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12 Gennaio 2023Cosa e dove mangiare / ItaliaPalermo è la meta perfetta per un weekend all’insegna di cibo siciliano, storia e mare, il tris perfetto che caratterizza a pieno quasi tutte le città della Trinacria. In questo articolo troverete qualche informazione, abbastanza sintetica ed essenziale, su come girare la città e su cosa vedere in 2 giorni, ma soprattutto troverete consigli (che ci hanno dato amici palermitani) su cosa e dove mangiare a Palermo. Siete pronti per una maratona di cibo all’insegna delle bontà sicule? Se sì, questo è l’articolo che fa per voi! Come Muoversi Tra le città siciliane, sicuramente Palermo (insieme a Catania) è quella che più facilmente si presta ad una visita di pochi giorni fatta durante il weekend, perché ben connessa al resto d’Italia e d’Europa con il suo aeroporto. Raggiungere Palermo in aereo è un gioco da ragazzi: l’aeroporto di Punta Raisi dista poco più di 30km dal centro di Palermo a cui è ben connesso con un treno che in 50 minuti e con 5,90€ vi porta a Palermo Centrale (con varie fermate intermedie, tra cui Palermo Palazzo Reale).Spostarsi dentro Palermo invece è molto semplice perché il centro della città si gira comodamente a piedi. Se siete interessati esplorare i dintorni, in un’oretta di autobus si arriva sia alla spiaggia di Mondello che a Monreale. Pane e Panelle all’Antica Focacceria san Francesco Cannolo dell’Antica Dolceria di S.Caterina Granita e brioches da Casa Stagnitta Cibo imperdibile Come ogni weekend siciliano che si rispetti, anche il nostro è stato all’insegna del cibo: una maratona di 48 ore in cui abbiamo assolutamente dovuto mangiare la qualunque. Devo dire che ci siamo molto impegnati (che squadra!) e non siamo minimamente rimasti delusi dall’offerta di Palermo, che ci ha aiutati a guadagnare un paio di chili in un paio di giorni. Iniziamo con lo street food: sicuramente i tre famosissimi mercati che si trovano nel cuore di Palermo sono i padroni indiscussi del cibo da strada. Il mercato del Capo, Vucciria e Ballarò oltre ai classici banchi di frutta e verdura, sono costellati di banchetti e di piccoli locali che offrono, a chiunque capiti sotto tiro, pesce fresco, pane e panelle, panzanelle, caponate, sfincioni e tanto altro. Se invece avete voglia di sedervi in un luogo meno caotico ma altrettanto movimentato, vi consigliamo l’Antica focacceria San Francesco e Franco U’ Vastiddaru, dove potete provare anche il famoso pani câ meusa (ovvero il panino con la milza). Ovviamente non mancano mai le arancine (a Palermo le chiamano così), figuriamoci! Per una cena a base di cibo palermitano ogni osteria ha la sua buona dose di caponata, pasta alla norma e pasta alle sarde! Noi ci siamo trovati molto bene all’Osteria Mangia e Bevi, ma anche la Trattoria Ferro di Cavallo è molto quotata. Se avete voglia di un mix siculo etnico, allora MoltiVolti è il locale che fa per voi! Si tratta di un’impresa sociale che si occupa di ristorazione (con un buonissimo menù che unisce i sapori siciliani a quelli mediorientali ed africani), ha uno spazio di coworking e un’associazione no-profit. Passiamo al mio capitolo preferito: i dolci! Ovviamente la Sicilia non ha bisogno di presentazioni tra granite con brioches, cannoli, cassate, iris, e chi più ne ha più ne metta. Ma dove mangiare cosa? Dopo aver degustato varie granite possiamo dire che abbiamo molto apprezzato quella di Casa Stagnitta, rigorosamente con brioches. Sapete quale è la challenge per i non siciliani? Essere abbastanza bravi da finire brioches e granita nello stesso identico momento. Io non ci riesco mai!Per quanto riguarda la pasticceria invece, abbiamo adorato l’Antica Dolceria di Santa Caterina collocata nel chiostro dell’omonima chiesa. Mangiare un cannolo o una cassata infornata in un chiostro pieno di fiori ed alberelli, davanti ad una fontana, mentre si fa pausa dal caldo della città è qualcosa di incredibile. E i dolci sono pazzeschi: quei cannoli hanno conquistato il mio cuore! San Giovanni degli Eremiti Cattedrale di Palermo Chiesa di San Cataldo Cosa vedere Gironzolare per Palermo un weekend è veramente piacevole, e due giorni sono il giusto compromesso tra delle belle passeggiate nei quartieri centrali e la visita delle chiese e dei palazzi più celebri. Oltre al giro del centro storico della città, in un tour di Palermo non possono sicuramente mancare: la visita della Cattedrale di Palermo e del suo tetto (al prezzo di 8 euro), che vi condurrà su una passerella proprio accanto alla cupola e vi permetterà di godere di una bellissima vista su tutta la città. Nel centro storico entrate dentro alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, proprio accanto all chiesa di San Cataldo, per vedere i mosaici che ricoprono le volte delle navate; per dei mosaici ancora più suggestivi, visitate la Cappella Palatina situata dentro al Palazzo dei Normanni (qui le informazioni e prezzi dei biglietti). Un altro luogo imperdibile è il chiostro della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (il biglietto d’ingresso costa 6 euro), veramente suggestivo! Passeggiate fino al lungo mare per vedere il grande ficus dentro al Giardino Garibaldi ed il murales dedicato a Falcone e Borsellino. Negozietti adorabili Palermo ha un animo artigiano, ed il quartiere Kalsa ne è la prova! Infatti è pieno zeppo di botteghe ed atelier di artisti ed artigiani che fabbricano vendono i loro prodotti. Il negozietto che ci ha più incuriosito tanto da diventare il preferito del weekend è stata la mini libreria di illustrazioni Ideestorte in vicolo Paternostro, una via piena di negozi molto belli! Piccola curiosità: tantissime botteghe fanno parte di ALAB associazione liberi artigiani-artisti Balarm (che è l’antico nome di Palermo!) Il nostro piccolo tour di 2 giorni a Palermo è finito! Se volete saperne di più su tutti i nostri articoli che riguardano viaggi in Italia seguite questo link. Santa Maria dell’Ammiraglio Cattedrale di Palermo Chiostro di santa Caterina Vucciria Caponata all’Osteria Mangia e Bevi Arancine palermitane Murales Falcone e Borsellino [...] Read more...
13 Luglio 2022ItaliaIncredibile ma vero, in Campania non c’è solo la Costiera Amalfitana! Uno dei luoghi che abbiamo riscoperto negli ultimi anni è il Cilento. Si trova nel sud della regione, in provincia di Salerno, ed offre degli itinerari sicuramente ricchi di mare e di calette bellissime. Ma la sua forza è anche nell’entroterra, con i sentieri, le oasi del WWF e le cascatelle naturali del Parco Nazionale del Cilento, oltre ai suoi numerosissimi paesini in cui lascerete il cuore. Non ci aspettavamo minimamente una zona così variegata e così ricca di paesaggi meravigliosi: ne siamo rimasti davvero stupiti! State programmando un giro cilentano? Fantastico! Vi attende una vacanza piena di luoghi meravigliosi ma soprattutto piena di buon cibo in questa zona incredibile della Campania! In questo articolo troverete i punti che abbiamo visitato la scorsa estate in una settimana all’insegna del relax, del mare e delle mozzarelle di bufala. Come muoversi Girare questa zona della Campania, raggiungere paesini sulla cima delle rocche e spiagge isolate da tutto e tutti, è una missione molto più semplice se avete una macchina. Ovviamente un’opzione è quella di arrivare in treno fino a Salerno o Battipaglia e da lì affittare una macchina!Se amate l’avventura, ci rimangono i mezzi pubblici, ma sappiate che muoversi con i mezzi in questa zona è tutt’altro che semplice, ma fattibile. La linea Cilentobus collega tutti i vari paesini più importanti, e qui potete trovare ulteriori consigli per affrontare il Cilento senza macchina. Gole del calore Baia degli Infreschi Oasi del WWF di Morigerati Cilento del nord La zona più a nord del Cilento parte con Paestum con il suo bellissimo parco archeologico (qui orari di apertura e prezzi), che raggiunge il suo massimo splendore e delle temperature più umane all’ora del tramonto. Se raggiungete il Cilento da nord, non mancate Battipaglia, una cittadina trascurabile se non fosse per i suoi caseifici e per la famosissima (e buonissima) zizzona di Battipaglia. Proseguendo in questa zona, abbiamo Agropoli, un paesino meraviglioso con un centro storico medievale con tanto di castello, davvero piacevole da visitare. La spiaggia più bella della zona di Agropoli è la baia di Trentova, un’insenatura di acqua cristallina accanto ad un promontorio che si raggiunge in 15 minuti di macchina dalla città. Il secondo paesino top della zona è senza dubbio Castellabate, celebre per essere stato l’ambientazione del film “Benvenuti al Sud”. Dopo esservi goduti la vista stupenda sul mare e su tutta la costa del Cilento che offre Castellabate, perdetevi nei vicoli del borgo, per immergervi totalmente nell’atmosfera locale. Devo dire che è davvero adorabile! Un luogo un po’ fuori dalle solite rotte cilentane, che merita sicuramente una visita, sono le Gole del Calore, situate nel cuore del parco nazionale del Cilento. Si tratta delle gole tracciate nella roccia dal fiume Calore, un paesaggio inaspettato e sorprendente! In questa zona è sia possibile percorrere una camminata nel bosco che costeggia la gola, con questo sentiero, sia praticare varie attività come canottaggio o rafting nell’acqua verde smeraldo. Un consiglio da mettere assolutamente in pratica in questa zona del Cilento è quello di fermarsi nei caseifici a fare qualche degustazioni di formaggi e latticini locali, o semplicemente ad acquistare qualche mozzarella di bufala, un barattolino di melanzane sottaceto e del pane, per un pranzo al sacco super autoctono! Capelli di venere Cala Bianca Maratea Cilento del sud Nella zona sud del Cilento abbiamo le famosissime Marina di Camerota e Palinuro, cittadine stupende della zona, anche se faticose da attraversare perché piene di gente e poco parcheggio a disposizione. A Palinuro la spiaggia della Marinella ha conquistato il nostro cuore, davvero bella, circondata da scogliere, e facile da raggiungere. Due spiagge veramente incredibili in zona Marina di Camerota sono Cala Bianca e Baia degli Infreschi, che però come contro hanno quello di essere raggiungibili in barca (dal porto di Palinuro partono infiniti tour via mare che permettono di farsi il bagno in tutte le zone più famose) oppure via terra con una strada non asfaltata particolarmente lunga! Quindi è mooolto importante considerare la macchina che si ha a disposizione se volete raggiungere via terra queste zone. Una volta giunti sulla cima del promontorio che vi porterà con una stradina sulla sinistra a Baia degli Infreschi e con una stradina sulla destra a Cala Bianca, vi troverete alla bellissima Azienda Agricola Oasi Infreschi, immersa tra gli alberi, un ristoro perfetto per un pranzo veloce o per una merenda! Spostandosi verso l’entroterra i due luoghi speciali che ci hanno davvero conquistati sono in primis l’Oasi del WWF di Morigerati, un percorso che conduce nelle grotte del Bussento, lungo un ruscello immerso nella vegetazione che scorre tra le rocce, fino a delle sorgenti balneabili di acqua freschissima. Una gita che consigliamo a tutti! L’altro luogo che merita una visita sono le cascate di Capelli di Venere, una cascatella immersa nella natura, dall’aria veramente magica. Subito fuori dall’Oasi del WWF di Morigerati c’è il ristorante che più abbiamo amato durante questo viaggio: in Campania ovviamente si mangia in maniera divina ovunque, ma l’Osteria dei Compari ci ha davvero rapito il cuore. Pasta fatta in casa, pizze buonissime, antipasti misti da far invidia a chiunque e due gestori adorabili…ve l’ho detto che ci abbiamo lasciato il cuore! Un posto super consigliato! Per una gita fuori rotta, visto che non è lontanissima, vi consigliamo Maratea! Il paesino arroccato è adorabile e la spiaggia è molto bella. Per cenare andate a La Cambusa, un ristorante a gestione familiare davvero eccellente! Frisella pomodori e melanzane sott’olio Caciocavalli Oasi del WWF di Morigerati Azienda agricola Oasi Infreschi Cala Bianca Tramonti cilentani [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaCapita che a volte si organizzi un viaggio non perché particolarmente attratti dalla meta ma più dai voli economici. Questo è quello che è successo a noi quando abbiamo programmato questo itinerario tra Bordeaux e Tolosa nella Francia sud occidentale. Siamo partiti senza tante pretese o aspettative, e ci siamo follemente innamorati! Sarà stato il perfetto clima o i bellissimi appartamenti super centrali dove alloggiavamo, ma le vibes che ci hanno trasmesso Bordeaux e Tolosa ci fanno sognare l’idea di poter vivere lì un giorno!  Come muoversi Come la maggior parte degli itinerari “Chilmetro497 approved” anche questo viaggio si può fare comodamente con i mezzi pubblici. Per muoversi da e per gli aereoporti di Bordeaux e Tolosa abbiamo optato per le linee di bus e tram della città. Linea 1 per Bordeaux e Tram 2 per Tolosa a soli 1.70€ a tratta molto più economiche che le navette degli aereoporti (circa 8€). In entrambe le città, ci siamo solitamente mossi a piedi e quando dovevamo coprire grandi distanze salivamo su mezzo pubblico. A Bordeaux i biglietti dell’autobus si comprano direttamente dall’autista (con cash o carta), mentre i biglietti del tram si possono acquistare alle macchinette automatiche presenti in ogni fermata. A Tolosa, invece, abbiamo installato l’app Tisseo (disponibile sia per Android che iOS) per comprare i biglietti di bus, tram e metro a soli 1.70€ ogni volta che ci servivano.  Per raggiungere le varie tappe dell’itinerario ci siamo solitamente spostati in treno, comprando i biglietti direttamente in stazione o sul sito di Trainline. Vista laterale su place de la Bourse Place du Parlement Place de la Bourse Bordeaux Bordeaux è bellissima! Perché nessuno ce l’aveva detto prima? Dobbiamo assolutamente spargere questa notizia! Bordeaux è un susseguirsi di piazze maestose, piazzette nascoste, vicoli, fontane appariscenti, giardini, alberi, tram, persone in bici, e tavolini da apèro. Noi abbiamo alloggiato in pieno centro storico, tra Place Gambetta e la Cattedrale: assolutamente raccomandato! Il piacere di uscire di casa ed essere subito immersi nelle brulicanti vie pedonali del centro non ha prezzo!  Come sempre vi consigliamo di vagabondare per la città a piedi e di perdervi attraverso i tanti vicoli di Bordeaux uno più affascinante dell’altro. Per avere un’idea di quali siano i principali monumenti da non perdere, vi suggeriamo di dare un’occhiata alla mappa turistica disponibile su questo sito. I luoghi da non perdere segnati sulla mappa vi rimarranno nel cuore! La bellezza di Place de la Bourse ed del suo specchio d’acqua gigante che ho immortalato in centinaia di foto tutte uguali e tutte bellissime. La maestosità di Place de la Comedie e del suo immenso Grande Theatre. La particolarità del Grosse Cloche e di Porte Cailhau, due portali medievali, oggi circondati da una marea di bar e locali per l’aperitivo. Il fascino di Place du Parlement che è stata sfondo di molte nostre cene. La vivacità del lungo fiume meta perfetta per un picnic al tramonto. Per qualche consiglio su dove mangiare a Bordeaux, date un’occhiata in fondo all’articolo.  Saint Émilion dai vigneti Vicoli Saint Émilion Botti nello chateau Celene Saint-Émilion Se parliamo di Bordeaux non possiamo non citare il vino! Questa regione infatti ospita i vigneti tra i più pregiati di Francia, e quindi è obbligatorio dedicare almeno un giorno interamente al vino. Ci siamo quindi recati a Saint Émilion, un piccolo paesino circondato dai vigneti e facilmente raggiungibile con il treno da Bordeaux in soli 30 minuti e 8€. Il paese di St Émilion è a 20 minuti a piedi dalla stazione, la passeggiata è molto piacevole perché immersa tra i vigneti. Arrivati in paese sono sicura che rimarrete estasiati dalle sue piazzette e vicoletti! Prendetevi del tempo per attraversare il paese in lungo in largo toccando tutti i viewpoints sparsi per Saint Emilion: dalla piazzetta davanti all’ufficio del turismo, alla torre del re fino ad arrivare all’altezza del chiostro Les Cordeliers. Ma non dimentichiamoci che questa gita è basata sulla degustazione dell’ottimo vino locale. Quindi quali sono i posti migliori che offrono degustazioni di vino e soprattutto che non richiedono l’uso della macchina? Il primo posto che vi consigliamo è direttamente in paese e si chiama Les Cordeliers, è situato in uno stupendo chiostro e produce il Cremant, un vino bianco e frizzante simile allo spumante. Qui potete scegliere di fare un tour di un’ora delle cantine con degustazione a 11€ (prenotabile qui) oppure optare per l’opzione vino+picnic e gustarvi dell’ottimo vino rigorosamente accompagnato da formaggio e baguette. Non è una scelta particolarmente economica, ma abbiamo trovato che fosse un ottimo modo per combinare pranzo e degustazione in una location da favola!  Se siete più interessati all’intera esperienza di vinificazione e volete immergervi nei vigneti, vi consigliamo di uscire dal paese e dirigervi in uno dei tanti chateau. La maggior parte sono più facili da raggiungere in macchina ma alcuni possono essere comodamente raggiunti a piedi, camminando tra i vigneti. Noi abbiamo optato per la camminata e abbiamo prenotato una visita presso lo chateau Celene. La visita è durata un’ora, e ha compreso la spiegazione del processo di vinificazione, la visita delle cantine e infine l’assaggio di 3 dei loro vini (totale 12€ a persona). Personalmente ho davvero apprezzato questo giro! Non solo ho adorato la passeggiata nei vigneti ma ho anche imparato tante cose nuove. Ad esempio lo sapevate che le rose piantate ai bordi dei vigneti non sono di abbellimento ma servono come allarme per segnalare la presenza di un certo insetto, che solitamente attacca prima le rose e poi passa ai vigneti? Davvero affascinante! Scalando la Dune du Pilat Sopra la duna Ancora sopra la duna La Dune du Pilat Passare una giornata sulla Dune du Pilat è un’ottima idea se vi trovate a Bordeaux e volete fare una gita di un giorno. Per raggiungerla con i mezzi pubblici, bisogna come prima cosa prendere un treno direzione Arcachon (50 minuti a 12€). Dalla stazione si prende un autobus (Linea 1) che in 30 minuti vi porterà direttamente fino al parcheggio davanti alla duna. La Dune du Pilat, con i suoi circa 100-115metri di altezza, è la più alta duna di Europa! Sono sicura vi renderete conto della sua imponenza appena arrivati ai piedi della scaletta che porta fino in cima. Ebbene sì, questi 100m metri di altezza si faranno sentire tutti! Arrivati in cima sarete estasiati dal paesaggio che avrete davanti agli occhi. Tre chilometri di duna di sabbia che si allunga tra il mare blu da una parte e la foresta verde dall’altra, uno spettacolo mai visto prima! Ora che avete conquistato la cima di questa montagna di sabbia potete divertirvi ad attraversarla a piedi in lungo e in largo. Se decidete di scendere fino al mare tenete in conto circa una ventina di minuti per riuscire a risalire fino in cima! In alternativa potete rimanere sulla cima e camminare paralleli al mare fino a raggiungere il campeggio all’altro estremo della duna e da lì prendere l’autobus per tornare fino ad Arcachon. Mi raccomando, passare la giornata sulla Duna di Pilat non è equivalente ad andare alla spiaggia! Non ci sono servizi, se non presso il centro informazioni subito dopo il parcheggio. Ciò vuol dire che vi dovrete portare acqua, cibo e soprattutto crema solare e cappellino per proteggervi dal sole! Portoncini tipici di Tolosa Tolosa Lungo Garonna, la Daurade Tolosa Di Tolosa abbiamo già parlato un bel po’ di anni fa in un itinerario che si spingeva verso i Paesi baschi francesi in questo articolo. Da quel viaggio ne è passato di tempo, e Tolosa ha assunto un ruolo molto particolare per noi di Chilometro497, perché abbiamo vissuto lì per poco meno di un anno. Per questo si merita un articolo tutto suo dedicato alle cose belle che si possono fare, vedere, e mangiare a Tolosa.  Come parte di questo itinerario nella Francia Occidentale, ci siamo diretti a Tolosa con un treno diretto da Bordeaux. Il viaggio dura circa 2 ore e mezza e il biglietto può costare intorno ai 20-30€ a seconda dell’orario (vi consigliamo di comprare i biglietti con un paio di giorni di anticipo per trovare prezzi migliori). Abbiamo passato un paio di giorni interi a Tolosa e se li merita senz’altro tutti! Consigliamo vivamente di fare una prima esplorazione della città con un walking tour. In particolare vi suggeriamo il Tour di Harry che ci ha intrattenuto per quasi 3 ore raccontandoci divertenti aneddoti storici e guidandoci attraverso i monumenti più importanti della città ed anche quelli meno conosciuti!  Per il resto, abbiamo cercato il più possibile di goderci la magica atmosfera tolosana. Se volete assaporare la bellezza di Tolosa, dei suoi vicoletti di edifici in mattoni rosa ed imposte pastello, dei suoi tramonti da ammirare durante un aperitivo sul lungo Garonna, del quartiere di Saint Cyprien luogo perfetto dove alloggiare, dei suoi negozietti unici e speciali, allora date un occhio a questo articolo.  Canele Vistai place du Parlemente dal ristorante Autre Petit Bois Ristorante libanese Cosa mangiare Le specialità culinarie francesi non hanno certo bisogno di un’introduzione! A partire dalla colazione, passando per pranzo, aperitivo e cena, ogni giorno ci siamo viziati con le più deliziose specialità locali!  Ogni giornata cominciava rigorosamente nella boulangerie più vicina dove compravamo due chocolatine (mi raccomando, in questa zona della Francia, gli iconici pan au chocolate vengono chiamati chocolatine mentre i pan au chocolate sono delle sorte di pan goccioli – letteralmente pane e cioccolata) e una baguette per il pranzo. Pranzo che per l’appunto era composto principalmente da baguette e il formaggio che più ci aveva attirato al mercato o negozio vicino casa. Come dolce, ci coccolavamo con un paio di caneles, un dolce tipico di Bordeaux con un interno morbido e a tratti gommoso, ricoperto da una crosticina al caramello croccante. Solitamente noi li compravamo da La Toque Cuivrée una delle due pasticcerie di Bordeaux, quella con i prezzi più accessibili, che vende un caneles grande a 0,70€. Nel pomeriggio, intorno alle sei, cercavamo un posto per un apèro. A Bordeaux, come anche a Tolosa, c’è veramente l’imbarazzo della scelta, ogni piazzetta offre un’ampia scelta di locali dove bere una buona birra o un bicchiere di vino in molti casi accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi e alcune tapas. Se proprio dovessimo scegliere un posto da consigliarvi per un aperitivo a Bordeaux abbiamo Le Saint Georges in Place Camille Julians principalmente attratti dalla buona selezione di tapas e drinks, mentre a Tolosa abbiamo scelto le Bar Basque per il suo carinissimo beer garden.  Se siete indecisi su quale bar scegliere e volete gustarvi un momento di pausa magari con una bella vista senza spendere troppo vi consigliamo allora di prepararvi un piccolo apèro fai-da-te (con qualche birra, pane e un po’ di formaggio) e sedervi in giro per la città. Sia a Bordeuax che a Tolosa, le zone del lungo fiume sono letteralmente assaltati da gruppi di persone che si godono il più semplice di tutti gli apèro! Infine per cena optavamo ancora una volta per qualcosa di tipico e solitamente finivamo per prenderci una crepes. A Bordeaux consigliamo Suzette Creperie Urbaine, o Nom d’Une Crêpe, mentre per cenare a Tolosa, qui potete trovare alcuni dei nostri posti preferiti in cui mangiare. Scegliendo ancora piatti tipici francesi abbiamo provato le cassoulet (una specialità di carne o formaggio cotta in un padellino di terracotta) nel ristorante L’Autre Petit Bois in Place du Parlement a Bordeaux che ci ha convinto per la sua location centrale, i prezzi non esagerati e gli interni molto originali. Un menù simile l’abbiamo trovato anche a La Gouaille nel centro di Tolosa che propone di mangiare un antipasto e un piatto principale a poco più di 16€.  Se invece siete stufi di mangiare sempre il solito formaggio, vi suggeriamo di dedicare una serata ai ristoranti etnici: senza ombra di dubbio vi consigliamo di fermarvi da Les Milles et una Nuits a Bordeaux, uno dei migliori ristoranti Libanesi in cui sia mai stata! Lungo Garonna di Bordeaux Grande theatre a Place de la Comedie, Bordeaux Tolosa Vigneti vicino Bordeaux La Dome vista da Saint Cyprien [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaTolosa è una città del cuore. Il destino ha voluto che, nella vita un po’ strana e nomade che conduco negli ultimi anni, io abbia trascorso 8 mesi a Tolosa, da ottobre 2020 a maggio 2021. Nel bel mezzo di una pandemia, dopo un faticoso lockdown passato nelle Midlands inglesi e dopo un trasloco fatto in treno da Leicester a Tolosa, sono approdata in Occitania. Tolosa è diventata la mia casa per un periodo di tempo non troppo lungo, ma abbastanza per mostrarti i pro e i contro di una città. Vivere in Francia senza conoscere per bene il francese e dovendo affrontare la burocrazia locale, non è mai una passeggiata, ma il resto è stato solo amore!In questo articolo non troverete una guida della città. Abbiamo già detto abbastanza in merito sia in questo articolo su un itinerario da Tolosa ai Paesi baschi francesi, sia in questo articolo che include sia Bordeaux che Tolosa. Qui raccogliamo solo le cose belle di Tolosa, quelle che ci hanno fatto trascorrere degli indimenticabili 8 mesi di vita tolosana, nonostante ci fosse il coprifuoco alle 18. Insomma, vi aspetta una lista non troppo ordinata di chicchette che adoro, che ho raccolto gironzolando per la Ville Rose insieme a persone che abitano in questa città da anni! Saint Cyprien Iniziamo con il quartiere top di Tolosa, il luogo in cui è perfetto vivere, alloggiare durante un viaggio, uscire la sera, pranzare velocemente e fare l’apèro. Siamo a Saint Cyprien signori e signore, il quartiere che si estende sulla sponda ovest della Garonna, proprio di fronte al centro città a cui è connesso attraverso Pont Neuf e Pont Saint-Pierre. Saint Cyprien è uno scorcio di Francia che non si può non amare, a partire dal mercato coperto (Marché Couvert) della piazza principale che di mattina vende frutta verdura e formaggi e di mercoledì pomeriggio si trasforma in un mercatino di libri e vinili usati. Passando per il bar Le Ravelin nell’omonima piazzetta di casine colorate dalle imposte pastello, perfetto per prendere qualcosa da bere sia all’ora dell’aperitivo, sia dopo cena. Proseguendo con la Crèmerie des Biquettes, un negozietto di formaggi che prepara anche degli ottimi panini, ideali per un bel pranzetto al sacco sotto un albero del Jardin Raymond VI, per poi incamminarsi sulla passerelle Viguerie e passeggiare sul lungo fiume. Non siete ancora convinti che sia la zona giusta per voi? Non vi resta che organizzare un viaggio a Tolosa e vivervi Saint Cyprien per un po’! Tramonto tolosano dalla Daurade Piazzetta del centro storico Pont Neuf Pranzi veloci e dolcetti francesi La pasticceria francese è famosa in tutto il mondo, e questa è cosa nota. Ma la vera domanda è in quale patisserie di Tolosa bisogna assolutamente andare? Risposta semplice, al Pussin Bleu in zona Carmes. Non perdetevi i loro macaron, sono davvero fenomenali! Artigianali, dal prezzo onesto e totalmente diversi dai macaron che avete assaggiato nelle varie famosissime catene che si trovano ovunque. Dopo averne comprata una scatolina dai gusti più variegati, assaporateveli seduti sui gradini della fontana di Place de la Trinité. Per dei pranzetti veloci da mangiare in giro, non posso non citare il chioschetto di cibo vietnamita Le Kiosque che si trova proprio accanto al parco della Grand-Ronde e al Jardin des Plantes. Comprare un Bò Bún da asporto e mangiarlo sul prato, è uno dei picnic più classici da fare nei weekend di sole tolosani. Vi consiglio di prenotare il cibo da asporto in anticipo, perché la fila all’ora di pranzo è sempre notevole! Per dello street-food etnico non potete perdervi il mercato domenicale di Saint Aubin che si snoda proprio intorno all’omonima chiesa. La domenica mattina è obbligatorio passare al mercato per comprare frutta e verdura, e perdersi tra le tante bancarelle di cibo! Dai formaggi agli yogurt di capra, dai falafel alla pita con hummus, non potete evitare qualche acquisto. Casa Ultimo tramonto Spot perfetti per l’Apèro Dovete sapere che a Tolosa (e in generale nella Francia del sud, ma penso anche in quella del nord) l’apèro è una vera e propria istituzione: dalle 5 di pomeriggio in poi è comune trovare gente in giro a fare un aperitivo. Che sia ai tavolini di un bar con un pastisse e qualcosa da mangiare, che sia in un parco o sul lungo fiume con una birretta, del formaggio e una baguette, l’apèro non può mancare! Ma quali sono gli spot tolosani perfetti per l’apèro? Al primo posto abbiamo senza dubbio il lungo Garonna. Scendete a la Daurade, la piazzetta che si trova nella zona del fiume tra Pont Neuf e Pont Saint Pierre, e sedetevi con il vostro apèro-fai-da-te per godervi un sensazionale tramonto sul fiume che, nei mesi più freddi, diventa uno specchio. Davvero spettacolare! Un altro luogo degno di nota è il parco che si trova lungo la sponda opposta del fiume, Prairie des Filtres. Qui c’è la possibilità di organizzare veri e propri picnic all’orario dell’aperitivo, ovviamente sempre accanto alla Garonna, che è sicuramente il punto forte della città! Macaron del Pussin Bleu Mappamondi di (m) La Mucca Libri usati davanti alla libreria Bouquiniste Brocanteur du pont Neuf Negozietti adorabili I vicoletti del centro di Tolosa sono stupendi e vi porteranno in un mondo di negozietti indipendenti dall’aspetto un po’ retrò per i mattoni rossicci che insieme ai colori pastello caratterizzano questa città. Tra le viette che percorrono tutto il centro in tutta la zona che da Capitole si muove verso il lungo Garonna, troverete uno dopo l’altro dei negozi che vi spingeranno a reputare ogni cosa al loro interno come necessaria per la vostra vita! Dai libri usati ai vinili, dagli articoli di cartoleria ai mappamondi, dalle piantine posizionate in adorabili vasetti agli atelier di artisti di ogni tipo, troverete ogni cosa. I miei negozietti preferiti in assoluto, quelli in cui volevo passare ogni giorno, sono due: il primo è un negozio di belle arti, Rugier&Plè, in cui vi consiglio di passare se siete tipi che amano qualsiasi cosa che includa la creatività. Dalla semplice carta decorata e non, ai colori di ogni tipo, alla ceramica, alle tele, alle perline, al decoupage, alla pittura su vetro o su stoffa, questo negozio ha tutto. Non so quanto tempo ho passato incollata sugli scaffali a decidere se era meglio prendere una carta da 250 o 300 grammi per fare un tentativo con gli acquerelli! Il mio secondo negozio del cuore è (m) La Mucca che non saprei definire meglio di “un negozio di cose varie”. Infatti da La Mucca c’è la qualunque: stampe grafiche di città, mappe, mappamondi, oggetti di cartoleria, piccole mongolfiere, utensili strani da cucina, cartoline, piccoli set per costruire simpatici oggettini in legno, mini-ricettari, insomma…di tutto e ti più! Luogo perfetto per fare un regalo (sia a se stessi che ad altri). Io adoro questo genere di posti! E con queste considerazioni abbiamo concluso. Grazie per essere stati con me in questo tour insolito di Tolosa, che spero vi abbia trasmesso un po’ lo spirito della città! Vicoli a Carmes Pont Neuf in autunno Quando la Garonna diventa uno specchio [...] Read more...
10 Giugno 2022Cosa e dove mangiare / MaltaDopo la mini guida di Malta con i mezzi pubblici, eccoci con una guida culinaria dell’isola! Parleremo dei piatti imperdibili ma soprattutto di tutti i ristoranti e localini che ci sono piaciuti di più e che hanno catturato la nostra attenzione durante il viaggio. Quindi, cosa e dove mangiare quando si è a Malta? Tranquilli, ve lo diciamo noi! Vi aspettano primi di pesce, birrette sulla spiaggia al tramonto, una cucina che sente le influenze italiane, greche e nord africane: un vero e proprio mix tutto mediterraneo. Iniziamo il tour culinario di Malta con il nostro tipico pranzo che è stato, quasi sempre, Pastizzi e Qassatat. Si tratta di un pasto estremamente economico (50cent per un Pastizzi, 1€ per un Qassatat), gustoso, comodo, veloce e locale! Sono entrambi delle monoporzioni di “torta salata” (i Maltesi non me ne vorranno a male per questa iper semplificazione). I Pastizzi sono triangoli o rombi di pasta fillo ripiena di ricotta o crema di piselli (o a volte anche di pollo). Il Qassatat è un fagottino di pasta brisée riempito di ricotta o crema di piselli o spinaci (solitamente con una minima aggiunta di tonno o acciuga appena percettibile al gusto). Vengono venduti in piccoli negozi take-away, la Pastizzerie appunto, ma si possono anche trovare servite in alcuni caffè, ad prezzi più elevati. A Valletta consigliamo di provarli nella Pastizzeria Jeff’s o presso il Museum Cafè. Per la cena ci si può davvero sbizzarrire, l’offerta di ristoranti Maltese è molto vasta, soprattutto a Valletta. Non dimentichiamoci che siamo comunque molto vicini all’Italia e quindi non c’è da stupirsi che la pasta sia diventato un piatto tipico anche a Malta, soprattutto condite con pesce locale e appena pescato. La maggior parte dei ristoranti offre diversi piatti di pesce, dopo tutto siamo su un’isola! Marsaxlokk è il paese più consigliato per godersi una specialità di pesce affacciati direttamente nel porticciolo colorato. Il nostro ristorante preferito è Skanu, un piccolo ristorantino un po’ in disparte dalla caotica passeggiata, dove abbiamo mangiato uno squisito piatto di pasta allo scoglio. Consigliamo anche Mr Fitz dove abbiamo diviso una abbondante frittura di pesce. La scelta dei piatti di carne offre il coniglio alla Maltese e i bigoli, degli involtini di carne con dentro altra carne conditi con la salsa. Per un pasto più “leggero” e veloce si può optare per la Ftira, magari accompagnata da una Cisk, la birra locale che troverete servita ovunque a cifre anche inferiori all’acqua in bottiglia. Mi ci è voluto un po’ a capire che ci sono due tipi di Ftira. La Ftira Maltese è praticamente un panino fatto con una porzione del tipico Maltese pane a forma di ciambella, mentre la Ftira Gozitana è un impasto steso cotto in forno, coperto di ingredienti che solitamente includono patate. Insomma, una specie di pizza locale (di nuovo, spero che i Maltesi non me ne vogliano a male per paragonare la loro Ftira a una pizza). Per concludere, o meglio, per iniziare, alcuni degli snack che vengono serviti come antipasto sono: la bigilla, cioè una crema di fagioli, la salsiccia Maltese e un formaggino di capra locale che può essere sia fresco che stagionato. L’offerta dei dolci tipici non ci ha colpito particolarmente, in quanto comprende principalmente le Imqaret, dei quadrotti di pasta frolla riempiti di marmellata di fichi o datteri che possono essere fritti o al forno. Se volete viziarvi con una golosa merenda, consigliamo Cafe Cordina a Valletta, con il suo locale storico e i suoi tavolini in piazza della Repubblica è una meta molto gettonata, e i suoi dolci non vi deluderanno. Ho adorato la loro kassata, che come potete immaginare è l’equivalente della cassata Siciliana (da non confondere con il Qassatat, il fagottino salato di cui abbiamo parlato prima). Ovviamente si può sempre optare per un ottimo gelato! A Bugibba abbiamo mangiato un’ottima cialda da Con Gusto (dopo un’ottima pizza napoletana da Made in Sud!) [...] Read more...
27 Maggio 2022MaltaMalta è il più piccolo stato europeo ma anche quello più densamente popolato. È grande all’incirca quanto l’isola d’Elba, ha una sua lingua, una sua cucina e tanta storia! Se state cercando uno stato facilmente visitabile in una settimana che offra una varietà di attrazioni, Malta fa proprio al caso vostro! Questo itinerario copre le principali mete turistiche maltesi usando esclusivamente i mezzi pubblici.Noi abbiamo scelto di andare a Malta per le vacanze di Pasqua in Aprile e, a nostro avviso, la primavera è il momento migliore per visitare quest’isola. Certo, il meteo in questo periodo di bassa stagione è ancora molto variabile, ma siamo riusciti lo stesso a trascorrere interi pomeriggi al mare sdraiati in spiaggia a goderci un caldo sole che ci riscaldava le facce! Il grandissimo pregio della bassa stagione è quello di poter godere di prezzi più bassi, temperature non soffocanti e soprattutto meno gente. L’estate infatti Malta viene letteralmente prese d’assalto, quindi viaggiare in periodi meno affollati è abbastanza importante. Per di più le strade sono poche, quindi il rischio è quello di passare la vacanza in coda e di non trovare posto per l’asciugamano in spiaggia o nei ristoranti per cena. Ecco perché pensiamo che visitare Malta nei mesi subito prima o dopo il periodo estivo sia la scelta migliore! Come muoversi Nel caso ancora non fosse chiaro, Malta è piccola! Quindi, perfetta per essere girata in autobus. La rete di autobus copre senza problemi tutte le città, spiagge e mete più famose. Gli orari sono molto frequenti e cominciano la mattina presto e finiscono la sera tardi (per esempio non abbiamo avuto nessun problema a prendere un autobus alle 6 del mattino per andare in aeroporto). Il biglietto costa solo 1.50€, è valido per 2 ore e si può comprare comodamente sull’autobus con contanti o carta; si può risparmiare ulteriormente comprando tessere settimanali o il carnet da 12 biglietti a 15€ che può essere condivisi da più persone. Come altro punto a favore dell’uso degli autobus c’è il fatto che a Malta si guida a sinistra (tra le tante cose ereditate dagli inglesi durante il loro lungo periodo di conquista) il che potrebbe rappresentare un’ulteriore difficoltà per chi viene dall’Europa continentale. Insomma, a questo punto penso di avervi convinto che Malta si può visitare comodamente con i mezzi pubblici! E ciò che non può essere raggiunto in autobus può sempre essere fatto con Ecabs, l’Uber locale, con tanto di sconto sulla prima corsa. Vicoli di Vittoriosa Cattedrale di St Jhon, interno Vicoli di Valletta Valletta e le Tre città Iniziamo il nostro itinerario di una settimana da Valletta, città in cui consigliamo di alloggiare. Per visitare Valletta e le Tre Città (Vittoriosa, Cospicua e Senglea), due giorni sono più che sufficienti! Il nostro consiglio è di unirsi ad un tour guidato della città di Valletta (circa 15€ per 2 ore di giro o potete optare per un free walking tour in cui decidete voi quanto dare alla guida) per avere subito un’idea di chi siano i Cavalieri di Malta (o Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni), come sia nata Valletta e quale sia la sua storia. Scoprirete che Valletta è più moderna di quanto pensiate, e così fortificata che sarebbe potuta resistere anni ad un assedio. Pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale è stata recentemente ricostruita grazie ai fondi Europei. Il tour di Valletta comincia giustamente dal portone di ingresso, recentemente abbattuto e sostituito da una versione alquanto moderna da Renzo Piano (sembra che i Maltesi non l’abbiano presa bene). Appena entrati in Valletta, sulla destra, si trova il Parlamento anch’esso opera di Renzo Piano. Malta non avrà molto da offrire in quanto a risorse naturali, ma di sicuro ha pietra calcarea in abbondanza che vedrete usata per quasi tutti gli edifici di Valletta, particolarmente belli con la luce del tramonto. Passato il Parlamento si dà una sbirciata al vecchio Teatro dell’Opera ora tenuto come teatro all’aperto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dietro al Parlamento si trova l’Auberge di Castille ora diventato il palazzo ospitante gli uffici del Primo Ministro. “Auberge” indica l’edificio dove soggiornavano tutti i Cavalieri di Malta di appartenenti ad una stessa lingua in questo caso quella Castigliana, e in giro per Valletta troverete le “auberge” delle altre principali lingue parlate dall’Ordine, come ad esempio l’Auberge d’Italie che ora ospita il Museo di Arte Nazionale. Si continua poi per gli Upper Barrakka Gardens uno degli unici due giardini che troverete in tutto a Valletta, in quanto acqua e spazio erano un bene più che di lusso per una città fortificata. Fate un salto anche nei Lower Barrakka Gardens che sono un po’ meno gettonati da turisti e quindi un po’ più riservati e si affacciano sulla Siege Bell in memoria dei morti della Seconda Guerra Mondiale. Entrambi questi giardini sono una piccola gemma e offrono una bellissima vista sul porto e sulle Tre Città. Affacciandosi dagli Upper Barrakka Gardens, si vedono le Saluting Battery ovvero i cannoni da cui vengono sparate le cannonate (a salve) alle 12 e 16 di ogni giorno, un tempo per salutare le navi in porto, ora quasi più per scandire la giornata ai Maltesi. Dai giardini si prosegue lungo Merchant Street, una delle due vie principali di Valletta insieme a Republic Street. Circa a metà di Republic Street fermatevi al Palazzo del Gran Maestro, oggi diventato il Palazzo del Governo Maltese, e nella vicina Republic Square, dove troverete la biblioteca, la Statua di Queen Victoria alquanto fuori luogo dato il nome della piazza. Buttatevi poi in uno dei tanti vicoli che attraversano queste vie perpendicolarmente: sono queste a mio parere le viette più caratteristiche ma anche quelle più ripide di tutta Valletta! Qui è dove troverete una grandissima varietà di locali per prendervi un aperitivo circondati dai bellissimi balconi in legno colorati in classico stile Maltese. Spero che vi rimanga ancora un po’ di tempo per visitare la co-cattedrale di St John (15€ con audio guida gratuita). La coda per accedere alla cattedrale è sempre abbastanza lunga (almeno mezz’ora) e purtroppo non si puo’ evitare neanche prenotando i biglietti online. Se l’esterno della cattedrale risulta abbastanza spoglio, l’interno vi sorprenderà con i suoi ricchi decori. Lo sapevate che anche Caravaggio aveva fatto parte dei Cavaglieri di Malta? Onestamente questo dettaglio mi mancava! Nella cattedrale sono conservati due suoi dipinti insieme ad un breve filmato che racconta come si sono evoluti i rapporti tra Caravaggio e l’Ordine. Se il mare lo permette, potete accedere alle Tre Città con un traghetto (1.50€ a tratta o 2.80€ andata e ritorno) che parte letteralmente sotto i giardini alti. Ci sono anche delle piccole “gondole” che percorrono la stessa tratta (2€ a tratta). In alternativa, potete sempre ricorrere agli autobus, come purtroppo abbiamo dovuto fare noi dato che il mare è stato mosso per tutti i giorni che siamo stati a Valletta. Vittoriosa è sicuramente la più carina delle Tre Città nonché la più famosa in quanto fu la città originaria dove si insediarono i Cavalieri di Malta appena arrivati sull’isola, chiamata appunto “Vittoriosa” in quanto riuscì a sopravvivere al Grande Assedio di Malta da parte degli ottomani. Ho adorato camminare per i vicoli del centro storico, decisamente meno affollati e gettonati degli equivalenti a Valletta. Il giro di Vittoriosa ci ha poi portarti al porto dove abbiamo camminato intorno al forte e da lì poi abbiamo circumnavigato tutto il porto a piedi attraversando Cospicua, e concludendo il nostro giro a Senglea. Marsaxlokk Blue Grotto St Peter’s Pool La zona sud Marsaxlokk è una meta imperdibile se vi trovate a Malta, è un piccolo paese di pescatori che ha mantenuto ancora un’atmosfera tradizionale e non è stato deturpato da giganti alberghi e resort (come purtroppo è accaduto nella zona nord dell’isola). La domanda importante è capire in quale giorno è meglio visitare Marsaxlokk? Tutti vi diranno di visitarla la domenica quando c’è il mercato, mentre il nostro suggerimento è di evitare a tutti i costi di visitarla la domenica appunto perché c’è il mercato! Il mercato della domenica ha un paio di banchi di pesce ma per il resto è un normalissimo mercato che vende vestiti e casalinghi come se ne trovano ovunque in Italia. Il mercato richiama turisti da tutta l’isola rendendo impossibile praticamente camminare in passeggiata, salire su autobus, o trovare un posto al ristorante (anche perché i ristoratori non possono sfruttare le decine di tavolini che solitamente mettono sulla strada che è occupata dai banchi!). Ecco perché noi consigliamo di andare a Marsaxlokk in un qualsiasi giorno in settimana eccetto la domenica e possibilmente con una giornata di sole per godersi i colori del mare di St Peter’s Pool. Cosa si fa di bello a Marsaxlokk? Non tantissimo ad essere onesti! Si cammina in lungo e in largo per il porticciolo ammirando le bellissime barchette colorate, si prendono un paio di Pastizzi per pranzo e poi si fa una camminata di circa 3km fino a St Peter’s Pool. Chiedete all’ufficio informazioni come raggiungere a piedi la scogliera, oppure semplicemente guardate il percorso su Google Maps o Maps.Me e seguite le poche indicazioni che trovate per strada. St Peter’s Pool e’ una bellissima insenatura da cui i più impavidi si tuffano in acqua. Una volta fatte tutte le foto di rito continuate ancora il percorso sulla costa fino a raggiungere le due piccole baie vicine. I colori del mare sono veramente da togliere il fiato! Da qui, sconsigliamo di continuare fino a Marsascala dato che avete già visto il meglio che questa passeggiata possa offrirvi. Quindi tornate indietro a Marsaxlokk e gustatevi un ottimo piatto di pesce prima di tornare a casa. Sempre nella zona a sud di Malta si trova Blue Grotto, la famosa scogliera ad arco che si tuffa in mare. La scogliera si può ammirare dall’alto da un comodo view point subito davanti alla fermata dell’autobus oppure si può osservare dal basso con un giro in barca di circa 20 minuti al costo di 8€ . Tenete presente che se la giornata è molto ventosa e il mare molto mosso è possibile che la visita in barca sia sospesa.  Non fatevi ingannare dalla vicinanza tra Marsaxlokk e Blue Grotto. Per raggiungere Blue Grotto con gli autobus è decisamente più comodo prendere un autobus diretto che parte da Valletta. La visita a Blue Grotto vi occuperà solo per un paio di ore, quindi vi consigliamo di fermarvi prima ai templi di Hagar Qim e Mnajdra. Il biglietto costa 10€ e comprende la visita ad entrambi i templi, l’ingresso al piccolo museo e un’audioguida gratuita scaricabile sul telefono. I due templi risalgono a più di 5000 anni fa, quindi ancora più antichi di Stonehenge, e ciò che più affascina di questi luoghi è l’aura di mistero attorno a come siano stati costruiti o per quale motivo, e perché sembrino connessi con precisi allineamenti astronomici di equinozio e solstizio. Ghajn Tuffieha Blue Lagoon Paradise Bay La zona nord, Comino e Gozo Finalmente un po’ di mare! Nonostante nell’immaginario collettivo Malta sia una meta di mare, fino a questo punto del nostro itinerario non abbiamo ancora incontrato una singola spiaggia di sabbia. Le poche spiagge sabbiose si trovano infatti tutte concentrate nel nord dell’isola. Come dicevamo all’inizio, tutte le spiagge sono raggiungibili con autobus che partono direttamente da Valletta anche se è giusto specificare che il viaggio di sola andata dura più di un’ora quindi potreste trovare conveniente l’idea di soggiornare per un paio di notti in qualche altra città più comoda per raggiungere le spiagge. D’altro canto però, nessuna città al nord si avvicina minimamente al fascino di Valletta, anzi, sono per la maggior parte cittadine estremamente turistiche dove si alternano alberghi e hamburgerie invece che palazzi con i tipici balconcini colorati e ristorantini Maltesi. Dovendo scegliere una città per fermarsi per un paio di giorni consigliamo Bugibba, non perché sia particolarmente meglio di altre località, ma perché offre molti ristoranti ed è il punto di partenze per le principali gite in barca verso le isolotto di Gozo e Comino. Ma di preciso, quali sono le più belle spiagge dell’isola di Malta, escludendo le due isolotte di Comino e Gozo? Le spiagge migliori sono tre: Golden Bay, la vicina Ghajn Tuffieha Bay e Paradise Bay. Noi abbiamo preferito di gran lunga Ghajn Tuffieha, anche solo per il fatto che non ha un enorme albergo Radisson a rovinarle il panorama! Mi raccomando, tenetevi libero il pomeriggio perché vi consigliamo di prendervi una Cisk con patatine al Singita Miracle Beach Bar contemplando il mare e di aspettare il tramonto dalla cima della collina di fianco alla torre di Ghajn Tuffieha, se si chiama Golden Bay ci sarà appunto un motivo!A Paradise Bay siamo rimasti accecati dai colori del mare! Uniche note negative? L’enorme resort che si affaccia proprio davanti alla spiaggia, e le dimensioni molto molto piccole di questa baia. Anche se eravamo solo ad Aprile la spiaggia era già particolarmente affollata per i miei gusti e non oso immaginare cosa possa diventare d’estate! Rimanendo nella zona nord dell’isola, una gita di almeno un giorno a Comino e Gozo non può mancare da un itinerario completo di Malta. Noi abbiamo scelto il tour offerto da Sea Adventure: 25€ a testa per circa 8 ore di barca con partenza e ritorno a Bugibba, sembra la proposta standard delle molte compagnie che offrono questo servizio. Comino è un’isoletta con ben 3 abitanti di cui un prete e un poliziotto, famosa per la bellissima Blue Lagoon e la vicina Crystal Lagoon (così vicina che l’abbiamo raggiunta a piedi in 10 minuti dopo esserci fermati con la barca alla Blue Lagoon). Arrivati a Gozo, abbiamo deciso di visitare Rabat (o Victoria in onore di Queen Victoria); simile ad altre città Maltesi, Rabat è famosa per le strette vie del suo centro storico e per le fortificazioni costruite dai Cavalieri di Malta (l’entrata nella Cittadella è gratuito mentre la visita al centro informazioni costa 15euro). Nel complesso, una città molto piacevole dove si trascorrono benissimo un paio di ore a girovagare per le stradine. Rabat Rabat Mdina La zona centrale Nel caso vi rimanesse ancora un giorno a disposizione, vi consigliamo di visitare Mdina e Rabat nella zona centrale dell’isola di Malta. “Rabat” in arabo vuol dire “sobborgo” e quindi non sorprende che sia la Rabat Maltese che la Rabat Gozitana siano nate attorno ad una città fortificata, per l’appunto Mdina a Malta e la Cittadella a Gozo. Mdina è l’antica capitale dell’isola, prima che i Cavalieri di Malta si insediassero a Valletta e le Tre Città; è anche conosciuta come la “Città Silenziosa” dato che i suoi vicoli stretti non permettono il passaggio di mezzi di trasporto. Se siete dei fan di Game of Thrones, troverete Mdina ancora più affascinante dato che è stata l’ambientazione della zona d’ingresso di Approdo del Re in alcune scene nella prima stagione.  Il giro di Mdina e Rabat vi occuperà circa metà giornata, e nel caso foste alla ricerca di un’ultima attrazione da visitare potete sempre dirigervi (rigorosamente in autobus) verso le scogliere di Dingli, le più alte scogliere dell’isola, poco lontane da Mdina e Rabat. Valletta Valletta Gozo, cittadella di Rabat Upper Gardens, Valletta Marsaxlokk Qarraba bay Valletta Golden Bay [...] Read more...
3 Maggio 2022SpagnaAvete voglia di un paesaggio marziano sferzato da vento costante, di spiagge di sabbia bianche che si alternano a spiagge di sabbia nerissima (o addirittura a spiagge di sassolini a forma di popcorn), di vulcani spenti da scalare, di archi in roccia levigati dal vento, e di onde oceaniche da surfare? Bhè, direi che le Canarie sono il posto che fa per voi! In questo articolo parliamo di Fuerteventura, un’isola percorribile nel suo lato più lungo in un’ora e mezza di macchina, che vi permette di trovare concentrati in pochi chilometri, tutti i paesaggi che abbiamo menzionato. Preparatevi a dei panorami incredibili che vi illuderanno di essere veramente lontani dall’Europa, pur rimanendo in un arcipelago spagnolo che si trova a soli 120km dalla costa atlantica del Marocco. Con il suo clima costantemente mite, Fuerteventura è perfetta per tutti i periodi dell’anno, sia per settimane di giri on the road in van, sia per qualche giorno di esplorazione, sia per una vacanza totalmente di mare. In questo articolo troverete tutto quello che siamo riusciti ad inserire nel nostro itinerario di 4 giorni in giro per l’isola e, soprattutto, troverete i dettagli di come raggiungere anche le località più remote! Come muoversi Raggiungere le Canarie dall’Italia è semplicissimo perché i voli diretti per l’aeroporto di Fuerteventura sono venduti da quasi tutte le compagnie low-cost e raggiungono la destinazione in circa 4 ore di viaggio. Per quanto riguarda l’esplorazione dell’isola, sicuramente noleggiare la macchina è la scelta più comoda! Fuerteventura è un’isola abbastanza piccola, e si percorre in macchina da nord a sud in un’ora e mezza, quindi è molto facile alloggiare in un punto qualsiasi dell’isola e gironzolare liberamente durante la giornata perché gli spostamenti non sono mai troppo lunghi (noi per comodità abbiamo dormito a Puerto del Rosario). Un’altra validissima opzione è quella di affittare un van o un camper per spostarsi per Fuerteventura e dormire davanti a spiagge mozzafiato! Il noleggio del mezzo di trasporto può essere effettuato tranquillamente in aeroporto, utilizzate un sito come questo per confrontare i prezzi e poi scegliete la compagnia che preferite (noi abbiamo optato per la Hertz) e concludete sul sito della compagnia stessa la prenotazione, per evitare di perdere soldi in inutili commissioni. Molte delle strade che portano alle spiagge più selvagge e remote dell’isola sono sterrate, quindi fate attenzione sia all’auto che noleggiate che all’assicurazione che scegliete nel momento del noleggio per evitare spiacevoli sorprese e sovrapprezzi al momento della restituzione dell’auto. L’isola è percorsa anche da una rete di autobus che collegano le cittadine principali, potete trovare più dettagli ed informazioni su questo link. Playa de Corralejo El Cotillo Majanicho Corralejo, El Cotillo, Calderón Hondo Partiamo dalla zona nord dell’isola, in cui paesaggi marziani composti da vulcani spenti e brulle montagne rossicce si alternano ad una striscia di deserto di sabbia bianca che si getta a capofitto nell’oceano azzurro. Una combo di colori clamorosa! Il primo punto da visitare in questa zona è sicuramente il Parco Naturale delle Dune di Corralejo, una distesa di dune di sabbia sahariana situata a nord-est. Una volta che vi trovate nella strada che attraversa il parco, lasciate la macchina in uno dei vari parcheggi che si trovano lungo la via e passeggiate tra le dune e tra la sabbia che si estende per vari chilometri. Continuando a percorrere la strada all’interno del parco in direzione nord, vi troverete a Playa Corralejo, una spiaggia bianca lunghissima sferzata dal vento oceanico e popolata da numerosissimi wind e kite surfer. Nella punta nord dell’isola a Majanicho c’è una delle spiaggette più famose di Fuerteventura: la popcorn beach. Si tratta di una parte di costa (raggiungibile percorrendo per 4km la sterrata che da Majanicho va verso est) che ha la particolarità di essere composta da piccolissimi sassolini che sembrano davvero dei popcorn! Purtroppo negli ultimi anni i turisti ne hanno portati via tantissimi, quindi ora la spiaggia è a rischio estinzione: mi raccomando, non portate via nulla, lasciate tutto lì per preservare questa fetta di costa così particolare. El Cotillo è il paesino più grande in questa parte dell’isola, perfetto per cenare perché pieno di ristoranti di cucina spagnola e ovviamente di pesce. Poco distante da El Cotillo abbiamo sia il faro di Toston, veramente suggestivo perché è proprio il classico faro bianco e rosso, e si trova in un punto in cui due correnti marine si scontrano creando onde altissime. La spiaggia che ci ha colpito di più in questa zona è playa Escalera, una scogliera a picco su una spiaggetta raggiungibile con una scala, che si trova a 4.5km di sterrata da El Cotillo (mi raccomando raggiungetela passando per El Cotillo e non fate come noi che abbiamo affrontato per errore i 9km di sterrata che la separano dall’asfalto venendo da sud: è proprio così che abbiamo bucato una ruota!) Nell’entroterra troviamo Calderón Hondo, il vulcano percorso da sentieri di varie lunghezze, di cui uno che permette di passeggiare proprio sul bordo della caldera. Il punto di partenza per le camminate è a Lajares, precisamente qui. Il percorso che porta sulla cima del vulcano è facile e percorribile da tutti, ed una volta raggiunta la caldera vi ritroverete circondati da un paesaggio pazzesco e dagli scoiattoli che popolano il vulcano! (Scoiattoli su un vulcano? Sì, è veramente così!)Una volta tornati al punto di partenza, rifocillatevi nel carinissimo baretto FuerteVida. Arco de las Peñitas-retro Ajuy Arco de las Peñitas-fronte Ajuy, Arco de las Peñitas, Pozo Negro Spostiamoci ora nella fascia centrale dell’isola, in cui i protagonisti indiscussi sono le montagne, la roccia liscia e levigata dal vento e la sabbia nera caratteristica delle spiagge vulcaniche. Il nostro primo consiglio è di passare per Pozo Negro, un minuscolo paesino di pescatori sulla costa est, che si affaccia su una baia di sabbia nera e mare blu, perfetto per godersi un po’ di relax in una location che non ha nulla di turistico. Più ad ovest troviamo Betancuria, l’antica capitale di Fuerteventura; la visita è giustificata, non tanto dalla minuscola cittadina di casette bianche tra palme e cactus in sé, ma dalla strada che la collega alla civiltà: si tratta di tornanti di montagna con dei belvedere davvero suggestivi. Assolutamente imperdibile è Ajuy, un paesino di pescatori e surfisti con una spiaggia dalla sabbia nerissima circondata da scogliere. Dalla rampa situata sul lato destro della spiaggia, parte una passeggiata che porta sopra alla scogliera fino alle grotte di Ajuy, nella zona in cui era situato un antico attracco per le navi. Una deviazione da fare sulla strada per Ajuy è quella che vi porterà all’Arco de las Peñitas. Per raggiungere la famosa conformazione rocciosa c’è da fare una camminata tra le rocce, quindi armatevi di scarpe comode e parcheggiate qui. Il sentiero non è ben tracciato, ma l’obiettivo è quello di raggiungere quello che può sembrare all’apparenza un cumulo di sassi e che invece nasconde la zona dell’arco. Su questo link potete trovare più indicazioni sulla strada da seguire, e nella parte finale della salita mantenete la destra e “scalate” la parte accanto alla parete rocciosa. Noi ovviamente abbiamo sbagliato strada, ma comunque abbiamo portato a casa la missione! L’arco in roccia è fighissimo, uno spot davvero immancabile durante il vostro viaggio. Il punto panoramico più suggestivo di questa zona è il Mirador Sicasumbre: la vista è magnifica ma preparatevi a delle raffiche di vento senza precedenti! Mirador Sicacumbre Sotavento Mirador di Cofete Sotavento e Cofete La zona sud di Fuerteventura è quella con più resort e villaggi turistici, ed ha delle lunghissime spiagge dall’acqua cristallina che si susseguono da Costa Calma alla Penisola di Jandìa. Sull’altra costa invece abbiamo la zona più selvaggia ed incontaminata dell’isola (nonché la più complicata da raggiungere): il Parco Naturale di Jandìa Il primo luogo imperdibile è la Playa de Sotavento, una spiaggia bianca che con l’alta marea si riempie di acqua di mare ma lascia delle strisce di sabbia asciutta che creano delle passerelle in mezzo alla laguna d’acqua salata. Un paesaggio davvero particolare! Il nostro consiglio è di andarci quando è sottovento, così da potersela godere con il clima migliore. Potete controllare qui, qui e qui gli orari della marea in modo tale da essere a Sotavento nel momento di alta! La playa di Cofete è una delle più famose di Fuerteventura, è selvaggia ed è contornata da una schiera di montagne. Raggiungerla non è semplicissimo, infatti da Morro Jable bisogna percorrere 18km di una strada sterrata che attraversa un paesaggio brullo abitato da caprette. Dopo 10km si arriva ad un punto di belvedere, il Miraduro di Cofete, e la strada fino a lì è abbastanza battuta e larga; gli 8km che collegano il miraduro alla spiaggia sono un po’ più difficili perché la strada è più stretta, ma viene percorsa piano-piano da ogni tipo di automobile. Noi purtroppo abbiamo scelto il giorno sbagliato per andare a Cofete: una fitta coltre di nubi era incastrata proprio sulle montagne che si affacciano sulla spiaggia, quindi ci siamo fermati al belvedere e non siamo scesi fin giù perché il meteo da quel lato dell’isola era davvero terribile! Per arrivare fino alla playa di Cofete esiste anche il bus 111 che ci impiega 45-50 minuti e che parte dalla stazione de Guaguas di Morro Jable. La tratta Morro Jable-Cofete, Cofete-Morro Jable viene percorsa due volte al giorno in entrambe le direzioni, ha solo 20 posti e costa 8.70euro da pagare in contanti all’autista. Non si tratta di un vero e proprio bus, ma di un pulmino 4X4 che sfreccia senza problemi sulla sterrata, un’ottima alternativa se non avete voglia di guidare su questa strada! Parco delle Dune di Corralejo Pozo Negro Pop Corn Beach Playa Escalera Scoiattolo del vulcano Vulcano Calderon Hondo Mulino di Tefia Scogliere di Ajuy [...] Read more...
21 Marzo 2022GermaniaAvete trovato degli economicissimi voli low cost per Basilea o Baden-Baden e non volete perdere l’occasione per esplorare la zona di confine che si trova tra Germania, Francia e Svizzera? Bene! State leggendo l’articolo giusto! Dopo aver scritto una guida completa di Friburgo, ci siamo dedicati ai suoi dintorni, per creare una raccolta esaustiva di tutti gli highlights di questa zona d’Europa, che vi permetterà di esplorare la Foresta Nera con i suoi paesaggi e la sua natura, e meravigliose cittadine della zona. Camminate partendo da dentro Friburgo Come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo su Friburgo, già dal centro della città è possibile partire per delle camminate che vi porteranno a passeggiare indisturbati tra i boschi in pochissimo tempo. I punti in cui la città si congiunge ai boschi e da cui iniziano i vari sentieri, sono lo Schlossberg, la montagna di Friburgo, e la zona a sud del quartiere di Wiehre. Armatevi di scarpe comode (e tecniche all’occorrenza), scaricate l’app mapy.cz che vi permette di consultare offline tutti i sentieri e i cammini della zona, e consultate questo sito che raccoglie tutti i principali percorsi di trekking intorno a Friburgo. Ora siete indubbiamente pronti per la vostra escursione! Noi personalmente vi consigliamo due camminate: il primo parte dallo Schlossberg e porta al Friedrichtsturm, è un percorso ben tracciato anche su Maps. Dura un’oretta e mezza (due se contate la partenza da centro città), ed attraversa interamente il bosco. In questo caso servono le scarpe da trekking perché il terreno non è sempre battuto; ci sono dei tratti che sono un pochino più difficili ed impegnativi, ma è una passeggiata fattibile anche per escursionisti non esperti. C’è anche la possibilità è arrivare a Streckereck, un bellissimo punto panoramico, con altri 30 minuti di camminata. Il nostro secondo consiglio è la passeggiata che parte dalla stazione di Wiehre (Freiburg Wiehre) e porta al Burg Kybselfen. Il sentiero si chiama Kybselfenweg ed è tracciato anche su Maps; si tratta di un percorso interamente battuto che si percorre in circa un’ora e mezza. Camminata verso Friedrichtstrrm Camminata verso Friedrichtstrrm Gite in giornata nelle montagne intorno a Friburgo Friburgo è immersa nella natura e vicinissima alle montagne, perfetta quindi se siete interessati ad inserire nel vostro viaggio qualche gita fuori porta. Se siete muniti di macchina, tutte le località che vi consigliamo sono semplicissime da raggiungere; se invece siete amanti dei mezzi pubblici, non disperate, perché qui di seguito troverete come raggiungere ogni luogo con treni, tram e autobus! Il nostro primo consiglio è di raggiungere con mezz’ora di autobus (linea 7216 che parte da Schwabentorbrücke Süd) St.Peter, un amabile paesino immerso nella Foresta Nera da cui partono numerose camminate nella natura. Inoltre dalla stazione centrale di Friburgo, sempre con poco meno di 40 minuti di bus o di treno (dalla stazione centrale ci sono sia Flixbus che treni locali), si può raggiungere la zona dei laghi, in particolare quella intorno al lago Titisee. Durante il periodo di Natale da queste parti c’è un mercatino natalizio davvero suggestivo sotto un ponte illuminato: capite bene che la combo Natale tedesco+montagne innevate merita tantissimo! Il paesino in questione si chiama Ravennaschlucht e si raggiunge in autobus da Titisee. Se avete voglia di montagna innevata ed attrezzata con impianti sciistici, allora l’opzione migliore è Feldberg, che però è un po’ più lontana ed è raggiungibile solo in macchina da Friburgo. Altrimenti con una combo di tram, autobus e cabinovia è possibile arrivare a Schauinsland, una montagna molto vicina e ben collegata alla città, da cui partono diversi trekking e da cui è possibile godere di una fantastica vista! Infine, noi consigliamo la zona di Kaiserstuhl (letteralmente “sedia dell’imperatore”), che è una catena collinare ad ovest di Friburgo, verso la Francia, piena zeppa di vigneti, che a noi ricorda un po’ le Langhe. Vi consigliamo di arrivare in treno a Vogtsburg im Kaiserstuhl (che si raggiunge in circa 50 minuti dalla stazione centrale di Friburgo), e di salire in collina alla terrazza auf dem Eck. Si tratta di una bellissima passeggiata a piedi letteralmente tra le filari di vigna: in autunno è imperdibile, in primavera ed estate comunque molto bello! Mercatino di Natale a Ravennaschlucht Fedelberg Vogtsburg im Kaiserstuhl Schauinsland Città che si raggiungono facilmente da Friburgo Se volete inserire Friburgo in un itinerario più ampio, siete nella sezione giusta! Per la zona di confine in cui si trova, Friburgo è perfetta per raggiungere città svizzere, francesi e tedesche. Qui vi menzioniamo le più carine, comode da raggiungere, perfette per un giro itinerante di una settimana che vi permetterà di esplorare sia Friburgo (di cui abbiamo scritto una guida completa) sia il resto di questa regione d’Europa! Atterrando all’aeroporto di Basilea e ripartendo da quello di Baden Baden, i posti da visitare sono parecchi; qui vi elenchiamo quelli che secondo noi meritano di più. Partiamo dalla Svizzera: Basilea si raggiunge in 40 minuti con il treno diretto, ma anche Zurigo è ben collegata e si raggiunge in meno di due ore con un treno diretto. In Francia sicuramente la meta più gettonata è Strasburgo, che sembra direttamente uscito da La Bella e la Bestia! Si raggiunge con il Flixbus diretto in un’ora, oppure in treno in 1h15 con un cambio; sicuramente conviene il bus in questo caso. Passiamo alle città tedesche dei dintorni: Heidelberg è un gioiellino universitario a poco meno di due ore di treno da Friburgo. Tubinga è molto carina e sicuramente merita se siete da queste parti; si raggiunge comodamente con un Flixbus da 2h30. Strasburgo Zurigo [...] Read more...
20 Marzo 2022GermaniaFriburgo è un’adorabile cittadina situata nella Germania del Sud, nella zona della Foresta Nera. La sua particolarità è quella di trovarsi in una zona di confine, ad un passo da Francia e Svizzera è infatti perfetta per qualche itinerario che vi permetterà di godere di tre nazioni in un sol colpo. Qui di seguito trovate il nostro articolo in cui abbiamo collezionato un po’ di chicche sulla città, alcuni luoghi imperdibili sia per passeggiare sia per mangiare, consigliati direttamente da una coppia di amici che vivono a Friburgo da anni! Pronti ad immergervi con noi nell’autentica atmosfera tedesca? Come muoversi Raggiungere Friburgo è molto semplice: dall’aeroporto internazionale di Basilea-Mulhouse-Friburgo (situato in Alsazia e ben connesso con tutta la zona tedesca, francese e svizzera circostante) partono dei bus della Flixbus che in poco meno di un’ora vi porteranno alla stazione di Friburgo. Per raggiungere questa zona della Germania si può anche arrivare all’aeroporto di Francoforte e prendere da lì un treno diretto da 2 ore. Altrimenti c’è anche l’economicissimo aeroporto di Baden-Baden che ha il pro di essere molto economico, infatti è un punto in cui arrivano molti voli Ryanari, ma il contro di essere connesso con una navetta alla città, da cui poi partono i treni per Friburgo, quindi si perde un po’ più di tempo prima di arrivare a destinazione, ma potrebbe essere comodo se avete in mente un piccolo viaggio in questa zona di confine (qui potete trovare un articolo sugli itinerari che consigliamo!) All’interno della città ovviamente si gira a piedi senza problemi, al massimo in bicicletta! Inoltre Friburgo ha un’ottima stazione sia di autobus che di treni, che vi permettono facilmente di fare gite in giornata o di inserire questa città all’interno di un itinerario più ampio. Consultate questo articolo per saperne di più sui dintorni di Friburgo! Old Town Iniziamo il nostro tour dal centro storico che, con la città vecchia, è sicuramente la parte più bella della città: è piccolino ma ogni viuzza è un amore, e ci sono ovunque oreficerie e botteghe (tutte costosissime), che danno quel tocco di borghetto antico. Nella zona antica c’è la cattedrale che sta al centro della piazza del mercato: le tantissime bancarelle si dividono tra fiori, prodotti locali nella zona a sinistra della cattedrale, prodotti importati nella parte destra della cattedrale, ed oggetti (in particolare c’è una bancarella che vende cose per bimbi in legno e stoffa, tra cui delle barchette che sono tipiche di Friburgo). Tra le bancarelle c’è anche dello street food locale: il nostro consiglio è di prendere il panino con il Lange rote Wurst. Nella piazza del mercato c’è anche la cantina die Alte Wache, che vende vino locale ed in inverno fa il Gluhwein (vin brulé) migliore della città, mentre d’estate produce la granita al vino. Altri spot imperdibili del centro sono la Rathaus (il municipio) e la libreria universitaria, molto caratteristica è la zona a sud ovest della biblioteca universitaria che è molto autentica e locale. Inoltre consigliamo molto lo Stadtgarten, il parco cittadino si trova subito a nord del centro, che è molto curato e fiorito. Schlossberg La zona a est del centro storico è lo Schlossberg, ossia la motagna di Friburgo dove c’era il castello dei nobili che hanno fondato la città (Schloss=residenza, Berg=montagna, i tedeschi sono persone semplici: attaccano le parole tra di loro e ne creano di nuove!) un pezzo di natura all’interno della città, veramente imperdibile. Si raggiunge da nord dal parco cittadino o da sud dalla città vecchia passando dalla Schwabentor, che è una delle due porte ancora conservate della città. Salendo da qui, si arriva al punto panoramico più bello, da cui si vede letteralmente tutta la città e parte della Foresta Nera. Sullo Schlossberg ci sono tantissimi sentieri indicati, che il più delle volte terminano con delle torri in metallo su cui si sale e si vede il panorama sopra gli alberi. Se siete interessati a saperne di più sulle camminate che vi permetteranno di esplorare la Foresta Nera e sui dintorni di Friburgo, leggete questo altro articolo! Stadtgarten in autunno Kastaniengarten (il Biergarten sullo Schlossberg) Vista dallo Schlossberg Stühlinger Una zona molto carina è quella a ovest del centro, che si chiama Stühlinger. La parte più vicina alla stazione è quella che vi consigliamo di visitare: è molto carina, autentica, fricchettona, multietnica e giovane. Il nostro consiglio è mangiare da queste parti ed unirci una passeggiata! Si raggiunge dal centro percorrendo il ponte blu (Blaubrücke), pedonale con dei grandi archi blu in ferro. Dal ponte si arriva ad un parco, in cui il mercoledì e il sabato mattina c’è il mercato; noi consigliamo di fermarsi a prendere un cappuccino all’apetta del mercato, tutti lo bevono sdraiati sul prato! Le strade più belle sono Klarastr., Egonstr. e Guntamstr. che a maggio sono piene di glicine e d’autunno di alberi gialli, in generale ci sono molti caffè carini nella zona. Da Stühlinger in 15-20 minuti a piedi si arriva al parco in città più grande di Friburgo il Seepark, che ha un laghetto artificiale, tantissimi alberi e in primavera ed autunno è uno dei posti più belli per i colori di foglie e fiori. Se siete appassionati di giochi da tavolo vi consigliamo un dopocena al Freispiel, un locale molto carino gestito da 3 ragazzi che ha infiniti giochi da tavolo. Per circa 1,50€ all’ora si può giocare consumando bevande calde e stuzzichini. Wiehre A sud del fiume Draisam c’è Wiehre, un quartiere molto bello, fatto tutto da case antiche con giardino, è molto benestante ed ha una fortissima anima green. Vale la pena venire in questa zona fuori dall’area turistica, magari per unire una cena a base di Schnitzel ad una passeggiata! Il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina c’è il mercato di quartiere alla vecchia stazione ferroviaria (alter Wiehrebahnhof), dove consigliamo di venire a comprare dello street food per mangiarlo nel parco attaccato alla zona del mercato, sotto all’arco con glicine rampicante. A sud di Wiehre c’è la Lorettoberg, una collina panoramica sulla quale si sale a piedi in pochissimo, e dalla quale partono passeggiate nel bosco e su per le montagne. I sentieri partono da dietro la stazione nuova (la fermata si chiama Freiburg Wiehre) e anche qui, come sullo Schlossberg, si può camminare per diverse ore. Per avere più notizie su dove andare, ecco qui un articolo sui dintorni di Friburgo! Ultimo consiglio, passeggiare sul lungo fiume! Più che un fiume, il Draisam è un torrentone di acqua pulita, senza barche, con la sponda ciclabile e pedonale. Noi consigliamo di partire da Stuhlinger o da Wiehre, e di camminare verso est. D’estate i tedeschi si siedono sulle pietre con i piedi a mollo a bersi una birra, o si fanno addirittura il bagno! Camminando verso est, sopra Wiehre, c’è un ponte in ferro sul fiume al quale è attaccata un’altalena: uno spot super carino! Viuzze della città vecchia Viuzze della città vecchia Vista sempre dallo Schlossberg sul lato centro Dove Mangiare Birrerie e Schnitzel Il primo consiglio in Germania non può che essere riguardo la birra. La birreria Feierling ha la birra migliore nel centro storico, il suo interno è molto carino con grandi botti in metallo a vista! Sullo Schlossberg abbiamo il Biergarten più bello, il Kastaniengarten, da cui si gode un fantastico panorama sulla città perfetto nelle ore del tramonto. Ovviamente in birreria si può anche mangiare facilmente cibo locale, e tra le varie portate tipiche una cosa che si trova spessa è il Flammkuchen, la tarte flambé tedesca. Se avete voglia di una Schnitzel, rigorosamente con Brägele di contorno, ossia le patate saltate con cipolla e pancetta (perché ci piace rimanere leggeri!) i ristoranti migliori si trovano in zona Wiehre, tra cui menzioniamo Goldner Anker e Zum Kaiser. Se avete tempo e modo di allontanarvi dal centro città, vi consigliamo lo Zum Ochsen che si raggiunge con il tram. Sullo Schlossberg vi consigliamo il Dattler, un ristorante panoramico. Pasticcerie e caffetterie La combo torta+bevanda calda è molto amata in tutta la Germania, e Friburgo non è da meno! Per una pausa merenda in compagnia, vi segnaliamo le pasticcerie Confisserie Gmeiner (in cui dovete assolutamente prendere la torta limone e meringa) e Confisserie Rafael Mutter nel centro storico. Le caffetterie sono numerose, ma le nostre preferite sono Cafè Moltke per un cappuccino nel centro città, Café Einstein in zona Stühlinger, e Kaffee-Kiste Freiburg a Wiehre. Un must è quello di gustare un Berliner insieme al caffè: si tratta di un bombolone fritto con la marmellata di frutti di bosco, buonissimo! Consigliamo quello di Pfeifle, un forno ottimo che ha diversi punti vendita in città. Cibo etnico Il cibo mediorientale è parte integrante della cucina tedesca, non a caso l’immigrazione turca è stata molto forte in Germania in passato! Quindi se avete voglia di mangiare un kebab, vi troverete davanti ad un’esperienza autentica; il nostro consiglio è di prenderlo da Euphrat in centro. Un buonissimo locale non lontano dallo Stadtgarten è Afgan Eck, di cucina afgana; noi consigliamo il Kartoffelbulani mit Gemüse, ossia Bulani di patate con verdure. Un altro ristorante davvero buono è il Curryhaus a Stühlinger per una buona cucina indiana. Glicine a Stühlinger Seepark ad inizio primavera Vicoli del centro città Blaubrücke il ponte blu Altalena sul Draisam Stadtgarten in primavera [...] Read more...
8 Novembre 2021Cosa e dove mangiare / ItaliaBologna la grassa, la rossa, la dotta, e chi più ne ha più ne metta! Una sola cosa è certa a Bologna: bisogna mangiare, e non poco: tortellini, tagliatelle, tigelle e gnocchi fritti (che si declinano in modo diverso non appena ti sposti di 10km), salumi ed affettati…insomma, ci vuole dell’impegno per orientarsi tra i vari piatti e per mangiarseli tutti. Resta ancora senza risposta la domanda “dove mangiare a Bologna?” ma tranquilli, a questo ci pensiamo noi! Tra le nostre amicizie in giro per l’Italia non può mancare un manipolo di bolognesi bongustai che ci hanno velocemente fornito una lista dei luoghi migliori per gustare le prelibatezze emiliane! Quindi ecco qui una bella lista di consigli locals da chi, a Bologna, ci ha passato una vita intera. Osterie Iniziamo con le osterie, il cuore pulsante di Bologna. Tra i vicoli e i portici, se ne trovano a centinaia, ma la vera domanda è: quale scegliere?Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è l’Osteria Bottega, considerata l’osteria autentica tradizionale, una vera e propria istituzione dentro le mura. Non è il nostro suggerimento più economico, infatti una media per un pranzo sono 40 euro a testa. Per un pranzo più economico, abbiamo la Trattoria della Santa in cui è possibile trovare della buona pasta fresca. Prezzo medio per un pasto completo 20 euro scarsi.L’osteria Santa Caterina ha dei taglieri di salumi e formaggi davvero notevoli, perfetti da condividere come antipasto; il Ristorante Biagi ha dei tortellini particolari molto buoni, ed una cotoletta alla bolognese come si deve! I prezzi stanno sui 20-30 euro.Un classicone parecchio economico e in zona universitaria è l’Osteria dell’Orsa, non si tratta del posto più gourmet di Bologna ma il rapporto qualità prezzo è ottimo. La sua sorella d’apertura più recente è l’Osteria dell’Orsa Fuori Porta, che mantiene prezzi economici ma diventa più ricercata nel gusto. Un’altra trattoria in zona universitaria è la Trattoria Mariposa che ha degli ottimi tortelli alla zucca!Se siete in macchina e ricercate un posto da abbuffata, vi consigliamo il Mulino Bruciato, dalle parti dell’aeroporto. Si tratta di un’osteria gestita da una brigata di giovani, che serve portate davvero abbondanti! Apre tutti i giorni dalle 19:30 alle 3 di notte. Aperitivi e Birrette Aperitivo sotto i portici, un altro classico intramontabile quando vi trovate a gironzolare per Bologna. Dove andare? Sicuramente il primo consiglio è la Prosciutteria, un locale toscano in zona Università che offre un aperitivo notevole. Un’istituzione bolognese è l’Osteria del Sole, il locale più antico di Bologna con una storia che parte dal 1400. La particolarità di questo luogo è che prendi da bere ma puoi portarti il tuo cibo! Il malus è che è sempre molto affollata. La Birreria Popolare è un’altra ottima location per aperitivi: birra artigianale e taglieri di formaggi ed affettati, una combo perfetta.Per una birretta in compagnia vi consigliamo La Frasca e il Number 10. Volete fare un aperitivo in casa o comunque non volete rinunciare allo splendore dei salumi emiliani? Benissimo, allora non fatevi scappare il salame rosa della salumeria Simoni e la culaccia della salumeria Bruno&Franco di via Oberdan. Dolci e Gelati Anche sul tema dolci, Bologna si difende più che bene! Iniziamo subito con colazioni: da provare immediatamente sono i sabadoni alla mostarda al Billi Bar sotto l’arco del Meloncello, magari corredato da una passeggiata fino a S Luca. Per un buon caffè, consigliamo il caffè Terzi e il caffè Aroma che ha un menù di espressi da cui scegliere che cambia tutte le settimane. Anche sul tema gelati Bologna non si fa parlar dietro! Abbiamo la Sorbetteria Castiglione, la Cremeria Funivia e la Gelateria Gianni in pole position tra le gelaterie più “normali”, mentre per quanto riguarda le gelaterie premiate dal Gambero Rosso abbiamo la Cremeria S.Stefano, Gelatauro con i suoi gusti sperimentali, Stefino con gelato glutenfree bio e vegano e Galliera49 vicino alla stazione. E ora che avete a portata di mano questo mucchio di consigli su dove mangiare a Bologna, direi che siete pronti! Comprate un biglietto del treno e partite subito per un weekend all’insegna del cibo! Portici nel centro storico Piccola Venezia, dentro Bologna Vista sulle due torri [...] Read more...
12 Marzo 2021InghilterraLa Jurassic coast è la zona costiera a sud dell’Inghilterra che si affaccia sulla Manica e che si estende dal Devon dell’est a tutto il Dorset. Si tratta di 150 km di spiagge stupende e scogliere mozzafiato con 250 milioni di anni di storia a incidere e formare le loro rocce. Da Swanage a Exhmouth passando per il memorabile arco di Durdle Door e la famosa scogliera celebre ai pochi (o pochissimi) fan di Broadchurch, vi aspetta un itinerario molto british e diverso dalla solita Londra, fatto di relax, lunghe passeggiate, vertigini sulla cima delle scogliere e l’immancabile fish and chips. Come muoversi La Jurassic coast è ovviamente girabile in auto, ma chi non ama la modalità di guida del Regno Unito potrà seguire questo itinerario anche con i mezzi pubblici. Come? Semplice! Vi basterà raggiungere via treno Weymouth o Bournemouth (che distano tra le 2 e le 3 ore da Londra ed altrettante da Bristol) e da lì utilizzare la linea di bus della Jurassic Coast che collega tutti i luoghi consigliati nel nostro itinerario. Consultate questo sito per pianificare i vostri spostamenti e scoprire quale autobus fa al caso vostro! SwanageDurdle DoorOld Harry Rock Swanage, Old Harry Rock e Stunland bay Iniziamo il nostro tour da Swanage: che sia la meta per un weekend lungo o il punto di partenza per esplorare la Jurassic coast, è la perfetta cittadina dove prendere una boccata d’aria dopo i lunghi mesi di inverno passati lontani dal mare. A parte per le caratteristiche cabine colorate, la sorprendentemente buona pizza (in un locale rigorosamente italiano, la Peppina) e il tipico fish and chips sulla spiaggia, ciò che rende veramente unica una vacanza a Swanage è la Old Harry Rock, una scogliera di roccia bianca che vi lascerà senza fiato. Per visitare al meglio questa zona vi consigliamo questa passeggiata lunga 7.5km, abbastanza impegnativa ma alla portata di tutti, che collega il centro di Swanage fino alla cima dell’Old Harry Rock, e poi scende verso Stunland bay (dove, per la cronaca, proprio appena arrivati in spiaggia si trova un baretto, il Joe’s Cafe, perfetto per rifocillarsi con un buonissimo roll di halloumi!). Proseguendo per altri 5km sulla spiaggia e tra le dune di sabbia si può percorrere tutta Stunland bay ed arrivare a una comoda fermata dell’autobus per Swanage, che si trova davanti all’arrivo del traghetto da Bournemouth. Da Stunland bay partono dei tour organizzati in kayak che portano fino a sotto l’Old Harry Rock e permettono di vederlo direttamente dal mare. Noi non siamo riusciti a farlo perché non avendo prenotato in precedenza abbiamo trovato tutto pieno, ma sembra un’esperienza abbastanza spettacolare, anche se non è molto economica (50£ per due ore di giro). Durdle Door and Lulworth bay L’iconico Durdle Door è forse il luogo più simbolico della Jurassic coast: una formazione rocciosa che si getta ad arco sul mare che ricorda molto le scogliere amiche di Manica, che si trovano in Bretagna e Normandia. A soli un paio di chilometri da Durdle Door c’è la Lulworth bay, una baia così perfettamente tonda che sembra essere stata scavata dall’uomo. La passeggiata da Durdle Door a Lulworth bay è molto piacevole, anche se la salita è abbastanza intensa soprattutto se fatta sotto il sole, però la vista della baia dall’alto è sicuramente un meritato premio. Sia Durdle Door che Lulworth bay sono dotate di parcheggio, ma se viaggiate con i mezzi pubblici la fermata più comoda è quella di Lulworth bay.  Weymouth Se cercate una cittadina da usare come punto di riferimento per il vostro itinerario nella Jurassic coast, Weymouth è il posto che fa per voi. Abbastanza grande da avere una lista interminabile di ristoranti e alberghi, ma comunque non troppo grande da perdere quell’adorabile atmosfera da paese di mare. Prendere una birra a uno dei tavolini nel porticciolo turistico è una delle immagini più piacevoli che mi ricordo di Weymouth e che collego immediatamente all’inizio di una bella vacanza al mare.  Lyme RegisSidmouth, santuario degli asiniWest bay Scogliere di West bay Siamo arrivati alle bellissime e inquietanti scogliere di roccia rossa protagoniste della serie TV Broadchurch (con il premio Oscar Olivia Colman). Come ogni tratto della South West coast, anche le scogliere di West bay possono essere attraversate in lungo e in largo, dall’alto della costa o passando dalla spiaggia per ammirare l’imponente scogliera dal basso. Ammetto che il mio piano era arrivare in autobus da Weymouth fino al paese di West bay e da lì girare sopra e sotto le scogliere. Peccato che l’autobus ha avuto un guasto nel bel mezzo del tragitto lasciandoci ben poche alternative che incamminarci a piedi e raggiungere West bay dalla spiaggia. La camminata è stata una lunga e faticosa, soprattutto perché buona parte del percorso era sulla sabbia! Ma è stato decisamente suggestivo raggiungere quelle rosse e giganti scogliere che si vedevano da lontano.  Lyme Regis Lyme Regis è un vero e proprio gioiellino, la perla del Dorset! Ve ne accorgerete subito dai suoi giardini molto curati, dai bei negozietti dove non potrete fare a meno di entrare, e dai piccoli dettagli come i lampioni decorati da riccioli a forma di fossili: il classico paesino british di cui non smettiamo mai di innamorarci! Non stupitevi se durante le vacanze lo troverete pieno di turisti, però tranquilli perché la spiaggia è grande e troverete sicuramente un posto dove stendervi e rilassarvi.  Sidmouth e gli asini Siamo giunti alla fine di questo itinerario lungo la Jurassic coast: Sidmouth è all’estremo ovest del Dorset e non offre particolari sorprese sul tema scogliere, rispetto alle meraviglie incontrate finora. Però c’è un meta particolare che renderà la visita a Sidmouth decisamente più piacevole: il santuario degli asini (comodamente raggiungibile in autobus da Sidmouth), che è esattamente quello che suggerisce il nome stesso, una sorta di gigante fattoria che ospita centinaia di asini in difficoltà e che offre anche la possibilità di supportarli con adozioni a distanza. Potrete fare lunghe passeggiate attorno i recinti e seguire le visite guidate che raccontano curiosità sulla vita degli asini. Ad esempio lo sapevate che gli asini scelgono un solo compagno o un solo amico per stargli accanto la vita? Io sinceramente no! Che romantici i nostri asinelli! E con questo concludiamo il nostro giro sulla costa sud dell’Inghilterra. Se siete affascinati da queste zone ed interessati a visitarle, non perdetevi i nostri numerosi articoli sull’Inghilterra e sulla Scozia! Durdle DoorSwanage, cabine colorateVeduta da SwanageAncora panorami da SwanageOld Harry RockDurdle Door [...] Read more...
1 Novembre 2020Italia / ItinerariÈ arrivato l’autunno, e quindi la voglia di allontanarsi dalle mete marittime e spostarsi verso colline e montagne, magari alla ricerca di qualche bel colore rosso di foliage autunnale. Le Langhe sono la meta più adatta per un piacevole itinerario autunnale, perfetto per godersi delle belle passeggiate tra i caratteristici paesaggi stagionali, mangiando ottimo cibo e rigorosamente bevendo buon vino. Insomma una vacanza in cui trattarsi bene!  Questo itinerario è pensato per un weekend lungo di 4 giorni, ma si può senza dubbio diluire in 6 o 7 giorni, aggiungendo qualche passeggiata in più nei vigneti o dedicando una giornata a un lungo pranzo in agriturismo accompagnato da visita alla cantina di vini! Come muoversi L’itinerario attraverso le Langhe richiama a gran voce l’utilizzo della macchina. I piccoli paesini abbarbicati sulla cima delle colline delle Langhe sono collegati da strade strette e tortuose che vedono il passaggio di ben pochi autobus locali. Quindi, in questo caso, dobbiamo lasciar perdere i nostri amati mezzi pubblici: la macchina è l’unico mezzo che dà la libertà di pianificare al meglio l’itinerario. Permette di arricchirlo con numerose brevi tappe durante il percorso, e anche con qualche sosta inaspettata per godere al meglio dello spettacolare panorama. Una parte di me sta già pensando a come organizzare una vacanza di trekking nelle Langhe fatta di lunghe passeggiate nei vigneti e di qualche breve spostamento in autobus, ma di certo l’autunno mal si presta a questo tipo di vacanza…ne riparleremo in primavera! Must do Passeggiata lungo uno dei sette sentieri attorno La Morra.Degustazione di un “vino da passeggio” davanti a castello Falletti di Barolo, godendo del bellissimo panorama.Scoprire le differenze tra un Barolo e un Dolcetto chiacchierando con un produttore di vini nella sua cantina. Paesaggi con vignetiCastello di Serralunga d’AlbaLa Morra Langhe del Barolo La Morra, Barolo, Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba: il nostro itinerario comincia da qui, dalla zona della produzione del vino Barolo. Senza dubbio un inizio con il botto visto che, a mio parere, questi sono tra i luoghi più belli di tutte di Langhe. Ma è giusto immergersi a fondo fin da subito nella cultura del vino per godersi al meglio questa vacanza. E quindi cominciamo da La Morra. La strada verso questo paese è già di per sé una bellissima scoperta: i vigneti vi colpiranno con la loro bellezza e vorrete fermarvi in mezzo al strada per fare decine e decine di foto al panorama. Il paese di La Morra è molto piccolo (come tutti i paesi delle Langhe d’altronde) ma spicca per la terrazza panoramica nella piazza, che si affaccia sul paese di Barolo e sulle Langhe. L’attività principale da fare a La Morra è intraprendere una lunga passeggiata nei vigneti. Qui trovate i percorsi dei 7 sentieri segnati che partono da La Morra (potete ritirare una piccola mappa cartacea presso l’ufficio del turismo). Noi vi consigliamo i sentieri 6 e 7. È molto probabile che le scarpe vi si sporcheranno di fango e che suderete lungo la salita per tornare sulla cima della collina, ma ne varrà davvero la pena. Lungo il percorso troverete anche la Cappella del Barolo: nata come luogo di ritrovo per i contadini è diventato un vero e proprio successo di marketing che richiama migliaia di turisti per scattare anche solo una foto con lo sfondo colorato della cappella. Insomma, un piccolo edificio interessante e di certo inaspettato, ma che a mio parere non giustifica le code di persone che aspettano di farsi una foto!  A pochi chilometri da La Morra, si trova Barolo: un piccolo e pittoresco paese che di certo non ha bisogno di presentazioni! Il nostro consiglio è di vagabondare per le vie di Barolo, magari con un bicchiere di vino “da passeggio” in mano disponibile in molti bar e botteghe del centro. Le stradine di Barolo sbucano davanti a Castello Falletti nella piazza principale da cui si può godere un’altra bellissima vista sulle Langhe. Negli anni settanta il castello è diventato una proprietà comunale e ospita l’Enoteca Regionale del Barolo e WiMu il museo del vino (qui informazioni e prezzi sull’entrata). Per quanto il nome sembri promettente, non siamo rimasti particolarmente colpiti dal contenuto di questo museo che abbiamo trovato alquanto confusionario: molte luci e installazioni intriganti, ma ben poco contenuto. Al contrario, se siete interessati a scoprirne di più sul mondo del vino consigliamo il museo ospitato all’interno di castello Grinzane Cavour (entrata 7euro). Non un museo incentrato solamente su Grinzane Cavour e la storia di Cavour, ma più in generale sulla cultura delle Langhe. E quindi parliamo di vino, tartufi, e nocciole. Sempre nelle Langhe del Barolo si trova il castello di Serralunga d’Alba (entrata 6euro). In questo caso la visita dura un po’ meno di un’ora e viene accompagnata da una guida che racconta la storia del piccolo castello. Nel mese di ottobre si svolge Narrar di castelli e vini, un evento ospitato in diversi castelli delle Langhe e del Roero in cui attori in abiti d’epoca presentano la storia delle ville o castelli che li ospitano. Noi siamo stati molto fortunati a visitare il castello di Serralunga proprio in concomitanza con questo evento e di avere avuto il piacere di ascoltare una novella del Boccaccio raccontata con questo sfondo perfetto e accompagnata da un bicchiere di buon vino (e come ti sbagli). Devo ammettere che se la visita si fosse limitata solo al giro del castello, come di solito è, forse l’avrei trovata un po’ riduttiva. D’altro canto la vista dall’alto del castello sulle colline delle Langhe è davvero da togliere il fiato!  Vigna dei pastelliFilari di vignaNeive Langhe del Barbaresco Spostandosi nelle Langhe del Barbaresco devo ammettere che il paesaggio non cambia più di tanto, soprattutto ad un occhio inesperto di uva e vini come il mio! Qui la visita che più ci ha colpiti è stata attraverso il paese di Neive. L’ufficio del turismo organizza giri guidati della durata di un’ora (costo 5euro) che raccontano piacevoli storie e aneddoti impossibili da scoprire altrimenti! La visita si conclude con la salita sulla torre dell’orologio (aperta al pubblico solamente da Maggio 2020) da cui si può ammirare una vista pazzesca sulle colline delle Langhe. Sempre l’ufficio del turismo di Neive si è mostrato molto disponibile a contattare cantine che fossero aperte per un giro turistico con degustazione. Purtroppo, essendo l’autunno alta stagione per le Langhe e per di più periodo di vendemmia e quindi di tanto lavoro per i produttori di vino, ben poche cantine erano disponibili per un tour con così poco preavviso. In alternativa, siamo quindi passati presso la Bottega dei 4 Vini, dove con 10 euro abbiamo potuto degustare ben 6 vini diversi e chiacchierare con i due produttori che erano lì presenti. Assolutamente consigliato!  Per completare questa gita nelle langhe del Barbaresco, possiamo suggerire un salto a Barbaresco un paesino se possibile ancora più piccolo di quelli incontrati finora, dove spicca un’alta torre. Vi consigliamo la visita di questa torre (entrata 5euro) solo nel caso in cui non foste già saliti sulla torre dell’orologio a Neive, altrimenti devo ammettere che l’esperienza non regala nulla di nuovo. Come per le langhe del Barolo, anche qui nelle langhe del Barbaresco si possono trovare un paio di locations particolarmente instagrammabili che sono sicura avrete visto ripetutamente in tutte le foto di chi è stato nelle Langhe prima di voi! A pochi chilometri da Neive si trova la Cappella del Moscato, molto simile alla Cappella del Barolo (anche perché l’artista è lo stesso che ha decorato gli interni della cappella a La Morra) ma sui toni del beige. Dalla Cappella del Moscato troverete indicazioni per raggiungere la vigna dei pastelli (letteralmente a un centinaio di metri di distanza, e se aveste difficoltà a trovarla, semplicemente seguite la processione di persone che armate di macchine fotografiche e treppiedi si dirigono verso la cima della collina). La particolarità di questa vigna è che alcuni dei pali di legno sono stati colorati così da ricordare dei mega pastelli colorati. Dato che stiamo parlando di luoghi instagrammabili nelle Langhe, non possiamo non citare le big benches o panchine giganti sparse in diversi posti panoramici. Qui troverete oltre ad una mappa, anche qualche informazione in più su questo progetto di marketing per promuovere il turismo nelle langhe che si sta spargendo a macchia d’olio in tanti altri posti in Piemonte e Lombardia.  BossolascoDoglianiLanghe e colori autunnali Dogliani e Alte Langhe Per completare questo itinerario nelle Langhe, si può dedicare una giornata a Dogliani e le alte Langhe. Qui il paesaggio cambia. Le alte Langhe appunto denominano quei posti nella regione delle Langhe che sono “più in alto”, quindi non più colline, anche se non parliamo ancora di montagne. Non più vigneti, quanto più boschi e nocciole. Devo ammettere che dopo essersi persi nei bellissimi vigneti delle basse Langhe, le alte Langhe mi hanno un po’ delusa. Complice anche il fatto che il tempo fosse molto nuvoloso e che tutti i negozi fossero chiusi in quanto era domenica. Vero è che sono posti decisamente meno affollati e gettonati rispetto a La Morra o Barolo e forse proprio per questo motivo rappresentano un ottimo compromesso per trovare un alloggio piacevole, comodo per raggiungere tutte le tappe di questo itinerario, e magari un po’ meno costoso rispetto ai prezzi offerti in piene basse Langhe. Noi abbiamo alloggiato vicino a Dogliani, esattamente a località Spinardi (Farigliano), in un bellissimo agriturismo a gestione familiare con tanto di vista sui vigneti e produzione locale di vino. Non potevamo chiedere di meglio!  Il giro nelle alte Langhe può cominciare a Dogliani che forse si può definire uno spartiacque tra le basse e alte Langhe. A sua volta Dogliani è divisa in una zona alta, costituito da un borghetto antico con viuzze pedonali che sboccano su un terrazza panoramica (con annessa panchina gigante) che si affaccia sulla città bassa e sulla sua inconfondibile chiesa dei santi Quirico e Paolo, che è enorme! Soprattutto per un paese delle Langhe. Ha una bellissima cupola, così grande da sembrare quasi San Pietro tra le Langhe. Dopo la visita alla chiesa, potete dare un’occhiata anche al museo di Luigi Einaudi (entrata gratuita) ospitato dentro al palazzo del municipio.  Lasciamo Dogliani per visitare due paesini delle alte Langhe: Murazzano, che bisogna ammettere non ha molto da offrire ai turisti a parte la famosa Toma di Murazzano appunto, e Bossolasco anche noto come “paese delle rose” dato che tutte le case che si affacciano sulla via pedonale principale sono abbellite da rose che crescono ai bordi della strada. La strada pedonale termina nella piazza del paese dove è stata costruita un’imponente statua a forma di angelo, l’angelo delle Langhe appunto, dedicato al coraggio e al gesto di amore della popolazione di Bossolasco che nascose e salvò un gruppo di ebrei in fuga durante il periodo fascista.  Plin di carneBattuta di Fassona al tartufoPlin in versione vegetariana Cibo (la nostra tappa preferita) Diciamolo, il giro nelle Langhe, soprattutto se fatto in autunno, richiama lunghi pranzi succulenti accompagnati da buon vino. E quindi cosa si può gustare di buono in questa zona? Come antipasti non può mancare una battuta di Fassona magari condita con del tartufo, oppure per gli amanti dei sapori forti, un gustoso intingolo di bagna cauda (a base di acciughe e aglio) servito con verdure di stagione. Per i primi piatti ci si può veramente sbizzarrire: partiamo dai tradizionali plin di carne, oppure offerti in versione vegetariana riempiti di fonduta di formaggi o zucca; poi passiamo a una vasta scelta di tajarin, pasta fresca servita con ragù o ancora meglio con sugo di funghi. I secondi sono principalmente di carne e magari anche cotti nel vino come il brasato al Barolo. Per concludere ovviamente non possono mancare le nocciole altra specialità locale, e quindi è d’obbligo assaggiare un bunet, che poi è una versione migliorata del budino ma guai a chiamarlo così di fronte a un Piemontese! Eviterò di parlare di vini perché sono una vera ignorante in materia, anche se questa vacanza nelle Langhe mi ha permesso di scoprire qualcosa di più. Per esempio ho scoperto che sono una persona da Dolcetto, o Dogliani, cioè un vino più semplice da consumare duranti i pasti, mentre trovo il Barolo decisamente troppo allappante e la Barbera troppo acido. Magari questo itinerario nelle Langhe sarà proprio l’occasione giusta per capire quale vino fa più per voi! La cappella del BaroloScorci tra vignetiVigneti e colori autunnaliVigneti, basse LangheAncora vigneti! [...] Read more...
31 Luglio 2020ItaliaOrmai non ci ferma più niente: l’accollo è partito e abbiamo costretto tutti i nostri amici provenienti da regioni italiane diverse dalle nostre ad aiutarci a scrivere articoli che racchiudessero il sapere dei locals! Direi che stiamo lavorando bene e ormai i vari amici si offrono volontari per darci i dettagli di una mini-guida della loro zona. Oggi andiamo in Calabria signori e signore! Un bella guida sul mare calabrese della zona di Crotone scritta in collaborazione con Valeria e Ivan non poteva mancare nei nostri itinerari per questa estate. Pronti a conoscere tutte le spiaggette sgamo della zona e a pianificare una vacanza low-budget? Rimanete con noi! Come muoversi Raggiungere la Calabria, in particolare la zona di Crotone che è quella a cui ci dedichiamo in questo articolo, è quasi sempre un’esperienza impegnativa. Ovviamente se ne avete la possibilità, utilizzare la macchina è l’opzione migliore perché permette di avere libertà da ogni punto di vista. L’aeroporto di Lamezia-Terme non è una cattiva idea perché ha diversi collegamenti giornalieri con tutta Italia e anche con diverse città europee, inoltre ci sono due treni veloci al giorno che permettono di raggiungere Lamezia-Terme con circa 3 ore di treno diretto da Roma, cosa da non sottovalutare se partite dalla capitale (i treni lenti invece ci mettono 5 ore). Una volta a Lamezia-Terme affittare la macchina è molto consigliato: in aeroporto c’è un punto autonoleggio di Europcar. Anche Crotone ha il suo aeroporto, ma le destinazioni che raggiunge non sono moltissime; merita in ogni caso un controllo su Skyscanner! Se siete dei giovani coraggiosi che partono dal centro Italia, esiste anche l’opzione pullman che in comode 8 ore vi porterà a destinazione con una manciata di euro. Mare di Crotone subito fuori città Spiaggetta dell’area di Scifo Le spiagge migliori Ma passiamo al pezzo forte della vacanza crotonese: il mare ovviamente! La bellezza della zona di Crotone è che nelle sue prossimità ci sono tante spiagge molto diverse tra loro. Basta allontanarsi un pochino dalla città per essere immersi nella natura e ritrovarsi in calette isolate e deserte, che non vengono prese d’assalto dai crotonesi che spesso preferiscono il lido attrezzato cittadino (che comunque ha un mare bellissimo). La zona in cui recarsi per trovare le spiaggette migliori è quella di Capocolonna, un promontorio a picco sul mare con un’area archeologica che include una colonna sopravvissuta dai resti d un antico tempio. Un consiglio generale è quello di controllare sempre come soffia il vento: essendo Capocolonna un promontorio, uno dei due lati è sempre riparato! Per arrivare a Capocolonna da Crotone si percorre una strada molto bella e panoramica, alla fine della quale si arriva a un bivio. L’Alfieri Girando a destra al bivio si va verso sud, nella direzione del Camping Alfieri: qui si trova è una delle spiagge più belle con la tipica sabbia rossa crotonese! Questa spiaggia è molto comoda perché è collegata ad un camping: con 5 euro c’è la possibilità parcheggiare la macchina per tutto il giorno, inoltre all’interno della struttura c’è un alimentari che fa i panini e un bar con una terrazza di legno pergolata sul mare, perfetta per il momento del pranzo. Ovviamente ci sono anche i bagni e le docce sulla spiaggia! La spiaggia però non è attrezzata, ma libera: il nostro consiglio è di non fermarsi subito, ma di camminare un pochino perché in fondo è più bella e non c’è mai quasi nessuno! Il Promontorio di Capocolonna Girando a sinistra al bivio si va verso Capocolonna: in fondo alla strada c’è il promontorio con un grande parcheggio gratuito! Lì si lascia la macchina e inizia una passeggiatina molto bella, sempre panoramica sul mare, che porta sia a delle calette sia all’area finale del promontorio, dove c’è l’area archeologica con la colonna e affianco una piazzetta super carina con una chiesetta, da cui è molto bello vedere il tramonto. C’è anche un baretto in cui è piacevolissimo prendere una birretta vista tramonto. Prima di arrivare alla colonna c’è l’area di Scifo, in cui sono concentrate delle belle spiagge, che sono molto diverse dalle altre spiagge di Crotone, infatti la sabbia è più bianca e perde il caratteristico colore rosso della zona. Le possibili spiagge qui sono due: continuando la strada verso Capocolonna, poco prima della Baia dei Greci sulla destra c’è una stradina con un campo bruciato subito prima di un ippodromo. Percorrendola fino alla fine si arriva davanti all’ingresso di una torretta, che è appunto la torretta di Scifo: lì si può lasciare la macchina e scendere a piedi tra le fratte fino ad arriva ad una spiaggia piccolissima e molto carina, simile come stile a quella dell’Alfieri. Altrimenti sempre proseguendo in direzione Capocolonna, dopo pochissimo sulla sinistra c’è un pezzo di muro con una finestra e una panchina. Lì si parcheggia e si scende velocemente ad una spiaggetta! Camping Alfieri Scendendo da Capocolonna Alfieri con la tipica sabbia rossa Altri consigli Per il resto, il promontorio di Capocolonna ha un’infinità di calette, spesso non raggiungibili a piedi. La cosa migliore è affittare un gommone per una giornata e fare il giro del promontorio – anche se non ci si può avvicinare troppo con il motore acceso, perché è area protetta. I gommoni si affittano al porto vecchio, che sta sul lungomare e dove c’è un parcheggio enorme, dove noi parcheggiamo qualunque cosa si voglia fare a Crotone. Un’altra località di mare che merita è Le Castella, a sud di Crotone, un paesino con un bel castello in mezzo il mare circondato da un mare cristallino! Gabella Cambiando completamente direzione, a nord di Crotone c’è l’area di Gabella, un lungo tratto di costa con mare aperto, sabbia bianca e mare turchese che diventa subito profondo. Consigliamo di andare al Jsea se si vuole provare il windsurf o il kitesurf: lì c’è una scuola tenuta da Toni Cili, capione di kitewave 2015-2017, molto frequentata e carina. Arrivando al lido c’è un grande parcheggio dove ci si ferma gratuitamente prendendo un ombrellone o prendendo lezione alla scuola. Ogni tanto passa di lì Massimo, il vecchio istruttore, che è davvero bravissimo: la lezione di winsurf con lui è divertentissima e si impara un sacco. Il lido ha una zona pergolata per mangiare davvero carina, in cui la sera accendono il forno a legna e fanno pizza. Kitesurf Zona pergolata di Jsea Cosa e dove mangiare Ovviamente non potevamo trascurare la componente cibo, che ha sempre un ruolo fondamentale nelle nostre guide di viaggio! In Calabria il piccante se la comanda sempre e comunque, quindi via alla nduja e alla sardella! Ma dove mangiare? Che ci consigliano le persone del luogo? Ecco una lista delle cose imperdibili! Il calzone de La Romana va mangiato assolutamente! Si tratta di una specie di panzerotto pugliese (quindi pasta lievita ripiena e fritta che si mangia a portar via) ovviamente in versione piccante.La brioche con gelato è parte della tradizione siciliana, ma si trova anche in Calabria. Il bar Moka fa le migliori della zona!Voglia di pizza? A Crotone ci sono tante pizzerie che fanno una pizza in stile napoletano che hanno aperto recentemente. Noi consigliamo di andare da Lievito madre, un locale molto carino perché ha i tavoli all’aperto quasi sulla spiaggia!Se siete alla ricerca di cucina tradizionale crotonese, vi consigliamo A ra gghjàzza (ovvero “in piazza” in crotonese). Questo locale si trova vicino a piazza Pitagora, ed oltre ad essere molto buono ha anche una location particolare perché in estate mette i tavoli nella piazza del mercato. In questo periodo di covid ha iniziato a fare anche piatti da asporto: un’ottima idea è prendere le polpette fritte (cioè le vraciole) da portare come pranzo al mare per rimanere leggeri! Assolutamente da provare pipi e patate, il piatto più amato dai crotonesi: trattasi di peperoni e patate fritti insieme in padella, molto molto buono ovviamente (dopotutto chi non ama il fritto?)Un must da provare assolutamente è la Brasilena, bevanda fresca al gusto di caffè frizzante prodotta esclusivamente in Calabria! Capocolonna Piazzetta panoramica di Capocolonna [...] Read more...
4 Luglio 2020ItaliaEstate, caldo, voglia di mare! Da ligure espatriata, in queste bellissime giornate estive, non posso far altro che pensare malinconicamente alle spiagge dove avrei potuto rilassarmi e prendere il sole se fossi stata ancora casa. E allora lasciate che ve ne parli un po’!La costa ligure si estende per centinaia di chilometri e sarebbe troppo difficile coprire le bellezze che si nascondono in ogni suo angolo, quindi in questo articolo ci focalizzeremo sulla parte della costa di ponente nella provincia Savonese, tra cui figurano alcune delle migliori spiagge della Liguria.Stay tuned per futuri articoli che racconteranno di altre mete per viaggi in Liguria.  Local’s TIP: solitamente le spiagge della Liguria alternano lunghi tratti di lidi privati a piccole porzioni di spiagge libere. In periodi particolarmente affollati, come i weekend di luglio e agosto, potrebbe diventare problematico trovare un posto in spiaggia soprattutto se siete persone esigenti e non volete condividere l’asciugamano con i piedi di uno sconosciuto. Se non siete particolarmente mattinieri e non vi esalta uscire la mattina presto per assicurarvi un posto in spiaggia, forse potrebbe convenire affittare un ombrellone presso una spiaggia privata. In tal caso, vi consiglio di chiamare la struttura e prenotare un posto in anticipo per non rischiare di trovare tutto pieno.  COVID alert: a causa delle nuove restrizioni COVID e della necessità di mantenere la distanza tra i bagnanti, alcune spiagge libere sono state chiuse mentre altre sono diventate a ingresso numerato (non prenotabile). I comuni più tecnologicamente avanzati, hanno predisposto un app con cui sarà possibile controllare da remoto la disponibilità di posti liberi in spiaggia. Nonostante la stagione estiva sia già cominciata, molti comuni si stanno ancora adattando alle nuove misure e vi consigliamo di verificare attentamente online le norme in vigore prima di recarvi alla spiaggia. Come muoversi in Liguria Il mezzo di trasporto prediletto dai liguri è il motorino. L’unico che ti permetta piena libertà sia per parcheggiare che per muoversi nelle strade costantemente intasate di traffico tra le spiagge della Liguria. L’alternativa della macchina potrebbe essere considerata solo in periodi non affollati (solitamente nei giorni in settimana o nei mesi di giugno e settembre) se non volete vedere le vostre vacanze rovinate dall’incubo di traffico e parcheggio. Personalmente io sono una grande fan dei mezzi pubblici, e se questo non è il primo articolo che leggete su questo sito non è una sorpresa per voi. Ovviamente non dico che treni e autobus siano perfetti, sono molto spesso in ritardo, non sempre hanno l’aria condizionata e nel weekend hanno un orario particolarmente risicato, ma nonostante tutto li preferisco alla macchina! In particolare, per raggiungere le spiagge elencate in questo itinerario, consiglio l’uso dell’autobus piuttosto che del treno: non tutte le località sono dotate di stazione ferroviaria. Il servizio locale di autobus è TPL ed il numero 40-barrato collega tutte le località sulla riviera, da Finale Ligure a Savona.  Finale Ligure Cominciamo questo itinerario delle spiagge della Liguria di ponente partendo da Finale, essendo il posto che conosco meglio perché è diventato casa di adozione dei miei genitori e di conseguenza pure la mia. Finale, distante circa 75 km da Genova, è una piacevole cittadina del ponente, grande abbastanza da offrire tutto quello di cui si potrebbe aver bisogno ma non troppo da perdere quella piacevole atmosfera da paese di mare. Il mio consiglio per questo itinerario al mare è di soggiornare a Finale e muoversi con l’autobus per raggiungere le spiagge più lontane. Nell’entroterra di Finale, si trova il quartiere di Finalborgo, l’antico centro abitato di origine medievale che vi affascinerà con i suoi vicoli stretti e le sue piazzette nascoste. Dista meno di 2 km dal centro di Finale e può essere raggiunto a piedi o con l’autobus 40-barrato. Il miglior gelato di tutta Finale lo potrete assaggiare proprio nella piazza centrale di Finalborgo, da Bar Centrale: la sua specialità è il gelato gusto “Chifferi di Finale” tipici dolcetti di mandorla a forma di semiluna. Se vi trovate da queste parti ad agosto, non potete perdervi la festa di Finalborgo Medievale dove stand gastronomici, bancarelle di artigiani, fuochi di artificio e rievocazioni storiche animano le vie del borgo a partire dal tardo pomeriggio. Personalmente, la spiaggia che preferisco a Finale Ligure, e come me in tanti condividono quest idea, è la spiaggia di San Donato subito fuori dal centro abitato. La spiaggia è lunga e ampia e permette quindi di trovare comodamente posto. E’ dotata di docce e servizi, e il mare lì è semplicemente stupendo. Unica pecca è la sua esposizione che fa sì che rimanga in ombra ben prima che tramonti il sole (se vi spostate verso l’estremo est della spiaggia riuscirete a posticipare questo momento). Una breve, ma intensa, passeggiata sulla rocca a est della spiaggia di San Donato vi porterà dalla torre di avvistamento, una delle tante costruite per controllare l’arrivo dei Saraceni. Da lì la vista sulla spiaggia è fenomenale e vi ripagherà della fatica provata.  Castelletto sopra spiaggia di San Donato all’alba Varigotti Per raggiungere la spiaggia di Varigotti potete scegliere se prendere l’autobus numero 40-barrato da Finale o avventurarvi in una lunga, ma piacevole, passeggiata lungo la costa. Questi 5 km possono essere percorsi tranquillamente in infradito dato che la passeggiata è completamente in piano e sempre asfaltata, ma posso capire che non sia la vostra massima aspirazione in una calda giornata di agosto. Una volta arrivati a Varigotti potete fermarvi nelle prime spiagge un po’ scogliose che trovate lungo la passeggiata oppure decidere di continuare fino al piccolo centro abitato e farvi strada tra i vicoletti fino alla spiaggia. La caratteristica peculiare della spiaggia di Varigotti sono proprio le case costruite a ridosso della spiaggia che l’hanno resa famosa a tal punto da apparire in qualche spot televisivo.  Punta Crena è un’altra caletta rinomata e molto famosa nella zona, e si trova subito dietro la rocca alla fine della spiaggia di Varigotti. Peccato che sia a mio avviso irraggiungibile. Leggende narrano di un sentiero molto ripido che permette di accedere alla spiaggia dall’alto, ma non esiste davvero un percorso segnato. L’alternativa che rimane è raggiungerla dal mare a nuoto, o affittando un pedalò o un sup. Fatemi sapere se riuscite nell’impresa!  Spiaggia di Varigotti Baia dei Saraceni Questa bellissima baia potrebbe avere perso il fascino di un tempo dato che anno dopo anno il mare si è portato via gran parte della sabbia, ma rimane comunque una meta molto ambita e altamente frequentata. La baia si trova esattamente dopo Varigotti (Punta Crena separa la Baia dei Saraceni dalla spiaggia di Varigotti) quindi per raggiungerla basta proseguire a piedi dopo l’ultima fermata dell’autobus di Varigotti, superare la galleria e scendere le scalette che portano in spiaggia. L’accesso alla spiaggia non è propriamente segnalato ed è non troppo sicuro essendo a ridosso dell’Aurelia quindi, mi raccomando, fate attenzione. Arrivati in spiaggia potrete scegliere se continuare a camminare lungo la stretta spiaggia sulla vostra sinistra o tentare di trovare un posto nella spiaggetta di sabbia subito a destra, solitamente molto affollata e quindi di difficile accesso. Non ci sono docce o servizi nelle vicinanze, per quelli dovrete tornare a Varigotti.  Baia dei Saraceni Spiaggia del Malpasso Passata la Baia dei Saraceni di lì a poco incontrerete la spiaggia del Malpasso, altrettanto bella e decisamente più larga della baia appena superata. La spiaggia è anche dotata di un parcheggio (a pagamento a 15€ al giorno) quindi se preferite potete raggiungerla comodamente in macchina, anche se il mio consiglio rimane come sempre prendere l’autobus (sempre il 40-barrato) dato che la fermata è proprio di fronte alla spiaggia. La spiaggia del Malpasso è una spiaggia “libera” attrezzata: pagando un ingresso di 5€ è possibile accedere alla spiaggia dotata di diversi servizi tra cui bagni, docce e spogliatoi e pagando altri 9€ si possono avere anche l’ombrellone e un lettino. Spiaggia del Malpasso Noli In questo breve itinerario lungo le spiagge del ponente ligure non può mancare una tappa a Noli, bellissimo borgo medievale che, insieme a Finalborgo, figura nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Vale davvero la pena dedicare qualche ora a perdersi per i vicoli di Noli, magari accompagnati da un ottimo gelato (consiglio vivamente Pappus Gelateria Artigianale). La visita di Noli continua dirigendosi a piedi verso il Castello di Monte Ursino per ammirare la splendida vista sul borgo e la sua spiaggia. Anche Noli non manca di spiagge, sia private che libere, tra cui la più famosa è di sicuro la spiaggia dei Pescatori che si trova proprio davanti al centro abitato. Spiaggia dei Pescatori Spotorno e Bergeggi Le spiagge di Spotorno e Bergeggi, a circa mezz’ora di autobus da Finale, sono la meta più lontana citata in questo articolo. Entrambe le località offrono numerosi stabilimenti balneari e spiagge libere di sabbia. In alternativa, tra Spotorno e Bergeggi, all’altezza dell’isola di Bergeggi e vicino ai bagni Playa della Luna, si trovano delle spiagge con sabbia grossa e ciottoli, perfette per chi ama immergersi con la maschera ad esplorare il fondale roccioso e alcune piccole grotte e calette nascoste. Sempre a nuoto si può raggiungere la bellissima Baia delle Sirene il cui ripido accesso dalla strada è stato distrutto in occasione di una violenta mareggiata nel 2018 e non ancora ricostruito. Se siete alla ricerca di un po’ di avventura, potete affittare una canoa o un pedalò e raggiungere l’isola di Bergeggi. Non è possibile sbarcare sull’isola senza autorizzazione, ma ci si può godere un immersione intorno al fondale roccioso ricco di vita. Isolotto di Bergeggi [...] Read more...
28 Giugno 2020Cosa e dove mangiare / ItaliaLa Puglia è una regione incredibile che alterna un mare stupendo a del cibo buonissimo. In questo articolo ci dedichiamo alla zona nei dintorni di Bari, quella che include Monopoli, Fasano, Polignano, Cisternino, Alberobello e chi più ne ha più ne metta! Qualche anno fa abbiamo avuto il piacere di visitare e soprattutto di mangiare in questi favolosi luoghi approfittando dell’ospitalità dei nostri amici pugliesi Giovanni e Maurizia! Ed è proprio grazie a loro che vi portiamo con noi in questo tour culinario alla ricerca dei posti migliori in cui gustare tutte le specialità regionali. (Ve lo avevamo detto che tutti i nostri articoli sull’Italia sono in collaborazioni con sapienti mani locali!) Panzerotti? Focaccia? Sgagliozze? Riso, patate e cozze? Dove andare? Se state progettando un giro in Puglia, leggete questa nostra piccola guida al cibo locale scritta in collaborazione con chi in questa regione ci è cresciuto! Bari Iniziamo subito con Bari e con uno dei suoi must: la focaccia! Non si può non amare la focaccia barese, perfetta sia per un pranzo veloce che per un pranzo più corposo con un’aggiunta di stracciatella ed affettati. Dalla classica con i pomodori e qualche oliva, a quella ripiena o con i condimenti più disparati, la focaccia vi darà gioia, dovete assolutamente comprarla! I nomi delle focaccerie di Bari Centro che vi consigliamo sono il panificio Fiore, il panificio Santa Rita ed el Facacciaro. Una passeggiata per Bari vecchia non può mancare durante la visita di Bari! Prima cosa da ricordare è che spesso i cellulari non prendono tra i vicoli di Bari vecchia, quindi affidatevi al buon vecchio gps per non perdervi tra le numerose stradine che si snodano intorno alla basilica di San Nicola. Visto che qua parliamo di cibo, la prima tappa culinaria sono le sgagliozze, delle fettine di polenta fritta, comode e leggere da sgranocchiare come aperitivo! Comprate quelle della signora Maria (detta anche Mari’ caccam, la balbuziente). Se invece cercate le orecchiette, non vi basterà che gironzolare tra le viette: le signore di Bari vecchia che le vendono si riconoscono facilmente perché le mettono ad essiccare fuori dalle finestre! Per l’ora di cena i panzerotti sono un’ottima opzione! Si tratta di calzoni di pasta lievitata ripieni e fritti. Cosa esiste di più buono? Pomodoro e mozzarella è il gusto classico, ma lasciatevi tentare dai ripieni più disparati e, se siete palati che amano i sapori intensi, provate di ricotta forte! I migliori panzerottari di Bari vecchia sono Cibò, che ha anche dei tavolini esterni su cui poggiarvi, e la pizzeria di Cosimo Largo Albicocca che fa dei panzerotti più grossi! Cercate un ristorante di cucina locale? Bhè, non perdetevi La Uascezze, la cantina di Cianna Cianne, e le Arpie. Qui potrete trovare di tutto, dalle classiche orecchiette, a riso patate e cozze, a burrate e stracciatelle accompagnate da salumi e focacce. Ne uscirete sicuramente soddisfattissimi! Per chi ama il dolce consigliamo la Martinucci, una pasticceria salentina in piazza Mercantile (la stessa in cui si trova la panzerotteria Cibò) che fa degli ottimi pasticciotti leccesi. La gelateria migliore è quella vicino a Castello Svevo, la gelateria Gentile. Gusti consigliati: pistacchio e ricotta e fico caramellato. Mare di Monopoli Panzerottata home made Polignano a mare Polignano è un gioiellino, una cittadina bellissima composta da casette bianche a picco sul mare azzurro. Se pensate di passare una giornata a Polignano, sicuramente una focaccia per pranzo va sempre bene, e vi consigliamo di comprarla alla Focacceria delle Noci di Marco. Ma il punto forte di Polignano per quanto riguarda il cibo è Pescaria, un fast food a base di pesce. Il menù è incredibile e include panini, fritture, friselle, insalate, tartar… per avere un’idea più precisa consultate il loro sito! Non perdetevelo per nulla al mondo! Per evitare una lunga fila vi consigliamo di mangiare presto, 12.30 o le 19.30. È possibile prenotare il tavolo ma si deve comunque fare la fila per ordinare il cibo. Un’opzione alternativa al tavolo è quella di andare a mangiare sugli scogli o tra le varie terrazze di Polignano. Nota di merito per Pescaria: tutto il packaging è riciclabile ed anche le posate sono in bio-plastica. Gelaterie di Polignano? C’è la famosissima Mago del Gelo, appena prima della piazza di Pescaria. Per un locale vecchio stile provate il Bar Turismo: il proprietario è burbero e nemmeno ti saluta, ma che fa un gelato alla nocciola pazzesco! E ogni tanto fa anche un buon caffè con panna. Polignano da una delle terrazze Cisternino Per una cena a base di carne vi consigliamo Cisternino, un paesino nei pressi di Alberobello e Fasano. In mezzo alle stradine che si snodano tra le case bianche troviamo i migliori posti in cui mangiare le bombette: al vecchio fornello e da zio Pietro. Si tratta di due macellerie-ristoranti specializzati in bombette, degli involtini di carne di maiale con diversi ripieni. Il menù contiene anche altre tipologie di carne, di braciole, ed ovviamente antipasti e contorni, ma le bombette solo d’obbligo. Per trovare un tavolo è necessario prenotare! Fasano Ed infine eccoci arrivati a Fasano per concludere in bellezza questo tour culinario. Se state percorrendo la ss16, vi consigliamo il luogo perfetto per un pranzo veloce o per comprare qualcosa da portare in spiaggia! Qui vi serve senza dubbio un navigatore per non sbagliare uscita e per raggiungere L’Assunta, un panificio rosticceria che vende sia focacce e panzerotti, sia portate tipiche della cucina pugliese, o per meglio dire la cucina di una nonna pugliese. C’è un ampio patio con tavoli e panche su cui mangiare, ma attenzione perché è molto facile trovare parecchia fila alle ore di punta. A Fasano non potete perdervi la bignolata, un dolce a base di pasta choux ripieno di crema pasticcera, panna e frutta. Le pasticcerie e i bar che vi consigliamo per provarla sono Velletri, Rodio e Vinci. Ed infine, ultimo ma non per importanza, vi menzioniamo un ristorante più carino: si chiama Pentole e Provette, fa cucina creativa con ingredienti del territorio, ed è gestito da due ragazzi giovani (guardate il loro account instagram per farvi un’idea!) Trulli di Alberobello Masseria nel fasanese [...] Read more...
11 Giugno 2020ItaliaCercate qualche destinazione italiana per questa estate? Magari non troppo costosa ed accompagnata da una guida scritta da mani locali? E allora Vasto fa proprio al caso vostro! È una cittadina di mare situata nella zona sud della costa abruzzese che unisce spiagge molto belle a un entroterra tutto da esplorare. Siete pronti a mangiare ventricina e a godervi un lungomare pieno di trabocchi? Rimanete con noi leggendo questo articolo scritto in piena collaborazione con la nostra amica vastese doc Ilaria! Riserva naturale di Punta Aderci Iniziamo subito con la riserva naturale di Punta Aderci, il punto di forza di Vasto! Questo gioiello della costa adriatica ospita spiagge (rigorosamente tutte libere!) di diversa natura. I gestori della riserva sono persone super carine e organizzano tantissime attività come escursioni notturne nel parco, uscite in canoa al tramonto e piccolo concerti. Qui trovate subito i nomi delle spiagge migliori della riserva e le loro caratteristiche! Punta Penna: sabbia dorata, possibilità di affittare canoe e ombrelloni, percorso natura tra le dune, area ristoro con panchine all’ombra, fontanella acqua potabile e docce, questi sono i servizi che troverete nella spiaggia di Punta Penna! A 10 a piedi minuti dalla spiaggia ci sono anche un bar e un ristorante di pesce, la Trattoria Ferri. Se visitate questa zona ad agosto, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per trovare parcheggio non lontano dall’ingresso alla riserva! Dal parcheggio alla spiaggia c’è un sentiero da percorrere tutt’altro che faticoso. Curiosità di questa spiaggia: pur essendo sul mar Adriatico è possibile godere sia alba che tramonto sul mare a causa della sua particolare conformazione! Il promontorio di Punta Aderci alla sua destra si affaccia ad ovest, il porto alla sua sinistra affaccia ad est. Unica nota dolente di Punta Penna è proprio il piccolo porto di Vasto situato accanto alla spiaggia, che però per qualche motivo è comunque bandiera blu e l’acqua è pulita – specialmente di mattina. Accanto alla spiaggia di Punta Penna c’è il faro di Vasto, che merita una visita ed una menzione in quanto secondo faro più alto d’Italia dopo la Lanterna di Genova! Trabocchi di Punta PennaSpiaggia di Punta Penna al tramontoMare di Punta Penna Punta Aderci, Libertini e Mottagrossa: queste sono spiagge di ciottoli adiacenti al entrambi i lati del bellissimo promontorio di Punta Aderci. Sono meno affollate e più selvagge della spiaggia di Punta Penna, ma sono più difficili da raggiungere: dal parcheggio c’è da percorrere un tratto di 10/15 minuti a piedi su strada sterrata che si aggiunge a discese abbastanza ripide per raggiungere le spiagge. Tuttavia c’è un servizio navetta che porta dal parcheggio alla cima di queste discese che permettono di raggiungere le spiagge, qui trovate tutte le informazioni utili in merito! I colori sono meravigliosi all’alba e al tramonto, quindi consigliamo di fare una passeggiata in quegli orari per ammirare il trabocco dalla cima del promontorio.  Trabocco di Punta AderciTrabocco di Punta Aderci dal promontorioRiserva al tramonto Vasto Marina Vasto Marina accoglie un ampio golfo abbracciato da lunghissima spiaggia di sabbia dorata adatta a persone di tutte le età, con stabilimenti dove è possibile affittare ombrelloni per tutta la stagione o per brevi periodi di tempo. Molti stabilimenti offrono anche servizi come bar, ristorante, tavola calda e campi da beach volley, beach soccer, beach tennis. Oltre che per la spiaggia, vale la pena visitare Vasto Marina anche per una passeggiata sulla lunga promenade e sul Pontile gustando un gelato di Pannamore o della Dolcevita. Al confine nord della lunga spiaggia è possibile ammirare la Bagnante, un’imponente statua in bronzo, omaggio alla bellezza femminile, che si erge su uno scoglio al largo della costa.  La lunga pista pedonale e ciclabile che parte dal Pontile e si estende verso San Salvo Marina offre la possibilità di camminare, correre, pedalare o pattinare immersi nel verde a due passi dalla spiaggia. Tra la spiaggia di Vasto Marina e la Riserva di Punta Aderci, ci sono diversi trabocchi e tantissime spiaggette di ciottoli più selvagge di quelle finora menzionate: le principali sono la spiaggia di San Nicola e Casarza. Tenete a mente che queste spiagge non sono attrezzate e non vi si trovano punti ristoro! Centro Storico di Vasto Il centro storico di Vasto è un vero gioiello. La piazza principale, Piazza Rossetti, ospita la statua del noto poeta vastese Gabriele Rossetti, padre del pittore Dante Gabriel Rossetti. Da questa piazza si sviluppa un intricato groviglio di vicoli che nascondono palazzi antichi e scorci meravigliosi sul golfo. Percorrendo queste stradine si raggiunge la Loggia Amblingh, una bellissima terrazza vista mare che ospita graziose boutiques e ristoranti. Accanto si trova il Palazzo d’Avalos, il cui cortile interno e i rigogliosi giardini sono spesso luogo di spettacoli musicali e teatrali nelle serate estive. Il palazzo ospita il museo archeologico della città. Sulla sinistra del palazzo d’Avalos la terrazza vista mare prosegue con il Belvedere, dove è possibile visitare l’Area Archeologica delle Terme Romane ed i resti della facciata della chiesa di San Pietro, crollata in seguito alla frana che colpì Vasto nel 1956. Gite fuori porta Per assaggiare la vera ventricina dell’alto vastese, consiglio di recarsi a Guilmi, un piccolo e grazioso paese collinare. L’ideale sarebbe partecipare alla sagra della Ventricina il 14 agosto o in alternativa consiglio un pranzo al ristorante a gestione familiare Vecchia Cantina.Non perdetevi la Via Verde, una nuova pista pedonale e ciclabile che fiancheggia la costa dei trabocchi.In un’ora di auto si può raggiungere la Riserva Naturale delle Cascate del Rio Verde, un bellissimo parco che ospita le cascate più alte dell’Appennino, seconde cascate più alte d’Italia. L’ingresso al parco si trova vicino al centro del comune di Borrello ed è provvisto di parcheggio e bar. Dopo aver visitato il parco in mattinata, vi consigliamo di fermarsi per pranzo al ristorante Lo Shangrilà al centro di Borello per poi visitare nel pomeriggio il comune di Pizzoferrato. Una passeggiata di circa mezz’ora vi porterà in cima alla rocca, dalla quale si può ammirare il meraviglioso panorama montuoso circostante.In giornata è possibile visitare le Isole Tremiti! A mezz’ora di auto da Vasto c’è Termoli, da cui partono traghetti che in poco più di un’ora vi portano sull’arcipelago. Qui trovate ogni tipo di indicazione e prezzo! tutti consigliano di affittare un gommone (in autonomia o con un guidatore esperto) per girarle in lungo e in largo, ma anche fermarsi su qualche spiaggetta è un’ottima idea.Aqualand: è un grande parco acquatico che attira tantissimi turisti. L’orario di apertura è 10-18 tutti i giorni in estate, il biglietto d’ingresso al parco offre l’uso di sdraio e ombrelloni e l’accesso a tutte le piscine e gli scivoli. Tramonto a Punta PennaPizzoferratoCascate del Rio Verde Dove mangiare Se siete amanti del pesce, a Vasto è d’obbligo assaggiare il famoso brodetto di pesce alla vastese. Considerata la quantità di diversi tipi di pesci necessari per preparare un brodetto perfetto, quando chiamate il ristorante per la prenotazione conviene comunicare esplicitamente  quante porzioni di brodetto volete per il vostro tavolo. Questi sono solo alcuni dei tanti ristoranti di pesce che vi consigliamo a Vasto: Trattoria Zì Albina, Castello Aragona con tanto di vista mozzafiato sul golfo, Trabocco Cungarelle un trabocco sul mare dal menù fisso. Se siete alla ricerca di ristoranti generici e pizzerie, vi consigliamo: la Trattoria da Peppe, una specie di agriturismo in cui si mangia parecchio! Il menù è fisso, però potete chiedere in anticipo se avete delle preferenze. Inoltre abbiamo la Trattoria 21, La Pergola, Era ora per i mitici arrosticini. Aux fils du chevalier è un’ottima pizzeria, Tabulè per vegetariani e vegani, ed infine la Drogheria  Buonconsiglio. Ci stiamo forse dimenticando dei dolcetti? Assolutamente no! Ecco la lista di pasticcerie e gelaterie: la Vastese, Pannamore, Prestige da Lino, Dolce brivido, la Dolcevita. Vita notturna ed Eventi I due centri principali per il passeggio serale in estate sono Vasto Marina e il centro storico. Ci sono tantissime proposte di intrattenimento, elencate nel programma che il comune pubblica ogni estate. Tra gli eventi più importati segnalo: Vasto Film Festival, Siren Festival (festival musicale rock e pop alternativo – bisogna acquistare il biglietto in anticipo), Concerti di Mezzanotte (concerti di musica di varia natura, gratuiti, che iniziano a mezzanotte nel cortile o nei giardini del Palazzo d’Avalos), Notte Rosa (negozi e bar aperti tutta la notte a Vasto Marina), Sagra delle campanelle (sagra tradizionale vastese che si tiene il 16 agosto in Piazza Rossetti, dove tantissime bancarelle vendono campanelle fatte artigianalmente). Come arrivare a Vasto Raggiungere Vasto è molto semplice dal centro Italia! Da Roma ci sono pullman privati che partono da Stazione Tiburtina e da Fiumicino Aeroporto (qui e qui trovate prezzi e orari). Il treno per la stazione Vasto/S.Salvo è un’altra comoda opzione, battuta solo dalla macchina che vi porterà a destinazione seguendo l’uscita Casalbordino/Vasto Nord A14. Spiagge dei Libertini e di Punta PennaRiserva di giornoSpiaggia di Mottagrossa [...] Read more...
31 Maggio 2020Cosa e dove mangiare / Italia“Giaaallaaa comeeee er soooooleeee, rossa come er coree mioooo…“Da brava romana, non ho mai vissuto la Roma turistica del centro come luogo per mangiare. Ci sono però delle istituzioni, dei posti imperdibili, delle chicchette -come diremmo noi- speciali nascoste o meno tra le viette del centro storico che meritano sicuramente una puntatina. Negli ultimi anni mi è capitato spesso di portare in giro per Roma amici che mi sono venuti a trovare da tutta Italia, quindi ho raccolto una serie di posticini top da inserire facilmente all’interno degli itinerari giornalieri! Facciamoci questo giro a piedi per il centro storico e mangiamoci qualcosa di sfizioso. La pizza con la mortazza è un must imperdibile: trattasi di pizza bianca romana (da non confondere con la focaccia del nord Italia) farcita con la mortadella (la così detta mortazza), un vero must della capitale. Il forno del centro di Roma dove comprarla è senza dubbio l’antico forno Riscioli, che si trova tra Campo de’ Fiori e il Ghetto, perfetto da inserire per una pausa pranzo veloce mentre si passeggia. Una variante sul tema pranzo al sacco veloce e comodo è pane e porchetta, un classico dei Castelli Romani, che però può essere reperito anche a Roma. Dove? Er Buchetto è un posticino minuscolo vicino a stazione Termini che prepara dei bei panini con la porchetta tipica di Ariccia. Si possono prendere da portare via, oppure consumarli in loco con un bel bicchiere di vino! Il supplì è un altro grande classico di Roma! Non si può vedere Roma senza mangiare un supplì (non sapete cosa sia un supplì? Ecco qui!). In generale i fritti fanno parte dell’antipasto tipico quando si mangia in pizzeria. Supplì, fiori di zucca fritti, baccalà fritto e olive ascolane sono il tipico, leggero, spuntino che precede la pizza tonda (che a Roma è molto sottile e croccante). In quali pizzerie provarli? Vi consigliamo La Montecarlo in zona corso Vittorio-piazza Navona, Pizzeria Formula 1 nel quartiere universitario di San Lorenzo, Alle Carrette a Monti. Ma dedichiamoci ai piatti tipici della cucina romana, una cucina che ha degli ingredienti di base poveri ma belli sugnosi! Il guanciale fa da padrone e domina ogni primo. Per quanto riguarda i secondi, quelli tipici sono a base di frattaglie ed interiora, quindi non sempre piacciono a tutti, ma fidatevi, con i carboidrati andate sul sicuro! Dove gustare una buona cacio e pepe, o una carbonara, o una gricia, o un’amatriciana? Oltre alle trattorie famose del centro storico, come l’Osteria da Fortunata a Campo de’ Fiori, vi indichiamo un paio di posti in zona Garbatella che ci gustano parecchio: Loste Ria, un posto carinissimo che fa un’ottima carbonara servita dentro una cestino di parmigiano, e Ar Grottino der Traslocatore, un locale rustico con portate adatte agli stomaci più capienti! Dove prendere un caffè nel centro storico? Sicuramente da Sant’Eustachio, un bar-pasticceria abbastanza turistico tra Piazza Navona e il Pantheon che però è perfetto per un espresso e un dolcetto. O magari volete un buon gelato, e allora Giolitti, gelateria storica nei pressi di Montecitorio fa proprio per voi! (Se invece volete un gelato artigianale molto buono vi consigliamo Tichetta o la gelateria dei Gracchi). Ed ora che l’estate si avvicina, non potete perdervi la grattachecca! Niente altro che ghiaccio triturato condito con sciroppi e frutta fresca a cui noi non rinunciamo mai durante la torrida estate romana. La Sora Maria all’inizio di via Trionfale o la Sora Mirella a Trastevere sono i due famosissimi chioschi che producono le grattachecche romane! Qui sotto una mini-galleria di foto scattate una mattina alle 5 in giro per Roma! (Quando ancora non c’era la pandemia e per trovare Roma deserta bisognava alzarsi presto!!) Trinità dei Monti Pantheon [...] Read more...
26 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / Medio OrienteIl Medio Oriente scorre potente a Tel Aviv, città dai mille volti, divisa tra cultura ebraica e musulmana. Questa città può sembrare di primo impatto la capitale della movida israeliana, e quindi un luogo poco adatto per chi non ama quel tipo di intrattenimento. Invece sono rimasta molto stupita dal suo essere un luogo fortemente caratteristico e autoctono, turistico ma non troppo, che permette di assaggiare la cultura araba in maniera molto soft. Da Tel Aviv il passo per Gerusalemme è cortissimo, purtroppo però io non ci sono andata perché ero in Israele per motivi di lavoro e non ho avuto tutti i giorni liberi di cui necessitavo. Consiglio fortemente anche solo un weekend lungo in questa città, che mi ha piacevolmente colpita! In questo piccolo articolo troverete qualche consiglio su cosa vedere a Tel Aviv, come muoversi e dove mangiare Come Muoversi Raggiungere l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è molto semplice perché diverse compagnie low cost la collegano all’Italia e a molte altre città europee. I prezzi non sono bassissimi, ma con un po’ di fortuna e un pizzico di anticipo, si trovano a costi fattibili! Spostarsi all’interno di Tel Aviv è parecchio intuitivo: i bus sono numerosi ed attraversano la città in modo capillare; inoltre a piedi è possibile girare comodamente tutto il centro. Il servizio di Uber (o Gett, l’Uber locale) è davvero efficiente, quindi potrebbe essere buona cosa sfruttare uno dei numerosi wifi gratuiti in giro per la città e chiamare il taxi tramite queste app per spostamenti serali, quando i bus non corrono più, oppure per il Sabbath (che corre dal venerdì sera al sabato sera), quando i mezzi pubblici sono fermi. Gerusalemme è raggiungibile con un’ora di pullman (il 405 e il 480 compiono questa tratta) partendo dalla stazione centrale dei bus di Tel Aviv. Partono circa ogni 10 minuti uno e ogni 20 minuti l’altro, e il prezzo è di circa 5 euro. Se preferite prendere il treno, dovete raggiungere l’aeroporto di Ben Gurion, da cui parte il treno diretto per la stazione Yitzhak Navon di Gerusalemme. Questa è una nuova linea entrata in funzione a settembre 2018, costa circa 5 euro ed il viaggio dura circa 30 minuti: questo è il sito per acquistare i biglietti dei treni. Potrebbe essere un buon piano visitare Gerusalemme non appena atterrati per massimizzare i tempi! GIAFFA Giaffa è la zona di Tel Aviv situata all’estremità sud del lungomare in pieno spirito mediorientale. Si divide tra la zona del porto con la strepitosa città vecchia, e quella della torre dell’orologio, con il suo flea market (il mercato delle pulci aperto tutti i giorni tranne il sabato dalle 9 alle 17) e con i numerosi ristorantini perfetti per cenare. La città vecchia vi rapirà il cuore: da un lato abbiamo il porto con il suo faro rosso e bianco e con le barche illuminate dalla luce del tramonto, dall’altro gli stupendi vicoli che si snodano dentro le mura dell’antica rocca. Intorno alla moschea che affaccia sul mare si sviluppano infinite viette ricche di botteghe di artigiani d’ogni tipo: orafi, pittori, scultori e chi più ne ha più ne metta. Lasciatevi guidare dalle incomprensibili insegne in ceramica turchese (scritte in ebraico per la maggior parte), e perdetevi nel labirinto di mura gialline interrotte unicamente da porte azzurre! Penso di aver trascorso un’infinità di tempo in questa zona della città, seduta su un muretto, a fissare il mare da uno scorcio tra le mura. CARMEL MARKET Aperto dal 1920 il Carmel Market è il mercato o shuk più grande di Tel Aviv. Se vi attirano le spezie, questo è il posto che fa per voi: ne troverete di infinite, tutte molto particolari, e spesso messe in ordine di colore! Cosa volere di più? Il mercato vende frutta, verdura, ma anche vestiti, souvenir, bigiotteria, e chi più ne ha più ne metta! Un tripudio di colori ed odori vi colpirà non appena inizierete a camminare nella via principale del mercato! Tenete gli occhi aperti: alcuni banchi vendono anche dello street food locale, non perdetevi una pita con hummus e falafel. Quello che vin consiglio io è l’imperdibile succo di melograno appena fatto: a quanto pare Tel Aviv e i melograni vanno a braccetto, infatti il mercato ne è pieno, e numerosi banchi hanno una pressa con cui creano dei succhi al melograno freschi e dolci, perfetti per le miti temperature israeliane. LUNGOMARE Il lungomare di Tel Aviv trasuda spirito occidentale. Ci troviamo ben lontani dalla città vecchia di Giaffa, dalle moschee, dalle sinagoghe e dalla cultura tradizionale di questo luogo. Siamo invece catapultati in una lunga passeggiata su moderni bancali in legno che costeggiano la fine sabbia bianca. La golden hour in questo luogo è incredibile: il sole si tuffa nel mare e innonda la spiaggia di colori caldi che si riflettono anche sugli alti grattacieli del lungomare, simbolo tipico di Tel Aviv. Sulla spiaggia non potrete fare a meno di notare i numerosissimi campi da beach volley che si alternano alle palme. Inoltre ci sono anche diverse casette dei bagnini (di quelle colorate, in legno, con la scaletta per entrarvi) che fanno tanto atmosfera Bay Watch! NEVE TZEDEK Il più antico quartiere ebraico di Tel Aviv si trova proprio a due passi dalla zona moderna e piena di grattacieli. Basta svoltare un angolo ed eccovi in un mondo diverso, fatto di case basse, di bouganville, di porte colorate, di giardini nascosti tra i palazzi. Neve Tzedek è un paesino all’interno della metropoli, un quartiere con la propria identità che si sviluppa intorno all’ex ferrovia che è stata riutilizzata e trasformata in una piccola zona commerciale. Lasciatevi guidare dal vostro senso dell’orientamento e gironzolate tra le vie di questa zona, per trascorrere qualche ora tra negozietti vintage e localini hipster! Dove mangiare La cucina tipica di Tel Aviv è mediorientale: hummus e falafel fanno da patroni! Un tipo di cibo che io adoro particolarmente! Per una cena seduti vi consiglio di gironzolare nella zona di Giaffa intorno al Flea Market: ci sono infiniti ristorantini di cucina tipica israeliana, ma anche di cucina di altri paesi che raramente si trovano in Italia (ho mangiato in un ottimo ristorante georgiano di cui purtroppo non ricordo il nome). Uno dei locali in cui ho mangiato particolarmente bene per un prezzo onesto è Onza. Per un pranzo veloce o per una merenda abbondante, recatevi nella zona del Carmel Market per scegliere il vostro venditore di pita preferito! Non perdetevi per nessun motivo Abouelafia Bakery, una pasticceria-forno nella zona di Giaffa che vi conquisterà con le sue splendide baklava e con gli infiniti dolcetti arabeggianti. Tips LINGUA: Siamo molto fortunati qui, perché l’inglese è la lingua ufficiale della nazione insieme all’ebraico. Tutte le indicazioni sono bilingue e tutti i negozianti e i ristoratori parlano inglese. Comunicare è semplicissimo mentre si comprano le spezie al mercato! SHABBAT: Attenzione al shabbat! La cultura di Tel Aviv è un mix di varie influenze, e la matrice ebraica ovviamente non va trascurata. Il sabato è giorno di preghiera e di riposo per la religione ebraica, e la città di Tel Aviv risente di questo fatto. Il venerdì sera e tutta la giornata di sabato è shabbat, quindi i mezzi pubblici non funzionano e molti negozi ed attività sono chiusi! I vari Uber o Gett continuano ad essere disponibili (anche se in numero ridotto), quindi teneteli in considerazione per piccoli spostamenti serali. VISTO: Non c’è bisogno di visto per entrare in Israele per meno di 90 giorni, ma la fila all’immigrazione è comunque consistente e al controllo indagheranno sulle ragioni che vi portano in Israele e fino a quando intendete rimanere. Bisogna ovviamente viaggiare con passaporto in corso di validità! Il vostro documento non viene obliterato o timbrato (probabilmente per non creare problemi con paesi limitrofi), ma vi verranno rilasciati due piccoli tagliandi che dovete assolutamente conservare: vi serviranno per uscire dal paese. Attenzione ai controlli bagagli: spesso e volentieri la vostra valigia viene analizzata nel dettaglio e vi fanno svuotare ogni cosa. Spezie al Carmel MarketDragon fruit al Carmel MarketCittà vecchia di GiaffaStradine interne della città vecchia di GiaffaNeve Tzedek e bouganvillePorto di GiaffaFronzoli al Carmel MarketGattini vicino al Flea Market di Giaffa [...] Read more...
24 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / ScoziaEdimburgo è dove la Scozia incontra il mondo (come da slogan dell’aeroporto). Insieme a Glasgow è infatti il posto perfetto dove assaggiare i piatti tipici locali, insieme a una buona dose di cucina etnica di alta qualità. Come nel resto del Regno Unito non è raro trovare ottimi ristoranti che propongono cucine da tutto il mondo! Ormai ci sentiamo di casa ad Edimburgo (qui trovate la nostra guida alla città!), e abbiamo provato tantissimi ristoranti e pub, sia per mangiare, sia per trascorrere una serata in compagnia di un buon whisky. In seguito vi segnaliamo un elenco di posti nei quali ci siamo trovati particolarmente bene e ci sentiamo di consigliarvi!Se volete spingervi oltre a Edimburgo, consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi e questo articolo per i nostri consigli pre partenza! Grassmarket:  in questa splendida piazza nell’Old Town potrete trovare un gran numero di caffè e pub tradizionali. Perfetta per chi vuole avere un piccolo assaggio di Scozia senza allontanarsi troppo dal centro cittadino. Come pub vi segnaliamo il The Last Drop (££). Consigliamo un piatto di tradizionale Haggis, Neeps&Tatties con una birra locale e/o un dram di uno tra i tanti single malts (13£ circa in totale). Per una colazione (sostanziosa) o un pranzo veloce dirigetevi invece al caratteristico caffè Auld Jock’s Pie Shoppe (£). Una Scottish breakfast (7£) o una delle innumerevoli Pie con mash (4-5£) soddisferanno il vostro appetito! Molti di questi locali non sono particolarmente spaziosi: considerate dunque di prenotare o di cercare un tavolo per tempo. Nella peggiore delle ipotesi, non abbiate paura di esplorare anche gli altri pub della piazza: vi assicuriamo che rimarrete soddisfatti!Oink (£):  in cerca di un pranzo veloce? Niente di meglio che Oink! Questa piccola catena di negozi (potrete trovarne uno vicino al castello, e un altro vicino al palazzo di Holyrood) ha un menù estremamente limitato, ma soddisfacente. Serve infatti panini al pulled pork, completi di condimenti e quant’altro. Dovrete solo scegliere la quantità di carne, il tipo di pane, il topping (haggis o ripieno di salvia e cipolla), salse et voilà, il gioco è fatto. Prezzi estremamente contenuti (3.5-6 £). Il negozio chiude quando la carne è terminata, quindi non attardatevi!The Baked Potato shop (£): un piccolo takeaway che si specializza in baked potato. Una particolarità è  il menù  composto solo da opzioni vegetariane o vegane. Vi consigliamo il filling con il Chilli o il Vegetable Curry (5£ con bevanda).Ransacked Black Oven (££): situato appena al di fuori della Old Town, in zona Università. Un moderno caffè fortemente influenzato dalla cucina libanese e mediorientale, perfetto per un pranzo senza fretta. Vi consigliamo assolutamente l’agnello grigliato (Chargrilled Lamb Steak, 16.50£) o la melanzana al forno con spezie e datteri (Baked Zaatar Aubergine Steak, 12£)Kalpna (££): un ristorante specializzato in pietanze vegetariane sud indiane, molto vicino alla Old Town. Diverso dai classici ristoranti indiani, potrete trovare il Chili paneer (tipico formaggio morbido indiano immerso in salsa piccante, 9£), gigantesche Dosa (enormi pancake croccanti ripieni di verdure, 9£) e sontuosi Thali (collezioni di assaggi di decine di piatti, servite in uno scenico vassoio rotante, 17£). Per i carnivori convinti, consigliamo invece il vicinissimo ristorante Tanjore (££), dove è il pesce a regnare sovrano!Blonde(£££): esempio di modern British food, coniuga ingredienti tradizionali locali con influenze continentali. Non lontano dal centro città, merita una visita se siete in cerca di un’esperienza più raffinata. Cominciate con tortini di sgombro (Smoked Mackarel fishcake, 6£) e proseguite con un eccellente stufato di cervo (Casserole of Venison with red wine, 15£). Il menù dei dessert merita un’occhiata, così come la lista dei vini. A Edimburgo, come d’altronde nel resto della Scozia, è il whisky a farla da padrone. Consigliate anche le birre locali, ottime e a prezzo decisamente contenuto. I pub di Edimburgo riflettono la vibrante scena culturale: non è strano trovare piccoli gruppi musicali, jam session o stand up comedian. Di seguito un elenco dei nostri posti preferiti. The Scotsman’s Lounge: piccolo pub non lontano dal castello. Musica dal vivo tutte le sere, atmosfera cordiale e vivace. In maniera molto caratteristica, i tavoli sono sostituiti da botti per il whisky!The Royal Oak: minuscolo pub situato al bordo della Old Town. Ogni sera l’atmosfera si scalda al ritmo di Jam sessions di musica tradizionale celtica, grazie agli strumenti lasciati a disposizione nel locale. Lanciatevi a suonare se vi sentite particolarmente coraggiosi, o godetevi semplicemente la musica e l’atmosfera. Non aspettatevi però di trovare posto a sedere!The Jazz Bar: proprio accanto al Royal Oak trovate questo sotterraneo in cui ogni giorno da 3 a 5 band Jazz, Blues e tanto altro si alternano a suonare. Se questo è il vostro genere di musica, non mancate una visita!The Banshee Labyrint: locale molto particolare, scavato nei tunnel sotterranei della città vecchia. Atmosfera spettrale,  musica dal vivo e addirittura un cinema!The Bow Bar: se volete assaggiare tantissime varietà di single malt, questo è il posto che fa per voi! Chiedete consiglio al bancone: il barista sarà ben contento di suggerirvi il whisky adatto ai vostri gusti, proponendovi anche diversi assaggi gratuiti, se in serata. Un dram normalmente costa intorno ai 4-5 £: tra le quasi 400 varietà si trovano anche alcune bottiglie estremamente rare e costose. Chiedete perciò sempre il prezzo prima di acquistare, così da evitarvi brutte sorprese!Rose Street: questa piccola via nella New Town è piena zeppa di pub per tutti i gusti. Musica dal vivo, drinks e prezzi generalmente più modici del centro città la fanno da padroni. Vi consigliamo di non focalizzarvi su uno specifico locale, ma di provarne più di uno in sequenza, seguendo la vera usanza britannica del Pub crawl! Victoria Street Vista del castello da Grassmarket Vista di Edimburgo da Calton Hill [...] Read more...
12 Marzo 2020Oltre i viaggiAmare i viaggi e non poter viaggiare è una punizione davvero scomoda da sostenere per tutti quelli che non vedono l’ora di mettere lo zaino in spalla, prendere una macchina, un treno o un volo e avventurarsi nel mondo! Sono tempi strani e difficili, e bisogna collaborare standosene a casa il più possibile. Anche gli spiriti più ribelli e iperattivi devono accettare questo nuovo mantra e farlo proprio! Ma cosa diamine si può fare a casa? Bhè, ci siamo noi per questo! Quindi ecco qui una lista di 5 rimedi per i viaggiatori in quarantena! (Ricordiamoci che i corrieri ancora funzionano, quindi tocca essere carichissimi per ogni acquisto che possa aiutarci nella missione #stayathome). #1 LEGGERE BLOG E GUARDARE VIDEO DI VIAGGI Questa è sempre una buona idea e un buon passatempo! Lo considero sia un ottimo modo per trovare ispirazioni per le prossime destinazioni o per organizzare la meta futura, sia per viaggiare attraverso i racconti altrui. Io amo molto le storie di viaggio, anche se non sono brava a scriverle, e quando cerco un passatempo spulcio vari blog per cercare proprio storie di vita di viaggiatori, diari di bordo e roba del genere. Tra i miei preferiti menziono subito Painderoute, Miprendoemiportovia e Likemiljian che apprezzo davvero molto! I video di viaggio sono un altro mio grande amore! Su youtube se ne trovano di tutti i tipi, da quelli più didascalici a quelli girati con le action cams, fino alle vere e proprie esperienze di vita. Quindi tutti a guardare il giro del mondo senza mai prendere un aereo di Triptherapy, o il giro dell’Australia fatto con il van Vanilla dai ragazzi di In Viaggio col Tubo, o i video che sembrano dei veri e propri documentari girati da Humansafari! Addentrarsi nella comunity dei viaggiatori di youtube è sempre una grande avventura: lasciatevi intrattenere e cullare dalla creatività dei vari videomaker. #2 SISTEMARE E ORGANIZZARE LE FOTO Quante volte avete rimandato una seria organizzazione dell’archivio delle foto di viaggio? Quante volte le avete ammucchiate lì nell’hard disk senza catalogarle, senza eliminare i doppioni inutili, senza selezionarle in maniera accurata? Bene, è finalmente giunto il momento di applicare il metodo Marie Kondo anche alle vostre foto di viaggio! Con la scusa le potrete anche riguardare per rivivere momenti stupendi. E visto che ci stiamo…perché non selezionare le migliori per stampare dei libri di foto? Ovviamente online con servizi come Cheerz: direttamente a casa vostra senza dover uscire! #3 CREARE SCRAPBOOKS E DIARI DI BORDO Siete delle persone creative? E allora questo è il vostro momento! Finalmente tanto tempo a casa per creare, inventare e costruire. Ma cosa? La fonte di ispirazione primaria è come sempre Pinterest, una valanga continua di idee e consigli! Uno scrapbook a tema viaggi è davvero una cosa carina e facile da fare con foto, ritagli, cose che avete conservato dai vostri viaggi, monete, scontrini, biglietti di musei e quant’altro. Su Pinterest ne trovate infinite! Oppure perché non creare un diario di bordo fai-da-te da portare con voi durante il prossimo viaggio? Una specie di bullet journal in cui segnare le vostre avventure future! (Pinterest sempre in prima linea per le ispirazioni migliori!) #4 FARE UN CORSO DI LINGUA ONLINE Un corso di lingua online è un’ottima idea per impegnare la mente, il tempo in eccesso e per imparare cose nuove! Quanto sono utili le lingue quando si viaggia? Tantissimo! Sia per le indicazioni più pratiche, sia per chiacchierare con gli abitanti locali. E allora quale migliore occasione per migliorare il vostro inglese? O per dare una spolverata allo spagnolo e al francese? Ma perché non tuffarsi in una lingua totalmente sconosciuta? Imparare da zero qualcosa è sempre molto soddisfacente! Quindi provate anche con il russo e il suo alfabeto cirillico, con il giapponese e i suoi diversi alfabeti, cimentatevi nel difficile per divertirvi ed imparare qualcosa di inusuale! Le app con i corsi di lingua sono infinite: spulciate l’app store e sceglietene una per iniziare una nuova attività: Babbel o Duolinguo sono tra le più famose. #5 APRIRE UN SITO DI VIAGGI Ma quale migliore occasione di una quarantena per aprire un blog o un sito di viaggi? Sfogherete così per iscritto tutti i vostri ricordi, le vostre foto, il vostro sapere da viaggiatori! Basterà iniziare da una piattaforma gratuita per vedere se è un’attività che vi fomenta o meno per poi, chissà, magari continuare e crescere e diventare un ottimo sito di riferimento per altri viaggiatori. Provarci non è una cattiva idea, no?! 🙂 [...] Read more...
3 Marzo 2020SpagnaI paesi baschi sono una di quelle destinazioni imperdibili in Europa, che permettono di viaggiare on the road in una zona che affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico. Il nostro itinerario originale comprende sia i paesi baschi francesi (che trovate qui), sia i paesi baschi spagnoli, dei quali abbiamo visto un paio di città prima di fermarci a un festival musicale a Bilbao (il BBK!). I paesi baschi spagnoli sono una comunità autonoma nel nord della Spagna e sono estremamente indipendenti: la loro lingue ufficiali sono lo spagnolo ed il Basco, che viene insegnato in tutte le scuole! Quest’ultima è una lingua pre-indoeuropea davvero particolare e fortemente studiata dai linguisti. La squadra di calcio di Bilbao, l’Atletico, è composta quasi esclusivamente da calciatori baschi! In giro è facilissimo trovare insegne in basco o menù scritti in doppia lingua, proprio per sottolineare e rimarcare la loro appartenenza a questa porzione di Spagna. Le città principali dei paesi baschi sono Donostia, Bilbao, Vitoria-Gasteiz e Pamplona; purtroppo non sono rientrate tutte nel nostro itinerario per motivi di tempo e danaro, ma è stato un viaggio che ci è ugualmente piaciuto molto. Non dimenticate che siamo sull’oceano, quindi il clima è molto diverso da quello della Spagna mediterranea o continentale! Il caldo non è mai eccessivo, la sera il fresco si fa sempre sentire. Come muoversi Raggiungere i Paesi Baschi è semplicissimo, infatti gli aeroporti di Bilbao e Santander hanno numerosi voli low-cost da diverse città d’Italia. Per muoversi tra le varie cittadine invece conviene utilizzare i pullman locali o il caro Flixbus. Potete raggiungere Donostia con molta facilità da Bilbao! Ed inoltre Donostia è ben collegata con tutto il resto dell’entroterra basco. Se vi interessa inserire questa zona di Spagna in un itinerario più vasto, potete considerare l’idea di raggiungerla dai paesi baschi francesi, atterrando a Bordeaux o a Tolosa e facendo partire da lì il vostro viaggio. Gite in giornata San Juan de Gaztelugatxe: è la famosissima rocca in cui è stato ambientato Dragonstone, la famosa Roccia del Drago di Game of Thrones. Imperdibile per i fan! (A soli 40 minuti di auto da Bilbao). Zumaia: si trova a mezz’ora di macchina da Donostia ed è una località marittima con suggestive scogliere sull’oceano. Must do nei Paesi Baschi Fare un aperitivo (o una cena?) a base di pintxos in uno dei numerosi baretti del centro di San Sebastian. Surfare o fare il bagno nell’oceano è un’esperienza da non perdere!Guardare il fenomeno della marea durante la giornata per rendersi conto di quanto è pazzesco! La Concha con bassa marea DONOSTIA Donostia (o San Sebastian) è la prima cittadina dei paesi baschi che si incontra sulla costa viaggiando dalla Francia alla Spagna. Patria indiscussa di surfisti, affascina parecchio per il fenomeno della marea che si può osservare benissimo nella sua spiaggia principale: il mare si mangia metri e metri di spiaggia quando la marea sale, fino a lasciare una minuscola striscetta di sabbia. Cosa vedere a San Sebastian? Sicuramente un giro nella città vecchia è d’obbligo: vicoli stretti che si snodano attorno alla basilica di Santa Maria del Coro sono perfetti per una passeggiata ma anche per un aperitivo a base di pintxos, le tapas basche! La Concha (ovvero la conchiglia) è la grande e bellissima spiaggia di sabbia fine e dorata di San Sebastian. Oltre ad incantare con la sua marea, ha una fantastica isoletta nel mezzo (l’Isola di santa Clara) che la rende suggestiva. Inoltre di giorno è possibile godersi il mare se il tempo lo permette: la spiaggia è attrezzata con spogliatoi, docce, armadietti e lockers, quindi si può lasciare tutto al sicuro per pochi euro e godersi la giornata. Camminare fino alla cima del monte Urgull è un’altra esperienza da non perdere a Donostia.In questo modo è possibile godere di un panorama incredibile sulla baia della Concha e sulla città vecchia! L’attrazione principale di questo monte è il Castillo de la Mota, una fortezza difensiva. Guggenheim museum BILBAO Bilbao è la città più popolata paesi Baschi, energica e movimentata, ma anche molto grigia e dal clima sfavorevole soprattutto per gli amanti del caldo mediterraneo. Il Guggenheim museum è una delle attrazioni principali di questa città: si tratta del celebre museo di arte contemporanea molto famoso per la sua particolare architettura interamente realizzata in squame di titanio. Questo è proprio il simbolo di rinascita e modernismo della città! Oltre alla zona centrale che ruota attorno al Guggenheim e a Plaza Moyua, vi consigliamo di passeggiare anche nei dintorni di Plaza Barria, che si trova sull’altra sponda del fiume. Se capitate a Bilbao a inizio luglio e siete amanti della musica indie rock, non perdetevi qualche concerto del BBK, un festival musicale che si tiene proprio su una collina poco fuori il centro città. Piccola curiosità su Bilbao: il fiume Nerviòn che l’attraversa sembra scorrere dal verso sbagliato, infatti la sua corrente superficiale scorre verso la sorgente e non verso la foce. Come mai? Tutta colpa della corrente oceanica che è più forte di quella del fiume stesso e “rema contro”. Centro storico, DonostiaInstallazione fuori dal Guggenheim, BilbaoBassa marea notturna, DonostiaVicino plaza Barria, Bilbao [...] Read more...
16 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costGrazie alla moneta unica ci siamo tolti un bel grosso problema quando viaggiamo all’interno dell’Unione Europea: cambiare valuta! Avere a che fare con una valuta estera, oltre che a portare un po’ di confusione quando si converte il costo di una birra in euro, può generare un enorme spreco di denaro, fino a pagare per la stessa identica vacanza il 20-30% in più.  Questa pagina raccoglie una lista di consigli su come risparmiare quando bisogna prelevare o pagare in una moneta estera, capire quali sono le trappole del cambio di valuta e soprattutto scoprire come evitarle. È importante tenere a mente che ogni stato ha le sue particolari regole e commissioni, quindi è necessario informarsi adeguatamente prima di partire, onde evitare sprechi. Breve sommario su come minimizzare gli sprechi nel cambio valuta. Non cambiare valuta agli uffici di cambio, ma prelevare direttamente dall’atm una volta arrivati a destinazione per utilizzare il tasso di cambio della propria banca.  Attenzione: se potete non prelevare ai bancomat degli aeroporti che hanno delle tasse extra o un cambio sconveniente! In generale cercate sempre di prelevare in banche e non in piccoli atm sparsi per le città, per evitare inutili sovrattasse. Quando prelevate soldi ad un bancomat o pagate con la carta, selezionate sempre il prelievo in moneta locale e non nella vostra moneta d’origine.  Se viaggiate spesso in paesi che hanno una moneta diversa dalla vostra, utilizzate una carta ad hoc che vi permetta di avere agevolazioni su prelievi e pagamenti. Bene, ora che avete memorizzato questa breve lista, siete pronti a leggere in modo approfondito i nostri consigli. Cosa sono i tassi di cambio? Ogni volta che facciamo operazioni in valuta estera ci sono almeno tre possibili commissioni alle quali dobbiamo fare attenzione: Differenza tra il tasso di cambio ufficiale e quello a cui effettuiamo la transazione. Commissione fissa sul cambio dell’ente che ci fornisce la valuta estera. Commissioni della vostra carta di credito/debito sulla conversione. Con un po’ di attenzione queste commissioni possono essere ridotte a zero in quasi tutti gli stati.  La prima si presenta principalmente in occasione di compravendita di contanti in valuta locale. Potete evitare brutte sorprese confrontando il cambio offerto con quello ufficiale. Può essere comodo avere una app come XE Currency Converter che faccia istantaneamente la conversione per voi, soprattutto durante il viaggio. In questo modo potrete scegliere coscientemente il posto con il miglior tasso di cambio. La seconda, la commissione fissa sul cambio, dovrebbe essere dichiarata chiaramente dall’ente coinvolto, ma bisogna stare all’allerta: se nulla viene esplicitato non vuol dire che la commissione sia zero ma semplicemente viene tenuta nascosta. Solitamente questa commissione è presente quando cambiamo contanti o quando ritiriamo da alcuni bancomat.  Per quanto riguarda la commissione sulla vostra carta dipende dalla banca che la emette. Ad esempio, ci sono banche online che offrono carte gratuite senza commissioni sul cambio e sul prelievo all’estero (per i primi 200€ al mese), come CheBanca! e Revolut. Per chi vivesse in Inghilterra è invece consigliatissima Starling, che offre prelievi gratuito illimitati all’estero senza commissioni sul cambio. Una carta che si appoggia sui circuiti Mastercard o Visa offre tassi di cambio molto vicini a quelli reali, consentendoci quindi di fare acquisti con la carta senza sprechi.   Con quale valuta è meglio pagare? Quando utilizzate la carta di debito/credito (sia per ritirare contanti che per effettuare un pagamento) potrebbe esservi richiesto di scegliere se pagare (o ritirare) in valuta locale o in euro applicando il  tasso di cambio proposto dalla banca locale. Senza esitazione scegliete sempre di pagare in valuta locale! Il motivo è che spesso i cambi suggeriti sono molto svantaggiosi per i clienti (quanto vantaggiosi per chi effettua il cambio, nascondendo al loro interno delle commissioni). Questa sorta di “truffa legalizzata” si basa sull’instaurare insicurezza nel turista. Infatti il terminale che sta effettuando l’operazione (pos o bancomat che sia) vi chiederà se volete pagare: una cifra in euro  il valore originale in moneta locale. Logicamente il primo suona più rassicurante, o per lo meno è un valore più riconoscibile ai nostri occhi. Il secondo invece sembra più misterioso e rischioso  semplicemente perché bisogna fare un ulteriore passaggio mentale (o con la calcolatrice) per capire a quanti euro corrisponde.  In realtà, scegliendo il valore originale in valuta locale il tasso di cambio che verrà applicato per il pagamento sarà quello della vostra banca (che è sconosciuto al terminale, motivo per cui non ha mostrato istantaneamente la conversione in euro). Mentre la cifra in euro è stata calcolata con il tasso di cambio rincarato del terminale. Per farla breve: scegliete sempre di pagare o  ritirare in valuta locale! Come ottenere contanti in valuta straniera In generale conviene cercare di ridurre l’utilizzo di contanti: potrebbero rubarveli e potreste dover pagare due volte le commissioni di cambio in caso ve ne avanzassero. Non bisogna però affidarsi esclusivamente alle carte di debito/credito: nel malaugurato caso non funzionassero o ve le rubassero vi trovereste senza un modo per pagare. Quindi la domanda è: qual è la maniera più efficiente e con meno sprechi per ottenere dei contanti in valuta straniera?  Un’opzione è prelevare del contante prima di partire e cambiarlo in moneta locale una volta arrivati all’estero in un ufficio di cambio.  Cambiare i contanti da una valuta all’altra è in generale un’operazione sconsigliata sia per il rischio stesso di portare con se una cospicua somma di denaro ed essere più esposto a furti, sia perché comporta un costo elevato in termini di tasso di cambio sfavorevole. Infatti alcuni uffici di cambio si vantano di effettuare un cambio a commissioni zero quando in realtà rincarano i tassi di cambio rispetto a quello ufficiale “nascondendoci” dentro le commissioni.  Per avere dei contanti in moneta locale, la maniera più efficiente e potenzialmente senza sprechi è ritirare dagli sportelli bancomat. Ovviamente, dovrete fare attenzione alle eventuali commissioni fisse di cui abbiamo parlato sopra che possono cambiare da bancomat a bancomat. Ad esempio, in alcuni paesi gli sportelli bancomat in aeroporto sono famosi per avere commissioni molto alte, o al contrario di essere i più convenienti, come ci è capitato di scoprire in Sud Est Asiatico. Quindi è importante fare una veloce ricerca su dove e quali siano gli sportelli bancomat consigliati. Una possibile alternativa potrebbe essere il ritiro diretto allo sportello bancario, che in alcuni paesi è gratuito. Per compiere questa operazione è sufficiente presentarsi in una qualsiasi banca locale muniti della propria carta di debito/credito e di un documento di identità (preferibilmente il passaporto). [...] Read more...
12 Febbraio 2020Oltre i viaggiAnche voi avete quell’amico a cui piace viaggiare che sta in fissa per i voli low-cost e che coglie ogni occasione per farsi un weekend in qualche capitale europea? E ditela tutta, volete fargli un regalino di Natale o per il compleanno ma non avete l’idea giusta? Bene, questo post fa al caso vostro! Qui troverete una lista di 5 regali per viaggiatori, perfette per un amante dei viaggi. #1 GUIDE E LIBRI DI VIAGGI Vi sembrerà banale, ma un libro è sempre un dono speciale, ed è proprio questo il primo dei regali per viaggiatori che consigliamo! Per orientarci un po’ meglio in questo mega gruppo di doni, menzioniamo in primis le guide di viaggio per destinazioni lontane che invogliano ad organizzare un viaggio. Lonely Planet, Routard, National Geographic fanno delle guide di viaggio incredibili: spetta solo al vostro gusto decidere quale sia la preferita. Indecisi sulla destinazione? Bhè, allora la guida del Mondo fa al caso vostro!  Assolutamente da non trascurare sono tutti i libri fotografici o ispirazionali su viaggi incredibili e destinazioni emozionanti: qui e qui due esempi che a me piacciono molto. E i libri che raccontano viaggi invece, dove li mettiamo? Anche questi sono un must intramontabile che fa sempre piacere: immedesimarsi nel viaggio altrui è il primo modo per viaggiare e per sentirsi altrove anche quando si è seduti sulla poltrona di casa! Abbiamo racconti giornalistici, cronache di viaggio vere e proprie, e romanzi totalmente di fantasia. Basta recarsi alla sezione viaggi di una libreria ed il gioco e fatto. Terzani e Kerouac sono tra i mie preferiti. #2 I REGALI UTILI In questa sezione elencheremo gli oggetti utili, quelli che servono davvero in un viaggio, quelli che fanno comodo e non ci sono storie, quelli che sono proprio regali perfetti per viaggiatori! Iniziamo con l’intramontabile bagaglio a mano: un trolley piccolo o uno zaino da 50 litri sono sempre un classicone intramontabile. Potete scegliere delle fantasie simpatiche o dei sobri monocolori, l’importante è non sbagliare le dimensioni perché nel caso della cappelliera di un volo low-cost, ahimè, contano assai!  Per organizzare il bagaglio perfetto due sono gli oggetti a mio avviso indispensabili: un organizer per trolley o zaino e un organizer per cavi. Il primo oggetto è composto da un set di cubi di tessuto leggerissimo e dotate di zip, che permettono di organizzare la valigia dividendo i vari vestiti, scarpe, oggetti, panni sporchi, in maniera ottimale. L’organizzatore dei cavi è per tutte quelle persone che hanno diversi caricabatterie, powerbank, cavi, cavetti, cuffiette, hard disk esterni e vogliono tenerli ben organizzati in un unico luogo. Ecco, questo è l’astuccio perfetto per voi! #3 MAPPE , MAPPAMONDI, CARTE GEOGRAFICHE Io adoro e mappe: in sughero, da grattare, con grafiche particolari, vintage…sono la mia passione! Le ritengo dei regali perfetti per viaggiatori che vogliono sentire l’atmosfera d’avventura anche dentro casa. Dato il mio amore per le mappe, sono sempre informatissima quando si tratta di sapere quali ci sono in circolazione. La prima è la mappa in sughero o mappamondo in sughero per segnare con le puntine i luoghi già visitati o per appendere foto di viaggi proprio sul paese in cui sono state scattate! Al secondo posto abbiamo la bellissima scratch map, ovvero una mappa in cui gratti via (come un gratta e vinci) i paesi che hai visto.  Un’altra mappa che consiglio particolarmente è una come quella di Mapiful (ma anche su Etsy se ne trovano a bizzeffe), un sito che permette di acquistare la stampa personalizzata della propria località preferita: un modo carinissimo per avere sempre appesa a una parete di casa la propria città del cuore. #4 REGALI INUTILI MA SEMPRE BELLI Ahhh, la futilità, croce e delizia di ogni essere umano. Ma quanto sono belli i gadjet assolutamente non indispensabili? Non c’è alcun dubbio: sono carinissimi. Se vi sentite persi nel mare degli accessori da viaggio, ecco a voi qualche spunto simpatico per un pensierino non necessariamente utile, ma sicuramente bellissimo! Volete il mondo a portata di mano? Collane e braccialetti con il planisfero sono un modo carinissimo per tenere sempre sott’occhio la vostra prossima destinazione! Su amazon ed etsy ce ne sono tantissimi per tutti i gusti. Anche un bel porta documenti per tenere il vostro passaporto in un luogo sicuro e carino è un’ottima idea, come anche l’etichetta per la valigia: vi consigliamo la linea di Legami per questi indispensabili acquisti! Per gli amanti della scrittura, un diario di bordo è assolutamente necessario per ogni viaggio; la Moleskine fa una vera e propria agenda per viaggiatori dove si possono segnare tutte le notizie necessarie per un’organizzazione perfetta ed in cui si possono scrivere tutti gli aneddoti più simpatici raccolti in viaggio. #5 I BUONI REGALO PER VOLI Se vi serve un regalo dell’ultimo minuto, il buono è quello che fa per voi! Esistono voucher regalo per voli low-cost che permettono al destinatario di comprare un volo a sua scelta: la Ryanair ad esempio ha questa opzione! Fate sempre attenzione a scegliere l’opzione “buoni cumulabili” (aggiunta da Ryanair negli ultimi anni) per poterli utilizzare in più di un acquisto. Qualora non trovaste questa scelta, vi consiglio di non regalare un solo buono da grande cifra, ma di acquistarne di più da cifre minori (è meglio prendere due buoni da 50 euro che uno da 100). [...] Read more...
10 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costCercare il giusto alloggio che permette di massimizzare il rapporto qualità prezzo è la sfida di ogni viaggio. È facile spendere poco e dormire in una topaia! Il vero obiettivo è trovare luoghi decenti e carini, senza spendere un patrimonio. Potevamo evitare di dire la nostra anche sul prenotare alloggi? Ovviamente no! Quindi ecco qui una lista di consigli e di cose da tenere a mente mentre prenotate il pernottamento per il vostro prossimo viaggio. Ovviamente la flessibilità è l’ingrediente che vi permetterà di risparmiare più di ogni cosa, ma se non vi è possibile essere flessibili, non temete, possiamo trovare lo stesso qualche tecnica di risparmio! Quali siti usare I motori di ricerca per alloggi sono numerosi, tutto dipende da cosa cercate e da quali sono le vostre preferenze! Per alberghi (ma anche case e ostelli e bnb) Booking è il mio sito preferito. Trovare quello che si cerca è semplicissimo , infatti si possono filtrare le fasce di prezzo e le zone della città in cui si vuole pernottare.  Inoltre è spesso possibile prenotare un alloggio con cancellazione gratuita: in tal caso ricontrollate i prezzi degli alberghi prima della partenza, e se ne trovate uno più conveniente, prenotatelo per poi cancellare gratuitamente l’altro.  Booking è molto comodo se iniziate a usarlo con regolarità, perché più prenotazioni si fanno, più sconti si ottengono sul proprio account, e avere il 10% o 15% di sconto su una struttura non è affatto male! Se soggiornate in Italia, dopo aver scelto la struttura online (su Booking o su qualsiasi altro motore di ricerca), chiamatela e chiedete i prezzi al telefono: spesso capita che siano più bassi! Per prendere in affitto un appartamento per qualche giorno, Airbnb è il sito che fa per voi.  A disposizione troverete sia intere case, sia stanze private all’interno di abitazioni con luoghi comuni condivisi, sia divani letto all’interno di un salotto abitato da altre persone (quest’ultima è una soluzione un po’ hardcore, ma filtrando le ricerche può essere evitata facilmente). La bellezza di Airbnb è che si tratta di abitazioni vere e proprie, quindi i prezzi sono sempre più contenuti di quelli degli alberghi! Vi potrà capitare di prenotare un appartamento tutto per voi e di ritrovarvi in una casa che solitamente è abitata dai proprietari di casa e non viene esclusivamente adibita per l’affitto. Ora, per me non è mai stato un problema, ma ovviamente fateci caso in fase di prenotazione! Guardare sempre le recensioni e recensire Quanto sono importanti le recensioni? Infinito! E quanto spesso vengono ignorate? Tantissime volte. Io stessa ho sottovalutato le recensioni nella scelta di un alloggio, e mai errore fu più fatale. Leggetele sempre e leggetele bene: come è il bagno? Il posto è pulito? Sono precisi nella comunicazione di conferma della prenotazione? L’appartamento affaccia su una strada rumorosa? O magari è sopra a una discoteca? Inutile dirvi che me ne sono capitate di tutti i colori, soprattutto con gli ostelli e gli appartamenti. Che poi sono la stragrande maggioranza delle mie prenotazioni visto che i viaggi low-cost sono da sempre un mio must! Attualmente quello che controllo sempre è il voto sulla pulizia: mai sotto l’8 su 10 oppure sotto le 4 stelle su 5!  Importantissimo leggere, ma importantissimo anche lasciare delle recensioni! Solo così potrete aiutare i futuri viaggiatori a evitare i vostri errori e potrete segnalare dei problemi che effettivamente avete riscontrato in una struttura. Gli sconti Booking ci aveva abituati benissimo fino a ottobre 2019 con il fantastico piano “presenta un amico” che permetteva di ottenere 15 euro (o il 10%) di rimborso per una prenotazione fatta utilizzando il codice di un amico, che a sua volta guadagnava 15 euro. In pratica 30 euro rientravano comodamente nelle tasche di una coppia (o un gruppo) che prenotava una struttura tramite Booking: uno sconto non trascurabile, soprattutto su piccole spese! Purtroppo al momento Booking ha sospeso questo splendido piano di sconti. Peccato! Ma non perdiamoci d’animo. Spesso Booking invia una newsletter di sconti e di rimborsi per chi possiede un account, quindi sempre occhio alle email. Airbnb non ha ancora sospeso la sua iniziativa “invita un amico“: chiunque si inscrive ad Airbnb utilizzando il vostro link riceve 25 euro di sconto sulla prima prenotazione e ottiene altri 9 euro come credito da utilizzare in una prenotazione futura. Inoltre chi ha condiviso il link al proprio amico ottiene fino a 23 euro di credito sul sito! Quindi tenete in considerazione questa possibilità per utilizzare sconti e accumulare crediti quando prenotate su Airbnb: creare nuovi account ad hoc per ottenere lo sconto è lecito! Se utilizzate altri motori di ricerca per gli alloggi, controllate sempre se esistono link per invitare amici, cugini, parenti, compari e nipoti: potreste ottenere sconti interessanti o guadagnare crediti da spendere sul sito! Contattateci se conoscete sconti di cui noi siamo all’oscuro! Le opzioni più economiche Ma attenzione, attenzione, non dimentichiamoci degli ostelli, il mio primo grande amore! Gli ostelli sono spesso sottovalutati o mal considerati: certo, dormire in camerata da 10, 20 o 60 persone non è il massimo ma quando si è giovincelli è un’ottima soluzione che permette di viaggiare con pochissimi soldi. Negli ostelli si trovano anche camere private perfette per un viaggio di coppia, o camerate modeste (da 4 o 6 persone) che sono perfette per dei gruppi di amici in viaggio insieme! Spesso anche i bagni privati sono prenotabili, quindi le opzioni sono davvero tantissime. Non immaginatevi quindi solo camerate giganti e sporchissimi bagni comuni: spessissimo mi sono capitati degli ostelli fantastici, pulitissimi, super funzionali, che davvero, non avevano nulla da invidiare agli alberghi! Quindi sempre occhio alle recensioni e lasciatevi trasportare dall’avventura in ostello. Gli ostelli si trovano su Booking, ma il sito di riferimento che ho usato di più è Hostelworld senza ombra di dubbio. Filtrando le opzioni è possibile trovare camere private o camerate da un numero preciso di persone a prezzi davvero vantaggiosi.  Un’altra opzione davvero interessante, soprattutto se siete viaggiatori solitari, è il Couchsurfing. Come funziona? Semplicissimo: ci si iscrive al sito e si cerca un divano (magari divano letto) disponibile su cui dormire nella vostra destinazione! Quindi sì, in poche parole si dorme a casa della gente gratuitamente. Lo spirito è quello di essere ospiti di una persona locale, farsi consigliare come muoversi all’interno della città, cosa e dove mangiare, e cose così. Insomma, un’esperienza diversa da quella dell’albergo, che vi permetterà di essere davvero a contatto con la cultura del luogo che state visitando. Ovviamente anche questo sistema è basato sulle recensioni dei precedenti couchserfer, quindi non si corrono rischi! Albergo stile casa coloniale a Merida, MessicoFuton nel ryokan di Hakone, GiapponeCasetta a forma di botte nelle Ebridi Esterne, Scozia [...] Read more...
9 Febbraio 2020Messico / TipsIl Messico è un luogo che sembra difficile da visitare in autonomia, ma con questa favolosa lista di consigli e tips girare questo paese sarà un gioco da ragazzi! Questo non è altro che un elenco di tips che abbiamo collezionato durante il nostro viaggio, un qualcosa da tenere d’occhio prima di partire per essere sicuri di non aver dimenticato nulla.Per leggere tutti i nostri articoli sul Messico, seguite questo link! Abbigliamento & Clima Quale abbigliamento va bene per il Messico? Questa domanda è senza dubbio mal posta. Il Messico è immenso, quindi tutto cambia dalla zona e dal periodo dell’anno. Concentriamoci sulle zone che abbiamo visitato fino ad ora: lo Yucatan e Città del Messico.  La penisola yucateca (qui trovate l’articolo a lei dedicato) senza dubbio volete un abbigliamento estivo. Il clima è di fatti tropicale, quindi il caldo regna sovrano, con variazioni fatte solo da umidità e pioggia. In generale il momento migliore per visitare lo Yucatan è da novembre a maggio, quando la stagione è secca e non rischiate di prendere acquazzoni perenni. Noi siamo stati ad agosto, nel pieno della stagione delle piogge ma non abbiamo preso neanche una goccia d’acqua: siamo stati fortunati! In compenso l’umidità era altissima, ma per essere il periodo sbagliato è andata più che bene. Città del Messico (qui una guida per questa metropoli) risente invece dell’altopiano su cui sorge: il clima è influenzato dai 2200 metri di altitudine ed è sì, umido in estate e secco in inverno, ma le temperature sono decisamente più basse di quelle del tropicale Yucatan.  Acqua L’acqua messicana non è potabile, quindi occhio a cosa bevete. In nostro tips sul Messico in questo caso è quello di munirsi di fermenti lattici da assumere prima della partenza e durante il viaggio per evitare spiacevoli giornate rinchiusi in albergo o emergenze nel bel mezzo della visita ad un sito Maya nella giungla! Non bevete l’acqua del rubinetto e, se riuscite, lavate anche i denti con l’acqua in bottiglia. Per quanto riguarda il ghiaccio che trovate nelle bibite, non preoccupatevi: solitamente è ghiaccio commerciale e viene acquistato già pronto. Non vi fidate di cosa state bevendo? Controllate che il cubetto di ghiaccio abbia un buco centrale, è quella la caratteristica che permette di capire che non è fatto con acqua di rubinetto. Affittare una macchina La nostra scelta di non prendere in affitto un’automobile ma di muoverci con mezzi pubblici e collectivos è risultata ottima una volta che abbiamo visto la guida messicana: il delirio! Non ci sono regole ed il traffico è caoticissimo, e ve lo dice una che ha vissuto la maggior parte della sua vita nel traffico di Roma! Oltre alle preferenze di guida, c’è il problema dei posti di blocco di polizia corrotta che sono spesso fonte di truffe e scam. Inoltre fate bene attenzione all’assicurazione che scegliete con l’autonoleggio per evitare ogni tipo di sorpresa durante il viaggio o alla riconsegna. Assicurazione sanitaria In Messico purtroppo la sanità è privata come negli Stati Uniti e in Giappone, quindi è buona norma viaggiare coperti da un’assicurazione sanitaria per evitare spiacevoli inconvenienti che implicano ingenti spese di denaro. Se usufruite già di un’assicurazione sanitaria nel vostro paese, controllate la sua validità all’estero ed utilizzatela in Messico. Se invece ne siete sprovvisti, fate un preventivo su una delle tante assicurazioni ad hoc per viaggiatori che trovate online (come ad esempio CoverWise, Allianz, Europ Assistance, World Nomads o TravelEasy) e scegliete quella che fa più al caso vostro. Dove dormire? Quando prenotate un alloggio in Messico, il nostro tips è quello di cercare di utilizzare siti sicuri in cui poter controllare le recensioni della struttura per essere certi di non andare incontro a qualche imbroglio. Accertatevi che le camere dell’albergo che avete scelto siano dotate di cassaforte, per poter lasciare sempre al sicuro i vostri oggetti di valore o i vostri documenti quando uscite! Inoltre è buona norma lasciare una mancia alla persona addetta alla pulizia della vostra stanza nella scatolina di cortesia che solitamente si trova in tutte le camere. Lingua Nelle zone turistiche incontrare qualcuno che parla in inglese non è impossibile (dopotutto la maggior parte di turismo è statunitense), e le indicazioni importanti sono sempre sia in spagnolo che in inglese. In generale però non aspettatevi che l’autista dell’autobus o il ristoratore medio conosca una lingua al di fuori dello spagnolo. Poco male per noi italiani che non siamo così distanti dal nostro cugino spagnolo, e quindi ce la possiamo cavare sia nella comprensione che nella pronuncia di parole semplici come la scelta da un menù o il nome di una destinazione! Mancia Lasciare la mancia in Messico è cosa buona e giusta, infatti questa è parte integrante dello stipendio dei camerieri, che senza questa prendono una miseria. Solitamente si lascia almeno il 10% del conto ricevuto! Soldi Girare con i contanti è obbligatorio, infatti il pagamento con carta spesso non è possibile. Non fidatevi a portare tanti contanti e le carte appresso con voi, tutti concentrati nello stesso portafogli! Il rischio di essere derubati c’è sempre, quindi occhio ai vostri averi e tenete sempre le carte e i contanti in luoghi diversi. Per prelevare dagli atm spesso si paga una fee anche se la vostra è una carta che non ha fee su prelievi esteri, quindi il nostro tips sul Messico in questo caso è quello di fare delle prove in giro prima di prelevare per capire quale bancomat vi fa pagare la tassa più bassa. Uber Contrariamente a quanto si può pensare, Uber è un servizio efficientissimo a Città del Messico! Tracciato con gps e pagato direttamente online, è un’ottima alternativa al taxi medio, dove il pagamento è in contanti, il prezzo è indefinito e la truffa è dietro l’angolo. Attenzione ai taxi fermati a caso per la strada: non è impossibile che quello sia un taxi abusivo e falso, creato appositamente per truffare, derubare e rapinare turisti inesperti. Visti Il Messico è visitabile per turismo senza visto per 90 giorni e vi basterà un passaporto valido per almeno 6 mesi! Una volta in loco  è possibile prolungare il permesso di soggiorno temporaneo per altri 90 giorni a discrezione delle autorità locali. 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8 Febbraio 2020MessicoAtterrare a Città del Messico con la luce del giorno è una prima infarinatura di quello che troverete una volta a terra: l’aeroporto internazionale è difatti situato all’interno della città, quindi per arrivarci si sorvolano i palazzi e le strade ad una bassezza davvero notevole. Lo spettacolo che si osserva dal finestrino è sia spaventoso (oh mio dio stiamo atterrando sopra a dei palazzi oh mio dio non c’è spazioooo) che impressionante. La città è immensa, non se ne vede la fine, una vera megalopoli che si arrampica sulle montagne che delimitano i confini naturali dell’altopiano su cui è sorta. Preparatevi a un luogo incredibile, con una cultura variegata e una storia che spesso e volentieri non si conosce abbastanza bene. Tacos al pastor in mano e si inizia!Leggete questo articolo per scoprire i nostri itinerari in Messico, questo per ogni tipo di consiglio! Come muoversi Arrivare a Città del Messico dall’Europa è molto semplice: i voli diretti per l’aeroporto Benito Juarez sono numerosissimi! Se non trovate un volo diretto dalla vostra città, cercate di evitare uno scalo negli Stati Uniti. Infatti quando si prende un volo con stop negli USA, bisogna considerare sempre che passare per il gate dell’immigrazione è d’obbligo. Se trovate una grande fila siete spacciati e perderete sicuramente il volo successivo. Scali in Europa o direttamente in Messico sono da preferire! Spostarsi all’interno della capitale messicana è abbastanza semplice, ma bisogna prendere qualche accortezza: la prima regola è sempre quella di non prendere un taxi fermato a caso lungo la strada. I taxi sono ancora fonte di rapimenti, estorsioni e furti, quindi molto meglio affidarsi a compagnie sicure e non andare alla cieca! Chiamate (o fate chiamare) per prenotare un taxi, oppure dirigetevi al banco di una delle compagnie di taxi all’interno dell’aeroporto per pagare in anticipo la vostra tratta. Una cosa che sorprendentemente funziona molto bene è Uber. Gli autisti di Uber infatti sono tutti tracciati da sistemi gps ed il pagamento avviene online, quindi è tutto parecchio tranquillo! L’unica cosa a cui dovete prestare attenzione è considerare le tempistiche del traffico se, ad esempio, state utilizzando Uber (o un taxi) per recarvi all’aeroporto. I prezzi sono davvero bassi e convenienti, non è assolutamente dispendioso usare Uber per tornare a casa la sera. I mezzi pubblici esistono e sono la patria dei furti, ma con un minimo di attenzione si possono utilizzare senza problemi. A me hanno sconsigliato di prenderli la sera, quindi li ho usati unicamente il giorno per poi ripiegare sul comodissimo amico Uber per gli spostamenti notturni. Le dodici linee della metro sono comode e con soli 5 pesos (circa 20 centesimi di euro) permettono di coprire distanze davvero lunghe! Gli autobus sono un pochino più difficili da prendere! Le fermate non sono ben definite ma, più o meno ad ogni incrocio, si può bloccare il bus con un cenno e salirci al volo. Il biglietto dipende dalla tratta che intendete fare e i prezzi sono davvero bassissimi, ma il vero problema è riuscire a capire chi va dove! Chiedere all’autista è l’unica soluzione delle volte, quindi preparatevi a qualche parola in spagnolo maccheronico per una comunicazione di base nei momenti critici. Una scena comune è quella di autobus pieni con porte aperte e con persone letteralmente “appese” alle uscite, che si reggono in bilico sull’ultimo gradino che permette di salire sul mezzo: una visione divertente da osservare ma difficile da vivere! Per quanto riguarda le escursioni in giornata, noi purtroppo non ne abbiamo fatte per mancanza di tempo. Probabilmente il miglior modo per organizzarle è rivolgendosi alla propria struttura alberghiera per capire se ci sono macchine o pulmini che partono per le varie destinazioni.  Escursioni in giornata Il sito archeologico di Teotihuacan: con le sue splendide piramidi è situato a circa un’ora e mezza dalla città.  Puebla e Cholula due cittadine a circa due ore dalla capitale, situate vicino a delle scenografiche zone vulcaniche. San Miguel de Allende è una città coloniale 3-4 ore a nord di Città del Messico.  Must do a Città del Messico Passeggiare tra i vicoli colorati di Coyoacan. Mangiare tacos al pastor finché non ne sarete sazi e stufi (se riuscite a stufarvi!) Scoprire che le chapulines sono dei grilli solo dopo aver ordinato una pietanza che le contiene (sì, ci è accaduto davvero!) Comprare prodotti locali in uno dei numerosissimi mercatini dell’artigianato della città. ZOCALO (& dintorni) Lo Zocalo è il cuore pulsante del “centro” (se di centro si può parlare in un luogo così vasto) di Città del Messico. Templo Major è il punto di partenza per un itinerario a piedi nella zona: si tratta delle rovine del tempio più grande della antica Tenochtitlán, capitale dell’impero azteco. La gigantesca plaza de la Constitucion situata accanto alla zona archeologica e davanti alla cattedrale di stampo spagnolo, permette subito di rendersi conto della grandezza di Città del Messico: è un rettangolo immenso! Al suo centro, la scorsa estate, c’era un mercato dell’artigianato locale che si snodava all’interno di due padiglioni dall’area enorme, davvero caratteristico ed ottimo per comprare qualche ricordo di viaggio. Procedendo verso Ovest si incontra av. 5 de Mayo, che conduce alla bellissima Casa de los Azulejos, al Palacio Postal (assolutamente da visitare rapidamente: ha degli interni favolosi), al palacio de Bellas Artes e al parco dell’Alameda Central. I colori sgargianti fanno da padroni in questa zona del centro città! E dopo tutto questo camminare, un pranzo veloce ci vuole. Noi ci siamo gustati un taco al pastor accompagnato da un’aqua de sabor al mamey a “El Buen Taco”! CHAPULTEPEC Non lontano (considerando le distanze immense di Città del Messico) dalla zona dello Zocalo, si trova Chapultepec, un “monte” circondato da un grande parco che contiene laghi, zone boscose e monumenti storici. La zona limitrofa al parco è differente da quella vicina a Plaza de la Constitucion: alti grattacieli in vetro e metallo definiscono lo skyline, dando vita ad un quartiere moderno e meno caratteristico. All’interno del Bosque de Chapultepec, oltre al Museo Nazionale di Storia e al Museo Nazionale di Arte Moderna, troviamo il famosissimo Museo Nazionale de Antropologia un luogo incredibile, da visitare assolutamente al modico prezzo di circa 3 euro (75 pesos). Questo museo è diviso in due piani, ed è il piano terra a suscitare il maggiore interesse: qui sono conservati dei manufatti dei Mexica (ovvero gli Aztechi), dei Maya, e di tutte le civiltà precolombiane che hanno popolato l’intero Messico. Quanto si impara passeggiando un paio di ore in questo museo? Tantissimo. È impressionante osservare questi oggetti maestosi e pensare alla loro storia, alle loro origini e a quando sono stati creati! E tutto questo a soli 75 pesos. Incredibile! COYOACAN Coyoacan è stato il mio quartiere preferito di Città del Messico, senza alcun dubbio. Questa è una delle numerose zone che sono nate come paesini indipendenti, per poi essere inglobate all’interno della metropoli. L’essere una zona con la propria personalità è proprio la caratteristica chiave di Coyoacan che sembra una cittadina coloniale del tutto estranea allo Zocalo! Case basse, mura colorate, piazzette ricche di vegetazione, mercatini nascosti: tutto è meraviglioso. I punti chiave di questo quartiere che non possono essere ignorati durante una visita sono Plaza Hidalgo, la vicinissima Fuente de los Coyotes: partendo da qui iniziate a percorrere qualche viuzza per perdervi tra i mille colori che Coyoacan mette a vostra disposizione! Una visita alla famosissima Casa Azul, l’abitazione di Frida Kahlo e Diego Rivera, è d’obbligo! Benché sia un luogo altamente turistico, la visita è davvero gradevole e il prezzo d’ingresso è di circa 10 euro. Controllate l’orario di chiusura, perché chiude relativamente presso per gli orari messicani. Se la rivoluzione russa vi è rimasta nel cuore, allora non dovete perdervi la Casa-Museo di Leòn Trotsky, che si rifugiò proprio nel cuore di Coyoacan durante il suo esilio dall’Unione Sovietica. Un pezzo di storia che si ripassa sempre con piacere, soprattutto se si passeggia in una casa messicana piena di cactus, conigli e galline! SAN ANGEL Ed eccoci in un altro quartiere che possiede lo stesso spirito di Coyoacan, un luogo che è nato come zona indipendente e che poi è stato inglobato nella grande metropoli: parliamo di San Angel, una zona variopinta, con grandi cespugli di bouganville e numerosi parchetti, famosa per i suoi mercatini di artigianato locale presenti durante il weekend!  I ristorantini nella zona sono tantissimi, ma se avete voglia di mangiare cucina tradizionale messicana, vi consigliamo il Barbacoa di San Angel, che si trova proprio su Plaza San Jacinto.  Museo di Frida Kahlo Atrio de san Francisco e casa de los Azulejos Fontana con coyoti di Coyoacan Siesta con smartphone, museo di Frida Kahlo Museo casa di Leon Trotsky Jardin Centenario, Coyoacan [...] Read more...
8 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / MessicoPartiamo subito con uno dei luoghi più famosi: la penisola dello Yucatan, situata a Sud-Est del Messico, un luogo tropicale meraviglioso visitabile in quasi tutti i periodi dell’anno. È suddiviso in tre stati: Quintana-Roo, Yucatan e Campeche. Il nostro itinerario (leggete questo articolo per i nostri itinerari consigliati) si è limitato alle prime due zone purtroppo, ma è tutto molto bello. Questa porzione di Messico è l’antica patria della civiltà Maya, di fatti è una zona ricchissima di siti archeologici conservati in buonissime condizioni. Questo stato di conservazione è dovuto al fatto che il periodo di auge della civiltà Maya è molto precedente alla colonizzazione spagnola del Messico. Alcuni degli attuali siti archeologici erano totalmente abbandonati  quando gli europei hanno invaso il paese, mentre altri erano notevolmente ridotti rispetto al periodo d’oro della civiltà Maya, ed erano abitati dai discendenti di questo popolo che non rappresentavano una minaccia per gli spagnoli.  Detto questo passiamo alle notizie pratiche sulla penisola dello Yucatan: come muoversi, cosa vedere e dove mangiare! Leggete queso articolo per trovare consigli generici sul viaggiare in Messico. Come muoversi Spostarsi nello Yucatan, che tasto dolente. Intanto, come arrivare nello Yucatan: ci sono voli diretti dall’Europa sia per l’aeroporto di Cancun che per quello di Merida. Un’altra opzione è fare scalo a Città del Messico e poi prendere un volo low-cost messicano. Noi abbiamo usato questa seconda opzione e abbiamo usato la compagnia Interjet per volare all’interno del Messico: ci siamo trovati davvero bene.  Per muoversi all’interno dello Yucatan sono molto comodi i pullman della ADO, una compagnia di autobus privati che collega molte delle città yucateche a prezzi davvero economici. Controllate sul loro sito per farvi un’idea dei prezzi e delle durate dei tragitti.  Un’altra opzione è quella di affittare una macchina: i pro sono numerosi, ma abbiamo sentito tante storie spiacevoli su come vengono ingannati e imbrogliati i turisti che guidano in Messico, che abbiamo deciso di evitare l’autonoleggio.  Ma eccoci giunti alla parte più divertente, ovvero come muoversi per brevi tragitti, per escursioni in giornata, per tratte all’interno delle città. Il mezzo di trasporto più comune sono i collectivos, dei minivan da una decina di posti che coprono delle tratte piccine di pochi chilometri, come fossero un autobus. La differenza è che i collectivos sono delle specie di taxi collettivi, che non hanno né fermate specifiche né tariffe specifiche: funziona un po’ tutto come direbbe il buon Ferretti. Come si fa perciò a prendere questi collectivos? Fondamentalmente ci si ferma ad un angolo della strada e quando se ne avvista uno, gli si fa cenno di fermarsi e gli si chiede (rigorosamente in spagnolo) se arriva alla destinazione desiderata. Qualora la risposta sia affermativa, si salta a bordo! Il prezzo? Chissà. Sempre molto basso, per carità, ma varia a discrezione dell’autista! Per quanto riguarda le escursioni in giornata invece, nel centro delle varie cittadine e nelle varie strutture alberghiere, ci sono sempre dei tour organizzati, dei pullman che organizzano un giro specifico tra cenotes e siti Maya, o pacchetti che permettono di affittare un autista per una giornata per un determinato itinerario. I prezzi non sono alti, e questa è la scelta più semplice per chi non ha la macchina ma desidera vedere determinati luoghi all’interno di una sola giornata.  Escursioni in giornata Chichen Itza si visita in giornata da Merida o da Valladolid. I cenotes più famosi che sono tutti nella zona di Valladolid. Las Coloradas, la laguna rosa situata a Nord dello Yucatan, si raggiunge sia da Cancun che da Valladolid. Uxmal ed Ek Balam sono altri siti Maya che si raggiungono in giornata da Merida o da Valladolid. Must do in Yucatan Fare snorkeling sulla barriera corallina della costa Maya e soprattutto…nuotare con le tartarughe marine! Visitare almeno un sito archeologico Maya. Fare il bagno nei cenotes sacri e stupirsi di quanto siano profondi. Mangiare una marquesita a Merida passeggiando per le vie del centro. TULUM Appena si arriva a Tulum ci si sente come in una cittadina degli Stati Uniti: una manciata di case a 4 km dal mare, due grosse autostrade che la tagliano da nord a sud e da est a ovest e delle gigantesche pompe di benzina. Ma dove diamine siamo finiti? E io che mi aspettavo un villaggetto tropicale! Invece no, Tulum è un piccolo agglomerato di stampo statunitense che campa di turismo perché a pochi chilometri da spiagge bianche tropicali con palme e tartarughe.  Purtroppo negli ultimi anni questo turismo è in forte declino a causa del surriscaldamento globale: il drastico cambiamento climatico che il nostro pianeta sta vivendo ha alimentato il sargassum, un’alga che cresce a dismisura e viene trasportata a riva dalle onde. Questo ovviamente rovina tantissimo il turismo balneare, perché il cristallino mare caraibico sembra “sporco”. Controllate i movimenti del sargasso qui prima di prenotare il vostro soggiorno a Tulum, perché la possibilità di trovare un mare pieno di alghe non è nulla. A parte questo, Tulum è un luogo che mi ha molto stupito: appena fuori dalle due autostrade si trovano delle viette rurali e caratteristiche. Mi aspettavo un luogo più turistico e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il lungomare è costellato di resort di lusso che hanno l’accesso diretto alla spiaggia,  ma soggiornare a Tulum è fattibile perché arrivare al punto di accesso alla playa publica non è difficile e ci vuole poco con un collectivos (se si riesce a capire dove va!) e una piccola camminata. Assolutamente da visitare la zona archeologica di Tulum, che racchiude uno degli antichi porti Maya. La posizione di alcuni degli edifici segnalava alle barche come avvicinarsi alla costa senza scontrarsi sulla barriera corallina. Conviene visitarlo la mattina presto (apre alle 8), prima che il sole sia troppo forte, e la visita dura circa un’ora. L’ingresso costa 70 pesos (circa 3 euro!), e per una cifra del genere vale assolutamente la pena. Caratteristica di questo luogo, come tutti i siti Maya, sono le gigantesche iguane che gironzolano indisturbate tra le rovine. Una di loro stava per cadermi in testa dopo essersi arrampicata su una palma: non so come sia possibile, ma è realmente accaduto. Un misto di curiosità e impressione mi ha fatto apprezzare queste bestiole che sembrano proprio dei draghetti!  Dalle rovine si arriva a piedi alla spiaggia, potrete sia trovare ristoro sotto le palme, sia affittare un ombrellone. Noi ci siamo sentiti ricchi e abbiamo preso un ombrellone e due lettini (anche perché le palme erano tutte occupate e la nostra carnagione bianca-morto non ci permetteva di stare tutto il giorno al sole) al modico prezzo di circa 6 euro a testa per tutta la giornata. Se poteva fa! Playa Paraiso è il luogo più famoso, davvero un sogno! Ma l’esperienza del mio cuore che è possibile fare da queste parti (ma anche in altre spiagge come Akumal o direttamente a Isla Muheres) è la nuotata con le tartarughe marine. Avete mai visto il cartone della Pixar “Alla ricerca di Nemo”? Ecco. UGUALI! Vi lascio immaginare l’emozione infinita. Mi raccomando di non toccare le tartarughe e di rispettare il loro habitat naturale. Il prezzo di questa esperienza pazzesca è di circa 20 euro a persona, a seconda di quale pacchetto di snorkling prendete dai venditori in riva al mare. Ne vale assolutamente la pena; giubbotto salvagente, maschera e pinne sono incluse nel prezzo. Purtroppo non avevamo una go-pro per riprendere quello che abbiamo visto, ma vi lascio il link a un video youtube che riproduce fedelmente l’esperienza. Dove mangiare: ad eccezione della colazione, che abbiamo reputato costose per lo standard locale, le cene sono state abbastanza economiche. Il primo ristorante che ci sentiamo di consigliare è El Canaston, un posto carinissimo con un chiosco all’aperto e dei tavolini colorato sotto una tettoia che fa tacos buonissimi e anche una ceviche pazzesca (e parecchio piccante!). El Asadero è invece un ristorante che fa carne e pesce alla griglia; è abbastanza turistico e infatti i prezzi sono un pizzico più alti e il menu è anche in inglese. Infine consigliamo anche Don Cafeto, una specie di trattoria messicana situata sulla via principale. Tavolini all’aperto, piatti tipici della zona e una valanga di nachos gratuiti come aperitivo. VALLADOLID Città coloniale nel cuore dello Yucatan, Valladolid è il perfetto punto di partenza per fare delle gite in giornata nei dintorni. È un luogo incredibile: se con Tulum ero rimasta turbata dal fatto che fosse un posto stile USA, Valladolid è il paesino messicano che ti aspetti. Casette basse dalle mura dai colori sgargianti si snodano nei vicoli attorno ad una piazzetta con una chiesa coloniale, negozietti e botteghe di artigiani, bancarelle di tortillas e tacos, venditori ambulanti che distribuiscono dolcetti piccanti. Insomma, il Messico dei film e dei cartoni animati. Valladolid si gira in pochissimo, anche perché oltre al cenote Zaci situato a pochi passi dalla piazza centrale, non c’è moltissimo da vedere, quindi ci si può dedicare comodamente a girarne i dintorni. Degno di menzione il convento di San Bernardino che ogni sera alle 9:30 offre un magnifico spettacolo. Una voce narrante racconta la storia di Valladolid seguendo le immagini luminose che vengono proiettate direttamente sulla struttura del convento. Avevo sottovalutato questo evento quotidiano, che invece è davvero prodotto con cura.  Dove mangiare: consigliatissimo il ristorante Casa Conato, che di primo impatto dall’esterno sembra un negozietto, e invece una volta superata una zona in cui è venduta oggettistica, si arriva in un ristorantino con una coloratissima terrazza in cui cenare. Vicino al convento di San Bernardino si trova invece la Taberna de los Frailes, in cui abbiamo mangiato un’ottima zuppa verde a base di chaya, una pianta tipica della zona che viene utilizzata per cucinare. CHICHEN ITZA Il sito Maya più famoso del Messico è proprio Chichen Itza (che si pronuncia cicenitzà), anche se Uxmal  sembra migliore a detta dei messicani perché è meno turistico! Ma purtroppo noi non abbiamo avuto tempo di vederli entrambi. È proprio a Chichen Itza che si trova la famosissima piramide Maya che tutti abbiamo visto in qualche libro nella nostra vita, El Castillo. Questo sito archeologico è molto grande e molto turistico, quindi il consiglio che si riceve è quello di programmare la visita la mattina presto, in modo da evitare le ore troppo calde. In una mattinata si visita comodamente, e il biglietto d’ingresso costa circa 480 pesos (più o meno 20 euro scarsi). Preparatevi ad essere assaliti dai venditori ambulanti che sono numerosissimi all’interno del sito: ne troverete in ogni stradina, prontissimi a vendervi le loro maschere Maya intagliate nel legno. Come raggiungere Chichen Itza? Bene, questo è il dilemma principale. Il sito archeologico si trova a 70km da Valladolid e a 115km da Merida, quindi raggiungibile in giornata da entrambi i posti. Il modo più comune per arrivare è prenotare qualche tour o affittare tramite l’albergo in cui si alloggia un tour privato per raggiungere Chichen Itza (e magari qualche cenote) in poco tempo. I prezzi sono sempre parecchio bassi e quindi questa soluzione è tra le più comode da quel che ho scoperto. Ovviamente ci sono anche dei collectivos che coprono queste tratte, ma è davvero complicato capire da dove partono, a che ora, quanto costano e quanto tempo ci mettono, perché tutto funziona proprio come dice il Maestro.  CENOTES I cenotes sono una delle caratteristiche più incredibili dello Yucatan: delle grotte carsiche totalmente o in parte collassate in cui si sono formate delle piscine naturali di acqua dolce (più di rado salata), collegate tra di loro da tunnel sotterranei. Questa particolare formazione geologica è molto comune in questa zona di Messico, dove i cenotes sono davvero numerosissimi. Spesso l’acqua è profonda decine e decine di metri, ed originariamente venivano utilizzati dai Maya come pozzi in cui gettare le vittime dei loro sacrifici umani. Personalmente l’idea di avere sotto di me 50 metri di acqua o più, mi ha un po’ inquietata! Ma lo spettacolo naturale che regalano questi luoghi è comunque incredibile. Solitamente si lasciano i propri averi in degli armadietti per poter godere dell’esperienza dei cenote in tutta tranquillità, ma fate molta attenzione a quello che portate con voi (o che lasciate negli armadietti) perché lasciarci cose di valore non è molto sicuro. Sono sempre disponibili dei giubbetti di salvataggio da indossare per nuotare: prendeteli senza timore se non siete degli abili nuotatori.  Se siete amanti delle immersioni subacquee, i cenotes sono perfetti per voi! Infatti la rete di grotte sotterranee è famosa per essere uno dei luoghi preferiti dai sub. Per queste esperienze è necessario contattare guide esperte perché gli itinerari non sono affatto semplici e abbiamo letto che è capitato che delle persone si siano perse sott’acqua (con tutti i pericoli che questo comporta). Il cenote più famoso è senza dubbio Ik Kil, che si trova non lontano da Chichen Itza. Lo spettacolo delle liane che scendono fino all’acqua verde brillante è davvero incredibile. Altri cenotes degni di nota sono Zaci, il piccolo cenote all’interno di Valladolid, che sembrerebbe un cenote sfigatello e poco turistico, ma ha un colore verde davvero bello. Il cenote Oxman è di un blu intenso e permette di tuffarsi in acqua lanciandosi da una corda che funge da liana. Quello di Samula invece è coperto e ha un solo foro circolare sul soffitto, da cui entra un fascio di luce che illumina la piattaforma di roccia che raggiunge il centro della grotta. L’ingresso dei vari cenotes è a pagamento, ed il prezzo oscilla sempre intorno agli 80 pesos, eccezion fatta per il cenote Zaci che invece costa solo 25 pesos. In tutti i cenotes ci sono spesso ristoranti o bar in cui è possibile mangiare o bere prima o dopo aver fatto un tuffo in acqua. MERIDA Ed eccoci arrivati a Merida, la città più grande della penisola yucateca, nonché capitale dello stato dello Yucatan. È una città coloniale con una piazza centrale su cui si affaccia una cattedrale. Le casette basse e colorate ci sono ancora, ma a differenza di Valladolid è tutto più grande e più caotico. Si gira comodamente in una giornata, e noi abbiamo avuto la fortuna di passeggiare e soprattutto di mangiare con un amico che è proprio originario di Merida!  Il sabato sera le vie del centro sono chiuse alle macchine e diventa tutta una grande zona pedonale. Momento perfetto per andare a prendere un helado (che non è proprio un gelato, ma una specie di sorbetto cremosissimo) nella Dulceteria y Sorbeteria Colon, proprio nella piazza centrale.  Provate il sorbetto al mamey o alla pitaya, sono davvero buonissimi!  Anche la marquesita è inevitabile a Merida: si tratta di una specie di crepes croccante cotta alla piastra e poi arrotolata che si può mangiare sia dolce che salata; il condimento tradizionale è il formaggio. È un tipico street food yucateco, quindi lasciatevi tentare senza timore da una delle numerose bancarelle che trovate in strada. Per mangiare invece ci siamo sempre spinti verso la periferia (sempre grazie a questo amico messicano che ci ha portato in macchina in ristoranti più locali), eccezion fatta per un pranzo durante il quale abbiamo mangiato a Los Almendros. Questo ristorante di cucina tipica yucateca è davvero eccezionale: musica dal vivo e cibo incredibile a prezzo basso. Provate il queso relleno, non ve ne pentirete assolutamente. Playa Paraiso, Tulum Cenote Ik Kil Cenote Zaci, Valladolid Zona archeologica, Tulum Casette colorate, Valladolid [...] Read more...
8 Febbraio 2020Itinerari / MessicoIl Messico è immenso. Quasi 2 milioni di chilometri quadrati da esplorare in lungo e in largo: dove cominciare? Il nostro viaggio è iniziato nello Yucatan (che trovate in questo articolo ) e si è poi spostato nella capitale Città del Messico (che raccontiamo qui). Ma le zone bellissime da visitare sono davvero tante! La penisola yucateca concentra in un luogo girabile con i mezzi pubblici spiagge caraibiche, siti Maya e cittadine coloniali: il luogo perfetto per il primo itinerario in questo splendido paese. Il nostro consiglio è di pianificare un itinerario di almeno 10 o 15 giorni. In questo modo potrete smaltire il lungo viaggio e per godere a pieno l’esperienza messicana. Tacos in mano e si parte! Come Muoversi Raggiungere il Messico dall’Europa non è troppo difficile ma nemmeno troppo economico. Ci sono voli diretti da diverse città europee sia per Città del Messico che per nella per lo Yucatan, le due zone del Messico che abbiamo visitato al momento. I prezzi non sono molto bassi, ma è possibile abbassarli aggiungendo uno scalo all’interno del volo. È preferibile fare scalo in Europa o direttamente in Messico ed evitare lo scalo negli Stati Uniti. Per quest’ultimo infatti il passaggio interno all’aeroporto per cambiare volo, spesso e volentieri include il passaggio per la frontiera di immigrazione. Ciò significa che dovrete avere con voi il visto di entrata negli Stati Uniti (l’Esta) e dovete prepararvi ad una possibile lunga fila, a causa della quale alcune volte può accadere di perdere la coincidenza.  Una bella rogna che si può facilmente evitare scegliendo scali differenti! Per gli spostamenti interni al Messico, due sono le opzioni: voli interni o pullman, la cui scelta è determinata dalla distanza che dovete percorrere. Il Messico è immenso, quindi spesso e volentieri un volo interno è d’obbligo! Le compagnie aeree Messicane con più voli sono Aeromexico, Interjet, Volaris e VivaAerobus; a noi è capitato di prendere un volo Interjet da Città del Messico a Cancun, e ci siamo trovati davvero bene. Quando invece volete spostarvi per qualche centinaia di chilometri (come ad esempio accade quando ci si muove nella penisola dello Yucatan) allora i pullman della ADO fanno al caso vostro. Si tratta di pullman di linea che partono dalle stazioni principali dei bus delle varie cittadine, e creano una fitta rete di collegamenti via terra. Controllate il sito della compagnia per farvi un’idea sulla durata dei viaggi, sugli orari di partenza e sui prezzi (che, vi spoilero in anticipo, sono sempre parecchio bassi). Per quanto riguarda le città, ognuna ha le sue regole (o meglio, non-regole) sugli spostamenti! I mezzi pubblici sono una vera e propria avventura senza indicazioni o prezzi precisi a seconda della località in cui vi trovate, ma approfondiamo meglio questo argomento nei vari post sulle diverse zone del Messico.  In alcune città (come città del Messico) si può tranquillamente utilizzare Uber: è sicuro e non ha alcun problema di pagamento. L’avvertimento importantissimo in Messico è quello di non prendere mai un taxi fermato a caso lungo la strada: ancora oggi furti o aggressioni accadono in questo modo. Chiedete sempre al vostro albergo di prenotare un taxi per voi oppure prenotatelo tramite gli stand interni agli aeroporto (o telefonate alla compagnia di taxi locale se conoscete bene lo spagnolo!) Itinerari da 15 giorni L’itinerario più famoso e turistico è senza dubbio quello della penisola dello Yucatan, a cui dedichiamo un intero post qui. In 15 giorni si gira davvero in lungo e in largo alternando mare caraibico, siti archeologici Maya e città coloniali. Partendo da Cancun (2), si possono trascorrere dei giorni nella caraibica Isla Mujeres (3) o spostarsi verso sud lungo la costa, per raggiungere Tulum (4) e godere anche lì di spiagge caraibiche. La seconda tappa è senza dubbio Valladolid (5) da cui si visitano comodamente in giornata diversi siti Maya e i numerosi cenotes. In seguito si può proseguire verso Merida (6) come ultima meta dell’itinerario. Ovviamente è tutto adattabile e modificabile a seconda delle esigenze, infatti si possono diminuire i giorni di mare per aumentare quelli dedicati a città e siti archeologici per spingersi magari anche verso Campeche. Una seconda idea di itinerario è quella che prevede di passare una sola settimana nello Yucatan, visitando solo una località di mare (3) o (4) e poi gettandosi nell’entroterra a Valladolid (5) per visitare le zone Maya e i cenotes, per poi trascorrere la seconda settimana a Città del Messico (1)! La capitale messicana è immensa, quindi impossibile girarla interamente in tempo finito. In una settimana però potrete avere un’idea delle zone principali e della sua cultura. Una zona che sappiamo essere fighissima è il Chiapas che noi purtroppo non abbiamo ancora visitato. Vi rimandiamo al post di Miprendoemiportovia per consigli e itinerari su questa porzione di Messico! Museo National de Antropologia, Città del Messico Ufficio postale, CIttà del Messico Casa de los azulejos, Città del Messico Mezcaleria, Tulum [...] Read more...
8 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / Sud Est AsiaticoIn questo articolo non troverete una guida esaustiva su cosa mangiare nel Sud Est Asiatico, quanto un elenco di cibi e locali che abbiamo trovato particolarmente interessanti e che vi consigliamo! Inoltre, in quanto viaggiatrice vegetariana, condivido alcuni consigli su quali sono le migliori offerte vegetariane delle varie cucine locali.Per leggere i nostri articoli sul Sud Est Asiatico, seguite questo link! Pesce alla  griglia, street food presso mercato serale di Luang Prabang Fonduta Laotiana, ristorante Dyen Sabai presso Luang Prabang LAOS Lo street food in Laos, specialmente a Luang Prabang, è incentrato su diverse varietà di carne e pesce allo spiedo e cotti alla griglia. Particolarmente famose sono le salsicce di Luang Prabang, una specialità a volte leggermente piccante ma di sicuro molto gustosa. Gli spiedini alla griglia vengono solitamente offerti con un contorno di sticky rice (letteralmente, riso appiccicoso) servito in piccoli cestini di bamboo. Altri prodotti molto comuni sulle bancarelle in Laos sono gli involtini fritti o di verdure fresche avvolti in una sottile carta di riso (V), i ravioli di carne o vegetariani alla piastra, insalata di papaya (con pesce fermentato),  laap ovvero un’insalata con carne tritata molto speziata. La fonduta Laotiana (o BBQ Laotiano) consiste in una piastra riscaldata che viene allestita direttamente al tavolo e dove ci si può grigliare carne, tofu o verdure. Il bordo della piastra viene riempito di acqua calda così che, mentre parte del cibo viene grigliato, noodles, uova e insalata vengono cotti in un brodo molto saporito. Se volete provarla, consigliamo il ristorante Dyen Sabai a Luang Prabang (fonduta+cocktail per l’equivalente di 6€). Come dolce, si possono trovare dei mini pancake al cocco, frullati di frutta fresche con tutte le combinazioni più svariate e mango con sticky rice. VIETNAM Per la felicità dei nostri amici vegetariani, il Vietnam offre non solo una larga varietà di ottimi cibi vegetariani ma pure diversi ristoranti dedicati alla cucina vegetariana! Quanto lusso! I Banh Mi sono delle baguette ripiene. Questo “piatto” è un’eredità del periodo coloniale francese ed è perfetto per qualunque momento della giornata, persino a colazione! Vengono offerti con un patè di carne o con uova e insalata (V). Il migliore Banh Mi lo abbiamo mangiato ad Hanoi presso il locale Banh Mi 25 (birra+Banh Mi per l’equivalente di 1,20€). Molto spesso i ristoranti offrono una vasta scelta di piccoli contorni di carne, verdure e tofu che vengono accompagnati da salsine e sticky rice. Le zuppe di verdure, noodles e carne sono un piatto molto comune in Vietnam: ad Hanoi prende il nome Bun Cha, ad Hue viene servito come Bun Bo. La carne puo’ essere grigliata o sottoforma di polpette, zuppa puo’ andare dal bevibile all’estremamente piccante. È possibile assaggiare la versione vegetariana presso il ristorante Bun Cha ad Hanoi. Sticky rice con contorni vegetariani, ristorante Lien Hoa, Hue Colazione con Bun bo e caffè vietnamita. Hue Zuppa di verdure e curry massam vegetariano con sticky rice, Chang Mai Involtino fritto con pad thai vegetariano, Chiang Mai THAILANDIA In Thailandia lo street food la fa da padrone, e le migliori cene saranno proprio quelle consumate in uno dei tanti mercati serali, soprattutto se vi trovate a Chiang Mai. I piatti di noodles (pad thai) e riso (fried rice) non mancheranno mai e verranno sempre offerti in diverse varianti, vegetariani, con carne o pesce. Il mio consiglio è aggiungere delle noccioline sbriciolate sul pad thai! Il curry thailandese è un piatto a base di curry, latte di cocco, verdure, carne o frutti di mare e viene servito rigorosamente con dello sticky rice. A seconda del curry usato, il piatto può essere più o meno piccante. Le diverse varianti in ordine di piccantezza sono rosso (“delicato”), giallo, e verde (estremamente piccante). Una quarta variante è il curry massam a cui vengono aggiunte altre spezie tra cui cumino e cannella. Per addolcire il curry si può aggiungere un pesto di noccioline.  [...] Read more...
8 Febbraio 2020Sud Est Asiatico / TipsUna piccola collezione di tips random sul Sud-Est Asiatico è stata stilata su questa pagina. Alcuni sono scontati e prevedibili, ma è sempre bene ripeterli; altri sono stati scoperti solo durante il viaggio, quindi ancora più utili se state programmando il vostro primo viaggio nel Sud-Est Asiatico. Se avete altri consigli e volete contribuire all’espansione di questa pagina per aiutare i futuri viaggiatori, lasciateci un commento, e seguite questo link per tutti i nostri articoli sul Sud Est Asiatico! Lonely Beach, Koh Chang Abbigliamento Una cosa è certa, nel Sud Est Asiatico fa caldo e l’aria è incredibilmente umida, quindi non ci sarà da stupirsi se sarete costantemente sudati dal mattino alla sera. Per questo motivo consigliamo un abbigliamento che si possa lavare (o meglio asciugare) facilmente. Un trucco può essere indossare il costume al posto della biancheria intima. In questo modo potrete lavarlo anche ogni sera con la certezza di trovarlo asciutto il giorno dopo, e vi verrà comodo anche per le vostre tappe al mare.  Per le ragazze è indispensabile portare sempre con sé una pashmina o un pareo di dimensioni abbastanza grosse, per poterlo legare attorno alla vita prima di entrare nei templi, dove è proibito entrare con i pantaloncini corti. In alcuni templi questa restrizione si applica anche agli uomini. Acqua Per evitare di contrarre qualsiasi tipo di malattia intestinale, bisogna fare attenzione a cosa si mangia o si beve. Ovviamente l’acqua del rubinetto non è potabile e quindi è necessario avere sempre qualche litro di acqua in bottiglia a portata di mano non solo per bere ma anche per lavarsi i denti, per evitare ogni rischio. Bisogna fare attenzione anche a non bere bibite contenenti ghiaccio (visto che potrebbe essere fatto con acqua del rubinetto), o frullati di frutta con la buccia (visto che, di nuovo, potrebbe essere stata lavata con acqua del rubinetto). Facile a dirsi, dico io! Anti-zanzare Prima di partire per il Sud Est Asiatico è opportuno informarsi sulle precauzioni da prendere contro la malaria. Per quanto sia estremamente raro contrarre questa malattia nelle zone più turistiche è fondamentale proteggersi dalle punture di zanzara, specialmente se si ha in programma di visitare il Laos dove il rischio di malaria è presente ovunque ad eccezione della capitale. L’anti-zanzare più efficace ha una percentuale di DEET superiore al 40%, come ad esempio l’Autan Tropical o il Jungle. Ricordatevi che gli anti-zanzare vapo e spray sono considerati liquidi quindi possono essere portati nel bagaglio a mano solo se con capienza minore di 100ml. Altrimenti potete acquistare l’anti-zanzare in qualsiasi negozio o supermercato una volta arrivati (una marca con alta percentuale di DEET e’ lo Sketolene). App di conversione valuta Paese che vai, moneta che trovi! Questa non è certo una novità. Peccato che il Sud Est Asiatico è tristemente famoso per l’elevato numero di scam o fregature verso i turisti. Quindi è necessario stare attenti, soprattutto quando i prezzi vengono detti a voce in un inglese un po’ traballante: ci vuole un attimo a capire male e farsi fregare. È consigliabile scaricarsi un app gratuita di conversione della valuta così da avere chiaro in mente la cifra che si sta spendendo, non solo in moneta locale, ma anche in euro. Bidet Bidet, questo sconosciuto! Pochi paesi sono attrezzati nel campo dell’igiene personale come l’Italia. Sorprendentemente, Thailandia, Laos, e Vietnam non mancano di tale lusso! Il bidet però non ha le forme e dimensioni di quelli a cui siamo abituati in Italia, ma e’ una doccetta appesa di fianco al gabinetto che genera un forte getto d’acqua. Tale e tanto igiene, viene compensato dall’impossibilità di buttare la carta igienica nel gabinetto! Anzi a volte i bagni sono proprio sprovvisti di carta igienica, giusto per non farvi cadere in tentazione… Maps.Me Il roaming gratuito è una bellissima cosa, a cui ci siamo abituati fin troppo facilmente. Peccato però che Thailandia, Laos, e Vietnam (cliccate i paesi per trovare le nostre guide a riguardo) non siano inclusi in questo accordo. Quindi è necessario partire organizzati, stampando o scaricando in anticipo tutto ciò di cui potrete aver bisogno. Quello che non vi dovrà mai mancare sono le mappe offline dei posti che vorrete visitare sia per farvi da navigatore in macchina che per guidarvi lungo le vostre camminate. L’app gratuita che vogliamo consigliarvi è Maps.me per sistemi Android e iOS, con mappe estremamente dettagliate e gratuite di tutto il mondo. Al contrario di Google Maps, Maps.Me indica molti più percorsi pedonali, navigazione e ricerche offline.  Medicine Oltre all’usuale pacchetto di medicine che ognuno di noi si porta in valigia, è necessario portarsi qualche medicina per bloccare episodi di diarrea in casi di emergenza e una buona dose di fermenti lattici per aiuta l’intestino a sopportare il cambio drastico di dieta e ritrovare il proprio equilibrio. La profilassi dei fermenti lattici dovrebbe cominciare una settimana o dieci giorni prima della partenza e continuare per tutto il viaggio. In caso di emergenza, i fermenti lattici si possono comprare anche in loco, ma per non rischiare inutili incomprensioni il/la farmacista è consigliabile fare una bella scorta prima di partire.  Ritirare i soldi Ah, che tasto dolente. È una di quelle cose di cui purtroppo non si può fare a meno ma che comporta sempre spiacevoli spese extra. A meno che…. a meno che non entriate in una banca in Thailandia e semplicemente chiediate di ritirare i soldi ad uno sportello invece che dal Bancomat. Vi basterà presentare la vostra carta di credito/debito e il passaporto ed otterrete i vostri Baht senza spendere inutili tasse di prelievo. Per avere altri consigli su come cambiare soldi in una valuta diversa dalla vostra, consultate questa pagina! Vaccini Il viaggio nel Sud Est Asiatico non comporta l’obbligo di vaccini. Ciò nonostante è consigliabile consultare un medico circa un mese prima della partenza.  Nella vostra ASL potete prenotare un’appuntamento presso il “dottore per i viaggiatori” che vi consiglierò su quali sono i vaccini raccomandabili per le zone che andrete a visitare. Solitamente si parla di Epatite A, Tifo, e Colera il cui prezzo si aggira intorno a un centinaio di euro in totale. La copertura di questi vaccini varia dai 3 ai 5 anni, informazione che può essere utile se si hanno in programma altri viaggi “esotici”. Visti Thailandia – il visto turistico non è necessario per periodi di permanenza di meno di 30 giorni. Laos – è necessario acquistare il visto alla frontiera aeroportuale e terrestre senza bisogno di richiederlo prima della partenza. Il visto costa 35 dollari e bisogna portare una fototessera. Vietnam – il visto turistico non è necessario per periodi di permanenza di meno di 15 giorni. Se si desidera trascorrere più di 15 giorni in Vietnam o se si pianifica di uscire e poi rientrare nel paese a meno di 30 giorni di distanza, è necessario richiedere un visto online o presso l’Ambasciata Vietnamita in Italia  o acquistarlo direttamente alla frontiera pagando una sovrattassa. Zaino Viaggiando attraverso Thailandia, Laos e Vietnam non c’e stato albergo o ostello che non offrisse la possibilità di fare la lavatrice. Per la modica cifra di circa 1€/kg, si può lasciare il pacco di vestiti sporchi presso la reception e riprenderlo la sera lavato, asciugato, profumato e piegato. Detto questo, la quantità di indumenti che si deve mettere nello zaino si riduce drasticamente. 5 magliette e cambi di intimo, 2 paia di pantaloni corti, e un paio di pantaloni lunghi e felpa se pensate di visitare zone più freddine (come ad esempio le colline di Sa Pa in Vietnam).  Obiettivo è mantenere lo zaino sotto i 7 chili, così da poterlo imbarcare come bagaglio a mano su tutti vari aerei, internazionali e non, che prenderete durante il viaggio. [...] Read more...