Cosa mangiare in Giappone? Mini guida di cibo!

Il Giappone viene inevitabilmente associato al sushi, ma in verità la cucina giapponese è molto varia e include sapori davvero diversi da quelli occidentali. Mangiare in Giappone è bellissimo e soprattutto diversissimo da quello che mi aspettavo! L’unico must irrinunciabile che troverete ad ogni pasto è la classicissima ciotola di riso.

La vera difficoltà del mangiare in Giappone riguarda i vegetariani e i vegani, perché la scelta è limitatissima e spesso vengono spacciate per vegetariane tutta una serie di pietanze che in realtà contengono brodi di carne o di pesce. Eccezion fatta per (i pochi) ristoranti veg ad hoc, è davvero complicato capire cosa c’è davvero all’interno di un piatto: i brodi, le salse, i condimenti, le marinature, sono molto difficili da decifrare. Unite questo al fatto che la maggior parte dei ristoratori non conosce l’inglese ed ecco che sarà impossibile per un vegetariano sapere cosa sta per ordinare. L’unica  opzione è comprare del cibo e cucinarlo da soli nel proprio alloggio, ma questo vi metterà davanti a un altro grande scoglio, ovvero comprendere cosa state acquistando, impresa non banale quando l’alfabeto non è dalla vostra parte e nemmeno un veloce Google Traduttore può aiutarvi! 

A parte questo, il cibo giapponese è fantastico in ogni sua sfaccettatura ed il decidere cosa mangiare è stata una delle cose più belle del mio viaggio in Giappone! Qui elencheremo le pietanze imperdibili che dovete assolutamente provare nel loro paese natale! Questo non vuole essere un post di cucina Giapponese, ma solo un piccolo decalogo per racchiudere qualche curiosità e qualche consiglio che permette di decidere cosa mangiare in Giappone a pranzo e cena con più consapevolezza.

Okonomiyaki
Tempura a Tokyo

SUSHI 

Deliziosi bocconcini di pesce crudo con riso, alghe, uova di pesce o solitari, il sushi è il cibo più amato e conosciuto nel mondo. Nulla da dire in merito se non che è abbastanza costoso anche in Giappone. Ad esempio un set in un ristorante di sushi di media-buona qualità vi potrà costare sui 3000yen (23€): per meno di questa cifra dubitate della qualità! Alcune curiosità sul sushi: quello di salmone non è assolutamente autoctono, infatti il salmone viene importato dalla Norvegia ed è impossibile da trovare nei ristoranti che offrono solo pescato locale. Il sushi di tonno è invece tipico giapponese, ma attenzione, i tonni non sono tutti uguali e si differenziano per quanto sono magri o grassi. Akami, chutoro e otoro sono le tre varietà principali, rispettivamente magro, grasso ed extragrasso!

Le porzioni di sushi sono già preparati con il wasabi all’interno, perché lo chef di sushi prepara un boccone che racchiude precise proporzioni tra pesce, riso e wasabi. Molto importante ricordare che nella salsa di soia bisogna intingere il pesce e non il riso, anche se solitamente noi occidentali facciamo il contrario. Evitate assolutamente gli all-you-can-eat di sushi: sono una visione turistica e occidentale di questo tipo di cibo e sinonimo di scarsa qualità in Giappone.

RAMEN

Il piatto più visto negli anime a base di noodles, brodo (raramente vegetale, più spesso di carne o pesce), e condimenti vari come maiale, alghe e uova, il ramen è un must che non potete assolutamente perdere in Giappone. Il brodo è totalmente diverso da quello che noi italiani definiamo brodo: intanto ne esistono decine di tipologie, tutte con ingredienti e preparazioni differenti. È molto saporito ed articolato da preparare, infatti servono ore ed ore in cucina per ottenerlo. In poche parole il brodo da ramen non è un semplice brodo, è il brodo! Da solo compone il 90% del piatto: tutto il resto è condimento.

Si può trovare davvero di ogni qualità, dal negozietto aperto h24 con tanto di distributore automatico per pagare , che scodella ramen ogni minuto, fino al ristorante ricercato che serve ramen dai brodi corposi.  Il prezzo medio è 1000 yen. E se volete avere una seconda porzione di noodles nel vostro ramen, gridate ‘kae-dama’ e sarete accontentati.

OKONOMIYAKI

Una specie di pancake cotto sulla piastra (è infatti una delle portate principali della cucina Teppanyaki), l’okonomiyaki è la specialità di Osaka. È composto da una specie di pastella che contiene sempre verza e uova, e viene poi condito in vari modi, sia con pesce che con carne. È sempre ricoperto da una tipica salsa scura e agrodolce che a me ricorda la worcester sauce.

TAKOYAKI

Polpette di polipo tipiche nello street food di Osaka, ricoperte anche loro della stessa salsa degli okonomiyaki. I takoyaki hanno una preparazione ipnotica: vengono cotti su una particolare piastra con tante cavità semisferiche, in cui l’impasto viene versato e poi viene girato con delle bacchette per ottenere la forma tonda da polpette.

TEMPURA

Come non amare la tempura? Impastellare e friggere è sempre una buona scelta! Se poi a compiere tutto ciò è uno chef giapponese che vi serve una frittura leggera, per niente unta, croccante fuori, morbida dentro, il tutto armeggiando davanti a voi con delle gigantesche bacchette, come potete non innamorarvi?

TONKATSU

Benché il nome sia ambiguo, si tratta semplicemente di una cotoletta di maiale panata e fritta servita con la sua salsina, del classico riso e del cavolo. Le sue varianti sono il chicken katsu, cioè la cotoletta di pollo, il katsudon, cioè il tonkatsu servito sopra una ciotola di riso con dell’uovo, e il katsu curry, ovvero un tonkatsu servito con riso e salsa di curry (il mio preferito della lista!)

OYAKODON

In cerca di una donburi sfiziosa? Provate un oyakodon: una scodella di riso con pollo, uovo e cipolle. Semplice ma efficace per un pranzo veloce, economico e che sazia anche i più affamati! Curiosità divertente: letteralmente oyakodon significa “genitore e figlio”, infatti all’interno del piatto troviamo sia il pollo che l’uovo. 

Bento in Shinkansen
Ramen a Kyoto
Teppanyaki noodles a Kyoto

BENTO

Siete in stazione, dovete prendere un treno e cercate un pranzo da portare con voi? Dovete assolutamente comprare un bento! Con questo termine si indica infatti un vassoietto mono-porzione in cui è racchiuso del cibo, che può essere sia preparato in casa (un po’ come facciamo noi con i tupperware) sia acquistato. Nelle stazioni è pieno di negozietti che vendono bento, solitamente composti da un letto di riso con sopra della carne o del pesce, perfetti per un pranzo in treno mentre raggiungete la vostra prossima tappa!

DOLCI GIAPPONESI

La pasticceria giapponese comprende tre sapori principali: riso, anko e matcha. Il riso è infatti alla base dei dolci, come accade per i mochi che sono delle palline di pasta di riso ripiene.  Ripiene di cosa, vi chiederete voi? Bhè, di anko o matcha! L’anko è la famosa marmellata di fagioli rossi che spesso viene confusa per cioccolato e delude i palati occidentali. Il matcha è il tè verde finemente lavorato utilizzato per la tradizionale cerimonia del tè, e viene utilizzato in moltissimi dolci come gelati, smoothie, creme, ripieni e torte. Anche i dorayaki, i famosi dolcetti a forma di pancake, vengono farciti con l’anko! Insomma, non si sfugge a questi sapori quando si esplora il mondo dei dolci nipponici. Una variante è la cheescake giapponese, differente dalla europea in quanto è molto morbida e soffice e molto più “uovosa” di quella che siamo abituati a mangiare. 

FRUTTA

La frutta in Giappone non è da mangiare! Questa infatti è considerata un oggetto di lusso: ha prezzi altissimi e viene considerata come un dono da portare ad esempio quando si va a cena da qualcuno.  In generale la frutta da mercato e supermercato ha prezzi che sono alti, ma non inaffrontabili, quindi se proprio desiderate avere una mela, potete acquistarla senza vendere un rene. La vera particolarità è la frutta venduta nelle boutique di frutta, negozi specializzati che considerano la frutta come lo specchio della perfezione della natura. Solo quella bella viene esposta e venduta! Quindi il melone perfetto, quello più sferico possibile, viene infiocchettato e venduto anche per 13000 yen (cioè 100 euro circa). Pazzesco! 

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