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12 Gennaio 2023Cosa e dove mangiare / ItaliaPalermo è la meta perfetta per un weekend all’insegna di cibo siciliano, storia e mare, il tris perfetto che caratterizza a pieno quasi tutte le città della Trinacria. In questo articolo troverete qualche informazione, abbastanza sintetica ed essenziale, su come girare la città e su cosa vedere in 2 giorni, ma soprattutto troverete consigli (che ci hanno dato amici palermitani) su cosa e dove mangiare a Palermo. Siete pronti per una maratona di cibo all’insegna delle bontà sicule? Se sì, questo è l’articolo che fa per voi! Come Muoversi Tra le città siciliane, sicuramente Palermo (insieme a Catania) è quella che più facilmente si presta ad una visita di pochi giorni fatta durante il weekend, perché ben connessa al resto d’Italia e d’Europa con il suo aeroporto. Raggiungere Palermo in aereo è un gioco da ragazzi: l’aeroporto di Punta Raisi dista poco più di 30km dal centro di Palermo a cui è ben connesso con un treno che in 50 minuti e con 5,90€ vi porta a Palermo Centrale (con varie fermate intermedie, tra cui Palermo Palazzo Reale).Spostarsi dentro Palermo invece è molto semplice perché il centro della città si gira comodamente a piedi. Se siete interessati esplorare i dintorni, in un’oretta di autobus si arriva sia alla spiaggia di Mondello che a Monreale. Pane e Panelle all’Antica Focacceria san Francesco Cannolo dell’Antica Dolceria di S.Caterina Granita e brioches da Casa Stagnitta Cibo imperdibile Come ogni weekend siciliano che si rispetti, anche il nostro è stato all’insegna del cibo: una maratona di 48 ore in cui abbiamo assolutamente dovuto mangiare la qualunque. Devo dire che ci siamo molto impegnati (che squadra!) e non siamo minimamente rimasti delusi dall’offerta di Palermo, che ci ha aiutati a guadagnare un paio di chili in un paio di giorni. Iniziamo con lo street food: sicuramente i tre famosissimi mercati che si trovano nel cuore di Palermo sono i padroni indiscussi del cibo da strada. Il mercato del Capo, Vucciria e Ballarò oltre ai classici banchi di frutta e verdura, sono costellati di banchetti e di piccoli locali che offrono, a chiunque capiti sotto tiro, pesce fresco, pane e panelle, panzanelle, caponate, sfincioni e tanto altro. Se invece avete voglia di sedervi in un luogo meno caotico ma altrettanto movimentato, vi consigliamo l’Antica focacceria San Francesco e Franco U’ Vastiddaru, dove potete provare anche il famoso pani câ meusa (ovvero il panino con la milza). Ovviamente non mancano mai le arancine (a Palermo le chiamano così), figuriamoci! Per una cena a base di cibo palermitano ogni osteria ha la sua buona dose di caponata, pasta alla norma e pasta alle sarde! Noi ci siamo trovati molto bene all’Osteria Mangia e Bevi, ma anche la Trattoria Ferro di Cavallo è molto quotata. Se avete voglia di un mix siculo etnico, allora MoltiVolti è il locale che fa per voi! Si tratta di un’impresa sociale che si occupa di ristorazione (con un buonissimo menù che unisce i sapori siciliani a quelli mediorientali ed africani), ha uno spazio di coworking e un’associazione no-profit. Passiamo al mio capitolo preferito: i dolci! Ovviamente la Sicilia non ha bisogno di presentazioni tra granite con brioches, cannoli, cassate, iris, e chi più ne ha più ne metta. Ma dove mangiare cosa? Dopo aver degustato varie granite possiamo dire che abbiamo molto apprezzato quella di Casa Stagnitta, rigorosamente con brioches. Sapete quale è la challenge per i non siciliani? Essere abbastanza bravi da finire brioches e granita nello stesso identico momento. Io non ci riesco mai!Per quanto riguarda la pasticceria invece, abbiamo adorato l’Antica Dolceria di Santa Caterina collocata nel chiostro dell’omonima chiesa. Mangiare un cannolo o una cassata infornata in un chiostro pieno di fiori ed alberelli, davanti ad una fontana, mentre si fa pausa dal caldo della città è qualcosa di incredibile. E i dolci sono pazzeschi: quei cannoli hanno conquistato il mio cuore! San Giovanni degli Eremiti Cattedrale di Palermo Chiesa di San Cataldo Cosa vedere Gironzolare per Palermo un weekend è veramente piacevole, e due giorni sono il giusto compromesso tra delle belle passeggiate nei quartieri centrali e la visita delle chiese e dei palazzi più celebri. Oltre al giro del centro storico della città, in un tour di Palermo non possono sicuramente mancare: la visita della Cattedrale di Palermo e del suo tetto (al prezzo di 8 euro), che vi condurrà su una passerella proprio accanto alla cupola e vi permetterà di godere di una bellissima vista su tutta la città. Nel centro storico entrate dentro alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, proprio accanto all chiesa di San Cataldo, per vedere i mosaici che ricoprono le volte delle navate; per dei mosaici ancora più suggestivi, visitate la Cappella Palatina situata dentro al Palazzo dei Normanni (qui le informazioni e prezzi dei biglietti). Un altro luogo imperdibile è il chiostro della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (il biglietto d’ingresso costa 6 euro), veramente suggestivo! Passeggiate fino al lungo mare per vedere il grande ficus dentro al Giardino Garibaldi ed il murales dedicato a Falcone e Borsellino. Negozietti adorabili Palermo ha un animo artigiano, ed il quartiere Kalsa ne è la prova! Infatti è pieno zeppo di botteghe ed atelier di artisti ed artigiani che fabbricano vendono i loro prodotti. Il negozietto che ci ha più incuriosito tanto da diventare il preferito del weekend è stata la mini libreria di illustrazioni Ideestorte in vicolo Paternostro, una via piena di negozi molto belli! Piccola curiosità: tantissime botteghe fanno parte di ALAB associazione liberi artigiani-artisti Balarm (che è l’antico nome di Palermo!) Il nostro piccolo tour di 2 giorni a Palermo è finito! Se volete saperne di più su tutti i nostri articoli che riguardano viaggi in Italia seguite questo link. Santa Maria dell’Ammiraglio Cattedrale di Palermo Chiostro di santa Caterina Vucciria Caponata all’Osteria Mangia e Bevi Arancine palermitane Murales Falcone e Borsellino [...] Read more...
13 Luglio 2022ItaliaIncredibile ma vero, in Campania non c’è solo la Costiera Amalfitana! Uno dei luoghi che abbiamo riscoperto negli ultimi anni è il Cilento. Si trova nel sud della regione, in provincia di Salerno, ed offre degli itinerari sicuramente ricchi di mare e di calette bellissime. Ma la sua forza è anche nell’entroterra, con i sentieri, le oasi del WWF e le cascatelle naturali del Parco Nazionale del Cilento, oltre ai suoi numerosissimi paesini in cui lascerete il cuore. Non ci aspettavamo minimamente una zona così variegata e così ricca di paesaggi meravigliosi: ne siamo rimasti davvero stupiti! State programmando un giro cilentano? Fantastico! Vi attende una vacanza piena di luoghi meravigliosi ma soprattutto piena di buon cibo in questa zona incredibile della Campania! In questo articolo troverete i punti che abbiamo visitato la scorsa estate in una settimana all’insegna del relax, del mare e delle mozzarelle di bufala. Come muoversi Girare questa zona della Campania, raggiungere paesini sulla cima delle rocche e spiagge isolate da tutto e tutti, è una missione molto più semplice se avete una macchina. Ovviamente un’opzione è quella di arrivare in treno fino a Salerno o Battipaglia e da lì affittare una macchina!Se amate l’avventura, ci rimangono i mezzi pubblici, ma sappiate che muoversi con i mezzi in questa zona è tutt’altro che semplice, ma fattibile. La linea Cilentobus collega tutti i vari paesini più importanti, e qui potete trovare ulteriori consigli per affrontare il Cilento senza macchina. Gole del calore Baia degli Infreschi Oasi del WWF di Morigerati Cilento del nord La zona più a nord del Cilento parte con Paestum con il suo bellissimo parco archeologico (qui orari di apertura e prezzi), che raggiunge il suo massimo splendore e delle temperature più umane all’ora del tramonto. Se raggiungete il Cilento da nord, non mancate Battipaglia, una cittadina trascurabile se non fosse per i suoi caseifici e per la famosissima (e buonissima) zizzona di Battipaglia. Proseguendo in questa zona, abbiamo Agropoli, un paesino meraviglioso con un centro storico medievale con tanto di castello, davvero piacevole da visitare. La spiaggia più bella della zona di Agropoli è la baia di Trentova, un’insenatura di acqua cristallina accanto ad un promontorio che si raggiunge in 15 minuti di macchina dalla città. Il secondo paesino top della zona è senza dubbio Castellabate, celebre per essere stato l’ambientazione del film “Benvenuti al Sud”. Dopo esservi goduti la vista stupenda sul mare e su tutta la costa del Cilento che offre Castellabate, perdetevi nei vicoli del borgo, per immergervi totalmente nell’atmosfera locale. Devo dire che è davvero adorabile! Un luogo un po’ fuori dalle solite rotte cilentane, che merita sicuramente una visita, sono le Gole del Calore, situate nel cuore del parco nazionale del Cilento. Si tratta delle gole tracciate nella roccia dal fiume Calore, un paesaggio inaspettato e sorprendente! In questa zona è sia possibile percorrere una camminata nel bosco che costeggia la gola, con questo sentiero, sia praticare varie attività come canottaggio o rafting nell’acqua verde smeraldo. Un consiglio da mettere assolutamente in pratica in questa zona del Cilento è quello di fermarsi nei caseifici a fare qualche degustazioni di formaggi e latticini locali, o semplicemente ad acquistare qualche mozzarella di bufala, un barattolino di melanzane sottaceto e del pane, per un pranzo al sacco super autoctono! Capelli di venere Cala Bianca Maratea Cilento del sud Nella zona sud del Cilento abbiamo le famosissime Marina di Camerota e Palinuro, cittadine stupende della zona, anche se faticose da attraversare perché piene di gente e poco parcheggio a disposizione. A Palinuro la spiaggia della Marinella ha conquistato il nostro cuore, davvero bella, circondata da scogliere, e facile da raggiungere. Due spiagge veramente incredibili in zona Marina di Camerota sono Cala Bianca e Baia degli Infreschi, che però come contro hanno quello di essere raggiungibili in barca (dal porto di Palinuro partono infiniti tour via mare che permettono di farsi il bagno in tutte le zone più famose) oppure via terra con una strada non asfaltata particolarmente lunga! Quindi è mooolto importante considerare la macchina che si ha a disposizione se volete raggiungere via terra queste zone. Una volta giunti sulla cima del promontorio che vi porterà con una stradina sulla sinistra a Baia degli Infreschi e con una stradina sulla destra a Cala Bianca, vi troverete alla bellissima Azienda Agricola Oasi Infreschi, immersa tra gli alberi, un ristoro perfetto per un pranzo veloce o per una merenda! Spostandosi verso l’entroterra i due luoghi speciali che ci hanno davvero conquistati sono in primis l’Oasi del WWF di Morigerati, un percorso che conduce nelle grotte del Bussento, lungo un ruscello immerso nella vegetazione che scorre tra le rocce, fino a delle sorgenti balneabili di acqua freschissima. Una gita che consigliamo a tutti! L’altro luogo che merita una visita sono le cascate di Capelli di Venere, una cascatella immersa nella natura, dall’aria veramente magica. Subito fuori dall’Oasi del WWF di Morigerati c’è il ristorante che più abbiamo amato durante questo viaggio: in Campania ovviamente si mangia in maniera divina ovunque, ma l’Osteria dei Compari ci ha davvero rapito il cuore. Pasta fatta in casa, pizze buonissime, antipasti misti da far invidia a chiunque e due gestori adorabili…ve l’ho detto che ci abbiamo lasciato il cuore! Un posto super consigliato! Per una gita fuori rotta, visto che non è lontanissima, vi consigliamo Maratea! Il paesino arroccato è adorabile e la spiaggia è molto bella. Per cenare andate a La Cambusa, un ristorante a gestione familiare davvero eccellente! Frisella pomodori e melanzane sott’olio Caciocavalli Oasi del WWF di Morigerati Azienda agricola Oasi Infreschi Cala Bianca Tramonti cilentani [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaCapita che a volte si organizzi un viaggio non perché particolarmente attratti dalla meta ma più dai voli economici. Questo è quello che è successo a noi quando abbiamo programmato questo itinerario tra Bordeaux e Tolosa nella Francia sud occidentale. Siamo partiti senza tante pretese o aspettative, e ci siamo follemente innamorati! Sarà stato il perfetto clima o i bellissimi appartamenti super centrali dove alloggiavamo, ma le vibes che ci hanno trasmesso Bordeaux e Tolosa ci fanno sognare l’idea di poter vivere lì un giorno!  Come muoversi Come la maggior parte degli itinerari “Chilmetro497 approved” anche questo viaggio si può fare comodamente con i mezzi pubblici. Per muoversi da e per gli aereoporti di Bordeaux e Tolosa abbiamo optato per le linee di bus e tram della città. Linea 1 per Bordeaux e Tram 2 per Tolosa a soli 1.70€ a tratta molto più economiche che le navette degli aereoporti (circa 8€). In entrambe le città, ci siamo solitamente mossi a piedi e quando dovevamo coprire grandi distanze salivamo su mezzo pubblico. A Bordeaux i biglietti dell’autobus si comprano direttamente dall’autista (con cash o carta), mentre i biglietti del tram si possono acquistare alle macchinette automatiche presenti in ogni fermata. A Tolosa, invece, abbiamo installato l’app Tisseo (disponibile sia per Android che iOS) per comprare i biglietti di bus, tram e metro a soli 1.70€ ogni volta che ci servivano.  Per raggiungere le varie tappe dell’itinerario ci siamo solitamente spostati in treno, comprando i biglietti direttamente in stazione o sul sito di Trainline. Vista laterale su place de la Bourse Place du Parlement Place de la Bourse Bordeaux Bordeaux è bellissima! Perché nessuno ce l’aveva detto prima? Dobbiamo assolutamente spargere questa notizia! Bordeaux è un susseguirsi di piazze maestose, piazzette nascoste, vicoli, fontane appariscenti, giardini, alberi, tram, persone in bici, e tavolini da apèro. Noi abbiamo alloggiato in pieno centro storico, tra Place Gambetta e la Cattedrale: assolutamente raccomandato! Il piacere di uscire di casa ed essere subito immersi nelle brulicanti vie pedonali del centro non ha prezzo!  Come sempre vi consigliamo di vagabondare per la città a piedi e di perdervi attraverso i tanti vicoli di Bordeaux uno più affascinante dell’altro. Per avere un’idea di quali siano i principali monumenti da non perdere, vi suggeriamo di dare un’occhiata alla mappa turistica disponibile su questo sito. I luoghi da non perdere segnati sulla mappa vi rimarranno nel cuore! La bellezza di Place de la Bourse ed del suo specchio d’acqua gigante che ho immortalato in centinaia di foto tutte uguali e tutte bellissime. La maestosità di Place de la Comedie e del suo immenso Grande Theatre. La particolarità del Grosse Cloche e di Porte Cailhau, due portali medievali, oggi circondati da una marea di bar e locali per l’aperitivo. Il fascino di Place du Parlement che è stata sfondo di molte nostre cene. La vivacità del lungo fiume meta perfetta per un picnic al tramonto. Per qualche consiglio su dove mangiare a Bordeaux, date un’occhiata in fondo all’articolo.  Saint Émilion dai vigneti Vicoli Saint Émilion Botti nello chateau Celene Saint-Émilion Se parliamo di Bordeaux non possiamo non citare il vino! Questa regione infatti ospita i vigneti tra i più pregiati di Francia, e quindi è obbligatorio dedicare almeno un giorno interamente al vino. Ci siamo quindi recati a Saint Émilion, un piccolo paesino circondato dai vigneti e facilmente raggiungibile con il treno da Bordeaux in soli 30 minuti e 8€. Il paese di St Émilion è a 20 minuti a piedi dalla stazione, la passeggiata è molto piacevole perché immersa tra i vigneti. Arrivati in paese sono sicura che rimarrete estasiati dalle sue piazzette e vicoletti! Prendetevi del tempo per attraversare il paese in lungo in largo toccando tutti i viewpoints sparsi per Saint Emilion: dalla piazzetta davanti all’ufficio del turismo, alla torre del re fino ad arrivare all’altezza del chiostro Les Cordeliers. Ma non dimentichiamoci che questa gita è basata sulla degustazione dell’ottimo vino locale. Quindi quali sono i posti migliori che offrono degustazioni di vino e soprattutto che non richiedono l’uso della macchina? Il primo posto che vi consigliamo è direttamente in paese e si chiama Les Cordeliers, è situato in uno stupendo chiostro e produce il Cremant, un vino bianco e frizzante simile allo spumante. Qui potete scegliere di fare un tour di un’ora delle cantine con degustazione a 11€ (prenotabile qui) oppure optare per l’opzione vino+picnic e gustarvi dell’ottimo vino rigorosamente accompagnato da formaggio e baguette. Non è una scelta particolarmente economica, ma abbiamo trovato che fosse un ottimo modo per combinare pranzo e degustazione in una location da favola!  Se siete più interessati all’intera esperienza di vinificazione e volete immergervi nei vigneti, vi consigliamo di uscire dal paese e dirigervi in uno dei tanti chateau. La maggior parte sono più facili da raggiungere in macchina ma alcuni possono essere comodamente raggiunti a piedi, camminando tra i vigneti. Noi abbiamo optato per la camminata e abbiamo prenotato una visita presso lo chateau Celene. La visita è durata un’ora, e ha compreso la spiegazione del processo di vinificazione, la visita delle cantine e infine l’assaggio di 3 dei loro vini (totale 12€ a persona). Personalmente ho davvero apprezzato questo giro! Non solo ho adorato la passeggiata nei vigneti ma ho anche imparato tante cose nuove. Ad esempio lo sapevate che le rose piantate ai bordi dei vigneti non sono di abbellimento ma servono come allarme per segnalare la presenza di un certo insetto, che solitamente attacca prima le rose e poi passa ai vigneti? Davvero affascinante! Scalando la Dune du Pilat Sopra la duna Ancora sopra la duna La Dune du Pilat Passare una giornata sulla Dune du Pilat è un’ottima idea se vi trovate a Bordeaux e volete fare una gita di un giorno. Per raggiungerla con i mezzi pubblici, bisogna come prima cosa prendere un treno direzione Arcachon (50 minuti a 12€). Dalla stazione si prende un autobus (Linea 1) che in 30 minuti vi porterà direttamente fino al parcheggio davanti alla duna. La Dune du Pilat, con i suoi circa 100-115metri di altezza, è la più alta duna di Europa! Sono sicura vi renderete conto della sua imponenza appena arrivati ai piedi della scaletta che porta fino in cima. Ebbene sì, questi 100m metri di altezza si faranno sentire tutti! Arrivati in cima sarete estasiati dal paesaggio che avrete davanti agli occhi. Tre chilometri di duna di sabbia che si allunga tra il mare blu da una parte e la foresta verde dall’altra, uno spettacolo mai visto prima! Ora che avete conquistato la cima di questa montagna di sabbia potete divertirvi ad attraversarla a piedi in lungo e in largo. Se decidete di scendere fino al mare tenete in conto circa una ventina di minuti per riuscire a risalire fino in cima! In alternativa potete rimanere sulla cima e camminare paralleli al mare fino a raggiungere il campeggio all’altro estremo della duna e da lì prendere l’autobus per tornare fino ad Arcachon. Mi raccomando, passare la giornata sulla Duna di Pilat non è equivalente ad andare alla spiaggia! Non ci sono servizi, se non presso il centro informazioni subito dopo il parcheggio. Ciò vuol dire che vi dovrete portare acqua, cibo e soprattutto crema solare e cappellino per proteggervi dal sole! Portoncini tipici di Tolosa Tolosa Lungo Garonna, la Daurade Tolosa Di Tolosa abbiamo già parlato un bel po’ di anni fa in un itinerario che si spingeva verso i Paesi baschi francesi in questo articolo. Da quel viaggio ne è passato di tempo, e Tolosa ha assunto un ruolo molto particolare per noi di Chilometro497, perché abbiamo vissuto lì per poco meno di un anno. Per questo si merita un articolo tutto suo dedicato alle cose belle che si possono fare, vedere, e mangiare a Tolosa.  Come parte di questo itinerario nella Francia Occidentale, ci siamo diretti a Tolosa con un treno diretto da Bordeaux. Il viaggio dura circa 2 ore e mezza e il biglietto può costare intorno ai 20-30€ a seconda dell’orario (vi consigliamo di comprare i biglietti con un paio di giorni di anticipo per trovare prezzi migliori). Abbiamo passato un paio di giorni interi a Tolosa e se li merita senz’altro tutti! Consigliamo vivamente di fare una prima esplorazione della città con un walking tour. In particolare vi suggeriamo il Tour di Harry che ci ha intrattenuto per quasi 3 ore raccontandoci divertenti aneddoti storici e guidandoci attraverso i monumenti più importanti della città ed anche quelli meno conosciuti!  Per il resto, abbiamo cercato il più possibile di goderci la magica atmosfera tolosana. Se volete assaporare la bellezza di Tolosa, dei suoi vicoletti di edifici in mattoni rosa ed imposte pastello, dei suoi tramonti da ammirare durante un aperitivo sul lungo Garonna, del quartiere di Saint Cyprien luogo perfetto dove alloggiare, dei suoi negozietti unici e speciali, allora date un occhio a questo articolo.  Canele Vistai place du Parlemente dal ristorante Autre Petit Bois Ristorante libanese Cosa mangiare Le specialità culinarie francesi non hanno certo bisogno di un’introduzione! A partire dalla colazione, passando per pranzo, aperitivo e cena, ogni giorno ci siamo viziati con le più deliziose specialità locali!  Ogni giornata cominciava rigorosamente nella boulangerie più vicina dove compravamo due chocolatine (mi raccomando, in questa zona della Francia, gli iconici pan au chocolate vengono chiamati chocolatine mentre i pan au chocolate sono delle sorte di pan goccioli – letteralmente pane e cioccolata) e una baguette per il pranzo. Pranzo che per l’appunto era composto principalmente da baguette e il formaggio che più ci aveva attirato al mercato o negozio vicino casa. Come dolce, ci coccolavamo con un paio di caneles, un dolce tipico di Bordeaux con un interno morbido e a tratti gommoso, ricoperto da una crosticina al caramello croccante. Solitamente noi li compravamo da La Toque Cuivrée una delle due pasticcerie di Bordeaux, quella con i prezzi più accessibili, che vende un caneles grande a 0,70€. Nel pomeriggio, intorno alle sei, cercavamo un posto per un apèro. A Bordeaux, come anche a Tolosa, c’è veramente l’imbarazzo della scelta, ogni piazzetta offre un’ampia scelta di locali dove bere una buona birra o un bicchiere di vino in molti casi accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi e alcune tapas. Se proprio dovessimo scegliere un posto da consigliarvi per un aperitivo a Bordeaux abbiamo Le Saint Georges in Place Camille Julians principalmente attratti dalla buona selezione di tapas e drinks, mentre a Tolosa abbiamo scelto le Bar Basque per il suo carinissimo beer garden.  Se siete indecisi su quale bar scegliere e volete gustarvi un momento di pausa magari con una bella vista senza spendere troppo vi consigliamo allora di prepararvi un piccolo apèro fai-da-te (con qualche birra, pane e un po’ di formaggio) e sedervi in giro per la città. Sia a Bordeuax che a Tolosa, le zone del lungo fiume sono letteralmente assaltati da gruppi di persone che si godono il più semplice di tutti gli apèro! Infine per cena optavamo ancora una volta per qualcosa di tipico e solitamente finivamo per prenderci una crepes. A Bordeaux consigliamo Suzette Creperie Urbaine, o Nom d’Une Crêpe, mentre per cenare a Tolosa, qui potete trovare alcuni dei nostri posti preferiti in cui mangiare. Scegliendo ancora piatti tipici francesi abbiamo provato le cassoulet (una specialità di carne o formaggio cotta in un padellino di terracotta) nel ristorante L’Autre Petit Bois in Place du Parlement a Bordeaux che ci ha convinto per la sua location centrale, i prezzi non esagerati e gli interni molto originali. Un menù simile l’abbiamo trovato anche a La Gouaille nel centro di Tolosa che propone di mangiare un antipasto e un piatto principale a poco più di 16€.  Se invece siete stufi di mangiare sempre il solito formaggio, vi suggeriamo di dedicare una serata ai ristoranti etnici: senza ombra di dubbio vi consigliamo di fermarvi da Les Milles et una Nuits a Bordeaux, uno dei migliori ristoranti Libanesi in cui sia mai stata! Lungo Garonna di Bordeaux Grande theatre a Place de la Comedie, Bordeaux Tolosa Vigneti vicino Bordeaux La Dome vista da Saint Cyprien [...] Read more...
21 Giugno 2022FranciaTolosa è una città del cuore. Il destino ha voluto che, nella vita un po’ strana e nomade che conduco negli ultimi anni, io abbia trascorso 8 mesi a Tolosa, da ottobre 2020 a maggio 2021. Nel bel mezzo di una pandemia, dopo un faticoso lockdown passato nelle Midlands inglesi e dopo un trasloco fatto in treno da Leicester a Tolosa, sono approdata in Occitania. Tolosa è diventata la mia casa per un periodo di tempo non troppo lungo, ma abbastanza per mostrarti i pro e i contro di una città. Vivere in Francia senza conoscere per bene il francese e dovendo affrontare la burocrazia locale, non è mai una passeggiata, ma il resto è stato solo amore!In questo articolo non troverete una guida della città. Abbiamo già detto abbastanza in merito sia in questo articolo su un itinerario da Tolosa ai Paesi baschi francesi, sia in questo articolo che include sia Bordeaux che Tolosa. Qui raccogliamo solo le cose belle di Tolosa, quelle che ci hanno fatto trascorrere degli indimenticabili 8 mesi di vita tolosana, nonostante ci fosse il coprifuoco alle 18. Insomma, vi aspetta una lista non troppo ordinata di chicchette che adoro, che ho raccolto gironzolando per la Ville Rose insieme a persone che abitano in questa città da anni! Saint Cyprien Iniziamo con il quartiere top di Tolosa, il luogo in cui è perfetto vivere, alloggiare durante un viaggio, uscire la sera, pranzare velocemente e fare l’apèro. Siamo a Saint Cyprien signori e signore, il quartiere che si estende sulla sponda ovest della Garonna, proprio di fronte al centro città a cui è connesso attraverso Pont Neuf e Pont Saint-Pierre. Saint Cyprien è uno scorcio di Francia che non si può non amare, a partire dal mercato coperto (Marché Couvert) della piazza principale che di mattina vende frutta verdura e formaggi e di mercoledì pomeriggio si trasforma in un mercatino di libri e vinili usati. Passando per il bar Le Ravelin nell’omonima piazzetta di casine colorate dalle imposte pastello, perfetto per prendere qualcosa da bere sia all’ora dell’aperitivo, sia dopo cena. Proseguendo con la Crèmerie des Biquettes, un negozietto di formaggi che prepara anche degli ottimi panini, ideali per un bel pranzetto al sacco sotto un albero del Jardin Raymond VI, per poi incamminarsi sulla passerelle Viguerie e passeggiare sul lungo fiume. Non siete ancora convinti che sia la zona giusta per voi? Non vi resta che organizzare un viaggio a Tolosa e vivervi Saint Cyprien per un po’! Tramonto tolosano dalla Daurade Piazzetta del centro storico Pont Neuf Pranzi veloci e dolcetti francesi La pasticceria francese è famosa in tutto il mondo, e questa è cosa nota. Ma la vera domanda è in quale patisserie di Tolosa bisogna assolutamente andare? Risposta semplice, al Pussin Bleu in zona Carmes. Non perdetevi i loro macaron, sono davvero fenomenali! Artigianali, dal prezzo onesto e totalmente diversi dai macaron che avete assaggiato nelle varie famosissime catene che si trovano ovunque. Dopo averne comprata una scatolina dai gusti più variegati, assaporateveli seduti sui gradini della fontana di Place de la Trinité. Per dei pranzetti veloci da mangiare in giro, non posso non citare il chioschetto di cibo vietnamita Le Kiosque che si trova proprio accanto al parco della Grand-Ronde e al Jardin des Plantes. Comprare un Bò Bún da asporto e mangiarlo sul prato, è uno dei picnic più classici da fare nei weekend di sole tolosani. Vi consiglio di prenotare il cibo da asporto in anticipo, perché la fila all’ora di pranzo è sempre notevole! Per dello street-food etnico non potete perdervi il mercato domenicale di Saint Aubin che si snoda proprio intorno all’omonima chiesa. La domenica mattina è obbligatorio passare al mercato per comprare frutta e verdura, e perdersi tra le tante bancarelle di cibo! Dai formaggi agli yogurt di capra, dai falafel alla pita con hummus, non potete evitare qualche acquisto. Casa Ultimo tramonto Spot perfetti per l’Apèro Dovete sapere che a Tolosa (e in generale nella Francia del sud, ma penso anche in quella del nord) l’apèro è una vera e propria istituzione: dalle 5 di pomeriggio in poi è comune trovare gente in giro a fare un aperitivo. Che sia ai tavolini di un bar con un pastisse e qualcosa da mangiare, che sia in un parco o sul lungo fiume con una birretta, del formaggio e una baguette, l’apèro non può mancare! Ma quali sono gli spot tolosani perfetti per l’apèro? Al primo posto abbiamo senza dubbio il lungo Garonna. Scendete a la Daurade, la piazzetta che si trova nella zona del fiume tra Pont Neuf e Pont Saint Pierre, e sedetevi con il vostro apèro-fai-da-te per godervi un sensazionale tramonto sul fiume che, nei mesi più freddi, diventa uno specchio. Davvero spettacolare! Un altro luogo degno di nota è il parco che si trova lungo la sponda opposta del fiume, Prairie des Filtres. Qui c’è la possibilità di organizzare veri e propri picnic all’orario dell’aperitivo, ovviamente sempre accanto alla Garonna, che è sicuramente il punto forte della città! Macaron del Pussin Bleu Mappamondi di (m) La Mucca Libri usati davanti alla libreria Bouquiniste Brocanteur du pont Neuf Negozietti adorabili I vicoletti del centro di Tolosa sono stupendi e vi porteranno in un mondo di negozietti indipendenti dall’aspetto un po’ retrò per i mattoni rossicci che insieme ai colori pastello caratterizzano questa città. Tra le viette che percorrono tutto il centro in tutta la zona che da Capitole si muove verso il lungo Garonna, troverete uno dopo l’altro dei negozi che vi spingeranno a reputare ogni cosa al loro interno come necessaria per la vostra vita! Dai libri usati ai vinili, dagli articoli di cartoleria ai mappamondi, dalle piantine posizionate in adorabili vasetti agli atelier di artisti di ogni tipo, troverete ogni cosa. I miei negozietti preferiti in assoluto, quelli in cui volevo passare ogni giorno, sono due: il primo è un negozio di belle arti, Rugier&Plè, in cui vi consiglio di passare se siete tipi che amano qualsiasi cosa che includa la creatività. Dalla semplice carta decorata e non, ai colori di ogni tipo, alla ceramica, alle tele, alle perline, al decoupage, alla pittura su vetro o su stoffa, questo negozio ha tutto. Non so quanto tempo ho passato incollata sugli scaffali a decidere se era meglio prendere una carta da 250 o 300 grammi per fare un tentativo con gli acquerelli! Il mio secondo negozio del cuore è (m) La Mucca che non saprei definire meglio di “un negozio di cose varie”. Infatti da La Mucca c’è la qualunque: stampe grafiche di città, mappe, mappamondi, oggetti di cartoleria, piccole mongolfiere, utensili strani da cucina, cartoline, piccoli set per costruire simpatici oggettini in legno, mini-ricettari, insomma…di tutto e ti più! Luogo perfetto per fare un regalo (sia a se stessi che ad altri). Io adoro questo genere di posti! E con queste considerazioni abbiamo concluso. Grazie per essere stati con me in questo tour insolito di Tolosa, che spero vi abbia trasmesso un po’ lo spirito della città! Vicoli a Carmes Pont Neuf in autunno Quando la Garonna diventa uno specchio [...] Read more...
10 Giugno 2022Cosa e dove mangiare / MaltaDopo la mini guida di Malta con i mezzi pubblici, eccoci con una guida culinaria dell’isola! Parleremo dei piatti imperdibili ma soprattutto di tutti i ristoranti e localini che ci sono piaciuti di più e che hanno catturato la nostra attenzione durante il viaggio. Quindi, cosa e dove mangiare quando si è a Malta? Tranquilli, ve lo diciamo noi! Vi aspettano primi di pesce, birrette sulla spiaggia al tramonto, una cucina che sente le influenze italiane, greche e nord africane: un vero e proprio mix tutto mediterraneo. Iniziamo il tour culinario di Malta con il nostro tipico pranzo che è stato, quasi sempre, Pastizzi e Qassatat. Si tratta di un pasto estremamente economico (50cent per un Pastizzi, 1€ per un Qassatat), gustoso, comodo, veloce e locale! Sono entrambi delle monoporzioni di “torta salata” (i Maltesi non me ne vorranno a male per questa iper semplificazione). I Pastizzi sono triangoli o rombi di pasta fillo ripiena di ricotta o crema di piselli (o a volte anche di pollo). Il Qassatat è un fagottino di pasta brisée riempito di ricotta o crema di piselli o spinaci (solitamente con una minima aggiunta di tonno o acciuga appena percettibile al gusto). Vengono venduti in piccoli negozi take-away, la Pastizzerie appunto, ma si possono anche trovare servite in alcuni caffè, ad prezzi più elevati. A Valletta consigliamo di provarli nella Pastizzeria Jeff’s o presso il Museum Cafè. Per la cena ci si può davvero sbizzarrire, l’offerta di ristoranti Maltese è molto vasta, soprattutto a Valletta. Non dimentichiamoci che siamo comunque molto vicini all’Italia e quindi non c’è da stupirsi che la pasta sia diventato un piatto tipico anche a Malta, soprattutto condite con pesce locale e appena pescato. La maggior parte dei ristoranti offre diversi piatti di pesce, dopo tutto siamo su un’isola! Marsaxlokk è il paese più consigliato per godersi una specialità di pesce affacciati direttamente nel porticciolo colorato. Il nostro ristorante preferito è Skanu, un piccolo ristorantino un po’ in disparte dalla caotica passeggiata, dove abbiamo mangiato uno squisito piatto di pasta allo scoglio. Consigliamo anche Mr Fitz dove abbiamo diviso una abbondante frittura di pesce. La scelta dei piatti di carne offre il coniglio alla Maltese e i bigoli, degli involtini di carne con dentro altra carne conditi con la salsa. Per un pasto più “leggero” e veloce si può optare per la Ftira, magari accompagnata da una Cisk, la birra locale che troverete servita ovunque a cifre anche inferiori all’acqua in bottiglia. Mi ci è voluto un po’ a capire che ci sono due tipi di Ftira. La Ftira Maltese è praticamente un panino fatto con una porzione del tipico Maltese pane a forma di ciambella, mentre la Ftira Gozitana è un impasto steso cotto in forno, coperto di ingredienti che solitamente includono patate. Insomma, una specie di pizza locale (di nuovo, spero che i Maltesi non me ne vogliano a male per paragonare la loro Ftira a una pizza). Per concludere, o meglio, per iniziare, alcuni degli snack che vengono serviti come antipasto sono: la bigilla, cioè una crema di fagioli, la salsiccia Maltese e un formaggino di capra locale che può essere sia fresco che stagionato. L’offerta dei dolci tipici non ci ha colpito particolarmente, in quanto comprende principalmente le Imqaret, dei quadrotti di pasta frolla riempiti di marmellata di fichi o datteri che possono essere fritti o al forno. Se volete viziarvi con una golosa merenda, consigliamo Cafe Cordina a Valletta, con il suo locale storico e i suoi tavolini in piazza della Repubblica è una meta molto gettonata, e i suoi dolci non vi deluderanno. Ho adorato la loro kassata, che come potete immaginare è l’equivalente della cassata Siciliana (da non confondere con il Qassatat, il fagottino salato di cui abbiamo parlato prima). Ovviamente si può sempre optare per un ottimo gelato! A Bugibba abbiamo mangiato un’ottima cialda da Con Gusto (dopo un’ottima pizza napoletana da Made in Sud!) [...] Read more...
27 Maggio 2022MaltaMalta è il più piccolo stato europeo ma anche quello più densamente popolato. È grande all’incirca quanto l’isola d’Elba, ha una sua lingua, una sua cucina e tanta storia! Se state cercando uno stato facilmente visitabile in una settimana che offra una varietà di attrazioni, Malta fa proprio al caso vostro! Questo itinerario copre le principali mete turistiche maltesi usando esclusivamente i mezzi pubblici.Noi abbiamo scelto di andare a Malta per le vacanze di Pasqua in Aprile e, a nostro avviso, la primavera è il momento migliore per visitare quest’isola. Certo, il meteo in questo periodo di bassa stagione è ancora molto variabile, ma siamo riusciti lo stesso a trascorrere interi pomeriggi al mare sdraiati in spiaggia a goderci un caldo sole che ci riscaldava le facce! Il grandissimo pregio della bassa stagione è quello di poter godere di prezzi più bassi, temperature non soffocanti e soprattutto meno gente. L’estate infatti Malta viene letteralmente prese d’assalto, quindi viaggiare in periodi meno affollati è abbastanza importante. Per di più le strade sono poche, quindi il rischio è quello di passare la vacanza in coda e di non trovare posto per l’asciugamano in spiaggia o nei ristoranti per cena. Ecco perché pensiamo che visitare Malta nei mesi subito prima o dopo il periodo estivo sia la scelta migliore! Come muoversi Nel caso ancora non fosse chiaro, Malta è piccola! Quindi, perfetta per essere girata in autobus. La rete di autobus copre senza problemi tutte le città, spiagge e mete più famose. Gli orari sono molto frequenti e cominciano la mattina presto e finiscono la sera tardi (per esempio non abbiamo avuto nessun problema a prendere un autobus alle 6 del mattino per andare in aeroporto). Il biglietto costa solo 1.50€, è valido per 2 ore e si può comprare comodamente sull’autobus con contanti o carta; si può risparmiare ulteriormente comprando tessere settimanali o il carnet da 12 biglietti a 15€ che può essere condivisi da più persone. Come altro punto a favore dell’uso degli autobus c’è il fatto che a Malta si guida a sinistra (tra le tante cose ereditate dagli inglesi durante il loro lungo periodo di conquista) il che potrebbe rappresentare un’ulteriore difficoltà per chi viene dall’Europa continentale. Insomma, a questo punto penso di avervi convinto che Malta si può visitare comodamente con i mezzi pubblici! E ciò che non può essere raggiunto in autobus può sempre essere fatto con Ecabs, l’Uber locale, con tanto di sconto sulla prima corsa. Vicoli di Vittoriosa Cattedrale di St Jhon, interno Vicoli di Valletta Valletta e le Tre città Iniziamo il nostro itinerario di una settimana da Valletta, città in cui consigliamo di alloggiare. Per visitare Valletta e le Tre Città (Vittoriosa, Cospicua e Senglea), due giorni sono più che sufficienti! Il nostro consiglio è di unirsi ad un tour guidato della città di Valletta (circa 15€ per 2 ore di giro o potete optare per un free walking tour in cui decidete voi quanto dare alla guida) per avere subito un’idea di chi siano i Cavalieri di Malta (o Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni), come sia nata Valletta e quale sia la sua storia. Scoprirete che Valletta è più moderna di quanto pensiate, e così fortificata che sarebbe potuta resistere anni ad un assedio. Pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale è stata recentemente ricostruita grazie ai fondi Europei. Il tour di Valletta comincia giustamente dal portone di ingresso, recentemente abbattuto e sostituito da una versione alquanto moderna da Renzo Piano (sembra che i Maltesi non l’abbiano presa bene). Appena entrati in Valletta, sulla destra, si trova il Parlamento anch’esso opera di Renzo Piano. Malta non avrà molto da offrire in quanto a risorse naturali, ma di sicuro ha pietra calcarea in abbondanza che vedrete usata per quasi tutti gli edifici di Valletta, particolarmente belli con la luce del tramonto. Passato il Parlamento si dà una sbirciata al vecchio Teatro dell’Opera ora tenuto come teatro all’aperto dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Dietro al Parlamento si trova l’Auberge di Castille ora diventato il palazzo ospitante gli uffici del Primo Ministro. “Auberge” indica l’edificio dove soggiornavano tutti i Cavalieri di Malta di appartenenti ad una stessa lingua in questo caso quella Castigliana, e in giro per Valletta troverete le “auberge” delle altre principali lingue parlate dall’Ordine, come ad esempio l’Auberge d’Italie che ora ospita il Museo di Arte Nazionale. Si continua poi per gli Upper Barrakka Gardens uno degli unici due giardini che troverete in tutto a Valletta, in quanto acqua e spazio erano un bene più che di lusso per una città fortificata. Fate un salto anche nei Lower Barrakka Gardens che sono un po’ meno gettonati da turisti e quindi un po’ più riservati e si affacciano sulla Siege Bell in memoria dei morti della Seconda Guerra Mondiale. Entrambi questi giardini sono una piccola gemma e offrono una bellissima vista sul porto e sulle Tre Città. Affacciandosi dagli Upper Barrakka Gardens, si vedono le Saluting Battery ovvero i cannoni da cui vengono sparate le cannonate (a salve) alle 12 e 16 di ogni giorno, un tempo per salutare le navi in porto, ora quasi più per scandire la giornata ai Maltesi. Dai giardini si prosegue lungo Merchant Street, una delle due vie principali di Valletta insieme a Republic Street. Circa a metà di Republic Street fermatevi al Palazzo del Gran Maestro, oggi diventato il Palazzo del Governo Maltese, e nella vicina Republic Square, dove troverete la biblioteca, la Statua di Queen Victoria alquanto fuori luogo dato il nome della piazza. Buttatevi poi in uno dei tanti vicoli che attraversano queste vie perpendicolarmente: sono queste a mio parere le viette più caratteristiche ma anche quelle più ripide di tutta Valletta! Qui è dove troverete una grandissima varietà di locali per prendervi un aperitivo circondati dai bellissimi balconi in legno colorati in classico stile Maltese. Spero che vi rimanga ancora un po’ di tempo per visitare la co-cattedrale di St John (15€ con audio guida gratuita). La coda per accedere alla cattedrale è sempre abbastanza lunga (almeno mezz’ora) e purtroppo non si puo’ evitare neanche prenotando i biglietti online. Se l’esterno della cattedrale risulta abbastanza spoglio, l’interno vi sorprenderà con i suoi ricchi decori. Lo sapevate che anche Caravaggio aveva fatto parte dei Cavaglieri di Malta? Onestamente questo dettaglio mi mancava! Nella cattedrale sono conservati due suoi dipinti insieme ad un breve filmato che racconta come si sono evoluti i rapporti tra Caravaggio e l’Ordine. Se il mare lo permette, potete accedere alle Tre Città con un traghetto (1.50€ a tratta o 2.80€ andata e ritorno) che parte letteralmente sotto i giardini alti. Ci sono anche delle piccole “gondole” che percorrono la stessa tratta (2€ a tratta). In alternativa, potete sempre ricorrere agli autobus, come purtroppo abbiamo dovuto fare noi dato che il mare è stato mosso per tutti i giorni che siamo stati a Valletta. Vittoriosa è sicuramente la più carina delle Tre Città nonché la più famosa in quanto fu la città originaria dove si insediarono i Cavalieri di Malta appena arrivati sull’isola, chiamata appunto “Vittoriosa” in quanto riuscì a sopravvivere al Grande Assedio di Malta da parte degli ottomani. Ho adorato camminare per i vicoli del centro storico, decisamente meno affollati e gettonati degli equivalenti a Valletta. Il giro di Vittoriosa ci ha poi portarti al porto dove abbiamo camminato intorno al forte e da lì poi abbiamo circumnavigato tutto il porto a piedi attraversando Cospicua, e concludendo il nostro giro a Senglea. Marsaxlokk Blue Grotto St Peter’s Pool La zona sud Marsaxlokk è una meta imperdibile se vi trovate a Malta, è un piccolo paese di pescatori che ha mantenuto ancora un’atmosfera tradizionale e non è stato deturpato da giganti alberghi e resort (come purtroppo è accaduto nella zona nord dell’isola). La domanda importante è capire in quale giorno è meglio visitare Marsaxlokk? Tutti vi diranno di visitarla la domenica quando c’è il mercato, mentre il nostro suggerimento è di evitare a tutti i costi di visitarla la domenica appunto perché c’è il mercato! Il mercato della domenica ha un paio di banchi di pesce ma per il resto è un normalissimo mercato che vende vestiti e casalinghi come se ne trovano ovunque in Italia. Il mercato richiama turisti da tutta l’isola rendendo impossibile praticamente camminare in passeggiata, salire su autobus, o trovare un posto al ristorante (anche perché i ristoratori non possono sfruttare le decine di tavolini che solitamente mettono sulla strada che è occupata dai banchi!). Ecco perché noi consigliamo di andare a Marsaxlokk in un qualsiasi giorno in settimana eccetto la domenica e possibilmente con una giornata di sole per godersi i colori del mare di St Peter’s Pool. Cosa si fa di bello a Marsaxlokk? Non tantissimo ad essere onesti! Si cammina in lungo e in largo per il porticciolo ammirando le bellissime barchette colorate, si prendono un paio di Pastizzi per pranzo e poi si fa una camminata di circa 3km fino a St Peter’s Pool. Chiedete all’ufficio informazioni come raggiungere a piedi la scogliera, oppure semplicemente guardate il percorso su Google Maps o Maps.Me e seguite le poche indicazioni che trovate per strada. St Peter’s Pool e’ una bellissima insenatura da cui i più impavidi si tuffano in acqua. Una volta fatte tutte le foto di rito continuate ancora il percorso sulla costa fino a raggiungere le due piccole baie vicine. I colori del mare sono veramente da togliere il fiato! Da qui, sconsigliamo di continuare fino a Marsascala dato che avete già visto il meglio che questa passeggiata possa offrirvi. Quindi tornate indietro a Marsaxlokk e gustatevi un ottimo piatto di pesce prima di tornare a casa. Sempre nella zona a sud di Malta si trova Blue Grotto, la famosa scogliera ad arco che si tuffa in mare. La scogliera si può ammirare dall’alto da un comodo view point subito davanti alla fermata dell’autobus oppure si può osservare dal basso con un giro in barca di circa 20 minuti al costo di 8€ . Tenete presente che se la giornata è molto ventosa e il mare molto mosso è possibile che la visita in barca sia sospesa.  Non fatevi ingannare dalla vicinanza tra Marsaxlokk e Blue Grotto. Per raggiungere Blue Grotto con gli autobus è decisamente più comodo prendere un autobus diretto che parte da Valletta. La visita a Blue Grotto vi occuperà solo per un paio di ore, quindi vi consigliamo di fermarvi prima ai templi di Hagar Qim e Mnajdra. Il biglietto costa 10€ e comprende la visita ad entrambi i templi, l’ingresso al piccolo museo e un’audioguida gratuita scaricabile sul telefono. I due templi risalgono a più di 5000 anni fa, quindi ancora più antichi di Stonehenge, e ciò che più affascina di questi luoghi è l’aura di mistero attorno a come siano stati costruiti o per quale motivo, e perché sembrino connessi con precisi allineamenti astronomici di equinozio e solstizio. Ghajn Tuffieha Blue Lagoon Paradise Bay La zona nord, Comino e Gozo Finalmente un po’ di mare! Nonostante nell’immaginario collettivo Malta sia una meta di mare, fino a questo punto del nostro itinerario non abbiamo ancora incontrato una singola spiaggia di sabbia. Le poche spiagge sabbiose si trovano infatti tutte concentrate nel nord dell’isola. Come dicevamo all’inizio, tutte le spiagge sono raggiungibili con autobus che partono direttamente da Valletta anche se è giusto specificare che il viaggio di sola andata dura più di un’ora quindi potreste trovare conveniente l’idea di soggiornare per un paio di notti in qualche altra città più comoda per raggiungere le spiagge. D’altro canto però, nessuna città al nord si avvicina minimamente al fascino di Valletta, anzi, sono per la maggior parte cittadine estremamente turistiche dove si alternano alberghi e hamburgerie invece che palazzi con i tipici balconcini colorati e ristorantini Maltesi. Dovendo scegliere una città per fermarsi per un paio di giorni consigliamo Bugibba, non perché sia particolarmente meglio di altre località, ma perché offre molti ristoranti ed è il punto di partenze per le principali gite in barca verso le isolotto di Gozo e Comino. Ma di preciso, quali sono le più belle spiagge dell’isola di Malta, escludendo le due isolotte di Comino e Gozo? Le spiagge migliori sono tre: Golden Bay, la vicina Ghajn Tuffieha Bay e Paradise Bay. Noi abbiamo preferito di gran lunga Ghajn Tuffieha, anche solo per il fatto che non ha un enorme albergo Radisson a rovinarle il panorama! Mi raccomando, tenetevi libero il pomeriggio perché vi consigliamo di prendervi una Cisk con patatine al Singita Miracle Beach Bar contemplando il mare e di aspettare il tramonto dalla cima della collina di fianco alla torre di Ghajn Tuffieha, se si chiama Golden Bay ci sarà appunto un motivo!A Paradise Bay siamo rimasti accecati dai colori del mare! Uniche note negative? L’enorme resort che si affaccia proprio davanti alla spiaggia, e le dimensioni molto molto piccole di questa baia. Anche se eravamo solo ad Aprile la spiaggia era già particolarmente affollata per i miei gusti e non oso immaginare cosa possa diventare d’estate! Rimanendo nella zona nord dell’isola, una gita di almeno un giorno a Comino e Gozo non può mancare da un itinerario completo di Malta. Noi abbiamo scelto il tour offerto da Sea Adventure: 25€ a testa per circa 8 ore di barca con partenza e ritorno a Bugibba, sembra la proposta standard delle molte compagnie che offrono questo servizio. Comino è un’isoletta con ben 3 abitanti di cui un prete e un poliziotto, famosa per la bellissima Blue Lagoon e la vicina Crystal Lagoon (così vicina che l’abbiamo raggiunta a piedi in 10 minuti dopo esserci fermati con la barca alla Blue Lagoon). Arrivati a Gozo, abbiamo deciso di visitare Rabat (o Victoria in onore di Queen Victoria); simile ad altre città Maltesi, Rabat è famosa per le strette vie del suo centro storico e per le fortificazioni costruite dai Cavalieri di Malta (l’entrata nella Cittadella è gratuito mentre la visita al centro informazioni costa 15euro). Nel complesso, una città molto piacevole dove si trascorrono benissimo un paio di ore a girovagare per le stradine. Rabat Rabat Mdina La zona centrale Nel caso vi rimanesse ancora un giorno a disposizione, vi consigliamo di visitare Mdina e Rabat nella zona centrale dell’isola di Malta. “Rabat” in arabo vuol dire “sobborgo” e quindi non sorprende che sia la Rabat Maltese che la Rabat Gozitana siano nate attorno ad una città fortificata, per l’appunto Mdina a Malta e la Cittadella a Gozo. Mdina è l’antica capitale dell’isola, prima che i Cavalieri di Malta si insediassero a Valletta e le Tre Città; è anche conosciuta come la “Città Silenziosa” dato che i suoi vicoli stretti non permettono il passaggio di mezzi di trasporto. Se siete dei fan di Game of Thrones, troverete Mdina ancora più affascinante dato che è stata l’ambientazione della zona d’ingresso di Approdo del Re in alcune scene nella prima stagione.  Il giro di Mdina e Rabat vi occuperà circa metà giornata, e nel caso foste alla ricerca di un’ultima attrazione da visitare potete sempre dirigervi (rigorosamente in autobus) verso le scogliere di Dingli, le più alte scogliere dell’isola, poco lontane da Mdina e Rabat. Valletta Valletta Gozo, cittadella di Rabat Upper Gardens, Valletta Marsaxlokk Qarraba bay Valletta Golden Bay [...] Read more...
3 Maggio 2022SpagnaAvete voglia di un paesaggio marziano sferzato da vento costante, di spiagge di sabbia bianche che si alternano a spiagge di sabbia nerissima (o addirittura a spiagge di sassolini a forma di popcorn), di vulcani spenti da scalare, di archi in roccia levigati dal vento, e di onde oceaniche da surfare? Bhè, direi che le Canarie sono il posto che fa per voi! In questo articolo parliamo di Fuerteventura, un’isola percorribile nel suo lato più lungo in un’ora e mezza di macchina, che vi permette di trovare concentrati in pochi chilometri, tutti i paesaggi che abbiamo menzionato. Preparatevi a dei panorami incredibili che vi illuderanno di essere veramente lontani dall’Europa, pur rimanendo in un arcipelago spagnolo che si trova a soli 120km dalla costa atlantica del Marocco. Con il suo clima costantemente mite, Fuerteventura è perfetta per tutti i periodi dell’anno, sia per settimane di giri on the road in van, sia per qualche giorno di esplorazione, sia per una vacanza totalmente di mare. In questo articolo troverete tutto quello che siamo riusciti ad inserire nel nostro itinerario di 4 giorni in giro per l’isola e, soprattutto, troverete i dettagli di come raggiungere anche le località più remote! Come muoversi Raggiungere le Canarie dall’Italia è semplicissimo perché i voli diretti per l’aeroporto di Fuerteventura sono venduti da quasi tutte le compagnie low-cost e raggiungono la destinazione in circa 4 ore di viaggio. Per quanto riguarda l’esplorazione dell’isola, sicuramente noleggiare la macchina è la scelta più comoda! Fuerteventura è un’isola abbastanza piccola, e si percorre in macchina da nord a sud in un’ora e mezza, quindi è molto facile alloggiare in un punto qualsiasi dell’isola e gironzolare liberamente durante la giornata perché gli spostamenti non sono mai troppo lunghi (noi per comodità abbiamo dormito a Puerto del Rosario). Un’altra validissima opzione è quella di affittare un van o un camper per spostarsi per Fuerteventura e dormire davanti a spiagge mozzafiato! Il noleggio del mezzo di trasporto può essere effettuato tranquillamente in aeroporto, utilizzate un sito come questo per confrontare i prezzi e poi scegliete la compagnia che preferite (noi abbiamo optato per la Hertz) e concludete sul sito della compagnia stessa la prenotazione, per evitare di perdere soldi in inutili commissioni. Molte delle strade che portano alle spiagge più selvagge e remote dell’isola sono sterrate, quindi fate attenzione sia all’auto che noleggiate che all’assicurazione che scegliete nel momento del noleggio per evitare spiacevoli sorprese e sovrapprezzi al momento della restituzione dell’auto. L’isola è percorsa anche da una rete di autobus che collegano le cittadine principali, potete trovare più dettagli ed informazioni su questo link. Playa de Corralejo El Cotillo Majanicho Corralejo, El Cotillo, Calderón Hondo Partiamo dalla zona nord dell’isola, in cui paesaggi marziani composti da vulcani spenti e brulle montagne rossicce si alternano ad una striscia di deserto di sabbia bianca che si getta a capofitto nell’oceano azzurro. Una combo di colori clamorosa! Il primo punto da visitare in questa zona è sicuramente il Parco Naturale delle Dune di Corralejo, una distesa di dune di sabbia sahariana situata a nord-est. Una volta che vi trovate nella strada che attraversa il parco, lasciate la macchina in uno dei vari parcheggi che si trovano lungo la via e passeggiate tra le dune e tra la sabbia che si estende per vari chilometri. Continuando a percorrere la strada all’interno del parco in direzione nord, vi troverete a Playa Corralejo, una spiaggia bianca lunghissima sferzata dal vento oceanico e popolata da numerosissimi wind e kite surfer. Nella punta nord dell’isola a Majanicho c’è una delle spiaggette più famose di Fuerteventura: la popcorn beach. Si tratta di una parte di costa (raggiungibile percorrendo per 4km la sterrata che da Majanicho va verso est) che ha la particolarità di essere composta da piccolissimi sassolini che sembrano davvero dei popcorn! Purtroppo negli ultimi anni i turisti ne hanno portati via tantissimi, quindi ora la spiaggia è a rischio estinzione: mi raccomando, non portate via nulla, lasciate tutto lì per preservare questa fetta di costa così particolare. El Cotillo è il paesino più grande in questa parte dell’isola, perfetto per cenare perché pieno di ristoranti di cucina spagnola e ovviamente di pesce. Poco distante da El Cotillo abbiamo sia il faro di Toston, veramente suggestivo perché è proprio il classico faro bianco e rosso, e si trova in un punto in cui due correnti marine si scontrano creando onde altissime. La spiaggia che ci ha colpito di più in questa zona è playa Escalera, una scogliera a picco su una spiaggetta raggiungibile con una scala, che si trova a 4.5km di sterrata da El Cotillo (mi raccomando raggiungetela passando per El Cotillo e non fate come noi che abbiamo affrontato per errore i 9km di sterrata che la separano dall’asfalto venendo da sud: è proprio così che abbiamo bucato una ruota!) Nell’entroterra troviamo Calderón Hondo, il vulcano percorso da sentieri di varie lunghezze, di cui uno che permette di passeggiare proprio sul bordo della caldera. Il punto di partenza per le camminate è a Lajares, precisamente qui. Il percorso che porta sulla cima del vulcano è facile e percorribile da tutti, ed una volta raggiunta la caldera vi ritroverete circondati da un paesaggio pazzesco e dagli scoiattoli che popolano il vulcano! (Scoiattoli su un vulcano? Sì, è veramente così!)Una volta tornati al punto di partenza, rifocillatevi nel carinissimo baretto FuerteVida. Arco de las Peñitas-retro Ajuy Arco de las Peñitas-fronte Ajuy, Arco de las Peñitas, Pozo Negro Spostiamoci ora nella fascia centrale dell’isola, in cui i protagonisti indiscussi sono le montagne, la roccia liscia e levigata dal vento e la sabbia nera caratteristica delle spiagge vulcaniche. Il nostro primo consiglio è di passare per Pozo Negro, un minuscolo paesino di pescatori sulla costa est, che si affaccia su una baia di sabbia nera e mare blu, perfetto per godersi un po’ di relax in una location che non ha nulla di turistico. Più ad ovest troviamo Betancuria, l’antica capitale di Fuerteventura; la visita è giustificata, non tanto dalla minuscola cittadina di casette bianche tra palme e cactus in sé, ma dalla strada che la collega alla civiltà: si tratta di tornanti di montagna con dei belvedere davvero suggestivi. Assolutamente imperdibile è Ajuy, un paesino di pescatori e surfisti con una spiaggia dalla sabbia nerissima circondata da scogliere. Dalla rampa situata sul lato destro della spiaggia, parte una passeggiata che porta sopra alla scogliera fino alle grotte di Ajuy, nella zona in cui era situato un antico attracco per le navi. Una deviazione da fare sulla strada per Ajuy è quella che vi porterà all’Arco de las Peñitas. Per raggiungere la famosa conformazione rocciosa c’è da fare una camminata tra le rocce, quindi armatevi di scarpe comode e parcheggiate qui. Il sentiero non è ben tracciato, ma l’obiettivo è quello di raggiungere quello che può sembrare all’apparenza un cumulo di sassi e che invece nasconde la zona dell’arco. Su questo link potete trovare più indicazioni sulla strada da seguire, e nella parte finale della salita mantenete la destra e “scalate” la parte accanto alla parete rocciosa. Noi ovviamente abbiamo sbagliato strada, ma comunque abbiamo portato a casa la missione! L’arco in roccia è fighissimo, uno spot davvero immancabile durante il vostro viaggio. Il punto panoramico più suggestivo di questa zona è il Mirador Sicasumbre: la vista è magnifica ma preparatevi a delle raffiche di vento senza precedenti! Mirador Sicacumbre Sotavento Mirador di Cofete Sotavento e Cofete La zona sud di Fuerteventura è quella con più resort e villaggi turistici, ed ha delle lunghissime spiagge dall’acqua cristallina che si susseguono da Costa Calma alla Penisola di Jandìa. Sull’altra costa invece abbiamo la zona più selvaggia ed incontaminata dell’isola (nonché la più complicata da raggiungere): il Parco Naturale di Jandìa Il primo luogo imperdibile è la Playa de Sotavento, una spiaggia bianca che con l’alta marea si riempie di acqua di mare ma lascia delle strisce di sabbia asciutta che creano delle passerelle in mezzo alla laguna d’acqua salata. Un paesaggio davvero particolare! Il nostro consiglio è di andarci quando è sottovento, così da potersela godere con il clima migliore. Potete controllare qui, qui e qui gli orari della marea in modo tale da essere a Sotavento nel momento di alta! La playa di Cofete è una delle più famose di Fuerteventura, è selvaggia ed è contornata da una schiera di montagne. Raggiungerla non è semplicissimo, infatti da Morro Jable bisogna percorrere 18km di una strada sterrata che attraversa un paesaggio brullo abitato da caprette. Dopo 10km si arriva ad un punto di belvedere, il Miraduro di Cofete, e la strada fino a lì è abbastanza battuta e larga; gli 8km che collegano il miraduro alla spiaggia sono un po’ più difficili perché la strada è più stretta, ma viene percorsa piano-piano da ogni tipo di automobile. Noi purtroppo abbiamo scelto il giorno sbagliato per andare a Cofete: una fitta coltre di nubi era incastrata proprio sulle montagne che si affacciano sulla spiaggia, quindi ci siamo fermati al belvedere e non siamo scesi fin giù perché il meteo da quel lato dell’isola era davvero terribile! Per arrivare fino alla playa di Cofete esiste anche il bus 111 che ci impiega 45-50 minuti e che parte dalla stazione de Guaguas di Morro Jable. La tratta Morro Jable-Cofete, Cofete-Morro Jable viene percorsa due volte al giorno in entrambe le direzioni, ha solo 20 posti e costa 8.70euro da pagare in contanti all’autista. Non si tratta di un vero e proprio bus, ma di un pulmino 4X4 che sfreccia senza problemi sulla sterrata, un’ottima alternativa se non avete voglia di guidare su questa strada! Parco delle Dune di Corralejo Pozo Negro Pop Corn Beach Playa Escalera Scoiattolo del vulcano Vulcano Calderon Hondo Mulino di Tefia Scogliere di Ajuy [...] Read more...
21 Marzo 2022GermaniaAvete trovato degli economicissimi voli low cost per Basilea o Baden-Baden e non volete perdere l’occasione per esplorare la zona di confine che si trova tra Germania, Francia e Svizzera? Bene! State leggendo l’articolo giusto! Dopo aver scritto una guida completa di Friburgo, ci siamo dedicati ai suoi dintorni, per creare una raccolta esaustiva di tutti gli highlights di questa zona d’Europa, che vi permetterà di esplorare la Foresta Nera con i suoi paesaggi e la sua natura, e meravigliose cittadine della zona. Camminate partendo da dentro Friburgo Come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo su Friburgo, già dal centro della città è possibile partire per delle camminate che vi porteranno a passeggiare indisturbati tra i boschi in pochissimo tempo. I punti in cui la città si congiunge ai boschi e da cui iniziano i vari sentieri, sono lo Schlossberg, la montagna di Friburgo, e la zona a sud del quartiere di Wiehre. Armatevi di scarpe comode (e tecniche all’occorrenza), scaricate l’app mapy.cz che vi permette di consultare offline tutti i sentieri e i cammini della zona, e consultate questo sito che raccoglie tutti i principali percorsi di trekking intorno a Friburgo. Ora siete indubbiamente pronti per la vostra escursione! Noi personalmente vi consigliamo due camminate: il primo parte dallo Schlossberg e porta al Friedrichtsturm, è un percorso ben tracciato anche su Maps. Dura un’oretta e mezza (due se contate la partenza da centro città), ed attraversa interamente il bosco. In questo caso servono le scarpe da trekking perché il terreno non è sempre battuto; ci sono dei tratti che sono un pochino più difficili ed impegnativi, ma è una passeggiata fattibile anche per escursionisti non esperti. C’è anche la possibilità è arrivare a Streckereck, un bellissimo punto panoramico, con altri 30 minuti di camminata. Il nostro secondo consiglio è la passeggiata che parte dalla stazione di Wiehre (Freiburg Wiehre) e porta al Burg Kybselfen. Il sentiero si chiama Kybselfenweg ed è tracciato anche su Maps; si tratta di un percorso interamente battuto che si percorre in circa un’ora e mezza. Camminata verso Friedrichtstrrm Camminata verso Friedrichtstrrm Gite in giornata nelle montagne intorno a Friburgo Friburgo è immersa nella natura e vicinissima alle montagne, perfetta quindi se siete interessati ad inserire nel vostro viaggio qualche gita fuori porta. Se siete muniti di macchina, tutte le località che vi consigliamo sono semplicissime da raggiungere; se invece siete amanti dei mezzi pubblici, non disperate, perché qui di seguito troverete come raggiungere ogni luogo con treni, tram e autobus! Il nostro primo consiglio è di raggiungere con mezz’ora di autobus (linea 7216 che parte da Schwabentorbrücke Süd) St.Peter, un amabile paesino immerso nella Foresta Nera da cui partono numerose camminate nella natura. Inoltre dalla stazione centrale di Friburgo, sempre con poco meno di 40 minuti di bus o di treno (dalla stazione centrale ci sono sia Flixbus che treni locali), si può raggiungere la zona dei laghi, in particolare quella intorno al lago Titisee. Durante il periodo di Natale da queste parti c’è un mercatino natalizio davvero suggestivo sotto un ponte illuminato: capite bene che la combo Natale tedesco+montagne innevate merita tantissimo! Il paesino in questione si chiama Ravennaschlucht e si raggiunge in autobus da Titisee. Se avete voglia di montagna innevata ed attrezzata con impianti sciistici, allora l’opzione migliore è Feldberg, che però è un po’ più lontana ed è raggiungibile solo in macchina da Friburgo. Altrimenti con una combo di tram, autobus e cabinovia è possibile arrivare a Schauinsland, una montagna molto vicina e ben collegata alla città, da cui partono diversi trekking e da cui è possibile godere di una fantastica vista! Infine, noi consigliamo la zona di Kaiserstuhl (letteralmente “sedia dell’imperatore”), che è una catena collinare ad ovest di Friburgo, verso la Francia, piena zeppa di vigneti, che a noi ricorda un po’ le Langhe. Vi consigliamo di arrivare in treno a Vogtsburg im Kaiserstuhl (che si raggiunge in circa 50 minuti dalla stazione centrale di Friburgo), e di salire in collina alla terrazza auf dem Eck. Si tratta di una bellissima passeggiata a piedi letteralmente tra le filari di vigna: in autunno è imperdibile, in primavera ed estate comunque molto bello! Mercatino di Natale a Ravennaschlucht Fedelberg Vogtsburg im Kaiserstuhl Schauinsland Città che si raggiungono facilmente da Friburgo Se volete inserire Friburgo in un itinerario più ampio, siete nella sezione giusta! Per la zona di confine in cui si trova, Friburgo è perfetta per raggiungere città svizzere, francesi e tedesche. Qui vi menzioniamo le più carine, comode da raggiungere, perfette per un giro itinerante di una settimana che vi permetterà di esplorare sia Friburgo (di cui abbiamo scritto una guida completa) sia il resto di questa regione d’Europa! Atterrando all’aeroporto di Basilea e ripartendo da quello di Baden Baden, i posti da visitare sono parecchi; qui vi elenchiamo quelli che secondo noi meritano di più. Partiamo dalla Svizzera: Basilea si raggiunge in 40 minuti con il treno diretto, ma anche Zurigo è ben collegata e si raggiunge in meno di due ore con un treno diretto. In Francia sicuramente la meta più gettonata è Strasburgo, che sembra direttamente uscito da La Bella e la Bestia! Si raggiunge con il Flixbus diretto in un’ora, oppure in treno in 1h15 con un cambio; sicuramente conviene il bus in questo caso. Passiamo alle città tedesche dei dintorni: Heidelberg è un gioiellino universitario a poco meno di due ore di treno da Friburgo. Tubinga è molto carina e sicuramente merita se siete da queste parti; si raggiunge comodamente con un Flixbus da 2h30. Strasburgo Zurigo [...] Read more...
20 Marzo 2022GermaniaFriburgo è un’adorabile cittadina situata nella Germania del Sud, nella zona della Foresta Nera. La sua particolarità è quella di trovarsi in una zona di confine, ad un passo da Francia e Svizzera è infatti perfetta per qualche itinerario che vi permetterà di godere di tre nazioni in un sol colpo. Qui di seguito trovate il nostro articolo in cui abbiamo collezionato un po’ di chicche sulla città, alcuni luoghi imperdibili sia per passeggiare sia per mangiare, consigliati direttamente da una coppia di amici che vivono a Friburgo da anni! Pronti ad immergervi con noi nell’autentica atmosfera tedesca? Come muoversi Raggiungere Friburgo è molto semplice: dall’aeroporto internazionale di Basilea-Mulhouse-Friburgo (situato in Alsazia e ben connesso con tutta la zona tedesca, francese e svizzera circostante) partono dei bus della Flixbus che in poco meno di un’ora vi porteranno alla stazione di Friburgo. Per raggiungere questa zona della Germania si può anche arrivare all’aeroporto di Francoforte e prendere da lì un treno diretto da 2 ore. Altrimenti c’è anche l’economicissimo aeroporto di Baden-Baden che ha il pro di essere molto economico, infatti è un punto in cui arrivano molti voli Ryanari, ma il contro di essere connesso con una navetta alla città, da cui poi partono i treni per Friburgo, quindi si perde un po’ più di tempo prima di arrivare a destinazione, ma potrebbe essere comodo se avete in mente un piccolo viaggio in questa zona di confine (qui potete trovare un articolo sugli itinerari che consigliamo!) All’interno della città ovviamente si gira a piedi senza problemi, al massimo in bicicletta! Inoltre Friburgo ha un’ottima stazione sia di autobus che di treni, che vi permettono facilmente di fare gite in giornata o di inserire questa città all’interno di un itinerario più ampio. Consultate questo articolo per saperne di più sui dintorni di Friburgo! Old Town Iniziamo il nostro tour dal centro storico che, con la città vecchia, è sicuramente la parte più bella della città: è piccolino ma ogni viuzza è un amore, e ci sono ovunque oreficerie e botteghe (tutte costosissime), che danno quel tocco di borghetto antico. Nella zona antica c’è la cattedrale che sta al centro della piazza del mercato: le tantissime bancarelle si dividono tra fiori, prodotti locali nella zona a sinistra della cattedrale, prodotti importati nella parte destra della cattedrale, ed oggetti (in particolare c’è una bancarella che vende cose per bimbi in legno e stoffa, tra cui delle barchette che sono tipiche di Friburgo). Tra le bancarelle c’è anche dello street food locale: il nostro consiglio è di prendere il panino con il Lange rote Wurst. Nella piazza del mercato c’è anche la cantina die Alte Wache, che vende vino locale ed in inverno fa il Gluhwein (vin brulé) migliore della città, mentre d’estate produce la granita al vino. Altri spot imperdibili del centro sono la Rathaus (il municipio) e la libreria universitaria, molto caratteristica è la zona a sud ovest della biblioteca universitaria che è molto autentica e locale. Inoltre consigliamo molto lo Stadtgarten, il parco cittadino si trova subito a nord del centro, che è molto curato e fiorito. Schlossberg La zona a est del centro storico è lo Schlossberg, ossia la motagna di Friburgo dove c’era il castello dei nobili che hanno fondato la città (Schloss=residenza, Berg=montagna, i tedeschi sono persone semplici: attaccano le parole tra di loro e ne creano di nuove!) un pezzo di natura all’interno della città, veramente imperdibile. Si raggiunge da nord dal parco cittadino o da sud dalla città vecchia passando dalla Schwabentor, che è una delle due porte ancora conservate della città. Salendo da qui, si arriva al punto panoramico più bello, da cui si vede letteralmente tutta la città e parte della Foresta Nera. Sullo Schlossberg ci sono tantissimi sentieri indicati, che il più delle volte terminano con delle torri in metallo su cui si sale e si vede il panorama sopra gli alberi. Se siete interessati a saperne di più sulle camminate che vi permetteranno di esplorare la Foresta Nera e sui dintorni di Friburgo, leggete questo altro articolo! Stadtgarten in autunno Kastaniengarten (il Biergarten sullo Schlossberg) Vista dallo Schlossberg Stühlinger Una zona molto carina è quella a ovest del centro, che si chiama Stühlinger. La parte più vicina alla stazione è quella che vi consigliamo di visitare: è molto carina, autentica, fricchettona, multietnica e giovane. Il nostro consiglio è mangiare da queste parti ed unirci una passeggiata! Si raggiunge dal centro percorrendo il ponte blu (Blaubrücke), pedonale con dei grandi archi blu in ferro. Dal ponte si arriva ad un parco, in cui il mercoledì e il sabato mattina c’è il mercato; noi consigliamo di fermarsi a prendere un cappuccino all’apetta del mercato, tutti lo bevono sdraiati sul prato! Le strade più belle sono Klarastr., Egonstr. e Guntamstr. che a maggio sono piene di glicine e d’autunno di alberi gialli, in generale ci sono molti caffè carini nella zona. Da Stühlinger in 15-20 minuti a piedi si arriva al parco in città più grande di Friburgo il Seepark, che ha un laghetto artificiale, tantissimi alberi e in primavera ed autunno è uno dei posti più belli per i colori di foglie e fiori. Se siete appassionati di giochi da tavolo vi consigliamo un dopocena al Freispiel, un locale molto carino gestito da 3 ragazzi che ha infiniti giochi da tavolo. Per circa 1,50€ all’ora si può giocare consumando bevande calde e stuzzichini. Wiehre A sud del fiume Draisam c’è Wiehre, un quartiere molto bello, fatto tutto da case antiche con giardino, è molto benestante ed ha una fortissima anima green. Vale la pena venire in questa zona fuori dall’area turistica, magari per unire una cena a base di Schnitzel ad una passeggiata! Il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina c’è il mercato di quartiere alla vecchia stazione ferroviaria (alter Wiehrebahnhof), dove consigliamo di venire a comprare dello street food per mangiarlo nel parco attaccato alla zona del mercato, sotto all’arco con glicine rampicante. A sud di Wiehre c’è la Lorettoberg, una collina panoramica sulla quale si sale a piedi in pochissimo, e dalla quale partono passeggiate nel bosco e su per le montagne. I sentieri partono da dietro la stazione nuova (la fermata si chiama Freiburg Wiehre) e anche qui, come sullo Schlossberg, si può camminare per diverse ore. Per avere più notizie su dove andare, ecco qui un articolo sui dintorni di Friburgo! Ultimo consiglio, passeggiare sul lungo fiume! Più che un fiume, il Draisam è un torrentone di acqua pulita, senza barche, con la sponda ciclabile e pedonale. Noi consigliamo di partire da Stuhlinger o da Wiehre, e di camminare verso est. D’estate i tedeschi si siedono sulle pietre con i piedi a mollo a bersi una birra, o si fanno addirittura il bagno! Camminando verso est, sopra Wiehre, c’è un ponte in ferro sul fiume al quale è attaccata un’altalena: uno spot super carino! Viuzze della città vecchia Viuzze della città vecchia Vista sempre dallo Schlossberg sul lato centro Dove Mangiare Birrerie e Schnitzel Il primo consiglio in Germania non può che essere riguardo la birra. La birreria Feierling ha la birra migliore nel centro storico, il suo interno è molto carino con grandi botti in metallo a vista! Sullo Schlossberg abbiamo il Biergarten più bello, il Kastaniengarten, da cui si gode un fantastico panorama sulla città perfetto nelle ore del tramonto. Ovviamente in birreria si può anche mangiare facilmente cibo locale, e tra le varie portate tipiche una cosa che si trova spessa è il Flammkuchen, la tarte flambé tedesca. Se avete voglia di una Schnitzel, rigorosamente con Brägele di contorno, ossia le patate saltate con cipolla e pancetta (perché ci piace rimanere leggeri!) i ristoranti migliori si trovano in zona Wiehre, tra cui menzioniamo Goldner Anker e Zum Kaiser. Se avete tempo e modo di allontanarvi dal centro città, vi consigliamo lo Zum Ochsen che si raggiunge con il tram. Sullo Schlossberg vi consigliamo il Dattler, un ristorante panoramico. Pasticcerie e caffetterie La combo torta+bevanda calda è molto amata in tutta la Germania, e Friburgo non è da meno! Per una pausa merenda in compagnia, vi segnaliamo le pasticcerie Confisserie Gmeiner (in cui dovete assolutamente prendere la torta limone e meringa) e Confisserie Rafael Mutter nel centro storico. Le caffetterie sono numerose, ma le nostre preferite sono Cafè Moltke per un cappuccino nel centro città, Café Einstein in zona Stühlinger, e Kaffee-Kiste Freiburg a Wiehre. Un must è quello di gustare un Berliner insieme al caffè: si tratta di un bombolone fritto con la marmellata di frutti di bosco, buonissimo! Consigliamo quello di Pfeifle, un forno ottimo che ha diversi punti vendita in città. Cibo etnico Il cibo mediorientale è parte integrante della cucina tedesca, non a caso l’immigrazione turca è stata molto forte in Germania in passato! Quindi se avete voglia di mangiare un kebab, vi troverete davanti ad un’esperienza autentica; il nostro consiglio è di prenderlo da Euphrat in centro. Un buonissimo locale non lontano dallo Stadtgarten è Afgan Eck, di cucina afgana; noi consigliamo il Kartoffelbulani mit Gemüse, ossia Bulani di patate con verdure. Un altro ristorante davvero buono è il Curryhaus a Stühlinger per una buona cucina indiana. Glicine a Stühlinger Seepark ad inizio primavera Vicoli del centro città Blaubrücke il ponte blu Altalena sul Draisam Stadtgarten in primavera [...] Read more...
8 Novembre 2021Cosa e dove mangiare / ItaliaBologna la grassa, la rossa, la dotta, e chi più ne ha più ne metta! Una sola cosa è certa a Bologna: bisogna mangiare, e non poco: tortellini, tagliatelle, tigelle e gnocchi fritti (che si declinano in modo diverso non appena ti sposti di 10km), salumi ed affettati…insomma, ci vuole dell’impegno per orientarsi tra i vari piatti e per mangiarseli tutti. Resta ancora senza risposta la domanda “dove mangiare a Bologna?” ma tranquilli, a questo ci pensiamo noi! Tra le nostre amicizie in giro per l’Italia non può mancare un manipolo di bolognesi bongustai che ci hanno velocemente fornito una lista dei luoghi migliori per gustare le prelibatezze emiliane! Quindi ecco qui una bella lista di consigli locals da chi, a Bologna, ci ha passato una vita intera. Osterie Iniziamo con le osterie, il cuore pulsante di Bologna. Tra i vicoli e i portici, se ne trovano a centinaia, ma la vera domanda è: quale scegliere?Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è l’Osteria Bottega, considerata l’osteria autentica tradizionale, una vera e propria istituzione dentro le mura. Non è il nostro suggerimento più economico, infatti una media per un pranzo sono 40 euro a testa. Per un pranzo più economico, abbiamo la Trattoria della Santa in cui è possibile trovare della buona pasta fresca. Prezzo medio per un pasto completo 20 euro scarsi.L’osteria Santa Caterina ha dei taglieri di salumi e formaggi davvero notevoli, perfetti da condividere come antipasto; il Ristorante Biagi ha dei tortellini particolari molto buoni, ed una cotoletta alla bolognese come si deve! I prezzi stanno sui 20-30 euro.Un classicone parecchio economico e in zona universitaria è l’Osteria dell’Orsa, non si tratta del posto più gourmet di Bologna ma il rapporto qualità prezzo è ottimo. La sua sorella d’apertura più recente è l’Osteria dell’Orsa Fuori Porta, che mantiene prezzi economici ma diventa più ricercata nel gusto. Un’altra trattoria in zona universitaria è la Trattoria Mariposa che ha degli ottimi tortelli alla zucca!Se siete in macchina e ricercate un posto da abbuffata, vi consigliamo il Mulino Bruciato, dalle parti dell’aeroporto. Si tratta di un’osteria gestita da una brigata di giovani, che serve portate davvero abbondanti! Apre tutti i giorni dalle 19:30 alle 3 di notte. Aperitivi e Birrette Aperitivo sotto i portici, un altro classico intramontabile quando vi trovate a gironzolare per Bologna. Dove andare? Sicuramente il primo consiglio è la Prosciutteria, un locale toscano in zona Università che offre un aperitivo notevole. Un’istituzione bolognese è l’Osteria del Sole, il locale più antico di Bologna con una storia che parte dal 1400. La particolarità di questo luogo è che prendi da bere ma puoi portarti il tuo cibo! Il malus è che è sempre molto affollata. La Birreria Popolare è un’altra ottima location per aperitivi: birra artigianale e taglieri di formaggi ed affettati, una combo perfetta.Per una birretta in compagnia vi consigliamo La Frasca e il Number 10. Volete fare un aperitivo in casa o comunque non volete rinunciare allo splendore dei salumi emiliani? Benissimo, allora non fatevi scappare il salame rosa della salumeria Simoni e la culaccia della salumeria Bruno&Franco di via Oberdan. Dolci e Gelati Anche sul tema dolci, Bologna si difende più che bene! Iniziamo subito con colazioni: da provare immediatamente sono i sabadoni alla mostarda al Billi Bar sotto l’arco del Meloncello, magari corredato da una passeggiata fino a S Luca. Per un buon caffè, consigliamo il caffè Terzi e il caffè Aroma che ha un menù di espressi da cui scegliere che cambia tutte le settimane. Anche sul tema gelati Bologna non si fa parlar dietro! Abbiamo la Sorbetteria Castiglione, la Cremeria Funivia e la Gelateria Gianni in pole position tra le gelaterie più “normali”, mentre per quanto riguarda le gelaterie premiate dal Gambero Rosso abbiamo la Cremeria S.Stefano, Gelatauro con i suoi gusti sperimentali, Stefino con gelato glutenfree bio e vegano e Galliera49 vicino alla stazione. E ora che avete a portata di mano questo mucchio di consigli su dove mangiare a Bologna, direi che siete pronti! Comprate un biglietto del treno e partite subito per un weekend all’insegna del cibo! Portici nel centro storico Piccola Venezia, dentro Bologna Vista sulle due torri [...] Read more...
12 Marzo 2021InghilterraLa Jurassic coast è la zona costiera a sud dell’Inghilterra che si affaccia sulla Manica e che si estende dal Devon dell’est a tutto il Dorset. Si tratta di 150 km di spiagge stupende e scogliere mozzafiato con 250 milioni di anni di storia a incidere e formare le loro rocce. Da Swanage a Exhmouth passando per il memorabile arco di Durdle Door e la famosa scogliera celebre ai pochi (o pochissimi) fan di Broadchurch, vi aspetta un itinerario molto british e diverso dalla solita Londra, fatto di relax, lunghe passeggiate, vertigini sulla cima delle scogliere e l’immancabile fish and chips. Come muoversi La Jurassic coast è ovviamente girabile in auto, ma chi non ama la modalità di guida del Regno Unito potrà seguire questo itinerario anche con i mezzi pubblici. Come? Semplice! Vi basterà raggiungere via treno Weymouth o Bournemouth (che distano tra le 2 e le 3 ore da Londra ed altrettante da Bristol) e da lì utilizzare la linea di bus della Jurassic Coast che collega tutti i luoghi consigliati nel nostro itinerario. Consultate questo sito per pianificare i vostri spostamenti e scoprire quale autobus fa al caso vostro! SwanageDurdle DoorOld Harry Rock Swanage, Old Harry Rock e Stunland bay Iniziamo il nostro tour da Swanage: che sia la meta per un weekend lungo o il punto di partenza per esplorare la Jurassic coast, è la perfetta cittadina dove prendere una boccata d’aria dopo i lunghi mesi di inverno passati lontani dal mare. A parte per le caratteristiche cabine colorate, la sorprendentemente buona pizza (in un locale rigorosamente italiano, la Peppina) e il tipico fish and chips sulla spiaggia, ciò che rende veramente unica una vacanza a Swanage è la Old Harry Rock, una scogliera di roccia bianca che vi lascerà senza fiato. Per visitare al meglio questa zona vi consigliamo questa passeggiata lunga 7.5km, abbastanza impegnativa ma alla portata di tutti, che collega il centro di Swanage fino alla cima dell’Old Harry Rock, e poi scende verso Stunland bay (dove, per la cronaca, proprio appena arrivati in spiaggia si trova un baretto, il Joe’s Cafe, perfetto per rifocillarsi con un buonissimo roll di halloumi!). Proseguendo per altri 5km sulla spiaggia e tra le dune di sabbia si può percorrere tutta Stunland bay ed arrivare a una comoda fermata dell’autobus per Swanage, che si trova davanti all’arrivo del traghetto da Bournemouth. Da Stunland bay partono dei tour organizzati in kayak che portano fino a sotto l’Old Harry Rock e permettono di vederlo direttamente dal mare. Noi non siamo riusciti a farlo perché non avendo prenotato in precedenza abbiamo trovato tutto pieno, ma sembra un’esperienza abbastanza spettacolare, anche se non è molto economica (50£ per due ore di giro). Durdle Door and Lulworth bay L’iconico Durdle Door è forse il luogo più simbolico della Jurassic coast: una formazione rocciosa che si getta ad arco sul mare che ricorda molto le scogliere amiche di Manica, che si trovano in Bretagna e Normandia. A soli un paio di chilometri da Durdle Door c’è la Lulworth bay, una baia così perfettamente tonda che sembra essere stata scavata dall’uomo. La passeggiata da Durdle Door a Lulworth bay è molto piacevole, anche se la salita è abbastanza intensa soprattutto se fatta sotto il sole, però la vista della baia dall’alto è sicuramente un meritato premio. Sia Durdle Door che Lulworth bay sono dotate di parcheggio, ma se viaggiate con i mezzi pubblici la fermata più comoda è quella di Lulworth bay.  Weymouth Se cercate una cittadina da usare come punto di riferimento per il vostro itinerario nella Jurassic coast, Weymouth è il posto che fa per voi. Abbastanza grande da avere una lista interminabile di ristoranti e alberghi, ma comunque non troppo grande da perdere quell’adorabile atmosfera da paese di mare. Prendere una birra a uno dei tavolini nel porticciolo turistico è una delle immagini più piacevoli che mi ricordo di Weymouth e che collego immediatamente all’inizio di una bella vacanza al mare.  Lyme RegisSidmouth, santuario degli asiniWest bay Scogliere di West bay Siamo arrivati alle bellissime e inquietanti scogliere di roccia rossa protagoniste della serie TV Broadchurch (con il premio Oscar Olivia Colman). Come ogni tratto della South West coast, anche le scogliere di West bay possono essere attraversate in lungo e in largo, dall’alto della costa o passando dalla spiaggia per ammirare l’imponente scogliera dal basso. Ammetto che il mio piano era arrivare in autobus da Weymouth fino al paese di West bay e da lì girare sopra e sotto le scogliere. Peccato che l’autobus ha avuto un guasto nel bel mezzo del tragitto lasciandoci ben poche alternative che incamminarci a piedi e raggiungere West bay dalla spiaggia. La camminata è stata una lunga e faticosa, soprattutto perché buona parte del percorso era sulla sabbia! Ma è stato decisamente suggestivo raggiungere quelle rosse e giganti scogliere che si vedevano da lontano.  Lyme Regis Lyme Regis è un vero e proprio gioiellino, la perla del Dorset! Ve ne accorgerete subito dai suoi giardini molto curati, dai bei negozietti dove non potrete fare a meno di entrare, e dai piccoli dettagli come i lampioni decorati da riccioli a forma di fossili: il classico paesino british di cui non smettiamo mai di innamorarci! Non stupitevi se durante le vacanze lo troverete pieno di turisti, però tranquilli perché la spiaggia è grande e troverete sicuramente un posto dove stendervi e rilassarvi.  Sidmouth e gli asini Siamo giunti alla fine di questo itinerario lungo la Jurassic coast: Sidmouth è all’estremo ovest del Dorset e non offre particolari sorprese sul tema scogliere, rispetto alle meraviglie incontrate finora. Però c’è un meta particolare che renderà la visita a Sidmouth decisamente più piacevole: il santuario degli asini (comodamente raggiungibile in autobus da Sidmouth), che è esattamente quello che suggerisce il nome stesso, una sorta di gigante fattoria che ospita centinaia di asini in difficoltà e che offre anche la possibilità di supportarli con adozioni a distanza. Potrete fare lunghe passeggiate attorno i recinti e seguire le visite guidate che raccontano curiosità sulla vita degli asini. Ad esempio lo sapevate che gli asini scelgono un solo compagno o un solo amico per stargli accanto la vita? Io sinceramente no! Che romantici i nostri asinelli! E con questo concludiamo il nostro giro sulla costa sud dell’Inghilterra. Se siete affascinati da queste zone ed interessati a visitarle, non perdetevi i nostri numerosi articoli sull’Inghilterra e sulla Scozia! Durdle DoorSwanage, cabine colorateVeduta da SwanageAncora panorami da SwanageOld Harry RockDurdle Door [...] Read more...
1 Novembre 2020Italia / ItinerariÈ arrivato l’autunno, e quindi la voglia di allontanarsi dalle mete marittime e spostarsi verso colline e montagne, magari alla ricerca di qualche bel colore rosso di foliage autunnale. Le Langhe sono la meta più adatta per un piacevole itinerario autunnale, perfetto per godersi delle belle passeggiate tra i caratteristici paesaggi stagionali, mangiando ottimo cibo e rigorosamente bevendo buon vino. Insomma una vacanza in cui trattarsi bene!  Questo itinerario è pensato per un weekend lungo di 4 giorni, ma si può senza dubbio diluire in 6 o 7 giorni, aggiungendo qualche passeggiata in più nei vigneti o dedicando una giornata a un lungo pranzo in agriturismo accompagnato da visita alla cantina di vini! Come muoversi L’itinerario attraverso le Langhe richiama a gran voce l’utilizzo della macchina. I piccoli paesini abbarbicati sulla cima delle colline delle Langhe sono collegati da strade strette e tortuose che vedono il passaggio di ben pochi autobus locali. Quindi, in questo caso, dobbiamo lasciar perdere i nostri amati mezzi pubblici: la macchina è l’unico mezzo che dà la libertà di pianificare al meglio l’itinerario. Permette di arricchirlo con numerose brevi tappe durante il percorso, e anche con qualche sosta inaspettata per godere al meglio dello spettacolare panorama. Una parte di me sta già pensando a come organizzare una vacanza di trekking nelle Langhe fatta di lunghe passeggiate nei vigneti e di qualche breve spostamento in autobus, ma di certo l’autunno mal si presta a questo tipo di vacanza…ne riparleremo in primavera! Must do Passeggiata lungo uno dei sette sentieri attorno La Morra.Degustazione di un “vino da passeggio” davanti a castello Falletti di Barolo, godendo del bellissimo panorama.Scoprire le differenze tra un Barolo e un Dolcetto chiacchierando con un produttore di vini nella sua cantina. Paesaggi con vignetiCastello di Serralunga d’AlbaLa Morra Langhe del Barolo La Morra, Barolo, Grinzane Cavour e Serralunga d’Alba: il nostro itinerario comincia da qui, dalla zona della produzione del vino Barolo. Senza dubbio un inizio con il botto visto che, a mio parere, questi sono tra i luoghi più belli di tutte di Langhe. Ma è giusto immergersi a fondo fin da subito nella cultura del vino per godersi al meglio questa vacanza. E quindi cominciamo da La Morra. La strada verso questo paese è già di per sé una bellissima scoperta: i vigneti vi colpiranno con la loro bellezza e vorrete fermarvi in mezzo al strada per fare decine e decine di foto al panorama. Il paese di La Morra è molto piccolo (come tutti i paesi delle Langhe d’altronde) ma spicca per la terrazza panoramica nella piazza, che si affaccia sul paese di Barolo e sulle Langhe. L’attività principale da fare a La Morra è intraprendere una lunga passeggiata nei vigneti. Qui trovate i percorsi dei 7 sentieri segnati che partono da La Morra (potete ritirare una piccola mappa cartacea presso l’ufficio del turismo). Noi vi consigliamo i sentieri 6 e 7. È molto probabile che le scarpe vi si sporcheranno di fango e che suderete lungo la salita per tornare sulla cima della collina, ma ne varrà davvero la pena. Lungo il percorso troverete anche la Cappella del Barolo: nata come luogo di ritrovo per i contadini è diventato un vero e proprio successo di marketing che richiama migliaia di turisti per scattare anche solo una foto con lo sfondo colorato della cappella. Insomma, un piccolo edificio interessante e di certo inaspettato, ma che a mio parere non giustifica le code di persone che aspettano di farsi una foto!  A pochi chilometri da La Morra, si trova Barolo: un piccolo e pittoresco paese che di certo non ha bisogno di presentazioni! Il nostro consiglio è di vagabondare per le vie di Barolo, magari con un bicchiere di vino “da passeggio” in mano disponibile in molti bar e botteghe del centro. Le stradine di Barolo sbucano davanti a Castello Falletti nella piazza principale da cui si può godere un’altra bellissima vista sulle Langhe. Negli anni settanta il castello è diventato una proprietà comunale e ospita l’Enoteca Regionale del Barolo e WiMu il museo del vino (qui informazioni e prezzi sull’entrata). Per quanto il nome sembri promettente, non siamo rimasti particolarmente colpiti dal contenuto di questo museo che abbiamo trovato alquanto confusionario: molte luci e installazioni intriganti, ma ben poco contenuto. Al contrario, se siete interessati a scoprirne di più sul mondo del vino consigliamo il museo ospitato all’interno di castello Grinzane Cavour (entrata 7euro). Non un museo incentrato solamente su Grinzane Cavour e la storia di Cavour, ma più in generale sulla cultura delle Langhe. E quindi parliamo di vino, tartufi, e nocciole. Sempre nelle Langhe del Barolo si trova il castello di Serralunga d’Alba (entrata 6euro). In questo caso la visita dura un po’ meno di un’ora e viene accompagnata da una guida che racconta la storia del piccolo castello. Nel mese di ottobre si svolge Narrar di castelli e vini, un evento ospitato in diversi castelli delle Langhe e del Roero in cui attori in abiti d’epoca presentano la storia delle ville o castelli che li ospitano. Noi siamo stati molto fortunati a visitare il castello di Serralunga proprio in concomitanza con questo evento e di avere avuto il piacere di ascoltare una novella del Boccaccio raccontata con questo sfondo perfetto e accompagnata da un bicchiere di buon vino (e come ti sbagli). Devo ammettere che se la visita si fosse limitata solo al giro del castello, come di solito è, forse l’avrei trovata un po’ riduttiva. D’altro canto la vista dall’alto del castello sulle colline delle Langhe è davvero da togliere il fiato!  Vigna dei pastelliFilari di vignaNeive Langhe del Barbaresco Spostandosi nelle Langhe del Barbaresco devo ammettere che il paesaggio non cambia più di tanto, soprattutto ad un occhio inesperto di uva e vini come il mio! Qui la visita che più ci ha colpiti è stata attraverso il paese di Neive. L’ufficio del turismo organizza giri guidati della durata di un’ora (costo 5euro) che raccontano piacevoli storie e aneddoti impossibili da scoprire altrimenti! La visita si conclude con la salita sulla torre dell’orologio (aperta al pubblico solamente da Maggio 2020) da cui si può ammirare una vista pazzesca sulle colline delle Langhe. Sempre l’ufficio del turismo di Neive si è mostrato molto disponibile a contattare cantine che fossero aperte per un giro turistico con degustazione. Purtroppo, essendo l’autunno alta stagione per le Langhe e per di più periodo di vendemmia e quindi di tanto lavoro per i produttori di vino, ben poche cantine erano disponibili per un tour con così poco preavviso. In alternativa, siamo quindi passati presso la Bottega dei 4 Vini, dove con 10 euro abbiamo potuto degustare ben 6 vini diversi e chiacchierare con i due produttori che erano lì presenti. Assolutamente consigliato!  Per completare questa gita nelle langhe del Barbaresco, possiamo suggerire un salto a Barbaresco un paesino se possibile ancora più piccolo di quelli incontrati finora, dove spicca un’alta torre. Vi consigliamo la visita di questa torre (entrata 5euro) solo nel caso in cui non foste già saliti sulla torre dell’orologio a Neive, altrimenti devo ammettere che l’esperienza non regala nulla di nuovo. Come per le langhe del Barolo, anche qui nelle langhe del Barbaresco si possono trovare un paio di locations particolarmente instagrammabili che sono sicura avrete visto ripetutamente in tutte le foto di chi è stato nelle Langhe prima di voi! A pochi chilometri da Neive si trova la Cappella del Moscato, molto simile alla Cappella del Barolo (anche perché l’artista è lo stesso che ha decorato gli interni della cappella a La Morra) ma sui toni del beige. Dalla Cappella del Moscato troverete indicazioni per raggiungere la vigna dei pastelli (letteralmente a un centinaio di metri di distanza, e se aveste difficoltà a trovarla, semplicemente seguite la processione di persone che armate di macchine fotografiche e treppiedi si dirigono verso la cima della collina). La particolarità di questa vigna è che alcuni dei pali di legno sono stati colorati così da ricordare dei mega pastelli colorati. Dato che stiamo parlando di luoghi instagrammabili nelle Langhe, non possiamo non citare le big benches o panchine giganti sparse in diversi posti panoramici. Qui troverete oltre ad una mappa, anche qualche informazione in più su questo progetto di marketing per promuovere il turismo nelle langhe che si sta spargendo a macchia d’olio in tanti altri posti in Piemonte e Lombardia.  BossolascoDoglianiLanghe e colori autunnali Dogliani e Alte Langhe Per completare questo itinerario nelle Langhe, si può dedicare una giornata a Dogliani e le alte Langhe. Qui il paesaggio cambia. Le alte Langhe appunto denominano quei posti nella regione delle Langhe che sono “più in alto”, quindi non più colline, anche se non parliamo ancora di montagne. Non più vigneti, quanto più boschi e nocciole. Devo ammettere che dopo essersi persi nei bellissimi vigneti delle basse Langhe, le alte Langhe mi hanno un po’ delusa. Complice anche il fatto che il tempo fosse molto nuvoloso e che tutti i negozi fossero chiusi in quanto era domenica. Vero è che sono posti decisamente meno affollati e gettonati rispetto a La Morra o Barolo e forse proprio per questo motivo rappresentano un ottimo compromesso per trovare un alloggio piacevole, comodo per raggiungere tutte le tappe di questo itinerario, e magari un po’ meno costoso rispetto ai prezzi offerti in piene basse Langhe. Noi abbiamo alloggiato vicino a Dogliani, esattamente a località Spinardi (Farigliano), in un bellissimo agriturismo a gestione familiare con tanto di vista sui vigneti e produzione locale di vino. Non potevamo chiedere di meglio!  Il giro nelle alte Langhe può cominciare a Dogliani che forse si può definire uno spartiacque tra le basse e alte Langhe. A sua volta Dogliani è divisa in una zona alta, costituito da un borghetto antico con viuzze pedonali che sboccano su un terrazza panoramica (con annessa panchina gigante) che si affaccia sulla città bassa e sulla sua inconfondibile chiesa dei santi Quirico e Paolo, che è enorme! Soprattutto per un paese delle Langhe. Ha una bellissima cupola, così grande da sembrare quasi San Pietro tra le Langhe. Dopo la visita alla chiesa, potete dare un’occhiata anche al museo di Luigi Einaudi (entrata gratuita) ospitato dentro al palazzo del municipio.  Lasciamo Dogliani per visitare due paesini delle alte Langhe: Murazzano, che bisogna ammettere non ha molto da offrire ai turisti a parte la famosa Toma di Murazzano appunto, e Bossolasco anche noto come “paese delle rose” dato che tutte le case che si affacciano sulla via pedonale principale sono abbellite da rose che crescono ai bordi della strada. La strada pedonale termina nella piazza del paese dove è stata costruita un’imponente statua a forma di angelo, l’angelo delle Langhe appunto, dedicato al coraggio e al gesto di amore della popolazione di Bossolasco che nascose e salvò un gruppo di ebrei in fuga durante il periodo fascista.  Plin di carneBattuta di Fassona al tartufoPlin in versione vegetariana Cibo (la nostra tappa preferita) Diciamolo, il giro nelle Langhe, soprattutto se fatto in autunno, richiama lunghi pranzi succulenti accompagnati da buon vino. E quindi cosa si può gustare di buono in questa zona? Come antipasti non può mancare una battuta di Fassona magari condita con del tartufo, oppure per gli amanti dei sapori forti, un gustoso intingolo di bagna cauda (a base di acciughe e aglio) servito con verdure di stagione. Per i primi piatti ci si può veramente sbizzarrire: partiamo dai tradizionali plin di carne, oppure offerti in versione vegetariana riempiti di fonduta di formaggi o zucca; poi passiamo a una vasta scelta di tajarin, pasta fresca servita con ragù o ancora meglio con sugo di funghi. I secondi sono principalmente di carne e magari anche cotti nel vino come il brasato al Barolo. Per concludere ovviamente non possono mancare le nocciole altra specialità locale, e quindi è d’obbligo assaggiare un bunet, che poi è una versione migliorata del budino ma guai a chiamarlo così di fronte a un Piemontese! Eviterò di parlare di vini perché sono una vera ignorante in materia, anche se questa vacanza nelle Langhe mi ha permesso di scoprire qualcosa di più. Per esempio ho scoperto che sono una persona da Dolcetto, o Dogliani, cioè un vino più semplice da consumare duranti i pasti, mentre trovo il Barolo decisamente troppo allappante e la Barbera troppo acido. Magari questo itinerario nelle Langhe sarà proprio l’occasione giusta per capire quale vino fa più per voi! La cappella del BaroloScorci tra vignetiVigneti e colori autunnaliVigneti, basse LangheAncora vigneti! [...] Read more...
31 Luglio 2020ItaliaOrmai non ci ferma più niente: l’accollo è partito e abbiamo costretto tutti i nostri amici provenienti da regioni italiane diverse dalle nostre ad aiutarci a scrivere articoli che racchiudessero il sapere dei locals! Direi che stiamo lavorando bene e ormai i vari amici si offrono volontari per darci i dettagli di una mini-guida della loro zona. Oggi andiamo in Calabria signori e signore! Un bella guida sul mare calabrese della zona di Crotone scritta in collaborazione con Valeria e Ivan non poteva mancare nei nostri itinerari per questa estate. Pronti a conoscere tutte le spiaggette sgamo della zona e a pianificare una vacanza low-budget? Rimanete con noi! Come muoversi Raggiungere la Calabria, in particolare la zona di Crotone che è quella a cui ci dedichiamo in questo articolo, è quasi sempre un’esperienza impegnativa. Ovviamente se ne avete la possibilità, utilizzare la macchina è l’opzione migliore perché permette di avere libertà da ogni punto di vista. L’aeroporto di Lamezia-Terme non è una cattiva idea perché ha diversi collegamenti giornalieri con tutta Italia e anche con diverse città europee, inoltre ci sono due treni veloci al giorno che permettono di raggiungere Lamezia-Terme con circa 3 ore di treno diretto da Roma, cosa da non sottovalutare se partite dalla capitale (i treni lenti invece ci mettono 5 ore). Una volta a Lamezia-Terme affittare la macchina è molto consigliato: in aeroporto c’è un punto autonoleggio di Europcar. Anche Crotone ha il suo aeroporto, ma le destinazioni che raggiunge non sono moltissime; merita in ogni caso un controllo su Skyscanner! Se siete dei giovani coraggiosi che partono dal centro Italia, esiste anche l’opzione pullman che in comode 8 ore vi porterà a destinazione con una manciata di euro. Mare di Crotone subito fuori città Spiaggetta dell’area di Scifo Le spiagge migliori Ma passiamo al pezzo forte della vacanza crotonese: il mare ovviamente! La bellezza della zona di Crotone è che nelle sue prossimità ci sono tante spiagge molto diverse tra loro. Basta allontanarsi un pochino dalla città per essere immersi nella natura e ritrovarsi in calette isolate e deserte, che non vengono prese d’assalto dai crotonesi che spesso preferiscono il lido attrezzato cittadino (che comunque ha un mare bellissimo). La zona in cui recarsi per trovare le spiaggette migliori è quella di Capocolonna, un promontorio a picco sul mare con un’area archeologica che include una colonna sopravvissuta dai resti d un antico tempio. Un consiglio generale è quello di controllare sempre come soffia il vento: essendo Capocolonna un promontorio, uno dei due lati è sempre riparato! Per arrivare a Capocolonna da Crotone si percorre una strada molto bella e panoramica, alla fine della quale si arriva a un bivio. L’Alfieri Girando a destra al bivio si va verso sud, nella direzione del Camping Alfieri: qui si trova è una delle spiagge più belle con la tipica sabbia rossa crotonese! Questa spiaggia è molto comoda perché è collegata ad un camping: con 5 euro c’è la possibilità parcheggiare la macchina per tutto il giorno, inoltre all’interno della struttura c’è un alimentari che fa i panini e un bar con una terrazza di legno pergolata sul mare, perfetta per il momento del pranzo. Ovviamente ci sono anche i bagni e le docce sulla spiaggia! La spiaggia però non è attrezzata, ma libera: il nostro consiglio è di non fermarsi subito, ma di camminare un pochino perché in fondo è più bella e non c’è mai quasi nessuno! Il Promontorio di Capocolonna Girando a sinistra al bivio si va verso Capocolonna: in fondo alla strada c’è il promontorio con un grande parcheggio gratuito! Lì si lascia la macchina e inizia una passeggiatina molto bella, sempre panoramica sul mare, che porta sia a delle calette sia all’area finale del promontorio, dove c’è l’area archeologica con la colonna e affianco una piazzetta super carina con una chiesetta, da cui è molto bello vedere il tramonto. C’è anche un baretto in cui è piacevolissimo prendere una birretta vista tramonto. Prima di arrivare alla colonna c’è l’area di Scifo, in cui sono concentrate delle belle spiagge, che sono molto diverse dalle altre spiagge di Crotone, infatti la sabbia è più bianca e perde il caratteristico colore rosso della zona. Le possibili spiagge qui sono due: continuando la strada verso Capocolonna, poco prima della Baia dei Greci sulla destra c’è una stradina con un campo bruciato subito prima di un ippodromo. Percorrendola fino alla fine si arriva davanti all’ingresso di una torretta, che è appunto la torretta di Scifo: lì si può lasciare la macchina e scendere a piedi tra le fratte fino ad arriva ad una spiaggia piccolissima e molto carina, simile come stile a quella dell’Alfieri. Altrimenti sempre proseguendo in direzione Capocolonna, dopo pochissimo sulla sinistra c’è un pezzo di muro con una finestra e una panchina. Lì si parcheggia e si scende velocemente ad una spiaggetta! Camping Alfieri Scendendo da Capocolonna Alfieri con la tipica sabbia rossa Altri consigli Per il resto, il promontorio di Capocolonna ha un’infinità di calette, spesso non raggiungibili a piedi. La cosa migliore è affittare un gommone per una giornata e fare il giro del promontorio – anche se non ci si può avvicinare troppo con il motore acceso, perché è area protetta. I gommoni si affittano al porto vecchio, che sta sul lungomare e dove c’è un parcheggio enorme, dove noi parcheggiamo qualunque cosa si voglia fare a Crotone. Un’altra località di mare che merita è Le Castella, a sud di Crotone, un paesino con un bel castello in mezzo il mare circondato da un mare cristallino! Gabella Cambiando completamente direzione, a nord di Crotone c’è l’area di Gabella, un lungo tratto di costa con mare aperto, sabbia bianca e mare turchese che diventa subito profondo. Consigliamo di andare al Jsea se si vuole provare il windsurf o il kitesurf: lì c’è una scuola tenuta da Toni Cili, capione di kitewave 2015-2017, molto frequentata e carina. Arrivando al lido c’è un grande parcheggio dove ci si ferma gratuitamente prendendo un ombrellone o prendendo lezione alla scuola. Ogni tanto passa di lì Massimo, il vecchio istruttore, che è davvero bravissimo: la lezione di winsurf con lui è divertentissima e si impara un sacco. Il lido ha una zona pergolata per mangiare davvero carina, in cui la sera accendono il forno a legna e fanno pizza. Kitesurf Zona pergolata di Jsea Cosa e dove mangiare Ovviamente non potevamo trascurare la componente cibo, che ha sempre un ruolo fondamentale nelle nostre guide di viaggio! In Calabria il piccante se la comanda sempre e comunque, quindi via alla nduja e alla sardella! Ma dove mangiare? Che ci consigliano le persone del luogo? Ecco una lista delle cose imperdibili! Il calzone de La Romana va mangiato assolutamente! Si tratta di una specie di panzerotto pugliese (quindi pasta lievita ripiena e fritta che si mangia a portar via) ovviamente in versione piccante.La brioche con gelato è parte della tradizione siciliana, ma si trova anche in Calabria. Il bar Moka fa le migliori della zona!Voglia di pizza? A Crotone ci sono tante pizzerie che fanno una pizza in stile napoletano che hanno aperto recentemente. Noi consigliamo di andare da Lievito madre, un locale molto carino perché ha i tavoli all’aperto quasi sulla spiaggia!Se siete alla ricerca di cucina tradizionale crotonese, vi consigliamo A ra gghjàzza (ovvero “in piazza” in crotonese). Questo locale si trova vicino a piazza Pitagora, ed oltre ad essere molto buono ha anche una location particolare perché in estate mette i tavoli nella piazza del mercato. In questo periodo di covid ha iniziato a fare anche piatti da asporto: un’ottima idea è prendere le polpette fritte (cioè le vraciole) da portare come pranzo al mare per rimanere leggeri! Assolutamente da provare pipi e patate, il piatto più amato dai crotonesi: trattasi di peperoni e patate fritti insieme in padella, molto molto buono ovviamente (dopotutto chi non ama il fritto?)Un must da provare assolutamente è la Brasilena, bevanda fresca al gusto di caffè frizzante prodotta esclusivamente in Calabria! Capocolonna Piazzetta panoramica di Capocolonna [...] Read more...
4 Luglio 2020ItaliaEstate, caldo, voglia di mare! Da ligure espatriata, in queste bellissime giornate estive, non posso far altro che pensare malinconicamente alle spiagge dove avrei potuto rilassarmi e prendere il sole se fossi stata ancora casa. E allora lasciate che ve ne parli un po’!La costa ligure si estende per centinaia di chilometri e sarebbe troppo difficile coprire le bellezze che si nascondono in ogni suo angolo, quindi in questo articolo ci focalizzeremo sulla parte della costa di ponente nella provincia Savonese, tra cui figurano alcune delle migliori spiagge della Liguria.Stay tuned per futuri articoli che racconteranno di altre mete per viaggi in Liguria.  Local’s TIP: solitamente le spiagge della Liguria alternano lunghi tratti di lidi privati a piccole porzioni di spiagge libere. In periodi particolarmente affollati, come i weekend di luglio e agosto, potrebbe diventare problematico trovare un posto in spiaggia soprattutto se siete persone esigenti e non volete condividere l’asciugamano con i piedi di uno sconosciuto. Se non siete particolarmente mattinieri e non vi esalta uscire la mattina presto per assicurarvi un posto in spiaggia, forse potrebbe convenire affittare un ombrellone presso una spiaggia privata. In tal caso, vi consiglio di chiamare la struttura e prenotare un posto in anticipo per non rischiare di trovare tutto pieno.  COVID alert: a causa delle nuove restrizioni COVID e della necessità di mantenere la distanza tra i bagnanti, alcune spiagge libere sono state chiuse mentre altre sono diventate a ingresso numerato (non prenotabile). I comuni più tecnologicamente avanzati, hanno predisposto un app con cui sarà possibile controllare da remoto la disponibilità di posti liberi in spiaggia. Nonostante la stagione estiva sia già cominciata, molti comuni si stanno ancora adattando alle nuove misure e vi consigliamo di verificare attentamente online le norme in vigore prima di recarvi alla spiaggia. Come muoversi in Liguria Il mezzo di trasporto prediletto dai liguri è il motorino. L’unico che ti permetta piena libertà sia per parcheggiare che per muoversi nelle strade costantemente intasate di traffico tra le spiagge della Liguria. L’alternativa della macchina potrebbe essere considerata solo in periodi non affollati (solitamente nei giorni in settimana o nei mesi di giugno e settembre) se non volete vedere le vostre vacanze rovinate dall’incubo di traffico e parcheggio. Personalmente io sono una grande fan dei mezzi pubblici, e se questo non è il primo articolo che leggete su questo sito non è una sorpresa per voi. Ovviamente non dico che treni e autobus siano perfetti, sono molto spesso in ritardo, non sempre hanno l’aria condizionata e nel weekend hanno un orario particolarmente risicato, ma nonostante tutto li preferisco alla macchina! In particolare, per raggiungere le spiagge elencate in questo itinerario, consiglio l’uso dell’autobus piuttosto che del treno: non tutte le località sono dotate di stazione ferroviaria. Il servizio locale di autobus è TPL ed il numero 40-barrato collega tutte le località sulla riviera, da Finale Ligure a Savona.  Finale Ligure Cominciamo questo itinerario delle spiagge della Liguria di ponente partendo da Finale, essendo il posto che conosco meglio perché è diventato casa di adozione dei miei genitori e di conseguenza pure la mia. Finale, distante circa 75 km da Genova, è una piacevole cittadina del ponente, grande abbastanza da offrire tutto quello di cui si potrebbe aver bisogno ma non troppo da perdere quella piacevole atmosfera da paese di mare. Il mio consiglio per questo itinerario al mare è di soggiornare a Finale e muoversi con l’autobus per raggiungere le spiagge più lontane. Nell’entroterra di Finale, si trova il quartiere di Finalborgo, l’antico centro abitato di origine medievale che vi affascinerà con i suoi vicoli stretti e le sue piazzette nascoste. Dista meno di 2 km dal centro di Finale e può essere raggiunto a piedi o con l’autobus 40-barrato. Il miglior gelato di tutta Finale lo potrete assaggiare proprio nella piazza centrale di Finalborgo, da Bar Centrale: la sua specialità è il gelato gusto “Chifferi di Finale” tipici dolcetti di mandorla a forma di semiluna. Se vi trovate da queste parti ad agosto, non potete perdervi la festa di Finalborgo Medievale dove stand gastronomici, bancarelle di artigiani, fuochi di artificio e rievocazioni storiche animano le vie del borgo a partire dal tardo pomeriggio. Personalmente, la spiaggia che preferisco a Finale Ligure, e come me in tanti condividono quest idea, è la spiaggia di San Donato subito fuori dal centro abitato. La spiaggia è lunga e ampia e permette quindi di trovare comodamente posto. E’ dotata di docce e servizi, e il mare lì è semplicemente stupendo. Unica pecca è la sua esposizione che fa sì che rimanga in ombra ben prima che tramonti il sole (se vi spostate verso l’estremo est della spiaggia riuscirete a posticipare questo momento). Una breve, ma intensa, passeggiata sulla rocca a est della spiaggia di San Donato vi porterà dalla torre di avvistamento, una delle tante costruite per controllare l’arrivo dei Saraceni. Da lì la vista sulla spiaggia è fenomenale e vi ripagherà della fatica provata.  Castelletto sopra spiaggia di San Donato all’alba Varigotti Per raggiungere la spiaggia di Varigotti potete scegliere se prendere l’autobus numero 40-barrato da Finale o avventurarvi in una lunga, ma piacevole, passeggiata lungo la costa. Questi 5 km possono essere percorsi tranquillamente in infradito dato che la passeggiata è completamente in piano e sempre asfaltata, ma posso capire che non sia la vostra massima aspirazione in una calda giornata di agosto. Una volta arrivati a Varigotti potete fermarvi nelle prime spiagge un po’ scogliose che trovate lungo la passeggiata oppure decidere di continuare fino al piccolo centro abitato e farvi strada tra i vicoletti fino alla spiaggia. La caratteristica peculiare della spiaggia di Varigotti sono proprio le case costruite a ridosso della spiaggia che l’hanno resa famosa a tal punto da apparire in qualche spot televisivo.  Punta Crena è un’altra caletta rinomata e molto famosa nella zona, e si trova subito dietro la rocca alla fine della spiaggia di Varigotti. Peccato che sia a mio avviso irraggiungibile. Leggende narrano di un sentiero molto ripido che permette di accedere alla spiaggia dall’alto, ma non esiste davvero un percorso segnato. L’alternativa che rimane è raggiungerla dal mare a nuoto, o affittando un pedalò o un sup. Fatemi sapere se riuscite nell’impresa!  Spiaggia di Varigotti Baia dei Saraceni Questa bellissima baia potrebbe avere perso il fascino di un tempo dato che anno dopo anno il mare si è portato via gran parte della sabbia, ma rimane comunque una meta molto ambita e altamente frequentata. La baia si trova esattamente dopo Varigotti (Punta Crena separa la Baia dei Saraceni dalla spiaggia di Varigotti) quindi per raggiungerla basta proseguire a piedi dopo l’ultima fermata dell’autobus di Varigotti, superare la galleria e scendere le scalette che portano in spiaggia. L’accesso alla spiaggia non è propriamente segnalato ed è non troppo sicuro essendo a ridosso dell’Aurelia quindi, mi raccomando, fate attenzione. Arrivati in spiaggia potrete scegliere se continuare a camminare lungo la stretta spiaggia sulla vostra sinistra o tentare di trovare un posto nella spiaggetta di sabbia subito a destra, solitamente molto affollata e quindi di difficile accesso. Non ci sono docce o servizi nelle vicinanze, per quelli dovrete tornare a Varigotti.  Baia dei Saraceni Spiaggia del Malpasso Passata la Baia dei Saraceni di lì a poco incontrerete la spiaggia del Malpasso, altrettanto bella e decisamente più larga della baia appena superata. La spiaggia è anche dotata di un parcheggio (a pagamento a 15€ al giorno) quindi se preferite potete raggiungerla comodamente in macchina, anche se il mio consiglio rimane come sempre prendere l’autobus (sempre il 40-barrato) dato che la fermata è proprio di fronte alla spiaggia. La spiaggia del Malpasso è una spiaggia “libera” attrezzata: pagando un ingresso di 5€ è possibile accedere alla spiaggia dotata di diversi servizi tra cui bagni, docce e spogliatoi e pagando altri 9€ si possono avere anche l’ombrellone e un lettino. Spiaggia del Malpasso Noli In questo breve itinerario lungo le spiagge del ponente ligure non può mancare una tappa a Noli, bellissimo borgo medievale che, insieme a Finalborgo, figura nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Vale davvero la pena dedicare qualche ora a perdersi per i vicoli di Noli, magari accompagnati da un ottimo gelato (consiglio vivamente Pappus Gelateria Artigianale). La visita di Noli continua dirigendosi a piedi verso il Castello di Monte Ursino per ammirare la splendida vista sul borgo e la sua spiaggia. Anche Noli non manca di spiagge, sia private che libere, tra cui la più famosa è di sicuro la spiaggia dei Pescatori che si trova proprio davanti al centro abitato. Spiaggia dei Pescatori Spotorno e Bergeggi Le spiagge di Spotorno e Bergeggi, a circa mezz’ora di autobus da Finale, sono la meta più lontana citata in questo articolo. Entrambe le località offrono numerosi stabilimenti balneari e spiagge libere di sabbia. In alternativa, tra Spotorno e Bergeggi, all’altezza dell’isola di Bergeggi e vicino ai bagni Playa della Luna, si trovano delle spiagge con sabbia grossa e ciottoli, perfette per chi ama immergersi con la maschera ad esplorare il fondale roccioso e alcune piccole grotte e calette nascoste. Sempre a nuoto si può raggiungere la bellissima Baia delle Sirene il cui ripido accesso dalla strada è stato distrutto in occasione di una violenta mareggiata nel 2018 e non ancora ricostruito. Se siete alla ricerca di un po’ di avventura, potete affittare una canoa o un pedalò e raggiungere l’isola di Bergeggi. Non è possibile sbarcare sull’isola senza autorizzazione, ma ci si può godere un immersione intorno al fondale roccioso ricco di vita. Isolotto di Bergeggi [...] Read more...
28 Giugno 2020Cosa e dove mangiare / ItaliaLa Puglia è una regione incredibile che alterna un mare stupendo a del cibo buonissimo. In questo articolo ci dedichiamo alla zona nei dintorni di Bari, quella che include Monopoli, Fasano, Polignano, Cisternino, Alberobello e chi più ne ha più ne metta! Qualche anno fa abbiamo avuto il piacere di visitare e soprattutto di mangiare in questi favolosi luoghi approfittando dell’ospitalità dei nostri amici pugliesi Giovanni e Maurizia! Ed è proprio grazie a loro che vi portiamo con noi in questo tour culinario alla ricerca dei posti migliori in cui gustare tutte le specialità regionali. (Ve lo avevamo detto che tutti i nostri articoli sull’Italia sono in collaborazioni con sapienti mani locali!) Panzerotti? Focaccia? Sgagliozze? Riso, patate e cozze? Dove andare? Se state progettando un giro in Puglia, leggete questa nostra piccola guida al cibo locale scritta in collaborazione con chi in questa regione ci è cresciuto! Bari Iniziamo subito con Bari e con uno dei suoi must: la focaccia! Non si può non amare la focaccia barese, perfetta sia per un pranzo veloce che per un pranzo più corposo con un’aggiunta di stracciatella ed affettati. Dalla classica con i pomodori e qualche oliva, a quella ripiena o con i condimenti più disparati, la focaccia vi darà gioia, dovete assolutamente comprarla! I nomi delle focaccerie di Bari Centro che vi consigliamo sono il panificio Fiore, il panificio Santa Rita ed el Facacciaro. Una passeggiata per Bari vecchia non può mancare durante la visita di Bari! Prima cosa da ricordare è che spesso i cellulari non prendono tra i vicoli di Bari vecchia, quindi affidatevi al buon vecchio gps per non perdervi tra le numerose stradine che si snodano intorno alla basilica di San Nicola. Visto che qua parliamo di cibo, la prima tappa culinaria sono le sgagliozze, delle fettine di polenta fritta, comode e leggere da sgranocchiare come aperitivo! Comprate quelle della signora Maria (detta anche Mari’ caccam, la balbuziente). Se invece cercate le orecchiette, non vi basterà che gironzolare tra le viette: le signore di Bari vecchia che le vendono si riconoscono facilmente perché le mettono ad essiccare fuori dalle finestre! Per l’ora di cena i panzerotti sono un’ottima opzione! Si tratta di calzoni di pasta lievitata ripieni e fritti. Cosa esiste di più buono? Pomodoro e mozzarella è il gusto classico, ma lasciatevi tentare dai ripieni più disparati e, se siete palati che amano i sapori intensi, provate di ricotta forte! I migliori panzerottari di Bari vecchia sono Cibò, che ha anche dei tavolini esterni su cui poggiarvi, e la pizzeria di Cosimo Largo Albicocca che fa dei panzerotti più grossi! Cercate un ristorante di cucina locale? Bhè, non perdetevi La Uascezze, la cantina di Cianna Cianne, e le Arpie. Qui potrete trovare di tutto, dalle classiche orecchiette, a riso patate e cozze, a burrate e stracciatelle accompagnate da salumi e focacce. Ne uscirete sicuramente soddisfattissimi! Per chi ama il dolce consigliamo la Martinucci, una pasticceria salentina in piazza Mercantile (la stessa in cui si trova la panzerotteria Cibò) che fa degli ottimi pasticciotti leccesi. La gelateria migliore è quella vicino a Castello Svevo, la gelateria Gentile. Gusti consigliati: pistacchio e ricotta e fico caramellato. Mare di Monopoli Panzerottata home made Polignano a mare Polignano è un gioiellino, una cittadina bellissima composta da casette bianche a picco sul mare azzurro. Se pensate di passare una giornata a Polignano, sicuramente una focaccia per pranzo va sempre bene, e vi consigliamo di comprarla alla Focacceria delle Noci di Marco. Ma il punto forte di Polignano per quanto riguarda il cibo è Pescaria, un fast food a base di pesce. Il menù è incredibile e include panini, fritture, friselle, insalate, tartar… per avere un’idea più precisa consultate il loro sito! Non perdetevelo per nulla al mondo! Per evitare una lunga fila vi consigliamo di mangiare presto, 12.30 o le 19.30. È possibile prenotare il tavolo ma si deve comunque fare la fila per ordinare il cibo. Un’opzione alternativa al tavolo è quella di andare a mangiare sugli scogli o tra le varie terrazze di Polignano. Nota di merito per Pescaria: tutto il packaging è riciclabile ed anche le posate sono in bio-plastica. Gelaterie di Polignano? C’è la famosissima Mago del Gelo, appena prima della piazza di Pescaria. Per un locale vecchio stile provate il Bar Turismo: il proprietario è burbero e nemmeno ti saluta, ma che fa un gelato alla nocciola pazzesco! E ogni tanto fa anche un buon caffè con panna. Polignano da una delle terrazze Cisternino Per una cena a base di carne vi consigliamo Cisternino, un paesino nei pressi di Alberobello e Fasano. In mezzo alle stradine che si snodano tra le case bianche troviamo i migliori posti in cui mangiare le bombette: al vecchio fornello e da zio Pietro. Si tratta di due macellerie-ristoranti specializzati in bombette, degli involtini di carne di maiale con diversi ripieni. Il menù contiene anche altre tipologie di carne, di braciole, ed ovviamente antipasti e contorni, ma le bombette solo d’obbligo. Per trovare un tavolo è necessario prenotare! Fasano Ed infine eccoci arrivati a Fasano per concludere in bellezza questo tour culinario. Se state percorrendo la ss16, vi consigliamo il luogo perfetto per un pranzo veloce o per comprare qualcosa da portare in spiaggia! Qui vi serve senza dubbio un navigatore per non sbagliare uscita e per raggiungere L’Assunta, un panificio rosticceria che vende sia focacce e panzerotti, sia portate tipiche della cucina pugliese, o per meglio dire la cucina di una nonna pugliese. C’è un ampio patio con tavoli e panche su cui mangiare, ma attenzione perché è molto facile trovare parecchia fila alle ore di punta. A Fasano non potete perdervi la bignolata, un dolce a base di pasta choux ripieno di crema pasticcera, panna e frutta. Le pasticcerie e i bar che vi consigliamo per provarla sono Velletri, Rodio e Vinci. Ed infine, ultimo ma non per importanza, vi menzioniamo un ristorante più carino: si chiama Pentole e Provette, fa cucina creativa con ingredienti del territorio, ed è gestito da due ragazzi giovani (guardate il loro account instagram per farvi un’idea!) Trulli di Alberobello Masseria nel fasanese [...] Read more...
11 Giugno 2020ItaliaCercate qualche destinazione italiana per questa estate? Magari non troppo costosa ed accompagnata da una guida scritta da mani locali? E allora Vasto fa proprio al caso vostro! È una cittadina di mare situata nella zona sud della costa abruzzese che unisce spiagge molto belle a un entroterra tutto da esplorare. Siete pronti a mangiare ventricina e a godervi un lungomare pieno di trabocchi? Rimanete con noi leggendo questo articolo scritto in piena collaborazione con la nostra amica vastese doc Ilaria! Riserva naturale di Punta Aderci Iniziamo subito con la riserva naturale di Punta Aderci, il punto di forza di Vasto! Questo gioiello della costa adriatica ospita spiagge (rigorosamente tutte libere!) di diversa natura. I gestori della riserva sono persone super carine e organizzano tantissime attività come escursioni notturne nel parco, uscite in canoa al tramonto e piccolo concerti. Qui trovate subito i nomi delle spiagge migliori della riserva e le loro caratteristiche! Punta Penna: sabbia dorata, possibilità di affittare canoe e ombrelloni, percorso natura tra le dune, area ristoro con panchine all’ombra, fontanella acqua potabile e docce, questi sono i servizi che troverete nella spiaggia di Punta Penna! A 10 a piedi minuti dalla spiaggia ci sono anche un bar e un ristorante di pesce, la Trattoria Ferri. Se visitate questa zona ad agosto, vi consigliamo di arrivare la mattina presto per trovare parcheggio non lontano dall’ingresso alla riserva! Dal parcheggio alla spiaggia c’è un sentiero da percorrere tutt’altro che faticoso. Curiosità di questa spiaggia: pur essendo sul mar Adriatico è possibile godere sia alba che tramonto sul mare a causa della sua particolare conformazione! Il promontorio di Punta Aderci alla sua destra si affaccia ad ovest, il porto alla sua sinistra affaccia ad est. Unica nota dolente di Punta Penna è proprio il piccolo porto di Vasto situato accanto alla spiaggia, che però per qualche motivo è comunque bandiera blu e l’acqua è pulita – specialmente di mattina. Accanto alla spiaggia di Punta Penna c’è il faro di Vasto, che merita una visita ed una menzione in quanto secondo faro più alto d’Italia dopo la Lanterna di Genova! Trabocchi di Punta PennaSpiaggia di Punta Penna al tramontoMare di Punta Penna Punta Aderci, Libertini e Mottagrossa: queste sono spiagge di ciottoli adiacenti al entrambi i lati del bellissimo promontorio di Punta Aderci. Sono meno affollate e più selvagge della spiaggia di Punta Penna, ma sono più difficili da raggiungere: dal parcheggio c’è da percorrere un tratto di 10/15 minuti a piedi su strada sterrata che si aggiunge a discese abbastanza ripide per raggiungere le spiagge. Tuttavia c’è un servizio navetta che porta dal parcheggio alla cima di queste discese che permettono di raggiungere le spiagge, qui trovate tutte le informazioni utili in merito! I colori sono meravigliosi all’alba e al tramonto, quindi consigliamo di fare una passeggiata in quegli orari per ammirare il trabocco dalla cima del promontorio.  Trabocco di Punta AderciTrabocco di Punta Aderci dal promontorioRiserva al tramonto Vasto Marina Vasto Marina accoglie un ampio golfo abbracciato da lunghissima spiaggia di sabbia dorata adatta a persone di tutte le età, con stabilimenti dove è possibile affittare ombrelloni per tutta la stagione o per brevi periodi di tempo. Molti stabilimenti offrono anche servizi come bar, ristorante, tavola calda e campi da beach volley, beach soccer, beach tennis. Oltre che per la spiaggia, vale la pena visitare Vasto Marina anche per una passeggiata sulla lunga promenade e sul Pontile gustando un gelato di Pannamore o della Dolcevita. Al confine nord della lunga spiaggia è possibile ammirare la Bagnante, un’imponente statua in bronzo, omaggio alla bellezza femminile, che si erge su uno scoglio al largo della costa.  La lunga pista pedonale e ciclabile che parte dal Pontile e si estende verso San Salvo Marina offre la possibilità di camminare, correre, pedalare o pattinare immersi nel verde a due passi dalla spiaggia. Tra la spiaggia di Vasto Marina e la Riserva di Punta Aderci, ci sono diversi trabocchi e tantissime spiaggette di ciottoli più selvagge di quelle finora menzionate: le principali sono la spiaggia di San Nicola e Casarza. Tenete a mente che queste spiagge non sono attrezzate e non vi si trovano punti ristoro! Centro Storico di Vasto Il centro storico di Vasto è un vero gioiello. La piazza principale, Piazza Rossetti, ospita la statua del noto poeta vastese Gabriele Rossetti, padre del pittore Dante Gabriel Rossetti. Da questa piazza si sviluppa un intricato groviglio di vicoli che nascondono palazzi antichi e scorci meravigliosi sul golfo. Percorrendo queste stradine si raggiunge la Loggia Amblingh, una bellissima terrazza vista mare che ospita graziose boutiques e ristoranti. Accanto si trova il Palazzo d’Avalos, il cui cortile interno e i rigogliosi giardini sono spesso luogo di spettacoli musicali e teatrali nelle serate estive. Il palazzo ospita il museo archeologico della città. Sulla sinistra del palazzo d’Avalos la terrazza vista mare prosegue con il Belvedere, dove è possibile visitare l’Area Archeologica delle Terme Romane ed i resti della facciata della chiesa di San Pietro, crollata in seguito alla frana che colpì Vasto nel 1956. Gite fuori porta Per assaggiare la vera ventricina dell’alto vastese, consiglio di recarsi a Guilmi, un piccolo e grazioso paese collinare. L’ideale sarebbe partecipare alla sagra della Ventricina il 14 agosto o in alternativa consiglio un pranzo al ristorante a gestione familiare Vecchia Cantina.Non perdetevi la Via Verde, una nuova pista pedonale e ciclabile che fiancheggia la costa dei trabocchi.In un’ora di auto si può raggiungere la Riserva Naturale delle Cascate del Rio Verde, un bellissimo parco che ospita le cascate più alte dell’Appennino, seconde cascate più alte d’Italia. L’ingresso al parco si trova vicino al centro del comune di Borrello ed è provvisto di parcheggio e bar. Dopo aver visitato il parco in mattinata, vi consigliamo di fermarsi per pranzo al ristorante Lo Shangrilà al centro di Borello per poi visitare nel pomeriggio il comune di Pizzoferrato. Una passeggiata di circa mezz’ora vi porterà in cima alla rocca, dalla quale si può ammirare il meraviglioso panorama montuoso circostante.In giornata è possibile visitare le Isole Tremiti! A mezz’ora di auto da Vasto c’è Termoli, da cui partono traghetti che in poco più di un’ora vi portano sull’arcipelago. Qui trovate ogni tipo di indicazione e prezzo! tutti consigliano di affittare un gommone (in autonomia o con un guidatore esperto) per girarle in lungo e in largo, ma anche fermarsi su qualche spiaggetta è un’ottima idea.Aqualand: è un grande parco acquatico che attira tantissimi turisti. L’orario di apertura è 10-18 tutti i giorni in estate, il biglietto d’ingresso al parco offre l’uso di sdraio e ombrelloni e l’accesso a tutte le piscine e gli scivoli. Tramonto a Punta PennaPizzoferratoCascate del Rio Verde Dove mangiare Se siete amanti del pesce, a Vasto è d’obbligo assaggiare il famoso brodetto di pesce alla vastese. Considerata la quantità di diversi tipi di pesci necessari per preparare un brodetto perfetto, quando chiamate il ristorante per la prenotazione conviene comunicare esplicitamente  quante porzioni di brodetto volete per il vostro tavolo. Questi sono solo alcuni dei tanti ristoranti di pesce che vi consigliamo a Vasto: Trattoria Zì Albina, Castello Aragona con tanto di vista mozzafiato sul golfo, Trabocco Cungarelle un trabocco sul mare dal menù fisso. Se siete alla ricerca di ristoranti generici e pizzerie, vi consigliamo: la Trattoria da Peppe, una specie di agriturismo in cui si mangia parecchio! Il menù è fisso, però potete chiedere in anticipo se avete delle preferenze. Inoltre abbiamo la Trattoria 21, La Pergola, Era ora per i mitici arrosticini. Aux fils du chevalier è un’ottima pizzeria, Tabulè per vegetariani e vegani, ed infine la Drogheria  Buonconsiglio. Ci stiamo forse dimenticando dei dolcetti? Assolutamente no! Ecco la lista di pasticcerie e gelaterie: la Vastese, Pannamore, Prestige da Lino, Dolce brivido, la Dolcevita. Vita notturna ed Eventi I due centri principali per il passeggio serale in estate sono Vasto Marina e il centro storico. Ci sono tantissime proposte di intrattenimento, elencate nel programma che il comune pubblica ogni estate. Tra gli eventi più importati segnalo: Vasto Film Festival, Siren Festival (festival musicale rock e pop alternativo – bisogna acquistare il biglietto in anticipo), Concerti di Mezzanotte (concerti di musica di varia natura, gratuiti, che iniziano a mezzanotte nel cortile o nei giardini del Palazzo d’Avalos), Notte Rosa (negozi e bar aperti tutta la notte a Vasto Marina), Sagra delle campanelle (sagra tradizionale vastese che si tiene il 16 agosto in Piazza Rossetti, dove tantissime bancarelle vendono campanelle fatte artigianalmente). Come arrivare a Vasto Raggiungere Vasto è molto semplice dal centro Italia! Da Roma ci sono pullman privati che partono da Stazione Tiburtina e da Fiumicino Aeroporto (qui e qui trovate prezzi e orari). Il treno per la stazione Vasto/S.Salvo è un’altra comoda opzione, battuta solo dalla macchina che vi porterà a destinazione seguendo l’uscita Casalbordino/Vasto Nord A14. Spiagge dei Libertini e di Punta PennaRiserva di giornoSpiaggia di Mottagrossa [...] Read more...
31 Maggio 2020Cosa e dove mangiare / Italia“Giaaallaaa comeeee er soooooleeee, rossa come er coree mioooo…“Da brava romana, non ho mai vissuto la Roma turistica del centro come luogo per mangiare. Ci sono però delle istituzioni, dei posti imperdibili, delle chicchette -come diremmo noi- speciali nascoste o meno tra le viette del centro storico che meritano sicuramente una puntatina. Negli ultimi anni mi è capitato spesso di portare in giro per Roma amici che mi sono venuti a trovare da tutta Italia, quindi ho raccolto una serie di posticini top da inserire facilmente all’interno degli itinerari giornalieri! Facciamoci questo giro a piedi per il centro storico e mangiamoci qualcosa di sfizioso. La pizza con la mortazza è un must imperdibile: trattasi di pizza bianca romana (da non confondere con la focaccia del nord Italia) farcita con la mortadella (la così detta mortazza), un vero must della capitale. Il forno del centro di Roma dove comprarla è senza dubbio l’antico forno Riscioli, che si trova tra Campo de’ Fiori e il Ghetto, perfetto da inserire per una pausa pranzo veloce mentre si passeggia. Una variante sul tema pranzo al sacco veloce e comodo è pane e porchetta, un classico dei Castelli Romani, che però può essere reperito anche a Roma. Dove? Er Buchetto è un posticino minuscolo vicino a stazione Termini che prepara dei bei panini con la porchetta tipica di Ariccia. Si possono prendere da portare via, oppure consumarli in loco con un bel bicchiere di vino! Il supplì è un altro grande classico di Roma! Non si può vedere Roma senza mangiare un supplì (non sapete cosa sia un supplì? Ecco qui!). In generale i fritti fanno parte dell’antipasto tipico quando si mangia in pizzeria. Supplì, fiori di zucca fritti, baccalà fritto e olive ascolane sono il tipico, leggero, spuntino che precede la pizza tonda (che a Roma è molto sottile e croccante). In quali pizzerie provarli? Vi consigliamo La Montecarlo in zona corso Vittorio-piazza Navona, Pizzeria Formula 1 nel quartiere universitario di San Lorenzo, Alle Carrette a Monti. Ma dedichiamoci ai piatti tipici della cucina romana, una cucina che ha degli ingredienti di base poveri ma belli sugnosi! Il guanciale fa da padrone e domina ogni primo. Per quanto riguarda i secondi, quelli tipici sono a base di frattaglie ed interiora, quindi non sempre piacciono a tutti, ma fidatevi, con i carboidrati andate sul sicuro! Dove gustare una buona cacio e pepe, o una carbonara, o una gricia, o un’amatriciana? Oltre alle trattorie famose del centro storico, come l’Osteria da Fortunata a Campo de’ Fiori, vi indichiamo un paio di posti in zona Garbatella che ci gustano parecchio: Loste Ria, un posto carinissimo che fa un’ottima carbonara servita dentro una cestino di parmigiano, e Ar Grottino der Traslocatore, un locale rustico con portate adatte agli stomaci più capienti! Dove prendere un caffè nel centro storico? Sicuramente da Sant’Eustachio, un bar-pasticceria abbastanza turistico tra Piazza Navona e il Pantheon che però è perfetto per un espresso e un dolcetto. O magari volete un buon gelato, e allora Giolitti, gelateria storica nei pressi di Montecitorio fa proprio per voi! (Se invece volete un gelato artigianale molto buono vi consigliamo Tichetta o la gelateria dei Gracchi). Ed ora che l’estate si avvicina, non potete perdervi la grattachecca! Niente altro che ghiaccio triturato condito con sciroppi e frutta fresca a cui noi non rinunciamo mai durante la torrida estate romana. La Sora Maria all’inizio di via Trionfale o la Sora Mirella a Trastevere sono i due famosissimi chioschi che producono le grattachecche romane! Qui sotto una mini-galleria di foto scattate una mattina alle 5 in giro per Roma! (Quando ancora non c’era la pandemia e per trovare Roma deserta bisognava alzarsi presto!!) Trinità dei Monti Pantheon [...] Read more...
26 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / Medio OrienteIl Medio Oriente scorre potente a Tel Aviv, città dai mille volti, divisa tra cultura ebraica e musulmana. Questa città può sembrare di primo impatto la capitale della movida israeliana, e quindi un luogo poco adatto per chi non ama quel tipo di intrattenimento. Invece sono rimasta molto stupita dal suo essere un luogo fortemente caratteristico e autoctono, turistico ma non troppo, che permette di assaggiare la cultura araba in maniera molto soft. Da Tel Aviv il passo per Gerusalemme è cortissimo, purtroppo però io non ci sono andata perché ero in Israele per motivi di lavoro e non ho avuto tutti i giorni liberi di cui necessitavo. Consiglio fortemente anche solo un weekend lungo in questa città, che mi ha piacevolmente colpita! In questo piccolo articolo troverete qualche consiglio su cosa vedere a Tel Aviv, come muoversi e dove mangiare Come Muoversi Raggiungere l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv è molto semplice perché diverse compagnie low cost la collegano all’Italia e a molte altre città europee. I prezzi non sono bassissimi, ma con un po’ di fortuna e un pizzico di anticipo, si trovano a costi fattibili! Spostarsi all’interno di Tel Aviv è parecchio intuitivo: i bus sono numerosi ed attraversano la città in modo capillare; inoltre a piedi è possibile girare comodamente tutto il centro. Il servizio di Uber (o Gett, l’Uber locale) è davvero efficiente, quindi potrebbe essere buona cosa sfruttare uno dei numerosi wifi gratuiti in giro per la città e chiamare il taxi tramite queste app per spostamenti serali, quando i bus non corrono più, oppure per il Sabbath (che corre dal venerdì sera al sabato sera), quando i mezzi pubblici sono fermi. Gerusalemme è raggiungibile con un’ora di pullman (il 405 e il 480 compiono questa tratta) partendo dalla stazione centrale dei bus di Tel Aviv. Partono circa ogni 10 minuti uno e ogni 20 minuti l’altro, e il prezzo è di circa 5 euro. Se preferite prendere il treno, dovete raggiungere l’aeroporto di Ben Gurion, da cui parte il treno diretto per la stazione Yitzhak Navon di Gerusalemme. Questa è una nuova linea entrata in funzione a settembre 2018, costa circa 5 euro ed il viaggio dura circa 30 minuti: questo è il sito per acquistare i biglietti dei treni. Potrebbe essere un buon piano visitare Gerusalemme non appena atterrati per massimizzare i tempi! GIAFFA Giaffa è la zona di Tel Aviv situata all’estremità sud del lungomare in pieno spirito mediorientale. Si divide tra la zona del porto con la strepitosa città vecchia, e quella della torre dell’orologio, con il suo flea market (il mercato delle pulci aperto tutti i giorni tranne il sabato dalle 9 alle 17) e con i numerosi ristorantini perfetti per cenare. La città vecchia vi rapirà il cuore: da un lato abbiamo il porto con il suo faro rosso e bianco e con le barche illuminate dalla luce del tramonto, dall’altro gli stupendi vicoli che si snodano dentro le mura dell’antica rocca. Intorno alla moschea che affaccia sul mare si sviluppano infinite viette ricche di botteghe di artigiani d’ogni tipo: orafi, pittori, scultori e chi più ne ha più ne metta. Lasciatevi guidare dalle incomprensibili insegne in ceramica turchese (scritte in ebraico per la maggior parte), e perdetevi nel labirinto di mura gialline interrotte unicamente da porte azzurre! Penso di aver trascorso un’infinità di tempo in questa zona della città, seduta su un muretto, a fissare il mare da uno scorcio tra le mura. CARMEL MARKET Aperto dal 1920 il Carmel Market è il mercato o shuk più grande di Tel Aviv. Se vi attirano le spezie, questo è il posto che fa per voi: ne troverete di infinite, tutte molto particolari, e spesso messe in ordine di colore! Cosa volere di più? Il mercato vende frutta, verdura, ma anche vestiti, souvenir, bigiotteria, e chi più ne ha più ne metta! Un tripudio di colori ed odori vi colpirà non appena inizierete a camminare nella via principale del mercato! Tenete gli occhi aperti: alcuni banchi vendono anche dello street food locale, non perdetevi una pita con hummus e falafel. Quello che vin consiglio io è l’imperdibile succo di melograno appena fatto: a quanto pare Tel Aviv e i melograni vanno a braccetto, infatti il mercato ne è pieno, e numerosi banchi hanno una pressa con cui creano dei succhi al melograno freschi e dolci, perfetti per le miti temperature israeliane. LUNGOMARE Il lungomare di Tel Aviv trasuda spirito occidentale. Ci troviamo ben lontani dalla città vecchia di Giaffa, dalle moschee, dalle sinagoghe e dalla cultura tradizionale di questo luogo. Siamo invece catapultati in una lunga passeggiata su moderni bancali in legno che costeggiano la fine sabbia bianca. La golden hour in questo luogo è incredibile: il sole si tuffa nel mare e innonda la spiaggia di colori caldi che si riflettono anche sugli alti grattacieli del lungomare, simbolo tipico di Tel Aviv. Sulla spiaggia non potrete fare a meno di notare i numerosissimi campi da beach volley che si alternano alle palme. Inoltre ci sono anche diverse casette dei bagnini (di quelle colorate, in legno, con la scaletta per entrarvi) che fanno tanto atmosfera Bay Watch! NEVE TZEDEK Il più antico quartiere ebraico di Tel Aviv si trova proprio a due passi dalla zona moderna e piena di grattacieli. Basta svoltare un angolo ed eccovi in un mondo diverso, fatto di case basse, di bouganville, di porte colorate, di giardini nascosti tra i palazzi. Neve Tzedek è un paesino all’interno della metropoli, un quartiere con la propria identità che si sviluppa intorno all’ex ferrovia che è stata riutilizzata e trasformata in una piccola zona commerciale. Lasciatevi guidare dal vostro senso dell’orientamento e gironzolate tra le vie di questa zona, per trascorrere qualche ora tra negozietti vintage e localini hipster! Dove mangiare La cucina tipica di Tel Aviv è mediorientale: hummus e falafel fanno da patroni! Un tipo di cibo che io adoro particolarmente! Per una cena seduti vi consiglio di gironzolare nella zona di Giaffa intorno al Flea Market: ci sono infiniti ristorantini di cucina tipica israeliana, ma anche di cucina di altri paesi che raramente si trovano in Italia (ho mangiato in un ottimo ristorante georgiano di cui purtroppo non ricordo il nome). Uno dei locali in cui ho mangiato particolarmente bene per un prezzo onesto è Onza. Per un pranzo veloce o per una merenda abbondante, recatevi nella zona del Carmel Market per scegliere il vostro venditore di pita preferito! Non perdetevi per nessun motivo Abouelafia Bakery, una pasticceria-forno nella zona di Giaffa che vi conquisterà con le sue splendide baklava e con gli infiniti dolcetti arabeggianti. Tips LINGUA: Siamo molto fortunati qui, perché l’inglese è la lingua ufficiale della nazione insieme all’ebraico. Tutte le indicazioni sono bilingue e tutti i negozianti e i ristoratori parlano inglese. Comunicare è semplicissimo mentre si comprano le spezie al mercato! SHABBAT: Attenzione al shabbat! La cultura di Tel Aviv è un mix di varie influenze, e la matrice ebraica ovviamente non va trascurata. Il sabato è giorno di preghiera e di riposo per la religione ebraica, e la città di Tel Aviv risente di questo fatto. Il venerdì sera e tutta la giornata di sabato è shabbat, quindi i mezzi pubblici non funzionano e molti negozi ed attività sono chiusi! I vari Uber o Gett continuano ad essere disponibili (anche se in numero ridotto), quindi teneteli in considerazione per piccoli spostamenti serali. VISTO: Non c’è bisogno di visto per entrare in Israele per meno di 90 giorni, ma la fila all’immigrazione è comunque consistente e al controllo indagheranno sulle ragioni che vi portano in Israele e fino a quando intendete rimanere. Bisogna ovviamente viaggiare con passaporto in corso di validità! Il vostro documento non viene obliterato o timbrato (probabilmente per non creare problemi con paesi limitrofi), ma vi verranno rilasciati due piccoli tagliandi che dovete assolutamente conservare: vi serviranno per uscire dal paese. Attenzione ai controlli bagagli: spesso e volentieri la vostra valigia viene analizzata nel dettaglio e vi fanno svuotare ogni cosa. Spezie al Carmel MarketDragon fruit al Carmel MarketCittà vecchia di GiaffaStradine interne della città vecchia di GiaffaNeve Tzedek e bouganvillePorto di GiaffaFronzoli al Carmel MarketGattini vicino al Flea Market di Giaffa [...] Read more...
24 Aprile 2020Cosa e dove mangiare / ScoziaEdimburgo è dove la Scozia incontra il mondo (come da slogan dell’aeroporto). Insieme a Glasgow è infatti il posto perfetto dove assaggiare i piatti tipici locali, insieme a una buona dose di cucina etnica di alta qualità. Come nel resto del Regno Unito non è raro trovare ottimi ristoranti che propongono cucine da tutto il mondo! Ormai ci sentiamo di casa ad Edimburgo (qui trovate la nostra guida alla città!), e abbiamo provato tantissimi ristoranti e pub, sia per mangiare, sia per trascorrere una serata in compagnia di un buon whisky. In seguito vi segnaliamo un elenco di posti nei quali ci siamo trovati particolarmente bene e ci sentiamo di consigliarvi!Se volete spingervi oltre a Edimburgo, consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi e questo articolo per i nostri consigli pre partenza! Grassmarket:  in questa splendida piazza nell’Old Town potrete trovare un gran numero di caffè e pub tradizionali. Perfetta per chi vuole avere un piccolo assaggio di Scozia senza allontanarsi troppo dal centro cittadino. Come pub vi segnaliamo il The Last Drop (££). Consigliamo un piatto di tradizionale Haggis, Neeps&Tatties con una birra locale e/o un dram di uno tra i tanti single malts (13£ circa in totale). Per una colazione (sostanziosa) o un pranzo veloce dirigetevi invece al caratteristico caffè Auld Jock’s Pie Shoppe (£). Una Scottish breakfast (7£) o una delle innumerevoli Pie con mash (4-5£) soddisferanno il vostro appetito! Molti di questi locali non sono particolarmente spaziosi: considerate dunque di prenotare o di cercare un tavolo per tempo. Nella peggiore delle ipotesi, non abbiate paura di esplorare anche gli altri pub della piazza: vi assicuriamo che rimarrete soddisfatti!Oink (£):  in cerca di un pranzo veloce? Niente di meglio che Oink! Questa piccola catena di negozi (potrete trovarne uno vicino al castello, e un altro vicino al palazzo di Holyrood) ha un menù estremamente limitato, ma soddisfacente. Serve infatti panini al pulled pork, completi di condimenti e quant’altro. Dovrete solo scegliere la quantità di carne, il tipo di pane, il topping (haggis o ripieno di salvia e cipolla), salse et voilà, il gioco è fatto. Prezzi estremamente contenuti (3.5-6 £). Il negozio chiude quando la carne è terminata, quindi non attardatevi!The Baked Potato shop (£): un piccolo takeaway che si specializza in baked potato. Una particolarità è  il menù  composto solo da opzioni vegetariane o vegane. Vi consigliamo il filling con il Chilli o il Vegetable Curry (5£ con bevanda).Ransacked Black Oven (££): situato appena al di fuori della Old Town, in zona Università. Un moderno caffè fortemente influenzato dalla cucina libanese e mediorientale, perfetto per un pranzo senza fretta. Vi consigliamo assolutamente l’agnello grigliato (Chargrilled Lamb Steak, 16.50£) o la melanzana al forno con spezie e datteri (Baked Zaatar Aubergine Steak, 12£)Kalpna (££): un ristorante specializzato in pietanze vegetariane sud indiane, molto vicino alla Old Town. Diverso dai classici ristoranti indiani, potrete trovare il Chili paneer (tipico formaggio morbido indiano immerso in salsa piccante, 9£), gigantesche Dosa (enormi pancake croccanti ripieni di verdure, 9£) e sontuosi Thali (collezioni di assaggi di decine di piatti, servite in uno scenico vassoio rotante, 17£). Per i carnivori convinti, consigliamo invece il vicinissimo ristorante Tanjore (££), dove è il pesce a regnare sovrano!Blonde(£££): esempio di modern British food, coniuga ingredienti tradizionali locali con influenze continentali. Non lontano dal centro città, merita una visita se siete in cerca di un’esperienza più raffinata. Cominciate con tortini di sgombro (Smoked Mackarel fishcake, 6£) e proseguite con un eccellente stufato di cervo (Casserole of Venison with red wine, 15£). Il menù dei dessert merita un’occhiata, così come la lista dei vini. A Edimburgo, come d’altronde nel resto della Scozia, è il whisky a farla da padrone. Consigliate anche le birre locali, ottime e a prezzo decisamente contenuto. I pub di Edimburgo riflettono la vibrante scena culturale: non è strano trovare piccoli gruppi musicali, jam session o stand up comedian. Di seguito un elenco dei nostri posti preferiti. The Scotsman’s Lounge: piccolo pub non lontano dal castello. Musica dal vivo tutte le sere, atmosfera cordiale e vivace. In maniera molto caratteristica, i tavoli sono sostituiti da botti per il whisky!The Royal Oak: minuscolo pub situato al bordo della Old Town. Ogni sera l’atmosfera si scalda al ritmo di Jam sessions di musica tradizionale celtica, grazie agli strumenti lasciati a disposizione nel locale. Lanciatevi a suonare se vi sentite particolarmente coraggiosi, o godetevi semplicemente la musica e l’atmosfera. Non aspettatevi però di trovare posto a sedere!The Jazz Bar: proprio accanto al Royal Oak trovate questo sotterraneo in cui ogni giorno da 3 a 5 band Jazz, Blues e tanto altro si alternano a suonare. Se questo è il vostro genere di musica, non mancate una visita!The Banshee Labyrint: locale molto particolare, scavato nei tunnel sotterranei della città vecchia. Atmosfera spettrale,  musica dal vivo e addirittura un cinema!The Bow Bar: se volete assaggiare tantissime varietà di single malt, questo è il posto che fa per voi! Chiedete consiglio al bancone: il barista sarà ben contento di suggerirvi il whisky adatto ai vostri gusti, proponendovi anche diversi assaggi gratuiti, se in serata. Un dram normalmente costa intorno ai 4-5 £: tra le quasi 400 varietà si trovano anche alcune bottiglie estremamente rare e costose. Chiedete perciò sempre il prezzo prima di acquistare, così da evitarvi brutte sorprese!Rose Street: questa piccola via nella New Town è piena zeppa di pub per tutti i gusti. Musica dal vivo, drinks e prezzi generalmente più modici del centro città la fanno da padroni. Vi consigliamo di non focalizzarvi su uno specifico locale, ma di provarne più di uno in sequenza, seguendo la vera usanza britannica del Pub crawl! Victoria Street Vista del castello da Grassmarket Vista di Edimburgo da Calton Hill [...] Read more...
12 Marzo 2020Oltre i viaggiAmare i viaggi e non poter viaggiare è una punizione davvero scomoda da sostenere per tutti quelli che non vedono l’ora di mettere lo zaino in spalla, prendere una macchina, un treno o un volo e avventurarsi nel mondo! Sono tempi strani e difficili, e bisogna collaborare standosene a casa il più possibile. Anche gli spiriti più ribelli e iperattivi devono accettare questo nuovo mantra e farlo proprio! Ma cosa diamine si può fare a casa? Bhè, ci siamo noi per questo! Quindi ecco qui una lista di 5 rimedi per i viaggiatori in quarantena! (Ricordiamoci che i corrieri ancora funzionano, quindi tocca essere carichissimi per ogni acquisto che possa aiutarci nella missione #stayathome). #1 LEGGERE BLOG E GUARDARE VIDEO DI VIAGGI Questa è sempre una buona idea e un buon passatempo! Lo considero sia un ottimo modo per trovare ispirazioni per le prossime destinazioni o per organizzare la meta futura, sia per viaggiare attraverso i racconti altrui. Io amo molto le storie di viaggio, anche se non sono brava a scriverle, e quando cerco un passatempo spulcio vari blog per cercare proprio storie di vita di viaggiatori, diari di bordo e roba del genere. Tra i miei preferiti menziono subito Painderoute, Miprendoemiportovia e Likemiljian che apprezzo davvero molto! I video di viaggio sono un altro mio grande amore! Su youtube se ne trovano di tutti i tipi, da quelli più didascalici a quelli girati con le action cams, fino alle vere e proprie esperienze di vita. Quindi tutti a guardare il giro del mondo senza mai prendere un aereo di Triptherapy, o il giro dell’Australia fatto con il van Vanilla dai ragazzi di In Viaggio col Tubo, o i video che sembrano dei veri e propri documentari girati da Humansafari! Addentrarsi nella comunity dei viaggiatori di youtube è sempre una grande avventura: lasciatevi intrattenere e cullare dalla creatività dei vari videomaker. #2 SISTEMARE E ORGANIZZARE LE FOTO Quante volte avete rimandato una seria organizzazione dell’archivio delle foto di viaggio? Quante volte le avete ammucchiate lì nell’hard disk senza catalogarle, senza eliminare i doppioni inutili, senza selezionarle in maniera accurata? Bene, è finalmente giunto il momento di applicare il metodo Marie Kondo anche alle vostre foto di viaggio! Con la scusa le potrete anche riguardare per rivivere momenti stupendi. E visto che ci stiamo…perché non selezionare le migliori per stampare dei libri di foto? Ovviamente online con servizi come Cheerz: direttamente a casa vostra senza dover uscire! #3 CREARE SCRAPBOOKS E DIARI DI BORDO Siete delle persone creative? E allora questo è il vostro momento! Finalmente tanto tempo a casa per creare, inventare e costruire. Ma cosa? La fonte di ispirazione primaria è come sempre Pinterest, una valanga continua di idee e consigli! Uno scrapbook a tema viaggi è davvero una cosa carina e facile da fare con foto, ritagli, cose che avete conservato dai vostri viaggi, monete, scontrini, biglietti di musei e quant’altro. Su Pinterest ne trovate infinite! Oppure perché non creare un diario di bordo fai-da-te da portare con voi durante il prossimo viaggio? Una specie di bullet journal in cui segnare le vostre avventure future! (Pinterest sempre in prima linea per le ispirazioni migliori!) #4 FARE UN CORSO DI LINGUA ONLINE Un corso di lingua online è un’ottima idea per impegnare la mente, il tempo in eccesso e per imparare cose nuove! Quanto sono utili le lingue quando si viaggia? Tantissimo! Sia per le indicazioni più pratiche, sia per chiacchierare con gli abitanti locali. E allora quale migliore occasione per migliorare il vostro inglese? O per dare una spolverata allo spagnolo e al francese? Ma perché non tuffarsi in una lingua totalmente sconosciuta? Imparare da zero qualcosa è sempre molto soddisfacente! Quindi provate anche con il russo e il suo alfabeto cirillico, con il giapponese e i suoi diversi alfabeti, cimentatevi nel difficile per divertirvi ed imparare qualcosa di inusuale! Le app con i corsi di lingua sono infinite: spulciate l’app store e sceglietene una per iniziare una nuova attività: Babbel o Duolinguo sono tra le più famose. #5 APRIRE UN SITO DI VIAGGI Ma quale migliore occasione di una quarantena per aprire un blog o un sito di viaggi? Sfogherete così per iscritto tutti i vostri ricordi, le vostre foto, il vostro sapere da viaggiatori! Basterà iniziare da una piattaforma gratuita per vedere se è un’attività che vi fomenta o meno per poi, chissà, magari continuare e crescere e diventare un ottimo sito di riferimento per altri viaggiatori. Provarci non è una cattiva idea, no?! 🙂 [...] Read more...
3 Marzo 2020SpagnaI paesi baschi sono una di quelle destinazioni imperdibili in Europa, che permettono di viaggiare on the road in una zona che affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico. Il nostro itinerario originale comprende sia i paesi baschi francesi (che trovate qui), sia i paesi baschi spagnoli, dei quali abbiamo visto un paio di città prima di fermarci a un festival musicale a Bilbao (il BBK!). I paesi baschi spagnoli sono una comunità autonoma nel nord della Spagna e sono estremamente indipendenti: la loro lingue ufficiali sono lo spagnolo ed il Basco, che viene insegnato in tutte le scuole! Quest’ultima è una lingua pre-indoeuropea davvero particolare e fortemente studiata dai linguisti. La squadra di calcio di Bilbao, l’Atletico, è composta quasi esclusivamente da calciatori baschi! In giro è facilissimo trovare insegne in basco o menù scritti in doppia lingua, proprio per sottolineare e rimarcare la loro appartenenza a questa porzione di Spagna. Le città principali dei paesi baschi sono Donostia, Bilbao, Vitoria-Gasteiz e Pamplona; purtroppo non sono rientrate tutte nel nostro itinerario per motivi di tempo e danaro, ma è stato un viaggio che ci è ugualmente piaciuto molto. Non dimenticate che siamo sull’oceano, quindi il clima è molto diverso da quello della Spagna mediterranea o continentale! Il caldo non è mai eccessivo, la sera il fresco si fa sempre sentire. Come muoversi Raggiungere i Paesi Baschi è semplicissimo, infatti gli aeroporti di Bilbao e Santander hanno numerosi voli low-cost da diverse città d’Italia. Per muoversi tra le varie cittadine invece conviene utilizzare i pullman locali o il caro Flixbus. Potete raggiungere Donostia con molta facilità da Bilbao! Ed inoltre Donostia è ben collegata con tutto il resto dell’entroterra basco. Se vi interessa inserire questa zona di Spagna in un itinerario più vasto, potete considerare l’idea di raggiungerla dai paesi baschi francesi, atterrando a Bordeaux o a Tolosa e facendo partire da lì il vostro viaggio. Gite in giornata San Juan de Gaztelugatxe: è la famosissima rocca in cui è stato ambientato Dragonstone, la famosa Roccia del Drago di Game of Thrones. Imperdibile per i fan! (A soli 40 minuti di auto da Bilbao). Zumaia: si trova a mezz’ora di macchina da Donostia ed è una località marittima con suggestive scogliere sull’oceano. Must do nei Paesi Baschi Fare un aperitivo (o una cena?) a base di pintxos in uno dei numerosi baretti del centro di San Sebastian. Surfare o fare il bagno nell’oceano è un’esperienza da non perdere!Guardare il fenomeno della marea durante la giornata per rendersi conto di quanto è pazzesco! La Concha con bassa marea DONOSTIA Donostia (o San Sebastian) è la prima cittadina dei paesi baschi che si incontra sulla costa viaggiando dalla Francia alla Spagna. Patria indiscussa di surfisti, affascina parecchio per il fenomeno della marea che si può osservare benissimo nella sua spiaggia principale: il mare si mangia metri e metri di spiaggia quando la marea sale, fino a lasciare una minuscola striscetta di sabbia. Cosa vedere a San Sebastian? Sicuramente un giro nella città vecchia è d’obbligo: vicoli stretti che si snodano attorno alla basilica di Santa Maria del Coro sono perfetti per una passeggiata ma anche per un aperitivo a base di pintxos, le tapas basche! La Concha (ovvero la conchiglia) è la grande e bellissima spiaggia di sabbia fine e dorata di San Sebastian. Oltre ad incantare con la sua marea, ha una fantastica isoletta nel mezzo (l’Isola di santa Clara) che la rende suggestiva. Inoltre di giorno è possibile godersi il mare se il tempo lo permette: la spiaggia è attrezzata con spogliatoi, docce, armadietti e lockers, quindi si può lasciare tutto al sicuro per pochi euro e godersi la giornata. Camminare fino alla cima del monte Urgull è un’altra esperienza da non perdere a Donostia.In questo modo è possibile godere di un panorama incredibile sulla baia della Concha e sulla città vecchia! L’attrazione principale di questo monte è il Castillo de la Mota, una fortezza difensiva. Guggenheim museum BILBAO Bilbao è la città più popolata paesi Baschi, energica e movimentata, ma anche molto grigia e dal clima sfavorevole soprattutto per gli amanti del caldo mediterraneo. Il Guggenheim museum è una delle attrazioni principali di questa città: si tratta del celebre museo di arte contemporanea molto famoso per la sua particolare architettura interamente realizzata in squame di titanio. Questo è proprio il simbolo di rinascita e modernismo della città! Oltre alla zona centrale che ruota attorno al Guggenheim e a Plaza Moyua, vi consigliamo di passeggiare anche nei dintorni di Plaza Barria, che si trova sull’altra sponda del fiume. Se capitate a Bilbao a inizio luglio e siete amanti della musica indie rock, non perdetevi qualche concerto del BBK, un festival musicale che si tiene proprio su una collina poco fuori il centro città. Piccola curiosità su Bilbao: il fiume Nerviòn che l’attraversa sembra scorrere dal verso sbagliato, infatti la sua corrente superficiale scorre verso la sorgente e non verso la foce. Come mai? Tutta colpa della corrente oceanica che è più forte di quella del fiume stesso e “rema contro”. Centro storico, DonostiaInstallazione fuori dal Guggenheim, BilbaoBassa marea notturna, DonostiaVicino plaza Barria, Bilbao [...] Read more...
16 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costGrazie alla moneta unica ci siamo tolti un bel grosso problema quando viaggiamo all’interno dell’Unione Europea: cambiare valuta! Avere a che fare con una valuta estera, oltre che a portare un po’ di confusione quando si converte il costo di una birra in euro, può generare un enorme spreco di denaro, fino a pagare per la stessa identica vacanza il 20-30% in più.  Questa pagina raccoglie una lista di consigli su come risparmiare quando bisogna prelevare o pagare in una moneta estera, capire quali sono le trappole del cambio di valuta e soprattutto scoprire come evitarle. È importante tenere a mente che ogni stato ha le sue particolari regole e commissioni, quindi è necessario informarsi adeguatamente prima di partire, onde evitare sprechi. Breve sommario su come minimizzare gli sprechi nel cambio valuta. Non cambiare valuta agli uffici di cambio, ma prelevare direttamente dall’atm una volta arrivati a destinazione per utilizzare il tasso di cambio della propria banca.  Attenzione: se potete non prelevare ai bancomat degli aeroporti che hanno delle tasse extra o un cambio sconveniente! In generale cercate sempre di prelevare in banche e non in piccoli atm sparsi per le città, per evitare inutili sovrattasse. Quando prelevate soldi ad un bancomat o pagate con la carta, selezionate sempre il prelievo in moneta locale e non nella vostra moneta d’origine.  Se viaggiate spesso in paesi che hanno una moneta diversa dalla vostra, utilizzate una carta ad hoc che vi permetta di avere agevolazioni su prelievi e pagamenti. Bene, ora che avete memorizzato questa breve lista, siete pronti a leggere in modo approfondito i nostri consigli. Cosa sono i tassi di cambio? Ogni volta che facciamo operazioni in valuta estera ci sono almeno tre possibili commissioni alle quali dobbiamo fare attenzione: Differenza tra il tasso di cambio ufficiale e quello a cui effettuiamo la transazione. Commissione fissa sul cambio dell’ente che ci fornisce la valuta estera. Commissioni della vostra carta di credito/debito sulla conversione. Con un po’ di attenzione queste commissioni possono essere ridotte a zero in quasi tutti gli stati.  La prima si presenta principalmente in occasione di compravendita di contanti in valuta locale. Potete evitare brutte sorprese confrontando il cambio offerto con quello ufficiale. Può essere comodo avere una app come XE Currency Converter che faccia istantaneamente la conversione per voi, soprattutto durante il viaggio. In questo modo potrete scegliere coscientemente il posto con il miglior tasso di cambio. La seconda, la commissione fissa sul cambio, dovrebbe essere dichiarata chiaramente dall’ente coinvolto, ma bisogna stare all’allerta: se nulla viene esplicitato non vuol dire che la commissione sia zero ma semplicemente viene tenuta nascosta. Solitamente questa commissione è presente quando cambiamo contanti o quando ritiriamo da alcuni bancomat.  Per quanto riguarda la commissione sulla vostra carta dipende dalla banca che la emette. Ad esempio, ci sono banche online che offrono carte gratuite senza commissioni sul cambio e sul prelievo all’estero (per i primi 200€ al mese), come CheBanca! e Revolut. Per chi vivesse in Inghilterra è invece consigliatissima Starling, che offre prelievi gratuito illimitati all’estero senza commissioni sul cambio. Una carta che si appoggia sui circuiti Mastercard o Visa offre tassi di cambio molto vicini a quelli reali, consentendoci quindi di fare acquisti con la carta senza sprechi.   Con quale valuta è meglio pagare? Quando utilizzate la carta di debito/credito (sia per ritirare contanti che per effettuare un pagamento) potrebbe esservi richiesto di scegliere se pagare (o ritirare) in valuta locale o in euro applicando il  tasso di cambio proposto dalla banca locale. Senza esitazione scegliete sempre di pagare in valuta locale! Il motivo è che spesso i cambi suggeriti sono molto svantaggiosi per i clienti (quanto vantaggiosi per chi effettua il cambio, nascondendo al loro interno delle commissioni). Questa sorta di “truffa legalizzata” si basa sull’instaurare insicurezza nel turista. Infatti il terminale che sta effettuando l’operazione (pos o bancomat che sia) vi chiederà se volete pagare: una cifra in euro  il valore originale in moneta locale. Logicamente il primo suona più rassicurante, o per lo meno è un valore più riconoscibile ai nostri occhi. Il secondo invece sembra più misterioso e rischioso  semplicemente perché bisogna fare un ulteriore passaggio mentale (o con la calcolatrice) per capire a quanti euro corrisponde.  In realtà, scegliendo il valore originale in valuta locale il tasso di cambio che verrà applicato per il pagamento sarà quello della vostra banca (che è sconosciuto al terminale, motivo per cui non ha mostrato istantaneamente la conversione in euro). Mentre la cifra in euro è stata calcolata con il tasso di cambio rincarato del terminale. Per farla breve: scegliete sempre di pagare o  ritirare in valuta locale! Come ottenere contanti in valuta straniera In generale conviene cercare di ridurre l’utilizzo di contanti: potrebbero rubarveli e potreste dover pagare due volte le commissioni di cambio in caso ve ne avanzassero. Non bisogna però affidarsi esclusivamente alle carte di debito/credito: nel malaugurato caso non funzionassero o ve le rubassero vi trovereste senza un modo per pagare. Quindi la domanda è: qual è la maniera più efficiente e con meno sprechi per ottenere dei contanti in valuta straniera?  Un’opzione è prelevare del contante prima di partire e cambiarlo in moneta locale una volta arrivati all’estero in un ufficio di cambio.  Cambiare i contanti da una valuta all’altra è in generale un’operazione sconsigliata sia per il rischio stesso di portare con se una cospicua somma di denaro ed essere più esposto a furti, sia perché comporta un costo elevato in termini di tasso di cambio sfavorevole. Infatti alcuni uffici di cambio si vantano di effettuare un cambio a commissioni zero quando in realtà rincarano i tassi di cambio rispetto a quello ufficiale “nascondendoci” dentro le commissioni.  Per avere dei contanti in moneta locale, la maniera più efficiente e potenzialmente senza sprechi è ritirare dagli sportelli bancomat. Ovviamente, dovrete fare attenzione alle eventuali commissioni fisse di cui abbiamo parlato sopra che possono cambiare da bancomat a bancomat. Ad esempio, in alcuni paesi gli sportelli bancomat in aeroporto sono famosi per avere commissioni molto alte, o al contrario di essere i più convenienti, come ci è capitato di scoprire in Sud Est Asiatico. Quindi è importante fare una veloce ricerca su dove e quali siano gli sportelli bancomat consigliati. Una possibile alternativa potrebbe essere il ritiro diretto allo sportello bancario, che in alcuni paesi è gratuito. Per compiere questa operazione è sufficiente presentarsi in una qualsiasi banca locale muniti della propria carta di debito/credito e di un documento di identità (preferibilmente il passaporto). [...] Read more...
12 Febbraio 2020Oltre i viaggiAnche voi avete quell’amico a cui piace viaggiare che sta in fissa per i voli low-cost e che coglie ogni occasione per farsi un weekend in qualche capitale europea? E ditela tutta, volete fargli un regalino di Natale o per il compleanno ma non avete l’idea giusta? Bene, questo post fa al caso vostro! Qui troverete una lista di 5 regali per viaggiatori, perfette per un amante dei viaggi. #1 GUIDE E LIBRI DI VIAGGI Vi sembrerà banale, ma un libro è sempre un dono speciale, ed è proprio questo il primo dei regali per viaggiatori che consigliamo! Per orientarci un po’ meglio in questo mega gruppo di doni, menzioniamo in primis le guide di viaggio per destinazioni lontane che invogliano ad organizzare un viaggio. Lonely Planet, Routard, National Geographic fanno delle guide di viaggio incredibili: spetta solo al vostro gusto decidere quale sia la preferita. Indecisi sulla destinazione? Bhè, allora la guida del Mondo fa al caso vostro!  Assolutamente da non trascurare sono tutti i libri fotografici o ispirazionali su viaggi incredibili e destinazioni emozionanti: qui e qui due esempi che a me piacciono molto. E i libri che raccontano viaggi invece, dove li mettiamo? Anche questi sono un must intramontabile che fa sempre piacere: immedesimarsi nel viaggio altrui è il primo modo per viaggiare e per sentirsi altrove anche quando si è seduti sulla poltrona di casa! Abbiamo racconti giornalistici, cronache di viaggio vere e proprie, e romanzi totalmente di fantasia. Basta recarsi alla sezione viaggi di una libreria ed il gioco e fatto. Terzani e Kerouac sono tra i mie preferiti. #2 I REGALI UTILI In questa sezione elencheremo gli oggetti utili, quelli che servono davvero in un viaggio, quelli che fanno comodo e non ci sono storie, quelli che sono proprio regali perfetti per viaggiatori! Iniziamo con l’intramontabile bagaglio a mano: un trolley piccolo o uno zaino da 50 litri sono sempre un classicone intramontabile. Potete scegliere delle fantasie simpatiche o dei sobri monocolori, l’importante è non sbagliare le dimensioni perché nel caso della cappelliera di un volo low-cost, ahimè, contano assai!  Per organizzare il bagaglio perfetto due sono gli oggetti a mio avviso indispensabili: un organizer per trolley o zaino e un organizer per cavi. Il primo oggetto è composto da un set di cubi di tessuto leggerissimo e dotate di zip, che permettono di organizzare la valigia dividendo i vari vestiti, scarpe, oggetti, panni sporchi, in maniera ottimale. L’organizzatore dei cavi è per tutte quelle persone che hanno diversi caricabatterie, powerbank, cavi, cavetti, cuffiette, hard disk esterni e vogliono tenerli ben organizzati in un unico luogo. Ecco, questo è l’astuccio perfetto per voi! #3 MAPPE , MAPPAMONDI, CARTE GEOGRAFICHE Io adoro e mappe: in sughero, da grattare, con grafiche particolari, vintage…sono la mia passione! Le ritengo dei regali perfetti per viaggiatori che vogliono sentire l’atmosfera d’avventura anche dentro casa. Dato il mio amore per le mappe, sono sempre informatissima quando si tratta di sapere quali ci sono in circolazione. La prima è la mappa in sughero o mappamondo in sughero per segnare con le puntine i luoghi già visitati o per appendere foto di viaggi proprio sul paese in cui sono state scattate! Al secondo posto abbiamo la bellissima scratch map, ovvero una mappa in cui gratti via (come un gratta e vinci) i paesi che hai visto.  Un’altra mappa che consiglio particolarmente è una come quella di Mapiful (ma anche su Etsy se ne trovano a bizzeffe), un sito che permette di acquistare la stampa personalizzata della propria località preferita: un modo carinissimo per avere sempre appesa a una parete di casa la propria città del cuore. #4 REGALI INUTILI MA SEMPRE BELLI Ahhh, la futilità, croce e delizia di ogni essere umano. Ma quanto sono belli i gadjet assolutamente non indispensabili? Non c’è alcun dubbio: sono carinissimi. Se vi sentite persi nel mare degli accessori da viaggio, ecco a voi qualche spunto simpatico per un pensierino non necessariamente utile, ma sicuramente bellissimo! Volete il mondo a portata di mano? Collane e braccialetti con il planisfero sono un modo carinissimo per tenere sempre sott’occhio la vostra prossima destinazione! Su amazon ed etsy ce ne sono tantissimi per tutti i gusti. Anche un bel porta documenti per tenere il vostro passaporto in un luogo sicuro e carino è un’ottima idea, come anche l’etichetta per la valigia: vi consigliamo la linea di Legami per questi indispensabili acquisti! Per gli amanti della scrittura, un diario di bordo è assolutamente necessario per ogni viaggio; la Moleskine fa una vera e propria agenda per viaggiatori dove si possono segnare tutte le notizie necessarie per un’organizzazione perfetta ed in cui si possono scrivere tutti gli aneddoti più simpatici raccolti in viaggio. #5 I BUONI REGALO PER VOLI Se vi serve un regalo dell’ultimo minuto, il buono è quello che fa per voi! Esistono voucher regalo per voli low-cost che permettono al destinatario di comprare un volo a sua scelta: la Ryanair ad esempio ha questa opzione! Fate sempre attenzione a scegliere l’opzione “buoni cumulabili” (aggiunta da Ryanair negli ultimi anni) per poterli utilizzare in più di un acquisto. Qualora non trovaste questa scelta, vi consiglio di non regalare un solo buono da grande cifra, ma di acquistarne di più da cifre minori (è meglio prendere due buoni da 50 euro che uno da 100). [...] Read more...
10 Febbraio 2020Tips / Viaggiare low-costCercare il giusto alloggio che permette di massimizzare il rapporto qualità prezzo è la sfida di ogni viaggio. È facile spendere poco e dormire in una topaia! Il vero obiettivo è trovare luoghi decenti e carini, senza spendere un patrimonio. Potevamo evitare di dire la nostra anche sul prenotare alloggi? Ovviamente no! Quindi ecco qui una lista di consigli e di cose da tenere a mente mentre prenotate il pernottamento per il vostro prossimo viaggio. Ovviamente la flessibilità è l’ingrediente che vi permetterà di risparmiare più di ogni cosa, ma se non vi è possibile essere flessibili, non temete, possiamo trovare lo stesso qualche tecnica di risparmio! Quali siti usare I motori di ricerca per alloggi sono numerosi, tutto dipende da cosa cercate e da quali sono le vostre preferenze! Per alberghi (ma anche case e ostelli e bnb) Booking è il mio sito preferito. Trovare quello che si cerca è semplicissimo , infatti si possono filtrare le fasce di prezzo e le zone della città in cui si vuole pernottare.  Inoltre è spesso possibile prenotare un alloggio con cancellazione gratuita: in tal caso ricontrollate i prezzi degli alberghi prima della partenza, e se ne trovate uno più conveniente, prenotatelo per poi cancellare gratuitamente l’altro.  Booking è molto comodo se iniziate a usarlo con regolarità, perché più prenotazioni si fanno, più sconti si ottengono sul proprio account, e avere il 10% o 15% di sconto su una struttura non è affatto male! Se soggiornate in Italia, dopo aver scelto la struttura online (su Booking o su qualsiasi altro motore di ricerca), chiamatela e chiedete i prezzi al telefono: spesso capita che siano più bassi! Per prendere in affitto un appartamento per qualche giorno, Airbnb è il sito che fa per voi.  A disposizione troverete sia intere case, sia stanze private all’interno di abitazioni con luoghi comuni condivisi, sia divani letto all’interno di un salotto abitato da altre persone (quest’ultima è una soluzione un po’ hardcore, ma filtrando le ricerche può essere evitata facilmente). La bellezza di Airbnb è che si tratta di abitazioni vere e proprie, quindi i prezzi sono sempre più contenuti di quelli degli alberghi! Vi potrà capitare di prenotare un appartamento tutto per voi e di ritrovarvi in una casa che solitamente è abitata dai proprietari di casa e non viene esclusivamente adibita per l’affitto. Ora, per me non è mai stato un problema, ma ovviamente fateci caso in fase di prenotazione! Guardare sempre le recensioni e recensire Quanto sono importanti le recensioni? Infinito! E quanto spesso vengono ignorate? Tantissime volte. Io stessa ho sottovalutato le recensioni nella scelta di un alloggio, e mai errore fu più fatale. Leggetele sempre e leggetele bene: come è il bagno? Il posto è pulito? Sono precisi nella comunicazione di conferma della prenotazione? L’appartamento affaccia su una strada rumorosa? O magari è sopra a una discoteca? Inutile dirvi che me ne sono capitate di tutti i colori, soprattutto con gli ostelli e gli appartamenti. Che poi sono la stragrande maggioranza delle mie prenotazioni visto che i viaggi low-cost sono da sempre un mio must! Attualmente quello che controllo sempre è il voto sulla pulizia: mai sotto l’8 su 10 oppure sotto le 4 stelle su 5!  Importantissimo leggere, ma importantissimo anche lasciare delle recensioni! Solo così potrete aiutare i futuri viaggiatori a evitare i vostri errori e potrete segnalare dei problemi che effettivamente avete riscontrato in una struttura. Gli sconti Booking ci aveva abituati benissimo fino a ottobre 2019 con il fantastico piano “presenta un amico” che permetteva di ottenere 15 euro (o il 10%) di rimborso per una prenotazione fatta utilizzando il codice di un amico, che a sua volta guadagnava 15 euro. In pratica 30 euro rientravano comodamente nelle tasche di una coppia (o un gruppo) che prenotava una struttura tramite Booking: uno sconto non trascurabile, soprattutto su piccole spese! Purtroppo al momento Booking ha sospeso questo splendido piano di sconti. Peccato! Ma non perdiamoci d’animo. Spesso Booking invia una newsletter di sconti e di rimborsi per chi possiede un account, quindi sempre occhio alle email. Airbnb non ha ancora sospeso la sua iniziativa “invita un amico“: chiunque si inscrive ad Airbnb utilizzando il vostro link riceve 25 euro di sconto sulla prima prenotazione e ottiene altri 9 euro come credito da utilizzare in una prenotazione futura. Inoltre chi ha condiviso il link al proprio amico ottiene fino a 23 euro di credito sul sito! Quindi tenete in considerazione questa possibilità per utilizzare sconti e accumulare crediti quando prenotate su Airbnb: creare nuovi account ad hoc per ottenere lo sconto è lecito! Se utilizzate altri motori di ricerca per gli alloggi, controllate sempre se esistono link per invitare amici, cugini, parenti, compari e nipoti: potreste ottenere sconti interessanti o guadagnare crediti da spendere sul sito! Contattateci se conoscete sconti di cui noi siamo all’oscuro! Le opzioni più economiche Ma attenzione, attenzione, non dimentichiamoci degli ostelli, il mio primo grande amore! Gli ostelli sono spesso sottovalutati o mal considerati: certo, dormire in camerata da 10, 20 o 60 persone non è il massimo ma quando si è giovincelli è un’ottima soluzione che permette di viaggiare con pochissimi soldi. Negli ostelli si trovano anche camere private perfette per un viaggio di coppia, o camerate modeste (da 4 o 6 persone) che sono perfette per dei gruppi di amici in viaggio insieme! Spesso anche i bagni privati sono prenotabili, quindi le opzioni sono davvero tantissime. Non immaginatevi quindi solo camerate giganti e sporchissimi bagni comuni: spessissimo mi sono capitati degli ostelli fantastici, pulitissimi, super funzionali, che davvero, non avevano nulla da invidiare agli alberghi! Quindi sempre occhio alle recensioni e lasciatevi trasportare dall’avventura in ostello. Gli ostelli si trovano su Booking, ma il sito di riferimento che ho usato di più è Hostelworld senza ombra di dubbio. Filtrando le opzioni è possibile trovare camere private o camerate da un numero preciso di persone a prezzi davvero vantaggiosi.  Un’altra opzione davvero interessante, soprattutto se siete viaggiatori solitari, è il Couchsurfing. Come funziona? Semplicissimo: ci si iscrive al sito e si cerca un divano (magari divano letto) disponibile su cui dormire nella vostra destinazione! Quindi sì, in poche parole si dorme a casa della gente gratuitamente. Lo spirito è quello di essere ospiti di una persona locale, farsi consigliare come muoversi all’interno della città, cosa e dove mangiare, e cose così. Insomma, un’esperienza diversa da quella dell’albergo, che vi permetterà di essere davvero a contatto con la cultura del luogo che state visitando. Ovviamente anche questo sistema è basato sulle recensioni dei precedenti couchserfer, quindi non si corrono rischi! Albergo stile casa coloniale a Merida, MessicoFuton nel ryokan di Hakone, GiapponeCasetta a forma di botte nelle Ebridi Esterne, Scozia [...] Read more...
9 Febbraio 2020Messico / TipsIl Messico è un luogo che sembra difficile da visitare in autonomia, ma con questa favolosa lista di consigli e tips girare questo paese sarà un gioco da ragazzi! Questo non è altro che un elenco di tips che abbiamo collezionato durante il nostro viaggio, un qualcosa da tenere d’occhio prima di partire per essere sicuri di non aver dimenticato nulla.Per leggere tutti i nostri articoli sul Messico, seguite questo link! Abbigliamento & Clima Quale abbigliamento va bene per il Messico? Questa domanda è senza dubbio mal posta. Il Messico è immenso, quindi tutto cambia dalla zona e dal periodo dell’anno. Concentriamoci sulle zone che abbiamo visitato fino ad ora: lo Yucatan e Città del Messico.  La penisola yucateca (qui trovate l’articolo a lei dedicato) senza dubbio volete un abbigliamento estivo. Il clima è di fatti tropicale, quindi il caldo regna sovrano, con variazioni fatte solo da umidità e pioggia. In generale il momento migliore per visitare lo Yucatan è da novembre a maggio, quando la stagione è secca e non rischiate di prendere acquazzoni perenni. Noi siamo stati ad agosto, nel pieno della stagione delle piogge ma non abbiamo preso neanche una goccia d’acqua: siamo stati fortunati! In compenso l’umidità era altissima, ma per essere il periodo sbagliato è andata più che bene. Città del Messico (qui una guida per questa metropoli) risente invece dell’altopiano su cui sorge: il clima è influenzato dai 2200 metri di altitudine ed è sì, umido in estate e secco in inverno, ma le temperature sono decisamente più basse di quelle del tropicale Yucatan.  Acqua L’acqua messicana non è potabile, quindi occhio a cosa bevete. In nostro tips sul Messico in questo caso è quello di munirsi di fermenti lattici da assumere prima della partenza e durante il viaggio per evitare spiacevoli giornate rinchiusi in albergo o emergenze nel bel mezzo della visita ad un sito Maya nella giungla! Non bevete l’acqua del rubinetto e, se riuscite, lavate anche i denti con l’acqua in bottiglia. Per quanto riguarda il ghiaccio che trovate nelle bibite, non preoccupatevi: solitamente è ghiaccio commerciale e viene acquistato già pronto. Non vi fidate di cosa state bevendo? Controllate che il cubetto di ghiaccio abbia un buco centrale, è quella la caratteristica che permette di capire che non è fatto con acqua di rubinetto. Affittare una macchina La nostra scelta di non prendere in affitto un’automobile ma di muoverci con mezzi pubblici e collectivos è risultata ottima una volta che abbiamo visto la guida messicana: il delirio! Non ci sono regole ed il traffico è caoticissimo, e ve lo dice una che ha vissuto la maggior parte della sua vita nel traffico di Roma! Oltre alle preferenze di guida, c’è il problema dei posti di blocco di polizia corrotta che sono spesso fonte di truffe e scam. Inoltre fate bene attenzione all’assicurazione che scegliete con l’autonoleggio per evitare ogni tipo di sorpresa durante il viaggio o alla riconsegna. Assicurazione sanitaria In Messico purtroppo la sanità è privata come negli Stati Uniti e in Giappone, quindi è buona norma viaggiare coperti da un’assicurazione sanitaria per evitare spiacevoli inconvenienti che implicano ingenti spese di denaro. Se usufruite già di un’assicurazione sanitaria nel vostro paese, controllate la sua validità all’estero ed utilizzatela in Messico. Se invece ne siete sprovvisti, fate un preventivo su una delle tante assicurazioni ad hoc per viaggiatori che trovate online (come ad esempio CoverWise, Allianz, Europ Assistance, World Nomads o TravelEasy) e scegliete quella che fa più al caso vostro. Dove dormire? Quando prenotate un alloggio in Messico, il nostro tips è quello di cercare di utilizzare siti sicuri in cui poter controllare le recensioni della struttura per essere certi di non andare incontro a qualche imbroglio. Accertatevi che le camere dell’albergo che avete scelto siano dotate di cassaforte, per poter lasciare sempre al sicuro i vostri oggetti di valore o i vostri documenti quando uscite! Inoltre è buona norma lasciare una mancia alla persona addetta alla pulizia della vostra stanza nella scatolina di cortesia che solitamente si trova in tutte le camere. Lingua Nelle zone turistiche incontrare qualcuno che parla in inglese non è impossibile (dopotutto la maggior parte di turismo è statunitense), e le indicazioni importanti sono sempre sia in spagnolo che in inglese. In generale però non aspettatevi che l’autista dell’autobus o il ristoratore medio conosca una lingua al di fuori dello spagnolo. Poco male per noi italiani che non siamo così distanti dal nostro cugino spagnolo, e quindi ce la possiamo cavare sia nella comprensione che nella pronuncia di parole semplici come la scelta da un menù o il nome di una destinazione! Mancia Lasciare la mancia in Messico è cosa buona e giusta, infatti questa è parte integrante dello stipendio dei camerieri, che senza questa prendono una miseria. Solitamente si lascia almeno il 10% del conto ricevuto! Soldi Girare con i contanti è obbligatorio, infatti il pagamento con carta spesso non è possibile. Non fidatevi a portare tanti contanti e le carte appresso con voi, tutti concentrati nello stesso portafogli! Il rischio di essere derubati c’è sempre, quindi occhio ai vostri averi e tenete sempre le carte e i contanti in luoghi diversi. Per prelevare dagli atm spesso si paga una fee anche se la vostra è una carta che non ha fee su prelievi esteri, quindi il nostro tips sul Messico in questo caso è quello di fare delle prove in giro prima di prelevare per capire quale bancomat vi fa pagare la tassa più bassa. Uber Contrariamente a quanto si può pensare, Uber è un servizio efficientissimo a Città del Messico! Tracciato con gps e pagato direttamente online, è un’ottima alternativa al taxi medio, dove il pagamento è in contanti, il prezzo è indefinito e la truffa è dietro l’angolo. Attenzione ai taxi fermati a caso per la strada: non è impossibile che quello sia un taxi abusivo e falso, creato appositamente per truffare, derubare e rapinare turisti inesperti. Visti Il Messico è visitabile per turismo senza visto per 90 giorni e vi basterà un passaporto valido per almeno 6 mesi! Una volta in loco  è possibile prolungare il permesso di soggiorno temporaneo per altri 90 giorni a discrezione delle autorità locali. 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8 Febbraio 2020MessicoAtterrare a Città del Messico con la luce del giorno è una prima infarinatura di quello che troverete una volta a terra: l’aeroporto internazionale è difatti situato all’interno della città, quindi per arrivarci si sorvolano i palazzi e le strade ad una bassezza davvero notevole. Lo spettacolo che si osserva dal finestrino è sia spaventoso (oh mio dio stiamo atterrando sopra a dei palazzi oh mio dio non c’è spazioooo) che impressionante. La città è immensa, non se ne vede la fine, una vera megalopoli che si arrampica sulle montagne che delimitano i confini naturali dell’altopiano su cui è sorta. Preparatevi a un luogo incredibile, con una cultura variegata e una storia che spesso e volentieri non si conosce abbastanza bene. Tacos al pastor in mano e si inizia!Leggete questo articolo per scoprire i nostri itinerari in Messico, questo per ogni tipo di consiglio! Come muoversi Arrivare a Città del Messico dall’Europa è molto semplice: i voli diretti per l’aeroporto Benito Juarez sono numerosissimi! Se non trovate un volo diretto dalla vostra città, cercate di evitare uno scalo negli Stati Uniti. Infatti quando si prende un volo con stop negli USA, bisogna considerare sempre che passare per il gate dell’immigrazione è d’obbligo. Se trovate una grande fila siete spacciati e perderete sicuramente il volo successivo. Scali in Europa o direttamente in Messico sono da preferire! Spostarsi all’interno della capitale messicana è abbastanza semplice, ma bisogna prendere qualche accortezza: la prima regola è sempre quella di non prendere un taxi fermato a caso lungo la strada. I taxi sono ancora fonte di rapimenti, estorsioni e furti, quindi molto meglio affidarsi a compagnie sicure e non andare alla cieca! Chiamate (o fate chiamare) per prenotare un taxi, oppure dirigetevi al banco di una delle compagnie di taxi all’interno dell’aeroporto per pagare in anticipo la vostra tratta. Una cosa che sorprendentemente funziona molto bene è Uber. Gli autisti di Uber infatti sono tutti tracciati da sistemi gps ed il pagamento avviene online, quindi è tutto parecchio tranquillo! L’unica cosa a cui dovete prestare attenzione è considerare le tempistiche del traffico se, ad esempio, state utilizzando Uber (o un taxi) per recarvi all’aeroporto. I prezzi sono davvero bassi e convenienti, non è assolutamente dispendioso usare Uber per tornare a casa la sera. I mezzi pubblici esistono e sono la patria dei furti, ma con un minimo di attenzione si possono utilizzare senza problemi. A me hanno sconsigliato di prenderli la sera, quindi li ho usati unicamente il giorno per poi ripiegare sul comodissimo amico Uber per gli spostamenti notturni. Le dodici linee della metro sono comode e con soli 5 pesos (circa 20 centesimi di euro) permettono di coprire distanze davvero lunghe! Gli autobus sono un pochino più difficili da prendere! Le fermate non sono ben definite ma, più o meno ad ogni incrocio, si può bloccare il bus con un cenno e salirci al volo. Il biglietto dipende dalla tratta che intendete fare e i prezzi sono davvero bassissimi, ma il vero problema è riuscire a capire chi va dove! Chiedere all’autista è l’unica soluzione delle volte, quindi preparatevi a qualche parola in spagnolo maccheronico per una comunicazione di base nei momenti critici. Una scena comune è quella di autobus pieni con porte aperte e con persone letteralmente “appese” alle uscite, che si reggono in bilico sull’ultimo gradino che permette di salire sul mezzo: una visione divertente da osservare ma difficile da vivere! Per quanto riguarda le escursioni in giornata, noi purtroppo non ne abbiamo fatte per mancanza di tempo. Probabilmente il miglior modo per organizzarle è rivolgendosi alla propria struttura alberghiera per capire se ci sono macchine o pulmini che partono per le varie destinazioni.  Escursioni in giornata Il sito archeologico di Teotihuacan: con le sue splendide piramidi è situato a circa un’ora e mezza dalla città.  Puebla e Cholula due cittadine a circa due ore dalla capitale, situate vicino a delle scenografiche zone vulcaniche. San Miguel de Allende è una città coloniale 3-4 ore a nord di Città del Messico.  Must do a Città del Messico Passeggiare tra i vicoli colorati di Coyoacan. Mangiare tacos al pastor finché non ne sarete sazi e stufi (se riuscite a stufarvi!) Scoprire che le chapulines sono dei grilli solo dopo aver ordinato una pietanza che le contiene (sì, ci è accaduto davvero!) Comprare prodotti locali in uno dei numerosissimi mercatini dell’artigianato della città. ZOCALO (& dintorni) Lo Zocalo è il cuore pulsante del “centro” (se di centro si può parlare in un luogo così vasto) di Città del Messico. Templo Major è il punto di partenza per un itinerario a piedi nella zona: si tratta delle rovine del tempio più grande della antica Tenochtitlán, capitale dell’impero azteco. La gigantesca plaza de la Constitucion situata accanto alla zona archeologica e davanti alla cattedrale di stampo spagnolo, permette subito di rendersi conto della grandezza di Città del Messico: è un rettangolo immenso! Al suo centro, la scorsa estate, c’era un mercato dell’artigianato locale che si snodava all’interno di due padiglioni dall’area enorme, davvero caratteristico ed ottimo per comprare qualche ricordo di viaggio. Procedendo verso Ovest si incontra av. 5 de Mayo, che conduce alla bellissima Casa de los Azulejos, al Palacio Postal (assolutamente da visitare rapidamente: ha degli interni favolosi), al palacio de Bellas Artes e al parco dell’Alameda Central. I colori sgargianti fanno da padroni in questa zona del centro città! E dopo tutto questo camminare, un pranzo veloce ci vuole. Noi ci siamo gustati un taco al pastor accompagnato da un’aqua de sabor al mamey a “El Buen Taco”! CHAPULTEPEC Non lontano (considerando le distanze immense di Città del Messico) dalla zona dello Zocalo, si trova Chapultepec, un “monte” circondato da un grande parco che contiene laghi, zone boscose e monumenti storici. La zona limitrofa al parco è differente da quella vicina a Plaza de la Constitucion: alti grattacieli in vetro e metallo definiscono lo skyline, dando vita ad un quartiere moderno e meno caratteristico. All’interno del Bosque de Chapultepec, oltre al Museo Nazionale di Storia e al Museo Nazionale di Arte Moderna, troviamo il famosissimo Museo Nazionale de Antropologia un luogo incredibile, da visitare assolutamente al modico prezzo di circa 3 euro (75 pesos). Questo museo è diviso in due piani, ed è il piano terra a suscitare il maggiore interesse: qui sono conservati dei manufatti dei Mexica (ovvero gli Aztechi), dei Maya, e di tutte le civiltà precolombiane che hanno popolato l’intero Messico. Quanto si impara passeggiando un paio di ore in questo museo? Tantissimo. È impressionante osservare questi oggetti maestosi e pensare alla loro storia, alle loro origini e a quando sono stati creati! E tutto questo a soli 75 pesos. Incredibile! COYOACAN Coyoacan è stato il mio quartiere preferito di Città del Messico, senza alcun dubbio. Questa è una delle numerose zone che sono nate come paesini indipendenti, per poi essere inglobate all’interno della metropoli. L’essere una zona con la propria personalità è proprio la caratteristica chiave di Coyoacan che sembra una cittadina coloniale del tutto estranea allo Zocalo! Case basse, mura colorate, piazzette ricche di vegetazione, mercatini nascosti: tutto è meraviglioso. I punti chiave di questo quartiere che non possono essere ignorati durante una visita sono Plaza Hidalgo, la vicinissima Fuente de los Coyotes: partendo da qui iniziate a percorrere qualche viuzza per perdervi tra i mille colori che Coyoacan mette a vostra disposizione! Una visita alla famosissima Casa Azul, l’abitazione di Frida Kahlo e Diego Rivera, è d’obbligo! Benché sia un luogo altamente turistico, la visita è davvero gradevole e il prezzo d’ingresso è di circa 10 euro. Controllate l’orario di chiusura, perché chiude relativamente presso per gli orari messicani. Se la rivoluzione russa vi è rimasta nel cuore, allora non dovete perdervi la Casa-Museo di Leòn Trotsky, che si rifugiò proprio nel cuore di Coyoacan durante il suo esilio dall’Unione Sovietica. Un pezzo di storia che si ripassa sempre con piacere, soprattutto se si passeggia in una casa messicana piena di cactus, conigli e galline! SAN ANGEL Ed eccoci in un altro quartiere che possiede lo stesso spirito di Coyoacan, un luogo che è nato come zona indipendente e che poi è stato inglobato nella grande metropoli: parliamo di San Angel, una zona variopinta, con grandi cespugli di bouganville e numerosi parchetti, famosa per i suoi mercatini di artigianato locale presenti durante il weekend!  I ristorantini nella zona sono tantissimi, ma se avete voglia di mangiare cucina tradizionale messicana, vi consigliamo il Barbacoa di San Angel, che si trova proprio su Plaza San Jacinto.  Museo di Frida Kahlo Atrio de san Francisco e casa de los Azulejos Fontana con coyoti di Coyoacan Siesta con smartphone, museo di Frida Kahlo Museo casa di Leon Trotsky Jardin Centenario, Coyoacan [...] Read more...
8 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / MessicoPartiamo subito con uno dei luoghi più famosi: la penisola dello Yucatan, situata a Sud-Est del Messico, un luogo tropicale meraviglioso visitabile in quasi tutti i periodi dell’anno. È suddiviso in tre stati: Quintana-Roo, Yucatan e Campeche. Il nostro itinerario (leggete questo articolo per i nostri itinerari consigliati) si è limitato alle prime due zone purtroppo, ma è tutto molto bello. Questa porzione di Messico è l’antica patria della civiltà Maya, di fatti è una zona ricchissima di siti archeologici conservati in buonissime condizioni. Questo stato di conservazione è dovuto al fatto che il periodo di auge della civiltà Maya è molto precedente alla colonizzazione spagnola del Messico. Alcuni degli attuali siti archeologici erano totalmente abbandonati  quando gli europei hanno invaso il paese, mentre altri erano notevolmente ridotti rispetto al periodo d’oro della civiltà Maya, ed erano abitati dai discendenti di questo popolo che non rappresentavano una minaccia per gli spagnoli.  Detto questo passiamo alle notizie pratiche sulla penisola dello Yucatan: come muoversi, cosa vedere e dove mangiare! Leggete queso articolo per trovare consigli generici sul viaggiare in Messico. Come muoversi Spostarsi nello Yucatan, che tasto dolente. Intanto, come arrivare nello Yucatan: ci sono voli diretti dall’Europa sia per l’aeroporto di Cancun che per quello di Merida. Un’altra opzione è fare scalo a Città del Messico e poi prendere un volo low-cost messicano. Noi abbiamo usato questa seconda opzione e abbiamo usato la compagnia Interjet per volare all’interno del Messico: ci siamo trovati davvero bene.  Per muoversi all’interno dello Yucatan sono molto comodi i pullman della ADO, una compagnia di autobus privati che collega molte delle città yucateche a prezzi davvero economici. Controllate sul loro sito per farvi un’idea dei prezzi e delle durate dei tragitti.  Un’altra opzione è quella di affittare una macchina: i pro sono numerosi, ma abbiamo sentito tante storie spiacevoli su come vengono ingannati e imbrogliati i turisti che guidano in Messico, che abbiamo deciso di evitare l’autonoleggio.  Ma eccoci giunti alla parte più divertente, ovvero come muoversi per brevi tragitti, per escursioni in giornata, per tratte all’interno delle città. Il mezzo di trasporto più comune sono i collectivos, dei minivan da una decina di posti che coprono delle tratte piccine di pochi chilometri, come fossero un autobus. La differenza è che i collectivos sono delle specie di taxi collettivi, che non hanno né fermate specifiche né tariffe specifiche: funziona un po’ tutto come direbbe il buon Ferretti. Come si fa perciò a prendere questi collectivos? Fondamentalmente ci si ferma ad un angolo della strada e quando se ne avvista uno, gli si fa cenno di fermarsi e gli si chiede (rigorosamente in spagnolo) se arriva alla destinazione desiderata. Qualora la risposta sia affermativa, si salta a bordo! Il prezzo? Chissà. Sempre molto basso, per carità, ma varia a discrezione dell’autista! Per quanto riguarda le escursioni in giornata invece, nel centro delle varie cittadine e nelle varie strutture alberghiere, ci sono sempre dei tour organizzati, dei pullman che organizzano un giro specifico tra cenotes e siti Maya, o pacchetti che permettono di affittare un autista per una giornata per un determinato itinerario. I prezzi non sono alti, e questa è la scelta più semplice per chi non ha la macchina ma desidera vedere determinati luoghi all’interno di una sola giornata.  Escursioni in giornata Chichen Itza si visita in giornata da Merida o da Valladolid. I cenotes più famosi che sono tutti nella zona di Valladolid. Las Coloradas, la laguna rosa situata a Nord dello Yucatan, si raggiunge sia da Cancun che da Valladolid. Uxmal ed Ek Balam sono altri siti Maya che si raggiungono in giornata da Merida o da Valladolid. Must do in Yucatan Fare snorkeling sulla barriera corallina della costa Maya e soprattutto…nuotare con le tartarughe marine! Visitare almeno un sito archeologico Maya. Fare il bagno nei cenotes sacri e stupirsi di quanto siano profondi. Mangiare una marquesita a Merida passeggiando per le vie del centro. TULUM Appena si arriva a Tulum ci si sente come in una cittadina degli Stati Uniti: una manciata di case a 4 km dal mare, due grosse autostrade che la tagliano da nord a sud e da est a ovest e delle gigantesche pompe di benzina. Ma dove diamine siamo finiti? E io che mi aspettavo un villaggetto tropicale! Invece no, Tulum è un piccolo agglomerato di stampo statunitense che campa di turismo perché a pochi chilometri da spiagge bianche tropicali con palme e tartarughe.  Purtroppo negli ultimi anni questo turismo è in forte declino a causa del surriscaldamento globale: il drastico cambiamento climatico che il nostro pianeta sta vivendo ha alimentato il sargassum, un’alga che cresce a dismisura e viene trasportata a riva dalle onde. Questo ovviamente rovina tantissimo il turismo balneare, perché il cristallino mare caraibico sembra “sporco”. Controllate i movimenti del sargasso qui prima di prenotare il vostro soggiorno a Tulum, perché la possibilità di trovare un mare pieno di alghe non è nulla. A parte questo, Tulum è un luogo che mi ha molto stupito: appena fuori dalle due autostrade si trovano delle viette rurali e caratteristiche. Mi aspettavo un luogo più turistico e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Il lungomare è costellato di resort di lusso che hanno l’accesso diretto alla spiaggia,  ma soggiornare a Tulum è fattibile perché arrivare al punto di accesso alla playa publica non è difficile e ci vuole poco con un collectivos (se si riesce a capire dove va!) e una piccola camminata. Assolutamente da visitare la zona archeologica di Tulum, che racchiude uno degli antichi porti Maya. La posizione di alcuni degli edifici segnalava alle barche come avvicinarsi alla costa senza scontrarsi sulla barriera corallina. Conviene visitarlo la mattina presto (apre alle 8), prima che il sole sia troppo forte, e la visita dura circa un’ora. L’ingresso costa 70 pesos (circa 3 euro!), e per una cifra del genere vale assolutamente la pena. Caratteristica di questo luogo, come tutti i siti Maya, sono le gigantesche iguane che gironzolano indisturbate tra le rovine. Una di loro stava per cadermi in testa dopo essersi arrampicata su una palma: non so come sia possibile, ma è realmente accaduto. Un misto di curiosità e impressione mi ha fatto apprezzare queste bestiole che sembrano proprio dei draghetti!  Dalle rovine si arriva a piedi alla spiaggia, potrete sia trovare ristoro sotto le palme, sia affittare un ombrellone. Noi ci siamo sentiti ricchi e abbiamo preso un ombrellone e due lettini (anche perché le palme erano tutte occupate e la nostra carnagione bianca-morto non ci permetteva di stare tutto il giorno al sole) al modico prezzo di circa 6 euro a testa per tutta la giornata. Se poteva fa! Playa Paraiso è il luogo più famoso, davvero un sogno! Ma l’esperienza del mio cuore che è possibile fare da queste parti (ma anche in altre spiagge come Akumal o direttamente a Isla Muheres) è la nuotata con le tartarughe marine. Avete mai visto il cartone della Pixar “Alla ricerca di Nemo”? Ecco. UGUALI! Vi lascio immaginare l’emozione infinita. Mi raccomando di non toccare le tartarughe e di rispettare il loro habitat naturale. Il prezzo di questa esperienza pazzesca è di circa 20 euro a persona, a seconda di quale pacchetto di snorkling prendete dai venditori in riva al mare. Ne vale assolutamente la pena; giubbotto salvagente, maschera e pinne sono incluse nel prezzo. Purtroppo non avevamo una go-pro per riprendere quello che abbiamo visto, ma vi lascio il link a un video youtube che riproduce fedelmente l’esperienza. Dove mangiare: ad eccezione della colazione, che abbiamo reputato costose per lo standard locale, le cene sono state abbastanza economiche. Il primo ristorante che ci sentiamo di consigliare è El Canaston, un posto carinissimo con un chiosco all’aperto e dei tavolini colorato sotto una tettoia che fa tacos buonissimi e anche una ceviche pazzesca (e parecchio piccante!). El Asadero è invece un ristorante che fa carne e pesce alla griglia; è abbastanza turistico e infatti i prezzi sono un pizzico più alti e il menu è anche in inglese. Infine consigliamo anche Don Cafeto, una specie di trattoria messicana situata sulla via principale. Tavolini all’aperto, piatti tipici della zona e una valanga di nachos gratuiti come aperitivo. VALLADOLID Città coloniale nel cuore dello Yucatan, Valladolid è il perfetto punto di partenza per fare delle gite in giornata nei dintorni. È un luogo incredibile: se con Tulum ero rimasta turbata dal fatto che fosse un posto stile USA, Valladolid è il paesino messicano che ti aspetti. Casette basse dalle mura dai colori sgargianti si snodano nei vicoli attorno ad una piazzetta con una chiesa coloniale, negozietti e botteghe di artigiani, bancarelle di tortillas e tacos, venditori ambulanti che distribuiscono dolcetti piccanti. Insomma, il Messico dei film e dei cartoni animati. Valladolid si gira in pochissimo, anche perché oltre al cenote Zaci situato a pochi passi dalla piazza centrale, non c’è moltissimo da vedere, quindi ci si può dedicare comodamente a girarne i dintorni. Degno di menzione il convento di San Bernardino che ogni sera alle 9:30 offre un magnifico spettacolo. Una voce narrante racconta la storia di Valladolid seguendo le immagini luminose che vengono proiettate direttamente sulla struttura del convento. Avevo sottovalutato questo evento quotidiano, che invece è davvero prodotto con cura.  Dove mangiare: consigliatissimo il ristorante Casa Conato, che di primo impatto dall’esterno sembra un negozietto, e invece una volta superata una zona in cui è venduta oggettistica, si arriva in un ristorantino con una coloratissima terrazza in cui cenare. Vicino al convento di San Bernardino si trova invece la Taberna de los Frailes, in cui abbiamo mangiato un’ottima zuppa verde a base di chaya, una pianta tipica della zona che viene utilizzata per cucinare. CHICHEN ITZA Il sito Maya più famoso del Messico è proprio Chichen Itza (che si pronuncia cicenitzà), anche se Uxmal  sembra migliore a detta dei messicani perché è meno turistico! Ma purtroppo noi non abbiamo avuto tempo di vederli entrambi. È proprio a Chichen Itza che si trova la famosissima piramide Maya che tutti abbiamo visto in qualche libro nella nostra vita, El Castillo. Questo sito archeologico è molto grande e molto turistico, quindi il consiglio che si riceve è quello di programmare la visita la mattina presto, in modo da evitare le ore troppo calde. In una mattinata si visita comodamente, e il biglietto d’ingresso costa circa 480 pesos (più o meno 20 euro scarsi). Preparatevi ad essere assaliti dai venditori ambulanti che sono numerosissimi all’interno del sito: ne troverete in ogni stradina, prontissimi a vendervi le loro maschere Maya intagliate nel legno. Come raggiungere Chichen Itza? Bene, questo è il dilemma principale. Il sito archeologico si trova a 70km da Valladolid e a 115km da Merida, quindi raggiungibile in giornata da entrambi i posti. Il modo più comune per arrivare è prenotare qualche tour o affittare tramite l’albergo in cui si alloggia un tour privato per raggiungere Chichen Itza (e magari qualche cenote) in poco tempo. I prezzi sono sempre parecchio bassi e quindi questa soluzione è tra le più comode da quel che ho scoperto. Ovviamente ci sono anche dei collectivos che coprono queste tratte, ma è davvero complicato capire da dove partono, a che ora, quanto costano e quanto tempo ci mettono, perché tutto funziona proprio come dice il Maestro.  CENOTES I cenotes sono una delle caratteristiche più incredibili dello Yucatan: delle grotte carsiche totalmente o in parte collassate in cui si sono formate delle piscine naturali di acqua dolce (più di rado salata), collegate tra di loro da tunnel sotterranei. Questa particolare formazione geologica è molto comune in questa zona di Messico, dove i cenotes sono davvero numerosissimi. Spesso l’acqua è profonda decine e decine di metri, ed originariamente venivano utilizzati dai Maya come pozzi in cui gettare le vittime dei loro sacrifici umani. Personalmente l’idea di avere sotto di me 50 metri di acqua o più, mi ha un po’ inquietata! Ma lo spettacolo naturale che regalano questi luoghi è comunque incredibile. Solitamente si lasciano i propri averi in degli armadietti per poter godere dell’esperienza dei cenote in tutta tranquillità, ma fate molta attenzione a quello che portate con voi (o che lasciate negli armadietti) perché lasciarci cose di valore non è molto sicuro. Sono sempre disponibili dei giubbetti di salvataggio da indossare per nuotare: prendeteli senza timore se non siete degli abili nuotatori.  Se siete amanti delle immersioni subacquee, i cenotes sono perfetti per voi! Infatti la rete di grotte sotterranee è famosa per essere uno dei luoghi preferiti dai sub. Per queste esperienze è necessario contattare guide esperte perché gli itinerari non sono affatto semplici e abbiamo letto che è capitato che delle persone si siano perse sott’acqua (con tutti i pericoli che questo comporta). Il cenote più famoso è senza dubbio Ik Kil, che si trova non lontano da Chichen Itza. Lo spettacolo delle liane che scendono fino all’acqua verde brillante è davvero incredibile. Altri cenotes degni di nota sono Zaci, il piccolo cenote all’interno di Valladolid, che sembrerebbe un cenote sfigatello e poco turistico, ma ha un colore verde davvero bello. Il cenote Oxman è di un blu intenso e permette di tuffarsi in acqua lanciandosi da una corda che funge da liana. Quello di Samula invece è coperto e ha un solo foro circolare sul soffitto, da cui entra un fascio di luce che illumina la piattaforma di roccia che raggiunge il centro della grotta. L’ingresso dei vari cenotes è a pagamento, ed il prezzo oscilla sempre intorno agli 80 pesos, eccezion fatta per il cenote Zaci che invece costa solo 25 pesos. In tutti i cenotes ci sono spesso ristoranti o bar in cui è possibile mangiare o bere prima o dopo aver fatto un tuffo in acqua. MERIDA Ed eccoci arrivati a Merida, la città più grande della penisola yucateca, nonché capitale dello stato dello Yucatan. È una città coloniale con una piazza centrale su cui si affaccia una cattedrale. Le casette basse e colorate ci sono ancora, ma a differenza di Valladolid è tutto più grande e più caotico. Si gira comodamente in una giornata, e noi abbiamo avuto la fortuna di passeggiare e soprattutto di mangiare con un amico che è proprio originario di Merida!  Il sabato sera le vie del centro sono chiuse alle macchine e diventa tutta una grande zona pedonale. Momento perfetto per andare a prendere un helado (che non è proprio un gelato, ma una specie di sorbetto cremosissimo) nella Dulceteria y Sorbeteria Colon, proprio nella piazza centrale.  Provate il sorbetto al mamey o alla pitaya, sono davvero buonissimi!  Anche la marquesita è inevitabile a Merida: si tratta di una specie di crepes croccante cotta alla piastra e poi arrotolata che si può mangiare sia dolce che salata; il condimento tradizionale è il formaggio. È un tipico street food yucateco, quindi lasciatevi tentare senza timore da una delle numerose bancarelle che trovate in strada. Per mangiare invece ci siamo sempre spinti verso la periferia (sempre grazie a questo amico messicano che ci ha portato in macchina in ristoranti più locali), eccezion fatta per un pranzo durante il quale abbiamo mangiato a Los Almendros. Questo ristorante di cucina tipica yucateca è davvero eccezionale: musica dal vivo e cibo incredibile a prezzo basso. Provate il queso relleno, non ve ne pentirete assolutamente. Playa Paraiso, Tulum Cenote Ik Kil Cenote Zaci, Valladolid Zona archeologica, Tulum Casette colorate, Valladolid [...] Read more...
8 Febbraio 2020Itinerari / MessicoIl Messico è immenso. Quasi 2 milioni di chilometri quadrati da esplorare in lungo e in largo: dove cominciare? Il nostro viaggio è iniziato nello Yucatan (che trovate in questo articolo ) e si è poi spostato nella capitale Città del Messico (che raccontiamo qui). Ma le zone bellissime da visitare sono davvero tante! La penisola yucateca concentra in un luogo girabile con i mezzi pubblici spiagge caraibiche, siti Maya e cittadine coloniali: il luogo perfetto per il primo itinerario in questo splendido paese. Il nostro consiglio è di pianificare un itinerario di almeno 10 o 15 giorni. In questo modo potrete smaltire il lungo viaggio e per godere a pieno l’esperienza messicana. Tacos in mano e si parte! Come Muoversi Raggiungere il Messico dall’Europa non è troppo difficile ma nemmeno troppo economico. Ci sono voli diretti da diverse città europee sia per Città del Messico che per nella per lo Yucatan, le due zone del Messico che abbiamo visitato al momento. I prezzi non sono molto bassi, ma è possibile abbassarli aggiungendo uno scalo all’interno del volo. È preferibile fare scalo in Europa o direttamente in Messico ed evitare lo scalo negli Stati Uniti. Per quest’ultimo infatti il passaggio interno all’aeroporto per cambiare volo, spesso e volentieri include il passaggio per la frontiera di immigrazione. Ciò significa che dovrete avere con voi il visto di entrata negli Stati Uniti (l’Esta) e dovete prepararvi ad una possibile lunga fila, a causa della quale alcune volte può accadere di perdere la coincidenza.  Una bella rogna che si può facilmente evitare scegliendo scali differenti! Per gli spostamenti interni al Messico, due sono le opzioni: voli interni o pullman, la cui scelta è determinata dalla distanza che dovete percorrere. Il Messico è immenso, quindi spesso e volentieri un volo interno è d’obbligo! Le compagnie aeree Messicane con più voli sono Aeromexico, Interjet, Volaris e VivaAerobus; a noi è capitato di prendere un volo Interjet da Città del Messico a Cancun, e ci siamo trovati davvero bene. Quando invece volete spostarvi per qualche centinaia di chilometri (come ad esempio accade quando ci si muove nella penisola dello Yucatan) allora i pullman della ADO fanno al caso vostro. Si tratta di pullman di linea che partono dalle stazioni principali dei bus delle varie cittadine, e creano una fitta rete di collegamenti via terra. Controllate il sito della compagnia per farvi un’idea sulla durata dei viaggi, sugli orari di partenza e sui prezzi (che, vi spoilero in anticipo, sono sempre parecchio bassi). Per quanto riguarda le città, ognuna ha le sue regole (o meglio, non-regole) sugli spostamenti! I mezzi pubblici sono una vera e propria avventura senza indicazioni o prezzi precisi a seconda della località in cui vi trovate, ma approfondiamo meglio questo argomento nei vari post sulle diverse zone del Messico.  In alcune città (come città del Messico) si può tranquillamente utilizzare Uber: è sicuro e non ha alcun problema di pagamento. L’avvertimento importantissimo in Messico è quello di non prendere mai un taxi fermato a caso lungo la strada: ancora oggi furti o aggressioni accadono in questo modo. Chiedete sempre al vostro albergo di prenotare un taxi per voi oppure prenotatelo tramite gli stand interni agli aeroporto (o telefonate alla compagnia di taxi locale se conoscete bene lo spagnolo!) Itinerari da 15 giorni L’itinerario più famoso e turistico è senza dubbio quello della penisola dello Yucatan, a cui dedichiamo un intero post qui. In 15 giorni si gira davvero in lungo e in largo alternando mare caraibico, siti archeologici Maya e città coloniali. Partendo da Cancun (2), si possono trascorrere dei giorni nella caraibica Isla Mujeres (3) o spostarsi verso sud lungo la costa, per raggiungere Tulum (4) e godere anche lì di spiagge caraibiche. La seconda tappa è senza dubbio Valladolid (5) da cui si visitano comodamente in giornata diversi siti Maya e i numerosi cenotes. In seguito si può proseguire verso Merida (6) come ultima meta dell’itinerario. Ovviamente è tutto adattabile e modificabile a seconda delle esigenze, infatti si possono diminuire i giorni di mare per aumentare quelli dedicati a città e siti archeologici per spingersi magari anche verso Campeche. Una seconda idea di itinerario è quella che prevede di passare una sola settimana nello Yucatan, visitando solo una località di mare (3) o (4) e poi gettandosi nell’entroterra a Valladolid (5) per visitare le zone Maya e i cenotes, per poi trascorrere la seconda settimana a Città del Messico (1)! La capitale messicana è immensa, quindi impossibile girarla interamente in tempo finito. In una settimana però potrete avere un’idea delle zone principali e della sua cultura. Una zona che sappiamo essere fighissima è il Chiapas che noi purtroppo non abbiamo ancora visitato. Vi rimandiamo al post di Miprendoemiportovia per consigli e itinerari su questa porzione di Messico! Museo National de Antropologia, Città del Messico Ufficio postale, CIttà del Messico Casa de los azulejos, Città del Messico Mezcaleria, Tulum [...] Read more...
8 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / Sud Est AsiaticoIn questo articolo non troverete una guida esaustiva su cosa mangiare nel Sud Est Asiatico, quanto un elenco di cibi e locali che abbiamo trovato particolarmente interessanti e che vi consigliamo! Inoltre, in quanto viaggiatrice vegetariana, condivido alcuni consigli su quali sono le migliori offerte vegetariane delle varie cucine locali.Per leggere i nostri articoli sul Sud Est Asiatico, seguite questo link! Pesce alla  griglia, street food presso mercato serale di Luang Prabang Fonduta Laotiana, ristorante Dyen Sabai presso Luang Prabang LAOS Lo street food in Laos, specialmente a Luang Prabang, è incentrato su diverse varietà di carne e pesce allo spiedo e cotti alla griglia. Particolarmente famose sono le salsicce di Luang Prabang, una specialità a volte leggermente piccante ma di sicuro molto gustosa. Gli spiedini alla griglia vengono solitamente offerti con un contorno di sticky rice (letteralmente, riso appiccicoso) servito in piccoli cestini di bamboo. Altri prodotti molto comuni sulle bancarelle in Laos sono gli involtini fritti o di verdure fresche avvolti in una sottile carta di riso (V), i ravioli di carne o vegetariani alla piastra, insalata di papaya (con pesce fermentato),  laap ovvero un’insalata con carne tritata molto speziata. La fonduta Laotiana (o BBQ Laotiano) consiste in una piastra riscaldata che viene allestita direttamente al tavolo e dove ci si può grigliare carne, tofu o verdure. Il bordo della piastra viene riempito di acqua calda così che, mentre parte del cibo viene grigliato, noodles, uova e insalata vengono cotti in un brodo molto saporito. Se volete provarla, consigliamo il ristorante Dyen Sabai a Luang Prabang (fonduta+cocktail per l’equivalente di 6€). Come dolce, si possono trovare dei mini pancake al cocco, frullati di frutta fresche con tutte le combinazioni più svariate e mango con sticky rice. VIETNAM Per la felicità dei nostri amici vegetariani, il Vietnam offre non solo una larga varietà di ottimi cibi vegetariani ma pure diversi ristoranti dedicati alla cucina vegetariana! Quanto lusso! I Banh Mi sono delle baguette ripiene. Questo “piatto” è un’eredità del periodo coloniale francese ed è perfetto per qualunque momento della giornata, persino a colazione! Vengono offerti con un patè di carne o con uova e insalata (V). Il migliore Banh Mi lo abbiamo mangiato ad Hanoi presso il locale Banh Mi 25 (birra+Banh Mi per l’equivalente di 1,20€). Molto spesso i ristoranti offrono una vasta scelta di piccoli contorni di carne, verdure e tofu che vengono accompagnati da salsine e sticky rice. Le zuppe di verdure, noodles e carne sono un piatto molto comune in Vietnam: ad Hanoi prende il nome Bun Cha, ad Hue viene servito come Bun Bo. La carne puo’ essere grigliata o sottoforma di polpette, zuppa puo’ andare dal bevibile all’estremamente piccante. È possibile assaggiare la versione vegetariana presso il ristorante Bun Cha ad Hanoi. Sticky rice con contorni vegetariani, ristorante Lien Hoa, Hue Colazione con Bun bo e caffè vietnamita. Hue Zuppa di verdure e curry massam vegetariano con sticky rice, Chang Mai Involtino fritto con pad thai vegetariano, Chiang Mai THAILANDIA In Thailandia lo street food la fa da padrone, e le migliori cene saranno proprio quelle consumate in uno dei tanti mercati serali, soprattutto se vi trovate a Chiang Mai. I piatti di noodles (pad thai) e riso (fried rice) non mancheranno mai e verranno sempre offerti in diverse varianti, vegetariani, con carne o pesce. Il mio consiglio è aggiungere delle noccioline sbriciolate sul pad thai! Il curry thailandese è un piatto a base di curry, latte di cocco, verdure, carne o frutti di mare e viene servito rigorosamente con dello sticky rice. A seconda del curry usato, il piatto può essere più o meno piccante. Le diverse varianti in ordine di piccantezza sono rosso (“delicato”), giallo, e verde (estremamente piccante). Una quarta variante è il curry massam a cui vengono aggiunte altre spezie tra cui cumino e cannella. Per addolcire il curry si può aggiungere un pesto di noccioline.  [...] Read more...
8 Febbraio 2020Sud Est Asiatico / TipsUna piccola collezione di tips random sul Sud-Est Asiatico è stata stilata su questa pagina. Alcuni sono scontati e prevedibili, ma è sempre bene ripeterli; altri sono stati scoperti solo durante il viaggio, quindi ancora più utili se state programmando il vostro primo viaggio nel Sud-Est Asiatico. Se avete altri consigli e volete contribuire all’espansione di questa pagina per aiutare i futuri viaggiatori, lasciateci un commento, e seguite questo link per tutti i nostri articoli sul Sud Est Asiatico! Lonely Beach, Koh Chang Abbigliamento Una cosa è certa, nel Sud Est Asiatico fa caldo e l’aria è incredibilmente umida, quindi non ci sarà da stupirsi se sarete costantemente sudati dal mattino alla sera. Per questo motivo consigliamo un abbigliamento che si possa lavare (o meglio asciugare) facilmente. Un trucco può essere indossare il costume al posto della biancheria intima. In questo modo potrete lavarlo anche ogni sera con la certezza di trovarlo asciutto il giorno dopo, e vi verrà comodo anche per le vostre tappe al mare.  Per le ragazze è indispensabile portare sempre con sé una pashmina o un pareo di dimensioni abbastanza grosse, per poterlo legare attorno alla vita prima di entrare nei templi, dove è proibito entrare con i pantaloncini corti. In alcuni templi questa restrizione si applica anche agli uomini. Acqua Per evitare di contrarre qualsiasi tipo di malattia intestinale, bisogna fare attenzione a cosa si mangia o si beve. Ovviamente l’acqua del rubinetto non è potabile e quindi è necessario avere sempre qualche litro di acqua in bottiglia a portata di mano non solo per bere ma anche per lavarsi i denti, per evitare ogni rischio. Bisogna fare attenzione anche a non bere bibite contenenti ghiaccio (visto che potrebbe essere fatto con acqua del rubinetto), o frullati di frutta con la buccia (visto che, di nuovo, potrebbe essere stata lavata con acqua del rubinetto). Facile a dirsi, dico io! Anti-zanzare Prima di partire per il Sud Est Asiatico è opportuno informarsi sulle precauzioni da prendere contro la malaria. Per quanto sia estremamente raro contrarre questa malattia nelle zone più turistiche è fondamentale proteggersi dalle punture di zanzara, specialmente se si ha in programma di visitare il Laos dove il rischio di malaria è presente ovunque ad eccezione della capitale. L’anti-zanzare più efficace ha una percentuale di DEET superiore al 40%, come ad esempio l’Autan Tropical o il Jungle. Ricordatevi che gli anti-zanzare vapo e spray sono considerati liquidi quindi possono essere portati nel bagaglio a mano solo se con capienza minore di 100ml. Altrimenti potete acquistare l’anti-zanzare in qualsiasi negozio o supermercato una volta arrivati (una marca con alta percentuale di DEET e’ lo Sketolene). App di conversione valuta Paese che vai, moneta che trovi! Questa non è certo una novità. Peccato che il Sud Est Asiatico è tristemente famoso per l’elevato numero di scam o fregature verso i turisti. Quindi è necessario stare attenti, soprattutto quando i prezzi vengono detti a voce in un inglese un po’ traballante: ci vuole un attimo a capire male e farsi fregare. È consigliabile scaricarsi un app gratuita di conversione della valuta così da avere chiaro in mente la cifra che si sta spendendo, non solo in moneta locale, ma anche in euro. Bidet Bidet, questo sconosciuto! Pochi paesi sono attrezzati nel campo dell’igiene personale come l’Italia. Sorprendentemente, Thailandia, Laos, e Vietnam non mancano di tale lusso! Il bidet però non ha le forme e dimensioni di quelli a cui siamo abituati in Italia, ma e’ una doccetta appesa di fianco al gabinetto che genera un forte getto d’acqua. Tale e tanto igiene, viene compensato dall’impossibilità di buttare la carta igienica nel gabinetto! Anzi a volte i bagni sono proprio sprovvisti di carta igienica, giusto per non farvi cadere in tentazione… Maps.Me Il roaming gratuito è una bellissima cosa, a cui ci siamo abituati fin troppo facilmente. Peccato però che Thailandia, Laos, e Vietnam (cliccate i paesi per trovare le nostre guide a riguardo) non siano inclusi in questo accordo. Quindi è necessario partire organizzati, stampando o scaricando in anticipo tutto ciò di cui potrete aver bisogno. Quello che non vi dovrà mai mancare sono le mappe offline dei posti che vorrete visitare sia per farvi da navigatore in macchina che per guidarvi lungo le vostre camminate. L’app gratuita che vogliamo consigliarvi è Maps.me per sistemi Android e iOS, con mappe estremamente dettagliate e gratuite di tutto il mondo. Al contrario di Google Maps, Maps.Me indica molti più percorsi pedonali, navigazione e ricerche offline.  Medicine Oltre all’usuale pacchetto di medicine che ognuno di noi si porta in valigia, è necessario portarsi qualche medicina per bloccare episodi di diarrea in casi di emergenza e una buona dose di fermenti lattici per aiuta l’intestino a sopportare il cambio drastico di dieta e ritrovare il proprio equilibrio. La profilassi dei fermenti lattici dovrebbe cominciare una settimana o dieci giorni prima della partenza e continuare per tutto il viaggio. In caso di emergenza, i fermenti lattici si possono comprare anche in loco, ma per non rischiare inutili incomprensioni il/la farmacista è consigliabile fare una bella scorta prima di partire.  Ritirare i soldi Ah, che tasto dolente. È una di quelle cose di cui purtroppo non si può fare a meno ma che comporta sempre spiacevoli spese extra. A meno che…. a meno che non entriate in una banca in Thailandia e semplicemente chiediate di ritirare i soldi ad uno sportello invece che dal Bancomat. Vi basterà presentare la vostra carta di credito/debito e il passaporto ed otterrete i vostri Baht senza spendere inutili tasse di prelievo. Per avere altri consigli su come cambiare soldi in una valuta diversa dalla vostra, consultate questa pagina! Vaccini Il viaggio nel Sud Est Asiatico non comporta l’obbligo di vaccini. Ciò nonostante è consigliabile consultare un medico circa un mese prima della partenza.  Nella vostra ASL potete prenotare un’appuntamento presso il “dottore per i viaggiatori” che vi consiglierò su quali sono i vaccini raccomandabili per le zone che andrete a visitare. Solitamente si parla di Epatite A, Tifo, e Colera il cui prezzo si aggira intorno a un centinaio di euro in totale. La copertura di questi vaccini varia dai 3 ai 5 anni, informazione che può essere utile se si hanno in programma altri viaggi “esotici”. Visti Thailandia – il visto turistico non è necessario per periodi di permanenza di meno di 30 giorni. Laos – è necessario acquistare il visto alla frontiera aeroportuale e terrestre senza bisogno di richiederlo prima della partenza. Il visto costa 35 dollari e bisogna portare una fototessera. Vietnam – il visto turistico non è necessario per periodi di permanenza di meno di 15 giorni. Se si desidera trascorrere più di 15 giorni in Vietnam o se si pianifica di uscire e poi rientrare nel paese a meno di 30 giorni di distanza, è necessario richiedere un visto online o presso l’Ambasciata Vietnamita in Italia  o acquistarlo direttamente alla frontiera pagando una sovrattassa. Zaino Viaggiando attraverso Thailandia, Laos e Vietnam non c’e stato albergo o ostello che non offrisse la possibilità di fare la lavatrice. Per la modica cifra di circa 1€/kg, si può lasciare il pacco di vestiti sporchi presso la reception e riprenderlo la sera lavato, asciugato, profumato e piegato. Detto questo, la quantità di indumenti che si deve mettere nello zaino si riduce drasticamente. 5 magliette e cambi di intimo, 2 paia di pantaloni corti, e un paio di pantaloni lunghi e felpa se pensate di visitare zone più freddine (come ad esempio le colline di Sa Pa in Vietnam).  Obiettivo è mantenere lo zaino sotto i 7 chili, così da poterlo imbarcare come bagaglio a mano su tutti vari aerei, internazionali e non, che prenderete durante il viaggio. [...] Read more...
6 Febbraio 2020Sud Est AsiaticoSenza ombra di dubbio la Thailandia è nella “Wish List” di qualunque viaggiatore con lo zaino in spalla. Questo itinerario vi permetterà di assaporare le tradizioni e la cultura della Thailandia del Nord, immergervi nella storia delle origini della civiltà Thai, perdervi nel caos di Bangkok e finalmente rilassarvi sulle spiagge di un’isola nel golfo Thailandese. Seguite questo link per tutti i nostri articoli sul Sud Est Asiatico! Come muoversi Raggiungere la Thailandia non è certamente un problema grazie alla svariata offerta di voli diretti dall’Europa (persino da Milano) a Bangkok.  Una volta arrivati a Bangkok si può decidere di prendere uno volo interno per Chiang Mai. Purtroppo i voli interni partono da un’aeroporto diverso quindi sarete costretti a spostarvi per fare scalo. Strano ma vero, esiste uno shuttle gratuito che effettua il trasferimento da Don Muang International Airport (DMK) a Suvarnabhumi Airport (BKK) e viceversa, dovrete solo mostrare la carta d’imbarco del vostro prossimo volo. Se siete a DMK dirigetivi al Floor 2 (Door 3), mentre se siete al BKK lo shuttle parte davanti alla Door 6.  Sia Bangkok che Chiang Mai possono essere visitate con i mezzi pubblici: qui potrete trovare la mappa degli autobus a Chiang Mai (biglietti 20-30 baht) che collega anche l’aeroporto al centro città,  mentre Bangkok offre una fitta rete di bus, metro (MRT) e Skytrain (BTS). Una delle grandi stazioni degli autobus di Bangkok si chiama Mo Chit: da qui partono e arrivano gli autobus da Sukhothai e se si attraversa la strada si arriva alla stazione dei mini-van che possono essere usati per le gite nei dintorni di Bangkok (ad esempio per raggiungere il Maeklong Railway market e il Damnoen Floating market).  È possibile raggiungere Sukhothai in autobus sia da Chiang Mai che da Bangkok su comodi autobus di linea. La tratta Chiang Mai-Sukhotahai costa 207 baht, dura 5-6 ore e collega l’Arcade Bus Station (raggiungile in autobus dal centro di Chiang Mai) al parco storico di Sukhothai (un’ulteriore fermata si trova anche nel centro città di Sukhothai a circa 12 km di distanza). Il percorso in autobus dal parco storico di Sukhothai a Bangkok (Mo Chit Bus Station) è particolarmente lungo (7-8 ore) e costa 310 baht. Gli autobus partono la mattina da Sukhothai (7:30, 8:20, 9:30, 12:00) oppure la sera (21:00), per gli orari aggiornati vi consigliamo di contattare il vostro albergo o di recarvi il giorno prima della partenza presso le agenzie di viaggio/fermate degli autobus locali che gestiscono i viaggi. Il collegamento in autobus tra Bangkok e l’isola di Koh Chang è gestito dalla stazione degli autobus di Ekamai dove potrete acquistare per soli 260 baht il biglietto per l’autobus 999. Il viaggio dura 5-6 ore e la partenza e’ alle 7:45 o alle 9:00 (arrivate almeno 45 minuti prima della partenza per assicurarvi di trovare ancora biglietti disponibili). L’autobus vi porterà diretti al porto di Trat da cui potrete prendere un rudimentale traghetto (60 baht) per l’isola di Koh Chang. Qui trovate alcune informazioni sul traghetto e sull’autobus 999. Itinerari consigliati Itinerario da almeno 10 giorni: Chiang Mai (numero (1) sulla mappa), Sukhothai (2), Bangkok (3), Koh Chankg (4) con volo di andata e ritorno da Bangkok. Must do in Thailandia Mangiare street food negli innumerevoli mercati serali di Chiang Mai Visitare il centro storico di Sukothai al tramonto, quando la temperatura diventa più piacevole e le statue e stupe si stagliano contro il cielo rosso al tramonto Testimoniare il passaggio del treno attraverso il mercato di Maeklong, non lontano da Bangkok Corso di cucina a Chiang Mai CHIANG MAI La zona più turistica di Chiang Mai è costituita dalla città storica, racchiusa dalle antiche mura e dal fossato. Il consiglio è di soggiornare proprio dentro le mura e di girare la città a piedi. Le attrazioni principali di Chiang Mai orbitano intorno alla religione buddista e in particolare consigliamo di visitare Wat Chiang Man (gratis), il tempio più antico famoso per la sua stupa dorata sorretta da 15 statue di elefanti, e Wat Chedi Luang (20 baht) con i resti di un chedi distrutto da terremoti e bombardamenti. Poco fuori dalla città, raggiungibile con una corsa di taxi rosso dal Nord Gate (60 baht), c’è Wat Phra That Doi Suthep (entrata 30 baht), il tempio con la famosa stupa dorata che sorge su una collina. Anche la vista su Chiang Mai non è male  da quell’altezza! Chiang Mai è famosa anche per i suoi immensi mercati. Il mercato serale comincia tutti i giorni alle 17:00 fuori dalle mura e si propaga lungo le strade a fianco del fiume. Se vi trovate a Chiang Mai di domenica non potete perdervi il mercato serale nella città storica, o meglio non potete evitarlo visto che le dimensioni di questo mercato sono incredibili e tutte le strade sono bloccate.  Avete ancora del tempo libero da passare a Chiang Mai? Perché non partecipare ad un corso di cucina thailandese? È vero è un’esperienza un po’ controcorrente con i principi di questo sito che sponsorizza tutto ciò che è poco turistico. Ma devo ammettere che è stato molto divertente e interessante e mi ha insegnato molto sui sapori, le spezie e le specialità della cultura thailandese. SUKHOTHAI La grande attrazione di Sukhothai è il parco storico o città storica, distante una decina di chilometri dalla città attuale di Sukhothai. Il consiglio è di soggiornare nella città storica dove troverete sia alberghi che ristoranti e la possibilità di affittare le bici per muoversi più agilmente nel parco. Il parco storico è suddiviso in 5 diverse aree, dove ciascuna costa 1000 baht di ingresso (esoso ma ne vale assolutamente la pena essendo anche patrimonio dell’UNESCO). Concentratevi principalmente sull’area centrale che contiene le rovine più vaste e importanti (Wat Mahathat, Wat Si Sawai e Wat Sa Si) e se vi rimane ancora del tempo spostatevi nella zona a nord dove troverete Phra Achana, la più grande statua di Buddha di Sukhotai. Railway Market, dintorni di Bangkok BANGKOK Sono sicura avrete tutti sentito parlare del famosissimo Damnoen floating market (mercato fluviale) a circa 100 km da Bangkok, ma forse meno conosciuto è il Maeklong railway market ovvero un mercato che si svolge lungo i binari di un treno. Penserete che la rete ferroviaria sia fuori uso. E invece no, il treno passa ben 4 volte al giorno  (8.30 a.m., 11.10 a.m., 2.30 p.m. e 5.40 p.m.) e ogni volta i proprietari dei banchi devono velocemente raccogliere la roba esposta e farsi da parte per far passare il treno! Un’esperienza fuori dal tempo che non vedrete da nessun’altra parte al mondo. Come raggiungere questo affascinante mercato? Potete affidarvi a uno dei tanti tour organizzati dagli alberghi o dalle agenzie di viaggio locali. Oppure come bravi turisti fai-da-te potete prendere un autobus il cui capolinea è al Mo Chit mini van station, di fronte al Mo Chit bus station. Per di più, una volta arrivati al railway market potrete prendere un secondo autobus (i cui biglietti vi verranno venduti al capolinea del mini van) per il floating market. Attenzione, verrete lasciati a circa un chilometro di distanza dal mercato vero e proprio e verrete invitati a salire (a pagamento) su un’imbarcazione per raggiungere il mercato fluviale. Dite tranquillamente di no e, gambe in spalle, raggiungete il mercato a piedi. Ricordatevi però la posizione esatta di dove siete stati lasciati perché lì troverete un baretto da cui potrete prendere i biglietti per il bus per il ritorno al railway market o direttamente a Bangkok. Per riuscire a visitare entrambi i mercati vi consigliamo di partire la mattina presto per evitare di arrivare dopo la chiusura dei banchi. Il viaggio vi sembra complicato? Non fatevi problemi a contattarci e vi daremo ulteriori informazioni e dettagli. Ah giusto, e poi c’è ancora da visitare Bangkok! Il Palazzo Reale è senza dubbio il luogo più conosciuto e visitato di Bangkok. L’entrata costa 500 baht ed è obbligatorio indossare un abbigliamento “idoneo” sia per gli uomini che per le donne (vale a dire, non ci si può presentare con pantaloni corti e sandali). Questo luogo è estremamente affollato, ma se preferite orientarvi su un’attrazione altrettanto bella e maestosa ma meno gettonata proseguite per altri 10 minuti a piedi oltre il Palazzo Reale e visitate il Wat Pho (200 baht). Questo tempio è famoso per ospitare un enorme Buddha dorato sdraiato su un fianco. Ma anche solo le giganti statue cinesi e le stupe decorate con ceramiche cinesi meritano senza dubbio di essere viste. Dopo la visita al tempio camminate altri 10 minuti lungo le rive del fiume Chao Phraya e raggiungerete il mercato dei fiori, dove finalmente scoprirete da dove arrivano le montagne di fiori arancioni portati come offerta nei templi. Lonely Beach, Koh Chang KOH CHANG Per quale motivo bisognerebbe scegliere l’isola di Koh Chang invece che qualche meta più famosa al largo di Phuket? Per due ragioni principali: è facilmente raggiungibile da Bangkok con l’autobus (abbassando di molto il costo del viaggio) ed essendo all’interno del Golfo del Siam (o Golfo della Thailandia) è riparato dalle piogge durante il periodo dei monsoni (da Maggio/Giugno fino ad Ottobre). Le spiagge sono sufficientemente belle per passare qualche giorno di totale relax anche se non si possono definire spettacolari come forse in altre isole Thailandesi. L’unico modo per muoversi a Koh Chang è con i songtaew, delle sorta di camioncini, o affittando una moto (facendo estremamente attenzione alle strade tortuose dell’isola). Dato i limiti (e in alcuni casi la pericolosità) dei mezzi di trasporto, è necessario scegliere con cura la zona dove alloggiare così che non si debbano fare chilometri per raggiungere le spiagge. È fondamentale stanziarsi sulla costa Ovest, l’unica dove ci sono le spiagge di sabbia. Il nostro consiglio è di alloggiare nella zona nord-ovest dato che le spiagge più belle sono Nord e South White Beach (altre spiagge carine sono Lonely Beach e Kae Beach). Inoltre queste zone sono le più vicine al porto quindi risparmierete qualcosina sulla tratta in songtaew. Wat Chedi Luang, Chaing Mai Wat Pho, Bangkok Maeklong (railway) market, vicino a Bangkok Wat Pho, Bangkok [...] Read more...
6 Febbraio 2020Sud Est AsiaticoIl Vietnam è un paese dalle mille sfaccettature e paesaggi mozzafiato! Le stupende scogliere di Ha Long Bay, le verdi (se siete fortunati ad arrivare prima della raccolta) risaie di Sa Pa, il caotico traffico di Hanoi, i colori delle lanterne di Hoi An. Purtroppo sono tutti posti estremamente turistici, quindi sono particolarmente affollati anche in bassa stagione. Tutto ciò fa perdere l’autenticità del luogo e pone grandi difficoltà ai turisti fai-da-te come noi. Molto spesso la mancanza di mezzi pubblici o la sovrabbondanza di tour organizzati (a buon prezzo rispetto agli standard europei) vi tenterà di prendere la via più semplice e di partecipare a una di queste gite private. Queste sono generalmente tenute da guide locali con ottima preparazione e buon livello di inglese.Seguite questo link per tutti i nostri articoli sul Sud Est Asiatico! Come muoversi La conformazione allungata del Vietnam suggerisce di attraversare il paese da Hanoi ad Ho Chi Minh City (o viceversa). Questo è molto conveniente sfruttando la presenza dei due grandi aeroporti internazionali di Noi Bai (Hanoi) e Tan Son Nhat (Ho Chi Minh City).  Per muoversi dentro le città vi sconsigliamo vivamente l’affitto di un motorino/bicicletta. Infatti il traffico inimmaginabile caratterizza tutte le città vietnamite a parte poche eccezioni! Tolti motorino e bicicletta, come alternativa rimane girare a piedi o affidarsi ai mezzi pubblici. L’esperienza sugli autobus vietnamiti comincia subito dopo essere atterrati, senza alcun bisogno di chiamare un taxi o prenotare il trasporto in anticipo attraverso l’albergo! Una volta arrivati all’aeroporto internazionale di Hanoi (Noi Bai) potrete prendere gli autobus numeri 7 o 17 per dirigervi verso il centro città al prezzo di soli 5,000 vnd. Per altre informazioni su le tratte di autobus più utili per esplorare Hanoi potete consultare questo sito.  Se invece atterrate all’aereoporto di Ho Chi Minh City (Tan Son Nhat) il mezzo più economico per raggiungere il centro è l’autobus numero 152 (5,000 vnd) e la stessa compagnia offre circa 100 diverse tratte di autobus che attraversano il centro città.  L’aereoporto di Hue (Phu Bai) è collegato al centro città da un comodissimo shuttle (50,000 vnd) che vi aspetterà parcheggiato esattamente davanti all’uscita. Per chi non se ne fosse ancora reso conto, il Vietnam è un paese molto vasto, decisamente più esteso dell’Italia. Quindi se volete visitarlo, letteralmente, da cima a fondo è consigliabile muoversi in aereo. Le tratte interne non sono molto costose: i prezzi variano intorno ai 70€ durante l’alta stagione (soli 20€ se comprati in anticipo e in bassa stagione). Questo se non si acquista il bagaglio in stiva ma si viaggia solo con il bagaglio a mano! 8-7 kg e’ il peso accettato solitamente dalle compagnie che operano in Vietnam. Imbarcare il bagaglio può costare circa 50€, aumentando di molto il prezzo del volo. La VietJet è una compagnia molto conosciuta, con parecchie tratte al giorno che collegano le principali città del Vietnam. Vietnam Airlines gestisce le tratte internazionali e può servire per spostarsi in Thailandia o in Laos.  Volete optare per una scelta più economica soprattutto se viaggiate in alta stagione? Potete risparmiare una ventina di euro viaggiando su gli autobus notturni. Sono sorprendentemente comodi e moderni, con la possibilità di regolare l’inclinazione del sedile fino ad arrivare alla posizione sdraiata. Molto spesso sono dotati di wi-fi e bagno a bordo (cosa da controllare durante la prenotazione) e prevedono delle soste in dei simil-autogrill ogni 4 ore più o meno.  Itinerari consigliati Itinerario da 10-15 giorni comprende: permanenza ad Hanoi (numero (1) sulla mappa), con gite ad Halong Bay (2) e Sa Pa (3), spostamento nel Vietnam centrale per visitare Hue (4) ed Hoi An (5), ed infine una visita ad Ho Chi Minh City (6). Per chi avesse più tempo si consiglia di prolungare la permanenza nel Vietnam meridionale e organizzare dei tour sul delta del Mekong. Se avete a disposizione un periodo di vacanze inferiore ai dieci giorni, vi consigliamo di concentrarvi nella zona Centro-Settentrionale del Vietnam e visitare in particolare: Hanoi (1), Halong Bay (2), Hue (4) ed Hoi An (5). Must do in Vietnam Godersi il tramonto nella baia di Ha Long Bay Passeggiare per le strade pedonali di Hoi An, in particolare al mattino per assaporare la tranquillità del posto prima dell’arrivo degli autobus turistici, o alla sera per godere della bellezza delle lanterne illuminate Girare per il centro di Hanoi il venerdì o il sabato sera quando le strade attorno al lago Hoan Kiem vengono chiuse al traffico e la folla di turisti (e locali) passeggia piacevolmente tra bancarelle e artisti di strada Mausoleo di Ho Chi Minh HANOI Hanoi è per molti turisti il punto di partenza del viaggio alla scoperta del Vietnam, e non potrei pensare ad un posto migliore dove iniziare! Il duro impatto con la vitalità della città vecchia può quasi intimidire all’inizio: sarà difficile attraversare la strada senza essere investiti da un motorino. Ma basta poco per prendere dimestichezza con questa nuova realtà e lasciarsi trasportare dal suo ritmo frenetico. Il dedalo di vicoli della città vecchia diparte dal lago di Hoan Kiem. Il parco che circonda il lago è particolarmente ben tenuto e frequentato da moltissimi vietnamiti che si dedicano al thai chi. Durante il weekend le strade attorno al lago vengono chiuse al traffico e si animano di bancarelle ed artisti di strada. Tanti, tantissimi vietnamiti passeggiano nella piacevole frescura della sera o si radunano in cerchio a giocare a  jianzi  (una sorta di badmington giocato con i piedi). Per comprendere le varie sfaccettature della storia di Hanoi e del Vietnam si possono visitare tre luoghi emblema di tre diverse epoche: il tempio della letteratura, costruito durante il periodo imperiale diventa luogo della prima università del paese, la cattedrale di san giuseppe, risalente all’epoca del colonialismo francese, e il mausoleo di Ho Chi Minh, monumento al leader socialista che ha guidato il paese verso la creazione della Repubblica Socialista del Vietnam. Se siete interessati a luoghi più ricercati e meno turistici, consigliamo il Museo sulle Donne, che racconta la vita delle donne in Vietnam attraverso le tradizioni delle varie etnie ancora presenti e il ruolo di venditrice ambulante che la donna riveste spesso nella capitale. Anche la Railway Street è una meta poco conosciuta, dove alle 3 p.m. e alle 7 p.m. il treno passa tra due file di edifici. Se non fate in tempo a vedere il passaggio del treno, anche solo la vista dei binari che giacciono tra i palazzi è affascinante. Un tratto della railway street (Ngo 224 Le Duan) è raggiungibile a piedi dal lago Hoan Kiem in circa 30 minuti. Aggiornamento di ottobre 2019: Railway Street verrà probabilmente chiusa o deviata a causa di piccoli incidenti! Qui trovare un articolo de Il Post a riguardo. HA LONG BAY E’ giunto il momento di abbandonare le ristrettezze degli ostelli e delle camerate condivise e lasciarsi andare al lusso di una mini crociera. Sì, per una volta ve lo meritate anche voi! Soprattutto perché non ci sono altre alternative se volete ammirare le meravigliose scogliere di Ha Long Bay (patrimonio dell’UNESCO). Lo so che starete pensando, ” Va bene, ma almeno lo organizzo a modo mio” e anche qui mi dispiace ma per una volta dovete accantonare questa idea ed affidarvi ad un tour operator/agenzia di viaggi locale/il vostro albergo. Se, per esempio, contattate il personale dell’albergo che avete prenotato con qualche settimana di anticipo vi saprà suggerire l’opzione più adatta alle vostre esigenze. Il tour tipico comprende viaggio andata/ritorno dall’albergo di Hanoi in autobus di linea, mini crociera di una-due notti, pasti e svariate gite (kayak, passeggiata con vista sul monte dell’isola di Titop, esplorazione della Surprising Cave) il tutto per circa $100/persona. Altri pacchetti prevedono anche una notte in tenda sull’isola di Cat Ba. Risaie di Sa Pa  (foto scattata in Ottobre dopo la raccolta del riso) SA PA La classica gita per esplorare le risaie di Sa Pa comincia su un autobus notturno. Per quanto l’esperienza possa non sembrare particolarmente comoda o esaltante in realtà rimarrete sorpresi dall’organizzazione vietnamita. Gli autobus sono nuovi, puliti e spaziosi e permettono di dormire comodamente tutta la notte. Come per Halong Bay, anche questa gita può essere organizzata attraverso agenzie di viaggi locali o il proprio albergo. I pacchetti (circa $80/persona) comprendono il viaggio A/R da Hanoi, il pernottamento in una homestay e soprattutto una guida locale (che parla inglese) che vi accompagnerà per due giorni attraverso le montagne intorno a Sa Pa. Contattateci se volete avere più informazioni e dettagli su questa esperienza. HUE Eccoci arrivati a quella che una volta è stata la famosa città imperiale del Vietnam. È assolutamente consigliata una visita alle più famose tombe imperiali e alla cittadella. Sebbene la cittadella imperiale sia comodamente raggiungibile a piedi dal centro città, le tombe imperiali sono a chilometri di distanza l’una dall’altra. Per questo motivo, affidarsi ad un tour guidato potrebbe essere la soluzione più raccomandata. I tour non sono particolarmente economici per gli standard vietnamiti dato che la sola entrata alle tombe costa 450,000 vnd, ma aggiungendo solo 200,000 vnd si può avere autobus con aria condizionata, pranzo, mini crociera sul fiume e guida in Inglese.  Se state decidendo in quali giorni pernottare ad Hue vi consigliamo caldamente di andarci durante il weekend quando le tre strade principali del centro città (Chu Van An, Pham Ngu Lao, Vo Thi Sau) vengono chiuse al traffico e si popolano di bancarelle, street food, turisti ma anche tante persone locali che vogliono passare una piacevole serata in città. Non sorprendetevi se sarete placcati da gruppi di ragazzini vietnamiti di tutte le età, vogliono solo interrogare i turisti per migliorare il loro inglese! HOI AN Sebbene molti decidano di visitare Hoi An come gita di un giorno alloggiando ad Hue, consigliamo di dedicare almeno un paio di notti a questo bellissimo paesino. Hoi An puo’ essere raggiunta da Hue in autobus oppure in treno in modo da non perdere la vista del High Van Pass. Il treno arriva a Da Nang da dove poi bisogna prendere un autobus per Hoi An (durata totale del viaggio circa 4 ore, al  prezzo di 130,000 vnd). La caratteristica più conosciuta di Hoi An sono senza dubbio le sue lanterne colorate che illuminano le vie delle città durante la sera. Il centro storico Hoi An concede un po’ di pace e di relax ai viaggiatori che hanno appena trascorso giornate frenetiche nel caos vietnamita. La città è facilmente visitabile a piedi o in bici e pagando un biglietto di ingresso di 120,000 vnd è possibile visitare 5 edifici storici a scelta. La cittadina di Hoi An è molto vicina alla spiaggia di An Bang, raggiungibile in bici o motorino. Se avete in mente le spiagge bianche della Thailandia, questa spiaggia non offre niente di paragonabile se non un po’ di relax e il piacere di godersi il sole sdraiati sulla sabbia o su uno dei lettini delle decine di strutture balneari. Se avete ancora un giorno a disposizione da trascorrere ad Hoi An, vi consigliamo di visitare My Son, il santuario patrimonio dell’UNESCO che raccoglie resti della civiltà Champa. È un piccolo assaggio di quello che potreste vedere in un viaggio in Cambogia alla scoperta di Ankor-Wat. Anche in questo caso  è consigliabile optare per un tour guidato che comprende viaggio in autobus di andata, biglietto di entrata per il santuario, guida in inglese attraverso le rovine,  e ritorno in barca con pranzo (leggero) a 500,000 vnd. Backpacker Street, Ho Chi Minh City HO CHI MINH CITY Ho Chi Minh City (ex-Saigon) è sicuramente la più moderna tra le città che avete visitato in Vietnam. Non si può visitare Ho Chi Minh City senza immergersi nella storia delle guerre che hanno afflitto questo territorio e che hanno reso la ex-Saigon tristemente famosa. Per questo motivo è quasi d’obbligo una visita al War Remnants Museum (40,000 vdn) che offre testimonianze a volte anche molto crude delle guerre di invasione che si sono succedute in Vietnam.  Se avete in programma di passare diversi giorni nel sud del Vietnam vi consigliamo le gite ai tunnel usati durante la guerra contro gli americani e al delta del Mekong (a partire da 300,000 vnd). Venditrice ambulante, Hoi An Railway street, Hanoi Tramonto sul mare, Ha Long Bay Thu Bon, Hoi An Imbarcazione sul fiume Thu Bon, Hoi An Risaie di Sa Pa [...] Read more...
6 Febbraio 2020Sud Est AsiaticoCon le sue montagne e i suoi vasti campi di risaie, il Laos si presenta come un’estesa macchia verde a chi lo guarda affascinato dal finestrino di un aereo. E’ un paese relativamente incontaminato dall’arrivo del turismo (per ora) che mantiene ancora le sue affascinanti tradizioni religiose e i suoi ritmi lenti accompagnati dallo scorrere del fiume Mekong. Un detto locale recita: “I Vietnamiti piantano il riso, i Cambogiani lo guardano crescere e i Laotiani lo ascoltano“. Sfido chiunque non sia mai stato in Laos a conoscere questo detto, e chiunque ci sia già stato a dimenticarselo!Seguite questo link per tutti i nostri articoli sul Sud Est Asiatico! Come muoversi Il Laos è facilmente raggiungibile in aereo atterrando negli aeroporti di Luang Prabang o Vientiane (la capitale del Laos). Per risparmiare potrebbe convenire fare scalo a Bangkok o ad Hanoi, giustificando anche la scelta di fare un viaggio che comprenda anche la Thailandia o il Vietnam. Per muoversi da una città all’altra si possono prendere degli autobus, prenotabili in loco in qualsiasi albergo, ostello, ristorante, agenzia turistica. I viaggi in autobus sono generalmente economici, lunghi, e scomodi (ricordo come un’incubo il viaggio che ci ha portato da Luang Prabang e Vang Vieng, ma in mancanza di alternative bisogna adattarsi). Se soffrite i mezzi pubblici portatevi una buona dose di farmaci o rimedi naturali contro il mal d’auto perché ne avrete di bisogno!  Dentro le città è possibile raggiungere qualsiasi meta in tuk-tuk. Gli autisti di tuk-tuk sono ovunque e tentano sempre di avvicinare i turisti ipnotizzandoli con i loro mantra che recitano le attrazioni del posto (“WATER FALLS” e’ un grande classico in Luang Prabang). Mi raccomando informativi bene sul prezzo della corsa prima di salire sul tuk-tuk e non fatevi problemi a contrattare; ovviamente il prezzo si abbassa se riuscite a trovare altre persone con cui dividere il viaggio. In alternativa, potete affidarvi ai piccoli gite turistici organizzate dagli alberghi o dalle agenzie di viaggio locali. Solitamente si trattano di piccoli autobus turistici che raccolgono i turisti dai propri alberghi e li portano alle più importanti attrazioni. I viaggi sono ben organizzati e puntuali (per essere in Laos) e hanno cifre più che ragionevoli e comparabili a quelle di un tuk-tuk. Altra possibilità è affittare dei motorini (se avete la patente internazionale e tanto pelo sullo stomaco) o delle tranquillissime bici. Certo bisogna comunque trovare il coraggio di andare per strada e non è sempre facilissimo soprattutto se vi trovate in una città abbastanza caotica come Vientiane. Mi raccomando: MAI andare in bici sulle strisce pedonali o rischierete di prendere una multa da uno zelante poliziotto. Lo stesso zelante poliziotto che però chiude un occhio sui motorini che viaggiano sul marciapiede! Attenzione in Laos gli scam sono ad ogni angolo e anche da chi meno ve lo aspettate! Itinerari consigliati Itinerario da 7 giorni: Luang Prabang (numero (1) sulla mappa), Vang Vieng(2), Vientianie (3) o viceversa a seconda delle connessioni aeree Consigliamo di inserire il Laos all’interno di un viaggio più lungo che magari comprenda la Thailandia del Nord o il Vietnam Must do in Laos Bere una Birra Lao sulle rive del Mekong o un milkshake sdraiati sulla palafitta dell’Utopia sul Nham Kham Visitare un mercato locale rigorosamente all’alba, o un mercato turistico alla sera Tramonto sul Mekong LUANG PRABANG Luang Prabang è un piccolo gioiellino, non a caso è patrimonio mondiale dell’UNESCO. È la meta perfetta per iniziare il vostro viaggio pieni di entusiasmo, anche se forse fissa l’asticella delle aspettative un po’ troppo in alto per le prossime mete di questo itinerario. In Laos non c’è altro posto come Luang Prabang dove potersi immergere nelle tradizioni e nell’architettura della religione buddista. Tra i più di trenta templi, consigliamo Wat Xieng Thong (entrata 20,000 kip equivalenti a circa 2 euro) il più storico e famoso di Luang Prabang. Tenete a mente che e’ vietato visitare qualunque tempio in pantaloncini corti e canottiera, quindi consigliamo di indossare una maglietta a mezze maniche e di portarsi un lungo pareo da avvolgere in vita per coprire le gambe.  Una mattina vale la pena svegliarsi all’alba e assistere alla rituale processione dei monaci lungo le strade di Luang Prabang per raccogliere le offerte di cibo dagli abitanti inginocchiati sui marciapiedi. È una tradizione molto emozionante e a cui il turista dovrebbe partecipare con rispetto, limitando il numero delle foto e tenendosi a dovuta distanza. Finita la processione tutto il paese si riversa al mercato ad allestire i banchi costituiti da un piccolo telo bianco steso per terra con la poca roba sistemata in perfetto ordine. Fate bene attenzione alla particolarità del cibo in vendita, troverete molto interessanti i tipi di animali che si possono comprare (e mangiare!). Altra imperdibile meta durante il vostro girovagare in Luang Prabang è il monte Phousi (20,000 kip). Potrete “scalare” comodamente i suoi 100 metri di altezza con soli 355 scalini ed una volta arrivati sulla cima potrete ammirare uno stupendo tramonto sul Mekong. Per quanto possa sembrare romantico non sarete mai soli ma circondati da droni ronzanti e altre centinaia di persone in attesa di farsi fare una foto da postare su Instagram. Se vi siete stufati dell’architettura misto Buddista-Francese di Luang Prabang potete fare un paio di gite nei suoi dintorni, cominciando dal distretto Chomphet esattamente al di là del fiume Mekong. Le attività da fare sono una passeggiata lungo il Mekong, attraversando quelli che sembrano dei piccoli villaggi di campagna, e visitare altri templi per circa 10,000 kip l’uno (consigliamo Wat Chomphet e Wat Xieng Mene che dopo una lunga scalinata offre una bellissima vista dall’alto di Luang Prabang dall’altra parte del Mekong). Di sicuro la parte più emozionante di questa gita è attraversare il Mekong a bordo di una piccola chiatta (5,000 kip senza bici o moto) che traghetta gli abitanti con le loro decine di moto e tuk-tuk. Decisamente più economico di una di quelle turistiche crociere sul Mekong che vendono nelle agenzie di viaggio! La visita del distretto di Luang Prabang non può essere completa senza una gita alle cascate di Kuang Si raggiungibili in tuk-tuk (50,000 kip viaggio andata e ritorno e 20,000 kip per l’entrata). Ovviamente è possibile fare il bagno nelle acque turchesi delle cascate (ci sono anche comodi spogliatoi sparsi lungo il percorso) e se percorrete gli scalini oltre il ponte in legno arriverete a delle piccole piscine naturali meno affollate dai turisti dove potrete lanciarvi in acqua da una lunga altalena. Campagna intorno a Vang Vieng VANG VIENG Arrivati a Vang Vieng vi trovate nella pura campagna laotiana, niente di più niente di meno. Una strada, qualche traversa, un piccolo mercato serale e tanta desolazione. Quella che era forse vista un tempo come una semplice fermata dell’autobus è diventata meta di un turismo molto giovane in cerca di una qualsiasi scusa per fare festa. Una delle attrazioni più famose di Vang Vieng è il tubing, ubriacarsi “a bordo” di un pneumatico sul fiume, e mi sembra che questo dica tutto!  Nonostante tutto Vang Vieng offre comunque dei paesaggi sensazionali e molto diversi da qualsiasi cosa possiate vedere a Luang Prabang o a Vientiane. Basta attraversare un ponte (a pagamento anche se per una cifra irrisoria) per trovarsi immersi nelle vaste risaie verde acceso circondate da ripide montagne. Il monte Pha Ngeun è comodamente raggiungibile a piedi (40 minuti), in bici o in motorino e con la modica cifra di 10,000 kip è possibile accedere al sentiero che vi porterà sulla vetta più alta. La salita è dura! Il sudore è tanto! Ma la vista vi ripagherà di tutti gli sforzi!  Stupa dorata di Pha That Luang, Vientiane VIENTIANE Dopo i bellissimi edifici di Luang Prabang e le risaie di Vang Vieng, è difficile per Vientiane reggere il confronto. È la capitale del Laos e come tale tende ad essere più caotica e urbanizzata del resto del paese. Girare a piedi o in bici per la città può essere faticoso quindi è consigliabile prendere gli autobus con i quali potrete visitare comodamente ogni attrazione turistica e recarvi in aeroporto. Monumenti storici da visitare sono l’arco Patuxai e la stupa dorata Pha That Luang (5,000 kip). Interessante e poco conosciuto e’ anche il piccolo museo gratuito sugli ordigni inesplosi (COPE Visitor Centre), lanciati tra il 1964 e il 1973 che mietono vittime ancora oggi. Panorama dal monte monte Pha Ngeun, Vang Vieng Tramonto dalla cime del monte Phousi, Luang Prabang Cascate Kuang Si, Luang Prabang Panorami di Vang Vieng Mercato locale all’alba, Luang Prabang Mercato locale all’alba, Luang Prabang [...] Read more...
6 Febbraio 2020Itinerari / Sud Est AsiaticoVi state chiedendo se sia meglio focalizzarsi su un unico stato o se sfruttare al meglio il vostro biglietto aereo andata-e-ritorno e visitare più posti possibile?  Abbiamo avuto la fortuna di assaporare diversi itinerari attraverso il Sud Est Asiatico e vi proponiamo qui alcuni dei percorsi che ci hanno entusiasmato.Seguendo questo link potrete leggere tutti i nostri articoli su queste zone! Come muoversi L’aeroporto di Bangkok sarà quasi sicuramente il punto di partenza della vostra vacanza nel Sud Est Asiatico essendo collegato con voli diretti a svariati aeroporti europei, tra cui Parigi, Londra, Francoforte, Madrid e, ancora più importante, Milano. Se la vostra meta finale non fosse esattamente Bangkok, si può prendere un volo per un’altra città Thailandese (Phuket, Chiang Mai), o raggiungere le principali mete turistiche dei paesi limitrofi, come Luang Prabang e Vientiane in Laos, o Hanoi e Ho Chi Minh City in Vietnam, o ancora Siem Reap e Phnom Penh in Cambogia. Molto probabilmente questo scalo sarà possibile solo attraversando la città e cambiando aeroporto, ma sorprendentemente è possibile effettuare questo trasferimento con uno shuttle gratuito (informazioni più dettagliate le trovate nel nostro articolo sulla Thailandia).  Senza ombra di dubbio, l’aereo è il modo più comodo e veloce per spostarsi da una tappa all’altra dell’itinerario. Per di più attraversare un confine alla frontiera aeroportuale è decisamente più semplice che farlo attraverso una frontiera terrestre ed andare incontro a potenziali inconvenienti, come dover pagare una sovrattassa per esser arrivati la sera tarda o nel weekend, oppure dover provvedere all’acquisto del visto in anticipo, o rischiare persino di non riuscire a trovare un posto sull’autobus date le modeste dimensioni  i cui biglietti sono impossibili da prenotare in anticipo. Nonostante così tanto allarmismo contro l’attraversare i confini terrestri, gli autobus rimangono un’alternativa più che valida per muoversi all’interno del singolo stato. Per ottenere più informazioni sulle singole tratte, consultate i nostri articoli su Laos, Vietnam e Thailandia o contattateci direttamente! Itinerari da 15 giorni Vietnam. Questo itinerario parte dalla capitale del Vietnam, Hanoi, e attraversa tutto il paese fino a raggiungere Ho Chi Minh City dove si potrà prendere l’aereo per il ritorno. Partendo da Hanoi, due gite immancabili da un paio di giorni l’una permettono di visitare Halong Bay e le colline di Sa Pa. Nella zona central del Vietnam, è quasi d’obbligo una sosta nella città imperiale di Hue e passare almeno una notte ad Hoi An per apprezzare la bellezza della città illuminata dalle lanterne. Thailandia + Laos. Questo itinerario vi permetterà di immergervi nel pieno della cultura Thailandese, visitando le decine di templi a Chiang Mai e le rovine di civiltà antiche a Sukothai, per poi perdersi nella caotica e moderna Bangkok. Per assaporare le bellezze naturali del Sud-Est Asiatico, è meglio dirigersi verso l’autentico e incontaminato Laos, tra cui spiccano le famose cascate Kuang Si a pochi chilometri da Luang Prabang e la distesa campagna di risaie attorno a Vang Vieng. Itinerario da 3 – 4 settimane Per chiunque si possa godere il lusso di prendersi un mese pieno (o quasi) di vacanza, gli itinerari nel sud est Asiatico sono certo tra i più allettanti, soprattutto per il vostro portafoglio! Se contate di attraversare la Thailandia durante il vostro mese di viaggio, ricordatevi che il numero massimo di giorni di permanenza nel paese senza la necessità di avere un visto è di 30 giorni. Questo vale anche se si trascorrono dei brevi periodi fuori dal confine. Quindi, state all’occhio quando comprate i biglietti di andata e ritorno per l’aeroporto di Bangkok. Questo itinerario è l’unione dei tre singoli itinerari in Laos, Vietnam, e Thailandia. È un viaggio lungo e a tratti stancante, che attraversa ben 13 località molto diverse tra loro: dalle colline, al mare, dal caos di Bangkok, al nulla di Vang Vieng.  Se pensate che questo itinerario sia troppo intenso per il vostro stile di vacanza, potete sempre concentrarvi su Thailandia e Vietnam, evitando i voli, il visto, e il pericolo delle zanzare del Laos. Wat Pho, Bangkok, Thailandia Mercato, Luang Prabang Ha Long Bay, Vietnem Sa Pa, Vietnam Hoi An, Vietnam [...] Read more...
5 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / GiapponeIl Giappone viene inevitabilmente associato al sushi, ma in verità la cucina giapponese è molto varia e include sapori davvero diversi da quelli occidentali. Mangiare in Giappone è bellissimo e soprattutto diversissimo da quello che mi aspettavo! L’unico must irrinunciabile che troverete ad ogni pasto è la classicissima ciotola di riso.La vera difficoltà del mangiare in Giappone riguarda i vegetariani e i vegani, perché la scelta è limitatissima e spesso vengono spacciate per vegetariane tutta una serie di pietanze che in realtà contengono brodi di carne o di pesce. Eccezion fatta per (i pochi) ristoranti veg ad hoc, è davvero complicato capire cosa c’è davvero all’interno di un piatto: i brodi, le salse, i condimenti, le marinature, sono molto difficili da decifrare. Unite questo al fatto che la maggior parte dei ristoratori non conosce l’inglese ed ecco che sarà impossibile per un vegetariano sapere cosa sta per ordinare. L’unica  opzione è comprare del cibo e cucinarlo da soli nel proprio alloggio, ma questo vi metterà davanti a un altro grande scoglio, ovvero comprendere cosa state acquistando, impresa non banale quando l’alfabeto non è dalla vostra parte e nemmeno un veloce Google Traduttore può aiutarvi! A parte questo, il cibo giapponese è fantastico in ogni sua sfaccettatura ed il decidere cosa mangiare è stata una delle cose più belle del mio viaggio in Giappone! Qui elencheremo le pietanze imperdibili che dovete assolutamente provare nel loro paese natale! Questo non vuole essere un post di cucina Giapponese, ma solo un piccolo decalogo per racchiudere qualche curiosità e qualche consiglio che permette di decidere cosa mangiare in Giappone a pranzo e cena con più consapevolezza. Per leggere altri articoli sul Giappone, seguite questo link! Okonomiyaki Tempura a Tokyo SUSHI  Deliziosi bocconcini di pesce crudo con riso, alghe, uova di pesce o solitari, il sushi è il cibo più amato e conosciuto nel mondo. Nulla da dire in merito se non che è abbastanza costoso anche in Giappone. Ad esempio un set in un ristorante di sushi di media-buona qualità vi potrà costare sui 3000yen (23€): per meno di questa cifra dubitate della qualità! Alcune curiosità sul sushi: quello di salmone non è assolutamente autoctono, infatti il salmone viene importato dalla Norvegia ed è impossibile da trovare nei ristoranti che offrono solo pescato locale. Il sushi di tonno è invece tipico giapponese, ma attenzione, i tonni non sono tutti uguali e si differenziano per quanto sono magri o grassi. Akami, chutoro e otoro sono le tre varietà principali, rispettivamente magro, grasso ed extragrasso! Le porzioni di sushi sono già preparati con il wasabi all’interno, perché lo chef di sushi prepara un boccone che racchiude precise proporzioni tra pesce, riso e wasabi. Molto importante ricordare che nella salsa di soia bisogna intingere il pesce e non il riso, anche se solitamente noi occidentali facciamo il contrario. Evitate assolutamente gli all-you-can-eat di sushi: sono una visione turistica e occidentale di questo tipo di cibo e sinonimo di scarsa qualità in Giappone. RAMEN Il piatto più visto negli anime a base di noodles, brodo (raramente vegetale, più spesso di carne o pesce), e condimenti vari come maiale, alghe e uova, il ramen è un must che non potete assolutamente perdere in Giappone. Il brodo è totalmente diverso da quello che noi italiani definiamo brodo: intanto ne esistono decine di tipologie, tutte con ingredienti e preparazioni differenti. È molto saporito ed articolato da preparare, infatti servono ore ed ore in cucina per ottenerlo. In poche parole il brodo da ramen non è un semplice brodo, è il brodo! Da solo compone il 90% del piatto: tutto il resto è condimento. Si può trovare davvero di ogni qualità, dal negozietto aperto h24 con tanto di distributore automatico per pagare , che scodella ramen ogni minuto, fino al ristorante ricercato che serve ramen dai brodi corposi.  Il prezzo medio è 1000 yen. E se volete avere una seconda porzione di noodles nel vostro ramen, gridate ‘kae-dama’ e sarete accontentati. OKONOMIYAKI Una specie di pancake cotto sulla piastra (è infatti una delle portate principali della cucina Teppanyaki), l’okonomiyaki è la specialità di Osaka. È composto da una specie di pastella che contiene sempre verza e uova, e viene poi condito in vari modi, sia con pesce che con carne. È sempre ricoperto da una tipica salsa scura e agrodolce che a me ricorda la worcester sauce. TAKOYAKI Polpette di polipo tipiche nello street food di Osaka, ricoperte anche loro della stessa salsa degli okonomiyaki. I takoyaki hanno una preparazione ipnotica: vengono cotti su una particolare piastra con tante cavità semisferiche, in cui l’impasto viene versato e poi viene girato con delle bacchette per ottenere la forma tonda da polpette. TEMPURA Come non amare la tempura? Impastellare e friggere è sempre una buona scelta! Se poi a compiere tutto ciò è uno chef giapponese che vi serve una frittura leggera, per niente unta, croccante fuori, morbida dentro, il tutto armeggiando davanti a voi con delle gigantesche bacchette, come potete non innamorarvi? TONKATSU Benché il nome sia ambiguo, si tratta semplicemente di una cotoletta di maiale panata e fritta servita con la sua salsina, del classico riso e del cavolo. Le sue varianti sono il chicken katsu, cioè la cotoletta di pollo, il katsudon, cioè il tonkatsu servito sopra una ciotola di riso con dell’uovo, e il katsu curry, ovvero un tonkatsu servito con riso e salsa di curry (il mio preferito della lista!) OYAKODON In cerca di una donburi sfiziosa? Provate un oyakodon: una scodella di riso con pollo, uovo e cipolle. Semplice ma efficace per un pranzo veloce, economico e che sazia anche i più affamati! Curiosità divertente: letteralmente oyakodon significa “genitore e figlio”, infatti all’interno del piatto troviamo sia il pollo che l’uovo.  Bento in Shinkansen Ramen a Kyoto Teppanyaki noodles a Kyoto BENTO Siete in stazione, dovete prendere un treno e cercate un pranzo da portare con voi? Dovete assolutamente comprare un bento! Con questo termine si indica infatti un vassoietto mono-porzione in cui è racchiuso del cibo, che può essere sia preparato in casa (un po’ come facciamo noi con i tupperware) sia acquistato. Nelle stazioni è pieno di negozietti che vendono bento, solitamente composti da un letto di riso con sopra della carne o del pesce, perfetti per un pranzo in treno mentre raggiungete la vostra prossima tappa! DOLCI GIAPPONESI La pasticceria giapponese comprende tre sapori principali: riso, anko e matcha. Il riso è infatti alla base dei dolci, come accade per i mochi che sono delle palline di pasta di riso ripiene.  Ripiene di cosa, vi chiederete voi? Bhè, di anko o matcha! L’anko è la famosa marmellata di fagioli rossi che spesso viene confusa per cioccolato e delude i palati occidentali. Il matcha è il tè verde finemente lavorato utilizzato per la tradizionale cerimonia del tè, e viene utilizzato in moltissimi dolci come gelati, smoothie, creme, ripieni e torte. Anche i dorayaki, i famosi dolcetti a forma di pancake, vengono farciti con l’anko! Insomma, non si sfugge a questi sapori quando si esplora il mondo dei dolci nipponici. Una variante è la cheescake giapponese, differente dalla europea in quanto è molto morbida e soffice e molto più “uovosa” di quella che siamo abituati a mangiare.  FRUTTA La frutta in Giappone non è da mangiare! Questa infatti è considerata un oggetto di lusso: ha prezzi altissimi e viene considerata come un dono da portare ad esempio quando si va a cena da qualcuno.  In generale la frutta da mercato e supermercato ha prezzi che sono alti, ma non inaffrontabili, quindi se proprio desiderate avere una mela, potete acquistarla senza vendere un rene. La vera particolarità è la frutta venduta nelle boutique di frutta, negozi specializzati che considerano la frutta come lo specchio della perfezione della natura. Solo quella bella viene esposta e venduta! Quindi il melone perfetto, quello più sferico possibile, viene infiocchettato e venduto anche per 13000 yen (cioè 100 euro circa). Pazzesco!  [...] Read more...
5 Febbraio 2020Giappone / TipsUna piccola collezione di consigli e tips da non dimenticare quando si viaggia per il Giappone. Alcuni sono davvero scontati e si trovano ovunque, altri sono più interessanti e sono stati scoperti in loco. Insomma, una piccola lista da consultare pre-partenza per essere sicuri di non aver dimenticato proprio nulla! Seguite questa pagina per leggere tutti i nostri articoli sul Giappone! Giardino in stile giapponese, Himeji Abbigliamento & clima Il clima giapponese è fantastico in primavera, quando i fiori di ciliegio raggiungono la loro massima fioritura e il Giappone si tinge di rosa, oppure in autunno, il momento in cui le foglie multicolore prendono vita e colorano la vegetazione di tutte le sfumature dal giallo al rosso. Ovviamente i voli in questi periodi sono più cari proprio perché sono i migliori momenti per girare il Giappone (soprattutto per quanto riguarda la zona centrale, quella del Kansai e del Chubu). Se vi capita di andare in Giappone in estate, come è successo alla sottoscritta, preparatevi a un clima caldo. Molto caldo. Tanta acqua e bevande zuccherine prese nei numerosi distributori automatici di bibite saranno indispensabili, come anche i piccoli asciugamani acquistabili nei negozietti che vendono tutto a 100 yen, utilissimi per asciugare il sudore. Abbigliamento leggero e che si asciuga in fretta (così da poter fare una lavatrice al volo se necessario) e un maglioncino sempre con voi: nei ristoranti e in alcuni mezzi pubblici l’aria condizionata è davvero forte, quindi bisogna coprirsi per evitare malanni. Assicurazione sanitaria La sanità in Giappone è privata, dunque a pagamento per ogni tipo di problema che include un medico. Il nostro tips sul Giappone in questo caso è quello di assicurarsi d’avere un’assicurazione sanitaria! Questa infatti è fondamentale per evitare spiacevoli inconvenienti nel caso doveste avere bisogno di assistenza ospedaliera. Se possedete già un’assicurazione sanitaria in Italia, controllate la sua validità estera: spesso la copertura è estesa anche al di fuori dall’Italia in strutture convenzionate. Prima di partire segnatevi i numeri utili da chiamare in caso di bisogno. Se invece non possedete alcuna assicurazione sanitaria, nessun problema, è possibile acquistare delle assicurazioni sanitarie temporanee che vi assicureranno per il vostro periodo di permanenza in Giappone. Per avere un’idea dei prezzi e di quali assistenza viene fornita, vi consigliamo di calcolare un preventivo su una tra CoverWise, Allianz, Europ Assistance, World Nomads o TravelEasy. Come comportarsi La cultura giapponese è tra le più affascinanti e complesse mai viste. Una numerosissima serie di regole e usanze influenza il comportamento dei giapponesi in ogni situazione. Il modo migliore per visitare un luogo è senza dubbio rispettare e cercare di comprendere le tradizioni comportamentali del popolo che lo abita, per immergersi totalmente nella cultura locale. È molto difficile che un occidentale non commetta errori, ma fortunatamente i turisti vengono perdonati per tutte imbarazzanti azioni che compiono inconsapevolmente. Qui una lista dei tips sulle usanze del Giappone più comuni che ricordo. Le effusioni in pubblico non sono gradite: tutto ciò che riguarda la sfera privata deve rimanere tale. Anche un bacio in un luogo come la metropolitana può creare un grande imbarazzo per i giapponesi  che assistono alla scena. I soldi non devono mai essere passati direttamente in mano al venditore/ristoratore che state pagando. Esistono appositi piattini che fanno da intermediari in questo gesto, su cui è possibile poggiare il denaro. Fare rumore mentre si mangia è assolutamente normale, anzi, è considerata una forma di apprezzamento per la portata che viene degustata. Vi lascio immaginare il concerto di suoni che si ascolta durante una cena a base di ramen: noodle e brodo sono la combo perfetta per i rumori più disparati! Dopo una vita passata a non fare rumore mentre mangio, devo dire che ho trovato molta difficoltà a rispettare il galateo nelle tavole giapponesi, ma ci ho messo comunque molto impegno! Togliere le scarpe prima di entrare in ogni abitazione (o anche nei tempi e spesso nei ristoranti) è assolutamente d’obbligo. Il motivo è sia di rispetto nei confronti della casa, sia di pulizia. Mi raccomando, non poggiate mai i piedi scalzi nella stessa zona in cui lasciate le scarpe sporche: i piedi non devono essere contaminati dal pavimento impuro! Per quando riguarda l’utilizzo delle bacchette e il cibo in generale, le regole sono parecchie, ne scrivo qui giusto qualcuna facile da ricordare. Non bisogna mai passare il cibo ad un’altra persona direttamente con le bacchette, ma poggiarlo in un apposito piattino utilizzando la parte posteriore delle bacchette. Mai infilzare le bacchette dritte nella ciotola del riso, perché così si mettono le bacchette d’incenso durante i funerali. Versare la salsa di soia all’interno della ciotola di riso è considerato come per noi mettere il ketchup sulla pasta: una cosa disgustosa. Io l’ho fatto una volta di nascosto, perché mi piace moltissimo, ma capisco bene che possa far adirare un locale! Lingua La paura più comune in Oriente è sempre quella di trovarsi di fronte ad una lingua impossibile da comprendere, composta da simboli così differenti dall’alfabeto occidentale da mettere chiunque in difficoltà. Bene, questo timore è ingiustificato in Giappone! Le indicazioni principali sono sempre scritte anche in inglese, quindi non c’è pericolo di sbagliare. Nei ristoranti spesso le pietanze sono descritte solo in giapponese, ma vi saranno foto ed immagini ad aiutarvi per ordinare. Assicuratevi solo che i prezzi siano scritti con i numeri arabi per evitare spiacevoli sorprese alla richiesta del conto! Pocket WiFi Se non ve la sentite di affrontare le giornate di viaggio in Giappone completamente offline, esiste il comodissimo wifi portatile o pocket wifi, un piccolo router tascabile che vi permetterà di rimanere connessi in ogni momento della giornata desideriate. L’utilizzo del pocket wifi è semplicissimo: si prenota online tramite uno dei vari siti che offrono questo servizio, si ritira in aeroporto all’arrivo, si collega ai vari smartphone e via, il gioco è fatto! Al ritiro del pocket wifi vi verranno date anche le istruzioni per riconsegnarlo a fine viaggio. Quanto costa? Bhè, ovviamente dipende da quanti GB desiderate acquistare, a che velocità volete navigare e quanto è lungo il vostro viaggio. Per dei preventivi più dettagliati consultate ad esempio eConnect o Japan Rail. Soldi Girare con molti contanti in Giappone è normalissimo, infatti spesso e volentieri negozi, ristoranti e alberghi non accettano pagamenti con carta: l’unica possibilità concreta è girare con una buona quantità di yen. Informatevi tramite la vostra banca per sapere quanto vi costano i prelievi internazionali se non avete intenzione di cambiare tutti i soldi necessari per il viaggio in Italia. Su questa pagina troverete i nostri consigli su quali sono le carte prepagate che conviene fare per prelevare in una valuta diversa dagli euro. Visto Per un viaggio in Giappone non serve alcun visto sul passaporto se la permanenza è inferiore ai 90 giorni. Sarà sufficiente un passaporto in corso di validità. Per soggiornare in Giappone per più di 90 giorni avrete bisogno invece di un Certificate of Elegibility, che si richiede tramite il consolato.  [...] Read more...
4 Febbraio 2020Giappone / ItinerariOrganizzare un itinerario in Giappone senza ricorrere a viaggi organizzati è possibilissimo! Basta un po’ di informazione, una conoscenza vaga dell’inglese, qualche prenotazione online e via, il più è fatto.  Qui consiglieremo itinerari da almeno 15 giorni (che ovviamente possono essere ristretti o dilatati all’occorrenza) in giro per la terra del sol levante, dove girare con gli abiti tradizionali (gli yukata) per i templi la domenica è normalità e dove tutto quelli che avete visto nei cartoni animati degli anni ’90 prende forma. Se siete carichi all’idea di strafogarvi di ramen, allora siete pronti per iniziare la pianificazione del vostro viaggio! Non perdetevi tutti i nostri articoli sul Giappone seguendo questo link! Come muoversi Raggiungere il Giappone dall’Italia è abbastanza semplice: ci sono ogni giorno voli diretti da Milano e Roma che in circa 12 ore vi porteranno a destinazione. Naturalmente prenotando voli con uno scalo il prezzo si abbassa parecchio, le ore di viaggio non sempre sono esagerate, e potreste arrivare a destinazione in sole 15 ore di volo. Vale sempre la regola del prenotare il prima possibile per pagare meno possibile, soprattutto se desiderate andare in Giappone nel periodo primaverile della fioritura dei ciliegi (l’hanami) che è senza dubbio il più gettonato.  Muoversi in Giappone non è complicato, infatti la rete ferroviaria è abbastanza fitta e permette di raggiungere tutte le località. Qualora i treni non rientrassero tra le vostre opzioni, è disponibile anche il servizio di autobus e pullman notturni che sono un’opzione più economica. Sul sito di HyperDia (di cui esiste anche l’app) potete trovare in inglese (che non è una lingua scontata dall’altra parte del mondo)  orari e prezzi di ogni treno, molto utili sia per pianificare gli spostamenti, sia per fare un preventivo.  Delle opzioni molto interessanti quando si tratta di treni sono il JR Pass e i Pass Regionali.  Questi pass sono dei biglietti che permettono ai turisti di fare un numero illimitato di viaggi in treno in un numero limitato di giorni. L’acquisto può essere fatto online, e vi verrà recapitato a casa un voucher che deve essere scambiato con il vero e proprio pass negli appositi punti JR presenti negli aeroporti o nelle stazioni giapponesi . Il JR Pass include le ferrovie di tutto il Giappone, può avere durata 7, 14 o 21 giorni, e costa dai 233 ai 476 euro. I Pass Regionali invece sono specifici per alcune regioni del Giappone, hanno un prezzo e una durata variabile a seconda delle vostre necessità. Ovviamente il prezzo dei Pass Regionali è inferiore a quello del JR Pass.  Conviene fare il JR Pass? Sì se avete intenzione di prendere almeno due volte lo shinkansen, cioè il treno ad alta velocità, che va da Tokyo a Kyoto. Questo vi capiterà sicuramente se avete in programma un round trip con voli che atterrano e ripartono dallo stesso aeroporto e dunque siete costretti a fare un viaggio a/r sullo shinkansen per prendere il vostro volo di ritorno. Se invece avete programmato un viaggio con il volo d’andata per Tokyo e quello di ritorno da Osaka (o viceversa), dovrete prendere una sola volta lo shinkansen Tokyo-Kyoto, quindi molto probabilmente il prezzo del JR Pass sarà maggiore della somma dei prezzi dei singoli treni che prenderete (soprattutto se utilizzate i pullman per coprire qualche tratta). Ovviamente tutto dipende dai vostri piani e dalle vostre preferenze: sul sito HyperDia potete trovare ogni prezzo in yen. [Per consigli generici come visti, assicurazione sanitaria, cambio valuta, segui questo link!] Itinerari da 15 giorni La sezione del Giappone che consideriamo in questi itinerari è quella del Chubu e del Kansai, ovvero la parte centrale dell’isola che include le zone nei dintorni di Tokyo e Kyoto. Due settimane sono una buona tempistica per un itinerario nella terra del sol levante. Questo itinerario è pensato per un round trip che parte da dall’aeroporto di Tokyo o da quello di Osaka. Partendo ad esempio da Tokyo (numero (1) nella mappa), è possibile fare delle gite in giornata a Nikko (2) e Kamakura (3). Hakone e il lago Ashi (4) si raggiungono in un paio di ore da Tokyo, quindi si possono visitare in giornata da Tokyo con una sveglia molto presto, ma anche dormire una notte in un ryokan nei pressi di Hakone è un’ottima idea. La seconda zona da visitare è indubbiamente quella di Kyoto (7) da cui è possibile raggiungere con estrema facilità in giornata Osaka (10), Nara (8) e Himeji (11).  Infine tornate al punto di partenza per prendere il vostro volo di ritorno. Per saperne di più su ogni località citata, vi rimandiamo agli appositi post.  In 15 giorni è possibile organizzare anche un itinerario alternativo che prevede come punto di partenza Tokyo e come punto di arrivo Osaka o viceversa.  Partendo da Tokyo (1) , recatevi ovviamente le gite in giornata a Kamakura (3) e Hakone (4). Spingetevi verso le Alpi giapponesi dove si trova Takayama (6) e dirigetevi poi a Nagoya (7). La tappa successiva è senza dubbio Kyoto (7) da cui in giornata è possibile raggiungere Nara (8) e Koyosan (9). Infine dirigetevi a Osaka (10) da cui è possibile andare a Himeji (11) ed Amanohashidate (12). Per avere delle notizie su tutti i luoghi nominati vi rimandiamo agli appositi post. Vi consigliamo il sito Matcha, Japan-Guide e  Marco Togni per studiare degli itinerari alternativi o che comprendono zone del Giappone che noi non abbiamo visitato! Dotonbori, Osaka Carpe koi, Himeji Iidabashi, Tokyo Nikko Nikko Takayama [...] Read more...
4 Febbraio 2020GiapponeAvete presente le mete menzionate tra gli itinerari consigliati e tutte le escursioni in giornata da Kyoto e Tokyo che avet eletto nei nostri articoli? Bene, qui troverete delle mini-guide dedicate ad ogni località che abbiamo visitato nel Chubu e nel Kansai.  I templi  sacri di Nikko, le onsen di Hakone, i cervi sacri di Nara, lo street-food di Osaka, tutto viene elencato e descritto in questa pagina. Controllate la mappa per capire dove è situato ogni luogo e come preferite organizzare il vostro giro! Noi ne abbiamo consigliato alcuni itinerari, ma siamo ben felici di sapere come voi avete deciso di gestire il vostro viaggio giapponese. Seguite questo linkse volete leggere tutti i nostri articoli sul Giappone! NIKKO Situata a due ore di treno dalla stazione di Ueno di Tokyo (e raggiungibile con 2560 yen), Nikko è il sito storico che contiene numerosi santuari e templi parte del patrimonio UNESCO.  Merita sicuramente una visita perché l’atmosfera di questo luogo è unica: i templi sorgono in una zona rialzata in mezzo alla natura, antica e misteriosa. La zona sacra della cittadina inizia proprio da Shinkyo, il ponte sacro in legno rosso che crea un bellissimo contrasto con la vegetazione e il paesaggio circostante. L’architettura dei templi di Nikko è d’influenza cinese, quindi molto diversa da quella che si trova più frequentemente in Giappone: lo stile è rococò ricco di intarsi dorati e di particolari colorati. Il santuario Tosho-gu è famoso per un bassorilievo raffigurante le tre scimmiette (le famose “non sento, non vedo, non parlo“). KAMAKURA Cittadina affacciata sul mare a meno di un’ora di treno da Tokyo, raggiungibile con meno di 1000 yen, Kamakura è patria di 65 templi e 19 santuari. Ovviamente è impossibile vederli tutti, vi consigliamo quindi di visitare il più famoso e poi di decidere il resto in base al tempo che avete a disposizione! Imperdibile è il tempio Kotokuin (200 yen l’ingresso), che si trova a pochissimi minuti di trenino locale dalla stazione di Kamakura.  Qui, in un ampio piazzale, si trova un grande Buddha di 11 metri, fratello minore di quello situato a Nara. L’atmosfera pacifica e rilassante di questo luogo vi piacerà sicuramente. Non distante si trova il tempio buddista Hasedera il cui ingresso costa 300 yen. Essendo soprelevato rispetto alla zona, vi offrirà una spettacolare vista sulla baia di Sagami! Inoltre al suo interno troverete numerosi jizos, delle simpatiche piccole statuette dall’aria pacioccosa, protettrici dei bambini e dei viaggiatori. HAKONE Località termale ad un’ora abbondante di treno da Tokyo, Hakone è famosissima perché permette una buona vista del monte Fuji se il meteo lo consente. Dormite una notte da queste parti, per poter vivere l’esperienza del ryokan: la locanda tipica giapponese in cui si dorme a terra in futon poggiati sul pavimento di tatami, e che spesso include delle onsen all’interno della struttura. Per un tour completo della zona, dalla stazione di Hakone Yumoto prendete la linea Hakone Tozan fino a Gora, da lì la funicolare che sale verso Sounzan ed infine la cabinovia che scende verso Togendai. È proprio da quest’ultima che potrete godere una fantastica vista sul lago Ashi e sul monte Fuji! Una volta arrivati sulla riva del lago, troverete un vascello assai turistico (e di dubbio gusto) pronto a traghettarvi all’altra riva. Quando il cielo è terso la vista è magnifica e il monte Fuji è visibile dall’acqua; purtroppo però basta pochissima foschia per nasconderlo totalmente.  Imperdibile è anche il santuario Gongen, nascosto nella foresta alle pendici del monte Koma. Potrete notare la sua posizione mentre attraversate il lago, perché segnalata da un torii rosso brillante situato proprio sull’acqua. Per visitare la zona di Hakone è possibile acquistare l’Hakone Free Pass che include i vari mezzi di trasporto.  NAGOYA Nagoya si trova più o meno a metà strada tra Tokyo e Kyoto, è una città poco conosciuta e generalmente poco turistica. Potrebbe risultare comoda durante il vostro viaggio come punto di partenza per visitare Takayama. Se vi capita di spenderci un paio di ore, le mete turistiche di Nagoya sono un castello, che nulla ha da togliere al castello di Osaka, e un interessantissimo museo della Toyota! Ma quello delle macchine? Sì, proprio lui! Si trova di fianco al quartiere generale dell’azienda Toyota, è completamente gratuito e offre due giri guidati in inglese (gratuiti anch’essi) che vi spiegheranno non solo le curiosità dell’attuale compagnia automobilistica, ma anche il suo passato da industria tessile! Insomma, un museo decisamente diverso dal solito che vi darà succose informazioni e curiosità non solo su una delle più importanti aziende giapponesi ma anche sulla mentalità dei giapponese per gli affari. TAKAYAMA Takayama è un paesino sulle montagne nella prefettura di Gifu, raggiungibile in autobus da Nagoya o in autobus da Kyoto con la compagnia Nohi Bus. Il viaggio forse non sarà dei più veloci o dei più economici (3,100 Yen da Nagoya o 4,500 Yen da Kyoto) però vi permette di visitare una regione meno turistica che offre paesaggi (e temperature) di sicuro diversi da quelli visti durante il vostro viaggio in Giappone. La caratteristica più interessante di Takayama è la mantenuta aura di autenticità che non troverete in nessun’altra cittadina elencata in questo itinerario. Le casette di legno con le porte scorrevoli che si affacciano sulla strada saranno l’immagine bellissima che vi porterete dietro dopo questa visita. A Takayama è anche possibile visitare il Villaggio Hida-no-sato, una ricostruzione di un antico villaggio rurale del periodo Edo, e percorrere la Higashiyama Walking Course, un percorso pedonale nei boschi che collega i vari templi subito fuori il centro città. NARA Se soggiornate a Kyoto, dovete assolutamente dedicare una giornata scarsa (a seconda di quanti templi volete visitare) a Nara. Si raggiunge facilmente da Kyoto con soli 45 minuti di viaggio in treno, ed una volta alla stazione, dirigetevi verso il parco di Nara per visitare i templi più famosi. In questo parco vivono più di 1500 cervi sacri che vi si avvicineranno immediatamente alla ricerca di cibo. Troverete ovunque intorno a voi venditori ambulanti di “gallette per cervi”, che con soli 100 yen vi daranno la possibilità di nutrire questi docili animaletti che inizieranno a inseguirvi ovunque quando capiranno che avete davvero del cibo! Attenti alle mani e alle borse perché i cervi sono implacabili e cercheranno cibo ovunque, senza risparmiare nulla. Le scene dei cervi che inseguono le persone che hanno del cibo sono dei classiconi di Nara, ma fanno ridere tantissimo ogni volta che se ne assiste ad uno. Le due attrazioni a mio avviso più belle all’interno del parco sono senza dubbio il tempio Todaiji, il cui ingresso costa 600 yen, celebre per il Buddha gigante alto 16 metri che ospita al suo interno (fratello maggiore del Buddha di Kamakura). E il santuario Kasuga Taisha (500 yen l’entrata), che si raggiunge con un percorso di 800 metri in una via costeggiata da suggestive lanterne di pietra, tra le quali si aggirano i cervi sacri, sempre pronti a mangiare qualche galletta! Il parco conta anche altri templi, ma secondo me potete evitarli se non avete molto tempo, perché i due sopracitati sono i più belli, importanti e grandi, mentre gli altri sono solo delle “brutte copie” dei due principali. Sulla via tra la stazione e il parco, non perdetevi Nakatanidou il piccolo negozio di mochi, dolcetti tipici giapponesi fatti di pasta di riso ripieni di anko, la marmellata di fagioli rossi. Non aspettatevi un sapore simile ai dolci occidentali, ma vale la pena provarli! KOYASAN Se non riuscite a dire basta ai templi buddisti e volete immergevi ancora di più nella misticità della cultura giapponese, Koyasan è la meta che fa per voi. È raggiungibile da Osaka, con un mix di treno-cablecar-autobus e un prezzo totale di 1530 yen (viaggio di sola andata di circa un’ora e mezza) o da Kyoto con 2890 yen e un paio d’ore di treno. È possibile anche acquistare il Koyasan World Heritage Ticket  (2860 yen) che oltre al viaggio andata e ritorno da Osaka (stazione di Namba o Shin-Imamiya) offre piccoli sconti presso templi, musei e negozi. L’attrazione principale di Koyosan è il cimitero Okunoin Gobyo con oltre 200.000 monumenti funebri circondati da alberi secolari. Il percorso in mezzo al bosco vi guiderà verso il mauseleo di Kobo Daishi fondatore del buddismo Shingon.  OSAKA A mezz’ora di treno da Kyoto sorge Osaka, la seconda città più grande del Giappone. Essendo una vera e propria città, girarla in lungo e in largo prende parecchio tempo, ma in un solo giorno è possibile visitare i luoghi più importanti. Quindi anche una gita in giornata da Kyoto è una buona opzione! In primis abbiamo il castello di Osaka (la cui entrata costa 600 yen.) che si trova nel cuore della città all’interno di un enorme parco, che raggiunge il suo splendore nel periodo dell’hanami. La zona più caratteristica della città è senza dubbio Dotonbori, il pazzo quartiere ricco di negozietti e mercati di ogni tipo, ma soprattutto celebre per i suoi ristoranti e per lo street food. Mangiare takoyaki e okonomiyaki ad Osaka è un must imperdibile, quindi non rinunciatevi! Nel dubbio comprate dei takoyaki da Kukuru, un negozietto impossibile da non vedere: il gigantesco polipo installato sopra all’entrata del locale lo rende visibile da ovunque!  HIMEJI Himeji è una cittadina che dista un’ora (scarsa o abbondante a seconda del treno scelto) da Kyoto. La sua attrazione principale è il castello di Himeji, una fortezza in stille giapponese chiamata anche l’airone bianco per il suo colore scintillante. Questo castello ha numerose strutture architettoniche difensive, e bilancia molto bene il gusto estetico con la sua potenza militare. Gli interni sono spogli ed interamente in legno; arrivare fino all’ultimo piano è un’impresa faticosa in estate, ma è interessante camminare in un luogo che ha visto i samurai con le loro katane. L’ingresso costa 1000 yen, 1040 yen aggiungendo l’entrata al giardino Kokoen. Quest’ultimo è un giardino in stile giapponese davvero incantevole, con tanto di laghetto con carpe koi e piccole cascate. A 30 minuti di autobus dal catello di Himeji, si trova il monte Shosha con il complesso religioso del templio Engyoji (raggiungibile in funivia), estremamente suggestivo e famoso per essere stato sfondo del film “L’ultimo Samurai”. Il Shoshazan Ropeway Pass (1,400 Yen) include il biglietto andata e ritorno dell’autobus e funivia per raggiungere il templio. AMANOHASHIDATE Siete stufi di visitare templi e castelli? È giunto il momento di organizzare una gita al mare e godere di un paesaggio senza uguali! Amanoashidate, o Ponte Paradiso, è definito una delle tre viste memorabili del Giappone. Questo luogo è raggiungibile in treno (4600 yen a tratta) o autobus (circa 2600 yen solo andata) sia da Kyoto che da Osaka in meno 3 ore. Ciò che lo rende così speciale è la lingua di sabbia bianca di quasi 4 km che collega i due estremi di un bacino naturale. Il punto migliore da dove osservare questo panorama è sopra una collina raggiungibile in seggiovia (850 yen). Una volta arrivati sulla cima,  per godere dell’esperienza appieno, voltatevi con le spalle verso il paesaggio e chinatevi, guardando il panorama a testa in giù: vi sembrerà che gli alberi galleggino in cielo su una scia di nuvole bianche! Chozuya, Nikko Cervo sacro, Nara Nikko [...] Read more...
4 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / GiapponeAntica capitale del Giappone, Kyoto è una città in cui potrete rimanere anni ed anni e scoprire sempre un tempio nuovo, mai visto fino a quel momento, perché la verità è che a Kyoto i templi sono infiniti. Culla della cultura e della storia giapponese, patria delle geishe e delle maiko che per secoli hanno perfezionato in questo luogo le loro arti, luogo in cui si sono sviluppati il Buddismo e la scuola Zen. Kyoto è una meta imperdibile per chi visita il Giappone: rimarrete sbalorditi e vi innamorerete di questo luogo. Trascorreteci più giorni possibili per perdervi tra le vie dal sapore antico e tradizionale che questo fantastico posto ha da offrire! Ovviamente questa non è una guida completa di Kyoto, ma solo un insieme di notizie di base da cui partire per esplorare il cuore del Giappone e per non perdere i luoghi più iconici. Se volete leggere tutti i nostri articoli sul Giappone, seguite questo link! Come muoversi Le attrazioni principali di Kyoto sono posizionate sul bordo della città, quindi, pur non essendo un luogo immenso come Tokyo (link al nostro articolo su Tokyo), spostarsi a piedi a volte risulta faticoso.   La due linee della metropolitana e i numerosi autobus giungono in nostro soccorso! La metropolitana ha biglietti dai 210 ai 350 yen e attraversa la città da nord a sud e da ovest a sud-est. Gli autobus sono molto comodi ed hanno una rete davvero estesa. La singola corsa costa 230 yen, e il biglietto giornaliero che dura 24 ore costa 500 yen (molto molto conveniente in numerose occasioni). In alcuni degli autobus si accede dalle porte posteriori e si esce dalle anteriori, pagando in contanti all’uscita. Non preoccupatevi se avete solo banconote con voi! Accanto all’autista sono situate sia macchine automatiche per il pagamento in monete, sia macchine automatiche di cambio banconote-monete. Altri autobus hanno invece il pagamento all’ingresso. Per girare il centro della città ovviamente la soluzione migliore è camminare. Quindi gambe in spalla per spostarsi da un tempio all’altro e per perdersi tra fantastici vicoli tra case tradizionali, santuari e giardini zen! Spostarsi da Kyoto per raggiungere altre località è davvero comodo perché la stazione di Kyoto collega molto bene la città al resto del Kansai, e con gli shinkansen al resto del Giappone (sia Tokyo che Hiroshima sono raggiungibili con treni diretti). Escursioni in giornata Nara: 45 minuti di treno e 710 yen da Kyoto. Himeji: un’ora e mezza di treno con 2270 yen, oppure 45 minuti con 5270 yen (questa seconda opzione è consigliabile solo se avete un pass dei treni). Osaka: 28 minuti di treno e 560 yen. Koyosan: poco più di 2 ore di treno e 2890 yen. Amanohashidate: 2 ore circa di treno e 4600 yen (consigliabile se avete un pass dei treni), oppure 3 ore circa di bus a 2600 yen a tratta. Must do a Kyoto Comprare un omikuji in un tempio buddista per scoprire una predizione sul proprio futuro.  Perdersi tra le viette di Gion alla ricerca di una geisha o di una maiko. Mangiare dell’ottimo ramen in un minuscolo locale con solo un bancone che separa cuoco e clientela, come nei migliori cartoni anni ’90. Comprare un bento e mangiarne il contenuto mentre si viaggia in treno. KIYOMIZU-DERA (& dintorni) Nella zona Est di Kyoto, in mezzo alla natura e soprelevato rispetto alla città, sorge il più famoso tempio di Kyoto: il Kiyomizu-dera, un luogo da inserire assolutamente in quelli da visitare. L’ingresso costa 400 yen. La vista dal Kiyomitzu-dera è magnifica e l’atmosfera particolare: attimi di spiritualità e sacralità si alternano al caos creato dai numerosi turisti! È un posto magnifico che permette un avvicinamento che rende tutti più spirituali e più zen, almeno da quello che mi hanno! Io personalmente ho faticato a percepire la spiritualità! Ho provato anche con un sorsetto di acqua sacra, ma niente…credo sia un mio limite. Nei dintorni del Kiyomitzu-dera, spostandosi un po’ verso Nord, iniziano le zone di Ninenzaka e Sannenzaka, dove piccoli vicoli si snodano tra case tradizionali,  ryokan (le locande tipiche giapponesi), ristorantini e botteghe.  Tra queste vie si respira l’aria di una Kyoto antica, e il profilo di Yasaka-noto (una pagoda di 5 piani) si staglia sopra i tetti. Un altro tempio degno di nota nella zona è il Kodai-ji, il cui ingresso costa 600 yen. La particolarità di questo complesso risiede nel fatto che appartiene alla scuola del Buddismo Zen.  Proseguendo ancora verso Nord ci troviamo nel parco Maruyama che si esprime nel migliore dei modi durante l’hanami con la fioritura dei ciliegi. e durante l’autunno con i suoi alberi dalle foglie multicolore. GION Situato nel cuore della città, sulla sponda Ovest del fiume, Gion è il quartiere dove si concentrano i locali e le sale da tè in cui le geisha (o meglio le geiko nel gergo di Kyoto) e le maiko di Kyoto si esibiscono. Anticamente le geiko erano numerose nella zona, oggi ne sono rimaste circa 300: se siete fortunati riuscirete a vederne una che a passo svelto entra in un locale della zona. Gion è un quartiere incantevole, con strette vie dal sapore antico che costeggiano rivoli d’acqua. Sarei rimasta lì tutto il giorno a cercare di scovare una qualche geisha seduta accanto al signore che vedete sulla destra della foto: un simpatico vecchietto dalla faccia buona che se ne stava lì, seduto sul ponticello, a guardare incuriosito i turisti e ad attendere chissà chi. Dall’altro lato del fiume si trova invece la zona di Pontocho, perfetta se cercate un ristorante in cui cenare, e la zona commerciale in cui sorge il Nashiki market, un mercato coperto che vende sia cibo tipico, utensili da cucina e immancabili souvenir. CAMMINO DEL FILOSOFO Ci spostiamo ora nella zona Nord-Est di Kyoto. Qui si trova il tempio Nanzen-ji, uno dei più importanti templi Zen del Giappone, molto famoso per l’acquedotto in mattoni che attraversa il suo giardino. L’ingresso costa 500 yen. Proprio a pochi minuti a piedi da questo tempio sorge l’inizio (o la fine) del cammino del filosofo: un sentiero pedonale che si snoda lungo il canale sul bordo di Higashiyama per 2 km. Deve il suo nome a Nishida Kitaro, filosofo fondatore della scuola di Kyoto, che era solito meditare passeggiando su lungo il canale. Il cammino del filosofo raggiunge il suo splendore nel periodo della fioritura dei sakura, quindi la primavera è proprio il momento giusto per una passeggiata in questa zona! Attenzione però, la bellezza dei fiori di ciliegio attira molti turisti, quindi se preferite una meditazione in solitaria lungo il percorso, bhè, probabilmente è meglio evitare la primavera. KINKAKUJI Situato nella zona Nord-Ovest di Kyoto, Kinkaku-ji è un tempio Zen costituito da un padiglione a due piani totalmente ricoperto di foglie d’oro. Oro. Potrebbe risultare pacchiano o trash, avete ragione! Ma devo dire che nel complesso è davvero bella questa struttura dorata in mezzo alla natura, e crea un’atmosfera quasi magica. Il biglietto d’entrata costa 400 yen, non è possibile entrare all’interno del padiglione, ma si costeggia la struttura seguendo il percorso guidato.  ARASHIYAMA Ad Ovest di Kyoto, abbastanza lontano da tutto il resto, sorge la zona di Arashiyama (letteralmente “montagna della tempesta“), famosa soprattutto per la bellissima foresta di bambù, visitabile gratuitamente e raggiungibile a piedi dalla stazione della metropolitana. Lo stretto sentiero serpeggia tra le fitte piante di bambù regalando una magica atmosfera immersa in una soffusa luce verde.  Il sobborgo di Arashiyama offre anche vie con numerosi negozietti, sia turistici che non, ed ovviamente alcuni templi. Tra questi menzioniamo il Koryu-ji, tempio più antico di Kyoto, e Tenryu-ji, dal cui portale posteriore si ha accesso alla via che conduce alla foresta di bambù. Se siete in cerca di un’esperienza super-turistica, vi consigliamo di affittare un kimono e fare un giro su uno dei numerosi risciò della zona! FUSHIMI INARI A Sud di Kyoto, a circa 7 minuti di treno dalla stazione centrale, sorge il santuario del Fushimi Inari, l’attrazione più istagrammata del Giappone. Il Fushimi Inari è situato alle pendici del monte Inari ed è un santuario shintoista dedicato ad Inari, il dio del riso (e quindi della prosperità negli affari e nei commerci). La particolarità di questo luogo è la sua struttura: si tratta infatti di un percorso pedonale lungo circa 4 km che si arrampica sulla montagna, e collega il santuario di Inari a santuari minori. La bellezza del Fushimi Inari sta negli oltre 4000 torii rosso brillante che costeggiano l’intero cammino, creando un lunghissimo tunnel rosso! Il percorso è quasi interamente in salita, quindi calcolate 2 o 3 ore per completarlo. E calcolate soprattutto una copiosa sudata se siete in Giappone in un periodo caldo! Io sono stata in agosto, e devo dire he l’impresa è stata davvero faticosa. Ma ne è valsa la pena! Infatti più si sale con il sentiero, più diventano radi i turisti ed è possibile percorrere dei pezzetti di percorso in solitaria per scattare qualche foto dei torii rossi deserti. L’entrata è gratuita e il santuario è sempre aperto, quindi potete pianificare questa visita in qualsiasi punto della giornata. Il messaggero del dio Inari è una volpe, per questo troverete ovunque piccole statue di volpi che vi guardano arcigne mentre passeggiate (o annaspate, a seconda della stagione) tra i torii.  Dove mangiare Kyoto è piena di ristoranti e locali per tutti i gusti, soprattutto nella zona di Pontocho, di Gion e della Stazione Centrale. Qui troverete una mini-lista con quattro ristoranti che ci sentiamo di consigliarvi e che abbiamo provato personalmente! Hakata-Nagahama-Ramen Miyoshi (¥). Se cercate un locale più autentico e con pochissimi turisti al suo interno, vi consigliamo questo minuscolo ristorantino -che passa inosservato tra le vie di Pontocho– in cui è possibile mangiare ramen a tutte le ore! È il classico piccolo locale con solo un bancone e degli sgabelli da cui è possibile ordinare e mangiare il proprio ramen. L’inglese non è parlato dai cuochi, ma il menù composto da sei tipi diversi di ramen ha le immagini, quindi ordinare è molto semplice. Prezzo bassissimo ma alta qualità. Vi consigliamo il side di kimchi se non avete mai provato questa specialità che nasce come koreana ma che è diffusa in generale in tutto l’Oriente. Teppanyaki Manryu (¥¥). In cerca di cucina teppanyaki nel cuore di Kyoto?  A Gion potrete trovare questo ristorantino molto turista-friendly con menù anche in inglese, camerieri che parlano anche inglese e dove è possibile pagare con la carta. Il locale è piccolo e spesso pieno, quindi vi consigliamo di prenotare. I posti davanti alla piastra sono i migliori, perché è possibile godersi lo spettacolo della cucina teppanyaki dal vivo! Molto consigliati gli okonomiyaki e i noodles con gamberi alla piastra. Ramen Muraji (¥¥). Ristorante di ramen ancora a Gion, proprio tra le viette più antiche. L’ingresso del locale non è così in bella vista, infatti bisogna salire per delle strette scalette fino al primo piano di un piccolo palazzo. Ramen a non finire e per tutti i gusti, veramente buono e consigliatissimo se siete da quelle parti per l’ora di cena. Tomisen Sushi (¥¥¥). Volete mangiare del sushi a Kyoto? Recatevi in questo ristorantino non lontano dalla Stazione Centrale. Porta scorrevole in legno per entrare, tavoli bassi a cui sedere senza scarpe, e chef che prepara sushi in bella vista dietro al bancone danno al locale un tocco tradizionale. Il menù che comprende anche una versione in inglese con immagini, molto comoda per capire cosa ordinare! La qualità è molto buona e vi consigliamo di provare i nigiri di tonno in tutte le sue sfumature di grassezza.  Stradine vicino Gojo Maiko a Gion Donne in yukata Furin, Kiyumizu-dera Tra le stradine di Ninenzaka [...] Read more...
4 Febbraio 2020GiapponeCon i suoi 13 milioni di abitanti, la folle Tokyo vi aspetta per un viaggio che alternerà frenesia estrema a pura pace. Da un lato infatti avrete la metropoli: grattacieli, 13 linee di metropolitana, incroci attraversati ogni minuto da migliaia di persone, strani robot giganti, dei Godzilla che sbucano tra i palazzi, insegne luminose, jingle musicali, caos estremo. Dall’altra ci saranno i templi cittadini dalle grandi lanterne, gli incensi e le preghiere, i giardini nel cuore della città che vi trasporteranno in un secondo in un’atmosfera tranquilla e distaccata da tutto, i fiori di ciliegio che durante l’hanami creeranno un’atmosfera magica. Un dualismo apparentemente inconciliabile che rende Tokyo una città spettacolare dove potrete trascorrere una settimana (o anche più) senza mai annoiarvi. In questa pagina non troverete una guida esaustiva della città, ma una mini guida di Tokyo, dei quartieri imperdibili e dei consigli per chi sta organizzando un viaggio in Giappone fai-da-te e vuole avere un’infarinatura generica della capitale nipponica. Volete leggere altri nostri articoli sul Giappone? Seguite questo link! Come muoversi Spostarsi all’intero di Tokyo è davvero semplice utilizzando le infinite linee di metropolitana e di treni che attraversano la città in lungo e in largo. Le compagnie che gestiscono metro e treni urbani sono diverse, abbiamo la JR,  la Tokyo Metro e la Toei, quindi attenzione a quale compagnia scegliere se decidete di fare un pass giornaliero! Cercate di capire quante volte prenderete la metro in una sola giornata, perché spesso i pass giornalieri non sono convenienti! Per muovervi con estrema facilità, prendete immediatamente una carta Pasmo o Suica, delle ricaricabili perfette non solo per pagare i biglietti della metro, ma anche per pagare ai combini, piccoli negozietti situati in ogni via di Tokyo che vendono di tutto, e ai distributori automatici di bevande. Ottenere una Suica o una Pasmo è semplicissimo: basta andare alle biglietterie automatiche delle stazioni della metropolitana, dove con 1000 yen prenderete una carta che ha 500 yen di ricarica al suo interno. Gli altri 500 yen sono di deposito e vi verranno restituiti se darete indietro la carta prima della vostra partenza. I prezzi dei biglietti della metropolitana vanno dai 170 a 310 yen a seconda della distanza che percorrete, e con le carte Pasmo o Suica avete un piccolo sconto su ogni biglietto. Non preoccupatevi se avete meno soldi di quelli necessari sulla vostra carta: una volta arrivati a destinazione potrete pagare la differenza mancante nelle apposite “Fair Adjustment machine” situate prima dei tornelli d’uscita.  Scaricate l’app della metro di Tokyo per avere una mappa sempre con voi, e sfruttate il sito di HyperDia  (di cui esiste anche l’app) per consultare le vie più veloci e convenienti per spostarvi all’interno di Tokyo! Escursioni in giornata Nikko: partendo dalla stazione di Ueno si raggiunge con  2560 yen e due ore di viaggio oppure con biglietti che arrivano fino a 5500 yen e un’ora e mezzo di viaggio . Kamakura: 920 yen e 55 minuti partendo dalla stazione di Tokyo. Hakone:  anche in questo caso si parte dalla stazione di Tokyo. Il viaggio dura dall’ora all’ora e mezza e i costi sono dai 2480 ai 4450 yen. Must do a Tokyo Attraversare l’affollatissimo incrocio di Shibuya con migliaia di persone. Mangiare del freschissimo sashimi al mercato del pesce di Tsukiji. Entrare nei combini, i convenience store come il 7 Eleven e il FamiliMart, sparpagliati per tutto il Giappone. Preparatevi a una spesa a base di succhi di frutta dai gusti assurdi, di speciali melonpan o di simpatici kit-kat dai gusti e colori più disparati.  SHINJUKU È uno dei quartieri di Tokyo in cui vi renderete conto di quanta gente popola questa città. Io mi ci sono ritrovata a passeggiare in solitaria una mattina, e devo dire che l’ho davvero apprezzato. L’affollata stazione della metropolitana di Shinjuku è un labirinto in cui è difficile orientarsi e una volta emersi in superficie la situazione non è troppo differente. Maxi-schermi che proiettano pubblicità e video musicali vi accoglieranno e guideranno verso le vie principali, dove insegne luminose appaiono a destra e a manca. Non meravigliatevi se tra i vari grattacieli vedrete la statua di un gigantesco Godzilla fare capolino: è tutto sotto controllo! Dopo tutto Tokyo è da sempre la città più distrutta dal celebre mostro. Gironzolando tra le vie della zona troverete negozi e ristoranti di ogni tipo. È soddisfacente anche solo osservarli dall’esterno, come nel caso del Robot Restaurant (un locale di spettacoli con ballerine e robot) che vi stupirà con i suoi robottoni giganti che si muovono al ritmo del jingle “robottò robottò resutora” o qualcosa di molto simile! UENO Il parco di Ueno è l’attrazione principale di questo quartiere; al suo interno si trovano templi, santuari, pagode e musei e il suo simbolo è il panda, è infatti qui che si trova lo zoo di Tokyo di cui il panda è la maggiore attrazione.  In primavera ed estate una distesa di fiori di loto ricopre la superficie dello stagno di Shinobazu donando al parco un aspetto più selvaggio. Se vi trovate a Tokyo nel periodo dell’hanami, non potete mancare questo parco per godere di una fantastica fioritura dei ciliegi e ammirare i sakura nel loro massimo splendore. SHIBUYA Appena fuori dalla fermata della metro di Shibuya vi ritroverete nel mezzo della folla: migliaia di persone saranno prontissime per attraversare l’incrocio più trafficato di Tokyo! Se volete osservare la scena dell’attraversamento di massa dall’alto, entrate nel grattacielo di fronte alla piazza e salite allo Starbucks al primo piano: lo spettacolo è perfetto da quella vetrata, e un timelapse è d’obbligo. Credo di aver trascorso almeno una mezz’ora a sorseggiare un cappuccino ed a osservare le persone che al verde scattavano sulle strisce. Calcolando che il semaforo dei pedoni dura un minuto, e altrettanto quello per le macchine, mi sono goduta una quindicina di attraversamenti con sguardo magnetico.  Davvero molto bello! Sul piazzale che si trova fuori dalla fermata della metro, proprio prima di attraversare, potete vedere la statua di Hachico, un cane famoso per la sua fedeltà. La storia narra che, dopo la morte del suo padrone, continuò a tornare per anni alla stazione di Shibuya dove l’uomo era solito recarsi per prendere i mezzi pubblici che lo portavano a lavoro. Il quartiere di Shibuya non è solo caos e folla e negozi, infatti procedendo verso la fermata della metro di Harajuku, arriverete al santuario Meiji-jingu, dove anche nei momenti della giornata più affollati, regna la pace. Questo santuario si trova dentro all’interno di un parco a cui si accede con un grande torii in legno. Questo luogo è abbastanza attivo per quanto riguarda i matrimoni, quindi se sarete fortunati potrete assistere a un rito tradizionale scintoista! Io ho solo visto due sposi che facevano lì il loro servizio fotografico post-nozze, ma è stato altrettanto interessante: gli abiti tradizionali da matrimonio sono splendidi. TOKYO All’interno di Tokyo vi è la stazione Tokyo (ci ho messo un po’ per capire che il nome di una delle stazioni era quello della città!) Questa stazione è un vero e proprio centro commerciale che si sviluppa sottoterra e nei grattacieli circostanti, dove potrete trovare un dedalo di vie labirintiche ricche di negozi e ristoranti di ogni tipo. Dal Pokémon Store ai negozi mono tema per molti degli anime che vi vengono in mente (One Piece, Dragon Ball e tanti altri), tutto esiste nella stazione di Tokyo. Poco lontano dalla stazione troverete il Palazzo Imperiale famoso per il suo maestoso Giardino Orientale visitabile tutto l’anno. Durante il periodo dell’hanami è d’obbligo passeggiare lungo il fossato che circonda il Palazzo: i fiori di ciliegio (sakura) sono tantissimi e riversano la loro pioggia di petali sui passanti. Procedendo in direzione opposta al Palazzo una volta usciti dalla stazione di Tokyo, ci si dirige verso Ginza, il quartiere dei negozi alla moda e dei grandi magazzini. ASAKUSA Arrivati in questo quartiere, dopo aver gustato una deliziosa tempura, dirigetevi verso l’attrazione della zona: il tempio Senso-ji, il tempio buddista più antico di Tokyo. Tra il gate iniziale del tempio (caratterizzato da un’enorme lanterna rossa), e l’ingresso vero e proprio, corre una strada piena di negozietti e bancarelle che vendono oggetti di ogni tipo. I souvenir non mancano perché questa zona è turistica, quindi i ventagli, le bacchette e i kimono si sprecano, ma molto comuni sono anche piccoli oggetti portafortuna e di buon auspicio. Un quartiere turistico, è vero, ma mi ha dato l’impressione di essere un luogo abitabile: centrale, dinamico ma escluso dal delirio dei quartieri più moderni della città. Non lontano da Asakusa si trova la modernissima Tokyo Skytree Tower che con i suoi 643 metri di altezza si aggiudica il primato di torre più alta del mondo. È possibile salirvi per godere di un fantastico panorama! Se siete interessati, è possibile consultare qui i prezzi dei biglietti.  AKIHABARA Se siete amanti di manga e anime non potete assolutamente perdere questo quartiere. Akihabara è una zona dinamica con negozi di dieci piani che contengono action figures di ogni tipo, pareti ricoperte di manga, gadget associabili ad ogni anime che avete visto nella vostra vita. Anche i negozi di elettronica e videogiochi sono numerosi tra queste vie: è il regno geek per eccellenza! Tra le strade sarà normalissimo incontrare cosplay di ogni tipo, dunque non stupitevi se vedrete ragazze con scettri magici che parlano tra loro: è tutto nella norma! Potere del cristallo di lunaaa, vieni a me! ODAIBA Nella baia di Tokyo troviamo la zona più trash della città, Odaiba, un quartiere costruito su due isole artificiali che contiene un paio di chicche imperdibili. In questa zona sorgono principalmente parchi divertimento e centri commerciali, ma affacciandovi dal ponte che guarda verso il Raimbow Bridge potrete vedere come prima cosa la riproduzione della Statua della Libertà. A Tokyo. “Perché?” chiederete voi, “Perché no?” vi risponderanno loro. Secondo oggetto particolare e insensato è il Gundam gigante, la statua del famoso robot antropomorfo alta circa 20 metri! Passeggiare ad Odaiba di sera è un vero spettacolo perché le numerose luci al neon rendono tutto incredibilmente pacchiano.  TSUKIJI Due chilometri a Sud del Palazzo Imperiale, dopo aver attraversato il quartiere di Ginza, vi troverete nella zona di Tsukiji celebre per il suo mercato del pesce. Se siete persone mattiniere dovete assolutamente andarci all’alba per assistere allo spettacolare taglio del tonno (che diventerà freschissimo sashimi in pochi minuti). Questo mercato è caratterizzato sia da banchi che vendono prodotti locali, sia da numerosi locali in cui è possibile mangiare del sushi appena pescato! Numerosi sono anche i negozietti di coltelli perfetti per tagliare il pesce, di ciotoline  e bacchette per apparecchiare la tavola con stile. Un altro luogo degno di nota in questo quartiere è il Giardino di Hamarikyu, un’oasi verde tra i grattacieli. Al suo interno si trova un’antica casa del tè, che crea un bel contrasto con i moderni edifici che si scorgono al di fuori del giardino. Negozio di ciotoline, Ginza Gundam, Odaiba Tempio di Asakusa Shibuya Meiji-jingu, Shibuya [...] Read more...
4 Febbraio 2020CoreaCittà luminosa, frenetica e attiva tanto quanto Tokyo (ma molto più sottovalutata e al di fuori dei normali percorsi turistici). Grattacieli e atmosfera futuristica, templi e palazzi immersi in giardini lussureggianti, vita notturna incredibilmente vivace: qualsiasi cosa cerchiate, Seoul ha la risposta per voi! Al contrario di molte altre mete, ho avuto la possibilità di vivere e lavorare per un breve periodo nella capitale Koreana: i consigli e gli itinerari rifletteranno allora un punto di vista più personale e meno turistico. Come muoversi Arrivare a Seoul dall’italia è facilissimo: la città ha due aeroporti (Incheon e Gimpo): di questi il primo (enorme!) è quello con più voli internazionali (mentre il secondo privilegia il traffico interno e i voli con Cina e Giappone). Dall’Italia per Incheon si trovano voli diretti sia da Roma che Milano, anche con Alitalia. Entrambi gli aeroporti sono collegati in maniera eccellente alla città con treni e metro. Così come in molte città dell’estremo oriente, muoversi a Seoul è davvero facile. Il modo più semplice è sicuramente usare la metro, composta da un sistema di nove linee intricate ed efficienti. Il nostro consiglio è di dotarsi di una carta T-Money (che può essere comprata e ricaricata a ogni stazione della metro e in molti supermercati). La carta va passata sui sensori all’ingresso e all’uscita, e il biglietto è davvero economico (1350 ₩~1€). La T-Money può essere usata anche per pagare in molti Convenience Store (come 7/11 o CU), sugli autobus e in alcuni taxi, e potrete farvi rimborsare i soldi rimasti a fine viaggio. Navigare nella metro di Seoul è davvero semplice (i cartelli e gli annunci sono spesso anche in inglese), ma vi consigliamo di scaricare un’app come Subway Korea per cercare di capire quale possa essere il tragitto migliore (soprattutto in orari di punta). Degne di menzione le varie musichette della metro, per segnalare il treno in arrivo e simili! Usare gli autobus è anche possibile (il network è eccellente), ma potrebbe essere un po’ difficile da navigare se siete alla vostra prima esperienza. Qui ad esempio potete trovare una guida che spiega le differenze tra le varie linee. I taxi sono anche un’opzione ragionevole, essendo generalmente affidabili ed economici. Attenzione però: è più che possibile che il vostro autista non conosca l’inglese. Un consiglio è di avere con sé un foglietto con scritto l’indirizzo in Hangul (o quantomeno translitterato) da consegnare non appena entrati! Escursioni in giornata Visitare la città di Incheon (raggiungibile con la metro!) e la sua Chinatown (l’unica della Korea!) Fare una gita alla DMZ, la zona demilitarizzata che segna il confine con la Korea del Nord Scalate il monte Dobongsan, dopo aver visitato il parco e il relativo monastero Buddhista. Must do in Seoul Passeggiare lungo il fiume Han (soprattutto al tramonto!) Provare il Korean Barbeque, specialmente se in compagnia. Astenersi vegetariani! La vita notturna di Hongdae (o Gangnam), anche solo sentirsi travolti da luci, suoni e persone. Completare il giro delle antiche mura cittadine tra parchi e grattacieli all’orizzonte. I PALAZZI Una prima visita alla capitale Koreana non può prescindere dalla visita dei suoi palazzi reali, costruiti dalla dinastia Joseon nel corso degli ultimi ottocento anni o giù di lì. Lo stile di questi complessi si posiziona a metà tra i palazzi imperiali cinesi e quelli giapponesi, a riflettere la turbolenta storia coreana, da sempre schiacciata tra questi due potenze regionali. La piccola penisola è stata infatti a lungo stato satellite dell’Impero cinese, venendo di tanto in tanto invasa dai nipponici d’oltremare. Le invasioni, i frequenti incendi e il naturale logoramento (i palazzi sono in gran parte costruiti in legno) han fatto sì che gran parte dei complessi abbiano subito ricostruzioni nel corso dei secoli, sebbene molto fedeli all’originale. Vi assicuriamo in ogni caso che non noterete la differenza. I palazzi (Gyeonbokgung (1), Changdeokgung (2), Changgyeonggung (3), Deoksugung (5)) insieme con il santuario di Chongmyo (4), si trovano tutti nel centro storico di Seoul, e relativamente vicini (per gli standard della megalopoli!). Se siete in vena di camminare, è possibile creare un unico itinerario, escludendo magari il più lontano Deoksugung. I prezzi di accesso sono estremamente bassi, partendo da 1000 ₩ (~70 centesimi) fino a un massimo di 8000 ₩ (~6 €). Se pianificate di visitarne tutti (o quasi), consigliamo di comprare un pass unico da 10000 ₩ (~7.5€), valido per un mese. Tenete a mente che l’ultimo mercoledì del mese l’ingresso è gratis (ma attenzione alle code!), così come lo è nel caso in cui indossiate l’Hanbok, il vestito tradizionale koreano (il cui noleggio può essere un’esperienza interessante, al costo di 20-30€ al giorno). Nel caso decidiate di operare una selezione, vi consigliamo il Gyeonbokgung o il Changdeokgung. Il primo (3000 ₩ ~ 2.20€) è il palazzo principale, nonché il più grande e imponente (nella foto qui a sinistra uno dei padiglioni più belli). Rievocazioni storiche (qui gli orari del cambio della guardia) e spettacoli con musiche e bandiere vengono spesso organizzate nel cortile esterno. Tour guidati gratuiti in inglese vengono organizzati in orari specifici. All’interno del palazzo si trova anche il bellissimo National Folk Museum, il cui biglietto è incluso con l’ingresso. Un famoso video di Psy (sì, proprio quello di Gangnam style) è girato all'(enorme) ingresso del complesso, se volete avere un’idea. Tenete presente che potrebbero volerci diverse ore per visitare tutto senza correre, quindi considerate bene i tempi di apertura! Appena fuori dal Gyeonbokgung si trova Piazza Gwanghamhun (6) (una delle principali della città), completa delle gigantesche statue raffiguranti gli eroi nazionali di Re Sejong e dell’Ammiraglio Yi Sun-sin, e spesso saturata di bancarelle di vario tipo. Poco lontano dal Gyeonbokgung si trova anche la Blue House, ovvero la residenza del presidente koreano. Il palazzo di Changdeokgung (3000 ₩ ) contiene alcuni dei padiglioni originali più antichi. La sua principale attrazione a mio parere è il Giardino Segreto (altri 5000 ₩, o compreso con il pass), un intricato complesso di giardini, laghi e padiglioni immersi nella natura. Imperdibile, soprattutto se in autunno o primavera! È obbligatorio partecipare a un tour guidato (circa 90 minuti), con l’eccezione del già citato ultimo mercoledì del mese. Gli altri palazzi (il complesso del Deoksugung e il santuario di Chongmyo) valgono entrambi una visita, ma in secondo piano rispetto ai due principali. Il primo (1000 ₩ ) – molto meno imponente degli altri – è interessante anche per la sua mimetizzazione quasi perfetta all’interno del moderno tessuto cittadino, il secondo (1000 ₩ ) – il memoriale della dinastia Joseon – per la sua atmosfera più raccolta e quasi sacrale. I MERCATI I mercati di Seoul sono un’esperienza che non volete farvi mancare in una visita alla capitale koreana. Immaginate chilometri di tunnel, migliaia di negozi di qualsiasi tipo, bancarelle di cibo da strada fumante consumati su panche lunghe decine di metri, spezie e prodotti dal dubbio aspetto ma dal gusto eccezionale, migliaia di persone a qualsiasi ora del giorno e della notte. Immaginate tutto questo, e moltiplicate per dieci, almeno. Anche nel caso non vogliate acquistare nulla, passate un po’ di tempo in almeno uno di questi mercati, assaggiate dello street food e provate l’ebrezza di trattare il prezzo con un’abilissima ajumma.  I mercati di Seoul si specializzano per area, e vi consigliamo di controllare il più adatto a voi (ad esempio qui). Nel caso non abbiate esigenze particolari scegliete invece il più conveniente per il vostro itinerario: non ne rimarrete comunque delusi. Uno dei mercati più famosi (nonché il più antico) è il Namdaemun (8). Molto famoso anche il distretto dello shopping (di lusso!) di Myeong-dong (13), dove potrete osservare anche l’omonima cattedrale in stile europeo. Il nostro preferito è però il mercato di Dongdaemun (7), il più grande di tutta la Korea e che abbiamo avuto occasione di visitare a più riprese (abitando lì vicino). Nella foto a lato potete vedere uno degli enormi food court, ma si possono trovare prodotti di tutti i tipi, con un’attenzione particolare alla moda. Appena al di fuori del Dongdaemun si trova la porta di Heunginjimun, una tra le meglio conservata tra gli antichi ingressi alla città. Appena accanto si può trovare la Dongdaemun Design Plaza (DDP), uno dei landmark più iconici di Seoul, e centro di convention, concerti, mostre e quant’altro. Sempre a brevissima distanza si trova il Mercatino delle pulci (Seoul Folk Flea Market), posto perfetto per comprare souvenir “particolari” e antica oggettistica. Un po’ la versione koreana di Porta Portese insomma! Accanto a Dongdaemun passa anche il ruscello artificiale di Cheonggyecheon. Questo piccolo corso d’acqua dalla storia travagliata (è stato infatti interrato e coperto nel corso del boom economico postbellico e solo recentemente riaperto) è ormai un simbolo della vitalità della capitale koreana. Soprattutto in una giornata soleggiata è piacevole passeggiare sulle sue rive, rinfrescarsi o passare un po’ di tempo negli innumerevoli bar e caffé delle vicinanze. Forse non sarà il cammino del filosofo di Kyoto, ma vale sicuramente una visita! QUARTIERI TRADIZIONALI Allo stesso modo di molte metropoli giapponesi, un secolo di guerre e boom economico ha alterato profondamente il tessuto cittadino di Seoul. Anche nel cuore della metropoli si trovano però ancora delle ‘isole’, o villaggi tradizionali, che ci offrono uno spaccato su come doveva essere la capitale koreana nel secolo scorso. Il più famoso tra tutti è il Bukchon Hanok (10) (nella foto), incastrato tra i palazzi del Gyeonbokgung e Cheongokgung. Negozi di souvenir, guesthouse, attività tradizionali  e cerimonie del tè non mancano; tenete però presente che questo villaggio è ancora abitato (e non dunque un museo a cielo aperto). Visitatelo dunque “in punta di piedi” per non incorrere nelle ire dei locali! Non lontano dal Bukchon si può invece trovare il quartiere di Insa-dong (11). Un po’ il quartiere hipster (o artistico) di Seoul, è sicuramente uno delle zone più tourist-friendly della città. Dai ristoranti con menù in inglese (e con opzioni vegetariane!), agli innumerevoli caffè, ai negozi di artigianato e di oggettistica tradizionale, Insa-dong è sicuramente il posto perfetto per immergersi gradualmente nella cultura koreana e (magari) comprare dei souvenir da riportare a casa. Attenzione però ai prezzi, un pochino più alti che nel resto della città! Un ultimo villaggio tradizionale che vi consigliamo è il Namsangol Hanok (9). Al contrario del Bukchon, questo è letteralmente un museo a cielo aperto. La mancanza di autenticità è però compensata dalle innumerevoli attività che vi vengono organizzate ogni giorno, e che rendono la visita molto piacevole! Proprio accanto al Namsangol si trova infine la capsula del tempo di Seoul, uno dei landmark moderni della città. Si tratta di una stanza sigillata, piena di oggetti rappresentativi della moderna Seoul, destinata ad aprirsi solo nel 2394 (in occasione dei 1000 anni di fondazione della città). Il labirinto e la piazza antistante sono molto scenici, con una vista spettacolare sul monte Namsan e la Seoul Tower! VITA NOTTURNA Seoul è famosa per la sua vibrante vita notturna. Se più o meno tutta la città si illumina di notte, alcuni quartieri sono famosi e specializzati per il divertimento, differenziandosi a seconda del target. Gran parte della cultura del divertimento koreana ruota intorno all’alcool: birra e Soju la fanno da padrone, e spiegare la complicatissima etichetta del bere e divertirsi richiederà un post a sé. In ogni caso, qualsiasi sia la vostra idea di divertimento -da una cena, alla musica dal vivo, ai locali raffinati di Gangnam – Seoul ha quello che fa per voi! Uno dei quartieri più in voga è Hongdae (12): quartiere considerato artistico, beneficia della vicinanza della vicina università di Hongik. La scena musicale è estremamente viva, e non è raro trovare negozi, bar e caffè indipendenti. Se la vostra idea di divertimento è più rilassata, Hongdae fa per voi! Più verso il centro Itaewon (14) è invece famosa per essere il quartiere internazionale (anche per la vicinanza con una base militare americana). Scritte in inglese, bar in stile occidentale e ristoranti di ogni tipo di cucina. Magari non per la vostra prima visita, ma sicuramente un luogo interessante. Chiudiamo questa sezione menzionando Gangnam (15) (nella foto), il quartiere di Seoul reso famoso dall’omonima canzone di Psy. Situato dalla parte opposta del fiume Han rispetto al classico centro cittadino, è famoso per essere uno dei quartieri più lussuosi di Seoul (una sorta di Beverly Hills al Kimchi, insomma). Personalmente non lo consigliamo se non per una breve visita, ma se ricercate lusso e ricercatezza, ebbene, questo è il posto che fa per voi! SEOUL WALL Il centro di Seoul è circondato da un’antica cerchia muraria di più di 400 anni, sopravvissute quasi interamente al giorno d’oggi. Completarne un tratto (o magari l’intero giro, a più riprese!) è un’esperienza che vi consigliamo fortemente di fare, se il tempo non vi manca nella vostra visita. Passerete alcuni tra i monumenti più tipici di Seoul (tra cui i già citati cancelli e alcuni tra i parchi più belli della città), prendendovi un po’ di respiro dalla frenesia della metropoli. La camminata non presenta nessuna difficoltà, ma alcuni tratti ripidi potrebbero essere abbastanza faticosi col il clima estivo umido e soffocante: munitevi perciò di acqua! Questa mappa spezza l’itinerario in alcuni sottopercorsi particolarmente interessanti, aggiungendo informazioni utili. Ad esempio tenete presente che alcuni tratti sono chiusi in determinati orari o giorni, e in un checkpoint (non a caso, vicino all’ingresso del parco della Casa Blu) è obbligatorio presentare un documento! Tenete anche in considerazione l’idea di visitare il Museo delle mura (17), che si trova proprio accanto  a Dongdaemun. Uno degli highlights della camminata è senza dubbio il Namsan, una montagnozza (con relativo parco) situata proprio nel cuore della città. Proprio nel cuore del parco si trova l’iconica Seoul Tower (16). Amatissima dai locali, comprende diversi punto panoramici, negozi e anche ristoranti. E se l’idea di una camminata in salita non vi attira, potete sempre arrivarci con una funivia! Cambio della guardia al Gyeonbokgung   Pagoda nei giardini del Changdeokgung Palace Millennium capsule e Seoul Tower sullo sfondo Cheonggyecheon stream (zona Dongdaemun) Gyeonbokgung Palace [...] Read more...
2 Febbraio 2020SlovacchiaUna nazione piccina con un grande potenziale: la Slovacchia non è una meta molto battuta e molto conosciuta in Europa, ma non preoccupatevi, arriviamo noi a pubblicizzarvela un po’. Bratislava, Presov, Kosice e il parco nazionale dei monti Tatra sono le mete imperdibili! In questa pagina iniziamo con una mini-guida alla capitale Bratislava (che è stata la prima tappa nel nostro viaggio attraverso la Moravia) per incuriosirvi e farvi scoprire qualcosa di più su questa destinazione low cost. Come muoversi Raggiungere Bratislava è molto semplice: il suo aeroporto la collega con moltissime altre città europee con voli dai prezzi decisamente competitivi. Inoltre l’aeroporto di Vienna è a soli 50 minuti di distanza ed esistono numerosi pullman (tra cui anche i mitici Flixbus) che percorrono la tratta numerose volte al giorno.  Per girare la Slovacchia potete utilizzare treni e pullman se vi sentite più avventurosi e se avete un po’ di tempo a disposizione, mentre è utile noleggiare una macchina se le vostre tempistiche non sono larghe! I monti Tatra occupano la zona centrale del paese e impediscono di attraversarlo in lungo e in largo senza metterci qualche ora in più del previsto, ma comunque è un’impresa fattibile anche con i mezzi pubblici. Consultate il sito delle ferrovie slovacche per organizzare al meglio il vostro itinerario e per conoscere gli orari dei treni.  Le camminate e scalate nel parco nazionale dei Tatra sono numerose e regalano panorami mozzafiato. Vi lascio il link alle 5 passeggiate più belle! Skyline di Bratislava dalla collina del castello BRATISLAVA È una tra le più piccole capitali del vecchio continente, in bilico tra cultura slava e atmosfere mitteleuropee. Non a caso a molti slovacchi non piace essere definiti est europei! Capitale un tempo del Regno di Ungheria, lo stile architettonico fonde elementi tipici medievali a palazzi di stampo asburgico fino a più recenti costruzioni in stile razionalista sovietico. Una delle parti più interessanti della città è il nucleo storico medievale con le sue guglie, vicoletti e strade acciottolate, attualmente piene di negozietti e bar. Il castello di Bratislava domina la città con uno stile che ricorda parecchio quello di Cracovia. Si raggiunge dal centro con una piacevole passeggiata e dall’altura potrete godere di una bella vista sullo skyline cittadino. Molto interessante è la visita al castello di Devìn (ingresso 5€), situato a qualche chilometro da Bratislava, quasi al confine con l’Austria. Si può raggiungere in due modi: con un bus in 20 minuti e con un battello che percorre il Danubio in un’oretta e costa circa 10€. Il viaggio sul Danubio in sé è parte dell’esperienza: molto figo! Cosa mangiare: in Slovacchia, così come nella vicina Repubblica, è la birra a farla da padrone. Non a caso è abbastanza comune nei pub ordinare direttamente un litro! Il costo della birra è anche un’ottimo indicatore dei prezzi: se per un mezzo litro vi vien chiesto più di 2€, scappate a gambe levate! Parte della cultura della birra (ceco)-slovacca impone di accompagnare una bevuta con quelli che vengono chiamati snacks: non immaginatevi noccioline o patatine, quanto piuttosto tartare di manzo, salsicce affumicate, salumi di vario tipo e formaggi spalmabili aromatizzati. Talvolta la sezione “snack” di un menù può essere più interessante del menù vero e proprio. Per mangiare vi consigliamo di uscire un poco dal -turisticissimo- centro cittadino e di esplorare le vie appena al di fuori. Puntate ai I pub tradizionali, con panche di legno e enormi beer garden. Noi ci siamo trovati bene alla Starosloviensky Pivovar, ma le alternative di certo non mancano. La cucina locale, come molte altre della famiglia est (o centro?) europea è basata su carne cotta in vario modo (eccellenti gli stufati) accompagnata da varie combinazioni di patate, cavoli e dumplings (ripieni o meno). Le opzioni vegetariane potrebbero scarseggiare nei locali più tradizionali, ma Bratislava nel corso degli ultimi anni si è trasformata in una modernissima capitale di tendenza, e non avrete certo problemi a trovare quello che fa per voi! Non rinunciate al dolce tipico, una specie di biscottoni ripieni di crema alle nocciole o crema ai semi di papavero (onnipresente nella zona): davvero particolari e gustosi! Piazza del municipioVeduta del castello dal DanubioCastelo di BratislavaCastello di Devìn [...] Read more...
2 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / PoloniaLa Polonia è una nazione molto sottovalutata perfetta per un viaggio low cost all’insegna dell’abbondanza culinaria e della vodka aromatizzata! Gli itinerari sono infiniti e i voli costano pochissimo dall’Italia, quindi potete sbizzarrirvi sia con percorsi naturalistici che con la visita alle varie città. In questa pagina troverete delle mini-guide riguardanti i nostri viaggi in Polonia e le zone che abbiamo visitato, e qualche ristorante che ci sentiamo di consigliarvi. Qui troverete una collezione di informazioni utili per chi sta organizzando un viaggio tra Cracovia, Zakopane e Varsavia. Come muoversi Raggiungere la Polonia è sia semplice che estremamente economico. Le compagnie low cost che collegano l’Italia alle varie città polacche sono numerose e offrono voli a prezzi stracciati: Ryanair e Wizzair sono quelle che abbiamo preso più spesso. Piccolo suggerimento su Wizzair, una compagnia low cost meno famosa della suddetta Ryanair ma che collega molto bene l’Italia con l’Europa dell’Est: le regole per il bagaglio a mano sono le stesse di Ryanair al momento, quindi ricordatevi di comprare la priority se desiderate portare in aereo il vostro trolley! Mi raccomando, sempre attenti alle dimensioni del bagaglio che la compagnia ammette a bordo.  Per spostarsi all’interno della Polonia i mezzi pubblici sono vostri alleati: una rete abbastanza fitta di pullman percorre anche vaste distanze e collega tante delle principali città, e delle tratte possono anche essere fatte in treno, cosa che può o non essere conveniente a second dello spostamento. Consultate il sito di Flixbus per i pullman ma anche Trainline, il sito che confronta tutti i treni e pullman europei che coprono il viaggio selezionato, per scoprire quale soddisfa al meglio le vostre esigenze. Tranquilli per quanto riguarda la lingua: nelle stazioni delle città principali (e delle località più turistiche) il personale parla inglese, quindi la comunicazione è assicurata! Rynek Główny, Cracovia CRACOVIA Città perfetta per un viaggetto da weekend lungo, Cracovia è una piccola (ma neanche troppo) città del sud della Polonia perfetta per qualche giorno di vacanza! Il motivo è semplice: oltre ad essere un posto davvero bello da girare, si trova vicino a località di grande interesse storico e turistico che possono essere visitate in giornata. Ma procediamo con ordine! La città vecchia di Cracovia è situata all’interno della vecchia cinta muraria medievale. In alcuni punti le vecchie mura sono state sostituite da un parchetto, mentre in altri si sono conservate intatte, come nella zona del barbacane. Il cuore della città vecchia (o Stare Miasto in lingua locale) è senza ombra di dubbio Rynek Główny, la piazza del mercato di origine medievale più grande d’Europa. Su questa piazza si affaccia la basilica di Santa Maria, nella parte centrale si trova l’ex mercato dei tessuti, e tutto l’anno è possibile trovare bancarelle di ogni tipo in questa immensa zona pedonale. Proseguendo verso sud,  si attraversa la città vecchia e si raggiunge il Castello di Wawel (qui informazioni sui biglietti d’ingresso) la cui vista migliore si gode dal ponte che attraversa la Vistola. Un’altra zona imperdibile è il ghetto ebraico, con i suoi vicoli e i suoi numerosi baretti e locali è un luogo perfetto per girovagare la sera e per bere un po’ di ottima soplica in compagnia. Volete brindare in polacco? E allora na zdrowie! Attenzione: a Cracovia Google Maps non funziona per i mezzi pubblici! Utilizzate il sito Jakdojade se avete intenzione di utilizzare la fitta rete di tram che collegano il centro città ai quartieri circostanti.  In giornata è possibile raggiungere i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau, un pezzo di storia del secolo scorso che non può assolutamente essere ignorato. Per quanto possa essere assurdo, ci sono persone che affrontano questi luoghi in maniera superficiale e senza dare peso agli eventi successi proprio qui non molte decadi fa. Se credete che sia giusto dare importanza e peso ad uno dei peggiori protagonisti della storia degli anni 40, vi consigliamo vivamente la visita (che è esclusivamente guidata e va acquistata in anticipo). Preparatevi ad un impatto emotivo molto forte ed a ricordare con precisione una fetta di storia che non è facile da mandare giù. Ma ora qualche informazione pratica: i biglietti si prenotano online da questo sito, e il tour di 3 ore e mezza costa 60zł. Mi raccomando prendeteli per tempo perché vanno facilmente sold out soprattutto nei periodi di alta stagione, e fate attenzione a non selezionare la lingua sbagliata per non ritrovarvi in un tour in polacco! Per raggiungere Auschwitz (che poi non è altro che il nome tedesco della polacca Oswiecim) si può prendere un bus della compagnia Lajkonik dalla stazione centrale di Cracovia: il viaggio dura un’ora e mezza e costa circa 13zł. Un’altra visita che vale sicuramente la pena di fare partendo da Cracovia è quella alla miniera di sale di Wieliczka, il cui biglietto costa 64zł ed è acquistabile tramite questo sito. Dove Mangiare: in questa minisezione vi consigliamo tre dei nostri ristoranti preferiti di Cracovia.  Primo tra tutti Wisniowy Sad, un ristorante russo su una delle vie principali della città, che sembra il salotto della casa di una nonna: centrini, poltroncine e divanetti fanno da contorno a i pochi tavoli. Il menu include varie tipologie di pierogi russi davvero buoni! Cercate della cucina tipica della Polonia? Allora Pod Wawelem è il ristorante che fa per voi. Il menu è davvero vario e i piatti sono davvero abbondanti, quindi fate attenzione a non esagerare con il numero di portate! L’ambiente è ampio e piacevole, adatto anche a gruppi numerosi  a patto di fare un po’ di fila all’ingresso. Un altro locale che ci sentiamo di consigliare è il CK Browar, un ristorante di cucina tipica della nazione. Potreste rimanere turbati dal ritratto di Francesco Giuseppe come è successo a noi, ma tranquilli, il cibo è ottimo e ci sono dei silos di birra da 4 litri a prezzi davvero convenienti! Tatra ZAKOPANE Se avete voglia di spingervi in una zona immersa nella natura, Zakopane è il luogo che fa per voi. Cittadina situata nel sud della Polonia quasi al confine con la Slovacchia, Zakopane è la meta preferita dai polacchi per il turismo montanaro sia estivo che invernale. Si raggiunge, partendo dalla stazione centrale degli autobus, con circa 3 ore di pullman da Cracovia se siete fortunati e non trovate traffico. Noi abbiamo trovato traffico ed è stato un viaggio della speranza in un pullman senza bagno o aria condizionata. Un incubo, ma siamo sopravvissuti! Non aspettatevi un paesino tranquillo e isolato, assolutamente no! Il turismo fa da padrone e riversa nella cittadina un infinito numero di persone, soprattutto nei periodi di alta stagione. Da Zakopane partono numerosi sentieri che si snodano tra i monti Tratra: il più celebre è quello di Morskie Oko, che permette di raggiungere un laghetto dal colore smeraldo incastrato tra le montagne. Seguite questo link per trovare tutti i sentieri più belli della zona, e ovviamente chiedete una mappa al centro informazioni di Zakopane! Se siete alla ricerca di una camminata semplice con un belvedere, salite verso Gubałówka: superate le numerose bancarelle che vendono paccottiglia di ogni genere, verrete ripagati da un bel panorama! Dove Mangiare: oltre alle bancarelle che vendono formaggio locale accompagnato da salsa ai mirtilli, vi consigliamo due ristoranti. Karcma Zapiecek cucina tipica della Polonia in un locale di montagna interamente in legno e con camerieri vestiti con abiti tipici. Le portate sono come al solito abbondanti ed economiche, e la carne è quasi onnipresente, quindi se siete vegetariani controllate prima il menu nel sito del ristorante. Bąkowo Zohylina Niźnio è invece una specie di baita di montagna con tanto di braciere centrale, musica dal vivo, corna (spero finte)  di cervi appese alle pareti e pellicce (spero finte) sulle panche in legno. Abbiamo dovuto aspettare un po’ per trovare un posto a sedere, ma ne è valsa la pena, perché le pietanze, di cucina tipica polacca delle montagne, erano davvero buone.  Attenzione al meteo: se siete sfortunati e beccate una tempesta di pioggia e fulmini nel bel mezzo di agosto, rimanete bloccati in paese e non potete fare nulla di tutto ciò! Quindi valutate con cura se raggiungere questo luogo se il meteo lo sconsiglia. Noi ovviamente siamo stati sfigati e la nostra permanenza a Zakopane è stata influenzata da una fantastica tempesta con fulmini. Che dire…non siamo stati particolarmente fortunati. Varsavia, piazza del mercato VARSAVIA La capitale della Polonia è stata la prima tappa di un viaggio on the road che ci ha portati fino in Finlandia nell’estate 2015. Purtroppo i ricordi precisi non sono tantissimi! Varsavia è molto comoda da girare, a piedi si riesce ad arrivare più o meno ovunque e si riesce a visitare facilmente in un weekend. I must di Varsavia sono senza dubbio il Castello Reale situato nell’omonima piazza, il cui ingresso è gratis il mercoledì;  la piazza del mercato di origine medievale (ma ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale), grandissima, quadrata e circondata di casine colorate; il barbacane, che proteggeva l’accesso alla città vecchia. Al di fuori della città vecchia menzioniamo sicuramente il parco Łazienki, in cui è davvero bello passeggiare se il tempo lo permette, e il palazzo della Cultura e della Scienza, un monumento sovietico che troneggia con i suoi 237 metri d’altezza nello skyline cittadino. Dove Mangiare: durante il nostro viaggio a Varsavia avevamo appena scoperto l’app Spotted by Locals (cioè una guida di ristoranti, locali, bar, pub e quant’altro creata dagli abitanti della città selezionata). Questa app era diventata più o meno la nostra divinità e la seguivamo in ogni consiglio inerente a ristoranti: ci ha regalato delle emozioni incredibili, bisogna ammetterlo. Purtroppo nel corso degli anni abbiamo perduto i locali salvati, ma fortunatamente abbiamo recuperato lui, Skamieljka, un ristorante russo che da fuori non sembra assolutamente un ristorante, bensì un salottino situato nel garage di una casa privata! Si trova un po’ fuori il centro città, e che ci ha nutriti di ravioli di ogni tipo e vodka per una manciata di zloti. Davvero consigliato! Scorcio della basilica situata nella piazza centrale, Cracovia Palazzo della scienza e della cultura, Varsavia Città vecchia, Varsavia Castello e Vistola, Cracovia Monti Tatra, Zakopane Campo di concentramento, Birkenau [...] Read more...
2 Febbraio 2020Cosa e dove mangiare / GreciaAmmetto che questa vacanza a Creta (qui il link all’articolo) non è stata organizzata esclusivamente per vedere le spiagge da sogno ma anche per assaporare i deliziosi piatti locali. Per di più, essendo io vegetariana, molto spesso ho problemi a trovare un’ampia offerta di cibo in vacanza e perdo la gioia di provare specialità del posto. A Creta, ma come immagino in generale in Grecia, questo problema non si è mai posto visto che qualsiasi locale offre tantissime specialità vegetariane. Come sempre, questa non vuole essere una lista esaustiva di tutti i prodotti che si possono mangiare sull’isola ma un elenco dei piatti che ci hanno più colpito e che abbiamo amato mangiare a Creta.  Piatto di dolmadakia e fagioli in umido ANTIPASTI La selezione di antipasti è da capogiro e qualche volta a cena abbiamo semplicemente ordinato uno svariato numero di antipasti saltando le portate principali. Difficile dire quale sia il mio preferito anche se le foglie di vite ripiene di riso (Dolmadakia) servite con yogurt greco sono sicuramente in cima alla mia classifica. Ci sono intingoli vari, come salsa tzatziki o crema di melanzane, che vengono solitamente serviti senza pita, e quindi vi dovrete accontentarvi a spalmarli sul pane o a mangiarli a cucchiaiate tanto sono buoni. I fagioli sono stati per noi una grande scoperta! Accompagnati da una salsina (di aglio? Non saprei, ma era squisita) sono un piatto un po’ ricercato ma assolutamente consigliabile. Tipici di Creta sono anche dei “ravioloni” fritti e ripieni di formaggio morbido di capra. Sono la fine del mondo e solo ora che ne scrivo a riguardo ho realizzato quanto mi manchino.  Piatto di Gemista serviti con yogurt greco PIATTI PRINCIPALI Partiamo con la tipica moussaka tanto conosciuta quanto buona: una “leggera” mattonella di patate, melanzane, ragù (alcuni locali propongono anche una versione vegetariana a volte con solo un po’ di salsa o con un ragù di lenticchie) e besciamella. Consigliamo di andare cauti con gli antipasti se volete ordinarne una porzione. Simile alla moussaka, c’è anche il pastitsio, una versione greca della nostra pasta al forno, preparato con strati di ragù, pasta e besciamella. Ricordate comunque che siete in Grecia quindi la cottura della pasta potrebbe non essere di vostro gradimento. Come piatti vegetariani ci sono: i Gemista, pomodori e peperoni ripieni di riso, Imam, melanzana ripiena di pomodori e feta e cotta al forno, Boureki, tortino di patate e zucchini cotto al forno con formaggio di capra. I piatti di carne sono la maggior parte e prevedono una varietà di carni alla griglia, polpette con il sugo, e carne cotta vino o altre salse. Ovviamente non mancano specialità di pesce, visto che per l’appunto ci troviamo su un’isola, ma non essendo noi grandi consumatori di pesce non mi sento di consigliarvi nessun piatto in particolare.  Due porzioni di Bougtsa DOLCI Una tradizione che abbiamo apprezzato molto consiste nell’offrire un assaggio di dolce e qualche bicchierino di raki (liquore locale) alla fine di ogni pasto. Il modo migliore per completare una già ottima cena. Personalmente i miei dolci greci preferiti sono le baklava, piccoli pasticcini di pasta fillo ripieni di noci e intrisi di miele. Si possono trovare al ristorante ma solitamente preferisco prenderne un mini vassoio in pasticceria dove li posso comprare a prezzi decisamente ridotti. Vi sorprenderà, ma anche la ciambella fritta è un dolce tipico che si può acquistare in qualsiasi panificio. Una specialità cretese si chiama Bougatsa e consiste in una porzione di pasta fillo ripiena di formaggio morbido di capra e ricoperta di zucchero. Posso immaginare qualcuno storcere il naso alla descrizione di questo dolce ma vi assicuro che è da provare. Ovviamente esiste anche la versione salata senza zucchero.  Agnello in umido servito con yogurt greco TUTTO IL RESTO Se cercate un pranzo da portare al mare, consigliamo le torte salate che potrete trovare nei panifici o sui banchi al mercato (come il mercato al coperto di La Canea). Solitamente sono ripiene di spinaci o con il formaggio morbido di capra. Per una cena veloce, economica e squisita bisogna provare i Gyros: pita ripiena di salsa tzatziki, pomodori, insalata, patatine e carne. La carne solitamente di manzo o pollo, può essere cotta sullo spiedo del kebab o su piccoli spiedini alla griglia (prendendo il nome di Souvlaki). La versione vegetariana del Gyros può essere con funghi o formaggio di origine cipriota (hallumi) entrambi cotti alla griglia. In realtà queste opzioni le ho trovate solo nei locali a La Canea, mentre a Kissamos l’alternativa vegetariana era un piatto molto abbondante di pita, pomodori, insalata, cipolle e tzatziki, insomma tutti gli ingredienti del Gyros disassemblati, esclusa la carne.  Ciò che non manca mai in qualsiasi piatto ovviamente è l’olio. Non mi sono mai vergognata di fare scarpetta nei piatti, lasciare tutto quell’olio era uno spreco ed è così saporito che anche mangiato da solo da soddisfazioni. Penso sarete tentati di portarne a casa un flaconcino. Peccato che le restrizioni dei bagagli a mano e il terrore di trovarsi olio sparso in tutta la valigia faranno da deterrente. Il consiglio è di optare per le olive, sempre squisite, impacchettate in buste sottovuoto con una minima quantità di liquido che vi permetterà di passare indenni i controlli di sicurezza. Le troverete di tante qualità diverse presso mercati e supermercati.   Colazione con vista, Kissamos Colazione dolce e salata Piatto di gyros vegetariano Melanzane Imam [...] Read more...
1 Febbraio 2020GreciaQuesto itinerario tocca le spiagge più famose della costa occidentale di Creta, luoghi paradisiaci che sono solitamente assaltati dai turisti. Ecco perché consigliamo di organizzare questo viaggio a fine settembre, quando ancora le giornate sono soleggiate e piacevolmente ventilate e l’isola comincia a svuotarsi dall’affollamento dei turisti. Ancora nel tentativo di essere una voce fuori dal coro, questo itinerario è stato pensato con spostamenti esclusivamente in autobus! Come muoversi Creta è dotata di un ottimo servizio di mezzi pubblici sia all’interno delle singola città, come La Canea, sia per coprire distanze più lunghe. La compagnia Ktel mette a disposizione comodi pullman con aria condizionata per raggiungere le mete più famose dell’isola dalle città, alle spiagge, dai porti, agli aeroporti. La loro pagina web offre tutte le informazioni di cui si possa aver bisogno: pdf con gli orari aggiornati, tratte e fermate dei pullman, e una sorta di guida turistica dell’isola. Quest’ultima evidenzia tutti i posti che possono essere raggiunti con questa compagnia con tanto di indicazioni su distanze e pullman da prendere. Nel caso aveste ancora dei dubbi, le stazioni degli autobus a La Canea e Kissamos sono dotate di biglietteria e centro informazioni per ulteriori chiarimenti. I biglietti possono essere acquistati in biglietteria o direttamente sull’autobus senza sovrapprezzo ma con l’unico vincolo di dover pagare in contanti. Il Porto Veneziano, La Canea LA CANEA L’aeroporto di La Canea è punto di partenza e di arrivo di questo itinerario data la posizione strategica nella zone occidentale di Creta e il collegamento con moltissimi aeroporti internazionali tra cui Milano, Napoli, e Pisa con voli diretti. Per spostarsi in centro città si può prendere un pullman Ktel per soli 2,50 € (qui trovate tutti gli orari) con tratte ogni 30 minuti fino alle 23.30. Il centro storico di La Canea è molto piccolo e si può tranquillamente visitare a piedi, magari di mattina quando il sole è meno caldo.  Il Porto Veneziano sarà sicuramente il luogo che più attirerà il vostro interesse. Penso di essermi soffermata su una panchina ad ammirare la bellezza di questo posto in qualsiasi momento della giornata: di mattina quando i ristoratori sono intenti a preparare i tavoli per le colazioni, al tramonto con il grande affollamento di turisti a fare foto dal molo, e alla sera quando i ristoranti si riempiono di persone e si vedono solo le luci dei locali. Dal porto dipartono le stradine della città storica, piacevolmente ombreggiate e abbellite da piante sono il posto ideale per ripararsi dal caldo. Altri luoghi di interesse della città sono: la torre Schiavo Bastion da cui si può godere la vista su tutta la città; la chiesa ortodossa nella piazza centrale della città vecchia; la sinagoga nascosta tra i vicoletti; la moschea al centro del porto, ora zona per esposizioni gratuite.  Spiaggia di Stavros STAVROS La particolarità della baia di Stavros è di essere racchiusa da un monte. Anche se la giornata è particolarmente ventosa, il mare nella baia rimane protetto e calmo. La spiaggia è famosa per avere fatto da sfondo ad alcune scene del film “Zorba il Greco” negli anni sessanta. La tratta di pullman La Canea-Stavros dura circa un’oretta e costa 2,40 €. In quanto a servizi, l’offerta delle spiagge a Creta è molto simile, solitamente ci sono docce, spogliatoi e bagni pubblici. In aggiunta si trovano sempre ristoranti o bar per pranzare e dei piccoli stabilimenti balneari dove si possono affittare ombrellone e lettini a modiche cifre (6-10 € a seconda dei posti, a volte è semplicemente sufficiente consumare una birra al bar).  Spiaggia di Agii Apostoloi AGLII APOSTOLI Questa spiaggia è forse una delle più comode da raggiungere da La Canea visto che è accessibile in un quarto d’ora con gli autobus urbani (autobus numero 21, costo del biglietto 1,20 €). Qui il personale del bar sulla spiaggia vi tenterà con vassoi di frutta e ciambelle fritte (sì, proprio come quelle del luna park e, no, non sembrano un tipico cibo da spiaggia) venduti in riva al mare.  Passeggiata di Kissamos KISSAMOS Magari non avrà il fascino di La Canea ma riteniamo che Kissamos sia una tappa perfetta per questo itinerario grazie alla sua relativa vicinanza alle spiagge più famose della costa occidentale. Non si può certo definire una meta glamour; questo vuol dire che ristoranti e alberghi hanno cifre più contenute che in La Canea e ci si può togliere qualche sfizio come cenare o fare colazione in riva al mare senza rischiare di spendere una cifra esorbitante. Kissamos è una piccola città: ha una passeggiata con ristoranti popolata esclusivamente da turisti, una via interna chiusa al traffico e la strada principale (che in alcuni contesti abbiamo sentito chiamare “autostrada”) con altri negozi interessanti, come un’ottima gelateria e uno dei migliori posti dove abbiamo mangiato il Gyros.  La fermata dell’autobus si trova sulla via principale all’altezza della piazza e qui si fermano gli autobus provenienti da La Canea mentre per tutte le altre tratte è necessario dirigersi verso la stazione degli autobus all’altezza dell’Hotel Maria.  Spiaggia di Falasarna FALASARNA Falasarna è un bellissimo spiaggione lungo più di un chilometro che vi affascinerà per la trasparenza e il colore turchese del suo mare. Dista circa 20 minuti di autobus da Kissamos (3.8 €). Il nostro consiglio è di evitare la spiaggia principale e scendere al capolinea del pullman in corrispondenza della “piccola” spiaggia. Questa spiaggia è molto più raccolta, meno battuta dal vento, e con bellissimi scorci.  Delle scalette portano ad un bar da dove potrete godervi un aperitivo ammirando il tramonto sul mare. C’è da dire che l’ultimo autobus per Kissamos parte alle 17.15 da Falasarna, quindi se volete fermarvi più a lungo dovrete usare tutto il vostro charm e fare amicizia con qualcuno dotato di macchina. Sia che vada a Kissamos, La Canea o Retimno deve per forza attraversare Kissamos e potrebbe darvi un passaggio. Quindi perché non suggerire di fermarsi tutti insieme a prendere un ottimo Gyros sulla strada principale di Kissamos, magari seguito da un altrettanto buon gelato artigianale? Tanto è di strada! Altrimenti un taxi costa circa 20 €.  Spiaggia di Elafonisi ELAFONISI La bellissima e famosissima spiaggia rosa di Creta. Il viaggio per raggiungere questa bellissima spiaggia è lungo e tortuoso, dura circa un’ora da Kissamos e costa 7 € (da La Canea sarebbero più di due ore di viaggio). Ma la bellezza della spiaggia merita questo ed altro.  Devo ammettere che prima di arrivare in spiaggia ero convinta che le onnipresenti foto con la sabbia rosa fossero in parte photoshoppate. Insomma, sapevo che avrei visto una bellissima spiaggia ma magari non così rosa come veniva pubblicizzato. Invece, con mia grande gioia ho dovuto ricredermi e i granelli rosa si potevano vedere inconfondibilmente!  Il consiglio è di non fermarsi nel primo istmo di sabbia ma di continuare sull’isola di Elafonisi dove i colori sono forse ancora più vividi e la spiaggia è meno affollata. Mi raccomando, sebbene la sabbia così distintamente rosa e le bellissime conchigliette mignon siano un invito a cui sia difficile resistere, non portatevi via souvenirs dalla spiaggia. Purtroppo, troppi turisti prima di noi non sono stati così coscienziosi e la bellezza di Elafonisi sta piano piano “sbiadendo”.  Vista sulla laguna di Balos, punto panoramico BALOS La laguna di Balos può essere raggiunta in due modi diversi.  Prendendo un autobus da Kissamos (15 € andata e ritorno) che dura circa 20 minuti e vi porta al parcheggio sopra la spiaggia. Da qui bisogna continuare a piedi per 3-4 chilometri di strada sterrata in discesa. Il lato positivo è che la vista sarà da togliere il fiato, il lato negativo è che anche la salita al ritorno vi toglierà il fiato nel senso letterale del termine! Altrimenti, al costo di 28 € (27 di biglietto e 1 di tassa turistica) si può prendere un battello dal porto di Kissamos e visitare la laguna di Balos via mare. Il porto di Kissamos è fuori dal centro città ed è raggiungibile con un breve viaggio in autobus (2 €); gli orari degli autobus sono saggiamente fissati in funzione della partenza e arrivo di del battello.  Oltre la laguna di Balos, il battello sosta anche sull’isola di Gramvousa, meno famosa, ma altrettanto bella. È un’isola disabitata dove si trovano i resti di un’antica fortezza dei Veneziani. Consigliamo di visitare la fortezza per la vista imperdibile che offre sulla baia anche se la salita è tosta e in molti preferiscono rimanere a fare un bagno in spiaggia. Mi era stato consigliato di portarmi scarpe adeguate per la camminata verso la fortezza, ma avendo solo le mie fidate Birckenstock non avevo molta scelta. In realtà il sentiero consiste in una lunga scalinata e sebbene bisogna fare un minimo di attenzione a non scivolare, soprattutto in discesa, il percorso può essere adatto ad ogni tipo di calzatura. Ho visto signore con le zeppe, ragazze con i sandalini gioiello, tante persone in infradito e persino dei pazzi a piedi scalzi! E molti di loro andavano più veloce di me!  Dopo aver trascorso un’ora e mezza sull’isola di Gramvousa, abbastanza per una breve visita alla fortezza ed un paio di bagni, ci si sposta a Balos dove ci si resterà per due ore e mezza. Durante la bassa stagione, si può chiedere gentilmente al personale del battello se sia possibile tornare a Kissamos con il battello dopo, partito da Kissamos verso mezzogiorno. Difficilmente faranno problemi, e questo vi consentirà di prolungare la vostra permanenza nella laguna di Balos per un’altra ora e mezza e rimanere sulla spiaggia quando quasi tutti gli altri sono andati via.  Balos è forse la spiaggia più paradisiaca di questa vacanza a Creta. Appena sbarcati dal battello, il consiglio è di salire la scalinata per porta al parcheggio fino al punto panoramico (a circa un terzo dell’intero percorso), scattare le foto di rito e passare il resto della giornata in acqua.  Ristorante nel centro storico, La Canea Vicolo nel centro storico, La Canea Spiaggia rosa, Elafonisi Conchigliette raccolte sulla spiaggia di Elafonisi Porto Veneziano al tramonto, La Canea [...] Read more...
31 Gennaio 2020FranciaLa zona Sud-Ovest della Francia non può mancare nei vostri itinerari se siete amanti di questa nazione. Partendo da Tolosa, la ville rose, centro culturale dell’Occitania, potete tranquillamente spingervi verso la costa atlantica, dove troverete i Paesi Baschi francesi. Se siete amanti dei viaggi on the road vi consigliamo di procedere verso i Paesi Baschi spagnoli, per visitare tutta la costa! In questo post troverete una mini-guida che vi aiuterà a muovere i primi passi in questa zona della Francia che è molto diversa dalla Francia parigina a cui siamo tutti abituati a pensare. Come muoversi Arrivare a Tolosa è semplicissimo: l’aeroporto è ben collegato alle maggiori città italiane attraverso voli di compagnie low-cost e non (sia EasyJet che Alitalia offrono voli molto frequenti), quindi è possibile acquistare tratte dai prezzi convenienti in tutti i periodi dell’anno. Una volta atterrati si arriva in centro città con il tram T1: con 1.60€ vi troverete al centro in un’oretta scarsa, una comodità sconvolgente. Se siete di fretta, un bus leggermente più costoso vi porterà direttamente in centro città in venti minuti o poco più! Tolosa è una città che si gira comodamente a piedi, ma se siete stanchi di camminare due comode linee della metropolitana A e B arriveranno in vostro soccorso (curiosità: gli annunci della Metro sono letti sia in Francese che in Occitano!).  Il costo della singola corsa è ancora di 1.60€, ma tenete in considerazione il carnet da 10 biglietti (13.40€) e il biglietto da 2 o 3 giorni (rispettivamente 8.50€ e 10.50€) che diventano assai convenienti qualora voleste utilizzare i mezzi in maniera abituale. Attenzione: Google maps non calcola i percorsi con i mezzi pubblici!! Qualora ne abbiate bisogno consigliamo di usare il sito della compagnia locale Tisséo. Il mio consiglio è in ogni caso passeggiare, perché perdersi tra le vie del centro di Tolosa è sempre una bella esperienza. Raggiungere i paesi baschi da Tolosa è molto facile: per Bayonne infatti sia l’opzione del treno che quella del pullman (come ad esempio Flixbus) sono valide. In circa 3 ore e mezza giungerete a destinazione con prezzi parecchio convenienti se prenotate con un po’ di anticipo.  Per muovervi da Bayonne a Biarritz è ancora più semplice! Un autobus interurbano vi condurrà al mare con circa 1€ e una ventina di minuti di viaggio.  Must do a Tolosa Passeggiare per il lungo Garonna (sorprendemente simile al lungo Tevere romano!) e rilassarsi bevendo pastisse al tramonto a La Daurade.Passeggiare nei vicoli del centro tra le case color pastello.Fare un pic-nic nei parchi del lungo Garonna. Must do a Bayonne e Biarritz Fare un aperitivo (o una cena) nei locali sul lungo fiume bevendo dell’ottimo vino.Un bagno nell’oceano Atlantico ovviamente!Guardare le acrobazie dei surfisti a la Grande Plage di Biarritz. Chiostro del Couvent des Jacobins TOLOSA Al di là delle attrazioni turistiche, Tolosa è una città tutta da vivere. Ho avuto modo di visitare regolarmente questo frizzante centro Occitano, uscendone ogni volta con la sensazione di sentirmi a casa. Ovviamente non mancate di visitare i luoghi da cartolina: Capitole, Jean Jaurès, il Couvent des Jacobins, le Pont Neuf, la Cathédrale de Saint-Etienne. La vera bellezza di questa città risiede però nel centro storico di stampo medioevale, e dell’atmosfera magica che si respira passeggiando per i vicoli dai toni pastello. Non pensate però che Tolosa sia una città orientata al passato: è proprio al di là del nucleo storico e turistico che l’atmosfera frizzante e multiculturale della città dà il meglio di sé. Passeggiate per il multietnico quartiere Caffarelli (a forti tinte nordafricane) dopo un’immancabile visita al Bar Kalimera. Spingetevi oltre Jean Jaurès in vicoli zeppi di minuscoli ristoranti orientali. Passate il dopocena girando per gli innumerevoli bar caratteristici di Saint-Cyprien. Ve lo garantiamo: questa città francese vi ruberà il cuore! Dove Mangiare:  Tolosa è una città dalle mille anime, a cominciare da quella Franco-Occitana. Le vie del centro sono piene zeppe di bistrot dove provare specialità della cucina locale, a cominciare dalla Cassoulet, da accompagnare rigorosamente con vino rosso. Molti di questi bistrot vi lasceranno soddisfatti: noi in particolare vi consigliamo Le Bistrot de l’Etoile. Qualora foste stanchi della cucina francese, le alternative non mancano. Consigliamo la cucina marocchina del caratteristico locale La Kasbah, o delle ottime Empanadas argentine da El Caminito. Sul fronte orientale vi consigliamo invece Fufu Ramen o il meraviglioso ristorante Laotiano O Boui Boui. Attenzione: gli ultimi due posti sono abbastanza piccoli, per cui vi conviene prenotare o presentarvi per tempo! BAYONNE Cittadina francese non lontana dalla costa atlantica, Bayonne è un luogo tranquillo nei paesi baschi dove passare un paio di giorni. È attraversata dall’affluente del fiume Adour, il Nive, ed è proprio questa zona il suo punto di forza! Infatti è sul lungofiume che troverete numerosi baretti e locali in cui mangiare tapas basche di ogni tipo. Il tutto servito in deliziose terrine di coccio e accompagnato da un buon calice di vino francese..che volete di più? Inoltre Bayonne ha una bella cattedrale da visitare, e passeggiare tra i suoi vicoli è un vero piacere. Una curiosità su Bayonne: è dal suo nome che deriva la parola baionetta, con cui si indicava una lancia improvvisata dal contadini di Bayonne che, essendo a corto di polvere da sparo e proiettili, inserirono i coltelli da caccia nella canna dei moschetti. BIARRITZ Avete voglia di oceano? Biarritz fa al caso vostro! Raggiungibile da Bayonne in giornata, Biarritz è un paesotto di mare, paradiso dei surfisti in ogni stagione. La Grande Plage è la spiaggia principale, lunghissima, larghissima, con delle belle onde non appena si alza il vento e con delle comode docce gratuite. Passeggiate sul lungomare e arrivate alla Rocher de la Vierge, un piccolo promontorio roccioso da cui si può vedere tutta la costa. I tetti di TolosaCentro città, TolosaAperitivo lungo il fiume, BayonneMaltempo oceanico, BiarritzPont Neuf in versione notturna, Tolosa [...] Read more...
31 Gennaio 2020FranciaLa Provenza è una destinazione perfetta per una vacanza rilassante durante il periodo primaverile, magari approfittando delle vacanze di Pasqua o dei ponti di fine Aprile e inizio Maggio. Questo itinerario prevede esclusivamente spostamenti in treno (o in autobus se più conveniente) evitando così ogni stress causato dal trovarsi nel traffico o dal cercare parcheggio. I colori vividi delle case della Provenza, i sapori e gli odori di quei squisiti formaggi di capra sono solo alcune delle cose che vi colpiranno di questo viaggio e vi faranno sognare di trasferirvi in una casetta giallo ocra con le finestre azzurre. Come muoversi  Il giro della Provenza richiama l’uso della macchina per toccare tutti i paesini più sperduti e i campi di lavanda. Però l’itinerario che vi vogliamo proporre comprende solo le città più caratteristica della Provenza, tutte comodamente raggiungibili con il treno. Anzi, la macchina creerebbe solo problemi visto che bisognerebbe trovare un parcheggio in centro, molto probabilmente a pagamento. L’aeroporto di Marsiglia è un ottimo punto di partenza per il vostro viaggio ed è connesso con voli diretti e low-cost a Roma, Venezia e Catania. Uno shuttle collega l’aeroporto di Marsiglia con la stazione centrale (8.30€ solo andata) con partenze ogni venti minuti. Marsiglia è comodamente visitabile a piedi ma per raggiungere alcune attrazioni un po’ fuori dal centro storico è consigliabile prendere un autobus o un tram (biglietto 1.80 € per 60 minuti). Marsiglia è senza dubbio la città qui grande di questo itinerario, quindi non avrete problemi a girare a piedi tutte le altre tappe del giro. Qui trovate una mappa delle connessioni via treno tra le varie città della Provenza. Indicazioni più dettagliate sui vari spostamenti tra una città e l’altra sono presenti nel post. Itinerari consigliati Itinerario per una settimana in Provenza fattibile con i mezzi pubblici: partendo da Marsiglia (1), ci si sposta ad Avignone (3) e Nimes (5). Aix-en-Provance (2), Arles (4), e Aigues-Mortes (6) possono invece essere visitate in giornata, la prima da Marsiglia, la seconda e la terza da Avignone e Nimes. Must do in Provenza Perdersi nelle vie del centro storico di Aix-en-Provence alla ricerca di tutte le sue 100 fontaneGodersi un “apèro” con pane e formaggio in una delle bellissime piazzette nascoste di Avignone – la mia preferita? Place des Corps SaintsIl flan, il pain au chocolate, les suisses e qualsiasi altra prelibatezza si possa trovare in una boulangerie  Cattedrale Major MARSIGLIA Da genovese mi sento di dire senza tante remore che Marsiglia si può definire la Genova francese! Antica città portuale, famosa per i suoi vicoli, con una buona dose di sali e scendi, offre come piatti principali tanto pesce, molte volte fritto, e accompagnato dalla panissa… Suona familiare? Ah, e gli abitanti sembrano avere un carattere bello scontroso e ruvido come i liguri DOC! Detto questo, Marsiglia è una città perfetta per un weekend lungo fuori porta o come punto di partenza di questo itinerario in Provenza. Due giorni sono sufficienti per visitare le principali mete del centro storico e qualche museo. Il percorso che consigliamo comincia dal porto vecchio da percorrere sul lato nord fino a Forte Saint Jean. È possibile visitare il forte gratuitamente e godere della bellissima vista su Marsiglia. Dal 2013 è stato collegato da due passerelle sopraelevate con il quartiere le Panier da una parte e con il museo MUCEM dall’altra. Il MUCEM è l’unico museo a pagamento di Marsiglia (tranne durante la prima domenica del mese) e a parte l’intrigante architettura esterna che può essere visitata gratuitamente passando da Forte Saint Jean, il contenuto del museo è particolarmente confuso e non all’altezza della sua fama (o dei 9€ di biglietto di ingresso). Usciti dal MUCEM dirigetevi verso la Cattedrale Major e da lì perdetevi nei vicoli del quartiere le Panier. Scendete nuovamente al porto e attraversatelo a bordo di un battello per soli 50 centesimi. Dall’altra parte del porto l’abbazia di Saint Victor e la basilica di Notre Dame de la Grace sono le attrazioni più famose e degne di nota. Volendo visitare dei musei consigliamo vivamente il Museo della Storia di Marsiglia e il Museo delle Belle Arti presso il palazzo Longchamp, tutti gratuiti. Se avete ancora un giorno da dedicare a Marsiglia prendete la metro fino a Rond Point du Prado e da lì gli autobus 20, 21, 22 o 23 per raggiungere il parco naturale delle Calanques. Le spiagge circondate da scogliere bianche sono raggiungibili dopo una camminata di circa un’ora. È giusto saperlo per arrivare organizzati con l’abbigliamento adeguato prima di presentarsi in infradito e costume. Place des Cardeurs AIX-EN-PROVENCE Aix-en-Provence è una piacevolissima cittadina che si può visitare facendo una gita in giornata da Marsiglia. Aix è raggiungibile in treno (8 € viaggio di sola andata) o ancora meglio in autobus (6 € viaggio di sola andata o 10 € viaggio andata e ritorno). Il bus 50 fa capolinea alla stazione dei treni di Marsiglia, parte ogni 10 minuti e in poco più di mezz’ora arriva alla stazione degli autobus di Aix. Aix è un classico paesino della Provenza con vicoletti stretti su cui si affacciano bellissime casette dai colori ocra con le finestre azzurre. Potete passare la giornata a perdervi tra le viuzze di Aix, cercando tutte le sue numerose piazzette e le sue 100 fontane! La cattedrale di Aix (ingresso gratuito) è senza dubbio degna di nota e ancora di più lo è il suo chiostro visitabile gratuitamente con una visita guidata di quasi un’ora (in francese). Aix è la città natale di Cezanne e se seguite le sue iniziali incise in lettere dorate sul ciottolato potrete visitare i luoghi più importanti della sua vita. Il Museo Granet (6€) contiene una decina di opere dell’artista. Probabilmente rimarrete delusi da questi pochi quadri esposti, per di piÙ assolutamente sconosciuti di Cezanne. Ma non vi pentirete di aver acquistato il biglietto una volta raggiunta la seconda parte di questo museo (Granet XX) con svariati quadri di Picasso, Dubuffet, e altri artisti del ‘900. La giornata ad Aix è giunta al termine e prima di tornare verso l’autobus potete fermarvi nella crèperia nel sottopassaggio di Place du Général de Gaulle,  giusto per una crèpes takeaway per il vostro viaggio. Vista di Ponte Benetiz e Palazzo dei Papi dalla riva del fiume Rodano AVIGNONE Avignone (biglietto del treno a 20 € da Marsiglia) è una bellissima città provenzale diventata famosa per aver ospitato la sede papale per una sessantina di anni. Non solo offre tutto il fascino e i colori dei vicoli provenzali ma anche un maestoso palazzo papale. L’entrata al Palais des Papis costa 12 € (o 14. 50 € con il Ponte Benetiz) e sebbene sembri una cifra cospicua è del tutto giustificata non solo a vastità del palazzo ma anche dalla possibilità di usare gli histopad cioè dei tablet che vi guideranno in italiano per circa due ore attraverso le stanze del palazzo con tanto di ricostruzione storica virtuale. Per quanto riguarda il Ponte Benetiz, sconsigliamo di acquistare il biglietto e visitarlo, quanto di ammirarlo dall’altra sponda del fiume Rodano. L’ufficio del turismo offre gratuitamente una mappa della città dove sono segnati tre percorsi che possono essere seguiti a piedi con brevi descrizioni delle tappe più importanti. Consigliamo soprattutto il percorso medioevale da arricchire con le decine di strade pedonali e piazzette nel centro città. Place de la Republique ARLES La città dove Van Gogh ha deciso di ritirarsi durante i suoi ultimi anni è raggiungibile in treno da Avignone e si consiglia di visitarla in giornata (biglietto del treno a 8 € a tratta o a 4 € in particolari orari della giornata). Sebbene la città sia famosa per aver ospitato Van Gogh per una ventina di anni e di essere stata sfondo a più di 300 sue opere, non una di queste è esposta ad Arles. L’unico modo per rivivere la presenza dell’artista è attraverso un percorso a piedi che tocca i luoghi più importanti delle opere o della vita di Van Gogh (attraverso l’app gratuita Arles Tour) o recandosi presso la fondazione Van Gogh che espone quadri di altri artisti che replicano le opere del grande pittore (9 €). Arles è famosa anche per le sue origini romane che tra le altre cose hanno lasciato un anfiteatro e un teatro, visitabili in combo al prezzo di 6.50 € (anche se la visita alle teatro potrebbe non essere necessaria dato che si può vedere dalle ringhiere che lo delimitano). Altrimenti al prezzo di 12 € potete acquistare un biglietto cumulativo per accedere a 4 monumenti romani e 2 musei.  Se preferite semplicemente girare per le viene del centro città consigliamo di scaricare l’app gratuita Arles Tour disponibile per Android ed iOs che offre ben 8 diversi tour a piedi attraverso la città, con tanto di descrizione delle attrazioni turistiche più importanti. Vista di Nimes dalla terrazza del Musée de la Romanité NIMES Dopo la piacevole sosta ad Avignone, ci si può spostare verso una delle ultime tappe di questo itinerario in treno attraverso la Provenza. Nimes è raggiungibile in soli 30 minuti da Avignone (9.90 € a tratta, o 5 € in pochi e particolari orari della giornata). Nella città di Nimes, stretti vicoli pedonali si alternano a maestosi monumenti dell’età romana che sorprendono per il perfetto stato di conservazione con cui sono arrivati ai giorni nostri. L’arena, la Maison Carrè, e la Tour Magne sono visitabili con un biglietto cumulativo di 12 €, anche se la sola vista di questi monumenti dall’esterno può essere considerata soddisfacente. È possibile godere di una vista dall’alto dell’intera città e in particolare dell’anfiteatro salendo gratuitamente sulla terrazza panoramica del Musée de la Romanité che si affaccia sulla piazza dove sorge l’arena (l’ascensore che porta alla terrazza si trova oltre il bookshop del museo) . La Tour Magne sovrasta la città e si trova a una ventina di minuti a piedi dall’anfiteatro ma il percorso attraverso i Giardini della Fontana rende molto piacevole la passeggiata.  Mura di Aigues Mortes AIGUES MORTES Il paesino di Aigues Mortes sembra uscito da una cartolina con le sue casette colorate e le mura perfettamente conservate. È raggiungibile in treno da Nîmes alla modica cifra di 1€ a tratta (treni di andata 10.31 e 12.55 e treni di ritorno 16.31 e 18.52). Con un pomeriggio a disposizione ci si può perdere per le vie dentro le mura seguendo un percorso indicato su una mappa gratuita offerta dall’ufficio del turismo. L’accesso alle mura è a pagamento (8 €) ma si può avere un bel colpo d’occhio delle mura e dei suoi bastioni facendo due passi fuori la città, verso la laguna. Se decidete di passare più tempo ad Aigues Mortes, vi consigliamo di affittare la bici e perdervi nella natura della Camargue. L’unico posto per affittare bici è fuori dalle mura, (Sport Expert, da 10 € a persona).  Aigues Mortes è famose per le saline che si estendono subito fuori le mura. Non è possibile visitarle gratuitamente, il biglietto d’ingresso dipende dal mezzo che usate per visitarle. In trenino turistico senza soste per fare foto a 10.30 € (1h15min). A piedi con guida a 18 € previa prenotazione. In bicicletta senza guida a 22 €, con guida (3h) a 24 € o 29 € se bisogna affittare la bici. Non è possibile visitare le saline a piedi in autonomia, ma in bici si’! Alla domanda “Perché?” “Perché le regole dicono così!“. Tenete presente che il colore rosa tipico delle saline è presente quasi solo d’estate, in agosto, quando l’acqua è molto bassa, la luce è intesa e c’è un’alta concentrazione di sale e piccoli molluschi rosa che ne generano il colore. Allo stesso modo non è sicuro che si possano vedere i fenicotteri rosa nelle saline: sebbene siano frequentatori delle saline e delle lagune intorno non si può sapere con certezza dove siano. Se volete incentrare la vostra visita sull’avvistamento dei fenicotteri rosa è meglio recarsi presso il Parco Ornitologico delle Camargue. Aigues Mortes Vicolo pedonale, Aix en Provance Cattedrale vista dal MUCEM, Marsiglia Case color pastello, Aix en Provance Chiostro della cattedrale di Aix en Provance [...] Read more...
30 Gennaio 2020InghilterraAvete trovato un volo economico per Bristol ma proprio non sapete che farvene perché pensate sia un luogo insignificante? Niente di più errato! Compratelo subito! E poi leggete questo post per scoprire come trascorrere un weekend (o magari un bank holiday se vivete già nel Regno Unito) nella zona Sud Ovest dell’Inghilterra per visitare la dinamica Bristol e l’incantevole Bath! Come muoversi Il modo più comodo per raggiungere questa zona d’Inghiterra è senza dubbio un volo per Bristol. Ce ne sono numerosissimi dall’Italia sia con Ryanair che con Easyjet, e in alcuni periodi dell’anno sono davvero convenienti. Bath si raggiunge in treno da Bristol in meno di 15 minuti. Situazione diversa se venite da Londra invece: partendo dalla stazione di London Paddington impiegherete circa un’ora e mezza a raggiungere Bath e un’ora e quaranta per Bristol. All’interno delle due città ci si muove facilmente a piedi, e a Bristol una fitta rete di autobus può portarvi ovunque se non avete voglia di camminare. Lungo Avon, Bath BATH Bath è una cittadina in stile georgiano molto famosa e turistica tra gli inglesi, che si gira comodamente in una mezza giornata. Uno dei luoghi da non perdere in questa cittadina è la Bath Abbey, l’abbazia in stile gotico situata proprio tra le vie del centro. Sulla stessa piazza si trovano le Romans Bath Spa, le antiche terme romane, il cui ingresso costa 20£ (18£ se comprate il biglietto online). Ma Bath non è esclusivamente una città termale, infatti è il luogo in cui la celebre scrittrice Jane Austen ha vissuto parte della sua vita, e la sua casa è attualmente un museo. Degni di nota sono anche il Circus, una piazzetta circolare dall’aria druidica, e il Royal Crescent, una serie di palazzi disposti a semicerchio situati davanti a un grande parco. Non dimentichiamoci il Pultney Bridge, il ponte di Bath costruito sulla falsa riga di Ponte Vecchio a Firenze. Senza dubbio carinissimo ed offre una bellissima visuale se guardato dal lungofiume. Dintorni. Stufi di passeggiare per Bath? Oltre a visitare Bristol, una camminata nella campagna inglese non può essere evitata! Raggiungere Prior Park è sempre una buona idea: vi ritroverete in pochi istanti in un luogo suggestivo che vi catapulterà nella location di un romanzo dell’Ottocento. Se avete voglia di camminare più a lungo, la Skyline è la passeggiata che fa per voi e che vi permetterà di godere di una bellissima vista dall’alto della città. Dove Mangiare: il primo consiglio è Jars Meze un minuscolo ma buonissimo ristorante greco che vi delizierà con la sua atmosfera cosy e le sue portate favolose. Se desiderate mangiare inglese, il Sally Lunn’s Bun è il locale che fa per voi: la più antica sala da tè di Bath che si trasforma in ristorante per le ore dei pasti, assolutamente da non perdere.  Voglia di una pizza? A Bath non manca nulla, neanche un’ottima pizza in stile napoletano al the Oven, pizzeria in cui vi sarà impossibile non parlare in italiano. Tra i pub migliori della città menzioniamo il Brew House con le sua ottima offerta di birre, lo Star Inn, una locanda in pieno stile british in cui assaporerete la vera Inghilterra, e il The Bell, dove il mercoledì sera c’è sempre musica dal vivo. Clifton Bridge, Bristol BRISTOL Bristol è una città dinamica, con un porto, un centro vasto che si sparpaglia un po’ in ogni direzione! Dalla zona del porto, che è spesso piena di mercatini e bancarelle durante il weekend, salite verso la Bristol Cathedral, cattedrale dall’ingresso gratuito che merita una breve visita. Da lì è tutta in salita per College Green, verso la torre neogotica che fa parte dell’università della città! Negozietti di musica, di libri a 3£, di vestiti, d’arte (perché, ehi, i cartoncini bristol vengono proprio da questa città) vi appariranno a destra e a manca. Non perdetevi il murales di Banksy che trovate proprio su un muro lungo la via. Banksy ha lasciato molti dei sui graffiti proprio a Bristol, sembra che questa sia la sua città natale, ma non avendo notizie certe sulla sua identità, nulla è sicuro. Se siete interessati ad i suoi lavori, consultate questo sito per avere una mappa di dove trovarli! Se volete godere di una visuale dall’alto sulla città, salite su Cabot tower prima di procedere verso Clifton Village, il vero gioiellino di Bristol. Clifton Village è un quartiere che vi sembrerà un paesino colorato proprio all’interno della città, pieno di localini e caffetterie amorevoli. Il Clifton Suspension Bridge è a due passi e non può essere evitato durante una visita a Bristol. Arrivateci all’ora del tramonto per avere la luce migliore! Dove Mangiare: voglia di un Sunday Roast o di un pranzo in stile british? The Christmas Steps è il pub che fa per voi, e si trova in un angolino davvero caratteristico di Bristol. Proprio sulla stessa vietta trovate il Chance& Counters, uno dei nostri luoghi preferiti: una ludoteca con tantissimi giochi da tavola in cui è anche possibile mangiare. Panini, dolcetti, smoothie e tanto altro mentre giocate in compagnia. Ricordatevi di prenotare un tavolo, perché è sempre pienissimo! Per un pranzo veloce ma gustoso, il consiglio è il St Nicolas Market, un mercato di street food che unisce varie specialità sia etniche che inglesi in quella che una volta era l’antica stazione di Bristol. Se volete una colazione a base di pancake, uova strapazzate e bacon, toast con feta e avocado, non potete non andare all’Ironworks, una bellissima caffetteria nel centro della città. Scorcio dall’interno delle terme romane, Bath College Green, Bristol North Parade, Bath Pultney Bridge con la neve, Bath [...] Read more...
30 Gennaio 2020InghilterraQuante volte vi è successo di innamorarvi di un posto solamente vedendone una foto? A me è capitato guardando l’immagine delle Seven Sisters stampata sulla copertina della guida dell’Inghilterra che avevo comprato prima di trasferirmi. Inizialmente sono rimasta stupita nello scoprire che una scogliera così spettacolare si trovasse proprio in Inghilterra. Il secondo pensiero è stato: “Devo assolutamente visitare questo posto“. E così, dopo soli due mesi che vivevo in Inghilterra, il mio primo weekend fuori porta era diretto verso Brighton e le Seven Sisters! Questo breve itinerario è perfetto per un weekend lungo. Vi accompagnerà lungo una piccola parte della costa sud dell’Inghilterra per ammirare le bellissime scogliere bianche delle Seven Sisters. Trovandosi nel Sussex, una tappa a Brighton non può mancare! Come muoversi Raggiungere Brighton è molto semplice in meno di un’ora con un treno diretto da Londra (stazione Victoria). La città è a dimensione d’uomo e basterà muoversi a piedi per raggiungere i maggiori luoghi di interesse. Vi consigliamo di fare in autobus la gita in giornata presso la costa delle Seven Sisters. In questo modo si evitano problemi di parcheggio e la necessità di camminare lungo percorsi ad anello per tornare verso la macchina. I servizi pubblici che percorrono questo tratto della costa sono molto efficienti e abbastanza frequenti, essendoci un autobus circa ogni mezz’ora o venti minuti. Gli autobus di riferimento per la vostra gita sono il 12, 12A, 12X, e 13X che partono da Brighton percorrono la costa fino a Eastbourne. Brighton Pier BRIGHTON La città balneare dell’Inghilterra per antonomasia per i londinesi è proprio Brighton! Si trova sulla costa sud del paese e quanto offre una buona porzione di relax e svago per chi vuole godersi un weekend al mare. Certo, la spiaggia non è il massimo, lunga e ciottolosa, ma è proprio il lungomare il motivo principale per cui i turisti popolano questa zona. Infatti offre un pullulare di attività! Numerosissimi bar e Fish & Chips che si affacciano direttamente sul mare, negozietti di souvenir, sdraio per rilassarsi sulla sabbia, campetti da basket e le piste da skaters. Per non parlare del famosissimo Pier che sovrasta il panorama con le luci e i colori del suo Luna Park aperto tutto l’anno. Sempre rimanendo sulla passeggiata di Brighton e dirigendosi verso il confinante quartiere di Hove, si incontrano i resti del West Pier andato a fuoco nel 1975 che trasmettono un che di decadente e nostalgico. Troviamo inoltre la Band Stand che con i suoi fini decori metallici sarebbe lo sfondo perfetto per un matrimonio vista mare. I bellissimi palazzi di architettura Regency lungo la strada principale culminano in Palmeira Square, dove le bianche case eleganti fanno da cornice a un curatissimo giardino pubblico dove consigliamo di fare una sosta pic-nic. Più o meno all’altezza di Palmeira Square si trovano le famose cabine colorate di Hove che animano quel tratto di passeggiata che sarebbe altrimenti una immensa distesa di cemento. Abbandonando la passeggiata, non si può perdere il dedalo di vicoli colorati (the Lanes) che caratterizza il centro storico di Brighton. Questo un tempo era la casa di pescatori. Ora è centro di costosi negozi vintage e baretti hipster che hanno però saputo mantenere il fascino di questo posto. Se siete fan di Real Time, nelle Lanes si nasconde la cioccolateria Choccywoccydoodah che era stata protagonista della serie “La fabbrica di cioccolato”. Altra tappa immancabile nel tour di Brighton è senza dubbio l’eccentrico Royal Pavillion. Costruito secondo il desiderio di Re Giorgio IV ricorda un Taj Mahal in miniatura piuttosto che un palazzo dei reali inglesi. La visita al palazzo è a pagamento (entrata 15£), mentre i giardini sono pubblici, quindi il consiglio è di stendersi sul prato e godersi la vista di questo palazzo del tutto fuori luogo! Un’altra particolarità di Brighton sono i tanti, tantissimi graffiti che colorano i vicoli attorno alla stazione e nella zona più a nord delle Lanes. Il più famoso rimane il graffito dei due “Kissing Coppers” di Banksy sul muro di un pub davanti alla stazione, che dopo essere stato venduto è stato sostituito con una copia. Continuando il vostro girovagare in cerca di graffiti, spostatevi a nord della stazione per godervi una piacevole sosta presso l’Open Market di Brighton. SEVEN SISTERS Le scogliere delle Seven Sisters possono essere facilmente raggiunte da Brighton con gli autobus che collegano la città alla vicina Eastbourne facendo diverse fermate sulla costa. Per chi già non lo sapesse, i tratti costieri in Inghilterra sono sempre facilmente accessibili e si possono percorrere nella loro interezza su dei facili sentieri che corrono paralleli alla costa. Affinché le scogliere si mantengano incontaminate, non esistono ringhiere a delimitare il dirupo quindi bisogna sempre prestare un minimo di attenzione e non sporgersi troppo. Il percorso a piedi che consigliamo per scoprire appieno questo tratto di Sussex comincia dalla fermata dell’autobus chiamata  “Beachy Head“. Scesi dall’autobus basta dirigersi verso il limitare della scogliere per intravedere il sentiero di cui parlavamo pocanzi. La prima splendida immagine che vi farà iniziare alla grande questa escursione è proprio il faro di Beachy Head che spunta a pochi metri dalla spiaggia con le sue righe bianche e rosse. Da qui, la camminata continua in direzione di Brighton e la seconda tappa di questo percorso sarà Birling Gap, dopo soli 3 chilometri di marcia, da cui potrete apprezzare la vista della Seven Sisters ed accedere finalmente alla spiaggia. La presenza di un bar, dei bagni e di un negozio di souvenir lo rende un ottimo posto per una pausa! Se vi sentite provati dalla camminata sulla costa e soprattutto dal sali-e-scendi delle scogliere, potete prendere l’autobus dalla fermata di Birling Gap e dirigervi verso la terza e ultima tappa di questa gita. Altrimenti, se preferite continuare a piedi, potete percorrere tutte e sette i colli costieri delle Seven Sisters che si protendono per poco più di 5 chilometri. In entrambi i casi, la prossima tappa è il famoso punto panoramico all’altezza del Coastguard Cottage (Cuckmere Heaven) da cui si può apprezzare la maestosità dei sette colli costieri in una cornice spettacolare. Purtroppo il Coastguard Cottage si trova sull’altra sponda del fiume rispetto alla spiaggia e non essendoci un ponte, l’unica alternativa è tornare verso la strada principale e prendere il sentiero che si mantiene alla destra del fiume (guardando il mare). Per questo motivo, forse la scelta di prendere l’autobus potrebbe essere conveniente. La giornata presso le Seven Sisters può completarsi con un tradizionale Cream Tea presso il Saltmarsh Cafe & Rooms esattamente in corrispondenza della fermata dell’autobus da cui potrete ritornare verso Brighton. Faro di Beachy Head Cream Tea, Saltmarsh Cafe & Rooms Vista delle Seven Sisters, Birling Gap Royal Pavillion, Brighton [...] Read more...
30 Gennaio 2020InghilterraLa punta Sud Ovest dell’Inghilterra vi incanterà con le sue scogliere a picco sull’oceano, i suoi paesini di pescatori ed i suoi colori magnifici. L’azzurro e il verde regneranno sovrani anche se il clima non sarà clemente con voi e il cielo sarà coperto: non importa, la Cornovaglia vi regalerà comunque delle emozioni. Se poi siete fortunati e beccate uno dei rarissimi momenti estivi inglesi, bhè, tentate anche un breve bagno nelle stupende (ma gelide) acque oceaniche! In questo articolo troverete una serie di consigli riguardanti la Cornovaglia: quali sono state le nostre località preferite ma soprattutto come spostarsi se non si ha voglia di guidare la macchina tra le strette stradine immerse nella natura. Come muoversi Il modo più comodo per raggiungere la Cornovaglia è probabilmente via aereo. L’aeroporto di Newquay è collegato principalmente ad altri aeroporti nel Regno Unito, quindi può essere raggiunto con uno scalo a Londra (Heathrow) partendo da un minimo di 70£ a/r.  Altrimenti quale modo migliore di muoversi se non la macchina? Affittando la macchina una volta arrivati in Inghilterra, si può gustare la libertà di raggiungere qualunque spiaggia e paesino remoto della Cornovaglia. Inoltre ognuna delle mete elencate in questo itinerario è dotata di parcheggio a pochi minuti a piedi dal luogo di interesse rendendo ancora più comoda l’esplorazione della Cornovaglia. Le strade possono essere molto strette, ed è quindi consigliabile muoversi con cautela e con attenzione alle macchine che potrebbero venire nel senso opposto. Se invece cercate un’opzione più economica per raggiungere la Cornovaglia, si può optare per il treno o per l’autobus che arrivano nelle città principali come Penzance o Newquay. La National Express, ad esempio, percorre la tratta aeroporto di Heathrow – Penzance in otto o nove ore di autobus oppure aeroporto di Heathrow – Newquay in sei o sette ore. Ammettiamo che non è esattamente un viaggio veloce dato che anche in treno bisogna tenere conto di circa otto o nove ore di viaggio, mentre in macchina si potrebbe arrivare a Penzance in quattro o cinque ore. Però se non ve la sentite proprio di mettervi al volante in un paese che guida dal lato sbagliato della strada, è perfettamente comprensibile ed è in quel momento che i servizi pubblici arrivano in vostro soccorso.  La Cornovaglia è dotata di un intricato network di autobus che collega tutte le mete più turistiche. In alcuni casi è possibile scegliere tra un collegamento in autobus o in treno, specialmente se ci si muove tra due cittadine. Di seguito, troverete informazioni dettagliate se come muoversi comodamente tra una meta all’altra usando esclusivamente mezzi pubblici. È sottinteso che tutti gli itinerari descritti con gli autobus possono essere fatti ancora più facilmente in macchina poiché solitamente vicino alle stazioni o fermate degli autobus ci sono anche dei comodi parcheggi per le macchine. Itinerari consigliati Itinerario da 4 giorni: l’idea migliore è concentrarsi sulla zona all’estremità sud della Cornovaglia. Pernottando a Penzance, è possibile visitare St Michael Mount, il paese di St Ives, e i paesaggi costieri di Porthcurno, Land’s End, e Lizard Point. Dati i pochi giorni è consigliabile muoversi in macchina.Itinerario da una settimana: avendo a disposizione più giorni, l’itinerario da quattro giorni può essere percorso con ritmi più tranquilli, magari usando i mezzi pubblici invece che la macchina e percorrendo tratti più lunghi a piedi. Si possono anche aggiungere all’itinerario Newquay, con le gite presso Port Isaac e St Agnes, e il castello di Tintagel. Must do in Cornovaglia Gustarsi una Cornish Pasty in una delle tante bakery di St Ives.Percorrere un tratto del South West Coast Path, il sentiero costiero che delinea i confini della Cornovaglia.Ammirare il fenomeno della marea e il mutamento del paesaggio attorno a St Michael Mount, o sulla spiaggia di Newquay.Arrivare al punto più ad Ovest dell’Inghilterra e guardare l’oceano dalla cima delle scogliere: se sarete fortunati riuscirete ad avvistare i delfini! St Michael Mount PENZANCE & ST MICHAEL MOUNT Penzance è il paese più grande che si incontra nell’estremità sud della Cornovaglia. Di per sé non è una meta turistica ma piuttosto un comodo punto di partenza per visitare i paesi e le spiagge di interesse limitrofe.  Partendo da Penzance si può raggiungere il suggestivo St Michael Mount, corrispettivo inglese dell’omonimo e famosissimo Mont Saint Michel dall’altra parte della manica. La distanza tra la stazione di Penzance e St Michael Mount è di circa 5 chilometri e mezzo quindi potete decidere, anche in base al meteo, se dirigervi a piedi lungo il South West Coast Path che percorre la costa o se prendere l’autobus U4 o A2 (stagionale) che vi porterà a destinazione in meno di mezz’ora. L’autobus arriva a Marazion, il paese subito davanti a St Michael Mount, e per raggiungere il piccolo monte si può percorrere una passerella lastricata in caso di bassa marea, o prendere un battello (2£ a tratta) se il mare circonda l’isolotto. Il monte (o isolotto a seconda del momento della giornata in cui lo visitate) è sormontato da un castello di cui sono molto famosi anche i curatissimi giardini (è possibile visitare entrambi per 16£). Il paesello ai piedi del castello è costituito da poco più di un paio di case e un porto. Sempre partendo dalla stazione di Penzance, ma questa volta prendendo il South West Coast Path in direzione sud, si può raggiungere il paese di Mousehole dove il piccolo porto di pescatori vi sorprenderà con le sue acque estremamente limpide. ST. IVES St Ives è forse il paese più bello che incontrerete in Cornovaglia. Partendo da Penzance, è possibile raggiungere St Ives in poco più di mezz’ora in treno o in autobus (numeri 16 e A17). Ciò che affascina di questo paesino sono sicuramente le vie pedonali del piccolo centro storico, il porto con le barche in secca durante la bassa marea e la bellissima spiaggia (Porthwidden beach) dai colori caraibici, separata dal porto solamente da un promontorio.  Per pranzo fatevi tentare da una delle decine di bakery locali e gustate una deliziosa Cornish Pasty dal classico ripieno con spezzatino di manzo o patate e cipolle (per i vegetariani) a varianti più particolari come agnello e menta o formaggio e funghi. Minack Theatre PORTHCURNO & MINACK THEATRE La spiaggia di Porthcurno è una meta immancabile dell’itinerario in Cornovaglia e si trova a solo una fermata di autobus da Land’s End (autobus numero A1 proveniente da Penzance), rendendola una sosta ideale prima di raggiungere la punta più estrema della penisola.  Per aver un miglior colpo d’occhio sulla spiaggia, bisogna armarsi di un po’ di coraggio e salire i ripidi scalini che costeggiano la scogliera a destra della baia. La vista sarà mozzafiato soprattutto in una giornata di bel tempo che esalta tutte le tonalità blu del mare. Proseguendo lungo la scogliera si incontra il Minack Theatre (entrata 5£), forse il teatro all’aperto costruito nella miglior posizione di sempre! Seppur ricordi un anfiteatro romano o greco, in realtà è decisamente più recente, infatti è stato completato solo nel 1983.  Spiaggia di Sennen Cove vista dal sentiero verso Land’s End LAND’S END “Land’s End” letteralmente la fine della terra, o per lo meno, il punto più a Ovest dell’Inghilterra (e non del Regno Unito!). Quello che offre ai visitatori, oltre ad un cartello che indica la distanza da New York (o qualunque altro posto vogliate aggiungere voi) è un paesaggio costiero particolarmente suggestivo. Il consiglio è di arrivare a Land’s End in autobus da Penzance (autobus numero A1), magari dopo una sosta a Porthcurno, e da lì percorrere il facile sentiero costiero (stiamo sempre parlando del South West Coast Path) che raggiunge il paese di Sennen Cove. Il paesino è poco più che un gruppo di case e una bellissima spiaggia sabbiosa. Dopo esservi riposati sulla spiaggia di Sennen Cove, potete prendere un autobus per ritornare a Land’s End (numero A3). Purtroppo l’autobus è stagionale e in caso vi trovaste da quelle parti durante la bassa stagione non rimane altro che chiudere il percorso ad anello e camminare per un altro paio di chilometri verso la fermata dell’autobus a Land’s End. Kinance Cove LIZARD POINT Raggiungere Lizard Point in autobus da Penzance è possibile, anche se il viaggio richiede un cambio di autobus e un paio di ore del vostro tempo. Certo, avendo la macchina, questo problema non si pone nemmeno dato che in 45 minuti si arriva a destinazione.  La penisola che culmina con Lizard Point è famosa per la sua costa frastagliata. Il modo migliore per farsi un’idea di questo luogo e percorrere il sentiero sulla costa (parte del South West Coast Path, sempre lui) che porta da Lizard Point verso Kinance Cove distanti meno di 3,5 chilometri. Sicuramente la foto di Kinance Cove sarà stata tra i primi risultati dopo aver googlato “Vacanze in Cornovaglia” ed effettivamente è uno spettacolo che non può essere perso.  Rimanendo sulla costa orientale della Cornovaglia, a meno di un’ora di macchina da Lizard Point, si trova il castello di Pendennis (biglietto di entrata 5£) che può essere un piacevole intermezzo alle passeggiate sulla costa e la sosta perfetta in caso di tempo brutto. Questo castello è intriso di storia, non solo per essere uno dei più grandi castelli della Cornovaglia, costruito a metà del 1500 da Enrico VIII, ma anche per essere stato usato come base militare durante la Seconda Guerra Mondiale. Newquay NEWQUAY Dopo aver pernottato per quasi tutta la vacanza all’estremità sud della Convoglia, è tempo di spostarsi per esplorare la costa nord occidentale della regione. Newquay è il posto perfetto dove alloggiare e da usare come punto di partenza per svariate gite in giornata. Con le sue dodici golden beaches e diversi percorsi costieri, Newquay offre di per sé l’intrattenimento per una o più giornate di relax al mare. Tra le spiagge circostanti suggeriamo Fistral Beach, la lunghissima spiaggia di sabbia finissima estremamente popolare tra i surfisti, e Towan Beach dove due scogliere sono unite da un ponte pedonale che, a seconda della marea, si trova sospeso sul mare o su un’ampia distesa di sabbia. Un’altra immagine altamente sfruttata per far pubblicità alle vacanze in Cornovaglia, sono i resti di un’antica miniera sulla costa. Quello più iconografico si trova sulla costa di St Agnes, raggiungibile da Newquay in meno di un’ora con l’autobus 87. Con un percorso ad anello di circa due ore si può partire dal paese di St Agnes raggiungere i resti della miniera a Wheal Coates, proseguire verso Chapel Port Beach e tornare verso St Agnes. Partendo da Newquay, si può visitare il paese di pescatori di Port Isaac, reso famoso dalla serie Doc Martin che si svolge in questa cornice. Per raggiungere Port Isaac è consigliabile avere una macchina poiché il percorso in autobus richiede tre cambi e un paio di ore di viaggio. Tintagel Castle TINTAGEL CASTLE Le rovine del castello di Tintagel (biglietto di ingresso a 13£) si trovano sopra una scogliera a strapiombo sul mare in una cornice a dir poco suggestiva. Sebbene la Cornovaglia assuma tutta una nuova vita se vista in una giornata di sole splendente, il castello di Tintagel andrebbe visitato con le nuvole basse e le rovine quasi nascoste dalla foschia: un’atmosfera misteriosa è più che appropriata per questo castello dove, secondo la leggenda, è stato concepito Re Artù grazie all’intervento di Mago Merlino.  Purtroppo bisogna ammettere che raggiungere il castello di Tintagel con l’autobus da Newquay è una bella impresa. È necessario cambio due o persino tre autobus e viaggiare per due ore a tratta. Quindi il consiglio è di visitare il castello di Tintagel solamente se siete muniti di macchina (o di tanto tempo e pazienza). St Agnes St Ives Land’s End Vista di Mousehole, Penzance Spiaggia di Porthcurno Towan Beach, Newquay Spiaggia di St Ives [...] Read more...
29 Gennaio 2020Scozia / TipsUna piccola collezione di tips scozzesi e consigli random è stata stilata su questa pagina. Alcuni sono scontati e prevedibili, ma è sempre bene ripeterli; altri sono stati scoperti solo dopo aver viaggiato in Scozia, quindi più utili se state programmando il vostro primo viaggio nelle terre scozzesi (qui trovate tutti i nostri articoli su questa destinazione). Se avete altri consigli e volete contribuire all’espansione di questa pagina per aiutare i futuri viaggiatori, lasciateci un commento! Spiaggia di Camas Daraich, Armadale, Isola di Skye Abbigliamento Il clima rigido, la pioggia frequente e il fango sono i principali elementi che vanno considerati quando si prepara il bagaglio per andare in Scozia. Il consiglio spassionato che vi diamo, soprattutto se avete intenzione di camminare un po’ nella natura scozzese, è un abbigliamento waterproof. Non dovete avere necessariamente vestiti tecnici e costosissimi, ma delle scarpe resistenti all’acqua che coprono la caviglia sono fortemente consigliate. Spesso i piedi vi affonderanno nella fanga per buoni 6 cm, e lì rimpiangerete moltissimo le scarpe adatte! Ovviamente un k-way non può mancare per proteggervi dal drizzle improvviso. Se volete essere equipaggiati alla perfezione, anche dei copri-pantaloni impermeabili sono una buona idea per essere completamente immuni all’acqua! Altrimenti mettetevi l’animo in pace: bagnarsi sarà inevitabile. Ma fa parte dell’esperienza. Automobile Noleggiare la macchina è abbastanza semplice in prossimità di aeroporti e stazioni. La vera difficoltà sta nel guidare dal lato sbagliato per stradine molto strette. L’impressione sarà quella di essere in procinto di fare un frontale con qualcuno, ma non temete, è solo un’illusione. Cercate sempre di non stare troppo a sinistra, altrimenti il rischio di perdere un cerchione contro un marciapiedi è sempre alto. Un consiglio indispensabile riguardo la macchina è fare benzina. Sempre. Non aspettate mai di avere il serbatoio vuoto, perché le pompe di benzina sono abbastanza rare nelle Highlands e nelle varie isole, o meglio, si trovano solo nei centri abitati. Quindi fate benzina ad ogni occasione per tenere il serbatoio sempre pieno e non ritrovarvi nella spiacevole situazione della spia accesa in mezzo al nulla. Quale autonoleggio scegliere? Calcolate un preventivo inserendo le date del vostro viaggio e selezionando la vettura che preferite e confrontate i prezzi sui vari siti: Enterprise, Avis, Hertz. Trovate questi stessi autonoleggi sia all’aeroporto di Edimburgo che a quello di Glasgow. Alloggio L’idea della vita è quella di aprire un ostello sull’isola di Skye: poca competizione e turisti assicurati! Le strutture per dormire infatti non sono molte sulle isole (su Skye soprattutto) quindi prenotare per tempo è d’obbligo se non volete dormire in macchina. Spesso troverete piccoli ostelli o bed and breakfast a conduzione familiare con pochissime stanze a disposizione, perciò cercate con anticipo, soprattutto se programmate il vostro viaggio in un periodo di alta stagione. Noi ci siamo trovati particolarmente bene con gli ostelli, che sono sempre in legno con strutture in stile nordico, molto puliti e carini! Se non siete tipi da ostelli, le locande che fanno servizio di bed and breakfast sono perfette per voi. Maps.me Appena arrivati in Scozia vi sentirete istantaneamente di essere fuori dal mondo. Non solo per i paesaggi lunari e, il più delle volte, deserti che vi circondano. Ma anche perché letteralmente sarete scollegati dal mondo vista la quasi completa assenza di segnale internet. Anche gli ostelli non sempre sono in grado di offrire connessione WiFi. Quindi è necessario partire organizzati, stampando o scaricando in anticipo tutto ciò di cui potrete aver bisogno. Quello che non vi dovrà mai mancare sono le mappe offline dei posti che vorrete visitare sia per farvi da navigatore in macchina che per guidarvi lungo le vostre camminate. L’app gratuita che vogliamo consigliarvi è Maps.me per sistemi Android e iOS, con mappe estremamente dettagliate e gratuite di tutto il mondo. Al contrario di Google Maps, Maps.Me indica molti più percorsi pedonali, navigazione e ricerche offline.  Moscerini (Midges) Un problema estivo che è facilmente riscontrabile in Scozia (soprattutto nelle Ebridi Esterne e nell’isola di Skye) sono dei piccoli insetti simili a moschini che pizzicano ovunque e danno veramente fastidio. Il repellente è venduto in ogni negozietto: compratelo se siete particolarmente sensibili alle punture d’insetto! Queste punture non sono aggressive come quelle delle zanzare (almeno per l’effetto che abbiamo notato sulla nostra pelle), ma potrebbero essere numerose, in quanto delle volte è possibile ritrovarsi nel mezzo di uno sciame di moscerini senza accorgersene. Per essere costantemente aggiornati sulla situazione dei midges, consultate questo sito! Negozi e ristoranti I ristoranti e i pub smettono quasi ovunque di servire cibo intorno alle 8:30, 9 di sera. Non attardatevi troppo se desiderate mangiare fuori la sera, perché altrimenti non riuscirete a cenare. Se la cittadina in cui pernottate vi sembra affollata, vi consigliamo anche di prenotare un tavolo con qualche ora di anticipo se siete in più di due. Così facendo eviterete il fully booked che vi taglia immediatamente fuori da qualsiasi locale. Per acquistare formaggi e salmoni affumicati, cercate le smoked houses locali: con pochi pound comprerete abbastanza cibo per un pranzo al sacco in mezzo alla natura. [...] Read more...
29 Gennaio 2020Itinerari / ScoziaLa Scozia è terra di camminatori.  Se siete appassionati di viaggi a piedi, oppure volete tentare dei piccoli itinerari a tappe in mezzo alla natura, la Scozia è il posto che fa per voi. Nelle terre selvagge del nord del Regno Unito troverete viaggi a piedi per tutti i gusti: dovete solo decidere quanti chilometri percorrere e in quali paesini microscopici fermarvi per passare la notte e riprendere fiato. Il resto vien da sé!Se vi interessa la Scozia in generale o state organizzando un viaggio, consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi, questo articolo per i nostri consigli pre partenza, e in generale questa pagina per trovare tutti i nostri articoli sulla Scozia! JOHN MUIR WAY Il primo viaggio a piedi che vi consigliamo è lungo il John Muir Way. Questo percorso ciclopedonale è lungo 216 km e attraversa la zona meridionale della Scozia da Helensburg a Dunbar. È organizzato in 10 tappe che potete trovare qui: queste variano dai 15 ai 25 km l’una e percorribili in giornata se siete allenati, ma le più lunghe spesso possono anche essere spezzate in due. Partendo dalle pendici dell’Arthur’s Seat di Edimburgo è possibile camminare verso Est e percorrere l’ultima parte della John Muir Way che si sviluppa proprio lungo la costa. Noi, da persone poco allenate, abbiamo percorso circa 40 km in due giorni, facendo le tappe 8 e 9 di questa mappa, da Edimburgo a North Berwick, dormendo ad Aberlady. Il paesaggio è stato davvero spettacolare: una parte della camminata è stata proprio sulla sabbia (faticosa ma soddisfacente), una parte lungo un sentiero roccioso a picco sul mare, un’altra ancora all’interno di un gigantesco campo da golf accanto alla riva. Alle nostre spalle vedevamo l’Arthur’s Seat rimpicciolirsi sempre di più! La Scozia è l’unica zona del Regno Unito in cui è possibile campeggiare liberamente, quindi il campeggio libero (se siete ben attrezzati) è un’opzione valida durante i viaggi a piedi. Ovviamente tenete sempre in considerazione il clima e le temperature. rigide anche in piena estate! Se il campeggio libero non fa per voi, troverete diverse locande dei piccoli paesini che si incontrano lungo la via. La disponibilità non è molto elevata, dunque vi consigliamo di prenotare per tempo se volete essere sicuri di dormire al caldo su un letto. Un altro aspetto da tenere in considerazione durante questo tipo di viaggio in Scozia è il terreno su cui si cammina: il fango è onnipresente nel Regno Unito in ogni periodo dell’anno, quindi munitevi di scarponi adeguati. Alcuni tratti del percorso sono proprio sulla spiaggia, quindi prestate attenzione agli orari delle maree che hanno movimenti davvero imponenti in un mare come quello scozzese. Infatti nei momenti di alta marea non è possibile percorrere cammini alternativi che passano sulla sabbia e bisogna rimanere sul sentiero maestro lontano dalla riva.  Prestonpans Quasi a North Berwick Yellowcraig Beach LANDS END TO JOHN ‘O GROATS Se siete camminatori esperti ed allenati, la Lands End to John ‘O Groats è il viaggio a piedi che fa per voi! Questo celebre percorso attraversa l’intera Gran Bretagna dall’estremo Sud-Ovest all’estremo Nord-Est, precisamente da Lands End in Cornovaglia a Jhon O’Groats in Scozia, con una perfetta linea diagonale. La distanza totale è di 1407 km, e solitamente viene percorsa in un paio di settimane di bicicletta o in circa due o tre mesi a piedi. Senza ombra di dubbio molto impegnativa! Quello che a noi piacerebbe fare è la tratta scozzese di questo lungo cammino, che parte da Inverness e si snoda per 188 km lungo la costa Est della Scozia. Qui potete trovare una mappa e la divisione del percorso in 14 tappe la cui lunghezza varia dai 14 ai 24 km.  [...] Read more...
29 Gennaio 2020Itinerari / ScoziaIl tour di uno dei posti più sottovalutati di Europa vi porterà in mezzo alla natura e agli animali più strani. Castelli, paesaggi modellati dal vento, cascate nascoste, colonie di foche, pony pelosi, mucche dalla frangetta invidiabile, sono solo alcune delle particolarità offerte dalle terre scozzesi. Immaginatevi un costante suono di cornamuse di sottofondo, ed ok, ora siete pronti a pianificare i vostri itinerari in Scozia! In questo articolo ne proporremo tre che variano nella loro lunghezza dai 5 giorni alle due settimane, mentre qui troverete tutti i nostri articoli su questa spettacolare destinazione. Come muoversi Raggiungere la Scozia non è la cosa più semplice del mondo, avete ragione, e spesso non è neanche una cosa economica, sono d’accordo con voi. Però con un paio di accorgimenti è possibile. Atterrare a Glasgow o Edimburgo con un volo diretto è la migliore idea, ma se non trovate nulla di buono per il periodo che avete in mente, prendete in considerazione di fare scalo a Londra e di comprare quindi due voli separati per raggiungere la Scozia. Infatti i voli da Londra alla Scozia possono tranquillamente costare 10£ se comprati con un buon anticipo. Affittare una macchina è quasi essenziale se avete intenzione di uscire fuori da Edimburgo e di girare un po’ le Highlands. Spostarsi con i mezzi pubblici infatti non è sempre possibile, e spesso ci sono solo due autobus al giorno che coprono una tratta. Preparatevi a guidare dalla parte “sbagliata” della strada in stradine minuscole: all’inizio vi sembrerà qualcosa di assurdo, ma ben presto ci prenderete l’abitudine! Quale autonoleggio scegliere? In primis vi consigliamo di prendere la macchina all’aeroporto di Edimburgo (se vi atterrate), dove i prezzi sono più bassi rispetto al centro città. Controllate il preventivo con le date del vostro viaggio e confrontate i prezzi sui vari siti: Enterprise, Avis, Hertz. (Trovate queste stesse compagnie di autonoleggio anche all’aeroporto di Glasgow!) Camminare in Scozia è un must imperdibile. Le camminate nella natura selvaggia  sono davvero infinite, e vi permetteranno di esplorare i posti più spettacolari. Il sito walkinghighlands raccoglie con estrema precisione ogni sentiero scozzese, catalogandolo per luogo, difficoltà e fangosità (leggi bog). Quest’ultimo fattore non va sottovalutato perché vi permetterà di capire se vi aspetta un percorso sulla terra stabile o un difficilissimo cammino nel pantano. Itinerario da 5 giorni Se è la prima volta che siete in Scozia, ovviamente Edimburgo (numero (1) nella mappa) è d’obbligo. Dall’aeroporto si raggiunge con 6£ in mezz’ora di tram o con 4.5£ e 35 minuti (condizionati dal traffico) di bus. La città è meravigliosa e potete trovare qui un post interamente dedicato a lei. La capitale scozzese si gira in più o meno 3 giorni, ed offre un assaggio della Scozia autentica e di cosa potreste trovare in un itinerario più lungo. Se avete tempo che avanza e pensate di aver esaurito l’esplorazione di Edimburgo allora vi consigliamo di andare in giornata in treno a Stirling o St’Andrews. La prima è celebre per il suo castello, ed inoltre è stata sede della famosa battaglia di Stirling dove William Wallace (reso celebre dal film Braveheart) sconfisse gli inglesi nella guerra di indipendenza scozzese. Un imponente monumento è stato dedicato a Wallace per l’evento, e in giro per la città si possono trovare molte statue che lo rappresentano. St’Andrews non è mai stata parte di un nostro itinerario, ma sappiamo che è celebre per le suggestive rovine della sua cattedrale e del suo castello, e per i campi da golf sul mare più famosi del Regno Unito. Itinerari da 10 giorni Se è la prima volta che siete in Scozia, 10 giorni sono la tempistica ottimale per uno degli itinerari più famosi: Edimburgo (1), la zona Fortwilliam e Glencoe (7) e l’isola di Skye (6). Infatti dopo una visita della capitale scozzese, potete affittare una macchina e recarvi nella zona di Glencoe che vi sorprenderà per la bellezza dei suoi paesaggi, per poi proseguire fino all’isola più famosa della Scozia.  Cliccando sui luoghi di questi itinerario potrete trovare tre post a loro interamente dedicati. Avete già visitato Edimburgo e siete pronti ad addentrarvi nelle Highlands? Bene, abbiamo l’itinerario che fa per voi. Affittando un’auto ad Edimburgo (1), potete spingervi senza problemi ad Aberdeen (2), Inverness (3), Kilchoan (8), Fortwilliam e Glencoe (7) e Loch Lomond (9). Per ognuna di queste località potete trovare una piccola guida sulla pagina dedicata. Se siete dei veterani della Scozia e ormai le Highland le avete viste in lungo e in largo, potete atterrare sulla spiaggia dell’isola di Barra o nel minuscolo aeroporto di Stornoway e far partire da lì un tour delle Ebridi Esterne (numero (5) sulla mappa). Uno dei luoghi più incontaminati della Scozia che vi regalerà dei paesaggi indimenticabili e delle camminate nella natura selvaggia. Per avere più informazioni in merito, visitate questo post che vi aiuterà a organizzare il vostro viaggio. Itinerari da 15 giorni Due settimane in Scozia sono il piano perfetto per fare un giro completo di Highlands e di qualche isola. Un itinerario che vi resterà nel cuore che vi consigliamo prevede di affittare la macchina da Edimburgo (1), e di spingersi verso Inverness (3), l’isola di Skye (6), Kilchoan (8), Fortwilliam e Glencoe (7), Loch Lomond (9). In due settimane potete godervi con tranquillità ognuna di queste località ed ovviamente potete aggiungerci ogni tipo di cammino che desiderate. Nelle pagine dedicate, trovate quelli che vi consigliamo noi. Se non siete viaggiatori scozzesi di primo pelo, una combo delle isole migliori è una buona idea per un viaggio un po’ faticoso, ma che lascerà ricordi indelebili nel cuore. Quindi partite da Edimburgo (1) con una macchina e partite alla volta di Inverness (3). Spingetevi fino ad Ullapool (4) e salpate per le Ebridi Esterne (5), per poi riavvicinarvi passando per l’isola di Skye (6), Fortwilliam e Glencoe (7). Nei post dedicati troverete notizie dettagliate per ognuno di questi luoghi. Harris, Ebridi Esterne Dun Carloway, Ebridi Esterne [...] Read more...
29 Gennaio 2020ScoziaIn questo articolo troverete tutte le località delle Highlands, che sono state menzionate nel nostro articolo degli itinerari consigliati.  Parleremo qui dei luoghi che ci sono piaciuti di più oltre a Edimburgo, l’isola di Skye e le Ebridi Esterne che hanno degli articoli interamente dedicati a loro. Qui troverete una mini guida di tutte quelle località secondo noi imperdibili, che non possono mancare in un itinerario scozzese alla scoperta delle Highlands! L’obiettivo di questa pagina è quello di aiutarvi nella scelta delle mete da visitare durante il vostro viaggio in Scozia, per permettervi di creare l’itinerario perfetto per le vostre esigenze e i vostri gusti. Castelli, trekking, cittadine, punti d’avvistamento per la fauna scozzese…cosa vi interessa di più? Ecco un articolo che vi aiuterà ad orientarvi e a scegliere con precisione quali saranno le tappe del vostro viaggio!Consultate questo articolo per i consigli da tenere a mente prima di partire per la Scozia, e in generale questa pagina per trovare tutti i nostri articoli su questa favolosa zona del Regno Unito! Castello di Dunnottar, Aberdeen ABERDEEN La città di Aberdeen non offre spettacolari forme di intrattenimento, fatta eccezione per il Castello di Dunnottar! Questo castello si trova su una scogliera e meno di mezzora di macchina da Aberdeen. L’entrata costa 7£ a persona e si può scaricare la guida gratuita del castello attraverso l’app disponibile sia per dispositivi Android che iOS. Castello di Urquhart, Loch-Ness INVERNESS A circa tre ore di macchina da Edimburgo trovate Inverness, una cittadina senza dubbio carina, con un grande punto a favore: si trova proprio accanto al famoso Loch Ness, il celebre lago in cui -secondo la leggenda- è stato avvistato il mostro Nessie, il mostro di Loch-Ness. Il punto più panoramico e famoso del lago è quello in prossimità dell’Urquhart Castle, che dista 30 minuti di macchina da Inverness. La strada è abbastanza larga ma data la fama del luogo ci sono parecchi pullman che la percorrono, quindi spesso potreste credere che lo spazio sia troppo poco, invece tranquilli, ci si passa comodamente! Il castello è aperto al pubblico fino alle 5 pm, e il biglietto per gli adulti costa 12£. Porto di Ullapool ULLAPOOL Un minuscolo villaggio di pescatori a nord delle Highlands con qualche negozio di articoli da pesca, e qualche pub che offre pranzi a base di salmone o haggis. Da qui partono però due traghetti al giorno per Stornoway, la capitale delle Ebridi Esterne, da fine marzo a fine ottobre. Sul sito della Caledonian McBrayne potete trovare gli orari e i prezzi, che si aggirano intorno ai 10£ a testa + 50£ per la macchina per tratta. Il viaggio dura 2 ore e mezza, e il traghetto è abbastanza confortevole e mai affollato. Vi consigliamo di comprare i biglietti con anticipo e di controllare il meteo, perché spesso alcune tratte vengono cancellate o subiscono ritardi a causa del maltempo. Glenfinnan viaduct, Glencoe GLENCOE La zona collinare di Glencoe è tra le più ricche di camminate da fare, infatti il Ben Nevis e le Three Sisters, che sono i monti più alti della zona, offrono una grande varietà di sentieri. Raggiungere la Lost Valley a piedi è un’esperienza fattibile da chi non si sente troppo sportivo.  Un altro punto degno di nota nella zona è senza dubbio il Glenfinnan viaduct (raggiungibile con questo sentiero pedonale), ovvero l’acquedotto su cui passa l’Espresso di Hogwarts nei film di Harry Potter. In verità è possibile vedere il treno rosso a vapore che percorre l’acquedotto controllando questi orari e considerando che il treno passerà 15 minuti dopo la partenza dalla stazione di Fort William, oppure 15 minuti prima di arrivare alla stazione di Fort William. Puffin, Isola di Lunga KILCHOAN Kilchoan non è una nota meta turistica scozzese, lo si capisce anche dal risicato numero di alberghi dove poter dormire. Effettivamente Kilchoan e’ a mala pena definibile un paese e non ci sono entusiasmanti camminate nei dintorni. La peculiarita’ di questo posto e’ il minuscolo porto da cui partono traghetti per l’isola di Mull e giri turistici per le isole di Staffa e Lunga (Staffa Tours).  Il tour da Kilchoan costa 65£ a persona e dura 6 ore. La barca parte da Oban (72£, 12 ore) e puo’ essere accessibile anche da Tobermory. Grandi protagonisti di questo tour sono i puffins, adorabili e buffissimi uccelletti che si avvicinano incuriositi quando i turisti arrivano sull’isola di Lunga. L’isola di Staffa e’ unica nel suo genere per la presenza di rocce vulcaniche dalla sezione esagonale (Fingals Cave). Se siete particolarmente fortunati potrete anche vedere delfini durante la traversata in barca, ma purtroppo non si hanno garanzie. Vista dalla cima di Ben A’An, Trossachs National Park LOCH LOMOND Loch Lomond e il parco nazionale delle Trossachs sono facilmente raggiungibili in poco più di un’ora di macchina da Glasgow e Edinburgo e offrono un assaggio della bellezza dei paesaggi delle Highlands. Le passeggiate lungo i monti e i laghi delle Trossachs sono numerose ed adatte ad ogni tipo di esperienza. La camminata sul Ben A’An è lunga meno di 4km e con un discreto dislivello permette di godere di una vista mozzafiato del Loch Katrine. Garbat,  Highlands Inverness, Highlands Glencoe, Highlands [...] Read more...
27 Gennaio 2020ScoziaA nostro avviso, la città più bella del Regno Unito. Nel raggio di pochi minuti potrete passare dai vicoli della medioevale Old Town (completa di un imponente castello arroccato come nelle migliori tradizioni) alle vie ampie e spaziose della New Town settecentesca. All’interno del tessuto cittadino si trova un meraviglioso parco,  completo di un’imponente collina rocciosa (Arthur’s Seat) a ricordarci come le Highlands con la loro natura selvaggia siano proprio lì, dietro l’angolo. Edimburgo è una città dalle molte anime, specchio perfetto di una nazione scozzese in equilibrio tra una sentita tradizione e tra un frizzante multiculturalismo. Cornamuse a ogni angolo delle strade e oscuri pub in cui il whisky è religione, ma anche il più grande festival al mondo di artisti di strada (il Fringe) e una vitalità che vi sorprenderà. Arte, cultura, cibo,  natura, musica e un pizzico di magia (non a caso Harry Potter è nato proprio qui). Cosa state aspettando? Consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi, questo articolo per i nostri consigli pre partenza, ma soprattutto questo articolo per seguire tutti i nostri consigli su dove e cosa mangiare ad Edimburgo! Su questa pagina trovate tutti i nostri articoli sulla Scozia! Cosa vedere Sulla collina che sovrasta la città, nel cuore della Old Town, si trova il castello di Edimburgo (numero (1) sulla mappa). È il più antico edificio della città, e l’attuale costruzione risale al XVI secolo. Una particolarità di questa fortezza è la sua posizione: essendo situata su un’altura accessibile da un solo lato, è difficile da conquistare. Il castello infatti non è mai stato conquistato dai nemici che lo tenevano sotto assedio. Merita sicuramente una visita se siete a Edimburgo per più di due giorni, l’ingresso costa 17.50£ ed è acquistabile online dal sito. Certo, il biglietto non è proprio economico, ma la visita vale la pena: oltre al castello vero e proprio (in ottimo stato di conservazione), potrete infatti trovare diversi musei e gallerie, inclusi i tesori della corona scozzese. Da non sottovalutare anche un fantastico panorama su Edimburgo e dintorni! Tenete in conto che l’intera visita prende dalle due alle tre ore, e che gli orari di apertura variano molto a seconda della stagione: controllate sempre sul sito per evitare brutte sorprese! Appena al di fuori del castello si apre un largo e scenico piazzale (l’Esplanade). Questa è talvolta sede di concerti o altre esibizioni, come la scenica Edinburgh Tattoo, uno show a base di luci, tamburi e cornamuse, suonate dai reggimenti degli Highlander in uniforme storica. La cornice del castello come sfondo rende l’esperienza indimenticabile! Proprio dal piazzale davanti al castello parte il Royal Mile (2), la strada lunga un miglio scozzese, che collega il castello al palazzo reale (Holyrood palace). Negozi di kilt, bancarelle di bigiotteria celtica, suonatori di cornamuse, artisti di strada e souvenir un po’ scadenti riempiono questa strada nella sua metà più vicina al castello, per poi lasciare posto a innumerevoli negozietti e pub che diventano sempre più radi a mano a mano che ci si avvicina alla sua fine.  Partiamo proprio dal castello. A pochi metri dalla rocca si possono trovare due delle attrazioni più apprezzate dai turisti: la Camera Obscura (16£) e il Whisky Experience (dai 16 ai 75 £). La prima consiste in un museo di giochi di luce e illusioni ottiche, la seconda consente di immergersi nel mondo di whisky, con tanto di degustazione. Personalmente, pur essendo esperienze interessanti, non sentiamo la necessità di consigliarvele, soprattutto in rapporto al prezzo dei biglietti. In particolare, se il vostro itinerario scozzese non si limita a Edimburgo, troverete esperienze di tour di distillerie che vi offriranno di più a prezzi più bassi. Proseguendo lungo il Royal Mile si incontra anche la Cattedrale di Edimburgo, meritevole senza dubbio di una breve visita.  Innumerevoli pub e posti dove mangiare accompagneranno la vostra camminata: vi rimandiamo alla nostra sezione su cosa mangiare per ulteriori informazioni! Scendendo verso la fine della via, vi segnaliamo due negozi fuori dai radar, ma che potrebbero meritare una visita: la Fudge House e Unknown Pleasure. Il primo si specializza in decine di varietà di uno dei dolci tipici della Gran Bretagna: se caramelle mou e burro sono tra i vostri gusti, non potete mancare! Il secondo è invece un piccolo negozio musicale indipendente  di cd e vinili specializzato in musica alternativa (come il nome suggerisce). Se siete musicofili come me, non mancate una visita e una chiacchierata con il proprietario. Ultimo edificio prima della fine della via è il Parlamento Scozzese, stabilito in seguito al referendum del 1997. L’edificio è essenziale ma affascinante nel suo design moderno e dal gusto nordico: consigliamo la visita, ma solamente se non stretti con i tempi. Dopo aver percorso il Royal Mile in tutta la sua lunghezza, ci si trova davanti l’Holyrood Palace (3), la residenza che ha ospitato fin dal XVI secolo i re e le regine scozzesi e che attualmente è quella ufficiale della monarchia britannica in Scozia. Con 15£ è possibile visitare il palazzo, con 20£ si può accedere anche alla sua galleria, e sembra che il fantasma di Agnes Sampson (accusata di stregoneria nel 1591) infesti ancora oggi la tenuta. Proprio accanto al palazzo reale si trova il parco omonimo, un’enorme oasi di verde all’interno del tessuto urbano. Il panorama è dominato dall’Arthur’s Seat (4), imponente montagnozzo vulcanico (251 m) dalla cui cima si può godere un panorama fantastico su tutta la città e sul fiordo (il Firth of Forth). Nonostante il nome faccia pensare immediatamente alla saga della tavola rotonda, nessun legame evidente è stato trovato. Più probabilmente il nome deriva da una corruzione di un antico nome gaelico. Ciononostante, l’atmosfera è magica. Consigliamo vivamente una passeggiata per il parco, e una scalata fino alla cima se avete il tempo (almeno 3-4 ore) e se il meteo è clemente. La scalata infatti non presenta nessun tipo di difficoltà (ve ne accorgerete vedendo il numero di persone di tutte le età a spasso per i sentieri), ma pioggia – e soprattutto fango – potrebbero rendere l’esperienza poco piacevole. Se non avete tanto tempo a disposizione, potrete comunque arrivare ad alcuni punti panoramici intermedi. Tornando verso il centro cittadino salite sulla piccola collina di Calton Hill (5). Niente fango o terreni scoscesi qui, ma solamente un fantastico punto panoramico sulla città vecchia. Sulla cima si trovano alcuni tra i monumenti più iconici di Edimburgo (il memoriale di Nelson, l’Osservatorio Reale e molti altri) tutti edificati in stile neoclassico. Se il tempo ve lo consente,  un picnic o una pausa nei prati sono d’obbligo. Scendendo dalla collina nella direzione opposta ci si trova direttamente nel cuore della New Town (6), un quartiere in stile georgiano costruito nel XVIII secolo. Al contrario delle strade strette e tortuose della Old Town, qui troviamo ampi viali e palazzi dalla facciata imponente.  Al giorno d’oggi la New Town è diventata il centro dello shopping della capitale scozzese: forse proprio per questo non è tra i nostri luoghi preferiti, ma ne consigliamo comunque la visita. Dietro le vetrine scintillanti delle vie principali è comunque possibile trovare alcuni vicoli davvero caratteristici che preservano lo spirito di Edimburgo: rimandiamo all’articolo sui ristoranti di Edimburgo per una descrizione di cosa potrete trovare a Rose Street! Il primo luogo di interesse che vi segnaliamo nella New Town è il Dean Village (7), un pittoresco e fiabesco villaggio costruito lungo un canale situato nella zona Nord-Ovest della città. Un’atmosfera fiabesca e incantata vi aspetta a soli 10 minuti a piedi dalle vie centrali di Edimburgo! Tornando alle pendici della collina del castello, ci sono i Princes Street Gardens, un grande parco che raggiunge il suo splendore nel periodo primaverile ed estivo e che regala un’estesa zona verde proprio nel centro della città. Nel mezzo di questi giardini sorge lo Scott Monument, il monumento edificato per il poeta scozzese Walter Scott. Oltre ad essere uno scrittore, Walter Scott ha anche recuperato le insegne (corona, spada e scettro) di Scozia, che ancora oggi possiamo trovare esposte nel castello di Edimburgo. Questo fatto ha anche contribuito a innalzare Scott al ruolo di figura chiave nell’ambito della risorgente identità scozzese, in costante ascesa dalla seconda metà del XIX secolo in poi. Nel cuore della Old Town non perdetevi Grassmarket, una piazzetta incastonata tra diverse strade in salita che pullula di pub e locali che fanno musica dal vivo ogni sera, perfetti sia per mangiare che per bere qualcosa (vi rimandiamo al nostro articolo su dove mangiare ad Edimburgo per ulteriori dettagli). Camminando verso la zona universitaria, non rinunciate a una visita (gratuita) al National Museum of Scotland: salite sulla terrazza panoramica per godere di una splendida veduta dell’Old Town e del castello di Edimburgo! Ultima, ma non per importanza, menzioniamo anche a zona sulla costa proprio a poche miglia dall’Arthur’s Seat. Dirigendosi verso il mare infatti troviamo Portobello (8), un sobborgo costiero di Edimburgo raggiungibile con l’autobus dal centro città, dove troverete una sorprendente spiaggia di sabbia bianca lunga circa 2 miglia. Andando invece verso la foce del Water of Leith troverete per l’appunto Leith (9), un rinomato quartiere portuale ricco di bistrot, ristoranti e pub tradizionali sul mare. Questa zona è stata rinnovata e bonificata nell’ultimo ventennio, mentre prima era considerata un sobborgo malfamato e problematico: non a caso è proprio qui che è stato ambientato il celebre film Trainspotting. Lo scorcio che si vede da The News Steps Da non perdere Due sono gli eventi imperdibili ad Edimburgo se capitate nel periodo giusto: il Fringe e l’Hogmanay. Il Fringe è il festival delle arti che dura 25 giorni del mese di agosto. Attori, cabarettisti, artisti circensi, acrobati, illusionisti, cantanti e musicisti si riversano nella città per esibirsi e metter su spettacoli gratuiti o a pagamento. Lungo il Royal Mile gli artisti di strada danno luogo alle loro performance ad ogni ora del giorno e della notte, e vi sembrerà di vivere all’interno di un continuo spettacolo. Non mancano ovviamente le rappresentazioni teatrali, musical, concerti e commedie in strutture al chiuso. In alcuni casi l’entrata è libera e gratuita, in altri è a pagamento e necessita di essere prenotata in anticipo, in altri ancora vale la regola del “Pay as you wish“, ovvero della donazione a proprio piacimento per supportare il festival e lo spettacolo in questione. L’atmosfera in quel periodo dell’anno è davvero incredibile, vi consigliamo quindi di consultare il programma online (qualora vi trovaste a Edimburgo in agosto), e prendere parte a qualche esibizione o godere di quelle gratuite per le vie della città. L’Hogmanay è il termine scozzese con cui si indica la festività del Capodanno. Le sue origini risiedono sia nelle feste celebrate dai popoli nordici secondo la tradizione gaelica, sia nelle festività vichinghe di metà inverno. I festeggiamenti per il 31 dicembre e il 1 gennaio sono spettacolari a Edimburgo: il centro città viene chiuso e per accedervi serve il biglietto acquistabile online o via telefono. Migliaia di persone si recano ad Edimburgo per questa occasione, quindi prenotare con anticipo un posto in cui dormire è d’obbligo in questo periodo dell’anno. La festa è davvero spettacolare: parate lungo le strade con carri pieni di luci, artisti che si esibiscono ovunque, concerti nei giardini sotto al castello, ruote panoramiche e tanto altro concentrato in questi due giorni. Ovviamente non possono mancare i fuochi d’artificio sopra al castello che coronano al meglio l’atmosfera di festa. Curiosità Se siete fan della saga di Harry Potter dovete assolutamente prendere un tè accompagnato da un brownie al caramello salato all’Elephant House, una caffetteria che serve cibi salati e dolci adatti per un veloce pranzo o per una pausa pomeridiana. Qual è la particolarità di questo luogo? Bhè, è proprio qui che J.K.Rowling ha iniziato a scrivere le prime pagine di Harry Potter. La storia è stata ideata in un treno che andava da Londra a Manchester, ma la stesura è cominciata proprio a Edimburgo, in questo bar. Il locale non offre un aspetto magico o incantato: a prima vista vi sembrerà una caffetteria come un’altra eccezion fatta per la targhe appese su una parete che menzionano la celebre scrittrice, ma se entrate nei bagni del locale troverete migliaia di scritte e graffiti lasciati dai fan per celebrare il luogo dove è nata la prima magia. Se avete amato la saga quanto me, sicuramente sarete emozionati a sedervi e magari scrivere qualcosa tra quelle mura, dove tutto è stato messo nero su bianco per la prima volta. <<“After all this time?” “Always.”>> Non aspettatevi di comprendere la lingua parlata ad Edimburgo: la Scozia offre una bella varietà di linguaggio, spesso difficile anche per le orecchie più allenate! Ad Edimburgo (che si pronuncia Edimbra e non Edinburgh come suggerisce lo spelling) si alternano l’inglese scozzese, ovvero la varietà d’inglese parlata in Scozia, e la lingua scozzese vera e propria, di origine germanica occidentale del ramo anglo-frisone affine all’inglese ma con numerosi prestiti linguistici gaelici.  Auld Reekie è l’antico soprannome della città, che in scozzese significa “Vecchia puzzolente”. Passeggiando per Edimburgo sentirete ogni tanto un particolare odore tostato e affumicato, diverso da qualsiasi altra cosa, che avvertirete sia tra i vicoli della Old Town, sia sulla cima dell’Arthur’s Seat, senza capirne la provenienza. Inizialmente tutto ciò era attribuito al fumo dei numerosissimo camini della città che rendevano l’aria scura; in verità l’odore è provocato dai lieviti e dal malto delle fabbriche di birra. Una storia famosa è quella di Greyfriars Bobby, uno Skye Terrier per il quale è stata eretta una statua nella zona del cimitero di Edimburgo, luogo in cui il cane ha fatto la guardia per 14 anni alla tomba del padrone poliziotto, morto di tubercolosi. Dall’ostello di Cockburn street Edinburgh Castle Cockburn street [...] Read more...
26 Gennaio 2020ScoziaLe Ebridi Esterne sono le isole a Nord-Ovest della Scozia. Generalmente poco conosciute, queste isole offrono paesaggi mozzafiato e spiagge che hanno nulla da invidiare a quelle caraibiche (certo, fare il bagno è assolutamente fuori discussione). Se siete rimasti affascinati dalla Scozia e dall’unicità dei suoi paesaggi allora le Ebridi Esterne sono sicuramente la meta che fa per voi! Consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi, questo articolo per i nostri consigli pre partenza, e in generale questa pagina per trovare tutti i nostri articoli sulla Scozia! Come muoversi L’arcipelago delle Ebridi Esterne è raggiungibile via mare attraverso numerosi traghetti dall’isola di Skye e da alcuni porti turistici scozzesi (Oban, Mallaig, Ullapool). In alternativa ci sono voli che partono da Manchester, Glasgow, Edinburgh, Inverness e Aberdeen  ed atterranno a sull’isola di Lewis a Stornoway o sull’isola di Barra. Forse vorrete farvi tentare dall’esperienza unica al mondo di atterrare direttamente sulla spiaggia nel minuscolo aeroporto sull’isola di Barra.  Le isole sono generalmente collegate tra di loro da strada, fatta eccezione per il tratto tra Harris e North Uist, e tra South Uist e Barra. La Caledonian MacBrayne gestisce i traghetti che collegano queste isole. Esistono più collegamenti al giorno, è consigliabile prenotare il biglietto in anticipo e di controllare lo stato di navigazione del traghetto perché potrebbero subire cancellazioni o ritardi a causa del maltempo. I prezzi dei biglietti andata e ritorno sono generalmente 6-7£ a persona e 20-30£ per la macchina. Una volta arrivati sulle Ebridi Esterne non dovete escludere l’idea di poter girare in autobus. Sì, esistono anche nelle remote Ebridi Esterne! No, non sono molto frequenti. Quindi se volete viaggiare zaino in spalla con gli autobus dovete consultare le tratte e gli orari con largo anticipo.  Alternativa decisamente consigliata è affittare una macchina per poter girare liberamente qualsiasi spiaggia e angolo più remoto dell’arcipelago.  La macchina si può affittare in entrambi gli aeroporti o vicino ai porti dei traghetti. La conformità dell’arcipelago consiglia di visitare le isole muovendosi dall’isola di Lewis verso l’isola di Barra (o viceversa) quindi l’itinerario perfetto vorrebbe che si affittasse la macchina ad un’estremità e si lasciasse dall’altra. Dopo ricerche approfondite  la conclusione è stata che questa alternativa ideale deve essere scartata a malincuore: infatti non esistono autonoleggi con più sedi e lasciar la macchina dall’altro lato dell’arcipelago può costare 250£ (oltre al costo di affitto della macchina stessa). Quindi la soluzione più economica, considerando prezzi di noleggio auto e biglietti aerei, è arrivare e partire da Stornoway noleggiando la macchina in aeroporto.  Gli autonoleggi a Stornoway sono solitamente a gestione familiare e le prenotazioni devono essere fatte via mail o telefono non avendo un sistema di prenotazione online. Probabilmente la sede dell’autonoleggio sarà chiusa al vostro arrivo o al momento della partenza. Niente paura, l’usanza è quella di lasciare la macchina parcheggiata con le chiavi dentro in un posto concordato a priori. Nonostante questo accordo puzzi di scam, non dimenticatevi che siete sulle Ebridi Esterne un posto che scoprirete essere molto diverso dalla realtà a cui siamo abituati.  Per qualche indispensabile consiglio relativo alla guida in Scozia, andate qui! Itinerari consigliati Itinerario da 5 giorni: solo Lewis (1) ed Harris (2), in alternativa solo Barra (5). Itineriario da 10 giorni: tutte e 5 le isole. Must do Visitare i misteriosi resti di culture primitive che abitavano le Ebridi Esterne piu’ di 5000 anni fa Perdersi in lunghe camminate sulla costa per scovare le spiagge piu’ nascoste Scoprire come si produce il famoso Harris Tweed Scogliere di Tolsta, Isola di Lewis ISOLA DI LEWIS L’isola di Lewis  domina l’arcipelago delle Ebridi Esterne con la  sua area, è infatti l’unica isola in cui potreste dover guidare anche un’oretta per raggiungere una delle destinazioni. La ridente cittadina di Stornoway, considerata una metropoli per la zona, è un paesino portuale in cui si respira un’atmosfera fantasy e gaelica, e in cui è possibile comprare con facilità salmone e formaggi affumicati nelle smokehouses locali. I paesaggi offerti dall’isola sono ovviamente pazzeschi, ed le camminate da fare numerose. Vi consigliamo di percorrere la via lungo la spiaggia e la scogliera di Mangersta nella zona Ovest, e quella di Tolsta nella costa Est. Anche la mini-isola di Great Bernera, raggiungibile con la macchina, offre una passeggiata di 11 km davvero suggestiva.  Da non perdere le rovine megalitiche Calanais Standing Stones, che risalgono all’età del bronzo e sono visitabili gratuitamente; il Dun Carloway, un broch dell’età del ferro, gratuito; e il villaggio di Gaerrannan, un agglomerato di casette in pietra e paglia tipiche della zona, in cui è anche possibile dormire. Spiaggia di Luskentyre, Isola di Harris ISOLA DI HARRIS Le spiagge di Harris racchiudono tutte le sfumature dell’azzurro, dal turchese chiaro al blu intenso, e possono essere ammirate percorrendo sentieri a ridosso della costa. Vi consigliamo la passeggiata di Macleod’s Stone, e quella di Luskentyre che sono brevi e piacevoli. E cosa fare se vi trovaste sull’isola di Harris e il tempo fosse brutto? L’isola offre anche paesaggi che sono perfetti da ammirare quando le nuvole sono basse e non smette di piovere. Per esempio la Golden Road sul versante Est dell’isola o la strada verso la spiaggia di Hushinish diventano ancora più suggestive se attraversate sotto la pioggia. Se passate lungo la Golden Road non dimenticatevi di fare un salto nel piccolo museo gratuito (con tanto di negozio di souvenir) sulla storia e la lavorazione del famosissimo Harris Tweed. West beach, Isola di Berneray BERNERAY L’isola di Berneray è stata un’incredibile sorpresa! Così piccola da rischiare quasi di perderla, se non fosse che il traghetto che collega l’isola di Harris a North Uist attracca nel piccolo porto di Berneray. La West Beach è una delle spiagge con la sabbia più fine di tutte le Ebrici Esterne, così meravigliosa da essere scambiata per uno sfondo di Windows. Come tutte le cose più belle in Scozia, la vista di questa spiaggia bisogna guadagnarsela dopo una lunga camminata in un po’ di pantano. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Pony sull’isola di Eriskay SOUTH UIST & ERISKAY Eh no, i pony bianchi non sono un’esclusiva solo delle Isole Shetland a nord della Scozia! Anche le Ebridi Esterne hanno un’isola densamente popolata da pony selvatici. L’isola di Eriskay è il punto di partenza per raggiungere l’isola di Barra e famosa per la sua lunghissima strada che la collega a South Uist e per i suoi pony appunto.  Mentre aspettate di imbarcarvi sul traghetto consigliamo di parcheggiare la macchina al porto e di fare una passeggiata esplorativa dell’isola. Castelbay, Isola di Barra ISOLA DI BARRA & VATERSAY E’ difficile decidere quale spiaggia sia la più bella delle Ebridi Esterne, ma se dovessi scegliere l’isola più memorabile sarebbe senza ombra di dubbio l’isola di Barra e Vatersay. Sara’ per le piccole dimensioni, per la spettacolarità dei panorami, per la cordialità degli abitanti, ma l’isola di Barra è un piccolo gioiellino che offre un concentrato di attività. Castlebay è un paesino senza tempo dove il piatto tipico è un curry indiano, l’ufficio delle poste è anche supermercato e sala da tè, si possono trovare pony bianchi selvatici che camminano sulla costa e neve sulla collina piu’ alta. Se anche non siete arrivati nell’aeroporto di Barra vale la pena assistere ad uno degli atterraggi sulla spiaggia! Inutile dire che la vicina Vatersay è ricca di spiagge bianche bellissime che vi dovrete spartire solamente con le mucche. La pace e la bellezza di questo posto (e la relativa comodità) lo rendono ideale anche per una breve vacanza di qualche giorno per assaporare la magia delle Ebridi Esterne. Gran Bernera, Isola di Lewis Conchiglie sulla spiaggia di Scarista, Isola di Harris Calanais stones, Isola di Lewis Pony bianco in Castelbay, Isola di Barra Spiaggia vicino Mangersta, Isola di Lewis [...] Read more...
26 Gennaio 2020ScoziaL’isola di Skye, situata nell’arcipelago delle Ebridi Interne, è senza dubbio la più famosa e visitata della Scozia e non per caso. I paesaggi modellati dagli agenti atmosferici sono i più caratteristici che vi troverete davanti e vi sembrerà che siano le colline a seguire il vento costante e non viceversa. Un luogo come Skye è difficile da ritrovare altrove: rocce che sfidano la gravità, piccole venature d’acqua che attraversano il fianco delle montagne, alture rocciose che si specchiano sul mare. Una meta imperdibile per chi abbia voglia di esplorare un po’ di più la Scozia. Consultate questo articolo per i nostri consigli sugli itinerari scozzesi, questo articolo per i nostri consigli pre partenza, e in generale questa pagina per trovare tutti i nostri articoli sulla Scozia! Come muoversi Il modo più comodo per godersi al meglio l’isola di Skye è senza dubbio affittare una macchina; si ha così la possibilità di raggiungere senza problemi i luoghi più remoti che danno accesso alle camminate più spettacolari.  Scorrete i nostri articoli per qualche consiglio indispensabile quando siete alla guida in Scozia! Se guidare non è la vostra scelta è possibile usare i mezzi pubblici, anche se con qualche limitazione. La Stagecoach è la compagnia che gestisce gli autobus della zona, e potete trovare tutti gli orari qui selezionando il bus numero 52.  Fate attenzione però, perché gli autobus che collegano i paesini principali non sono numerosi, quindi bisogna organizzarsi bene per evitare di ritrovarsi la sera in mezzo al nulla senza un mezzo di trasporto! Itinerari consigliati Da 3 giorni: di passaggio l’Eilean Donan Castle(1), poi tappa a Portree (2) da cui potete vedere l’Old man of Storr (3) e il Quiraing (4), per concludere con il castello di Dunvegan (6). Da 4-6 giorni: con questa tempistica si può vedere tutto, magari decidendo di allungare i tempi con delle camminate. Must do Vedere la colonia di foche raggiungibile in barca dal Dunvegan Castle Se siete amanti del whisky, imperdibile la visita guidata della distilleria del Talisker Castello di Eilean Donan EILEAN DONAN Uno degli scorci più celebri della Scozia che avrete sicuramente visto in qualche film: il castello di Eilean Donan è una tappa irrinunciabile che si trova poco prima di entrare nell’isola di Skye se provenite dall’entroterra scozzese. Di per sé il castello non è molto grande e si visita in poco tempo; il biglietto d’entrata costa 10£. Quando pianificate la vostra visita tenete conto degli orari della marea: infatti a seconda del momento della giornata, potrete trovarvi davanti una rocca circondata dall’acqua oppure un castello su una distesa rocciosa. Portree PORTREE La città più importante dell’isola di Skye è in realtà un paesino che si affaccia sul mare e che regala questo poetico scorcio della baia affiancata da una fila di casette colorate. Portree si riempie di turisti durante il periodo estivo, quando i pullman di “Viajando por Escocia” dominano le strade dell’isola. E’ bene quindi prenotare qualche ora prima di cena un tavolo in uno dei pub della zona, per essere certi di trovare qualcosa da mangiare e di evitare lunghe attese. Old man of Storr OLD MAN OF STORR Poco distante da Portree si erge questa roccia a forma di pinnacolo dall’equilibrio apparentemente precario, parte di un complesso che caratterizza il profilo del paesaggio della zona. L’Old Man of Storr, paradiso dei camminatori e dei fotografi, vi lascerà a bocca aperta! Volete scattare la foto perfetta? Bene, allora non fate come noi e cercate di raggiungere il punto più alto seguendo questo sentiero. Qui vicino potete trovare anche la Kilt Rock, una scogliera da cui una piccola cascata si getta direttamente nel mare. Quiraing QUIRAING Per antonomasia il punto più caratteristico di Skye. Il Quiraing è l’altopiano da cui si gode uno dei panorami più caratteristici della Scozia, modellato da vento e pioggia. Affascinante con ogni tipo di tempo, è percorribile a piedi seguendo questo circuito di circa 7km. Vi consigliamo di camminare in senso orario e di affrontare la salita come prima cosa; il terreno è infatti sempre fangoso e bagnato, ed è quindi sicuramente preferibile una scalata in salita piuttosto che una bella caduta di sedere nel fango! FAIRY GLEN Una zona ricca di collinette verdi  dalle forme più strane che si estendono tutte intorno al rudere di un antico castello. Questa è Fairy Glen, la valle fatata. Nonostante il toponimo evocativo il nome non deriva da leggende o miti, ma solo dall’aspetto inusuale del luogo. La via da percorrere in macchina per raggiungere il parcheggio da cui parte il sentiero che si snoda tra le colline è particolarmente stretta. Vi consigliamo quindi di raggiungere questo luogo fuori dagli orari più turistici per evitare di rimanere bloccati tra una macchina e un trattore come è successo a noi!  Colonia di foche CASTELLO DI DUNVEGAN Il punto forte di questo castello è uno solo: le foche! Infatti è possibile, una volta pagato il biglietto del Castello di Dunvegan del suo giardino (rispettivamente 14£ o 12£), accedere ad un porticciolo da cui partono delle barchette guidate da taciturni marinai scozzesi che vi porteranno a pochi metri da una immensa colonia di foche. Il giro in barca dura una mezz’ora e costa 9.5£, ma ne vale assolutamente la pena per vedere le foche nel loro habitat naturale. Attenzione, perché col maltempo o con venti molto forti la barca non parte. Purtroppo non sono disponibili informazioni online; l’unico modo per avere certezza è chiamarli direttamente.  Coral beach CORAL BEACH Coral Beach è tanto bella quanto facile da raggiungere. Poco distante da il Castello di Dunvegan, si può lasciare la macchina in un comodo parcheggio e da li’ cominciare la passeggiata di solo un paio di chilometri. Questa spiaggia e’ l’ideale per un  rilassante pic-nic vista mare! Neist Point NEIST POINT Sulla punta nord-ovest dell’isola di Skye si trova il suggestivo promontorio di Neist Point sulla cui estremità svetta un faro. Questo paesaggio da copertina è imperdibile anche se la stretta strada e il minuscolo parcheggio sempre molto affollato scoraggiano facilmente i meno determinati. Arrivati sulla costa (forse dopo una considerevole camminata da dove avete lasciato la macchina) la vista è mozzafiato e due camminate si presentano davanti a voi: la prima è molto semplice e porta dalla costa fin sotto al faro, la seconda è parecchio impegnativa e percorre un tratto di costa dove il bellissimo panorama viene pagato a caro prezzo. Botti di whisky, Talisker distillery TALISKER DISTILLERY Non potete lasciare l’isola di Skye senza visitare una distilleria di whisky (rigorosamente single malt). Lasciatevi avvolgere dall’odore di affumicato che circonda la Talisker Distillery, e non rinunciate a  una visita guidata. La distilleria del Talisker ne offre diverse che vanno dai 10£ ai 45£, che permettono di scoprire come funziona la produzione  e permettono di degustare diverse tipologie di whisky. La visita va assolutamente prenotata in anticipo, ed è possibile farlo attraverso il loro sito. Fairy pools FAIRY POOLS Nella zona di Glenbrittle, vicino a Carbost, trovate le Fairy Pools, piscine fatate. Nella vostra camminata vi ritroverete accanto a piccole cascate e rapide vivaci che si gettano in tanti laghetti naturali. L’atmosfera è davvero magica: col bel tempo i colori sono magnifici, col brutto tempo una nebbiolina si poserà sulle cime dei colli circostanti donando un aspetto misterioso e incantato. Fate molta attenzione al meteo, infatti, se ha piovuto molto nelle ore precedenti, parte del cammino potrebbe essere quasi inaccessibile (ha un fattore bog non trascurabile!). Potreste dunque ritrovarvi a scegliere tra il rinunciare o il guadare con tutte le scarpe un torrente. Spiaggia di Camas Daraich, Armadale ARMANDALE Se vi trovate nei pressi di Armadale vuol dire che siete tristemente giunti alla fine di questa meravigliosa avventura alla scoperta dell’isola di Skye. Fortunatamente c’è ancora un’ultima camminata che potete fare non meno emozionante di quelle che vi siete lasciati alle spalle. Superata Armadale, dirigetevi verso l’estremità sud dell’isola di Skye finché non raggiungete un parcheggio da cui potrete cominciare il sentiero verso Point of Sleat. La camminata è lunga 8.5 km ma se siete di fretta perché avete un traghetto da prendere vi consigliamo di percorrere la passeggiata almeno fino alla spiaggia di Camas Daraich. Poco prima di arrivare alla spiaggia potrete anche sostare in un’inaspettato Honesty Cafe, o meglio, niente più che un tavolo dove si può consumare quello che più si preferisce tra bevande calde, biscotti e tortine dopo aver lasciato un’offerta in un barattolo. Sono questi i piccoli dettagli che sicuramente vi hanno fatto innamorare dell’isola di Skye e che più vi mancheranno! Kilt Rock,Skye Hairy Coos, le mucche delle Highlands Isleornsay, villaggio lungo la strada per Armadale, Skye [...] Read more...