di Dinan per una cena a base di galette bretonne, ovvero una sorta di crêpe fatta con la farina di grano saraceno, molto molto buona! Sentier des Douaniers Côte de Granite Rose Moules frites La Côte de Granite Rose La Costa di Granito Rosa (4) è la costa più celebre della Bretagna. Si trova nella zona nord orientale della regione, ed è un luogo veramente spettacolare, soprattutto se riuscite e visitarlo in una giornata di sole che vi permetterà di goderne a pieno i colori! Infatti questo litorale è celebre per essere composto da rocce in granito che sfumano dal rossiccio al rosato, creando un bellissimo contrasto col mare azzurro. Senza dubbio dovete percorrere almeno parte del Sentier des Douaniers che collega Ploumanac’h a Perros-Guirec e si snoda proprio in mezzo alle rocce di granito regalando dei panorami incredibili! Il sentiero è costellato di aree di sosta con i relativi parcheggi, quindi c’è la possibilità di farne un solo pezzo, di partire da un certo punto, insomma…totale libertà di organizzazione. Isola di Gavrinis Carnac Allineamenti di Carnac Gli allineamenti di Carnac e il cairn di Gavrinis Ci spostiamo ora nel cuore della Bretagna, proprio nella zona che più si avvicina a quella del mondo immaginario di Asterix ed Obelix. Si tratta del dipartimento del Morbihan in cui è possibile trovare Carnac (6), una cittadina celebre per uno dei complessi megalitici più grandi al mondo. È impressionante osservare questi 3000 monoliti allineati nella campagna bretone, probabilmente seguendo dei motivi relativi ai riti di culto, che sono stati eretti circa 6000 anni fa! Sicuramente merita una visita seguendo la passeggiata gratuita che si sviluppa partendo dal parcheggio accanto al punto informazioni. Un altro posto incredibile di questa zona è l’isola di Gavrinis (7) che ospita l’omonimo tumulo. Si tratta di una camera funeraria del Neolitico (IV millennio a.C.) che si è incredibilmente conservata, tanto da mostrare ancora tutte le incisioni sui monoliti che la compongono. Raggiungere il cairn di Gavrinis è possibile solo attraverso una visita guidata in francese che costa circa 20 euro (qui potete trovare le varie informazioni e i prezzi) che include anche il battello che conduce all’isola, e che parte dal porto di Larmor-Baden. Il tour completo dura circa un paio d’ore ed è necessario prenotare, soprattutto in alta stagione, da questo sito. La Bretagna è ricca di festival e fiere di musica celtica: controllate online (ad esempio su questo link) cosa c’è nei giorni in cui siete da queste parti, per non perdervi una piacevole serata tra musica locale e cibo bretone. Se viaggiate in Bretagna ad agosto, non perdetevi Le Festival Interceltique de Lorient che si svolge nell’omonima città (5). È un festival di 10 giorni che blocca tutta la zona portuale della città di Lorient con mercatini, street food bretone, e palchi in cui si esibiscono gruppi musicali che vengono dalla Bretagna da tutti i paesi celtici d’Europa. Veramente super consigliato! Nantes Raggiungendo la città di Nantes (8) usciamo fuori dalla Bretagna vera e propria e ci troviamo nella regione dei Paesi della Loira. Ma questo a Nantes non interessa: la città infatti rivendica continuamente la sua appartenenza alla Bretagna, in quanto parte integrante della storica regione bretone. Inoltre, Nantes ha chiare origine celtiche, ed ospita il Castello dei Duchi di Bretagna proprio nel centro storico, quindi ha tutte le ragioni per sentirsi parte integrante di questa regione! Nantes è stata la nostra ultima tappa del viaggio in Normandia e Bretagna prima di rientrare in Italia passando per Lione e, sinceramente, è una città che ci è piaciuta molto. Si tratta di un luogo dinamico, molto figo, con tante piazzette e vicoli carinissimi nel centro storico, perfetti per una cena! Noi abbiamo cenato in una vietta carina, piena di ristorantini, ma purtroppo molti erano chiusi perché era domenica. Però abbiamo trovato Les Fils À Maman Bouffay aperto, e devo dire che ci ha veramente soddisfatto! Imperdibile a Nantes è una visita a Les Machines de l’Île, uno spazio d’esposizione situato nell’isola in mezzo alla Loira, in cui si trovano grandi creazioni meccaniche. Questo luogo unisce lo steampunk, il mondo di Leonardo da Vinci e quello inventato di Jules Verne, con la storia industriale di Nantes, per creare delle istallazioni fantasiose e particolari. Quindi non stupitevi se vedrete un grande elefante robotico che passeggia e lancia acqua ai passanti attraverso la sua proboscide meccanica, oppure un enorme carosello a tema mondo marino: è tutto nella norma! Les Machines de l’Île Crostacei al Festival Interceltique de Lorient Pointe du Grouin Bastioni di Saint Malo Dinan Festival Interceltique de Lorient [...] Read more...
13 Febbraio 2023FranciaNell’estate 2022 abbiamo attraversato tutta la Francia partendo da Milano fino a raggiungere la Normandia e la Bretagna, per percorrerle in lungo e in largo in un itinerario di circa 10 giorni. In questo articolo vi porteremo alla scoperta della Normandia, che abbiamo visitato nei primi 4-5 giorni del nostro viaggio, attraversandola da est ad ovest. Dalle scogliere bianche a picco sul mare alle adorabili cittadine con porticcioli, vicoli e porticine azzurre, dalle spiagge del celebre sbarco avvenuto nel D-Day fino a Mont-Saint-Michel, vi aspetta un viaggio in macchina che attraversa la regione del Calvados, percorrendo strade che si affacciano sul mare della Manica da un lato e su fattorie circondate da meleti dall’altro. Per leggere la seconda metà del nostro viaggio e andare alla scoperta della Bretagna, seguite questo link! Come muoversi in Normandia, informazioni generiche sull’itinerario Per organizzare un viaggio itinerante in Normandia spostarsi in macchina è sicuramente la soluzione più comoda. Noi ci siamo sentiti di partire direttamente dall’Italia in macchina e abbiamo fatto una tappa intermedia a Digione prima di raggiungere la costa nord francese, ma una buona alternativa è quella di prendere dei voli economici per Parigi, magari per l’aeroporto di Parigi Beauvais, ed affittare lì una macchina per poi fare un giro ad anello che permette di percorrere tutta la Normandia, proseguire per la Bretagna, per poi tornare al punto di partenza. Infatti la distanza tra Parigi e il punto più lontano della Normandia è di circa 330km, mentre dalla Bretagna si torna a Parigi in più o meno 5 ore di viaggio in macchina. Un’alternativa valida se volete visitare sia la Normandia che la Bretagna è quella di cercare dei voli per Nantes e pensare da lì il vostro itinerario proseguendo in senso orario. Tutto dipende da quel che trovate per il periodo che avete a disposizione! Il nostro itinerario in Normandia è durato circa 4-5 giorni, ed il viaggio completo -che include anche il giro della Bretagna che trovate qui– in una decina di giorni. Queste tempistiche, secondo noi, permettono di visitare questa zona di Francia vedendo ogni località menzionata in questo articolo! Arco di roccia Étretat Porticciolo di Honfleur Spiaggia di Étretat Étretat e Honfleur Partiamo dalla primissima zona che si incontra arrivando da sud, quella della Senna Marittima, in cui abbiamo il capoluogo della Normandia, Rouen. Noi non ci siamo fermati in questa cittadina, perché il nostro obiettivo per quel giorno di viaggio è stato Étretat (numero (1) nella mappa), un paesino di pescatori famosissimo per le sue scogliere bianche. Se avete visitato la Jurassic Coast inglese (su cui abbiamo scritto questo articolo), le falesie calcaree francesi i ricorderanno profondamente le loro sorelle britanniche dall’altro lato della Manica. L’effetto è comunque molto scenico, e gli archi di roccia che si gettano in mare sono molto suggestivi!Una volta arrivati alla spiaggia, iniziate a salire verso sinistra per potervi godere la baia dall’alto e per poter osservare al meglio le scogliere. Proseguendo lungo la costa in direzione Ovest, vi ritroverete a superare prima Le Havre, la città portuale che si trova sull’estuario della Senna, e poi il Pont de Normandie, una struttura moderna e molto scenica che vi porterà nel cuore pulsante della Normandia, la regione del Calvados. La primissima cittadina imperdibile lungo questa costa è Honfleur (2), famosa per il suo adorabile porticciolo pieno di barchette e circondato da casette colorate. Molto carino da girare in un pomeriggio, ma parecchio turistico nel periodo di alta stagione! Cattedrale di Bayeux Bayeux Caen Caen e Bayeux Proseguendo verso Ovest, ci troviamo nel cuore del Calvados, la regione dei meleti di Francia: bere del sidro o del calvados è d’obbligo, mi raccomando! La prima città che abbiamo visitato è stata Caen (3), a mio parere è la meno affascinante della zona, ma che comunque merita una mezza giornata di visita. Ha un centro moderno con dei vicoli carini, due abbazie molto imponenti, l’Abbazia delle Donne e l’Abbazia degli Uomini, fondate entrambe da Guglielmo il Conquistatore, ed i resti dell’antico castello. La cittadina che ci è rimasta più nel cuore è Bayeaux che con la sua cattedrale e i suoi vicoletti caratteristici, ci ha veramente conquistati. Imperdibile ovviamente il museo che conserva l’Arazzo di Bayeaux (per info e prezzi consultate questo link), un tessuto ricamato lungo circa 68 metri, che narra le vicende della conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066. Per il resto Bayeaux è stata un ottimo punto in cui soggiornare per visitare tutte le spiagge del D-Day e per esplorare al meglio la Normandia! Inoltre è diventata il nostro luogo preferito per cenare, infatti questa zona è particolarmente affollata l’estate, quindi trovare posto per l’ora di cena non è semplicissimo. Il ristorante che ci è più piaciuto è stato L’Assiette Normande, proprio nei pressi della cattedrale. Omaha beach Pointe du Hoc Cimitero Americano di Normandia Le spiagge dello sbarco Non si può dire di essere stati in Normandia senza aver visto le spiagge dello sbarco effettuato dalle truppe alleate nel celebre D-Day, il 6 giugno 1944. Le spiagge dello sbarco sono cinque in tutto: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, ma quella più scenografica e famosa è Omaha beach (5), la celebre spiaggia con la scogliera che appare spesso e volentieri nei film di guerra che riproducono lo sbarco. Nei pressi delle spiagge è pieno di musei di guerra che trattano tutte le tematiche possibili immaginabili, ed in cui è possibile vedere i mezzi di trasporto originali utilizzati durante il D-Day, ed ovviamente apprendere tutti i dettagli dello sbarco in Normandia. Altri luoghi suggestivi ed imperdibili, tutti a ingresso libero, che si trovano lungo la costa sono: il Cimitero Americano di Normandia in cui sono sepolti circa 10000 soldati americani, la batteria di artiglieria tedesca a Longues-sur-Mer, e il sito fortificato tedesco di Pointe du Hoc (6), teatro dell’attacco da parte di rangers americani durante il D-Day, in cui sono ancora chiaramente visibili i crateri prodotti dalle granate. Mont-Saint-Michel con la bassa marea Dentro l’abbazia di Mont-Saint-Michel Mont-Saint-Michel con l’alta marea Le Mont-Saint-Michel Passiamo ora alla zona di Normandia ad un passo dal confine con la Bretagna, ovvero quella di Mont-Saint-Michel (7), che ovviamente non ha bisogno di presentazioni: il suo profilo è forse il secondo simbolo più famoso della Francia dopo la Tour Eiffel! Accedere a Mont-Saint-Michel è molto semplice, anche perché l’unica opzione è quella di parcheggiare nell’apposito parcheggio che dista 2.5km dall’isola e raggiungerla a piedi oppure con la navetta gratuita che fa continuamente avanti e indietro. Sicuramente andare a piedi, soprattutto all’andata, è bellissimo, perché si osserva il profilo di Mont-Saint-Michel che si avvicina! Il borghetto all’interno delle musa dell’isola non è niente di speciale, è molto turistico, costoso e pieno di gente, ma poco ci importa, perché la protagonista indiscussa è la marea. Il consiglio che ci sentiamo di dare su questo luogo iconico è di raggiungerlo durante la bassa marea per poi attendere l’innalzamento (controllate qui o qui gli orari). È incredibile quanto il mare sia lontano dall’isola, e soprattutto quanto sia imponente l’innalzamento della marea, che percorre 15km ogni 6 ore! Fate attenzione a camminare intorno all’isola durante la bassa marea, perché si creano degli effetti di sabbie mobili, e soprattutto fate attenzione agli orari di innalzamento dell’acqua perché rischiate di trovarvi lontani dalla costa nel momento sbagliato. Per godervi al massimo l’effetto della marea che si alza, entrate nell’Abbazia di Mont-Saint-Michel (biglietto d’ingresso 11 euro) e osservate lo spettacolo dal terrazzo che si trova proprio nella parte più alta dell’abbazia. Ortensie Porticina blu ad Honfleur Mostarda a Digione Honfleur Étretat Mont-Saint-Michel con la bassa marea [...] Read more...
12 Gennaio 2023Cosa e dove mangiare / ItaliaPalermo è la meta perfetta per un weekend all’insegna di cibo siciliano, storia e mare, il tris perfetto che caratterizza a pieno quasi tutte le città della Trinacria. In questo articolo troverete qualche informazione, abbastanza sintetica ed essenziale, su come girare la città e su cosa vedere in 2 giorni, ma soprattutto troverete consigli (che ci hanno dato amici palermitani) su cosa e dove mangiare a Palermo. Siete pronti per una maratona di cibo all’insegna delle bontà sicule? Se sì, questo è l’articolo che fa per voi! Come Muoversi Tra le città siciliane, sicuramente Palermo (insieme a Catania) è quella che più facilmente si presta ad una visita di pochi giorni fatta durante il weekend, perché ben connessa al resto d’Italia e d’Europa con il suo aeroporto. Raggiungere Palermo in aereo è un gioco da ragazzi: l’aeroporto di Punta Raisi dista poco più di 30km dal centro di Palermo a cui è ben connesso con un treno che in 50 minuti e con 5,90€ vi porta a Palermo Centrale (con varie fermate intermedie, tra cui Palermo Palazzo Reale).Spostarsi dentro Palermo invece è molto semplice perché il centro della città si gira comodamente a piedi. Se siete interessati esplorare i dintorni, in un’oretta di autobus si arriva sia alla spiaggia di Mondello che a Monreale. Pane e Panelle all’Antica Focacceria san Francesco Cannolo dell’Antica Dolceria di S.Caterina Granita e brioches da Casa Stagnitta Cibo imperdibile Come ogni weekend siciliano che si rispetti, anche il nostro è stato all’insegna del cibo: una maratona di 48 ore in cui abbiamo assolutamente dovuto mangiare la qualunque. Devo dire che ci siamo molto impegnati (che squadra!) e non siamo minimamente rimasti delusi dall’offerta di Palermo, che ci ha aiutati a guadagnare un paio di chili in un paio di giorni. Iniziamo con lo street food: sicuramente i tre famosissimi mercati che si trovano nel cuore di Palermo sono i padroni indiscussi del cibo da strada. Il mercato del Capo, Vucciria e Ballarò oltre ai classici banchi di frutta e verdura, sono costellati di banchetti e di piccoli locali che offrono, a chiunque capiti sotto tiro, pesce fresco, pane e panelle, panzanelle, caponate, sfincioni e tanto altro. Se invece avete voglia di sedervi in un luogo meno caotico ma altrettanto movimentato, vi consigliamo l’Antica focacceria San Francesco e Franco U’ Vastiddaru, dove potete provare anche il famoso pani câ meusa (ovvero il panino con la milza). Ovviamente non mancano mai le arancine (a Palermo le chiamano così), figuriamoci! Per una cena a base di cibo palermitano ogni osteria ha la sua buona dose di caponata, pasta alla norma e pasta alle sarde! Noi ci siamo trovati molto bene all’Osteria Mangia e Bevi, ma anche la Trattoria Ferro di Cavallo è molto quotata. Se avete voglia di un mix siculo etnico, allora MoltiVolti è il locale che fa per voi! Si tratta di un’impresa sociale che si occupa di ristorazione (con un buonissimo menù che unisce i sapori siciliani a quelli mediorientali ed africani), ha uno spazio di coworking e un’associazione no-profit. Passiamo al mio capitolo preferito: i dolci! Ovviamente la Sicilia non ha bisogno di presentazioni tra granite con brioches, cannoli, cassate, iris, e chi più ne ha più ne metta. Ma dove mangiare cosa? Dopo aver degustato varie granite possiamo dire che abbiamo molto apprezzato quella di Casa Stagnitta, rigorosamente con brioches. Sapete quale è la challenge per i non siciliani? Essere abbastanza bravi da finire brioches e granita nello stesso identico momento. Io non ci riesco mai!Per quanto riguarda la pasticceria invece, abbiamo adorato l’Antica Dolceria di Santa Caterina collocata nel chiostro dell’omonima chiesa. Mangiare un cannolo o una cassata infornata in un chiostro pieno di fiori ed alberelli, davanti ad una fontana, mentre si fa pausa dal caldo della città è qualcosa di incredibile. E i dolci sono pazzeschi: quei cannoli hanno conquistato il mio cuore! San Giovanni degli Eremiti Cattedrale di Palermo Chiesa di San Cataldo Cosa vedere Gironzolare per Palermo un weekend è veramente piacevole, e due giorni sono il giusto compromesso tra delle belle passeggiate nei quartieri centrali e la visita delle chiese e dei palazzi più celebri. Oltre al giro del centro storico della città, in un tour di Palermo non possono sicuramente mancare: la visita della Cattedrale di Palermo e del suo tetto (al prezzo di 8 euro), che vi condurrà su una passerella proprio accanto alla cupola e vi permetterà di godere di una bellissima vista su tutta la città. Nel centro storico entrate dentro alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, proprio accanto all chiesa di San Cataldo, per vedere i mosaici che ricoprono le volte delle navate; per dei mosaici ancora più suggestivi, visitate la Cappella Palatina situata dentro al Palazzo dei Normanni (qui le informazioni e prezzi dei biglietti). Un altro luogo imperdibile è il chiostro della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (il biglietto d’ingresso costa 6 euro), veramente suggestivo! Passeggiate fino al lungo mare per vedere il grande ficus dentro al Giardino Garibaldi ed il murales dedicato a Falcone e Borsellino. Negozietti adorabili Palermo ha un animo artigiano, ed il quartiere Kalsa ne è la prova! Infatti è pieno zeppo di botteghe ed atelier di artisti ed artigiani che fabbricano vendono i loro prodotti. Il negozietto che ci ha più incuriosito tanto da diventare il preferito del weekend è stata la mini libreria di illustrazioni Ideestorte in vicolo Paternostro, una via piena di negozi molto belli! Piccola curiosità: tantissime botteghe fanno parte di ALAB associazione liberi artigiani-artisti Balarm (che è l’antico nome di Palermo!) Il nostro piccolo tour di 2 giorni a Palermo è finito! Se volete saperne di più su tutti i nostri articoli che riguardano viaggi in Italia seguite questo link. Santa Maria dell’Ammiraglio Cattedrale di Palermo Chiostro di santa Caterina Vucciria Caponata all’Osteria Mangia e Bevi Arancine palermitane Murales Falcone e Borsellino [...] Read more...
13 Luglio 2022ItaliaIncredibile ma vero, in Campania non c’è solo la Costiera Amalfitana! Uno dei luoghi che abbiamo riscoperto negli ultimi anni è il Cilento. Si trova nel sud della regione, in provincia di Salerno, ed offre degli itinerari sicuramente ricchi di mare e di calette bellissime. Ma la sua forza è anche nell’entroterra, con i sentieri, le oasi del WWF e le cascatelle naturali del Parco Nazionale del Cilento, oltre ai suoi numerosissimi paesini in cui lascerete il cuore. Non ci aspettavamo minimamente una zona così variegata e così ricca di paesaggi meravigliosi: ne siamo rimasti davvero stupiti! State programmando un giro cilentano? Fantastico! Vi attende una vacanza piena di luoghi meravigliosi ma soprattutto piena di buon cibo in questa zona incredibile della Campania! In questo articolo troverete i punti che abbiamo visitato la scorsa estate in una settimana all’insegna del relax, del mare e delle mozzarelle di bufala. Come muoversi Girare questa zona della Campania, raggiungere paesini sulla cima delle rocche e spiagge isolate da tutto e tutti, è una missione molto più semplice se avete una macchina. Ovviamente un’opzione è quella di arrivare in treno fino a Salerno o Battipaglia e da lì affittare una macchina!Se amate l’avventura, ci rimangono i mezzi pubblici, ma sappiate che muoversi con i mezzi in questa zona è tutt’altro che semplice, ma fattibile. La linea Cilentobus collega tutti i vari paesini più importanti, e qui potete trovare ulteriori consigli per affrontare il Cilento senza macchina. Gole del calore Baia degli Infreschi Oasi del WWF di Morigerati Cilento del nord La zona più a nord del Cilento parte con Paestum con il suo bellissimo parco archeologico (qui orari di apertura e prezzi), che raggiunge il suo massimo splendore e delle temperature più umane all’ora del tramonto. Se raggiungete il Cilento da nord, non mancate Battipaglia, una cittadina trascurabile se non fosse per i suoi caseifici e per la famosissima (e buonissima) zizzona di Battipaglia. Proseguendo in questa zona, abbiamo Agropoli, un paesino meraviglioso con un centro storico medievale con tanto di castello, davvero piacevole da visitare. La spiaggia più bella della zona di Agropoli è la baia di Trentova, un’insenatura di acqua cristallina accanto ad un promontorio che si raggiunge in 15 minuti di macchina dalla città. Il secondo paesino top della zona è senza dubbio Castellabate, celebre per essere stato l’ambientazione del film “Benvenuti al Sud”. Dopo esservi goduti la vista stupenda sul mare e su tutta la costa del Cilento che offre Castellabate, perdetevi nei vicoli del borgo, per immergervi totalmente nell’atmosfera locale. Devo dire che è davvero adorabile! Un luogo un po’ fuori dalle solite rotte cilentane, che merita sicuramente una visita, sono le Gole del Calore, situate nel cuore del parco nazionale del Cilento. Si tratta delle gole tracciate nella roccia dal fiume Calore, un paesaggio inaspettato e sorprendente! In questa zona è sia possibile percorrere una camminata nel bosco che costeggia la gola, con questo sentiero, sia praticare varie attività come canottaggio o rafting nell’acqua verde smeraldo. Un consiglio da mettere assolutamente in pratica in questa zona del Cilento è quello di fermarsi nei caseifici a fare qualche degustazioni di formaggi e latticini locali, o semplicemente ad acquistare qualche mozzarella di bufala, un barattolino di melanzane sottaceto e del pane, per un pranzo al sacco super autoctono! Capelli di venere Cala Bianca Maratea Cilento del sud Nella zona sud del Cilento abbiamo le famosissime Marina di Camerota e Palinuro, cittadine stupende della zona, anche se faticose da attraversare perché piene di gente e poco parcheggio a disposizione. A Palinuro la spiaggia della Marinella ha conquistato il nostro cuore, davvero bella, circondata da scogliere, e facile da raggiungere. Due spiagge veramente incredibili in zona Marina di Camerota sono Cala Bianca e Baia degli Infreschi, che però come contro hanno quello di essere raggiungibili in barca (dal porto di Palinuro partono infiniti tour via mare che permettono di farsi il bagno in tutte le zone più famose) oppure via terra con una strada non asfaltata particolarmente lunga! Quindi è mooolto importante considerare la macchina che si ha a disposizione se volete raggiungere via terra queste zone. Una volta giunti sulla cima del promontorio che vi porterà con una stradina sulla sinistra a Baia degli Infreschi e con una stradina sulla destra a Cala Bianca, vi troverete alla bellissima Azienda Agricola Oasi Infreschi, immersa tra gli alberi, un ristoro perfetto per un pranzo veloce o per una merenda! Spostandosi verso l’entroterra i due luoghi speciali che ci hanno davvero conquistati sono in primis l’Oasi del WWF di Morigerati, un percorso che conduce nelle grotte del Bussento, lungo un ruscello immerso nella vegetazione che scorre tra le rocce, fino a delle sorgenti balneabili di acqua freschissima. Una gita che consigliamo a tutti! L’altro luogo che merita una visita sono le cascate di Capelli di Venere, una cascatella immersa nella natura, dall’aria veramente magica. Subito fuori dall’Oasi del WWF di Morigerati c’è il ristorante che più abbiamo amato durante questo viaggio: in Campania ovviamente si mangia in maniera divina ovunque, ma l’Osteria dei Compari ci ha davvero rapito il cuore. Pasta fatta in casa, pizze buonissime, antipasti misti da far invidia a chiunque e due gestori adorabili…ve l’ho detto che ci abbiamo lasciato il cuore! Un posto super consigliato! Per una gita fuori rotta, visto che non è lontanissima, vi consigliamo Maratea! Il paesino arroccato è adorabile e la spiaggia è molto bella. Per cenare andate a La Cambusa, un ristorante a gestione familiare davvero eccellente! Frisella pomodori e melanzane sott’olio Caciocavalli Oasi del WWF di Morigerati Azienda agricola Oasi Infreschi Cala Bianca Tramonti cilentani [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaCapita che a volte si organizzi un viaggio non perché particolarmente attratti dalla meta ma più dai voli economici. Questo è quello che è successo a noi quando abbiamo programmato questo itinerario tra Bordeaux e Tolosa nella Francia sud occidentale. Siamo partiti senza tante pretese o aspettative, e ci siamo follemente innamorati! Sarà stato il perfetto clima o i bellissimi appartamenti super centrali dove alloggiavamo, ma le vibes che ci hanno trasmesso Bordeaux e Tolosa ci fanno sognare l’idea di poter vivere lì un giorno!  Come muoversi Come la maggior parte degli itinerari “Chilmetro497 approved” anche questo viaggio si può fare comodamente con i mezzi pubblici. Per muoversi da e per gli aereoporti di Bordeaux e Tolosa abbiamo optato per le linee di bus e tram della città. Linea 1 per Bordeaux e Tram 2 per Tolosa a soli 1.70€ a tratta molto più economiche che le navette degli aereoporti (circa 8€). In entrambe le città, ci siamo solitamente mossi a piedi e quando dovevamo coprire grandi distanze salivamo su mezzo pubblico. A Bordeaux i biglietti dell’autobus si comprano direttamente dall’autista (con cash o carta), mentre i biglietti del tram si possono acquistare alle macchinette automatiche presenti in ogni fermata. A Tolosa, invece, abbiamo installato l’app Tisseo (disponibile sia per Android che iOS) per comprare i biglietti di bus, tram e metro a soli 1.70€ ogni volta che ci servivano.  Per raggiungere le varie tappe dell’itinerario ci siamo solitamente spostati in treno, comprando i biglietti direttamente in stazione o sul sito di Trainline. Vista laterale su place de la Bourse Place du Parlement Place de la Bourse Bordeaux Bordeaux è bellissima! Perché nessuno ce l’aveva detto prima? Dobbiamo assolutamente spargere questa notizia! Bordeaux è un susseguirsi di piazze maestose, piazzette nascoste, vicoli, fontane appariscenti, giardini, alberi, tram, persone in bici, e tavolini da apèro. Noi abbiamo alloggiato in pieno centro storico, tra Place Gambetta e la Cattedrale: assolutamente raccomandato! Il piacere di uscire di casa ed essere subito immersi nelle brulicanti vie pedonali del centro non ha prezzo!  Come sempre vi consigliamo di vagabondare per la città a piedi e di perdervi attraverso i tanti vicoli di Bordeaux uno più affascinante dell’altro. Per avere un’idea di quali siano i principali monumenti da non perdere, vi suggeriamo di dare un’occhiata alla mappa turistica disponibile su questo sito. I luoghi da non perdere segnati sulla mappa vi rimarranno nel cuore! La bellezza di Place de la Bourse ed del suo specchio d’acqua gigante che ho immortalato in centinaia di foto tutte uguali e tutte bellissime. La maestosità di Place de la Comedie e del suo immenso Grande Theatre. La particolarità del Grosse Cloche e di Porte Cailhau, due portali medievali, oggi circondati da una marea di bar e locali per l’aperitivo. Il fascino di Place du Parlement che è stata sfondo di molte nostre cene. La vivacità del lungo fiume meta perfetta per un picnic al tramonto. Per qualche consiglio su dove mangiare a Bordeaux, date un’occhiata in fondo all’articolo.  Saint Émilion dai vigneti Vicoli Saint Émilion Botti nello chateau Celene Saint-Émilion Se parliamo di Bordeaux non possiamo non citare il vino! Questa regione infatti ospita i vigneti tra i più pregiati di Francia, e quindi è obbligatorio dedicare almeno un giorno interamente al vino. Ci siamo quindi recati a Saint Émilion, un piccolo paesino circondato dai vigneti e facilmente raggiungibile con il treno da Bordeaux in soli 30 minuti e 8€. Il paese di St Émilion è a 20 minuti a piedi dalla stazione, la passeggiata è molto piacevole perché immersa tra i vigneti. Arrivati in paese sono sicura che rimarrete estasiati dalle sue piazzette e vicoletti! Prendetevi del tempo per attraversare il paese in lungo in largo toccando tutti i viewpoints sparsi per Saint Emilion: dalla piazzetta davanti all’ufficio del turismo, alla torre del re fino ad arrivare all’altezza del chiostro Les Cordeliers. Ma non dimentichiamoci che questa gita è basata sulla degustazione dell’ottimo vino locale. Quindi quali sono i posti migliori che offrono degustazioni di vino e soprattutto che non richiedono l’uso della macchina? Il primo posto che vi consigliamo è direttamente in paese e si chiama Les Cordeliers, è situato in uno stupendo chiostro e produce il Cremant, un vino bianco e frizzante simile allo spumante. Qui potete scegliere di fare un tour di un’ora delle cantine con degustazione a 11€ (prenotabile qui) oppure optare per l’opzione vino+picnic e gustarvi dell’ottimo vino rigorosamente accompagnato da formaggio e baguette. Non è una scelta particolarmente economica, ma abbiamo trovato che fosse un ottimo modo per combinare pranzo e degustazione in una location da favola!  Se siete più interessati all’intera esperienza di vinificazione e volete immergervi nei vigneti, vi consigliamo di uscire dal paese e dirigervi in uno dei tanti chateau. La maggior parte sono più facili da raggiungere in macchina ma alcuni possono essere comodamente raggiunti a piedi, camminando tra i vigneti. Noi abbiamo optato per la camminata e abbiamo prenotato una visita presso lo chateau Celene. La visita è durata un’ora, e ha compreso la spiegazione del processo di vinificazione, la visita delle cantine e infine l’assaggio di 3 dei loro vini (totale 12€ a persona). Personalmente ho davvero apprezzato questo giro! Non solo ho adorato la passeggiata nei vigneti ma ho anche imparato tante cose nuove. Ad esempio lo sapevate che le rose piantate ai bordi dei vigneti non sono di abbellimento ma servono come allarme per segnalare la presenza di un certo insetto, che solitamente attacca prima le rose e poi passa ai vigneti? Davvero affascinante! Scalando la Dune du Pilat Sopra la duna Ancora sopra la duna La Dune du Pilat Passare una giornata sulla Dune du Pilat è un’ottima idea se vi trovate a Bordeaux e volete fare una gita di un giorno. Per raggiungerla con i mezzi pubblici, bisogna come prima cosa prendere un treno direzione Arcachon (50 minuti a 12€). Dalla stazione si prende un autobus (Linea 1) che in 30 minuti vi porterà direttamente fino al parcheggio davanti alla duna. La Dune du Pilat, con i suoi circa 100-115metri di altezza, è la più alta duna di Europa! Sono sicura vi renderete conto della sua imponenza appena arrivati ai piedi della scaletta che porta fino in cima. Ebbene sì, questi 100m metri di altezza si faranno sentire tutti! Arrivati in cima sarete estasiati dal paesaggio che avrete davanti agli occhi. Tre chilometri di duna di sabbia che si allunga tra il mare blu da una parte e la foresta verde dall’altra, uno spettacolo mai visto prima! Ora che avete conquistato la cima di questa montagna di sabbia potete divertirvi ad attraversarla a piedi in lungo e in largo. Se decidete di scendere fino al mare tenete in conto circa una ventina di minuti per riuscire a risalire fino in cima! In alternativa potete rimanere sulla cima e camminare paralleli al mare fino a raggiungere il campeggio all’altro estremo della duna e da lì prendere l’autobus per tornare fino ad Arcachon. Mi raccomando, passare la giornata sulla Duna di Pilat non è equivalente ad andare alla spiaggia! Non ci sono servizi, se non presso il centro informazioni subito dopo il parcheggio. Ciò vuol dire che vi dovrete portare acqua, cibo e soprattutto crema solare e cappellino per proteggervi dal sole! Portoncini tipici di Tolosa Tolosa Lungo Garonna, la Daurade Tolosa Di Tolosa abbiamo già parlato un bel po’ di anni fa in un itinerario che si spingeva verso i Paesi baschi francesi in questo articolo. Da quel viaggio ne è passato di tempo, e Tolosa ha assunto un ruolo molto particolare per noi di Chilometro497, perché abbiamo vissuto lì per poco meno di un anno. Per questo si merita un articolo tutto suo dedicato alle cose belle che si possono fare, vedere, e mangiare a Tolosa.  Come parte di questo itinerario nella Francia Occidentale, ci siamo diretti a Tolosa con un treno diretto da Bordeaux. Il viaggio dura circa 2 ore e mezza e il biglietto può costare intorno ai 20-30€ a seconda dell’orario (vi consigliamo di comprare i biglietti con un paio di giorni di anticipo per trovare prezzi migliori). Abbiamo passato un paio di giorni interi a Tolosa e se li merita senz’altro tutti! Consigliamo vivamente di fare una prima esplorazione della città con un walking tour. In particolare vi suggeriamo il Tour di Harry che ci ha intrattenuto per quasi 3 ore raccontandoci divertenti aneddoti storici e guidandoci attraverso i monumenti più importanti della città ed anche quelli meno conosciuti!  Per il resto, abbiamo cercato il più possibile di goderci la magica atmosfera tolosana. Se volete assaporare la bellezza di Tolosa, dei suoi vicoletti di edifici in mattoni rosa ed imposte pastello, dei suoi tramonti da ammirare durante un aperitivo sul lungo Garonna, del quartiere di Saint Cyprien luogo perfetto dove alloggiare, dei suoi negozietti unici e speciali, allora date un occhio a questo articolo.  Canele Vistai place du Parlemente dal ristorante Autre Petit Bois Ristorante libanese Cosa mangiare Le specialità culinarie francesi non hanno certo bisogno di un’introduzione! A partire dalla colazione, passando per pranzo, aperitivo e cena, ogni giorno ci siamo viziati con le più deliziose specialità locali!  Ogni giornata cominciava rigorosamente nella boulangerie più vicina dove compravamo due chocolatine (mi raccomando, in questa zona della Francia, gli iconici pan au chocolate vengono chiamati chocolatine mentre i pan au chocolate sono delle sorte di pan goccioli – letteralmente pane e cioccolata) e una baguette per il pranzo. Pranzo che per l’appunto era composto principalmente da baguette e il formaggio che più ci aveva attirato al mercato o negozio vicino casa. Come dolce, ci coccolavamo con un paio di caneles, un dolce tipico di Bordeaux con un interno morbido e a tratti gommoso, ricoperto da una crosticina al caramello croccante. Solitamente noi li compravamo da La Toque Cuivrée una delle due pasticcerie di Bordeaux, quella con i prezzi più accessibili, che vende un caneles grande a 0,70€. Nel pomeriggio, intorno alle sei, cercavamo un posto per un apèro. A Bordeaux, come anche a Tolosa, c’è veramente l’imbarazzo della scelta, ogni piazzetta offre un’ampia scelta di locali dove bere una buona birra o un bicchiere di vino in molti casi accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi e alcune tapas. Se proprio dovessimo scegliere un posto da consigliarvi per un aperitivo a Bordeaux abbiamo Le Saint Georges in Place Camille Julians principalmente attratti dalla buona selezione di tapas e drinks, mentre a Tolosa abbiamo scelto le Bar Basque per il suo carinissimo beer garden.  Se siete indecisi su quale bar scegliere e volete gustarvi un momento di pausa magari con una bella vista senza spendere troppo vi consigliamo allora di prepararvi un piccolo apèro fai-da-te (con qualche birra, pane e un po’ di formaggio) e sedervi in giro per la città. Sia a Bordeuax che a Tolosa, le zone del lungo fiume sono letteralmente assaltati da gruppi di persone che si godono il più semplice di tutti gli apèro! Infine per cena optavamo ancora una volta per qualcosa di tipico e solitamente finivamo per prenderci una crepes. A Bordeaux consigliamo Suzette Creperie Urbaine, o Nom d’Une Crêpe, mentre per cenare a Tolosa, qui potete trovare alcuni dei nostri posti preferiti in cui mangiare. Scegliendo ancora piatti tipici francesi abbiamo provato le cassoulet (una specialità di carne o formaggio cotta in un padellino di terracotta) nel ristorante L’Autre Petit Bois in Place du Parlement a Bordeaux che ci ha convinto per la sua location centrale, i prezzi non esagerati e gli interni molto originali. Un menù simile l’abbiamo trovato anche a La Gouaille nel centro di Tolosa che propone di mangiare un antipasto e un piatto principale a poco più di 16€.  Se invece siete stufi di mangiare sempre il solito formaggio, vi suggeriamo di dedicare una serata ai ristoranti etnici: senza ombra di dubbio vi consigliamo di fermarvi da Les Milles et una Nuits a Bordeaux, uno dei migliori ristoranti Libanesi in cui sia mai stata! Lungo Garonna di Bordeaux Grande theatre a Place de la Comedie, Bordeaux Tolosa Vigneti vicino Bordeaux La Dome vista da Saint Cyprien [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaTolosa è una città del cuore. Il destino ha voluto che, nella vita un po’ strana e nomade che conduco negli ultimi anni, io abbia trascorso 8 mesi a Tolosa, da ottobre 2020 a maggio 2021. Nel bel mezzo di una pandemia, dopo un faticoso lockdown passato nelle Midlands inglesi e dopo un trasloco fatto in treno da Leicester a Tolosa, sono approdata in Occitania. Tolosa è diventata la mia casa per un periodo di tempo non troppo lungo, ma abbastanza per mostrarti i pro e i contro di una città. Vivere in Francia senza conoscere per bene il francese e dovendo affrontare la burocrazia locale, non è mai una passeggiata, ma il resto è stato solo amore!In questo articolo non troverete una guida della città. Abbiamo già detto abbastanza in merito sia in questo articolo su un itinerario da Tolosa ai Paesi baschi francesi, sia in questo articolo che include sia Bordeaux che Tolosa. Qui raccogliamo solo le cose belle di Tolosa, quelle che ci hanno fatto trascorrere degli indimenticabili 8 mesi di vita tolosana, nonostante ci fosse il coprifuoco alle 18. Insomma, vi aspetta una lista non troppo ordinata di chicchette che adoro, che ho raccolto gironzolando per la Ville Rose insieme a persone che abitano in questa città da anni! Saint Cyprien Iniziamo con il quartiere top di Tolosa, il luogo in cui è perfetto vivere, alloggiare durante un viaggio, uscire la sera, pranzare velocemente e fare l’apèro. Siamo a Saint Cyprien signori e signore, il quartiere che si estende sulla sponda ovest della Garonna, proprio di fronte al centro città a cui è connesso attraverso Pont Neuf e Pont Saint-Pierre. Saint Cyprien è uno scorcio di Francia che non si può non amare, a partire dal mercato coperto (Marché Couvert) della piazza principale che di mattina vende frutta verdura e formaggi e di mercoledì pomeriggio si trasforma in un mercatino di libri e vinili usati. Passando per il bar Le Ravelin nell’omonima piazzetta di casine colorate dalle imposte pastello, perfetto per prendere qualcosa da bere sia all’ora dell’aperitivo, sia dopo cena. Proseguendo con la Crèmerie des Biquettes, un negozietto di formaggi che prepara anche degli ottimi panini, ideali per un bel pranzetto al sacco sotto un albero del Jardin Raymond VI, per poi incamminarsi sulla passerelle Viguerie e passeggiare sul lungo fiume. Non siete ancora convinti che sia la zona giusta per voi? Non vi resta che organizzare un viaggio a Tolosa e vivervi Saint Cyprien per un po’! Tramonto tolosano dalla Daurade Piazzetta del centro storico Pont Neuf Pranzi veloci e dolcetti francesi La pasticceria francese è famosa in tutto il mondo, e questa è cosa nota. Ma la vera domanda è in quale patisserie di Tolosa bisogna assolutamente andare? Risposta semplice, al Pussin Bleu in zona Carmes. Non perdetevi i loro macaron, sono davvero fenomenali! Artigianali, dal prezzo onesto e totalmente diversi dai macaron che avete assaggiato nelle varie famosissime catene che si trovano ovunque. Dopo averne comprata una scatolina dai gusti più variegati, assaporateveli seduti sui gradini della fontana di Place de la Trinité. Per dei pranzetti veloci da mangiare in giro, non posso non citare il chioschetto di cibo vietnamita Le Kiosque che si trova proprio accanto al parco della Grand-Ronde e al Jardin des Plantes. Comprare un Bò Bún da asporto e mangiarlo sul prato, è uno dei picnic più classici da fare nei weekend di sole tolosani. Vi consiglio di prenotare il cibo da asporto in anticipo, perché la fila all’ora di pranzo è sempre notevole! Per dello street-food etnico non potete perdervi il mercato domenicale di Saint Aubin che si snoda proprio intorno all’omonima chiesa. La domenica mattina è obbligatorio passare al mercato per comprare frutta e verdura, e perdersi tra le tante bancarelle di cibo! Dai formaggi agli yogurt di capra, dai falafel alla pita con hummus, non potete evitare qualche acquisto. Casa Ultimo tramonto Albero di cachi a Saint Cyprien Spot perfetti per l’Apèro Dovete sapere che a Tolosa (e in generale nella Francia del sud, ma penso anche in quella del nord) l’apèro è una vera e propria istituzione: dalle 5 di pomeriggio in poi è comune trovare gente in giro a fare un aperitivo. Che sia ai tavolini di un bar con un pastisse e qualcosa da mangiare, che sia in un parco o sul lungo fiume con una birretta, del formaggio e una baguette, l’apèro non può mancare! Ma quali sono gli spot tolosani perfetti per l’apèro? Al primo posto abbiamo senza dubbio il lungo Garonna. Scendete a la Daurade, la piazzetta che si trova nella zona del fiume tra Pont Neuf e Pont Saint Pierre, e sedetevi con il vostro apèro-fai-da-te per godervi un sensazionale tramonto sul fiume che, nei mesi più freddi, diventa uno specchio. Davvero spettacolare! Un altro luogo degno di nota è il parco che si trova lungo la sponda opposta del fiume, Prairie des Filtres. Qui c’è la possibilità di organizzare veri e propri picnic all’orario dell’aperitivo, ovviamente sempre accanto alla Garonna, che è sicuramente il punto forte della città! Macaron del Pussin Bleu Mappamondi di (m) La Mucca Libri usati davanti alla libreria Bouquiniste Brocanteur du pont Neuf Negozietti adorabili I vicoletti del centro di Tolosa sono stupendi e vi porteranno in un mondo di negozietti indipendenti dall’aspetto un po’ retrò per i mattoni rossicci che insieme ai colori pastello caratterizzano questa città. Tra le viette che percorrono tutto il centro in tutta la zona che da Capitole si muove verso il lungo Garonna, troverete uno dopo l’altro dei negozi che vi spingeranno a reputare ogni cosa al loro interno come necessaria per la vostra vita! Dai libri usati ai vinili, dagli articoli di cartoleria ai mappamondi, dalle piantine posizionate in adorabili vasetti agli atelier di artisti di ogni tipo, troverete ogni cosa. I miei negozietti preferiti in assoluto, quelli in cui volevo passare ogni giorno, sono due: il primo è un negozio di belle arti, Rugier&Plè, in cui vi consiglio di passare se siete tipi che amano qualsiasi cosa che includa la creatività. Dalla semplice carta decorata e non, ai colori di ogni tipo, alla ceramica, alle tele, alle perline, al decoupage, alla pittura su vetro o su stoffa, questo negozio ha tutto. Non so quanto tempo ho passato incollata sugli scaffali a decidere se era meglio prendere una carta da 250 o 300 grammi per fare un tentativo con gli acquerelli! Il mio secondo negozio del cuore è (m) La Mucca che non saprei definire meglio di “un negozio di cose varie”. Infatti da La Mucca c’è la qualunque: stampe grafiche di città, mappe, mappamondi, oggetti di cartoleria, piccole mongolfiere, utensili strani da cucina, cartoline, piccoli set per costruire simpatici oggettini in legno, mini-ricettari, insomma…di tutto e ti più! Luogo perfetto per fare un regalo (sia a se stessi che ad altri). Io adoro questo genere di posti! E con queste considerazioni abbiamo concluso. Grazie per essere stati con me in questo tour insolito di Tolosa, che spero vi abbia trasmesso un po’ lo spirito della città! Vicoli a Carmes Pont Neuf in autunno Quando la Garonna diventa uno specchio [...] Read more...
10 Giugno 2022Cosa e dove mangiare / MaltaDopo la mini guida di Malta con i mezzi pubblici, eccoci con una guida culinaria dell’isola! Parleremo dei piatti imperdibili ma soprattutto di tutti i ristoranti e localini che ci sono piaciuti di più e che hanno catturato la nostra attenzione durante il viaggio. Quindi, cosa e dove mangiare quando si è a Malta? Tranquilli, ve lo diciamo noi! Vi aspettano primi di pesce, birrette sulla spiaggia al tramonto, una cucina che sente le influenze italiane, greche e nord africane: un vero e proprio mix tutto mediterraneo. Iniziamo il tour culinario di Malta con il nostro tipico pranzo che è stato, quasi sempre, Pastizzi e Qassatat. Si tratta di un pasto estremamente economico (50cent per un Pastizzi, 1€ per un Qassatat), gustoso, comodo, veloce e locale! Sono entrambi delle monoporzioni di “torta salata” (i Maltesi non me ne vorranno a male per questa iper semplificazione). I Pastizzi sono triangoli o rombi di pasta fillo ripiena di ricotta o crema di piselli (o a volte anche di pollo). Il Qassatat è un fagottino di pasta brisée riempito di ricotta o crema di piselli o spinaci (solitamente con una minima aggiunta di tonno o acciuga appena percettibile al gusto). Vengono venduti in piccoli negozi take-away, la Pastizzerie appunto, ma si possono anche trovare servite in alcuni caffè, ad prezzi più elevati. A Valletta consigliamo di provarli nella Pastizzeria Jeff’s o presso il Museum Cafè. Per la cena ci si può davvero sbizzarrire, l’offerta di ristoranti Maltese è molto vasta, soprattutto a Valletta. Non dimentichiamoci che siamo comunque molto vicini all’Italia e quindi non c’è da stupirsi che la pasta sia diventato un piatto tipico anche a Malta, soprattutto condite con pesce locale e appena pescato. La maggior parte dei ristoranti offre diversi piatti di pesce, dopo tutto siamo su un’isola! Marsaxlokk è il paese più consigliato per godersi una specialità di pesce affacciati direttamente nel porticciolo colorato. Il nostro ristorante preferito è Skanu, un piccolo ristorantino un po’ in disparte dalla caotica passeggiata, dove abbiamo mangiato uno squisito piatto di pasta allo scoglio. Consigliamo anche Mr Fitz dove abbiamo diviso una abbondante frittura di pesce. La scelta dei piatti di carne offre il coniglio alla Maltese e i bigoli, degli involtini di carne con dentro altra carne conditi con la salsa. Per un pasto più “leggero” e veloce si può optare per la Ftira, magari accompagnata da una Cisk, la birra locale che troverete servita ovunque a cifre anche inferiori all’acqua in bottiglia. Mi ci è voluto un po’ a capire che ci sono due tipi di Ftira. La Ftira Maltese è praticamente un panino fatto con una porzione del tipico Maltese pane a forma di ciambella, mentre la Ftira Gozitana è un impasto steso cotto in forno, coperto di ingredienti che solitamente includono patate. Insomma, una specie di pizza locale (di nuovo, spero che i Maltesi non me ne vogliano a male per paragonare la loro Ftira a una pizza). Per concludere, o meglio, per iniziare, alcuni degli snack che vengono serviti come antipasto sono: la bigilla, cioè una crema di fagioli, la salsiccia Maltese e un formaggino di capra locale che può essere sia fresco che stagionato. L’offerta dei dolci tipici non ci ha colpito particolarmente, in quanto comprende principalmente le Imqaret, dei quadrotti di pasta frolla riempiti di marmellata di fichi o datteri che possono essere fritti o al forno. Se volete viziarvi con una golosa merenda, consigliamo Cafe Cordina a Valletta, con il suo locale storico e i suoi tavolini in piazza della Repubblica è una meta molto gettonata, e i suoi dolci non vi deluderanno. Ho adorato la loro kassata, che come potete immaginare è l’equivalente della cassata Siciliana (da non confondere con il Qassatat, il fagottino salato di cui abbiamo parlato prima). Ovviamente si può sempre optare per un ottimo gelato! A Bugibba abbiamo mangiato un’ottima cialda da Con Gusto (dopo un’ottima pizza napoletana da Made in Sud!) [...] Read more...
27 Maggio 2022MaltaMalta è il più piccolo stato europeo ma anche quello più densamente popolato. È grande all’incirca quanto l’isola d’Elba, ha una sua lingua, una sua cucina e tanta storia! Se state cercando uno stato facilmente visitabile in una settimana che offra una varietà di attrazioni, Malta fa proprio al caso vostro! Questo itinerario copre le principali mete turistiche maltesi usando esclusivamente i mezzi pubblici.Noi abbiamo scelto di andare a Malta per le vacanze di Pasqua in Aprile e, a nostro avviso, la primavera è il momento migliore per visitare quest’isola. Certo, il meteo in questo periodo di bassa stagione è ancora molto variabile, ma siamo riusciti lo stesso a trascorrere interi pomeriggi al mare sdraiati in spiaggia a goderci un caldo sole che ci riscaldava le facce! Il grandissimo pregio della bassa stagione è quello di poter godere di prezzi più bassi, temperature non soffocanti e soprattutto meno gente. L’estate infatti Malta viene letteralmente prese d’assalto, quindi viaggiare in periodi meno affollati è abbastanza importante. Per di più le strade sono poche, quindi il rischio è quello di passare la vacanza in coda e di non trovare posto per l’asciugamano in spiaggia o nei ristoranti per cena. Ecco perché pensiamo che visitare Malta nei mesi subito prima o dopo il periodo estivo sia la scelta migliore! Come muoversi Nel caso ancora non fosse chiaro, Malta è piccola! Quindi, perfetta per essere girata in autobus. La rete di autobus copre senza problemi tutte le città, spiagge e mete più famose. Gli orari sono molto frequenti e cominciano la mattina presto e finiscono la sera tardi (per esempio non abbiamo avuto nessun problema a prendere un autobus alle 6 del mattino per andare in aeroporto). Il biglietto costa solo 1.50€, è valido per 2 ore e si può comprare comodamente sull’autobus con contanti o carta; si può risparmiare ulteriormente comprando tessere settimanali o il carnet da 12 biglietti a 15€ che può essere condivisi da più persone. Come altro punto a favore dell’uso degli autobus c’è il fatto che a Malta si guida a sinistra (tra le tante cose ereditate dagli inglesi durante il loro lungo periodo di conquista) il che potrebbe rappresentare un’ulteriore difficoltà per chi viene dall’Europa continentale. Insomma, a questo punto penso di avervi convinto che Malta si può visitare comodamente con i mezzi pubblici! E ciò che non può essere raggiunto in autobus può sempre essere fatto con Ecabs, l’Uber locale, con tanto di sconto sulla prima corsa. Vicoli di Vittoriosa Cattedrale di St Jhon, interno Vicoli di Valletta Valletta e le Tre città Iniziamo il nostro itinerario di una settimana da Valletta, città in cui consigliamo di alloggiare. Per visitare Valletta e le Tre Città (Vittoriosa, Cospicua e Senglea), due giorni sono più che sufficienti! Il nostro consiglio è di unirsi ad un tour guidato della città di Valletta (circa 15€ per 2 ore di giro o potete optare per un free walking tour in cui decidete voi quanto dare alla guida) per avere subito un’idea di chi siano i Cavalieri di Malta (o Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni), come sia nata Valletta e quale sia la sua storia. Scoprirete che Valletta è più moderna di quanto pensiate, e così fortificata che sarebbe potuta resistere anni ad un assedio. Pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale è stata recentemente ricostruita grazie ai fondi Europei. Il tour di Valletta comincia giustamente dal portone di ingresso, recentemente abbattuto e sostituito da una versione alquanto moderna da Renzo Piano (sembra che i Maltesi non l’abbiano presa bene). Appena entrati in Valletta, sulla destra, si trova il Parlamento anch’esso opera di Renzo Piano. Malta non avrà molto da offrire in quanto a risorse naturali, ma di sicuro ha pietra calcarea in abbondanza che vedrete usata per quasi tutti gli edifici di Valletta, particolarmente belli con la luce del tramonto. Passato il Parlamento si dà una sbirciata al vecchio Teatro dell’Opera ora tenuto come teatro all’aperto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dietro al Parlamento si trova l’Auberge di Castille ora diventato il palazzo ospitante gli uffici del Primo Ministro. “Auberge” indica l’edificio dove soggiornavano tutti i Cavalieri di Malta di appartenenti ad una stessa lingua in questo caso quella Castigliana, e in giro per Valletta troverete le “auberge” delle altre principali lingue parlate dall’Ordine, come ad esempio l’Auberge d’Italie che ora ospita il Museo di Arte Nazionale. Si continua poi per gli Upper Barrakka Gardens uno degli unici due giardini che troverete in tutto a Valletta, in quanto acqua e spazio erano un bene più che di lusso per una città fortificata. Fate un salto anche nei Lower Barrakka Gardens che sono un po’ meno gettonati da turisti e quindi un po’ più riservati e si affacciano sulla Siege Bell in memoria dei morti della Seconda Guerra Mondiale. Entrambi questi giardini sono una piccola gemma e offrono una bellissima vista sul porto e sulle Tre Città. Affacciandosi dagli Upper Barrakka Gardens, si vedono le Saluting Battery ovvero i cannoni da cui vengono sparate le cannonate (a salve) alle 12 e 16 di ogni giorno, un tempo per salutare le navi in porto, ora quasi più per scandire la giornata ai Maltesi. Dai giardini si prosegue lungo Merchant Street, una delle due vie principali di Valletta insieme a Republic Street. Circa a metà di Republic Street fermatevi al Palazzo del Gran Maestro, oggi diventato il Palazzo del Governo Maltese, e nella vicina Republic Square, dove troverete la biblioteca, la Statua di Queen Victoria alquanto fuori luogo dato il nome della piazza. Buttatevi poi in uno dei tanti vicoli che attraversano queste vie perpendicolarmente: sono queste a mio parere le viette più caratteristiche ma anche quelle più ripide di tutta Valletta! Qui è dove troverete una grandissima varietà di locali per prendervi un aperitivo circondati dai bellissimi balconi in legno colorati in classico stile Maltese. Spero che vi rimanga ancora un po’ di tempo per visitare la co-cattedrale di St John (15€ con audio guida gratuita). La coda per accedere alla cattedrale è sempre abbastanza lunga (almeno mezz’ora) e purtroppo non si puo’ evitare neanche prenotando i biglietti online. Se l’esterno della cattedrale risulta abbastanza spoglio, l’interno vi sorprenderà con i suoi ricchi decori. Lo sapevate che anche Caravaggio aveva fatto parte dei Cavaglieri di Malta? Onestamente questo dettaglio mi mancava! Nella cattedrale sono conservati due suoi dipinti insieme ad un breve filmato che racconta come si sono evoluti i rapporti tra Caravaggio e l’Ordine. Se il mare lo permette, potete accedere alle Tre Città con un traghetto (1.50€ a tratta o 2.80€ andata e ritorno) che parte letteralmente sotto i giardini alti. Ci sono anche delle piccole “gondole” che percorrono la stessa tratta (2€ a tratta). In alternativa, potete sempre ricorrere agli autobus, come purtroppo abbiamo dovuto fare noi dato che il mare è stato mosso per tutti i giorni che siamo stati a Valletta. Vittoriosa è sicuramente la più carina delle Tre Città nonché la più famosa in quanto fu la città originaria dove si insediarono i Cavalieri di Malta appena arrivati sull’isola, chiamata appunto “Vittoriosa” in quanto riuscì a sopravvivere al Grande Assedio di Malta da parte degli ottomani. Ho adorato camminare per i vicoli del centro storico, decisamente meno affollati e gettonati degli equivalenti a Valletta. Il giro di Vittoriosa ci ha poi portarti al porto dove abbiamo camminato intorno al forte e da lì poi abbiamo circumnavigato tutto il porto a piedi attraversando Cospicua, e concludendo il nostro giro a Senglea. Marsaxlokk Blue Grotto St Peter’s Pool La zona sud Marsaxlokk è una meta imperdibile se vi trovate a Malta, è un piccolo paese di pescatori che ha mantenuto ancora un’atmosfera tradizionale e non è stato deturpato da giganti alberghi e resort (come purtroppo è accaduto nella zona nord dell’isola). La domanda importante è capire in quale giorno è meglio visitare Marsaxlokk? Tutti vi diranno di visitarla la domenica quando c’è il mercato, mentre il nostro suggerimento è di evitare a tutti i costi di visitarla la domenica appunto perché c’è il mercato! Il mercato della domenica ha un paio di banchi di pesce ma per il resto è un normalissimo mercato che vende vestiti e casalinghi come se ne trovano ovunque in Italia. Il mercato richiama turisti da tutta l’isola rendendo impossibile praticamente camminare in passeggiata, salire su autobus, o trovare un posto al ristorante (anche perché i ristoratori non possono sfruttare le decine di tavolini che solitamente mettono sulla strada che è occupata dai banchi!). Ecco perché noi consigliamo di andare a Marsaxlokk in un qualsiasi giorno in settimana eccetto la domenica e possibilmente con una giornata di sole per godersi i colori del mare di St Peter’s Pool. Cosa si fa di bello a Marsaxlokk? Non tantissimo ad essere onesti! Si cammina in lungo e in largo per il porticciolo ammirando le bellissime barchette colorate, si prendono un paio di Pastizzi per pranzo e poi si fa una camminata di circa 3km fino a St Peter’s Pool. Chiedete all’ufficio informazioni come raggiungere a piedi la scogliera, oppure semplicemente guardate il percorso su Google Maps o Maps.Me e seguite le poche indicazioni che trovate per strada. St Peter’s Pool e’ una bellissima insenatura da cui i più impavidi si tuffano in acqua. Una volta fatte tutte le foto di rito continuate ancora il percorso sulla costa fino a raggiungere le due piccole baie vicine. I colori del mare sono veramente da togliere il fiato! Da qui, sconsigliamo di continuare fino a Marsascala dato che avete già visto il meglio che questa passeggiata possa offrirvi. Quindi tornate indietro a Marsaxlokk e gustatevi un ottimo piatto di pesce prima di tornare a casa. Sempre nella zona a sud di Malta si trova Blue Grotto, la famosa scogliera ad arco che si tuffa in mare. La scogliera si può ammirare dall’alto da un comodo view point subito davanti alla fermata dell’autobus oppure si può osservare dal basso con un giro in barca di circa 20 minuti al costo di 8€ . Tenete presente che se la giornata è molto ventosa e il mare molto mosso è possibile che la visita in barca sia sospesa.  Non fatevi ingannare dalla vicinanza tra Marsaxlokk e Blue Grotto. Per raggiungere Blue Grotto con gli autobus è decisamente più comodo prendere un autobus diretto che parte da Valletta. La visita a Blue Grotto vi occuperà solo per un paio di ore, quindi vi consigliamo di fermarvi prima ai templi di Hagar Qim e Mnajdra. Il biglietto costa 10€ e comprende la visita ad entrambi i templi, l’ingresso al piccolo museo e un’audioguida gratuita scaricabile sul telefono. I due templi risalgono a più di 5000 anni fa, quindi ancora più antichi di Stonehenge, e ciò che più affascina di questi luoghi è l’aura di mistero attorno a come siano stati costruiti o per quale motivo, e perché sembrino connessi con precisi allineamenti astronomici di equinozio e solstizio. Ghajn Tuffieha Blue Lagoon Paradise Bay La zona nord, Comino e Gozo Finalmente un po’ di mare! Nonostante nell’immaginario collettivo Malta sia una meta di mare, fino a questo punto del nostro itinerario non abbiamo ancora incontrato una singola spiaggia di sabbia. Le poche spiagge sabbiose si trovano infatti tutte concentrate nel nord dell’isola. Come dicevamo all’inizio, tutte le spiagge sono raggiungibili con autobus che partono direttamente da Valletta anche se è giusto specificare che il viaggio di sola andata dura più di un’ora quindi potreste trovare conveniente l’idea di soggiornare per un paio di notti in qualche altra città più comoda per raggiungere le spiagge. D’altro canto però, nessuna città al nord si avvicina minimamente al fascino di Valletta, anzi, sono per la maggior parte cittadine estremamente turistiche dove si alternano alberghi e hamburgerie invece che palazzi con i tipici balconcini colorati e ristorantini Maltesi. Dovendo scegliere una città per fermarsi per un paio di giorni consigliamo Bugibba, non perché sia particolarmente meglio di altre località, ma perché offre molti ristoranti ed è il punto di partenze per le principali gite in barca verso le isolotto di Gozo e Comino. Ma di preciso, quali sono le più belle spiagge dell’isola di Malta, escludendo le due isolotte di Comino e Gozo? Le spiagge migliori sono tre: Golden Bay, la vicina Ghajn Tuffieha Bay e Paradise Bay. Noi abbiamo preferito di gran lunga Ghajn Tuffieha, anche solo per il fatto che non ha un enorme albergo Radisson a rovinarle il panorama! Mi raccomando, tenetevi libero il pomeriggio perché vi consigliamo di prendervi una Cisk con patatine al Singita Miracle Beach Bar contemplando il mare e di aspettare il tramonto dalla cima della collina di fianco alla torre di Ghajn Tuffieha, se si chiama Golden Bay ci sarà appunto un motivo!A Paradise Bay siamo rimasti accecati dai colori del mare! Uniche note negative? L’enorme resort che si affaccia proprio davanti alla spiaggia, e le dimensioni molto molto piccole di questa baia. Anche se eravamo solo ad Aprile la spiaggia era già particolarmente affollata per i miei gusti e non oso immaginare cosa possa diventare d’estate! Rimanendo nella zona nord dell’isola, una gita di almeno un giorno a Comino e Gozo non può mancare da un itinerario completo di Malta. Noi abbiamo scelto il tour offerto da Sea Adventure: 25€ a testa per circa 8 ore di barca con partenza e ritorno a Bugibba, sembra la proposta standard delle molte compagnie che offrono questo servizio. Comino è un’isoletta con ben 3 abitanti di cui un prete e un poliziotto, famosa per la bellissima Blue Lagoon e la vicina Crystal Lagoon (così vicina che l’abbiamo raggiunta a piedi in 10 minuti dopo esserci fermati con la barca alla Blue Lagoon). Arrivati a Gozo, abbiamo deciso di visitare Rabat (o Victoria in onore di Queen Victoria); simile ad altre città Maltesi, Rabat è famosa per le strette vie del suo centro storico e per le fortificazioni costruite dai Cavalieri di Malta (l’entrata nella Cittadella è gratuito mentre la visita al centro informazioni costa 15euro). Nel complesso, una città molto piacevole dove si trascorrono benissimo un paio di ore a girovagare per le stradine. Rabat Rabat Mdina La zona centrale Nel caso vi rimanesse ancora un giorno a disposizione, vi consigliamo di visitare Mdina e Rabat nella zona centrale dell’isola di Malta. “Rabat” in arabo vuol dire “sobborgo” e quindi non sorprende che sia la Rabat Maltese che la Rabat Gozitana siano nate attorno ad una città fortificata, per l’appunto Mdina a Malta e la Cittadella a Gozo. Mdina è l’antica capitale dell’isola, prima che i Cavalieri di Malta si insediassero a Valletta e le Tre Città; è anche conosciuta come la “Città Silenziosa” dato che i suoi vicoli stretti non permettono il passaggio di mezzi di trasporto. Se siete dei fan di Game of Thrones, troverete Mdina ancora più affascinante dato che è stata l’ambientazione della zona d’ingresso di Approdo del Re in alcune scene nella prima stagione.  Il giro di Mdina e Rabat vi occuperà circa metà giornata, e nel caso foste alla ricerca di un’ultima attrazione da visitare potete sempre dirigervi (rigorosamente in autobus) verso le scogliere di Dingli, le più alte scogliere dell’isola, poco lontane da Mdina e Rabat. Valletta Valletta Gozo, cittadella di Rabat Upper Gardens, Valletta Marsaxlokk Qarraba bay Valletta Golden Bay [...] Read more...
3 Maggio 2022SpagnaAvete voglia di un paesaggio marziano sferzato da vento costante, di spiagge di sabbia bianche che si alternano a spiagge di sabbia nerissima (o addirittura a spiagge di sassolini a forma di popcorn), di vulcani spenti da scalare, di archi in roccia levigati dal vento, e di onde oceaniche da surfare? Bhè, direi che le Canarie sono il posto che fa per voi! In questo articolo parliamo di Fuerteventura, un’isola percorribile nel suo lato più lungo in un’ora e mezza di macchina, che vi permette di trovare concentrati in pochi chilometri, tutti i paesaggi che abbiamo menzionato. Preparatevi a dei panorami incredibili che vi illuderanno di essere veramente lontani dall’Europa, pur rimanendo in un arcipelago spagnolo che si trova a soli 120km dalla costa atlantica del Marocco. Con il suo clima costantemente mite, Fuerteventura è perfetta per tutti i periodi dell’anno, sia per settimane di giri on the road in van, sia per qualche giorno di esplorazione, sia per una vacanza totalmente di mare. In questo articolo troverete tutto quello che siamo riusciti ad inserire nel nostro itinerario di 4 giorni in giro per l’isola e, soprattutto, troverete i dettagli di come raggiungere anche le località più remote! Come muoversi Raggiungere le Canarie dall’Italia è semplicissimo perché i voli diretti per l’aeroporto di Fuerteventura sono venduti da quasi tutte le compagnie low-cost e raggiungono la destinazione in circa 4 ore di viaggio. Per quanto riguarda l’esplorazione dell’isola, sicuramente noleggiare la macchina è la scelta più comoda! Fuerteventura è un’isola abbastanza piccola, e si percorre in macchina da nord a sud in un’ora e mezza, quindi è molto facile alloggiare in un punto qualsiasi dell’isola e gironzolare liberamente durante la giornata perché gli spostamenti non sono mai troppo lunghi (noi per comodità abbiamo dormito a Puerto del Rosario). Un’altra validissima opzione è quella di affittare un van o un camper per spostarsi per Fuerteventura e dormire davanti a spiagge mozzafiato! Il noleggio del mezzo di trasporto può essere effettuato tranquillamente in aeroporto, utilizzate un sito come questo per confrontare i prezzi e poi scegliete la compagnia che preferite (noi abbiamo optato per la Hertz) e concludete sul sito della compagnia stessa la prenotazione, per evitare di perdere soldi in inutili commissioni. Molte delle strade che portano alle spiagge più selvagge e remote dell’isola sono sterrate, quindi fate attenzione sia all’auto che noleggiate che all’assicurazione che scegliete nel momento del noleggio per evitare spiacevoli sorprese e sovrapprezzi al momento della restituzione dell’auto. L’isola è percorsa anche da una rete di autobus che collegano le cittadine principali, potete trovare più dettagli ed informazioni su questo link. Playa de Corralejo El Cotillo Majanicho Corralejo, El Cotillo, Calderón Hondo Partiamo dalla zona nord dell’isola, in cui paesaggi marziani composti da vulcani spenti e brulle montagne rossicce si alternano ad una striscia di deserto di sabbia bianca che si getta a capofitto nell’oceano azzurro. Una combo di colori clamorosa! Il primo punto da visitare in questa zona è sicuramente il Parco Naturale delle Dune di Corralejo, una distesa di dune di sabbia sahariana situata a nord-est. Una volta che vi trovate nella strada che attraversa il parco, lasciate la macchina in uno dei vari parcheggi che si trovano lungo la via e passeggiate tra le dune e tra la sabbia che si estende per vari chilometri. Continuando a percorrere la strada all’interno del parco in direzione nord, vi troverete a Playa Corralejo, una spiaggia bianca lunghissima sferzata dal vento oceanico e popolata da numerosissimi wind e kite surfer. Nella punta nord dell’isola a Majanicho c’è una delle spiaggette più famose di Fuerteventura: la popcorn beach. Si tratta di una parte di costa (raggiungibile percorrendo per 4km la sterrata che da Majanicho va verso est) che ha la particolarità di essere composta da piccolissimi sassolini che sembrano davvero dei popcorn! Purtroppo negli ultimi anni i turisti ne hanno portati via tantissimi, quindi ora la spiaggia è a rischio estinzione: mi raccomando, non portate via nulla, lasciate tutto lì per preservare questa fetta di costa così particolare. El Cotillo è il paesino più grande in questa parte dell’isola, perfetto per cenare perché pieno di ristoranti di cucina spagnola e ovviamente di pesce. Poco distante da El Cotillo abbiamo sia il faro di Toston, veramente suggestivo perché è proprio il classico faro bianco e rosso, e si trova in un punto in cui due correnti marine si scontrano creando onde altissime. La spiaggia che ci ha colpito di più in questa zona è playa Escalera, una scogliera a picco su una spiaggetta raggiungibile con una scala, che si trova a 4.5km di sterrata da El Cotillo (mi raccomando raggiungetela passando per El Cotillo e non fate come noi che abbiamo affrontato per errore i 9km di sterrata che la separano dall’asfalto venendo da sud: è proprio così che abbiamo bucato una ruota!) Nell’entroterra troviamo Calderón Hondo, il vulcano percorso da sentieri di varie lunghezze, di cui uno che permette di passeggiare proprio sul bordo della caldera. Il punto di partenza per le camminate è a Lajares, precisamente qui. Il percorso che porta sulla cima del vulcano è facile e percorribile da tutti, ed una volta raggiunta la caldera vi ritroverete circondati da un paesaggio pazzesco e dagli scoiattoli che popolano il vulcano! (Scoiattoli su un vulcano? Sì, è veramente così!)Una volta tornati al punto di partenza, rifocillatevi nel carinissimo baretto FuerteVida. Arco de las Peñitas-retro Ajuy Arco de las Peñitas-fronte Ajuy, Arco de las Peñitas, Pozo Negro Spostiamoci ora nella fascia centrale dell’isola, in cui i protagonisti indiscussi sono le montagne, la roccia liscia e levigata dal vento e la sabbia nera caratteristica delle spiagge vulcaniche. Il nostro primo consiglio è di passare per Pozo Negro, un minuscolo paesino di pescatori sulla costa est, che si affaccia su una baia di sabbia nera e mare blu, perfetto per godersi un po’ di relax in una location che non ha nulla di turistico. Più ad ovest troviamo Betancuria, l’antica capitale di Fuerteventura; la visita è giustificata, non tanto dalla minuscola cittadina di casette bianche tra palme e cactus in sé, ma dalla strada che la collega alla civiltà: si tratta di tornanti di montagna con dei belvedere davvero suggestivi. Assolutamente imperdibile è Ajuy, un paesino di pescatori e surfisti con una spiaggia dalla sabbia nerissima circondata da scogliere. Dalla rampa situata sul lato destro della spiaggia, parte una passeggiata che porta sopra alla scogliera fino alle grotte di Ajuy, nella zona in cui era situato un antico attracco per le navi. Una deviazione da fare sulla strada per Ajuy è quella che vi porterà all’Arco de las Peñitas. Per raggiungere la famosa conformazione rocciosa c’è da fare una camminata tra le rocce, quindi armatevi di scarpe comode e parcheggiate qui. Il sentiero non è ben tracciato, ma l’obiettivo è quello di raggiungere quello che può sembrare all’apparenza un cumulo di sassi e che invece nasconde la zona dell’arco. Su questo link potete trovare più indicazioni sulla strada da seguire, e nella parte finale della salita mantenete la destra e “scalate” la parte accanto alla parete rocciosa. Noi ovviamente abbiamo sbagliato strada, ma comunque abbiamo portato a casa la missione! L’arco in roccia è fighissimo, uno spot davvero immancabile durante il vostro viaggio. Il punto panoramico più suggestivo di questa zona è il Mirador Sicasumbre: la vista è magnifica ma preparatevi a delle raffiche di vento senza precedenti! Mirador Sicacumbre Sotavento Mirador di Cofete Sotavento e Cofete La zona sud di Fuerteventura è quella con più resort e villaggi turistici, ed ha delle lunghissime spiagge dall’acqua cristallina che si susseguono da Costa Calma alla Penisola di Jandìa. Sull’altra costa invece abbiamo la zona più selvaggia ed incontaminata dell’isola (nonché la più complicata da raggiungere): il Parco Naturale di Jandìa Il primo luogo imperdibile è la Playa de Sotavento, una spiaggia bianca che con l’alta marea si riempie di acqua di mare ma lascia delle strisce di sabbia asciutta che creano delle passerelle in mezzo alla laguna d’acqua salata. Un paesaggio davvero particolare! Il nostro consiglio è di andarci quando è sottovento, così da potersela godere con il clima migliore. Potete controllare qui, qui e qui gli orari della marea in modo tale da essere a Sotavento nel momento di alta! La playa di Cofete è una delle più famose di Fuerteventura, è selvaggia ed è contornata da una schiera di montagne. Raggiungerla non è semplicissimo, infatti da Morro Jable bisogna percorrere 18km di una strada sterrata che attraversa un paesaggio brullo abitato da caprette. Dopo 10km si arriva ad un punto di belvedere, il Miraduro di Cofete, e la strada fino a lì è abbastanza battuta e larga; gli 8km che collegano il miraduro alla spiaggia sono un po’ più difficili perché la strada è più stretta, ma viene percorsa piano-piano da ogni tipo di automobile. Noi purtroppo abbiamo scelto il giorno sbagliato per andare a Cofete: una fitta coltre di nubi era incastrata proprio sulle montagne che si affacciano sulla spiaggia, quindi ci siamo fermati al belvedere e non siamo scesi fin giù perché il meteo da quel lato dell’isola era davvero terribile! Per arrivare fino alla playa di Cofete esiste anche il bus 111 che ci impiega 45-50 minuti e che parte dalla stazione de Guaguas di Morro Jable. La tratta Morro Jable-Cofete, Cofete-Morro Jable viene percorsa due volte al giorno in entrambe le direzioni, ha solo 20 posti e costa 8.70euro da pagare in contanti all’autista. Non si tratta di un vero e proprio bus, ma di un pulmino 4X4 che sfreccia senza problemi sulla sterrata, un’ottima alternativa se non avete voglia di guidare su questa strada! Parco delle Dune di Corralejo Pozo Negro Pop Corn Beach Playa Escalera Scoiattolo del vulcano Vulcano Calderon Hondo Mulino di Tefia Scogliere di Ajuy [...] Read more...
21 Marzo 2022GermaniaAvete trovato degli economicissimi voli low cost per Basilea o Baden-Baden e non volete perdere l’occasione per esplorare la zona di confine che si trova tra Germania, Francia e Svizzera? Bene! State leggendo l’articolo giusto! Dopo aver scritto una guida completa di Friburgo, ci siamo dedicati ai suoi dintorni, per creare una raccolta esaustiva di tutti gli highlights di questa zona d’Europa, che vi permetterà di esplorare la Foresta Nera con i suoi paesaggi e la sua natura, e meravigliose cittadine della zona. Camminate partendo da dentro Friburgo Come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo su Friburgo, già dal centro della città è possibile partire per delle camminate che vi porteranno a passeggiare indisturbati tra i boschi in pochissimo tempo. I punti in cui la città si congiunge ai boschi e da cui iniziano i vari sentieri, sono lo Schlossberg, la montagna di Friburgo, e la zona a sud del quartiere di Wiehre. Armatevi di scarpe comode (e tecniche all’occorrenza), scaricate l’app mapy.cz che vi permette di consultare offline tutti i sentieri e i cammini della zona, e consultate questo sito che raccoglie tutti i principali percorsi di trekking intorno a Friburgo. Ora siete indubbiamente pronti per la vostra escursione! Noi personalmente vi consigliamo due camminate: il primo parte dallo Schlossberg e porta al Friedrichtsturm, è un percorso ben tracciato anche su Maps. Dura un’oretta e mezza (due se contate la partenza da centro città), ed attraversa interamente il bosco. In questo caso servono le scarpe da trekking perché il terreno non è sempre battuto; ci sono dei tratti che sono un pochino più difficili ed impegnativi, ma è una passeggiata fattibile anche per escursionisti non esperti. C’è anche la possibilità è arrivare a Streckereck, un bellissimo punto panoramico, con altri 30 minuti di camminata. Il nostro secondo consiglio è la passeggiata che parte dalla stazione di Wiehre (Freiburg Wiehre) e porta al Burg Kybselfen. Il sentiero si chiama Kybselfenweg ed è tracciato anche su Maps; si tratta di un percorso interamente battuto che si percorre in circa un’ora e mezza. Camminata verso Friedrichtstrrm Camminata verso Friedrichtstrrm Gite in giornata nelle montagne intorno a Friburgo Friburgo è immersa nella natura e vicinissima alle montagne, perfetta quindi se siete interessati ad inserire nel vostro viaggio qualche gita fuori porta. Se siete muniti di macchina, tutte le località che vi consigliamo sono semplicissime da raggiungere; se invece siete amanti dei mezzi pubblici, non disperate, perché qui di seguito troverete come raggiungere ogni luogo con treni, tram e autobus! Il nostro primo consiglio è di raggiungere con mezz’ora di autobus (linea 7216 che parte da Schwabentorbrücke Süd) St.Peter, un amabile paesino immerso nella Foresta Nera da cui partono numerose camminate nella natura. Inoltre dalla stazione centrale di Friburgo, sempre con poco meno di 40 minuti di bus o di treno (dalla stazione centrale ci sono sia Flixbus che treni locali), si può raggiungere la zona dei laghi, in particolare quella intorno al lago Titisee. Durante il periodo di Natale da queste parti c’è un mercatino natalizio davvero suggestivo sotto un ponte illuminato: capite bene che la combo Natale tedesco+montagne innevate merita tantissimo! Il paesino in questione si chiama Ravennaschlucht e si raggiunge in autobus da Titisee. Se avete voglia di montagna innevata ed attrezzata con impianti sciistici, allora l’opzione migliore è Feldberg, che però è un po’ più lontana ed è raggiungibile solo in macchina da Friburgo. Altrimenti con una combo di tram, autobus e cabinovia è possibile arrivare a Schauinsland, una montagna molto vicina e ben collegata alla città, da cui partono diversi trekking e da cui è possibile godere di una fantastica vista! Infine, noi consigliamo la zona di Kaiserstuhl (letteralmente “sedia dell’imperatore”), che è una catena collinare ad ovest di Friburgo, verso la Francia, piena zeppa di vigneti, che a noi ricorda un po’ le Langhe. Vi consigliamo di arrivare in treno a Vogtsburg im Kaiserstuhl (che si raggiunge in circa 50 minuti dalla stazione centrale di Friburgo), e di salire in collina alla terrazza auf dem Eck. Si tratta di una bellissima passeggiata a piedi letteralmente tra le filari di vigna: in autunno è imperdibile, in primavera ed estate comunque molto bello! Mercatino di Natale a Ravennaschlucht Fedelberg Vogtsburg im Kaiserstuhl Schauinsland Città che si raggiungono facilmente da Friburgo Se volete inserire Friburgo in un itinerario più ampio, siete nella sezione giusta! Per la zona di confine in cui si trova, Friburgo è perfetta per raggiungere città svizzere, francesi e tedesche. Qui vi menzioniamo le più carine, comode da raggiungere, perfette per un giro itinerante di una settimana che vi permetterà di esplorare sia Friburgo (di cui abbiamo scritto una guida completa) sia il resto di questa regione d’Europa! Atterrando all’aeroporto di Basilea e ripartendo da quello di Baden Baden, i posti da visitare sono parecchi; qui vi elenchiamo quelli che secondo noi meritano di più. Partiamo dalla Svizzera: Basilea si raggiunge in 40 minuti con il treno diretto, ma anche Zurigo è ben collegata e si raggiunge in meno di due ore con un treno diretto. In Francia sicuramente la meta più gettonata è Strasburgo, che sembra direttamente uscito da La Bella e la Bestia! Si raggiunge con il Flixbus diretto in un’ora, oppure in treno in 1h15 con un cambio; sicuramente conviene il bus in questo caso. Passiamo alle città tedesche dei dintorni: Heidelberg è un gioiellino universitario a poco meno di due ore di treno da Friburgo. Tubinga è molto carina e sicuramente merita se siete da queste parti; si raggiunge comodamente con un Flixbus da 2h30. Strasburgo Zurigo [...] Read more...
20 Marzo 2022GermaniaFriburgo è un’adorabile cittadina situata nella Germania del Sud, nella zona della Foresta Nera. La sua particolarità è quella di trovarsi in una zona di confine: ad un passo da Francia e Svizzera è infatti perfetta per qualche itinerario che vi permetterà di godere di tre nazioni in un sol colpo. Qui di seguito trovate il nostro articolo in cui abbiamo collezionato un po’ di chicche sulla città, alcuni luoghi imperdibili sia per passeggiare sia per mangiare, consigliati direttamente da una coppia di amici che vivono a Friburgo da anni! Pronti ad immergervi con noi nell’autentica atmosfera tedesca? Come muoversi Raggiungere Friburgo è molto semplice: dall’aeroporto internazionale di Basilea-Mulhouse-Friburgo (situato in Alsazia e ben connesso con tutta la zona tedesca, francese e svizzera circostante) partono dei bus della Flixbus che in poco meno di un’ora vi porteranno alla stazione di Friburgo. Per raggiungere questa zona della Germania si può anche arrivare all’aeroporto di Francoforte e prendere da lì un treno diretto da 2 ore. Altrimenti c’è anche l’economicissimo aeroporto di Baden-Baden che ha il pro di essere molto economico, infatti è un punto in cui arrivano molti voli Ryanair. Però ha il contro di essere connesso con una navetta alla città, da cui poi partono i treni per Friburgo, quindi si perde più tempo prima di arrivare a destinazione. In ogni caso potrebbe essere comodo se avete in mente un piccolo viaggio in questa zona di confine (qui potete trovare un articolo sugli itinerari che consigliamo!) All’interno della città ovviamente si gira a piedi senza problemi, al massimo in bicicletta! Inoltre Friburgo ha un’ottima stazione sia di autobus che di treni, che vi permettono facilmente di fare gite in giornata o di inserire questa città all’interno di un itinerario più ampio. Consultate questo articolo per saperne di più sui dintorni di Friburgo! Old Town Iniziamo il nostro tour dal centro storico che, con la città vecchia, è sicuramente la parte più bella della città. È piccolino ma ogni viuzza è un amore, e ci sono ovunque oreficerie e botteghe (tutte costosissime), che danno quel tocco di borghetto antico. Nella zona antica c’è la cattedrale che sta al centro della piazza del mercato: le tantissime bancarelle si dividono tra fiori, prodotti locali nella zona a sinistra della cattedrale, prodotti importati nella parte destra della cattedrale, ed oggetti (in particolare c’è una bancarella che vende cose per bimbi in legno e stoffa, tra cui delle barchette che sono tipiche di Friburgo). Tra le bancarelle c’è anche dello street food locale: il nostro consiglio è di prendere il panino con il Lange rote Wurst. Nella piazza del mercato c’è anche la cantina die Alte Wache, che vende vino locale ed in inverno fa il Gluhwein (vin brulé) migliore della città, mentre d’estate produce la granita al vino. Altri spot imperdibili del centro sono la Rathaus (il municipio) e la libreria universitaria, molto caratteristica è la zona a sud ovest della biblioteca universitaria che è molto autentica e locale. Inoltre consigliamo molto lo Stadtgarten, il parco cittadino si trova subito a nord del centro, che è molto curato e fiorito. Schlossberg La zona a est del centro storico è lo Schlossberg, ossia la motagna di Friburgo dove c’era il castello dei nobili che hanno fondato la città (Schloss=residenza, Berg=montagna, i tedeschi sono persone semplici: attaccano le parole tra di loro e ne creano di nuove!) un pezzo di natura all’interno della città, veramente imperdibile. Si raggiunge da nord dal parco cittadino o da sud dalla città vecchia passando dalla Schwabentor, che è una delle due porte ancora conservate della città. Salendo da qui, si arriva al punto panoramico più bello, da cui si vede letteralmente tutta la città e parte della Foresta Nera. Sullo Schlossberg ci sono tantissimi sentieri indicati, che il più delle volte terminano con delle torri in metallo su cui si sale e si vede il panorama sopra gli alberi. Se siete interessati a saperne di più sulle camminate che vi permetteranno di esplorare la Foresta Nera e sui dintorni di Friburgo, leggete questo altro articolo! Stadtgarten in autunno Kastaniengarten (il Biergarten sullo Schlossberg) Vista dallo Schlossberg Stühlinger Una zona molto carina è quella a ovest del centro, che si chiama Stühlinger. La parte più vicina alla stazione è quella che vi consigliamo di visitare: è molto carina, autentica, fricchettona, multietnica e giovane. Il nostro consiglio è mangiare da queste parti ed unirci una passeggiata! Si raggiunge dal centro percorrendo il ponte blu (Blaubrücke), pedonale con dei grandi archi blu in ferro. Dal ponte si arriva ad un parco, in cui il mercoledì e il sabato mattina c’è il mercato; noi consigliamo di fermarsi a prendere un cappuccino all’apetta del mercato, tutti lo bevono sdraiati sul prato! Le strade più belle sono Klarastr., Egonstr. e Guntamstr. che a maggio sono piene di glicine e d’autunno di alberi gialli, in generale ci sono molti caffè carini nella zona. Da Stühlinger in 15-20 minuti a piedi si arriva al parco in città più grande di Friburgo il Seepark, che ha un laghetto artificiale, tantissimi alberi e in primavera ed autunno è uno dei posti più belli per i colori di foglie e fiori. Se siete appassionati di giochi da tavolo vi consigliamo un dopocena al Freispiel, un locale molto carino gestito da 3 ragazzi che ha infiniti giochi da tavolo. Per circa 1,50€ all’ora si può giocare consumando bevande calde e stuzzichini. Wiehre A sud del fiume Draisam c’è Wiehre, un quartiere molto bello, fatto tutto da case antiche con giardino. È molto benestante ed ha una fortissima anima green. Vale la pena venire in questa zona fuori dall’area turistica, magari per unire una cena a base di Schnitzel ad una passeggiata! Il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina c’è il mercato di quartiere alla vecchia stazione ferroviaria (alter Wiehrebahnhof), dove consigliamo di venire a comprare dello street food per mangiarlo nel parco attaccato alla zona del mercato, sotto all’arco con glicine rampicante. A sud di Wiehre c’è la Lorettoberg, una collina panoramica sulla quale si sale a piedi in pochissimo, e dalla quale partono passeggiate nel bosco e su per le montagne. I sentieri partono da dietro la stazione nuova (la fermata si chiama Freiburg Wiehre) e anche qui, come sullo Schlossberg, si può camminare per diverse ore. Per avere più notizie su dove andare, ecco qui un articolo sui dintorni di Friburgo! Ultimo consiglio, passeggiare sul lungo fiume! Più che un fiume, il Draisam è un torrentone di acqua pulita, senza barche, con la sponda ciclabile e pedonale. Noi consigliamo di partire da Stuhlinger o da Wiehre, e di camminare verso est. D’estate i tedeschi si siedono sulle pietre con i piedi a mollo a bersi una birra, o si fanno addirittura il bagno! Camminando verso est, sopra Wiehre, c’è un ponte in ferro sul fiume al quale è attaccata un’altalena: uno spot super carino! Viuzze della città vecchia Viuzze della città vecchia Vista sempre dallo Schlossberg sul lato centro Dove Mangiare Birrerie e Schnitzel Il primo consiglio in Germania non può che essere riguardo la birra. La birreria Feierling ha la birra migliore nel centro storico, il suo interno è molto carino con grandi botti in metallo a vista! Sullo Schlossberg abbiamo il Biergarten più bello, il Kastaniengarten, da cui si gode un fantastico panorama sulla città perfetto nelle ore del tramonto. Ovviamente in birreria si può anche mangiare facilmente cibo locale, e tra le varie portate tipiche una cosa che si trova spessa è il Flammkuchen, la tarte flambé tedesca. Se avete voglia di una Schnitzel, rigorosamente con Brägele di contorno, ossia le patate saltate con cipolla e pancetta (perché ci piace rimanere leggeri!) i ristoranti migliori si trovano in zona Wiehre, tra cui menzioniamo Goldner Anker e Zum Kaiser. Se avete tempo e modo di allontanarvi dal centro città, vi consigliamo lo Zum Ochsen che si raggiunge con il tram. Sullo Schlossberg vi consigliamo il Dattler, un ristorante panoramico. Pasticcerie e caffetterie La combo torta+bevanda calda è molto amata in tutta la Germania, e Friburgo non è da meno! Per una pausa merenda in compagnia, vi segnaliamo le pasticcerie Confisserie Gmeiner (in cui dovete assolutamente prendere la torta limone e meringa) e Confisserie Rafael Mutter nel centro storico. Le caffetterie sono numerose, ma le nostre preferite sono Cafè Moltke per un cappuccino nel centro città, Café Einstein in zona Stühlinger, e Kaffee-Kiste Freiburg a Wiehre. Un must è quello di gustare un Berliner insieme al caffè: si tratta di un bombolone fritto con la marmellata di frutti di bosco, buonissimo! Consigliamo quello di Pfeifle, un forno ottimo che ha diversi punti vendita in città. Cibo etnico Il cibo mediorientale è parte integrante della cucina tedesca, non a caso l’immigrazione turca è stata molto forte in Germania in passato! Quindi se avete voglia di mangiare un kebab, vi troverete davanti ad un’esperienza autentica; il nostro consiglio è di prenderlo da Euphrat in centro. Un buonissimo locale non lontano dallo Stadtgarten è Afgan Eck, di cucina afgana; noi consigliamo il Kartoffelbulani mit Gemüse, ossia Bulani di patate con verdure. Un altro ristorante davvero buono è il Curryhaus a Stühlinger per una buona cucina indiana. Glicine a Stühlinger Seepark ad inizio primavera Vicoli del centro città Blaubrücke il ponte blu Altalena sul Draisam Stadtgarten in primavera [...] Read more...
8 Novembre 2021Cosa e dove mangiare / ItaliaBologna la grassa, la rossa, la dotta, e chi più ne ha più ne metta! Una sola cosa è certa a Bologna: bisogna mangiare, e non poco: tortellini, tagliatelle, tigelle e gnocchi fritti (che si declinano in modo diverso non appena ti sposti di 10km), salumi ed affettati…insomma, ci vuole dell’impegno per orientarsi tra i vari piatti e per mangiarseli tutti. Resta ancora senza risposta la domanda “dove mangiare a Bologna?” ma tranquilli, a questo ci pensiamo noi! Tra le nostre amicizie in giro per l’Italia non può mancare un manipolo di bolognesi bongustai che ci hanno velocemente fornito una lista dei luoghi migliori per gustare le prelibatezze emiliane! Quindi ecco qui una bella lista di consigli locals da chi, a Bologna, ci ha passato una vita intera. Osterie Iniziamo con le osterie, il cuore pulsante di Bologna. Tra i vicoli e i portici, se ne trovano a centinaia, ma la vera domanda è: quale scegliere?Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è l’Osteria Bottega, considerata l’osteria autentica tradizionale, una vera e propria istituzione dentro le mura. Non è il nostro suggerimento più economico, infatti una media per un pranzo sono 40 euro a testa. Per un pranzo più economico, abbiamo la Trattoria della Santa in cui è possibile trovare della buona pasta fresca. Prezzo medio per un pasto completo 20 euro scarsi.L’osteria Santa Caterina ha dei taglieri di salumi e formaggi davvero notevoli, perfetti da condividere come antipasto; il Ristorante Biagi ha dei tortellini particolari molto buoni, ed una cotoletta alla bolognese come si deve! I prezzi stanno sui 20-30 euro.Un classicone parecchio economico e in zona universitaria è l’Osteria dell’Orsa, non si tratta del posto più gourmet di Bologna ma il rapporto qualità prezzo è ottimo. La sua sorella d’apertura più recente è l’Osteria dell’Orsa Fuori Porta, che mantiene prezzi economici ma diventa più ricercata nel gusto. Un’altra trattoria in zona universitaria è la Trattoria Mariposa che ha degli ottimi tortelli alla zucca!Se siete in macchina e ricercate un posto da abbuffata, vi consigliamo il Mulino Bruciato, dalle parti dell’aeroporto. Si tratta di un’osteria gestita da una brigata di giovani, che serve portate davvero abbondanti! Apre tutti i giorni dalle 19:30 alle 3 di notte. Aperitivi e Birrette Aperitivo sotto i portici, un altro classico intramontabile quando vi trovate a gironzolare per Bologna. Dove andare? Sicuramente il primo consiglio è la Prosciutteria, un locale toscano in zona Università che offre un aperitivo notevole. Un’istituzione bolognese è l’Osteria del Sole, il locale più antico di Bologna con una storia che parte dal 1400. La particolarità di questo luogo è che prendi da bere ma puoi portarti il tuo cibo! Il malus è che è sempre molto affollata. La Birreria Popolare è un’altra ottima location per aperitivi: birra artigianale e taglieri di formaggi ed affettati, una combo perfetta.Per una birretta in compagnia vi consigliamo La Frasca e il Number 10. Volete fare un aperitivo in casa o comunque non volete rinunciare allo splendore dei salumi emiliani? Benissimo, allora non fatevi scappare il salame rosa della salumeria Simoni e la culaccia della salumeria Bruno&Franco di via Oberdan. Dolci e Gelati Anche sul tema dolci, Bologna si difende più che bene! Iniziamo subito con colazioni: da provare immediatamente sono i sabadoni alla mostarda al Billi Bar sotto l’arco del Meloncello, magari corredato da una passeggiata fino a S Luca. Per un buon caffè, consigliamo il caffè Terzi e il caffè Aroma che ha un menù di espressi da cui scegliere che cambia tutte le settimane. Anche sul tema gelati Bologna non si fa parlar dietro! Abbiamo la Sorbetteria Castiglione, la Cremeria Funivia e la Gelateria Gianni in pole position tra le gelaterie più “normali”, mentre per quanto riguarda le gelaterie premiate dal Gambero Rosso abbiamo la Cremeria S.Stefano, Gelatauro con i suoi gusti sperimentali, Stefino con gelato glutenfree bio e vegano e Galliera49 vicino alla stazione. E ora che avete a portata di mano questo mucchio di consigli su dove mangiare a Bologna, direi che siete pronti! Comprate un biglietto del treno e partite subito per un weekend all’insegna del cibo! Portici nel centro storico Piccola Venezia, dentro Bologna Vista sulle due torri [...] Read more...
12 Marzo 2021InghilterraLa Jurassic coast è la zona costiera a sud dell’Inghilterra che si affaccia sulla Manica e che si estende dal Devon dell’est a tutto il Dorset. Si tratta di 150 km di spiagge stupende e scogliere mozzafiato con 250 milioni di anni di storia a incidere e formare le loro rocce. Da Swanage a Exhmouth passando per il memorabile arco di Durdle Door e la famosa scogliera celebre ai pochi (o pochissimi) fan di Broadchurch, vi aspetta un itinerario molto british e diverso dalla solita Londra, fatto di relax, lunghe passeggiate, vertigini sulla cima delle scogliere e l’immancabile fish and chips. Come muoversi La Jurassic coast è ovviamente girabile in auto, ma chi non ama la modalità di guida del Regno Unito potrà seguire questo itinerario anche con i mezzi pubblici. Come? Semplice! Vi basterà raggiungere via treno Weymouth o Bournemouth (che distano tra le 2 e le 3 ore da Londra ed altrettante da Bristol) e da lì utilizzare la linea di bus della Jurassic Coast che collega tutti i luoghi consigliati nel nostro itinerario. Consultate questo sito per pianificare i vostri spostamenti e scoprire quale autobus fa al caso vostro! Swanage Durdle Door Old Harry Rock Swanage, Old Harry Rock e Stunland bay Iniziamo il nostro tour da Swanage: che sia la meta per un weekend lungo o il punto di partenza per esplorare la Jurassic coast, è la perfetta cittadina dove prendere una boccata d’aria dopo i lunghi mesi di inverno passati lontani dal mare. A parte per le caratteristiche cabine colorate, la sorprendentemente buona pizza (in un locale rigorosamente italiano, la Peppina) e il tipico fish and chips sulla spiaggia, ciò che rende veramente unica una vacanza a Swanage è la Old Harry Rock, una scogliera di roccia bianca che vi lascerà senza fiato. Per visitare al meglio questa zona vi consigliamo questa passeggiata lunga 7.5km, abbastanza impegnativa ma alla portata di tutti, che collega il centro di Swanage fino alla cima dell’Old Harry Rock, e poi scende verso Stunland bay (dove, per la cronaca, proprio appena arrivati in spiaggia si trova un baretto, il Joe’s Cafe, perfetto per rifocillarsi con un buonissimo roll di halloumi!). Proseguendo per altri 5km sulla spiaggia e tra le dune di sabbia si può percorrere tutta Stunland bay ed arrivare a una comoda fermata dell’autobus per Swanage, che si trova davanti all’arrivo del traghetto da Bournemouth. Da Stunland bay partono dei tour organizzati in kayak che portano fino a sotto l’Old Harry Rock e permettono di vederlo direttamente dal mare. Noi non siamo riusciti a farlo perché non avendo prenotato in precedenza abbiamo trovato tutto pieno, ma sembra un’esperienza abbastanza spettacolare, anche se non è molto economica (50£ per due ore di giro). Durdle Door and Lulworth bay L’iconico Durdle Door è forse il luogo più simbolico della Jurassic coast: una formazione rocciosa che si getta ad arco sul mare che ricorda molto le scogliere amiche di Manica, che si trovano in Bretagna e Normandia. A soli un paio di chilometri da Durdle Door c’è la Lulworth bay, una baia così perfettamente tonda che sembra essere stata scavata dall’uomo. La passeggiata da Durdle Door a Lulworth bay è molto piacevole, anche se la salita è abbastanza intensa soprattutto se fatta sotto il sole, però la vista della baia dall’alto è sicuramente un meritato premio. Sia Durdle Door che Lulworth bay sono dotate di parcheggio, ma se viaggiate con i mezzi pubblici la fermata più comoda è quella di Lulworth bay.  Weymouth Se cercate una cittadina da usare come punto di riferimento per il vostro itinerario nella Jurassic coast, Weymouth è il posto che fa per voi. Abbastanza grande da avere una lista interminabile di ristoranti e alberghi, ma comunque non troppo grande da perdere quell’adorabile atmosfera da paese di mare. Prendere una birra a uno dei tavolini nel porticciolo turistico è una delle immagini più piacevoli che mi ricordo di Weymouth e che collego immediatamente all’inizio di una bella vacanza al mare.  Lyme Regis Sidmouth, santuario degli asini West bay Scogliere di West bay Siamo arrivati alle bellissime e inquietanti scogliere di roccia rossa protagoniste della serie TV Broadchurch (con il premio Oscar Olivia Colman). Come ogni tratto della South West coast, anche le scogliere di West bay possono essere attraversate in lungo e in largo, dall’alto della costa o passando dalla spiaggia per ammirare l’imponente scogliera dal basso. Ammetto che il mio piano era arrivare in autobus da Weymouth fino al paese di West bay e da lì girare sopra e sotto le scogliere. Peccato che l’autobus ha avuto un guasto nel bel mezzo del tragitto lasciandoci ben poche alternative che incamminarci a piedi e raggiungere West bay dalla spiaggia. La camminata è stata una lunga e faticosa, soprattutto perché buona parte del percorso era sulla sabbia! Ma è stato decisamente suggestivo raggiungere quelle rosse e giganti scogliere che si vedevano da lontano.  Lyme Regis Lyme Regis è un vero e proprio gioiellino, la perla del Dorset! Ve ne accorgerete subito dai suoi giardini molto curati, dai bei negozietti dove non potrete fare a meno di entrare, e dai piccoli dettagli come i lampioni decorati da riccioli a forma di fossili: il classico paesino british di cui non smettiamo mai di innamorarci! Non stupitevi se durante le vacanze lo troverete pieno di turisti, però tranquilli perché la spiaggia è grande e troverete sicuramente un posto dove stendervi e rilassarvi.  Sidmouth e gli asini Siamo giunti alla fine di questo itinerario lungo la Jurassic coast: Sidmouth è all’estremo ovest del Dorset e non offre particolari sorprese sul tema scogliere, rispetto alle meraviglie incontrate finora. Però c’è un meta particolare che renderà la visita a Sidmouth decisamente più piacevole: il santuario degli asini (comodamente raggiungibile in autobus da Sidmouth), che è esattamente quello che suggerisce il nome stesso, una sorta di gigante fattoria che ospita centinaia di asini in difficoltà e che offre anche la possibilità di supportarli con adozioni a distanza. Potrete fare lunghe passeggiate attorno i recinti e seguire le visite guidate che raccontano curiosità sulla vita degli asini. Ad esempio lo sapevate che gli asini scelgono un solo compagno o un solo amico per stargli accanto la vita? Io sinceramente no! Che romantici i nostri asinelli! E con questo concludiamo il nostro giro sulla costa sud dell’Inghilterra. Se siete affascinati da queste zone ed interessati a visitarle, non perdetevi i nostri numerosi articoli sull’Inghilterra e sulla Scozia! Durdle Door Swanage, cabine colorate Veduta da Swanage Ancora panorami da Swanage Old Harry Rock Durdle Door [...] Read more...
1 Novembre 2020Italia / ItinerariÈ arrivato l’autunno, e quindi la voglia di allontanarsi dalle mete marittime e spostarsi verso colline e montagne, magari alla ricerca di qualche bel colore rosso di foliage autunnale. Le Langhe sono la meta più adatta per un piacevole itinerario autunnale, perfetto per godersi delle belle passeggiate tra i caratteristici paesaggi stagionali, mangiando ottimo cibo e rigorosamente bevendo buon vino. Insomma una vacanza in cui trattarsi bene!  Questo itinerario è pensato per un weekend lungo di 4 giorni, ma si può senza dubbio diluire in 6 o 7 giorni, aggiungendo qualche passeggiata in più nei vigneti o dedicando una giornata a un lungo pranzo in agriturismo accompagnato da visita alla cantina di vini! Come muoversi L’itinerario attraverso le Langhe richiama a gran voce l’utilizzo della macchina. I piccoli paesini abbarbicati sulla cima delle colline delle Langhe sono collegati da strade strette e tortuose che vedono il passaggio di ben pochi autobus locali. Quindi, in questo caso, dobbiamo lasciar perdere i nostri amati mezzi pubblici: la macchina è l’unico mezzo che dà la libertà di pianificare al meglio l’itinerario. Permette di arricchirlo con numerose brevi tappe durante il percorso, e anche con qualche sosta inaspettata per godere al meglio dello spettacolare panorama. Una parte di me sta già pensando a come organizzare una vacanza di trekking nelle Langhe fatta di lunghe passeggiate nei vigneti e di qualche breve spostamento in autobus, ma di certo l’autunno mal si presta a questo tipo di vacanza…ne riparleremo in primavera! Must do Passeggiata lungo uno dei sette sentieri attorno La Morra. Degustazione di un “vino da passeggio” davanti a castello Falletti di Barolo, godendo del bellissimo panorama. Scoprire le differenze tra un Barolo e un Dolcetto chiacchierando con un produttore di vini nella sua cantina. Paesaggi con vigneti Castello di Serralunga d’Alba La Morra Langhe del Barolo La Morra, Barolo, Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba: il nostro itinerario comincia da qui, dalla zona della produzione del vino Barolo. Senza dubbio un inizio con il botto visto che, a mio parere, questi sono tra i luoghi più belli di tutte di Langhe. Ma è giusto immergersi a fondo fin da subito nella cultura del vino per godersi al meglio questa vacanza. E quindi cominciamo da La Morra. La strada verso questo paese è già di per sé una bellissima scoperta: i vigneti vi colpiranno con la loro bellezza e vorrete fermarvi in mezzo al strada per fare decine e decine di foto al panorama. Il paese di La Morra è molto piccolo (come tutti i paesi delle Langhe d’altronde) ma spicca per la terrazza panoramica nella piazza, che si affaccia sul paese di Barolo e sulle Langhe. L’attività principale da fare a La Morra è intraprendere una lunga passeggiata nei vigneti. Qui trovate i percorsi dei 7 sentieri segnati che partono da La Morra (potete ritirare una piccola mappa cartacea presso l’ufficio del turismo). Noi vi consigliamo i sentieri 6 e 7. È molto probabile che le scarpe vi si sporcheranno di fango e che suderete lungo la salita per tornare sulla cima della collina, ma ne varrà davvero la pena. Lungo il percorso troverete anche la Cappella del Barolo: nata come luogo di ritrovo per i contadini è diventato un vero e proprio successo di marketing che richiama migliaia di turisti per scattare anche solo una foto con lo sfondo colorato della cappella. Insomma, un piccolo edificio interessante e di certo inaspettato, ma che a mio parere non giustifica le code di persone che aspettano di farsi una foto!  A pochi chilometri da La Morra, si trova Barolo: un piccolo e pittoresco paese che di certo non ha bisogno di presentazioni! Il nostro consiglio è di vagabondare per le vie di Barolo, magari con un bicchiere di vino “da passeggio” in mano disponibile in molti bar e botteghe del centro. Le stradine di Barolo sbucano davanti a Castello Falletti nella piazza principale da cui si può godere un’altra bellissima vista sulle Langhe. Negli anni settanta il castello è diventato una proprietà comunale e ospita l’Enoteca Regionale del Barolo e WiMu il museo del vino (qui informazioni e prezzi sull’entrata). Per quanto il nome sembri promettente, non siamo rimasti particolarmente colpiti dal contenuto di questo museo che abbiamo trovato alquanto confusionario: molte luci e installazioni intriganti, ma ben poco contenuto. Al contrario, se siete interessati a scoprirne di più sul mondo del vino consigliamo il museo ospitato all’interno di castello Grinzane Cavour (entrata 7euro). Non un museo incentrato solamente su Grinzane Cavour e la storia di Cavour, ma più in generale sulla cultura delle Langhe. E quindi parliamo di vino, tartufi, e nocciole. Sempre nelle Langhe del Barolo si trova il castello di Serralunga d’Alba (entrata 6euro). In questo caso la visita dura un po’ meno di un’ora e viene accompagnata da una guida che racconta la storia del piccolo castello. Nel mese di ottobre si svolge Narrar di castelli e vini, un evento ospitato in diversi castelli delle Langhe e del Roero in cui attori in abiti d’epoca presentano la storia delle ville o castelli che li ospitano. Noi siamo stati molto fortunati a visitare il castello di Serralunga proprio in concomitanza con questo evento e di avere avuto il piacere di ascoltare una novella del Boccaccio raccontata con questo sfondo perfetto e accompagnata da un bicchiere di buon vino (e come ti sbagli). Devo ammettere che se la visita si fosse limitata solo al giro del castello, come di solito è, forse l’avrei trovata un po’ riduttiva. D’altro canto la vista dall’alto del castello sulle colline delle Langhe è davvero da togliere il fiato!  Vigna dei pastelli Filari di vigna Neive Langhe del Barbaresco Spostandosi nelle Langhe del Barbaresco devo ammettere che il paesaggio non cambia più di tanto, soprattutto ad un occhio inesperto di uva e vini come il mio! Qui la visita che più ci ha colpiti è stata attraverso il paese di Neive. L’ufficio del turismo organizza giri guidati della durata di un’ora (costo 5euro) che raccontano piacevoli storie e aneddoti impossibili da scoprire altrimenti! La visita si conclude con la salita sulla torre dell’orologio (aperta al pubblico solamente da Maggio 2020) da cui si può ammirare una vista pazzesca sulle colline delle Langhe. Sempre l’ufficio del turismo di Neive si è mostrato molto disponibile a contattare cantine che fossero aperte per un giro turistico con degustazione. Purtroppo, essendo l’autunno alta stagione per le Langhe e per di più periodo di vendemmia e quindi di tanto lavoro per i produttori di vino, ben poche cantine erano disponibili per un tour con così poco preavviso. In alternativa, siamo quindi passati presso la Bottega dei 4 Vini, dove con 10 euro abbiamo potuto degustare ben 6 vini diversi e chiacchierare con i due produttori che erano lì presenti. Assolutamente consigliato!  Per completare questa gita nelle langhe del Barbaresco, possiamo suggerire un salto a Barbaresco un paesino se possibile ancora più piccolo di quelli incontrati finora, dove spicca un’alta torre. Vi consigliamo la visita di questa torre (entrata 5euro) solo nel caso in cui non foste già saliti sulla torre dell’orologio a Neive, altrimenti devo ammettere che l’esperienza non regala nulla di nuovo. Come per le langhe del Barolo, anche qui nelle langhe del Barbaresco si possono trovare un paio di locations particolarmente instagrammabili che sono sicura avrete visto ripetutamente in tutte le foto di chi è stato nelle Langhe prima di voi! A pochi chilometri da Neive si trova la Cappella del Moscato, molto simile alla Cappella del Barolo (anche perché l’artista è lo stesso che ha decorato gli interni della cappella a La Morra) ma sui toni del beige. Dalla Cappella del Moscato troverete indicazioni per raggiungere la vigna dei pastelli (letteralmente a un centinaio di metri di distanza, e se aveste difficoltà a trovarla, semplicemente seguite la processione di persone che armate di macchine fotografiche e treppiedi si dirigono verso la cima della collina). La particolarità di questa vigna è che alcuni dei pali di legno sono stati colorati così da ricordare dei mega pastelli colorati. Dato che stiamo parlando di luoghi instagrammabili nelle Langhe, non possiamo non citare le big benches o panchine giganti sparse in diversi posti panoramici. Qui troverete oltre ad una mappa, anche qualche informazione in più su questo progetto di marketing per promuovere il turismo nelle langhe che si sta spargendo a macchia d’olio in tanti altri posti in Piemonte e Lombardia.  Bossolasco Dogliani Langhe e colori autunnali Dogliani e Alte Langhe Per completare questo itinerario nelle Langhe, si può dedicare una giornata a Dogliani e le alte Langhe. Qui il paesaggio cambia. Le alte Langhe appunto denominano quei posti nella regione delle Langhe che sono “più in alto”, quindi non più colline, anche se non parliamo ancora di montagne. Non più vigneti, quanto più boschi e nocciole. Devo ammettere che dopo essersi persi nei bellissimi vigneti delle basse Langhe, le alte Langhe mi hanno un po’ delusa. Complice anche il fatto che il tempo fosse molto nuvoloso e che tutti i negozi fossero chiusi in quanto era domenica. Vero è che sono posti decisamente meno affollati e gettonati rispetto a La Morra o Barolo e forse proprio per questo motivo rappresentano un ottimo compromesso per trovare un alloggio piacevole, comodo per raggiungere tutte le tappe di questo itinerario, e magari un po’ meno costoso rispetto ai prezzi offerti in piene basse Langhe. Noi abbiamo alloggiato vicino a Dogliani, esattamente a località Spinardi (Farigliano), in un bellissimo agriturismo a gestione familiare con tanto di vista sui vigneti e produzione locale di vino. Non potevamo chiedere di meglio!  Il giro nelle alte Langhe può cominciare a Dogliani che forse si può definire uno spartiacque tra le basse e alte Langhe. A sua volta Dogliani è divisa in una zona alta, costituito da un borghetto antico con viuzze pedonali che sboccano su un terrazza panoramica (con annessa panchina gigante) che si affaccia sulla città bassa e sulla sua inconfondibile chiesa dei santi Quirico e Paolo, che è enorme! Soprattutto per un paese delle Langhe. Ha una bellissima cupola, così grande da sembrare quasi San Pietro tra le Langhe. Dopo la visita alla chiesa, potete dare un’occhiata anche al museo di Luigi Einaudi (entrata gratuita) ospitato dentro al palazzo del municipio.  Lasciamo Dogliani per visitare due paesini delle alte Langhe: Murazzano, che bisogna ammettere non ha molto da offrire ai turisti a parte la famosa Toma di Murazzano appunto, e Bossolasco anche noto come “paese delle rose” dato che tutte le case che si affacciano sulla via pedonale principale sono abbellite da rose che crescono ai bordi della strada. La strada pedonale termina nella piazza del paese dove è stata costruita un’imponente statua a forma di angelo, l’angelo delle Langhe appunto, dedicato al coraggio e al gesto di amore della popolazione di Bossolasco che nascose e salvò un gruppo di ebrei in fuga durante il periodo fascista.  Plin di carne Battuta di Fassona al tartufo Plin in versione vegetariana Cibo (la nostra tappa preferita) Diciamolo, il giro nelle Langhe, soprattutto se fatto in autunno, richiama lunghi pranzi succulenti accompagnati da buon vino. E quindi cosa si può gustare di buono in questa zona? Come antipasti non può mancare una battuta di Fassona magari condita con del tartufo, oppure per gli amanti dei sapori forti, un gustoso intingolo di bagna cauda (a base di acciughe e aglio) servito con verdure di stagione. Per i primi piatti ci si può veramente sbizzarrire: partiamo dai tradizionali plin di carne, oppure offerti in versione vegetariana riempiti di fonduta di formaggi o zucca; poi passiamo a una vasta scelta di tajarin, pasta fresca servita con ragù o ancora meglio con sugo di funghi. I secondi sono principalmente di carne e magari anche cotti nel vino come il brasato al Barolo. Per concludere ovviamente non possono mancare le nocciole altra specialità locale, e quindi è d’obbligo assaggiare un bunet, che poi è una versione migliorata del budino ma guai a chiamarlo così di fronte a un Piemontese! Eviterò di parlare di vini perché sono una vera ignorante in materia, anche se questa vacanza nelle Langhe mi ha permesso di scoprire qualcosa di più. Per esempio ho scoperto che sono una persona da Dolcetto, o Dogliani, cioè un vino più semplice da consumare duranti i pasti, mentre trovo il Barolo decisamente troppo allappante e la Barbera troppo acido. Magari questo itinerario nelle Langhe sarà proprio l’occasione giusta per capire quale vino fa più per voi! La cappella del Barolo Scorci tra vigneti Vigneti e colori autunnali Vigneti, basse Langhe Ancora vigneti! [...] Read more...
31 Luglio 2020ItaliaOrmai non ci ferma più niente: l’accollo è partito e abbiamo costretto tutti i nostri amici provenienti da regioni italiane diverse dalle nostre ad aiutarci a scrivere articoli che racchiudessero il sapere dei locals! Direi che stiamo lavorando bene e ormai i vari amici si offrono volontari per darci i dettagli di una mini-guida della loro zona. Oggi andiamo in Calabria signori e signore! Un bella guida sul mare calabrese della zona di Crotone scritta in collaborazione con Valeria e Ivan non poteva mancare nei nostri itinerari per questa estate. Pronti a conoscere tutte le spiaggette sgamo della zona e a pianificare una vacanza low-budget? Rimanete con noi! Come muoversi Raggiungere la Calabria, in particolare la zona di Crotone che è quella a cui ci dedichiamo in questo articolo, è quasi sempre un’esperienza impegnativa. Ovviamente se ne avete la possibilità, utilizzare la macchina è l’opzione migliore perché permette di avere libertà da ogni punto di vista. L’aeroporto di Lamezia-Terme non è una cattiva idea perché ha diversi collegamenti giornalieri con tutta Italia e anche con diverse città europee, inoltre ci sono due treni veloci al giorno che permettono di raggiungere Lamezia-Terme con circa 3 ore di treno diretto da Roma, cosa da non sottovalutare se partite dalla capitale (i treni lenti invece ci mettono 5 ore). Una volta a Lamezia-Terme affittare la macchina è molto consigliato: in aeroporto c’è un punto autonoleggio di Europcar. Anche Crotone ha il suo aeroporto, ma le destinazioni che raggiunge non sono moltissime; merita in ogni caso un controllo su Skyscanner! Se siete dei giovani coraggiosi che partono dal centro Italia, esiste anche l’opzione pullman che in comode 8 ore vi porterà a destinazione con una manciata di euro. Mare di Crotone subito fuori città Spiaggetta dell’area di Scifo Le spiagge migliori Ma passiamo al pezzo forte della vacanza crotonese: il mare ovviamente! La bellezza della zona di Crotone è che nelle sue prossimità ci sono tante spiagge molto diverse tra loro. Basta allontanarsi un pochino dalla città per essere immersi nella natura e ritrovarsi in calette isolate e deserte, che non vengono prese d’assalto dai crotonesi che spesso preferiscono il lido attrezzato cittadino (che comunque ha un mare bellissimo). La zona in cui recarsi per trovare le spiaggette migliori è quella di Capocolonna, un promontorio a picco sul mare con un’area archeologica che include una colonna sopravvissuta dai resti d un antico tempio. Un consiglio generale è quello di controllare sempre come soffia il vento: essendo Capocolonna un promontorio, uno dei due lati è sempre riparato! Per arrivare a Capocolonna da Crotone si percorre una strada molto bella e panoramica, alla fine della quale si arriva a un bivio. L’Alfieri Girando a destra al bivio si va verso sud, nella direzione del Camping Alfieri: qui si trova è una delle spiagge più belle con la tipica sabbia rossa crotonese! Questa spiaggia è molto comoda perché è collegata ad un camping: con 5 euro c’è la possibilità parcheggiare la macchina per tutto il giorno, inoltre all’interno della struttura c’è un alimentari che fa i panini e un bar con una terrazza di legno pergolata sul mare, perfetta per il momento del pranzo. Ovviamente ci sono anche i bagni e le docce sulla spiaggia! La spiaggia però non è attrezzata, ma libera: il nostro consiglio è di non fermarsi subito, ma di camminare un pochino perché in fondo è più bella e non c’è mai quasi nessuno! Il Promontorio di Capocolonna Girando a sinistra al bivio si va verso Capocolonna: in fondo alla strada c’è il promontorio con un grande parcheggio gratuito! Lì si lascia la macchina e inizia una passeggiatina molto bella, sempre panoramica sul mare, che porta sia a delle calette sia all’area finale del promontorio, dove c’è l’area archeologica con la colonna e affianco una piazzetta super carina con una chiesetta, da cui è molto bello vedere il tramonto. C’è anche un baretto in cui è piacevolissimo prendere una birretta vista tramonto. Prima di arrivare alla colonna c’è l’area di Scifo, in cui sono concentrate delle belle spiagge, che sono molto diverse dalle altre spiagge di Crotone, infatti la sabbia è più bianca e perde il caratteristico colore rosso della zona. Le possibili spiagge qui sono due: continuando la strada verso Capocolonna, poco prima della Baia dei Greci sulla destra c’è una stradina con un campo bruciato subito prima di un ippodromo. Percorrendola fino alla fine si arriva davanti all’ingresso di una torretta, che è appunto la torretta di Scifo: lì si può lasciare la macchina e scendere a piedi tra le fratte fino ad arriva ad una spiaggia piccolissima e molto carina, simile come stile a quella dell’Alfieri. Altrimenti sempre proseguendo in direzione Capocolonna, dopo pochissimo sulla sinistra c’è un pezzo di muro con una finestra e una panchina. Lì si parcheggia e si scende velocemente ad una spiaggetta! Camping Alfieri Scendendo da Capocolonna Alfieri con la tipica sabbia rossa Altri consigli Per il resto, il promontorio di Capocolonna ha un’infinità di calette, spesso non raggiungibili a piedi. La cosa migliore è affittare un gommone per una giornata e fare il giro del promontorio – anche se non ci si può avvicinare troppo con il motore acceso, perché è area protetta. I gommoni si affittano al porto vecchio, che sta sul lungomare e dove c’è un parcheggio enorme, dove noi parcheggiamo qualunque cosa si voglia fare a Crotone. Un’altra località di mare che merita è Le Castella, a sud di Crotone, un paesino con un bel castello in mezzo il mare circondato da un mare cristallino! Gabella Cambiando completamente direzione, a nord di Crotone c’è l’area di Gabella, un lungo tratto di costa con mare aperto, sabbia bianca e mare turchese che diventa subito profondo. Consigliamo di andare al Jsea se si vuole provare il windsurf o il kitesurf: lì c’è una scuola tenuta da Toni Cili, capione di kitewave 2015-2017, molto frequentata e carina. Arrivando al lido c’è un grande parcheggio dove ci si ferma gratuitamente prendendo un ombrellone o prendendo lezione alla scuola. Ogni tanto passa di lì Massimo, il vecchio istruttore, che è davvero bravissimo: la lezione di winsurf con lui è divertentissima e si impara un sacco. Il lido ha una zona pergolata per mangiare davvero carina, in cui la sera accendono il forno a legna e fanno pizza. Kitesurf Zona pergolata di Jsea Cosa e dove mangiare Ovviamente non potevamo trascurare la componente cibo, che ha sempre un ruolo fondamentale nelle nostre guide di viaggio! In Calabria il piccante se la comanda sempre e comunque, quindi via alla nduja e alla sardella! Ma dove mangiare? Che ci consigliano le persone del luogo? Ecco una lista delle cose imperdibili! Il calzone de La Romana va mangiato assolutamente! Si tratta di una specie di panzerotto pugliese (quindi pasta lievita ripiena e fritta che si mangia a portar via) ovviamente in versione piccante. La brioche con gelato è parte della tradizione siciliana, ma si trova anche in Calabria. Il bar Moka fa le migliori della zona! Voglia di pizza? A Crotone ci sono tante pizzerie che fanno una pizza in stile napoletano che hanno aperto recentemente. Noi consigliamo di andare da Lievito madre, un locale molto carino perché ha i tavoli all’aperto quasi sulla spiaggia! Se siete alla ricerca di cucina tradizionale crotonese, vi consigliamo A ra gghjàzza (ovvero “in piazza” in crotonese). Questo locale si trova vicino a piazza Pitagora, ed oltre ad essere molto buono ha anche una location particolare perché in estate mette i tavoli nella piazza del mercato. In questo periodo di covid ha iniziato a fare anche piatti da asporto: un’ottima idea è prendere le polpette fritte (cioè le vraciole) da portare come pranzo al mare per rimanere leggeri! Assolutamente da provare pipi e patate, il piatto più amato dai crotonesi: trattasi di peperoni e patate fritti insieme in padella, molto molto buono ovviamente (dopotutto chi non ama il fritto?) Un must da provare assolutamente è la Brasilena, bevanda fresca al gusto di caffè frizzante prodotta esclusivamente in Calabria! Capocolonna Piazzetta panoramica di Capocolonna [...] Read more...
4 Luglio 2020ItaliaEstate, caldo, voglia di mare! Da ligure espatriata, in queste bellissime giornate estive, non posso far altro che pensare malinconicamente alle spiagge dove avrei potuto rilassarmi e prendere il sole se fossi stata ancora casa. E allora lasciate che ve ne parli un po’!La costa ligure si estende per centinaia di chilometri e sarebbe troppo difficile coprire le bellezze che si nascondono in ogni suo angolo, quindi in questo articolo ci focalizzeremo sulla parte della costa di ponente nella provincia Savonese, tra cui figurano alcune delle migliori spiagge della Liguria.Stay tuned per futuri articoli che racconteranno di altre mete per viaggi in Liguria.  Local’s TIP: solitamente le spiagge della Liguria alternano lunghi tratti di lidi privati a piccole porzioni di spiagge libere. In periodi particolarmente affollati, come i weekend di luglio e agosto, potrebbe diventare problematico trovare un posto in spiaggia soprattutto se siete persone esigenti e non volete condividere l’asciugamano con i piedi di uno sconosciuto. Se non siete particolarmente mattinieri e non vi esalta uscire la mattina presto per assicurarvi un posto in spiaggia, forse potrebbe convenire affittare un ombrellone presso una spiaggia privata. In tal caso, vi consiglio di chiamare la struttura e prenotare un posto in anticipo per non rischiare di trovare tutto pieno.  COVID alert: a causa delle nuove restrizioni COVID e della necessità di mantenere la distanza tra i bagnanti, alcune spiagge libere sono state chiuse mentre altre sono diventate a ingresso numerato (non prenotabile). I comuni più tecnologicamente avanzati, hanno predisposto un app con cui sarà possibile controllare da remoto la disponibilità di posti liberi in spiaggia. Nonostante la stagione estiva sia già cominciata, molti comuni si stanno ancora adattando alle nuove misure e vi consigliamo di verificare attentamente online le norme in vigore prima di recarvi alla spiaggia. Come muoversi in Liguria Il mezzo di trasporto prediletto dai liguri è il motorino. L’unico che ti permetta piena libertà sia per parcheggiare che per muoversi nelle strade costantemente intasate di traffico tra le spiagge della Liguria. L’alternativa della macchina potrebbe essere considerata solo in periodi non affollati (solitamente nei giorni in settimana o nei mesi di giugno e settembre) se non volete vedere le vostre vacanze rovinate dall’incubo di traffico e parcheggio. Personalmente io sono una grande fan dei mezzi pubblici, e se questo non è il primo articolo che leggete su questo sito non è una sorpresa per voi. Ovviamente non dico che treni e autobus siano perfetti, sono molto spesso in ritardo, non sempre hanno l’aria condizionata e nel weekend hanno un orario particolarmente risicato, ma nonostante tutto li preferisco alla macchina! In particolare, per raggiungere le spiagge elencate in questo itinerario, consiglio l’uso dell’autobus piuttosto che del treno: non tutte le località sono dotate di stazione ferroviaria. Il servizio locale di autobus è TPL ed il numero 40-barrato collega tutte le località sulla riviera, da Finale Ligure a Savona.  Finale Ligure Cominciamo questo itinerario delle spiagge della Liguria di ponente partendo da Finale, essendo il posto che conosco meglio perché è diventato casa di adozione dei miei genitori e di conseguenza pure la mia. Finale, distante circa 75 km da Genova, è una piacevole cittadina del ponente, grande abbastanza da offrire tutto quello di cui si potrebbe aver bisogno ma non troppo da perdere quella piacevole atmosfera da paese di mare. Il mio consiglio per questo itinerario al mare è di soggiornare a Finale e muoversi con l’autobus per raggiungere le spiagge più lontane. Nell’entroterra di Finale, si trova il quartiere di Finalborgo, l’antico centro abitato di origine medievale che vi affascinerà con i suoi vicoli stretti e le sue piazzette nascoste. Dista meno di 2 km dal centro di Finale e può essere raggiunto a piedi o con l’autobus 40-barrato. Il miglior gelato di tutta Finale lo potrete assaggiare proprio nella piazza centrale di Finalborgo, da Bar Centrale: la sua specialità è il gelato gusto “Chifferi di Finale” tipici dolcetti di mandorla a forma di semiluna. Se vi trovate da queste parti ad agosto, non potete perdervi la festa di Finalborgo Medievale dove stand gastronomici, bancarelle di artigiani, fuochi di artificio e rievocazioni storiche animano le vie del borgo a partire dal tardo pomeriggio. Personalmente, la spiaggia che preferisco a Finale Ligure, e come me in tanti condividono quest idea, è la spiaggia di San Donato subito fuori dal centro abitato. La spiaggia è lunga e ampia e permette quindi di trovare comodamente posto. E’ dotata di docce e servizi, e il mare lì è semplicemente stupendo. Unica pecca è la sua esposizione che fa sì che rimanga in ombra ben prima che tramonti il sole (se vi spostate verso l’estremo est della spiaggia riuscirete a posticipare questo momento). Una breve, ma intensa, passeggiata sulla rocca a est della spiaggia di San Donato vi porterà dalla torre di avvistamento, una delle tante costruite per controllare l’arrivo dei Saraceni. Da lì la vista sulla spiaggia è fenomenale e vi ripagherà della fatica provata.  Castelletto sopra spiaggia di San Donato all’alba Varigotti Per raggiungere la spiaggia di Varigotti potete scegliere se prendere l’autobus numero 40-barrato da Finale o avventurarvi in una lunga, ma piacevole, passeggiata lungo la costa. Questi 5 km possono essere percorsi tranquillamente in infradito dato che la passeggiata è completamente in piano e sempre asfaltata, ma posso capire che non sia la vostra massima aspirazione in una calda giornata di agosto. Una volta arrivati a Varigotti potete fermarvi nelle prime spiagge un po’ scogliose che trovate lungo la passeggiata oppure decidere di continuare fino al piccolo centro abitato e farvi strada tra i vicoletti fino alla spiaggia. La caratteristica peculiare della spiaggia di Varigotti sono proprio le case costruite a ridosso della spiaggia che l’hanno resa famosa a tal punto da apparire in qualche spot televisivo.  Punta Crena è un’altra caletta rinomata e molto famosa nella zona, e si trova subito dietro la rocca alla fine della spiaggia di Varigotti. Peccato che sia a mio avviso irraggiungibile. Leggende narrano di un sentiero molto ripido che permette di accedere alla spiaggia dall’alto, ma non esiste davvero un percorso segnato. L’alternativa che rimane è raggiungerla dal mare a nuoto, o affittando un pedalò o un sup. Fatemi sapere se riuscite nell’impresa!  Spiaggia di Varigotti Baia dei Saraceni Questa bellissima baia potrebbe avere perso il fascino di un tempo dato che anno dopo anno il mare si è portato via gran parte della sabbia, ma rimane comunque una meta molto ambita e altamente frequentata. La baia si trova esattamente dopo Varigotti (Punta Crena separa la Baia dei Saraceni dalla spiaggia di Varigotti) quindi per raggiungerla basta proseguire a piedi dopo l’ultima fermata dell’autobus di Varigotti, superare la galleria e scendere le scalette che portano in spiaggia. L’accesso alla spiaggia non è propriamente segnalato ed è non troppo sicuro essendo a ridosso dell’Aurelia quindi, mi raccomando, fate attenzione. Arrivati in spiaggia potrete scegliere se continuare a camminare lungo la stretta spiaggia sulla vostra sinistra o tentare di trovare un posto nella spiaggetta di sabbia subito a destra, solitamente molto affollata e quindi di difficile accesso. Non ci sono docce o servizi nelle vicinanze, per quelli dovrete tornare a Varigotti.  Baia dei Saraceni Spiaggia del Malpasso Passata la Baia dei Saraceni di lì a poco incontrerete la spiaggia del Malpasso, altrettanto bella e decisamente più larga della baia appena superata. La spiaggia è anche dotata di un parcheggio (a pagamento a 15€ al giorno) quindi se preferite potete raggiungerla comodamente in macchina, anche se il mio consiglio rimane come sempre prendere l’autobus (sempre il 40-barrato) dato che la fermata è proprio di fronte alla spiaggia. La spiaggia del Malpasso è una spiaggia “libera” attrezzata: pagando un ingresso di 5€ è possibile accedere alla spiaggia dotata di diversi servizi tra cui bagni, docce e spogliatoi e pagando altri 9€ si possono avere anche l’ombrellone e un lettino. Spiaggia del Malpasso Noli In questo breve itinerario lungo le spiagge del ponente ligure non può mancare una tappa a Noli, bellissimo borgo medievale che, insieme a Finalborgo, figura nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Vale davvero la pena dedicare qualche ora a perdersi per i vicoli di Noli, magari accompagnati da un ottimo gelato (consiglio vivamente Pappus Gelateria Artigianale). La visita di Noli continua dirigendosi a piedi verso il Castello di Monte Ursino per ammirare la splendida vista sul borgo e la sua spiaggia. Anche Noli non manca di spiagge, sia private che libere, tra cui la più famosa è di sicuro la spiaggia dei Pescatori che si trova proprio davanti al centro abitato. Spiaggia dei Pescatori Spotorno e Bergeggi Le spiagge di Spotorno e Bergeggi, a circa mezz’ora di autobus da Finale, sono la meta più lontana citata in questo articolo. Entrambe le località offrono numerosi stabilimenti balneari e spiagge libere di sabbia. In alternativa, tra Spotorno e Bergeggi, all’altezza dell’isola di Bergeggi e vicino ai bagni Playa della Luna, si trovano delle spiagge con sabbia grossa e ciottoli, perfette per chi ama immergersi con la maschera ad esplorare il fondale roccioso e alcune piccole grotte e calette nascoste. Sempre a nuoto si può raggiungere la bellissima Baia delle Sirene il cui ripido accesso dalla strada è stato distrutto in occasione di una violenta mareggiata nel 2018 e non ancora ricostruito. Se siete alla ricerca di un po’ di avventura, potete affittare una canoa o un pedalò e raggiungere l’isola di Bergeggi. Non è possibile sbarcare sull’isola senza autorizzazione, ma ci si può godere un immersione intorno al fondale roccioso ricco di vita. Isolotto di Bergeggi [...] Read more...
28 Giugno 2020Cosa e dove mangiare / ItaliaLa Puglia è una regione incredibile che alterna un mare stupendo a del cibo buonissimo. In questo articolo ci dedichiamo alla zona nei dintorni di Bari, quella che include Monopoli, Fasano, Polignano, Cisternino, Alberobello e chi più ne ha più ne metta! Qualche anno fa abbiamo avuto il piacere di visitare e soprattutto di mangiare in questi favolosi luoghi approfittando dell’ospitalità dei nostri amici pugliesi Giovanni e Maurizia! Ed è proprio grazie a loro che vi portiamo con noi in questo tour culinario alla ricerca dei posti migliori in cui gustare tutte le specialità regionali. (Ve lo avevamo detto che tutti i nostri articoli sull’Italia sono in collaborazioni con sapienti mani locali!) Panzerotti? Focaccia? Sgagliozze? Riso, patate e cozze? Dove andare? Se state progettando un giro in Puglia, leggete questa nostra piccola guida al cibo locale scritta in collaborazione con chi in questa regione ci è cresciuto! Bari Iniziamo subito con Bari e con uno dei suoi must: la focaccia! Non si può non amare la focaccia barese, perfetta sia per un pranzo veloce che per un pranzo più corposo con un’aggiunta di stracciatella ed affettati. Dalla classica con i pomodori e qualche oliva, a quella ripiena o con i condimenti più disparati, la focaccia vi darà gioia, dovete assolutamente comprarla! I nomi delle focaccerie di Bari Centro che vi consigliamo sono il panificio Fiore, il panificio Santa Rita ed el Facacciaro. Una passeggiata per Bari vecchia non può mancare durante la visita di Bari! Prima cosa da ricordare è che spesso i cellulari non prendono tra i vicoli di Bari vecchia, quindi affidatevi al buon vecchio gps per non perdervi tra le numerose stradine che si snodano intorno alla basilica di San Nicola. Visto che qua parliamo di cibo, la prima tappa culinaria sono le sgagliozze, delle fettine di polenta fritta, comode e leggere da sgranocchiare come aperitivo! Comprate quelle della signora Maria (detta anche Mari’ caccam, la balbuziente). Se invece cercate le orecchiette, non vi basterà che gironzolare tra le viette: le signore di Bari vecchia che le vendono si riconoscono facilmente perché le mettono ad essiccare fuori dalle finestre! Per l’ora di cena i panzerotti sono un’ottima opzione! Si tratta di calzoni di pasta lievitata ripieni e fritti. Cosa esiste di più buono? Pomodoro e mozzarella è il gusto classico, ma lasciatevi tentare dai ripieni più disparati e, se siete palati che amano i sapori intensi, provate di ricotta forte! I migliori panzerottari di Bari vecchia sono Cibò, che ha anche dei tavolini esterni su cui poggiarvi, e la pizzeria di Cosimo Largo Albicocca che fa dei panzerotti più grossi! Cercate un ristorante di cucina locale? Bhè, non perdetevi La Uascezze, la cantina di Cianna Cianne, e le Arpie. Qui potrete trovare di tutto, dalle classiche orecchiette, a riso patate e cozze, a burrate e stracciatelle accompagnate da salumi e focacce. Ne uscirete sicuramente soddisfattissimi! Per chi ama il dolce consigliamo la Martinucci, una pasticceria salentina in piazza Mercantile (la stessa in cui si trova la panzerotteria Cibò) che fa degli ottimi pasticciotti leccesi. La gelateria migliore è quella vicino a Castello Svevo, la gelateria Gentile. Gusti consigliati: pistacchio e ricotta e fico caramellato. Mare di Monopoli Panzerottata home made Polignano a mare Polignano è un gioiellino, una cittadina bellissima composta da casette bianche a picco sul mare azzurro. Se pensate di passare una giornata a Polignano, sicuramente una focaccia per pranzo va sempre bene, e vi consigliamo di comprarla alla Focacceria delle Noci di Marco. Ma il punto forte di Polignano per quanto riguarda il cibo è Pescaria, un fast food a base di pesce. Il menù è incredibile e include panini, fritture, friselle, insalate, tartar… per avere un’idea più precisa consultate il loro sito! Non perdetevelo per nulla al mondo! Per evitare una lunga fila vi consigliamo di mangiare presto, 12.30 o le 19.30. È possibile prenotare il tavolo ma si deve comunque fare la fila per ordinare il cibo. Un’opzione alternativa al tavolo è quella di andare a mangiare sugli scogli o tra le varie terrazze di Polignano. Nota di merito per Pescaria: tutto il packaging è riciclabile ed anche le posate sono in bio-plastica. Gelaterie di Polignano? C’è la famosissima Mago del Gelo, appena prima della piazza di Pescaria. Per un locale vecchio stile provate il Bar Turismo: il proprietario è burbero e nemmeno ti saluta, ma che fa un gelato alla nocciola pazzesco! E ogni tanto fa anche un buon caffè con panna. Polignano da una delle terrazze Cisternino Per una cena a base di carne vi consigliamo Cisternino, un paesino nei pressi di Alberobello e Fasano. In mezzo alle stradine che si snodano tra le case bianche troviamo i migliori posti in cui mangiare le bombette: al vecchio fornello e da zio Pietro. Si tratta di due macellerie-ristoranti specializzati in bombette, degli involtini di carne di maiale con diversi ripieni. Il menù contiene anche altre tipologie di carne, di braciole, ed ovviamente antipasti e contorni, ma le bombette solo d’obbligo. Per trovare un tavolo è necessario prenotare! Fasano Ed infine eccoci arrivati a Fasano per concludere in bellezza questo tour culinario. Se state percorrendo la ss16, vi consigliamo il luogo perfetto per un pranzo veloce o per comprare qualcosa da portare in spiaggia! Qui vi serve senza dubbio un navigatore per non sbagliare uscita e per raggiungere L’Assunta, un panificio rosticceria che vende sia focacce e panzerotti, sia portate tipiche della cucina pugliese, o per meglio dire la cucina di una nonna pugliese. C’è un ampio patio con tavoli e panche su cui mangiare, ma attenzione perché è molto facile trovare parecchia fila alle ore di punta. A Fasano non potete perdervi la bignolata, un dolce a base di pasta choux ripieno di crema pasticcera, panna e frutta. Le pasticcerie e i bar che vi consigliamo per provarla sono Velletri, Rodio e Vinci. Ed infine, ultimo ma non per importanza, vi menzioniamo un ristorante più carino: si chiama Pentole e Provette, fa cucina creativa con ingredienti del territorio, ed è gestito da due ragazzi giovani (guardate il loro account instagram per farvi un’idea!) Trulli di Alberobello Masseria nel fasanese [...] Read more...
11 Giugno 2020ItaliaCercate qualche destinazione italiana per questa estate? Magari non troppo costosa ed accompagnata da una guida scritta da mani locali? E allora Vasto fa proprio al caso vostro! È una cittadina di mare situata nella zona sud della costa abruzzese che unisce spiagge molto belle a un entroterra tutto da esplorare. Siete pronti a mangiare ventricina e a godervi un lungomare pieno di trabocchi? Rimanete con noi leggendo questo articolo scritto in piena collaborazione con la nostra amica vastese doc Ilaria! Riserva naturale di Punta Aderci Iniziamo subito con la riserva naturale di Punta Aderci, il punto di forza di Vasto! Questo gioiello della costa adriatica ospita spiagge (rigorosamente tutte libere!) di diversa natura. I gestori della riserva sono persone super carine e organizzano tantissime attività come escursioni notturne nel parco, uscite in canoa al tramonto e piccolo concerti. Qui trovate subito i nomi delle spiagge migliori della riserva e le loro caratteristiche! Punta Penna: sabbia dorata, possibilità di affittare canoe e ombrelloni, percorso natura tra le dune, area ristoro con panchine all’ombra, fontanella acqua potabile e docce, questi sono i servizi che troverete nella spiaggia di Punta Penna! A 10 a piedi minuti dalla spiaggia ci sono anche un bar e un ristorante di pesce, la Trattoria Ferri. Se visitate questa zona ad agosto, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per trovare parcheggio non lontano dall’ingresso alla riserva! Dal parcheggio alla spiaggia c’è un sentiero da percorrere tutt’altro che faticoso. Curiosità di questa spiaggia: pur essendo sul mar Adriatico è possibile godere sia alba che tramonto sul mare a causa della sua particolare conformazione! Il promontorio di Punta Aderci alla sua destra si affaccia ad ovest, il porto alla sua sinistra affaccia ad est. Unica nota dolente di Punta Penna è proprio il piccolo porto di Vasto situato accanto alla spiaggia, che però per qualche motivo è comunque bandiera blu e l’acqua è pulita – specialmente di mattina. Accanto alla spiaggia di Punta Penna c’è il faro di Vasto, che merita una visita ed una menzione in quanto secondo faro più alto d’Italia dopo la Lanterna di Genova! Trabocchi di Punta Penna Spiaggia di Punta Penna al tramonto Mare di Punta Penna Punta Aderci, Libertini e Mottagrossa: queste sono spiagge di ciottoli adiacenti al entrambi i lati del bellissimo promontorio di Punta Aderci. Sono meno affollate e più selvagge della spiaggia di Punta Penna, ma sono più difficili da raggiungere: dal parcheggio c’è da percorrere un tratto di 10/15 minuti a piedi su strada sterrata che si aggiunge a discese abbastanza ripide per raggiungere le spiagge. Tuttavia c’è un servizio navetta che porta dal parcheggio alla cima di queste discese che permettono di raggiungere le spiagge, qui trovate tutte le informazioni utili in merito! I colori sono meravigliosi all’alba e al tramonto, quindi consigliamo di fare una passeggiata in quegli orari per ammirare il trabocco dalla cima del promontorio.  Trabocco di Punta Aderci Trabocco di Punta Aderci dal promontorio Riserva al tramonto Vasto Marina Vasto Marina accoglie un ampio golfo abbracciato da lunghissima spiaggia di sabbia dorata adatta a persone di tutte le età, con stabilimenti dove è possibile affittare ombrelloni per tutta la stagione o per brevi periodi di tempo. Molti stabilimenti offrono anche servizi come bar, ristorante, tavola calda e campi da beach volley, beach soccer, beach tennis. Oltre che per la spiaggia, vale la pena visitare Vasto Marina anche per una passeggiata sulla lunga promenade e sul Pontile gustando un gelato di Pannamore o della Dolcevita. Al confine nord della lunga spiaggia è possibile ammirare la Bagnante, un’imponente statua in bronzo, omaggio alla bellezza femminile, che si erge su uno scoglio al largo della costa.  La lunga pista pedonale e ciclabile che parte dal Pontile e si estende verso San Salvo Marina offre la possibilità di camminare, correre, pedalare o pattinare immersi nel verde a due passi dalla spiaggia. Tra la spiaggia di Vasto Marina e la Riserva di Punta Aderci, ci sono diversi trabocchi e tantissime spiaggette di ciottoli più selvagge di quelle finora menzionate: le principali sono la spiaggia di San Nicola e Casarza. Tenete a mente che queste spiagge non sono attrezzate e non vi si trovano punti ristoro! Centro Storico di Vasto Il centro storico di Vasto è un vero gioiello. La piazza principale, Piazza Rossetti, ospita la statua del noto poeta vastese Gabriele Rossetti, padre del pittore Dante Gabriel Rossetti. Da questa piazza si sviluppa un intricato groviglio di vicoli che nascondono palazzi antichi e scorci meravigliosi sul golfo. Percorrendo queste stradine si raggiunge la Loggia Amblingh, una bellissima terrazza vista mare che ospita graziose boutiques e ristoranti. Accanto si trova il Palazzo d’Avalos, il cui cortile interno e i rigogliosi giardini sono spesso luogo di spettacoli musicali e teatrali nelle serate estive. Il palazzo ospita il museo archeologico della città. Sulla sinistra del palazzo d’Avalos la terrazza vista mare prosegue con il Belvedere, dove è possibile visitare l’Area Archeologica delle Terme Romane ed i resti della facciata della chiesa di San Pietro, crollata in seguito alla frana che colpì Vasto nel 1956. Gite fuori porta Per assaggiare la vera ventricina dell’alto vastese, consiglio di recarsi a Guilmi, un piccolo e grazioso paese collinare. L’ideale sarebbe partecipare alla sagra della Ventricina il 14 agosto o in alternativa consiglio un pranzo al ristorante a gestione familiare Vecchia Cantina. Non perdetevi la Via Verde, una nuova pista pedonale e ciclabile che fiancheggia la costa dei trabocchi. In un’ora di auto si può raggiungere la Riserva Naturale delle Cascate del Rio Verde, un bellissimo parco che ospita le cascate più alte dell’Appennino, seconde cascate più alte d’Italia. L’ingresso al parco si trova vicino al centro del comune di Borrello ed è provvisto di parcheggio e bar. Dopo aver visitato il parco in mattinata, vi consigliamo di fermarsi per pranzo al ristorante Lo Shangrilà al centro di Borello per poi visitare nel pomeriggio il comune di Pizzoferrato. Una passeggiata di circa mezz’ora vi porterà in cima alla rocca, dalla quale si può ammirare il meraviglioso panorama montuoso circostante. In giornata è possibile visitare le Isole Tremiti! A mezz’ora di auto da Vasto c’è Termoli, da cui partono traghetti che in poco più di un’ora vi portano sull’arcipelago. Qui trovate ogni tipo di indicazione e prezzo! tutti consigliano di affittare un gommone (in autonomia o con un guidatore esperto) per girarle in lungo e in largo, ma anche fermarsi su qualche spiaggetta è un’ottima idea. Aqualand: è un grande parco acquatico che attira tantissimi turisti. L’orario di apertura è 10-18 tutti i giorni in estate, il biglietto d’ingresso al parco offre l’uso di sdraio e ombrelloni e l’accesso a tutte le piscine e gli scivoli. Tramonto a Punta Penna Pizzoferrato Cascate del Rio Verde Dove mangiare Se siete amanti del pesce, a Vasto è d’obbligo assaggiare il famoso brodetto di pesce alla vastese. Considerata la quantità di diversi tipi di pesci necessari per preparare un brodetto perfetto, quando chiamate il ristorante per la prenotazione conviene comunicare esplicitamente  quante porzioni di brodetto volete per il vostro tavolo. Questi sono solo alcuni dei tanti ristoranti di pesce che vi consigliamo a Vasto: Trattoria Zì Albina, Castello Aragona con tanto di vista mozzafiato sul golfo, Trabocco Cungarelle un trabocco sul mare dal menù fisso. Se siete alla ricerca di ristoranti generici e pizzerie, vi consigliamo: la Trattoria da Peppe, una specie di agriturismo in cui si mangia parecchio! Il menù è fisso, però potete chiedere in anticipo se avete delle preferenze. Inoltre abbiamo la Trattoria 21, La Pergola, Era ora per i mitici arrosticini. Aux fils du chevalier è un’ottima pizzeria, Tabulè per vegetariani e vegani, ed infine la Drogheria  Buonconsiglio. Ci stiamo forse dimenticando dei dolcetti? Assolutamente no! Ecco la lista di pasticcerie e gelaterie: la Vastese, Pannamore, Prestige da Lino, Dolce brivido, la Dolcevita. Vita notturna ed Eventi I due centri principali per il passeggio serale in estate sono Vasto Marina e il centro storico. Ci sono tantissime proposte di intrattenimento, elencate nel programma che il comune pubblica ogni estate. Tra gli eventi più importati segnalo: Vasto Film Festival, Siren Festival (festival musicale rock e pop alternativo – bisogna acquistare il biglietto in anticipo), Concerti di Mezzanotte (concerti di musica di varia natura, gratuiti, che iniziano a mezzanotte nel cortile o nei giardini del Palazzo d’Avalos), Notte Rosa (negozi e bar aperti tutta la notte a Vasto Marina), Sagra delle campanelle (sagra tradizionale vastese che si tiene il 16 agosto in Piazza Rossetti, dove tantissime bancarelle vendono campanelle fatte artigianalmente). Come arrivare a Vasto Raggiungere Vasto è molto semplice dal centro Italia! Da Roma ci sono pullman privati che partono da Stazione Tiburtina e da Fiumicino Aeroporto (qui e qui trovate prezzi e orari). Il treno per la stazione Vasto/S.Salvo è un’altra comoda opzione, battuta solo dalla macchina che vi porterà a destinazione seguendo l’uscita Casalbordino/Vasto Nord A14. Spiagge dei Libertini e di Punta Penna Riserva di giorno Spiaggia di Mottagrossa [...] Read more...
31 Maggio 2020Cosa e dove mangiare / Italia“Giaaallaaa comeeee er soooooleeee, rossa come er coree mioooo…“Da brava romana, non ho mai vissuto la Roma turistica del centro come luogo per mangiare. Ci sono però delle istituzioni, dei posti imperdibili, delle chicchette -come diremmo noi- speciali nascoste o meno tra le viette del centro storico che meritano sicuramente una puntatina. Negli ultimi anni mi è capitato spesso di portare in giro per Roma amici che mi sono venuti a trovare da tutta Italia, quindi ho raccolto una serie di posticini top da inserire facilmente all’interno degli itinerari giornalieri! Facciamoci questo giro a piedi per il centro storico e mangiamoci qualcosa di sfizioso. La pizza con la mortazza è un must imperdibile: trattasi di pizza bianca romana (da non confondere con la focaccia del nord Italia) farcita con la mortadella (la così detta mortazza), un vero must della capitale. Il forno del centro di Roma dove comprarla è senza dubbio l’antico forno Riscioli, che si trova tra Campo de’ Fiori e il Ghetto, perfetto da inserire per una pausa pranzo veloce mentre si passeggia. Una variante sul tema pranzo al sacco veloce e comodo è pane e porchetta, un classico dei Castelli Romani, che però può essere reperito anche a Roma. Dove? Er Buchetto è un posticino minuscolo vicino a stazione Termini che prepara dei bei panini con la porchetta tipica di Ariccia. Si possono prendere da portare via, oppure consumarli in loco con un bel bicchiere di vino! Il supplì è un altro grande classico di Roma! Non si può vedere Roma senza mangiare un supplì (non sapete cosa sia un supplì? Ecco qui!). In generale i fritti fanno parte dell’antipasto tipico quando si mangia in pizzeria. Supplì, fiori di zucca fritti, baccalà fritto e olive ascolane sono il tipico, leggero, spuntino che precede la pizza tonda (che a Roma è molto sottile e croccante). In quali pizzerie provarli? Vi consigliamo La Montecarlo in zona corso Vittorio-piazza Navona, Pizzeria Formula 1 nel quartiere universitario di San Lorenzo, Alle Carrette a Monti. Ma dedichiamoci ai piatti tipici della cucina romana, una cucina che ha degli ingredienti di base poveri ma belli sugnosi! Il guanciale fa da padrone e domina ogni primo. Per quanto riguarda i secondi, quelli tipici sono a base di frattaglie ed interiora, quindi non sempre piacciono a tutti, ma fidatevi, con i carboidrati andate sul sicuro! Dove gustare una buona cacio e pepe, o una carbonara, o una gricia, o un’amatriciana? Oltre alle trattorie famose del centro storico, come l’Osteria da Fortunata a Campo de’ Fiori, vi indichiamo un paio di posti in zona Garbatella che ci gustano parecchio: Loste Ria, un posto carinissimo che fa un’ottima carbonara servita dentro una cestino di parmigiano, e Ar Grottino der Traslocatore, un locale rustico con portate adatte agli stomaci più capienti! Dove prendere un caffè nel centro storico? Sicuramente da Sant’Eustachio, un bar-pasticceria abbastanza turistico tra Piazza Navona e il Pantheon che però è perfetto per un espresso e un dolcetto. O magari volete un buon gelato, e allora Giolitti, gelateria storica nei pressi di Montecitorio fa proprio per voi! (Se invece volete un gelato artigianale molto buono vi consigliamo Tichetta o la gelateria dei Gracchi). Ed ora che l’estate si avvicina, non potete perdervi la grattachecca! Niente altro che ghiaccio triturato condito con sciroppi e frutta fresca a cui noi non rinunciamo mai durante la torrida estate romana. La Sora Maria all’inizio di via Trionfale o la Sora Mirella a Trastevere sono i due famosissimi chioschi che producono le grattachecche romane! Qui sotto una mini-galleria di foto scattate una mattina alle 5 in giro per Roma! (Quando ancora non c’era la pandemia e per trovare Roma deserta bisognava alzarsi presto!!) Trinità dei Monti Pantheon [...] Read more...
26 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / Medio OrienteIl Medio Oriente scorre potente a Tel Aviv, città dai mille volti, divisa tra cultura ebraica e musulmana. Questa città può sembrare di primo impatto la capitale della movida israeliana, e quindi un luogo poco adatto per chi non ama quel tipo di intrattenimento. Invece sono rimasta molto stupita dal suo essere un luogo fortemente caratteristico e autoctono, turistico ma non troppo, che permette di assaggiare la cultura araba in maniera molto soft. Da Tel Aviv il passo per Gerusalemme è cortissimo, purtroppo però io non ci sono andata perché ero in Israele per motivi di lavoro e non ho avuto tutti i giorni liberi di cui necessitavo. Consiglio fortemente anche solo un weekend lungo in questa città, che mi ha piacevolmente colpita! In questo piccolo articolo troverete qualche consiglio su cosa vedere a Tel Aviv, come muoversi e dove mangiare Come Muoversi Raggiungere l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è molto semplice perché diverse compagnie low cost la collegano all’Italia e a molte altre città europee. I prezzi non sono bassissimi, ma con un po’ di fortuna e un pizzico di anticipo, si trovano a costi fattibili! Spostarsi all’interno di Tel Aviv è parecchio intuitivo: i bus sono numerosi ed attraversano la città in modo capillare; inoltre a piedi è possibile girare comodamente tutto il centro. Il servizio di Uber (o Gett, l’Uber locale) è davvero efficiente, quindi potrebbe essere buona cosa sfruttare uno dei numerosi wifi gratuiti in giro per la città e chiamare il taxi tramite queste app per spostamenti serali, quando i bus non corrono più, oppure per il Sabbath (che corre dal venerdì sera al sabato sera), quando i mezzi pubblici sono fermi. Gerusalemme è raggiungibile con un’ora di pullman (il 405 e il 480 compiono questa tratta) partendo dalla stazione centrale dei bus di Tel Aviv. Partono circa ogni 10 minuti uno e ogni 20 minuti l’altro, e il prezzo è di circa 5 euro. Se preferite prendere il treno, dovete raggiungere l’aeroporto di Ben Gurion, da cui parte il treno diretto per la stazione Yitzhak Navon di Gerusalemme. Questa è una nuova linea entrata in funzione a settembre 2018, costa circa 5 euro ed il viaggio dura circa 30 minuti: questo è il sito per acquistare i biglietti dei treni. Potrebbe essere un buon piano visitare Gerusalemme non appena atterrati per massimizzare i tempi! GIAFFA Giaffa è la zona di Tel Aviv situata all’estremità sud del lungomare in pieno spirito mediorientale. Si divide tra la zona del porto con la strepitosa città vecchia, e quella della torre dell’orologio, con il suo flea market (il mercato delle pulci aperto tutti i giorni tranne il sabato dalle 9 alle 17) e con i numerosi ristorantini perfetti per cenare. La città vecchia vi rapirà il cuore: da un lato abbiamo il porto con il suo faro rosso e bianco e con le barche illuminate dalla luce del tramonto, dall’altro gli stupendi vicoli che si snodano dentro le mura dell’antica rocca. Intorno alla moschea che affaccia sul mare si sviluppano infinite viette ricche di botteghe di artigiani d’ogni tipo: orafi, pittori, scultori e chi più ne ha più ne metta. Lasciatevi guidare dalle incomprensibili insegne in ceramica turchese (scritte in ebraico per la maggior parte), e perdetevi nel labirinto di mura gialline interrotte unicamente da porte azzurre! Penso di aver trascorso un’infinità di tempo in questa zona della città, seduta su un muretto, a fissare il mare da uno scorcio tra le mura. CARMEL MARKET Aperto dal 1920 il Carmel Market è il mercato o shuk più grande di Tel Aviv. Se vi attirano le spezie, questo è il posto che fa per voi: ne troverete di infinite, tutte molto particolari, e spesso messe in ordine di colore! Cosa volere di più? Il mercato vende frutta, verdura, ma anche vestiti, souvenir, bigiotteria, e chi più ne ha più ne metta! Un tripudio di colori ed odori vi colpirà non appena inizierete a camminare nella via principale del mercato! Tenete gli occhi aperti: alcuni banchi vendono anche dello street food locale, non perdetevi una pita con hummus e falafel. Quello che vin consiglio io è l’imperdibile succo di melograno appena fatto: a quanto pare Tel Aviv e i melograni vanno a braccetto, infatti il mercato ne è pieno, e numerosi banchi hanno una pressa con cui creano dei succhi al melograno freschi e dolci, perfetti per le miti temperature israeliane. LUNGOMARE Il lungomare di Tel Aviv trasuda spirito occidentale. Ci troviamo ben lontani dalla città vecchia di Giaffa, dalle moschee, dalle sinagoghe e dalla cultura tradizionale di questo luogo. Siamo invece catapultati in una lunga passeggiata su moderni bancali in legno che costeggiano la fine sabbia bianca. La golden hour in questo luogo è incredibile: il sole si tuffa nel mare e innonda la spiaggia di colori caldi che si riflettono anche sugli alti grattacieli del lungomare, simbolo tipico di Tel Aviv. Sulla spiaggia non potrete fare a meno di notare i numerosissimi campi da beach volley che si alternano alle palme. Inoltre ci sono anche diverse casette dei bagnini (di quelle colorate, in legno, con la scaletta per entrarvi) che fanno tanto atmosfera Bay Watch! NEVE TZEDEK Il più antico quartiere ebraico di Tel Aviv si trova proprio a due passi dalla zona moderna e piena di grattacieli. Basta svoltare un angolo ed eccovi in un mondo diverso, fatto di case basse, di bouganville, di porte colorate, di giardini nascosti tra i palazzi. Neve Tzedek è un paesino all’interno della metropoli, un quartiere con la propria identità che si sviluppa intorno all’ex ferrovia che è stata riutilizzata e trasformata in una piccola zona commerciale. Lasciatevi guidare dal vostro senso dell’orientamento e gironzolate tra le vie di questa zona, per trascorrere qualche ora tra negozietti vintage e localini hipster! Dove mangiare La cucina tipica di Tel Aviv è mediorientale: hummus e falafel fanno da patroni! Un tipo di cibo che io adoro particolarmente! Per una cena seduti vi consiglio di gironzolare nella zona di Giaffa intorno al Flea Market: ci sono infiniti ristorantini di cucina tipica israeliana, ma anche di cucina di altri paesi che raramente si trovano in Italia (ho mangiato in un ottimo ristorante georgiano di cui purtroppo non ricordo il nome). Uno dei locali in cui ho mangiato particolarmente bene per un prezzo onesto è Onza. Per un pranzo veloce o per una merenda abbondante, recatevi nella zona del Carmel Market per scegliere il vostro venditore di pita preferito! Non perdetevi per nessun motivo Abouelafia Bakery, una pasticceria-forno nella zona di Giaffa che vi conquisterà con le sue splendide baklava e con gli infiniti dolcetti arabeggianti. Tips LINGUA: Siamo molto fortunati qui, perché l’inglese è la lingua ufficiale della nazione insieme all’ebraico. Tutte le indicazioni sono bilingue e tutti i negozianti e i ristoratori parlano inglese. Comunicare è semplicissimo mentre si comprano le spezie al mercato! SHABBAT: Attenzione al shabbat! La cultura di Tel Aviv è un mix di varie influenze, e la matrice ebraica ovviamente non va trascurata. Il sabato è giorno di preghiera e di riposo per la religione ebraica, e la città di Tel Aviv risente di questo fatto. Il venerdì sera e tutta la giornata di sabato è shabbat, quindi i mezzi pubblici non funzionano e molti negozi ed attività sono chiusi! I vari Uber o Gett continuano ad essere disponibili (anche se in numero ridotto), quindi teneteli in considerazione per piccoli spostamenti serali. VISTO: Non c’è bisogno di visto per entrare in Israele per meno di 90 giorni, ma la fila all’immigrazione è comunque consistente e al controllo indagheranno sulle ragioni che vi portano in Israele e fino a quando intendete rimanere. Bisogna ovviamente viaggiare con passaporto in corso di validità! Il vostro documento non viene obliterato o timbrato (probabilmente per non creare problemi con paesi limitrofi), ma vi verranno rilasciati due piccoli tagliandi che dovete assolutamente conservare: vi serviranno per uscire dal paese. Attenzione ai controlli bagagli: spesso e volentieri la vostra valigia viene analizzata nel dettaglio e vi fanno svuotare ogni cosa. Spezie al Carmel MarketDragon fruit al Carmel MarketCittà vecchia di GiaffaStradine interne della città vecchia di GiaffaNeve Tzedek e bouganvillePorto di GiaffaFronzoli al Carmel MarketGattini vicino al Flea Market di Giaffa [...] Read more...
24 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / ScoziaEdimburgo è dove la Scozia incontra il mondo (come da slogan dell’aeroporto). Insieme a Glasgow è infatti il posto perfetto dove assaggiare i piatti tipici locali, insieme a una buona dose di cucina etnica di alta qualità. Come nel resto del Regno Unito non è raro trovare ottimi ristoranti che propongono cucine da tutto il mondo! Ormai ci sentiamo di casa ad Edimburgo (qui trovate la nostra guida alla città!), e abbiamo provato tantissimi ristoranti e pub, sia per mangiare, sia per trascorrere una serata in compagnia di un buon whisky. In seguito vi segnaliamo un elenco di posti nei quali ci siamo trovati particolarmente bene e ci sentiamo di consigliarvi!Se volete spingervi oltre a Edimburgo, consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi e questo articolo per i nostri consigli pre partenza! Grassmarket:  in questa splendida piazza nell’Old Town potrete trovare un gran numero di caffè e pub tradizionali. Perfetta per chi vuole avere un piccolo assaggio di Scozia senza allontanarsi troppo dal centro cittadino. Come pub vi segnaliamo il The Last Drop (££). Consigliamo un piatto di tradizionale Haggis, Neeps&Tatties con una birra locale e/o un dram di uno tra i tanti single malts (13£ circa in totale). Per una colazione (sostanziosa) o un pranzo veloce dirigetevi invece al caratteristico caffè Auld Jock’s Pie Shoppe (£). Una Scottish breakfast (7£) o una delle innumerevoli Pie con mash (4-5£) soddisferanno il vostro appetito! Molti di questi locali non sono particolarmente spaziosi: considerate dunque di prenotare o di cercare un tavolo per tempo. Nella peggiore delle ipotesi, non abbiate paura di esplorare anche gli altri pub della piazza: vi assicuriamo che rimarrete soddisfatti! Oink (£):  in cerca di un pranzo veloce? Niente di meglio che Oink! Questa piccola catena di negozi (potrete trovarne uno vicino al castello, e un altro vicino al palazzo di Holyrood) ha un menù estremamente limitato, ma soddisfacente. Serve infatti panini al pulled pork, completi di condimenti e quant’altro. Dovrete solo scegliere la quantità di carne, il tipo di pane, il topping (haggis o ripieno di salvia e cipolla), salse et voilà, il gioco è fatto. Prezzi estremamente contenuti (3.5-6 £). Il negozio chiude quando la carne è terminata, quindi non attardatevi! The Baked Potato shop (£): un piccolo takeaway che si specializza in baked potato. Una particolarità è  il menù  composto solo da opzioni vegetariane o vegane. Vi consigliamo il filling con il Chilli o il Vegetable Curry (5£ con bevanda). Ransacked Black Oven (££): situato appena al di fuori della Old Town, in zona Università. Un moderno caffè fortemente influenzato dalla cucina libanese e mediorientale, perfetto per un pranzo senza fretta. Vi consigliamo assolutamente l’agnello grigliato (Chargrilled Lamb Steak, 16.50£) o la melanzana al forno con spezie e datteri (Baked Zaatar Aubergine Steak, 12£) Kalpna (££): un ristorante specializzato in pietanze vegetariane sud indiane, molto vicino alla Old Town. Diverso dai classici ristoranti indiani, potrete trovare il Chili paneer (tipico formaggio morbido indiano immerso in salsa piccante, 9£), gigantesche Dosa (enormi pancake croccanti ripieni di verdure, 9£) e sontuosi Thali (collezioni di assaggi di decine di piatti, servite in uno scenico vassoio rotante, 17£). Per i carnivori convinti, consigliamo invece il vicinissimo ristorante Tanjore (££), dove è il pesce a regnare sovrano! Blonde(£££): esempio di modern British food, coniuga ingredienti tradizionali locali con influenze continentali. Non lontano dal centro città, merita una visita se siete in cerca di un’esperienza più raffinata. Cominciate con tortini di sgombro (Smoked Mackarel fishcake, 6£) e proseguite con un eccellente stufato di cervo (Casserole of Venison with red wine, 15£). Il menù dei dessert merita un’occhiata, così come la lista dei vini. A Edimburgo, come d’altronde nel resto della Scozia, è il whisky a farla da padrone. Consigliate anche le birre locali, ottime e a prezzo decisamente contenuto. I pub di Edimburgo riflettono la vibrante scena culturale: non è strano trovare piccoli gruppi musicali, jam session o stand up comedian. Di seguito un elenco dei nostri posti preferiti. The Scotsman’s Lounge: piccolo pub non lontano dal castello. Musica dal vivo tutte le sere, atmosfera cordiale e vivace. In maniera molto caratteristica, i tavoli sono sostituiti da botti per il whisky! The Royal Oak: minuscolo pub situato al bordo della Old Town. Ogni sera l’atmosfera si scalda al ritmo di Jam sessions di musica tradizionale celtica, grazie agli strumenti lasciati a disposizione nel locale. Lanciatevi a suonare se vi sentite particolarmente coraggiosi, o godetevi semplicemente la musica e l’atmosfera. Non aspettatevi però di trovare posto a sedere! The Jazz Bar: proprio accanto al Royal Oak trovate questo sotterraneo in cui ogni giorno da 3 a 5 band Jazz, Blues e tanto altro si alternano a suonare. Se questo è il vostro genere di musica, non mancate una visita! The Banshee Labyrint: locale molto particolare, scavato nei tunnel sotterranei della città vecchia. Atmosfera spettrale,  musica dal vivo e addirittura un cinema! The Bow Bar: se volete assaggiare tantissime varietà di single malt, questo è il posto che fa per voi! Chiedete consiglio al bancone: il barista sarà ben contento di suggerirvi il whisky adatto ai vostri gusti, proponendovi anche diversi assaggi gratuiti, se in serata. Un dram normalmente costa intorno ai 4-5 £: tra le quasi 400 varietà si trovano anche alcune bottiglie estremamente rare e costose. Chiedete perciò sempre il prezzo prima di acquistare, così da evitarvi brutte sorprese! Rose Street: questa piccola via nella New Town è piena zeppa di pub per tutti i gusti. Musica dal vivo, drinks e prezzi generalmente più modici del centro città la fanno da padroni. Vi consigliamo di non focalizzarvi su uno specifico locale, ma di provarne più di uno in sequenza, seguendo la vera usanza britannica del Pub crawl! Victoria Street Vista del castello da Grassmarket Vista di Edimburgo da Calton Hill [...] Read more...
12 Marzo 2020Oltre i viaggiAmare i viaggi e non poter viaggiare è una punizione davvero scomoda da sostenere per tutti quelli che non vedono l’ora di mettere lo zaino in spalla, prendere una macchina, un treno o un volo e avventurarsi nel mondo! Sono tempi strani e difficili, e bisogna collaborare standosene a casa il più possibile. Anche gli spiriti più ribelli e iperattivi devono accettare questo nuovo mantra e farlo proprio! Ma cosa diamine si può fare a casa? Bhè, ci siamo noi per questo! Quindi ecco qui una lista di 5 rimedi per i viaggiatori in quarantena! (Ricordiamoci che i corrieri ancora funzionano, quindi tocca essere carichissimi per ogni acquisto che possa aiutarci nella missione #stayathome). #1 LEGGERE BLOG E GUARDARE VIDEO DI VIAGGI Questa è sempre una buona idea e un buon passatempo! Lo considero sia un ottimo modo per trovare ispirazioni per le prossime destinazioni o per organizzare la meta futura, sia per viaggiare attraverso i racconti altrui. Io amo molto le storie di viaggio, anche se non sono brava a scriverle, e quando cerco un passatempo spulcio vari blog per cercare proprio storie di vita di viaggiatori, diari di bordo e roba del genere. Tra i miei preferiti menziono subito Painderoute, Miprendoemiportovia e Likemiljian che apprezzo davvero molto! I video di viaggio sono un altro mio grande amore! Su youtube se ne trovano di tutti i tipi, da quelli più didascalici a quelli girati con le action cams, fino alle vere e proprie esperienze di vita. Quindi tutti a guardare il giro del mondo senza mai prendere un aereo di Triptherapy, o il giro dell’Australia fatto con il van Vanilla dai ragazzi di In Viaggio col Tubo, o i video che sembrano dei veri e propri documentari girati da Humansafari! Addentrarsi nella comunity dei viaggiatori di youtube è sempre una grande avventura: lasciatevi intrattenere e cullare dalla creatività dei vari videomaker. #2 SISTEMARE E ORGANIZZARE LE FOTO Quante volte avete rimandato una seria organizzazione dell’archivio delle foto di viaggio? Quante volte le avete ammucchiate lì nell’hard disk senza catalogarle, senza eliminare i doppioni inutili, senza selezionarle in maniera accurata? Bene, è finalmente giunto il momento di applicare il metodo Marie Kondo anche alle vostre foto di viaggio! Con la scusa le potrete anche riguardare per rivivere momenti stupendi. E visto che ci stiamo…perché non selezionare le migliori per stampare dei libri di foto? Ovviamente online con servizi come Cheerz: direttamente a casa vostra senza dover uscire! #3 CREARE SCRAPBOOKS E DIARI DI BORDO Siete delle persone creative? E allora questo è il vostro momento! Finalmente tanto tempo a casa per creare, inventare e costruire. Ma cosa? La fonte di ispirazione primaria è come sempre Pinterest, una valanga continua di idee e consigli! Uno scrapbook a tema viaggi è davvero una cosa carina e facile da fare con foto, ritagli, cose che avete conservato dai vostri viaggi, monete, scontrini, biglietti di musei e quant’altro. Su Pinterest ne trovate infinite! Oppure perché non creare un diario di bordo fai-da-te da portare con voi durante il prossimo viaggio? Una specie di bullet journal in cui segnare le vostre avventure future! (Pinterest sempre in prima linea per le ispirazioni migliori!) #4 FARE UN CORSO DI LINGUA ONLINE Un corso di lingua online è un’ottima idea per impegnare la mente, il tempo in eccesso e per imparare cose nuove! Quanto sono utili le lingue quando si viaggia? Tantissimo! Sia per le indicazioni più pratiche, sia per chiacchierare con gli abitanti locali. E allora quale migliore occasione per migliorare il vostro inglese? O per dare una spolverata allo spagnolo e al francese? Ma perché non tuffarsi in una lingua totalmente sconosciuta? Imparare da zero qualcosa è sempre molto soddisfacente! Quindi provate anche con il russo e il suo alfabeto cirillico, con il giapponese e i suoi diversi alfabeti, cimentatevi nel difficile per divertirvi ed imparare qualcosa di inusuale! Le app con i corsi di lingua sono infinite: spulciate l’app store e sceglietene una per iniziare una nuova attività: Babbel o Duolinguo sono tra le più famose. #5 APRIRE UN SITO DI VIAGGI Ma quale migliore occasione di una quarantena per aprire un blog o un sito di viaggi? Sfogherete così per iscritto tutti i vostri ricordi, le vostre foto, il vostro sapere da viaggiatori! Basterà iniziare da una piattaforma gratuita per vedere se è un’attività che vi fomenta o meno per poi, chissà, magari continuare e crescere e diventare un ottimo sito di riferimento per altri viaggiatori. Provarci non è una cattiva idea, no?! 🙂 [...] Read more...
3 Marzo 2020SpagnaI paesi baschi sono una di quelle destinazioni imperdibili in Europa, che permettono di viaggiare on the road in una zona che affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico. Il nostro itinerario originale comprende sia i paesi baschi francesi (che trovate qui), sia i paesi baschi spagnoli, dei quali abbiamo visto un paio di città prima di fermarci a un festival musicale a Bilbao (il BBK!). I paesi baschi spagnoli sono una comunità autonoma nel nord della Spagna e sono estremamente indipendenti: la loro lingue ufficiali sono lo spagnolo ed il Basco, che viene insegnato in tutte le scuole! Quest’ultima è una lingua pre-indoeuropea davvero particolare e fortemente studiata dai linguisti. La squadra di calcio di Bilbao, l’Atletico, è composta quasi esclusivamente da calciatori baschi! In giro è facilissimo trovare insegne in basco o menù scritti in doppia lingua, proprio per sottolineare e rimarcare la loro appartenenza a questa porzione di Spagna. Le città principali dei paesi baschi sono Donostia, Bilbao, Vitoria-Gasteiz e Pamplona; purtroppo non sono rientrate tutte nel nostro itinerario per motivi di tempo e danaro, ma è stato un viaggio che ci è ugualmente piaciuto molto. Non dimenticate che siamo sull’oceano, quindi il clima è molto diverso da quello della Spagna mediterranea o continentale! Il caldo non è mai eccessivo, la sera il fresco si fa sempre sentire. Come muoversi Raggiungere i Paesi Baschi è semplicissimo, infatti gli aeroporti di Bilbao e Santander hanno numerosi voli low-cost da diverse città d’Italia. Per muoversi tra le varie cittadine invece conviene utilizzare i pullman locali o il caro Flixbus. Potete raggiungere Donostia con molta facilità da Bilbao! Ed inoltre Donostia è ben collegata con tutto il resto dell’entroterra basco. Se vi interessa inserire questa zona di Spagna in un itinerario più vasto, potete considerare l’idea di raggiungerla dai paesi baschi francesi, atterrando a Bordeaux o a Tolosa e facendo partire da lì il vostro viaggio. Gite in giornata San Juan de Gaztelugatxe: è la famosissima rocca in cui è stato ambientato Dragonstone, la famosa Roccia del Drago di Game of Thrones. Imperdibile per i fan! (A soli 40 minuti di auto da Bilbao). Zumaia: si trova a mezz’ora di macchina da Donostia ed è una località marittima con suggestive scogliere sull’oceano. Must do nei Paesi Baschi Fare un aperitivo (o una cena?) a base di pintxos in uno dei numerosi baretti del centro di San Sebastian. Surfare o fare il bagno nell’oceano è un’esperienza da non perdere!Guardare il fenomeno della marea durante la giornata per rendersi conto di quanto è pazzesco! La Concha con bassa marea DONOSTIA Donostia (o San Sebastian) è la prima cittadina dei paesi baschi che si incontra sulla costa viaggiando dalla Francia alla Spagna. Patria indiscussa di surfisti, affascina parecchio per il fenomeno della marea che si può osservare benissimo nella sua spiaggia principale: il mare si mangia metri e metri di spiaggia quando la marea sale, fino a lasciare una minuscola striscetta di sabbia. Cosa vedere a San Sebastian? Sicuramente un giro nella città vecchia è d’obbligo: vicoli stretti che si snodano attorno alla basilica di Santa Maria del Coro sono perfetti per una passeggiata ma anche per un aperitivo a base di pintxos, le tapas basche! La Concha (ovvero la conchiglia) è la grande e bellissima spiaggia di sabbia fine e dorata di San Sebastian. Oltre ad incantare con la sua marea, ha una fantastica isoletta nel mezzo (l’Isola di santa Clara) che la rende suggestiva. Inoltre di giorno è possibile godersi il mare se il tempo lo permette: la spiaggia è attrezzata con spogliatoi, docce, armadietti e lockers, quindi si può lasciare tutto al sicuro per pochi euro e godersi la giornata. Camminare fino alla cima del monte Urgull è un’altra esperienza da non perdere a Donostia.In questo modo è possibile godere di un panorama incredibile sulla baia della Concha e sulla città vecchia! L’attrazione principale di questo monte è il Castillo de la Mota, una fortezza difensiva. Guggenheim museum BILBAO Bilbao è la città più popolata paesi Baschi, energica e movimentata, ma anche molto grigia e dal clima sfavorevole soprattutto per gli amanti del caldo mediterraneo. Il Guggenheim museum è una delle attrazioni principali di questa città: si tratta del celebre museo di arte contemporanea molto famoso per la sua particolare architettura interamente realizzata in squame di titanio. Questo è proprio il simbolo di rinascita e modernismo della città! Oltre alla zona centrale che ruota attorno al Guggenheim e a Plaza Moyua, vi consigliamo di passeggiare anche nei dintorni di Plaza Barria, che si trova sull’altra sponda del fiume. Se capitate a Bilbao a inizio luglio e siete amanti della musica indie rock, non perdetevi qualche concerto del BBK, un festival musicale che si tiene proprio su una collina poco fuori il centro città. Piccola curiosità su Bilbao: il fiume Nerviòn che l’attraversa sembra scorrere dal verso sbagliato, infatti la sua corrente superficiale scorre verso la sorgente e non verso la foce. Come mai? Tutta colpa della corrente oceanica che è più forte di quella del fiume stesso e “rema contro”. Centro storico, DonostiaInstallazione fuori dal Guggenheim, BilbaoBassa marea notturna, DonostiaVicino plaza Barria, Bilbao [...] Read more...
16 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costGrazie alla moneta unica ci siamo tolti un bel grosso problema quando viaggiamo all’interno dell’Unione Europea: cambiare valuta! Avere a che fare con una valuta estera, oltre che a portare un po’ di confusione quando si converte il costo di una birra in euro, può generare un enorme spreco di denaro, fino a pagare per la stessa identica vacanza il 20-30% in più.  Questa pagina raccoglie una lista di consigli su come risparmiare quando bisogna prelevare o pagare in una moneta estera, capire quali sono le trappole del cambio di valuta e soprattutto scoprire come evitarle. È importante tenere a mente che ogni stato ha le sue particolari regole e commissioni, quindi è necessario informarsi adeguatamente prima di partire, onde evitare sprechi. Breve sommario su come minimizzare gli sprechi nel cambio valuta. Non cambiare valuta agli uffici di cambio, ma prelevare direttamente dall’atm una volta arrivati a destinazione per utilizzare il tasso di cambio della propria banca.  Attenzione: se potete non prelevare ai bancomat degli aeroporti che hanno delle tasse extra o un cambio sconveniente! In generale cercate sempre di prelevare in banche e non in piccoli atm sparsi per le città, per evitare inutili sovrattasse. Quando prelevate soldi ad un bancomat o pagate con la carta, selezionate sempre il prelievo in moneta locale e non nella vostra moneta d’origine.  Se viaggiate spesso in paesi che hanno una moneta diversa dalla vostra, utilizzate una carta ad hoc che vi permetta di avere agevolazioni su prelievi e pagamenti. Bene, ora che avete memorizzato questa breve lista, siete pronti a leggere in modo approfondito i nostri consigli. Cosa sono i tassi di cambio? Ogni volta che facciamo operazioni in valuta estera ci sono almeno tre possibili commissioni alle quali dobbiamo fare attenzione: Differenza tra il tasso di cambio ufficiale e quello a cui effettuiamo la transazione. Commissione fissa sul cambio dell’ente che ci fornisce la valuta estera. Commissioni della vostra carta di credito/debito sulla conversione. Con un po’ di attenzione queste commissioni possono essere ridotte a zero in quasi tutti gli stati.  La prima si presenta principalmente in occasione di compravendita di contanti in valuta locale. Potete evitare brutte sorprese confrontando il cambio offerto con quello ufficiale. Può essere comodo avere una app come XE Currency Converter che faccia istantaneamente la conversione per voi, soprattutto durante il viaggio. In questo modo potrete scegliere coscientemente il posto con il miglior tasso di cambio. La seconda, la commissione fissa sul cambio, dovrebbe essere dichiarata chiaramente dall’ente coinvolto, ma bisogna stare all’allerta: se nulla viene esplicitato non vuol dire che la commissione sia zero ma semplicemente viene tenuta nascosta. Solitamente questa commissione è presente quando cambiamo contanti o quando ritiriamo da alcuni bancomat.  Per quanto riguarda la commissione sulla vostra carta dipende dalla banca che la emette. Ad esempio, ci sono banche online che offrono carte gratuite senza commissioni sul cambio e sul prelievo all’estero (per i primi 200€ al mese), come CheBanca! e Revolut. Per chi vivesse in Inghilterra è invece consigliatissima Starling, che offre prelievi gratuito illimitati all’estero senza commissioni sul cambio. Una carta che si appoggia sui circuiti Mastercard o Visa offre tassi di cambio molto vicini a quelli reali, consentendoci quindi di fare acquisti con la carta senza sprechi.   Con quale valuta è meglio pagare? Quando utilizzate la carta di debito/credito (sia per ritirare contanti che per effettuare un pagamento) potrebbe esservi richiesto di scegliere se pagare (o ritirare) in valuta locale o in euro applicando il  tasso di cambio proposto dalla banca locale. Senza esitazione scegliete sempre di pagare in valuta locale! Il motivo è che spesso i cambi suggeriti sono molto svantaggiosi per i clienti (quanto vantaggiosi per chi effettua il cambio, nascondendo al loro interno delle commissioni). Questa sorta di “truffa legalizzata” si basa sull’instaurare insicurezza nel turista. Infatti il terminale che sta effettuando l’operazione (pos o bancomat che sia) vi chiederà se volete pagare: una cifra in euro  il valore originale in moneta locale. Logicamente il primo suona più rassicurante, o per lo meno è un valore più riconoscibile ai nostri occhi. Il secondo invece sembra più misterioso e rischioso  semplicemente perché bisogna fare un ulteriore passaggio mentale (o con la calcolatrice) per capire a quanti euro corrisponde.  In realtà, scegliendo il valore originale in valuta locale il tasso di cambio che verrà applicato per il pagamento sarà quello della vostra banca (che è sconosciuto al terminale, motivo per cui non ha mostrato istantaneamente la conversione in euro). Mentre la cifra in euro è stata calcolata con il tasso di cambio rincarato del terminale. Per farla breve: scegliete sempre di pagare o  ritirare in valuta locale! Come ottenere contanti in valuta straniera In generale conviene cercare di ridurre l’utilizzo di contanti: potrebbero rubarveli e potreste dover pagare due volte le commissioni di cambio in caso ve ne avanzassero. Non bisogna però affidarsi esclusivamente alle carte di debito/credito: nel malaugurato caso non funzionassero o ve le rubassero vi trovereste senza un modo per pagare. Quindi la domanda è: qual è la maniera più efficiente e con meno sprechi per ottenere dei contanti in valuta straniera?  Un’opzione è prelevare del contante prima di partire e cambiarlo in moneta locale una volta arrivati all’estero in un ufficio di cambio.  Cambiare i contanti da una valuta all’altra è in generale un’operazione sconsigliata sia per il rischio stesso di portare con se una cospicua somma di denaro ed essere più esposto a furti, sia perché comporta un costo elevato in termini di tasso di cambio sfavorevole. Infatti alcuni uffici di cambio si vantano di effettuare un cambio a commissioni zero quando in realtà rincarano i tassi di cambio rispetto a quello ufficiale “nascondendoci” dentro le commissioni.  Per avere dei contanti in moneta locale, la maniera più efficiente e potenzialmente senza sprechi è ritirare dagli sportelli bancomat. Ovviamente, dovrete fare attenzione alle eventuali commissioni fisse di cui abbiamo parlato sopra che possono cambiare da bancomat a bancomat. Ad esempio, in alcuni paesi gli sportelli bancomat in aeroporto sono famosi per avere commissioni molto alte, o al contrario di essere i più convenienti, come ci è capitato di scoprire in Sud Est Asiatico. Quindi è importante fare una veloce ricerca su dove e quali siano gli sportelli bancomat consigliati. Una possibile alternativa potrebbe essere il ritiro diretto allo sportello bancario, che in alcuni paesi è gratuito. Per compiere questa operazione è sufficiente presentarsi in una qualsiasi banca locale muniti della propria carta di debito/credito e di un documento di identità (preferibilmente il passaporto). [...] Read more...
12 Febbraio 2020Oltre i viaggiAnche voi avete quell’amico a cui piace viaggiare che sta in fissa per i voli low-cost e che coglie ogni occasione per farsi un weekend in qualche capitale europea? E ditela tutta, volete fargli un regalino di Natale o per il compleanno ma non avete l’idea giusta? Bene, questo post fa al caso vostro! Qui troverete una lista di 5 regali per viaggiatori, perfette per un amante dei viaggi. #1 GUIDE E LIBRI DI VIAGGI Vi sembrerà banale, ma un libro è sempre un dono speciale, ed è proprio questo il primo dei regali per viaggiatori che consigliamo! Per orientarci un po’ meglio in questo mega gruppo di doni, menzioniamo in primis le guide di viaggio per destinazioni lontane che invogliano ad organizzare un viaggio. Lonely Planet, Routard, National Geographic fanno delle guide di viaggio incredibili: spetta solo al vostro gusto decidere quale sia la preferita. Indecisi sulla destinazione? Bhè, allora la guida del Mondo fa al caso vostro!  Assolutamente da non trascurare sono tutti i libri fotografici o ispirazionali su viaggi incredibili e destinazioni emozionanti: qui e qui due esempi che a me piacciono molto. E i libri che raccontano viaggi invece, dove li mettiamo? Anche questi sono un must intramontabile che fa sempre piacere: immedesimarsi nel viaggio altrui è il primo modo per viaggiare e per sentirsi altrove anche quando si è seduti sulla poltrona di casa! Abbiamo racconti giornalistici, cronache di viaggio vere e proprie, e romanzi totalmente di fantasia. Basta recarsi alla sezione viaggi di una libreria ed il gioco e fatto. Terzani e Kerouac sono tra i mie preferiti. #2 I REGALI UTILI In questa sezione elencheremo gli oggetti utili, quelli che servono davvero in un viaggio, quelli che fanno comodo e non ci sono storie, quelli che sono proprio regali perfetti per viaggiatori! Iniziamo con l’intramontabile bagaglio a mano: un trolley piccolo o uno zaino da 50 litri sono sempre un classicone intramontabile. Potete scegliere delle fantasie simpatiche o dei sobri monocolori, l’importante è non sbagliare le dimensioni perché nel caso della cappelliera di un volo low-cost, ahimè, contano assai!  Per organizzare il bagaglio perfetto due sono gli oggetti a mio avviso indispensabili: un organizer per trolley o zaino e un organizer per cavi. Il primo oggetto è composto da un set di cubi di tessuto leggerissimo e dotate di zip, che permettono di organizzare la valigia dividendo i vari vestiti, scarpe, oggetti, panni sporchi, in maniera ottimale. L’organizzatore dei cavi è per tutte quelle persone che hanno diversi caricabatterie, powerbank, cavi, cavetti, cuffiette, hard disk esterni e vogliono tenerli ben organizzati in un unico luogo. Ecco, questo è l’astuccio perfetto per voi! #3 MAPPE , MAPPAMONDI, CARTE GEOGRAFICHE Io adoro e mappe: in sughero, da grattare, con grafiche particolari, vintage…sono la mia passione! Le ritengo dei regali perfetti per viaggiatori che vogliono sentire l’atmosfera d’avventura anche dentro casa. Dato il mio amore per le mappe, sono sempre informatissima quando si tratta di sapere quali ci sono in circolazione. La prima è la mappa in sughero o mappamondo in sughero per segnare con le puntine i luoghi già visitati o per appendere foto di viaggi proprio sul paese in cui sono state scattate! Al secondo posto abbiamo la bellissima scratch map, ovvero una mappa in cui gratti via (come un gratta e vinci) i paesi che hai visto.  Un’altra mappa che consiglio particolarmente è una come quella di Mapiful (ma anche su Etsy se ne trovano a bizzeffe), un sito che permette di acquistare la stampa personalizzata della propria località preferita: un modo carinissimo per avere sempre appesa a una parete di casa la propria città del cuore. #4 REGALI INUTILI MA SEMPRE BELLI Ahhh, la futilità, croce e delizia di ogni essere umano. Ma quanto sono belli i gadjet assolutamente non indispensabili? Non c’è alcun dubbio: sono carinissimi. Se vi sentite persi nel mare degli accessori da viaggio, ecco a voi qualche spunto simpatico per un pensierino non necessariamente utile, ma sicuramente bellissimo! Volete il mondo a portata di mano? Collane e braccialetti con il planisfero sono un modo carinissimo per tenere sempre sott’occhio la vostra prossima destinazione! Su amazon ed etsy ce ne sono tantissimi per tutti i gusti. Anche un bel porta documenti per tenere il vostro passaporto in un luogo sicuro e carino è un’ottima idea, come anche l’etichetta per la valigia: vi consigliamo la linea di Legami per questi indispensabili acquisti! Per gli amanti della scrittura, un diario di bordo è assolutamente necessario per ogni viaggio; la Moleskine fa una vera e propria agenda per viaggiatori dove si possono segnare tutte le notizie necessarie per un’organizzazione perfetta ed in cui si possono scrivere tutti gli aneddoti più simpatici raccolti in viaggio. #5 I BUONI REGALO PER VOLI Se vi serve un regalo dell’ultimo minuto, il buono è quello che fa per voi! Esistono voucher regalo per voli low-cost che permettono al destinatario di comprare un volo a sua scelta: la Ryanair ad esempio ha questa opzione! Fate sempre attenzione a scegliere l’opzione “buoni cumulabili” (aggiunta da Ryanair negli ultimi anni) per poterli utilizzare in più di un acquisto. Qualora non trovaste questa scelta, vi consiglio di non regalare un solo buono da grande cifra, ma di acquistarne di più da cifre minori (è meglio prendere due buoni da 50 euro che uno da 100). [...] Read more...
10 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costCercare il giusto alloggio che permette di massimizzare il rapporto qualità prezzo è la sfida di ogni viaggio. È facile spendere poco e dormire in una topaia! Il vero obiettivo è trovare luoghi decenti e carini, senza spendere un patrimonio. Potevamo evitare di dire la nostra anche sul prenotare alloggi? Ovviamente no! Quindi ecco qui una lista di consigli e di cose da tenere a mente mentre prenotate il pernottamento per il vostro prossimo viaggio. Ovviamente la flessibilità è l’ingrediente che vi permetterà di risparmiare più di ogni cosa, ma se non vi è possibile essere flessibili, non temete, possiamo trovare lo stesso qualche tecnica di risparmio! Quali siti usare I motori di ricerca per alloggi sono numerosi, tutto dipende da cosa cercate e da quali sono le vostre preferenze! Per alberghi (ma anche case e ostelli e bnb) Booking è il mio sito preferito. Trovare quello che si cerca è semplicissimo, infatti si possono filtrare le fasce di prezzo e le zone della città in cui si vuole pernottare.  Inoltre è spesso possibile prenotare un alloggio con cancellazione gratuita: in tal caso ricontrollate i prezzi degli alberghi prima della partenza, e se ne trovate uno più conveniente, prenotatelo per poi cancellare gratuitamente l’altro.  Booking è molto comodo se iniziate a usarlo con regolarità, perché più prenotazioni si fanno, più sconti si ottengono sul proprio account, e avere il 10% o 15% di sconto su una struttura non è affatto male! Se soggiornate in Italia, dopo aver scelto la struttura online (su Booking o su qualsiasi altro motore di ricerca), chiamatela e chiedete i prezzi al telefono: spesso capita che siano più bassi! Per prendere in affitto un appartamento per qualche giorno, Airbnb è il sito che fa per voi.  A disposizione troverete sia intere case, sia stanze private all’interno di abitazioni con luoghi comuni condivisi, sia divani letto all’interno di un salotto abitato da altre persone (quest’ultima è una soluzione un po’ hardcore, ma filtrando le ricerche può essere evitata facilmente). La bellezza di Airbnb è che si tratta di abitazioni vere e proprie, quindi i prezzi sono sempre più contenuti di quelli degli alberghi! Vi potrà capitare di prenotare un appartamento tutto per voi e di ritrovarvi in una casa che solitamente è abitata dai proprietari di casa e non viene esclusivamente adibita per l’affitto. Ora, per me non è mai stato un problema, ma ovviamente fateci caso in fase di prenotazione! Guardare sempre le recensioni e recensire Quanto sono importanti le recensioni? Infinito! E quanto spesso vengono ignorate? Tantissime volte. Io stessa ho sottovalutato le recensioni nella scelta di un alloggio, e mai errore fu più fatale. Leggetele sempre e leggetele bene: come è il bagno? Il posto è pulito? Sono precisi nella comunicazione di conferma della prenotazione? L’appartamento affaccia su una strada rumorosa? O magari è sopra a una discoteca? Inutile dirvi che me ne sono capitate di tutti i colori, soprattutto con gli ostelli e gli appartamenti. Che poi sono la stragrande maggioranza delle mie prenotazioni visto che i viaggi low-cost sono da sempre un mio must! Attualmente quello che controllo sempre è il voto sulla pulizia: mai sotto l’8 su 10 oppure sotto le 4 stelle su 5!  Importantissimo leggere, ma importantissimo anche lasciare delle recensioni! Solo così potrete aiutare i futuri viaggiatori a evitare i vostri errori e potrete segnalare dei problemi che effettivamente avete riscontrato in una struttura. Gli sconti Booking ci aveva abituati benissimo fino a ottobre 2019 con il fantastico piano “presenta un amico” che permetteva di ottenere 15 euro (o il 10%) di rimborso per una prenotazione fatta utilizzando il codice di un amico, che a sua volta guadagnava 15 euro. In pratica 30 euro rientravano comodamente nelle tasche di una coppia (o un gruppo) che prenotava una struttura tramite Booking: uno sconto non trascurabile, soprattutto su piccole spese! Purtroppo al momento Booking ha sospeso questo splendido piano di sconti. Peccato! Ma non perdiamoci d’animo. Spesso Booking invia una newsletter di sconti e di rimborsi per chi possiede un account, quindi sempre occhio alle email. Airbnb non ha ancora sospeso la sua iniziativa “invita un amico“: chiunque si inscrive ad Airbnb utilizzando il vostro link riceve 25 euro di sconto sulla prima prenotazione e ottiene altri 9 euro come credito da utilizzare in una prenotazione futura. Inoltre chi ha condiviso il link al proprio amico ottiene fino a 23 euro di credito sul sito! Quindi tenete in considerazione questa possibilità per utilizzare sconti e accumulare crediti quando prenotate su Airbnb: creare nuovi account ad hoc per ottenere lo sconto è lecito! Se utilizzate altri motori di ricerca per gli alloggi, controllate sempre se esistono link per invitare amici, cugini, parenti, compari e nipoti: potreste ottenere sconti interessanti o guadagnare crediti da spendere sul sito! Contattateci se conoscete sconti di cui noi siamo all’oscuro! Le opzioni più economiche Ma attenzione, attenzione, non dimentichiamoci degli ostelli, il mio primo grande amore! Gli ostelli sono spesso sottovalutati o mal considerati: certo, dormire in camerata da 10, 20 o 60 persone non è il massimo ma quando si è giovincelli è un’ottima soluzione che permette di viaggiare con pochissimi soldi. Negli ostelli si trovano anche camere private perfette per un viaggio di coppia, o camerate modeste (da 4 o 6 persone) che sono perfette per dei gruppi di amici in viaggio insieme! Spesso anche i bagni privati sono prenotabili, quindi le opzioni sono davvero tantissime. Non immaginatevi quindi solo camerate giganti e sporchissimi bagni comuni: spessissimo mi sono capitati degli ostelli fantastici, pulitissimi, super funzionali, che davvero, non avevano nulla da invidiare agli alberghi! Quindi sempre occhio alle recensioni e lasciatevi trasportare dall’avventura in ostello. Gli ostelli si trovano su Booking, ma il sito di riferimento che ho usato di più è Hostelworld senza ombra di dubbio. Filtrando le opzioni è possibile trovare camere private o camerate da un numero preciso di persone a prezzi davvero vantaggiosi.  Un’altra opzione davvero interessante, soprattutto se siete viaggiatori solitari, è il Couchsurfing. Come funziona? Semplicissimo: ci si iscrive al sito e si cerca un divano (magari divano letto) disponibile su cui dormire nella vostra destinazione! Quindi sì, in poche parole si dorme a casa della gente gratuitamente. Lo spirito è quello di essere ospiti di una persona locale, farsi consigliare come muoversi all’interno della città, cosa e dove mangiare, e cose così. Insomma, un’esperienza diversa da quella dell’albergo, che vi permetterà di essere davvero a contatto con la cultura del luogo che state visitando. Ovviamente anche questo sistema è basato sulle recensioni dei precedenti couchserfer, quindi non si corrono rischi! Albergo stile casa coloniale a Merida, Messico Futon nel ryokan di Hakone, Giappone Casetta a forma di botte nelle Ebridi Esterne, Scozia [...] Read more...