Route 66, capitolo 4 – da Las Vegas all’arrivo a Los Angeles


Una volta lasciata l’Arizona, la nostra rotta non vira immediatamente verso la California ma procede spedita verso una tappa che non potevamo ignorare: Las Vegas. Raggiungiamo la nostra meta dopo la traversata di un deserto con pannelli solari e con i primi casinò che si intravedono nelle gas station.

Las Vegas è una città in cui può aver senso passare una serata, ma sinceramente non ci sentiamo di consigliare di starci di più. Gironzolare la sera lungo la strip è sicuramente un’esperienza molto divertente! Si tratta della strada più famosa, quella con tutti i casinò più celebri e scenografici, l’emblema di Vegas.
Dallo spettacolo delle fontane che danzano al ritmo di musica del Bellagio, il casinò a tema Lago di Como, alle finte statue del Caesar Palace, il casinò a tema antica Roma, lungo la strip si trova di tutto! Dal Mirage, il casinò col vulcano che erutta ogni ora, al Venetian, il casinò che riproduce fedelmente Venezia con tanto di canali e gondole anche all’interno, all’Excalibur, il casinò a forma di castello, al Paris, il casinò a tema Parigi, siamo in un luogo veramente senza senso!

Di base la città sembra totalmente finta, un parco giochi di lusso in mezzo al deserto in cui navigano fiumi di contanti! Entrare nei casinò è divertente anche solo per vedere quanto sono pacchiani e tematici gli interni, e non serve nessun abbigliamento elegante, vi basterà avere dei contanti se volete provare a giocare a qualche tavolo.

Si riparte da Las Vegas e si devia ancora rispetto alla Route 66 per visitare il Joshua Tree National Park. La via per raggiungerlo è lunga e piena di imprevisti, ma California here we come! Il Joshua Tree National Park è famosissimo e non ha bisogno di presentazioni. Sorge nel punto di incontro tra due ecosistemi diversi, quello del deserto del Mojave e quello del deserto del Colorado. Questo lo rende ricco di animaletti, dai più carini come i leprotti del deserto, ai più pericolosi come i serpenti, quindi mi raccomando passeggiate con attenzione! Gli ingressi principali sono due, uno a nord dal lato Mojave e uno a sud dal lato Colorado, ed il prezzo d’accesso per macchina si trova a questo link.

I protagonisti indiscussi del parco sono i Joshua Tree, gli alberi yucca, delle specie di alberi palma, che rendono il paesaggio veramente unico! Lo spettacolo al tramonto è incredibile tra questa vegetazione particolare, in mezzo a due deserti, veramente un luogo unico al mondo.

Dopo questo momento di poesia siamo tornati sulla strada madre e abbiamo pernottato a San Bernardino: ormai siamo alle porte di Los Angeles, la strada è quasi terminata.

E finalmente, dopo quasi tre settimane, siamo a Los Angeles: il molo di Santa Monica segna la fine della Route 66, la fine della nostra traversata. Ce l’abbiamo fatta! Non ci rimane che dedicare un paio di giorni alla visita della città, dopo aver giù pregustato un po’ del famosissimo traffico che la caratterizza!

Spostarsi a Los Angeles senza macchina è praticamente impossibile, infatti il “mezzo pubblico” più utilizzato è senza dubbio Uber, ma anche girare con la propria vettura è una soluzione. Noi dopo tanti giorni alla guida abbiamo deciso di riconsegnare l’auto per non dover pensare a come gestirla all’interno di una città così immensa! Los Angeles infatti è veramente veramente grande e dispersiva, una città a stampo americano in tutto e per tutto. Non è confrontabile con Chicago, che invece somiglia molto di più a una città in stile europeo ed ha un centro ben circoscritto in alcuni limiti!

Come visitare questo luogo così grande e così mal collegato in poco tempo? Bhè, ovviamente bisogna fare delle scelte. Noi ad esempio abbiamo deciso di non visitare gli Universal Studio e tutti i vari parchi tematici che caratterizzano la città, ma abbiamo visitato alcune zone secondo noi iconiche. Siamo partiti dal molo di Santa Monica per suggellare la fine della Route 66, per poi procedere con Venice Beach, che sono una adiacente all’altra e si percorrono comodamente a piedi. Siamo rimasti lì fino all’ora del tramonto perché quella luce sull’oceano Pacifico è veramente indimenticabile!
La seconda tappa del nostro mini itinerario ad LA è stata Beverly Hills, Hollywood Boulevard, la via con le stelle delle celebrity (abbastanza deludente), ed il Griffith Observatory che invece è davvero un luogo imperdibile. Si trova su un’altura da cui si vede tutta downtown fino all’oceano, e da lì è anche possibile vedere la famosa scritta ‘Hollywood’ sulla collina, che dal vivo è molto più piccola di quello che ci si aspetta. L’osservatorio è molto carino anche da visitare, al suo interno. L’accesso è gratuito, tranne per gli spettacoli a tema scientifico che si svolgono all’interno del planetarium, che comunque hanno un prezzo molto contenuto. Ovviamente non poteva mancare il tramonto dall’osservatorio, molto suggestivo!

Siamo giunti alla fine di questo viaggio lungo lo sterminato cuore d’asfalto a stelle e strisce, lungo la strada madre del sogno americano. Per legere l’intera saga su questa nostra avventura, seguite questa pagina e godetevi il viaggio con noi!

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